Continua il dominio di Andrea Locatelli nel WSSP. L’italiano della Bardahl Evan Brothers pare davvero riuscire in quell’obiettivo in cui negli ultimi venti anni tanti italiani, ultimo dei quali Federico Caricasulo, hanno fallito: la conquista dell’iride SS 600. Anche a Portimao l’italiano fa bottino pieno in entrambe le gare mentre i transalpini suoi avversari toppano clamorosamente. In prima manche Jules Cluzel, a lungo saldamente alle spalle del nostro portacolori con la Yamaha YZF R6 della GMT 94, compie a pochi giri dalla fine una scivolata che lo fa retrocedere in sesta posizione.
Ruolino di marcia di tutto rispetto per Andrea Locatelli che a Portimao mette a segno l’ennesima doppietta
Il secondo gradino del podio se lo prende così Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti, davanti al nostro Raffaele De Rosa che fa benissimo con la MV Agusta F3 675, ponendosi tra i principali inseguitori di Locatelli nella classifica del Campionato Mondiale Supersport. Con Cluzel retrocesso oltre la Top Five, sale in cattedra il compagno di team Corentin Perolari, che sul finire della corsa brucia in extremis la Yamaha YZF R6 di Isaac Vinales.
Ottima prima manche per Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti che chiude al secondo posto
Per il fratello di Maverick grande beffa: terzo fino a metà dell’ultimo giro, subisce l’attacco in simultanea di De Rosa e Perolari e termina solo quinto. Per la Kallio Racing prima gara resa ancora più amara dal nono posto dell’estone Hannes Soomer, alle spalle della Kawasaki Puccetti di Philipp Oettl e della Yamaha Ten Kate del sudafricano Steven Odendaal. Unico italiano in fondo oltre a Locatelli e De Rosa è Axel Bassani che racimola un buon tredicesimo posto.
Raffaele De Rosa con la MV Agusta F3 675 chiude il podio di gara 1 della WSSP a Portimao
Per Federico Fuligni con la seconda MV Agusta ufficiale e Luigi Montella, stop per problemi tecnici. Peggio ancora va a Kevin Manfredi, caduto. In seconda manche i piloti della GMT 94 lavorano in squadra per tentare di infrangere la imbattibilità di Locatelli. Perolari è il primo leader, cedendo poi strada dopo una tornata a Cluzel che mantiene il comando per sette giri.
Jules Cluzel con la Yamaha YZF R6 della GMT 94, dopo la scivolata di gara 1 conquista la piazza d’onore in gara 2
Al nono giro, però, Locatelli lancia l’attacco vincente e rimane al comando fino alla bandiera a scacchi, con Cluzel di nuovo ben saldo alle sue spalle ed Vinales che stavolta non ha problemi a conservare il terzo posto ai danni di Odendaal ed Oettl. Delusione per Perolari calato sulla distanza e solo settimo, così come per Mahias, costretto ai box dopo una scivolata iniziale, e per De Rosa che dopo una scivolata racimola solo il dodicesimo posto davanti ad un Manfredi in ripresa con la Yamaha YZF R6 di Altogoo Racing Team.
La Yamaha YZF R6 di Isaac Vinales si piazza al terzo posto in gara 2
Anche Fuligni sembra in ripresa ma alla fine è costretto a lasciare la quindicesima posizione all’indonesiano Galang Hendra Pratama su Yamaha. Fuori dai punti Bassani, diciannovesimo, e Montella ventunesimo. Prossimo round del WSSP ad Aragon sul finire di agosto.
Esulta Enea Bastianini sul podio di Brno per la meritata vittoria in Moto2 (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Weekend trionfale in Moto2 per Enea Bastianini a Brno. Il portacolori della Italtrans Racing Team non conosce rivali sulla pista ceca, vince ed allunga in classifica con un margine di vantaggio di quasi venti punti su Luca Marini, giunto “solo” quarto sotto la bandiera a scacchi. Le prime posizioni sono monopolizzate dalle Kalex con Sam Lowes secondo con la moto di EG 0,0 Marc VDS e Joe Roberts terzo con la moto di Tennor American Racing.
Gran mastino Sam Lowes secondo con la moto di EG 0,0 Marc VDS (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
L’avvenire della gloriosa famiglia americana sembra proprio assicurato. In ombra la rappresentativa spagnola, che da qualche anno non sembra riscuotere grandi successi nella Moto2. Il migliore è Augusto Fernandez con la seconda Kalex della EG 0,0 Marc VDS, quinto davanti a Marco Bezzecchi con la seconda Kalex del team di Valentino Rossi.
Joe Roberts è terzo con la moto di Tennor American Racing (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Bezzecchi non ha lo stesso mordente mostrato a marzo in Qatar, e fatica per precedere Jorge Navarro con la migliore Speed Up e Jorge Martin sulla Kalex del team di Ajo, che è supportato dalla KTM. Peggio ancora di Martin va il compagno di team Tetsuta Nagashima, undicesimo. Dopo le delusioni nella MotoGP 2019 con la KTM di Tech3, fatica a ritrovarsi il malese Hafizh Syahrin: è solo nono con la Speed Up curata da Aspar Martinez, davanti al compagno di team Aron Canet che deve ancora ambientarsi dopo le stagioni vincenti in Moto3.
Luca Marini giunge quarto sotto la bandiera a scacchi e si piazza ai piedi del podio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Un solo italiano in zona punti oltre ai nostri “big”, è Nicolò Jarod Bulega con la Kalex curata da Gresini, quattordicesimo alle spalle del “nobile decaduto” Marcel Schrotter, che preclude a Fabio Di Giannantonio e alla sua Speed Up l’accesso ad un punto che avrebbe fatto morale. Alle spalle di Di Giannantonio troviamo Thomas Luthi, che non accenna ad uscire dal “buco nero” in cui è piombato dopo la disastrosa esperienza in MotoGP.
Marco Bezzecchi si piazza al sesto con la seconda Kalex del team di Valentino Rossi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Per la Liqui Moly Intact GP trasferta a Brno assolutamente incolore con il solo punto di Schrotter in carniere. Disastro per Lorenzo Baldassarri, ventiduesimo, e per Lorenzo Dalla Porta lontano anni luce dai successi della Moto3. Per il toscano, solo il ventiquattresimo posto mentre Bastianini con la stessa moto vola in testa al mondiale.
Nicolò Jarod Bulega con la Kalex curata da Gresini è quattordicesimo al traguardo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Peggio ancora va a Stefano Manzi, caduto con la MV Agusta. Per tutti, speranze di riscatto nel prossimo round Moto2 di Zeltweg del 15 agosto, primo di due gare sulla pista austriaca.
Brad Binder che con la Ktm ufficiale realizza l'impresa storica in MotoGP a Brno (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Il round di Brno della MotoGP va agli archivi riservando grandi sorprese, che purtroppo il pubblico non ha potuto gustare a causa delle “porte chiuse” dettate dalle norme anti-Covid. Già nelle prove ufficiali, spicca la pole di Johann Zarco, in crescita costante con la Ducati di Reale Avintia, ex “cenerentola” dei team Ducati nella classe regina. Il francese dimostra di essere tornato ai livelli di tre anni fa, e per tutta la durata della gara rimane costantemente in lotta per la vittoria. Alla fine, però, arriva il vincitore che non ti aspetti, alla guida di una moto che mai prima di oggi era riuscita ad affacciarsi in zona podio.
Franco Morbidelli con la Yamaha di Petronas SRT non riesce ad andare oltre la piazza d’onore (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Stiamo parlando del sudafricano Brad Binder che con la Ktm ufficiale realizza l’impresa, battendo il nostro Franco Morbidelli con la Yamaha di Petronas SRT e lo stesso Zarco che comunque raccoglie applausi e festeggia la ritrovata competitività dopo una crisi apparentemente senza fine. Unica pecca per Zarco, gli eccessi di bagarre con Pol Espargaro che hanno portato alla caduta dell’iberico facendo sfumare una possibile “doppietta sul podio” per le moto arancio-nere. Per Binder è la prima vittoria nella MotoGP, dopo il titolo Moto3 nel 2016 ed anni altalenanti in Moto2.
Johann Zarco, nonostante la bagarre con Pol Esparagro, termina al terzo posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Dopo i trionfi di Kork Ballington -c’erano ancora l’Apartheid, la “Repubblica Sudafricana” e il compianto regista Gordon Vorster girava il bellissimo “La Quinta Stagione”, film strappalacrime ambientato nel Motociclismo sportivo…- il Sudafrica ritrova un pilota in grado di lottare per grandi traguardi. Che la gara di Brno sia la corsa degli outsiders, lo dimostra il quarto posto di Alex Rins su Suzuki Ecstar. L’iberico sembrava in seria difficoltà dopo il doppio weekend di Jerez, ed invece rieccolo nelle posizioni di vertice, pronto ad occupare lo spazio lasciato vuoto -almeno per ora- da Marc Marquez che rischia seriamente di dover abdicare dopo anni di trionfi.
Valentino Rossi, pur viaggiando con tempi di tutto rispetto, non va oltre la quinta piazza (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Leader di campionato con un bel margine di 17 punti rimane Fabio Quartararo, nonostante abbia racimolato solo il settimo posto con la Yamaha Petronas SRT, preceduto anche da un ottimo Valentino Rossi, quinto, e da Miguel Oliveira che conferma, gara dopo gara, i progressi delle KTM curate da Herve Poncharal. Nella Top Ten troviamo anche un super Takaaki Nakagami che è il migliore con le Honda del team di Lucio Cecchinello, surclassando Cal Crutchlow che porta a casa un deludente tredicesimo posto, forse retaggio dell’infortunio di Jerez, Jack Miller che comunque non brilla con la Ducati di Pramac Racing ed Aleix Espargaro che riporta in alto le Aprilia dopo una serie di gare sfortunatissime.
Fabio Quartararo, nonostante abbia racimolato solo il settimo posto, è sempre al comando della classifica del Motomondiale (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Per l’iberico la soddisfazione di avere sconfitto sul campo i nostri Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci con le Ducati ufficiali, davvero in crisi sul caldo asfalto ceco. In una giornata carica di sorprese, a chiudere la zona punti trovi due piloti che non ti aspetti: Maverick Vinales solo quattordicesimo con la Yamaha ufficiale -per fortuna che il fratello Isaac a Portimao ha saputo salvare l’onore di famiglia con il podio in Gara 2 Supersport…- ed Alex Marquez che continua a soffrire la Honda ufficiale. La decisione di metterlo subito a fianco del fratellone Marc nel 2020 si è rivelata azzardata: Alex deve innegabilmente mettere insieme molta più esperienza.
Grande quarto posto di Alex Rins con la Suzuki Ecstar (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Fuori dai punti troviamo Tito Rabat che non riesce a progredire come Zarco, Bradley Smith assolutamente fuori forma con la seconda Aprilia e Stefan Bradl, chiamato al posto di Marc Marquez pressoché in extremis e purtroppo non in grado di sfruttare al meglio la potente moto giapponese, complice la lunga inattività. Ed ora, la doppia trasferta di Zeltweg, che potrebbe riservare ulteriori sorprese in una MotoGP mai così incerta come in questa disgraziata stagione.
Doppietta di Jonathan Rea nella tappa WSBK di Portimao
L’exploit di Scott Redding nel round di Jerez del decimato WSBK si rivela purtroppo isolato. Sulla pista di Portimao, torna a dominare la Kawasaki ZX-10 RR di Jonathan Rea che si aggiudica la prima gara senza particolari problemi comandando da bandiera a bandiera. Per la Ducati gara in salita con Redding solamente settimo e Chaz Davies nuovamente irriconoscibile all’undicesimo posto. Paradossalmente la migliore moto di Borgo Panigale è quella GoEleven di Michael Ruben Rinaldi che con il quinto posto si aggiudica anche la classifica Indipendenti ai danni della Yamaha YZF R1 Ten Kate di Loris Baz, in costante ripresa prestazionale.
Toprak Razgatlioglu con la Yamaha taglia il traguardo di gara 1 alle spalle di Rea
La Yamaha però raccoglie soddisfazioni ancora più grandi con gli ufficiali Toprak Razgatlioglu e Michael Van der Mark, rispettivamente secondo e terzo assoluti davanti alla seconda Kawasaki ufficiale di Alex Lowes. Le moto di Iwata si confermano estremamente competitive e potrebbero fare saltare molti equilibri nel Campionato Mondiale Superbike 2020. Per contrasto, continuano ad inseguire le Honda e le Bmw. Honda raccatta solo il nono posto con Alvaro Bautista ed il dodicesimo con Leon Haslam, mentre per la Bmw va un po’ meglio grazie all’ottavo posto di Tom Sykes ed al decimo di Eugene Laverty.
Gradino più basso del podio a Portimao è monopolizzato da Michael Van der Mark, terzo in entrambe la manche
Podio degli indipendenti completato da Xavi Fores con la Kawasaki di Puccetti, complice la violenta caduta di Sandro Cortese con la Kawasaki di Pedercini a poche curve dalla fine: per l’italo-tedesco sfuma anche la seconda manche. La zona punti la completano le Yamaha della GRT con Garrett Gerloff quattordicesimo e Federico Caricasulo quindicesimo. Delusione per Marco Melandri, solo diciottesimo, mentre Lorenzo Gabellini con la Honda di MIE Racing è appena ventesimo davanti al solo Maximilian Scheib. La Superpole Race non riserva molte emozioni, con Rea che allunga subito su Razgatlioglu e un sorprendente Baz i quali completeranno poi il podio sotto la bandiera a scacchi.
Alex Lowes con la Kawasaki ufficiale è quarto in gara 1
Redding chiude quinto mentre va male per Davies, finito a terra assieme a Laverty e rientrato dolorante ai box. Bilancio degli italiani in questa gara: ottavo Rinaldi, dodicesimo Caricasulo, quindicesimo Melandri e diciottesimo Gabellini. La seconda manche vede Rea partire alla grande, mentre Laverty scivola con la Bmw. Redding si installa al terzo posto dietro a Razgatlioglu, mentre Davies occupa solo l’ottavo posto. Van der Mark, partito abbastanza bene, passa alle spalle di Redding mentre Baz compromette tutto cadendo sul finire dell’ultimo giro. Al secondo giro, Redding si porta secondo ed inizia a stringere su Rea mentre Davies si riscatta e inizia ad insidiare il sesto posto di Haslam.
La partenza di gara 2 della WSBK a Portimao
Colpo di scena quindi nella lotta per il terzo posto con Razgatlioglu che scivola alla Curva 5 e riparte in quattordicesima posizione, lasciando Van der Mark e Lowes a duellare. Il confronto dura però ben poco, perché al settimo giro Lowes scivola sempre alla Curva 5 e riprende in ventesima ed ultima posizione. Davies così risale senza fatica al quarto posto precedendo Haslam e Rinaldi che, ringalluzzito dalla caduta di Baz, “vola” tra gli Indipendenti. In questa categoria, si esalta anche Xavi Fores che occupa il nono posto assoluto oltre ad essere secondo di classe davanti a Gerloff e Caricasulo. Razgatlioglu intanto anima una rimonta rabbiosa scalzando prima Sylvain Barrier e poi Leandro Mercado.
Scott Redding migliora il settimo posto di gara 1 con la piazza d’onore di gara 2, in questa foto seguito da Michael Van der Mark, terzo al traguardo alle spalle del ducatista
Rea allunga deciso su Redding e Van der Mark che prova a riprendere l’ufficiale Ducati, mentre la Curva 5 miete un’altra vittima, Leon Haslam che non resiste al ritorno di Rinaldi e Bautista. Anche l’inglese arretra così nelle retrovie ad otto giri dalla fine, permettendo a Razgatlioglu di riavvicinarsi alla Top Ten. Quanto a Lowes, riprende mestamente la strada dei box. La Curva 5 vede un altro colpo di scena a sette giri dalla fine con Van der Mark che supera Redding e si invola in seconda posizione. Fortuna per Redding che l’olandese sbagli poche curve più avanti permettendogli di tornare secondo.
Alvaro Bautista con la Honda porta a casa dal tracciato di Portimao un quinto e un nono posto
Con le gomme alla frutta complice il caldo, Redding e Van der Mark animano un duello a suon di errori che consente a Rea di allungare con sempre maggiore decisione. Intanto Gerloff in lotta con Fores fa cadere lo spagnolo e rovina anche la sua gara, Razgatlioglu sale così nono e Caricasulo è secondo tra gli Indipendenti. Poco dopo il turco supera l’italiano della GRT Junior e risale ottavo. Poteva andare meglio la gara di Melandri, stabile attorno al tredicesimo posto, dopo avere subito i ritorni di Laverty e Haslam.
Anche Chaz Davies con l’altra Ducati ufficiale migliora l’undicesimo posto di gara 1 con un quarto posto in gara 2
L’ultimo giro vede Rea tranquillissimo al comando, mentre Redding con le gomme alla frutta fatica sempre più nella lotta con Van der Mark. La bandiera a scacchi saluta quindi l’undicesima vittoria sul suolo portoghese di Rea, mentre Redding resiste agli ultimi assalti di Van der Mark. Quarto un ottimo Davies davanti a Bautista, mentre Rinaldi trionfa tra gli Indipendenti davanti a Caricasulo e Mercado, riuscito ad avere la meglio su Gerloff.
Bmw vede in Tom Sykes il suo miglior portacolori con un settimo e un ottavo posto
A punti anche Melandri, quattordicesimo, mentre Gabellini è diciassettesimo con la Honda di MIE Racing. In classifica di campionato WSBK, Rea torna in vetta con quattro punti di vantaggio su Redding. E il prossimo round di fine agosto ad Aragon si preannuncia rovente.
Doppietta di Scott Redding con la Ducati ufficiale nel weekend WSBK a Jerez de la Frontera
Dopo il lungo stop dalla prima gara di Phillip Island, ritorna in scena la WSBK a Jerez de la Frontera, già sede delle prime due gare della MotoGP. Sul circuito spagnolo il Campionato Mondiale Superbike regala grandi soddisfazioni ai colori italiani con la doppietta di Scott Redding, che lancia il ducatista al comando della classifica. Redding nella prima manche lascia sfogare la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale di Jonathan Rea, ma al quindicesimo giro si porta al comando e lo detiene fino alla conclusione.
Jonathan Rea è secondo in gara 1
Rea si deve accontentare dell’argento, mentre il podio lo completa il neo-ufficiale Yamaha Toprak Razgatlioglu davanti alla seconda Ducati ufficiale di Chaz Davies e alla Yamaha Ten Kate di Loris Baz, primo tra gli Indipendenti davanti a Michael Ruben Rinaldi con la Ducati Panigale di GoEleven. Solo settimo il neo-ufficiale Honda Alvaro Bautista, che precede Marco Melandri di nuovo al manubrio di una moto dopo avere “ritrattato” il suo ritiro. Con la Ducati di Barni, è terzo tra gli Indipendenti.
Toprak Razgatlioglu monopolizza il terzo gradino del podio
Delude Alex Lowes solo nono con la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale davanti al connazionale Leon Haslam con la seconda Honda CBR 1000 RR-R ufficiale. Undicesimo l’americano Garrett Gerloff con la Yamaha di GRT, che precede l’Aprilia RSV4 che la M2 Racing affida al francese Christophe Ponsson. Una delusione la corsa di Xavi Fores con la Kawasaki di Puccetti, ben lontano dai tempi d’oro della Barni Racing: chiude solo tredicesimo davanti alla Kawasaki di Sandro Cortese. Un disastro le Bmw ufficiali. Tom Sykes, causa problemi tecnici, non copre distanza sufficiente per la qualificazione; Eugene Laverty raccatta un punto con la Bmw S1000 RR.
Loris Baz
Fuori dalla zona punti le Honda di Althea con Lorenzo Gabellini diciassettesimo davanti a Takumi Takahashi. Tra i ritirati anche Michael Van der Mark e Federico Caricasulo con le Yamaha. L’olandese viene eliminato da noie tecniche, Caricasulo rientra ai box dopo una caduta. Nella Superpole Race pronto riscatto di Rea che va a vincere davanti a Redding, Van der Mark, Baz e Davies. L’unico ritiro è di Razgatlioglu per noie tecniche, mentre il bilancio degli italiani vede Rinaldi undicesimo, Caricasulo sedicesimo, Melandri diciottesimo e Gabellini ventesimo.
Michael Ruben Rinaldi
Nella seconda gara, Razgatlioglu cade nelle fasi di pre-griglia ma riesce comunque a partire. Laverty finisce subito lungo nella ghiaia mentre Baz termina nelle retrovie per una caduta. Rea comanda solo per un giro, poi Redding lo sorpassa e comincia una cavalcata trionfale fino al traguardo. Per Rea la gara si rivela un vero e proprio calvario, l’inglese della Kawasaki retrocede sempre più in classifica fino al sesto posto. Per la Ducati è festa grande, con Davies che si porta secondo, a dimostrazione della ritrovata competitività.
Lo start di gara 2 del WSBK a Jerez de la Frontera
Nonostante la caduta Razgatlioglu si conferma gran pilota e termina terzo davanti all’ottimo Rinaldi che fa bottino pieno tra gli indipendenti e precede le Kawasaki di Lowes e Rea, la Yamaha ufficiale di Van der Mark e la Honda ufficiale di un Bautista, tutt’altro che competitivo. Il trionfo italiano tra gli Indipendenti lo conferma Melandri, secondo di classe e nono assoluto. Podio degli Indipendenti e Top Ten assoluta completati da Gerloff che precede un Sykes disastroso ed un Haslam assolutamente fuori forma con la Honda ufficiale.
Un secondo e un quarto posto per Chaz Davies con la seconda Ducati ufficiale
Fores si “conferma” tredicesimo davanti alla Kawasaki Outdo di Cortese ed alla Ducati che Motocorsa schiera per l’argentino Leandro Mercado, fermo in Gara 1. Quest’ultimo estromette dalla zona punti Caricasulo protagonista di un weekend sfortunato. Maximilian Scheib con la Kawasaki di Orelac e Gabellini completano la classifica. Ritirati per cadute Takahashi e Ponsson, per noie tecniche Laverty e Sylvain Barrier con la Ducati di Brixx Performance. Prossima gara del “mini-campionato” WSBK, riorganizzato in fretta e furia dopo il lockdown, già nel prossimo weekend a Portimao.
Il danese Oliver Rasmussen vince la gara di apertura del Formula Regional European Championship a Misano Adriatico
Neanche nel secondo anno di attività riesce a crescere a livelli numerici la Formula Regional European Championship: a Misano Adriatico sono solo undici le Tatuus Formula 3 in campo, con i soli Andrea Cola della Monolite ed Emilio Pesce della DR Formula a rappresentare i colori italiani. La Prema Powerteam, che forma la spina dorsale del campionato schierando ben quattro monoposto, una in più della KIC, fa il vuoto vincendo tutti e tre i confronti. Nella prima gara, il danese Oliver Rasmussen non ha particolari problemi nel battere il finnico Patrick Pasma della KIC. Pasma è suo malgrado noto perché alcuni anni fa, a Donington Park, fu coinvolto nell’incidente che costò entrambe le gambe a Billy Monger.
Arthur Leclerc si aggiudica la vittoria della seconda gara della Formula Regional European Championship
Alle spalle del capace finlandese troviamo la campionessa della W Series Jamie Laura Chadwick e Gianluca Petecof entrambi della Prema. Per la Chadwick subito un podio al primo colpo, confermando le ottime credenziali mostrate nel campionato “ladies”. Due i ritiri: sono Arthur Leclerc della Prema e Juri Vips che dopo una lunga militanza col team padovano debutta con la KIC; Cola chiude sesto, ma sul campo viene preceduto da Pesce poi penalizzato. In seconda manche subitaneo riscatto di Leclerc, che dimostra di avere un piede pesante quanto il fratello maggiore Charles. Petecof è l’unico a mantenere un divario nell’ordine dei cinque secondi, già Rasmussen che completa il podio è staccato di oltre quindici secondi. Non male Pasma, quarto davanti a Pierre Louis Chovet unica punta della Van Amersfoort. Continua a sfigurare l’estone Vips, solo sesto davanti a Konsta Lappalainen suo compagno di team. Nono posto per Cola ed undicesimo per Pesce.
la vittoria di Gianluca Petecof chiude le ostilità a Misano Adriatico della Formula Regional
Questi è subito costretto al ritiro nell’ultima manche al pari di Lappalainen, mentre Leclerc e Petecof ingaggiano un aspro duello per la vittoria. Alla fine Petecof la spunta sul campo, ma sarebbe comunque salito sul gradino più alto del podio visto che Leclerc subisce una penalità di cinque secondi nel post-gara. Trionfo Prema consolidato ancora una volta da Rasmussen, che precede l’ex Vips, Pasma e la Chadwick che dimostra di essersi presto portata ai livelli di Sophia Floersch e Sharon Scolari, prime due ragazze a correre nella Regional. In crisi profonda Cola che chiude nono, battuto anche dal giovanissimo francese Gillian Henrion. La Formula Regional tornerà in campo già a fine agosto ad Imola, all’interno del contenitore targato Aci Sport.
L’Audi R8 LMS di Daniel Mancinelli e Riccardo Agostini al traguardo della prima gara del GT Sprint a Misano Adriatico
Dopo l’inizio della serie GT Endurance al Mugello, con una griglia molto stringata, l’avvio del Campionato ItalianoGT Sprint da Misano Adriatico è decisamente più rassicurante con ben ventisette concorrenti al via. La prima manche, la “Feature” di 50 minuti, vede l’Audi R8 LMS di Daniel Mancinelli e Riccardo Agostini conquistare una nuova vittoria. La prima parte di gara vede la Lamborghini Huracan di Loris Spinelli e Davide Roda comandare le operazioni, ma dopo il pit-stop si accende una bagarre tra la Ferrari 488 di Alessandro Vezzoni e Daniele Di Amato e l’Audi ufficiale, che premia la vettura della casa degli Anelli.
Marius Zug e Stefano Comandini con la Bmw M6 ufficiale sono secondi dietro l’Audi
Sono molti gli equipaggi penalizzati nel post-gara e tra questi anche la Lamborghini Huracan di Vincenzo Sospiri Racing pilotata da Yuki Nemoto e Tuomas Tujula, comunque terza alle spalle della Bmw M6 ufficiale di Marius Zug e Stefano Comandini. La migliore Ferrari è la 488 AF Corse di Giorgio Roda e Alessio Rovera, quarta davanti alla Huracan di Danny Kroes e Leonardo Pulcini, anche questa schierata da Vincenzo Sospiri. Non male nemmeno Kikko Galbiati e Giovanni Venturini sesti con la Lamborghini Huracan della Imperiale Racing.
Terzo gradino del podio per Yuki Nemoto e Tuomas Tujula con la Lamborghini Huracan di Vincenzo Sospiri Racing
Nella classe GT4 aumento incoraggiante di iscritti con vittoria di Simone Riccitelli e Francesco Guerra con la Bmw M4 davanti alla Mercedes AMG di Luca Segù e Francesco De Luca e alla Porsche Cayman di Paolo Gnemmi e Riccardo Pera. Ai piedi del podio di classe la Mercedes AMG del patron Nova Race Luca Magnoni. In GT Cup, debutto vincente per il bagnorese Gianluca Carboni che con Vincenzo Sauto porta al successo la Porsche 991 Duell davanti alla Ferrari 488 che Easy Race schiera per Matteo Greco e Riccardo Chiesa.
In GT Cup, debutto vincente per Gianluca Carboni e Vincenzo Sauto con la Porsche 991 Duell
In seconda manche Galbiati e Venturini sono i primi sotto la bandiera a scacchi con la loro Huracan, ma incappano in una penalità di cinque secondi e l’agognato successo si tramuta in un beffardo settimo posto finale, alle spalle della ugualmente penalizzata Ferrari 488 di Vezzoni e Di Amato. A vincere è così la Mercedes AMG che Antonelli schiera per il romano Daniel Zampieri ed il giovane piacentino Lorenzo Ferrari, da tutti visto come l’erede naturale del compianto Cesare Passoli. Nonostante l’età ancora verde, Ferrari mostra sprazzi da vero campione confermando le premesse mostrate in Formula 4.
E’ di Daniel Zampieri e Lorenzo Ferrari con la Mercedes AMG di Antonelli Motorsport la vittoria di gara 2
Soddisfazione anche per la AF Corse. Il team di Amato Ferrari porta al secondo posto la 488 di Roda e Rovera, piegando le ambizioni dell’Audi R8 LMS di Agostini e Mancinelli che mancano la possibilità di una “tripletta” dopo le vittorie al Mugello ed in prima manche. Quanto a Comandini e Zug, terminano ai piedi del podio con la Bmw M6 ufficiale davanti alla Ferrari 488 Easy Race di Mattia Michelotto e Sean Hudspeth, proveniente dal Ferrari Challenge. Niente da fare per Tujula subito rientrato ai box.
Ottima gara 2 per di Mattia Michelotto e Sean Hudspeth cona la Ferrari 488 di Easy Race
In GT4, la Nova Race vince con Segù e De Luca davanti alla Cayman di Gnemmi e Pera e alla Mercedes AMG che Villorba Corse mette in pista per Andrea Belicchi e Jody Vullo, proveniente dal TCR Endurance. Ai piedi del podio di classe, Gianluigi Piccioli e Sabino De Castro autori di una buona gara con la seconda Cayman della Ebimotors e quindi Paolo Meloni che debutta nel Campionato GT con la Bmw M4 del glorioso team W&D. Tra l’altro, nei campionati europei Meloni ha ristabilito l’antica alleanza con Stefano Valli che fruttò molti titoli nel CIVT e nelle gare Endurance dei primi anni Zero.
In GT4 costante la prestazione di Paolo Gnemmi e Riccardo Pera con la Porsche Cayman
Fuori gioco Guerra e Riccitelli con la M4, precludendo una doppietta del “Junior Team” ufficiale Bmw. In GT Cup, ritiro per Sauto e Carboni e rivincita per Chiesa e Greco, che battono la privatissima Ferrari 488 messa a disposizione da Manfredi “Aramis” Ravetto a Luca Demarchi e Giampiero Cristoni. Aci Sport con il GT Sprint tornerà in campo il primo weekend di ottobre al Mugello; prima, due gare della serie GT Endurance a Imola (fine Agosto) e Vallelunga (18-20 Settembre).
Eric Brigliadori con l’Audi RS3 LMS della BF Motorsport si aggiudica entrambe le gare del Campionato Italiano TCR Italy in programma a Misano Adriatico
Weekend TCR Italy denso di soddisfazioni per il portacolori della BF Motorsport Eric Brigliadori con l’Audi RS3 LMS che fa saltare il banco in entrambe le manche in programma a Misano Adriatico, candidandosi per il titolo 2020. Nella prima manche la vittoria arriva dopo la squalifica di Felice Jelmini vincitore sul campo con la Hyundai i30N TCR della PMA, per un motivo a dir poco sfortunato. Un sensore rotto sulla vettura coreana non ha permesso ai commissari di rilevare i dati sulla pressione del turbo, con conseguente squalifica cui è stato interposto appello.
Eric Scalvini
Con Jelmini out, secondo posto per la Cupra Leon di Salvatore Tavano –vincitore di gara 1 al Mugello– e terzo posto per un’altra Hyundai, quella Target Competition di Marco Pellegrini Anatrella. Ai piedi del podio, dopo la penalità di cinque secondi che retrocede settima la Cupra di Simone Pellegrinelli, troviamo un’altra vettura coreana con al volante il bergamasco Ettore Carminati, emerso vincente nel confronto con Eric Scalvini che dal canto suo fa bottino pieno in DSG battendo con la sua Cupra l’identica vettura di Michele Imberti.
Francesco Savoia
Podio DSG completato da Francesco Savoia ottavo con l’Audi RS3 LMS. Il pugliese appena sette giorni fa ha vinto la prima gara del Campionato Energie Alternative a Magione. La Top Ten assoluta la completano il veneto Daniele Cappellari con la migliore Volkswagen Golf GTI, una vettura tutta gestita in proprio, e Francesca Raffaele che si conferma la migliore lady battendo con la sua Audi RS3 LMS la romana Carlotta Fedeli, solo quattordicesima e quinta tra i DSG su una Golf GTI. La Fedeli perde il confronto con il concittadino Riccardo Romagnoli che continua a fare progressi con la Golf GTI di Proteam.
Michele Imberti
Incolore debutto del lucano Gennaro Manolio, proveniente dal CIVM: è solo diciannovesimo con una Golf GTI di Elite, dopo una penalità. In seconda manche la vittoria di Brigliadori è più laboriosa, con Pellegrini e Jelmini assetati di rivalsa e decisi a sopravanzarlo ad ogni curva. Alla fine però il giovane romagnolo vince con poco più di un secondo di margine su Pellegrini Anatrella che comunque esce da Misano Adriatico quale leader del Campionato Italiano TCR Italy. Terzo Jelmini che si morde le dita aspettando l’esito del reclamo. Si difende Tavano, quarto davanti ad un ottimo Carminati, benino anche l’argentino Girolami con la Honda Civic di MM Motorsport: è sesto e salva l’onore del team lombardo che per noie al motore perde subito Max Mugelli.
Francesca Raffaele
Ritirato anche Pellegrinelli dopo una toccata con Alessandro Giardelli, penalizzato al pari di Romagnoli e di Fedeli, quest’ultima dopo una toccata con l’Opel Astra di Nello Nataloni oggetto di “tiro al bersaglio” nell’arco della gara. Tra le vetture DSG, Imberti va a vincere e si mantiene leader di campionato; battuti Savoia e Scalvini. Tra le Ladies ancora un successo per la Raffaele che è undicesima assoluta. Prossimo incontro del TCR Italy tra appena tre settimane, ad Imola per il terzo round targato Aci Sport.
Bis di Andrea Locatelli con la Yamaha YZF R6 della Bardahl Evan Brothers alla tappa del WSSP a Jerez de la Frontera
Andrea Locatelli continua la corsa al comando del WSSP 2020, ripartito da Jerez de la Frontera dopo il lockdown. L’italiano alla guida della Yamaha YZF R6 della Bardahl Evan Brothers, dopo il successo di Phillip Island, ha ragione del veterano francese Jules Cluzel sulla Yamaha della GMT 94 in entrambe le gare ed ora conta su un margine di quindici punti di vantaggio sul transalpino nella classifica provvisoria del Campionato Mondiale Supersport.
Jules Cluzel
In prima manche gara combattuta e non priva di colpi di scena come dimostra la caduta di Peter Sebestyen passato alla guida della Yamaha YZF R6 di Toth. Molte poi le rotture meccaniche come quelle che eliminano Isaac Vinales sulla Yamaha di Kallio e Hikari Okubo passato alla Honda CBR 600 RR di Dynavolt. Il podio in prima manche lo completa Philipp Oettl con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti, precedendo il compagno di team Lucas Mahias.
Philipp Oettl
Quinto posto per Raffaele De Rosa con la MV Agusta F3 675 ufficiale, sempre al passo con i migliori. Il sudafricano Steven Odendaal è sesto con la Yamaha YZF R6 di Ten Kate davanti a Corentin Perolari confermato sulla seconda Yamaha della GMT 94. Delude le attese il turco Can Oncu, vincitore alcuni anni fa di una gara Moto3 sotto il diluvio a Valencia: è solo nono con la Kawasaki del team nazionale turco, alle spalle di Manuel Gonzalez con la Kawasaki della ParkinGO.
Lucas Mahias
Hannes Soomer, veterano della categoria, completa la Top Ten con la Yamaha di Kallio Racing. A punti anche Federico Fuligni tredicesimo con la seconda MV Agusta ufficiale e Luigi Montella con la Yamaha di DK Motorsport. In seconda manche si completa il weekend nero di Axel Bassani, già ritirato sul finire della prima manche con la Yamaha YZF R6 di Soradis. Nel giro di riscaldamento centra De Rosa e causa una bandiera rossa. Alla ripartenza Locatelli non trova avversari e comanda le operazioni da bandiera a bandiera, con Cluzel stabile in seconda posizione.
Raffaele De Rosa
Si invertono le gerarchie per il terzo posto con Mahias che stavolta ha la meglio su Oettl, De Rosa nonostante l’incidente riesce a conquistare un ottimo quinto posto. Migliora di una posizione Perolari, sesto davanti ad Vinales e Odendaal. Anche Soomer migliora di una posizione a scapito di Gonzalez, che non può naturalmente nemmeno contare sui suoi molti sostenitori locali.
Corentin Perolari
Ancora peggio della prima manche Can Oncu che è solo dodicesimo davanti al locale Alejandro Ruiz Carranza con la Yamaha YZF R6 della Emperador e al nostro Fuligni, unico altro italiano in grado di centrare la zona punti. Non ha fortuna Montella che termina diciannovesimo e, purtroppo, ultimo. Solo tre i ritirati e spicca anche la caduta di Okubo che deve ricorrere alle cure dei sanitari. L’accesa sfida in WSSP tra Cluzel e Antonelli ricomincerà già il prossimo weekend sulla pista di Portimao.
Gabriele Mini svetta sul podio della prima manche dell’ Italian F4 Championship a Misano Adriatico
A causa delle restrizioni e del prolungato stop per gli eventi che ormai tutti conosciamo, quest’anno lo schieramento di partenza dell’ Italian F4 Championship subisce una cospicua contrazione, ma lo spettacolo, allo start di Misano Adriatico non manca e, per la prima volta in tanti anni, gli italiani riescono a ritagliarsi un ruolo da leader. Nella prima manche, l’alfiere della Prema Gabriele Mini impone la sua legge su Francesco Pizzi che corre sotto i colori della Van Amersfoort. Il podio lo completa il romano Filip Ugran della sempre presente Jenzer Motorsport, mentre al quarto posto ancora un italiano, Leonardo Fornaroli della Iron Lynx, che estende il suo raggio d’azione alle monoposto con ottimi risultati.
Andrea Rosso si aggiudicala seconda manche
Bene si era comportato anche Andrea Rosso della Cram, ma una penalità lo relega al dodicesimo posto alle spalle di Francesco Simonazzi della DRZ Benelli. Davanti a loro chiude Pietro Delli Guanti portato in gara dalla leggendaria BVM Racing, che precede due portacolori Prema: Gabriel Bortoleto e Sebastian Montoya, figlio del mitico Juan Pablo. In seconda manche arriva la riscossa di Rosso che trionfa ai danni di Ugran, mentre Pizzi e Mini si giocano il terzo posto chiudendo nell’ordine. Regala emozioni anche Montoya junior che si piazza quinto davanti a Delli Guanti. Stabile la performance di Simonazzi che è ancora dodicesimo, mentre Fornaroli stavolta è soltanto quindicesimo.
Francesco Pizzi chiude il weekend romagnolo della Italian F4 con la vittoria della terza manche
Nella terza ed ultima manche trionfo di Pizzi che comanda da bandiera a bandiera, Mini rimane alle sue spalle per tutta la gara senza riuscire a sopravanzarlo. Al terzo posto emerge un ulteriore pilota della Prema, lo svedese Dino Beganovic. Ugran rimane al vertice e stavolta chiude quarto davanti a Montoya. Delli Guanti stavolta è settimo davanti a Rosso e Fornaroli, mentre subito fuori gioco Simonazzi. Un calvario la gara di Hamda Al Qubaisi che non riesce a brillare sull’ostico tracciato riminese. La marcia della Italian F4 Championship riprende decisa e, ovviamente, nessuna pausa estiva. Si torna in campo già l’ultimo weekend di agosto ad Imola e, per la prima volta in tanti anni, con i nostri portacolori ai vertici.