23 Febbraio 2020

Redazione

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MotoGP, a Valencia Marquez infrange ogni record

Miglior pilota, miglior team e migliore Casa Costruttrice 2019, questo il bottino di Marc Marquez, l'uomo dei record della MotoGP in questa stagione (Foto Cavalleri-Betti)
Miglior pilota, miglior team e migliore Casa Costruttrice 2019, questo il bottino di Marc Marquez, l'uomo dei record della MotoGP in questa stagione (Foto Cavalleri-Betti)

La MotoGP cala il sipario della stagione 2019 a Valencia e quest’anno Marc Marquez non delude il suo pubblico. Con la Honda ufficiale straccia ancora una volta la concorrenza dando al suo team i punti necessari per la conquista del titolo Costruttori, l’unico rimasto in bilico. Marquez raggiunge la stratosferica vetta finale dei 420 punti contro i “soli” 269 di Andrea Dovizioso. Il ducatista “sfigura” anche a Cheste e conclude soltanto quarto. In seconda posizione troviamo un grande Fabio Quarararo che continua a volare alto con la Yamaha della Petronas SRT, mentre il podio lo completa il sorprendente Jack Miller con la Ducati di Pramac Racing.

Insolita prospettiva dell'ultimo start della stagione MotoGP 2019 a Valencia (Foto Cavalleri-Betti)
Insolita prospettiva dell’ultimo start della stagione MotoGP 2019 a Valencia (Foto Cavalleri-Betti)

Alle spalle di Dovizioso si accende la lotta tra i concorrenti in lizza per il terzo posto nella classifica finale di campionato: Alex Rins con la Suzuki è quinto, ma a Maverick Vinales basta la sesta posizione per artigliare il “bronzo” finale dopo una stagione di alti e bassi culminata però nel successo a Sepang. Per la Suzuki buona performance corale grazie al settimo posto di Rins, il quale dal canto suo regola Valentino Rossi, che manda in archivio una stagione da lui stesso definita “molto deludente”.

Il podio della MotoGP a Valencia con Marc Marquez, Fabio Quarararo e Jack Miller (Foto Cavalleri-Betti)
Il podio della MotoGP a Valencia con Marc Marquez, Fabio Quarararo e Jack Miller (Foto Cavalleri-Betti)

Il pesarese è stato ben poche volte in lotta per la vittoria, ed in qualche caso è stato frenato da incidenti. Un vero peccato per il Dottore. A chiudere la Top Ten sono i due fratelli Espargaro che, sulla pista di casa, compiono una bella performance corale. Il “duello fratricida” se lo aggiudica un po’ a sorpresa Aleix Espargaro con l’Aprilia, che termina con un arrivo nei primi dieci una stagione tutt’altro che esaltante, con qualche sprazzo di competitività assicurato proprio dallo spagnolo.

Il terzo in classifica finale di Campionato è un buon raccolto per Maverick Vinales in una stagione fatta di alti e bassi (Foto Cavalleri-Betti)
Il terzo in classifica finale di Campionato è un buon raccolto per Maverick Vinales in una stagione fatta di alti e bassi (Foto Cavalleri-Betti)

Decimo posto per Pol Espargaro, “ancora di salvezza” di una Ktm che non riesce proprio a raggiungere il livello dei grandi costruttori giapponesi e della Ducati nonostante gli ampi investimenti. Un po’ di gloria davanti al pubblico amico per Tito Rabat che con la Ducati di Reale Avintia Racing è undicesimo, davanti a Mika Kallio. Il finlandese consente alla squadra ufficiale Ktm di arrivare a punti con entrambe le moto mitigando in parte le tante delusioni patite nel corso della stagione. E alle spalle di Kallio, arriva Jorge Lorenzo che lascia la MotoGP in sordina dopo una carriera sfavillante.

Soddisfazione pari allo zero per la stagione MotoGP appena conclusa da parte di Valentino Rossi che la definisce “molto deludente” (Foto Cavalleri-Betti)
Soddisfazione pari allo zero per la stagione MotoGP appena conclusa da parte di Valentino Rossi che la definisce “molto deludente” (Foto Cavalleri-Betti)

Il ritiro del maiorchino, annunciato all’inizio del weekend, non ha colto del tutto di sorpresa gli addetti ai lavori. La sua ultima stagione col team Honda ufficiale è stata un calvario fatto di cattivi piazzamenti ed incidenti, ancora più nero di quello del 2017. Se non altro, con i tre punticini raggranellati nell’ultima gara Lorenzo dà un piccolo contributo alla Honda per raggiungere il titolo costruttori. Il pubblico iberico tributa comunque una bella standing ovation per il pluricampione del mondo.

Piazza d'onore nella classifica finale di Campionato per Andrea Dovizioso con la Ducati (Foto Cavalleri-Betti)
Piazza d’onore nella classifica finale di Campionato per Andrea Dovizioso con la Ducati (Foto Cavalleri-Betti)

I numerosi ritiri, tra cui spiccano quello di Johann Zarco caduto rovinosamente e di Michele Pirro fermato da un problema fisico mentre era nella Top Ten con la terza Ducati ufficiale, permettono a Karel Abraham ed Hafizh Syahrin di rientrare in zona punti. Abraham completa il buon weekend della Reale Avintia Racing con il suo quattordicesimo posto, chiudendo bene l’ennesima stagione irta di difficoltà. Ben diverso il discorso di Syahrin: il malese ha subito per tutta la stagione la scarsa competitività della KTM curata da Tech3 ed il quindicesimo posto di Cheste non mitiga la sua enorme delusione.

Il ottica Campionato la classifica Top Ten viene chiusa da Franco Morbidelli (Foto Cavalleri-Betti)
Il ottica Campionato la classifica Top Ten viene chiusa da Franco Morbidelli (Foto Cavalleri-Betti)

Peccato perché lo scorso anno, con la Yamaha ereditata da Jonas Folger, aveva dimostrato ben altre capacità. Delusione anche per Danilo Petrucci e Franco Morbidelli, entrambi finiti a terra a metà gara. Ora il circus della MotoGP rimane a Valencia per i classici test post-season, per poi dedicarsi allo sviluppo dei mezzi in vista di un 2020 che si preannuncia davvero esplosivo.

Carmelo Eplezeta, CEO di Dorna, saluta Jorge Lorenzo che lascia la MotoGP dopo una carriera sfavillante (Foto Cavalleri-Betti)
Carmelo Eplezeta, CEO di Dorna, saluta Jorge Lorenzo che lascia la MotoGP dopo una carriera sfavillante (Foto Cavalleri-Betti)

L’annuncio dell’ingaggio da parte del Repsol Honda Team del neo-campione Moto2 Alex Marquez per formare un team “tutto in famiglia” col fratello Marc è probabilmente solo il primo di tanti colpi di scena. I due fratelli collaboreranno per fare piazza pulita della concorrenza, o lotteranno tra di loro per l’iride 2020?

MotoGP, in Malesia Vinales ferma la cavalcata di Marquez

Gran gara di Maverick Vinales sul circuito di Sepang, tappa malese della MotoGP
Gran gara di Maverick Vinales sul circuito di Sepang, tappa malese della MotoGP

Il round di Sepang in Malesia della MotoGP 2019 vede una delle rare battute d’arresto del velocissimo Marc Marquez. L’ufficiale Honda è “costretto” ad accontentarsi del secondo posto alle spalle della Yamaha di Maverick Vinales. Il compagno di scuderia del “Dottore” con questo successo passa in terza posizione nella classifica provvisoria di campionato, con un vantaggio di soli sette punti sull’ufficiale Suzuki Ecstar Alex Rins che pure in Malesia non sfigura chiudendo quinto.

Andrea Dovizioso artiglia il terzo posto in Malesia
Andrea Dovizioso artiglia il terzo posto in Malesia

Anche a Sepang l’Italia si deve accontentare delle briciole. L’ufficiale Ducati Andrea Dovizioso artiglia il terzo posto, un risultato ormai inutile sotto tutti i punti di vista dato che il secondo posto in campionato era matematicamente al sicuro già dalla gara in Australia. Per contrasto, viene salutato con piacere il quarto posto di Valentino Rossi con l’altra Yamaha ufficiale. Il pesarese torna ad alti livelli dopo un periodo di gare sfortunate e cadute.

Quarto posto di Valentino Rossi con l’altra Yamaha ufficiale
Quarto posto di Valentino Rossi con l’altra Yamaha ufficiale

E sempre a proposito di Yamaha, volano alto anche quelle della Petronas SRT. Fabio Quartararo dopo prove eccellenti cala sulla distanza e finisce settimo, preceduto dal compagno di team Franco Morbidelli. Sia il francese che il romano si confermano “giovani leoni” della MotoGP e pronti nelle prossime stagioni a lottare per l’iride, Marquez permettendo. Per contrasto, in grave calo prestazionale Danilo Petrucci che con la gara in Malesia perde ogni possibilità di conquistare il “bronzo” in campionato.

Volano alto anche le Yamaha Petronas SRT con Fabio Quartararo settimo al traguardo
Volano alto anche le Yamaha Petronas SRT con Fabio Quartararo settimo al traguardo

Il ternano non riesce a dare il meglio con la Ducati ufficiale e soccombe al confronto per l’ottava piazza con l’esemplare che Pramac Racing schiera per l’australiano Jack Miller. A chiudere la Top Ten troviamo Joan Mir, discreto con la Suzuki Ecstar e forse condizionato dall’infortunio di qualche settimana fa. In Malesia la squadra ufficiale KTM consegue un risultato corale nel complesso sufficiente, con Pol Espargaro undicesimo e Mika Kallio quindicesimo.

Marc Marquez deve accontentarsi della piazza d'onore al GP di Malesia
Marc Marquez deve accontentarsi della piazza d’onore al GP di Malesia

Espargaro ha nettamente la meglio sulla Ducati Pramac di Francesco Bagnaia e sul fratello Aleix che è l’unico pilota Aprilia al traguardo con il tredicesimo posto: Andrea Iannone infatti finisce a terra a metà gara. Quanto a Kallio, rimane costantemente alle calcagna della Honda ufficiale di un Jorge Lorenzo ancora una volta evanescente. Fa veramente male vedere l’ex-Ducatista in fondo alle classifiche a giocarsi le “briciole” della zona punti.

Termina sulla ghiaia malese la gara dell'alfiere Aprilia Andrea Iannone
Termina sulla ghiaia malese la gara dell’alfiere Aprilia Andrea Iannone

L’aria di casa non fa bene ad Hafizh Syahrin con la unica KTM Tech 3 in gara a causa del forfait dopo le prove libere di Miguel Oliveira per i postumi di un infortunio alla mano patito in Australia. Syahrin termina solamente sedicesimo, e staccatissimo da Zarco. Una grande delusione per il pubblico locale che pure ha sostenuto a pieni polmoni il suo beniamino, il primo a prendere parte ad una gara della classe regina. Dopo i punti conquistati in Australia, nuovo passo indietro per Karel Abraham che termina diciassettesimo ed ultimo con l’unica Ducati di Reale Avintia in gara.

L’australiano Jack Miller è ottavo con la Ducati targata Pramac Racing
L’australiano Jack Miller è ottavo con la Ducati targata Pramac Racing

Tito Rabat, dopo le gare in Giappone ed Australia, ha dovuto dare forfait anche a Sepang per i postumi di una lesione alla mano durante un test, e rischia di saltare anche la finale di Valencia tra due settimane. Disastroso infine il weekend del team di Lucio Cecchinello, con Cal Crutchlow e Johann Zarco finiti entrambi per terra. Finisce anche quest’anno la tournée Asia-Pacifico del Motomondiale, che nelle prossime stagioni dovrebbe ritrovare anche il round in Indonesia, già “visitata” a metà degli anni Novanta.

Ottima prestazione di Franco Morbidelli, sesto sotto la bandiera a scacchi
Ottima prestazione di Franco Morbidelli, sesto sotto la bandiera a scacchi

Tra due settimane gran finale a Valencia con la passerella trionfale della famiglia Marquez -a Sepang il fratello Alex si è infatti laureato campione del mondo Moto 2- ed il duello per il terzo posto tra gli “idoli di casa” Vinales e Rins.

MotoGP, a Motegi Marc Marquez batte 80 rintocchi

Con lo scudetto di Campione del Mondo già cucito sulla casacca, Marc Marquez non perde la concentrazione e si aggiudica anche la tappa giapponese di MotoGP a Motegi
Con lo scudetto di Campione del Mondo già cucito sulla casacca, Marc Marquez non perde la concentrazione e si aggiudica anche la tappa giapponese di MotoGP a Motegi

Il 2019 è forse una delle stagioni più belle in MotoGP per Marc Marquez. Fresco di riconferma di titolo nella tappa di Buriram, l’iberico della Honda inanella l’ottantesimo successo in carriera sulla pista giapponese di Motegi e sembra destinato ad infrangere record su record. Gli mancano solo dieci vittorie per eguagliare il compianto Angel Nieto.

Non smette di stupire Fabio Quartararo con la Yamaha Petronas SRT, secondo a Motegi e miglior Rookie della stagione
Non smette di stupire Fabio Quartararo con la Yamaha Petronas SRT, secondo a Motegi e miglior Rookie della stagione

Anche a Motegi splende la stella di Fabio Quartararo che dopo ottime prove è il principale avversario di Marquez. La Yamaha di Petronas SRT funziona alla grande e Quartararo porta a casa un altro argento, che conferma le sue enormi potenzialità. Terzo Andrea Dovizioso con la Ducati, ormai privo di stimoli dopo l’ennesimo titolo perso.

Andrea Dovizioso con la Ducati non può far altro che accontentarsi del terzo gradino del podio
Andrea Dovizioso con la Ducati non può far altro che accontentarsi del terzo gradino del podio

Il romagnolo tenta di sopravanzare Quartararo, ma senza esito. Buona anche la gara di Maverick Vinales che è il migliore con le Yamaha ufficiali. Vinales surclassa per tutta la gara Valentino Rossi che poi cade a pochi giri dalla fine; l’iberico termina infine quarto davanti al discontinuo Cal Crutchlow con la Honda di Lucio Cecchinello.

Maverick Vinales, quarto al traguardo, è il migliore con le Yamaha ufficiali
Maverick Vinales, quarto al traguardo, è il migliore con le Yamaha ufficiali

Oltre a Dovizioso, va molto bene anche Franco Morbidelli, compagno di team di Quartararo, a lungo in alta classifica e poi calato sulla distanza. Il sesto posto è comunque un ottimo risultato. Quanto a Danilo Petrucci, chiude solo nono con la seconda Ducati ufficiale alle spalle dei due portacolori della Suzuki Ecstar Alex Rins e Joan Mir, giunti nell’ordine.

Aleix Espargaro porta sotto la bandiera a scacchi l’Aprilia anche se al quindicesimo posto
Aleix Espargaro porta sotto la bandiera a scacchi l’Aprilia anche se al quindicesimo posto

Con questo piazzamento Petrucci perde contatto nella lotta per il terzo posto in campionato. Nella terra del Sol Levante la Top Ten la completa Jack Miller con la Ducati di Pramac Racing. Dopo il pilota australiano si piazza lo spagnolo Pol Espargaro con la migliore delle KTM ufficiali.

La Suzuki Ecstar di Alex Rins è settima sotto la bandiera a scacchi
La Suzuki Ecstar di Alex Rins è settima sotto la bandiera a scacchi

Precede Miguel Oliveira anche lui su una KTM, ma del team Tech 3 di Hervé Poncharal. Non accenna a finire la fase negativa di Francesco Bagnaia che a Motegi racimola appena tre punti con la seconda Ducati di Pramac Racing. Un weekend decisamente negativo per il team privato Ducati, che ha dovuto fronteggiare problemi di messa a punto.

Molto bene anche Franco Morbidelli con l'altra Yamaha Petronas SRT sesto in classifica finale
Molto bene anche Franco Morbidelli con l’altra Yamaha Petronas SRT sesto in classifica finale

La zona punti la completano Mika Kallio, quattordicesimo con la KTM ufficiale ereditata da Johann Zarco, e l’iberico Aleix Espargaro che porta sotto la bandiera a scacchi l’Aprilia alla luce della caduta di Andrea Iannone, unico altro ritirato oltre a Rossi. Delusione proprio sulla pista di casa per Takaaki Nakagami con la seconda Honda di Cecchinello, primo pilota a chiudere fuori dalla zona punti.

Quinta piazza per Cal Crutchlow con la Honda di Lucio Cecchinello
Quinta piazza per Cal Crutchlow con la Honda di Lucio Cecchinello

Dopo le ottime gare precedenti il pubblico locale si aspettava davvero qualcosa in più. Certamente non hanno aiutato prove rese molto difficili dal bagnato. Non meno deludente Jorge Lorenzo che, con la seconda Honda ufficiale, nonostante i buoni propositi della vigilia, chiude diciassettesimo.

lo spagnolo Pol Espargaro con la migliore delle KTM ufficiali
Lo spagnolo Pol Espargaro è undicesimo con la migliore delle KTM ufficiali

A peggiorare le cose il fatto di essere seguito fin sotto la bandiera a scacchi da Karel Abraham, in campo con l’unica Ducati della Reale Avintia Racing in pista in Giappone. Decisamente non trova sbocchi la nuova crisi di Lorenzo, acuita dagli infortuni estivi. Diciannovesimo posto per Hafizh Syahrin che “subisce” la scarsa competitività della KTM Tech 3 sperperando le buone potenzialità mostrate con la Yamaha.

Top Ten completa da Jack Miller con la Ducati di Pramac Racing
Top Ten completa da Jack Miller con la Ducati di Pramac Racing

A chiudere la graduatoria è il transalpino Sylvain Guintoli schierato come terzo pilota dalla Suzuki Ecstar. Ora il gruppo della MotoGP si sposta in Australia, a Phillip Island, penultima tappa del tradizionale tour “Asia Pacifico” di fine anno.

GT Sprint, Monza incorona i Campioni Agostini e Rovera

Alessio Rovera e Riccardo Agostini con la Mercedes AMG di Antonelli sono i Campioni Italiani GT Sprint 2019
Alessio Rovera e Riccardo Agostini con la Mercedes AMG di Antonelli sono i Campioni Italiani GT Sprint 2019

Epilogo stagionale a Monza per il Campionato Italiano GT Sprint, con due gare particolarmente combattute anche se funestate dalla pioggia. La prima manche è subito ricca di colpi di scena. Alla Prima Variante avviene subito una collisione tra la Bmw M6 di Erik Johansson e l’Audi R8 LMS di Andrea Fontana, con il gruppone costretto a sparpagliarsi per evitare di colpire le due vetture intraversate. I brividi però continuano con Fontana che si gira di nuovo prima della Roggia toccando anche le barriere ma riuscendo a ripartire “galleggiando” sulla sabbia. Sempre alla Roggia grande brivido per Alberto Lippi che, con la Ferrari 458 di Iron Lynx, si intraversa rischiando seriamente di essere colpito da almeno due vetture.

Piazza d'onore in campionato per il binomio Bmw composto da Stefano Comandini ed Erik Johansson
Piazza d’onore in campionato per il binomio Bmw composto da Stefano Comandini ed Erik Johansson

Mentre Fontana si avvia mestamente ai box per ritirarsi, Alessio Rovera comanda le operazioni con la Mercedes AMG di Antonelli. Alle sue spalle però si lanciano all’inseguimento Vito Postiglione con la Lamborghini Huracan di Imperiale e Fabrizio Crestani ingaggiato dalla Easy Race sulla Ferrari 488 rosso-nera. Per contrasto, Antonio Fuoco sulla Ferrari 488 di AF Corse precipita in classifica avendo forato la posteriore sinistra. Postiglione e Crestani riprendono Rovera e i tre sono ai ferri corti. Alla Prima Variante si aggiunge un ulteriore brivido con una collisione in fase di doppiaggio che manda in testacoda la Porsche 997 GT4 di Nicola Bravetti, schierata da Autorlando.

Vito Postiglione e Jeroen Mul con la Lamborghini Huracan di Imperiale guadagnano il bronzo di stagione
Vito Postiglione e Jeroen Mul con la Lamborghini Huracan di Imperiale guadagnano il bronzo di stagione

Poco dopo Postiglione passa Rovera alla Parabolica, imitato rapidamente da Crestani, ma la Direzione Gara neutralizza tutto perché la Lamborghini Huracan di Filippo Cuneo ha dechappato una gomma prima della Parabolica perdendo pezzi di carbonio dappertutto. La corsa viene neutralizzata ma, dato che la Safety Car entra durante le soste ai box obbligatorie, il ricompattamento del gruppo si rivela problematico. Per tentare di riequilibrare la situazione, viene fatta entrare una seconda volta la Safety Car.

Sorpresa in gara 1 con il gentleman driver nipponico Ken Abe e il veloce Christian Colombo che transitano per primi sotto la bandiera a scacchi con la Ferrari di AF Corse
Sorpresa in gara 1 con il gentleman driver nipponico Ken Abe e il veloce Christian Colombo che transitano per primi sotto la bandiera a scacchi con la Ferrari di AF Corse

Questo non consente ai “big” di rientrare nelle prime posizioni, ed è così che a vincere è l’equipaggio che non ti aspetti, un binomio iscritto in divisione GT3 AM formato dal gentleman driver nipponico Ken Abe e dal veloce Christian Colombo, ex-pilota di Formula 3 e in passato anche “big” del Ferrari Challenge. Per la AF Corse, che già si mordeva le dita per il dechappamento quasi immediato della vettura di punta di Fuoco, arriva quindi una vittoria di altissimo prestigio con la meno gettonata delle sue tre Ferrari 488. Secondo posto per Crestani e Lorenzo Veglia, mentre terzi sono Erik Johansson e Stefano Comandini dopo una rimonta rabbiosa.

In GT Light svettano Alberto Lippi e Giorgio Sernagiotto con la Ferrari 458 di Iron Lynx
In GT Light svettano Alberto Lippi e Giorgio Sernagiotto con la Ferrari 458 di Iron Lynx

In GT Light Lippi e Giorgio Sernagiotto recuperano dal testacoda iniziale e vincono ai danni del “solista” Mattia Michelotto sulla Huracan di Antonelli. In GT4 vince la Porsche Cayman di Giuseppe Ghezzi e Joel Camathias, ma la festa maggiore la fanno Simone Riccitelli e Sabino De Castro che con la Porsche Cayman di Ebimotors conquistano il titolo di categoria con una gara di anticipo grazie al secondo posto di classe. Debutto vincente in GT Cup per la Lotus Exige V6 Cup di Luciano Tarabini e Stefano D’Aste. In seconda manche ancora partenza concitata. Nessuno si gira alla Prima Variante ma molti concorrenti, come Nico Baldan sulla seconda Mercedes AMG di Antonelli, Sam Hudspeth sulla Ferrari 488 divisa con Fuoco e Sernagiotto, tagliano attraverso l’erba e la via di fuga d’asfalto.

Simone Riccitelli e Sabino De Castro con la Porsche Cayman di Ebimotors conquistano il titolo GT4
Simone Riccitelli e Sabino De Castro con la Porsche Cayman di Ebimotors conquistano il titolo GT4

Riccardo Agostini va subito in testa con la AMG davanti a Jeroen Mul. L’olandese si avvantaggia dei doppiaggi per scavalcare Agostini tra Parabolica e rettifilo principale prima delle soste ai box obbligatorie. Dopo una neutralizzazione a metà gara e l’esaurimento dei pit-stop obbligatori torna a cadere la pioggia e questo va a tutto svantaggio di Vito Postiglione, che prima va dritto alla Ascari e poi si gira alla Parabolica, consentendo a Rovera di tornare in vetta. Al secondo posto si installa la Bmw M6 di Comandini e Johansson, mentre Rovera si invola verso la vittoria di gara e titolo. A chiudere al terzo posto assoluto saranno Hudspeth e Fuoco, mentre Baldan, pur penalizzato, finisce quarto.

Sam Hudspeth e Antonio Fuoco sulla Ferrari 488 Evo GT3 di AF Corse sono i migliori nella classifica finale della GT3 Pro-AM
Sam Hudspeth e Antonio Fuoco sulla Ferrari 488 Evo GT3 di AF Corse sono i migliori nella classifica finale della GT3 Pro-AM

Postiglione e Mul terminano sesti davanti a Veglia e Crestani. In GT Light ancora vittoria per Lippi e Sernagiotto davanti a Michelotto, solo terza la Huracan di Jaromir Jirik e Federico Paolino penalizzata dalla pioggia; in GT4 dominio delle Porsche Cayman di Ebimotors con Gianluigi Piccioli e Riccardo Pera che trionfano davanti a De Castro junior e Simone Riccitelli. In GT Cup ancora vincenti D’Aste e Tarabini che però stavolta intascano anche un buon piazzamento assoluto, il diciassettesimo posto su 25 auto passate sotto la bandiera a scacchi. Dopo che al Mugello si era chiusa la serie Endurance, a Monza cala definitivamente il sipario sul Campionato Italiano GT, con segnali incoraggianti per il futuro grazie all’ingresso di molte nuove vetture e gare particolarmente spettacolari.

WSBK, in Argentina giochi chiusi tra le polemiche

Alvaro Bautista vince il primo round della WSBK in Argentina mantenendo così matematicamente in gioco la Ducati per la classifica Costruttori
Alvaro Bautista vince il primo round della WSBK in Argentina mantenendo così matematicamente in gioco la Ducati per la classifica Costruttori

Il round di San Juan in Argentina, penultima gara del WSBK, va in archivio assegnando i rimanenti titoli della stagione 2019 dopo che Jonathan Rea si era già aggiudicato il quinto mondiale di fila a Magny Cours. Purtroppo la corsa argentina viene rovinata da alcuni problemi legati alla sicurezza. Nelle prime prove l’asfalto si rivela particolarmente infido causando le cadute di Leon Haslam, con la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale, e di Loris Baz con la Yamaha YZF R1 di Ten Kate.

Due terzi posti e la conquista matematica del titolo degli Indipendenti è il bottino di Toprak Razgatlioglu
Due terzi posti e la conquista matematica del titolo degli Indipendenti è il bottino di Toprak Razgatlioglu

Per il francese ex-Moto GP le conseguenze più pesanti con la necessità di un ricovero ospedaliero. Le precarie condizioni dell’asfalto, steso da pochi giorni e quindi non ancora consolidato, spingono un certo numero di team a boicottare la prima manche. Tra i “ribelli” troviamo Marco Melandri e Sandro Cortese con le Yamaha YZF R1 della GRT, Eugene Laverty con la Ducati Panigale della GoEleven, Leon Camier e Ryuiichi Kiyonari con le Honda CBR 1000 RR di Althea e soprattutto Chaz Davies con la Ducati Panigale R ufficiale.

Per due volte, nella tappa WSBK in Argentina, Michael Van der Mark sfiora il podio
Per due volte, nella tappa WSBK in Argentina, Michael Van der Mark sfiora il podio

Con ben sei concorrenti in meno la corsa risulta gravemente penalizzata su tutti i livelli. Ben poco consolante il fatto che la prima manche la vinca Alvaro Bautista, che mantiene così matematicamente in gioco la Ducati per la classifica Costruttori. Una vittoria accolta freddamente nel box della casa emiliana che si appresta a separarsi dallo spagnolo dopo una stagione a due facce.

La spettacolare partenza della WSBK in Argentina con la Kawasaki di Jonathan Rea che già prende il largo
La spettacolare partenza della WSBK in Argentina con la Kawasaki di Jonathan Rea che già prende il largo

Jonathan Rea si accontenta del secondo posto con la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale, forse inquietato dall’highside di Haslam. A completare il podio è il turco Toprak Razgatlioglu, ormai assurto allo status di “big” della SBK. Per il pilota di Puccetti arriva la conquista matematica del titolo degli Indipendenti, anche se la mancata partenza di Melandri e Cortese rende questo successo un po’ amarognolo.

Jonathan Rea si aggiudica gara 2 dopo qualche botta e risposta con Alvaro Bautista
Jonathan Rea si aggiudica gara 2 dopo qualche botta e risposta con Alvaro Bautista

Comunque, il turco batte le Yamaha YZF R1 dei discontinui Michael Van der Mark ed Alex Lowes e si inserisce nella lotta per il terzo posto finale nella classifica di campionato proprio contro i due ufficiali di Iwata. Haslam, pur malconcio, parte regolarmente ed è sesto davanti ad un evanescente Tom Sykes con la Bmw S1000 RR. Il podio degli Indipendenti lo completano le Kawasaki ZX-10 RR di Jordi Torres e Leandro Mercado, mentre la Top Ten assoluta la completa Alessandro Del Bianco, al suo miglior piazzamento stagionale.

Il podio di gara 2 con Jonathan Rea, Chaz Davies e Toprak Razgatlioglu
Il podio di gara 2 con Jonathan Rea, Chaz Davies e Toprak Razgatlioglu

L’italiano è l’unico pilota del team Althea a non boicottare la prima manche e si prende anche la soddisfazione di portare la sua Honda davanti alla Bmw S1000 RR di Markus Reiterberger e alla Ducati Panigale R che Barni schiera per un Michael Ruben Rinaldi davvero evanescente. Per Rinaldi “l’onta” dell’ultimo posto, sia pure artigliando tre punti. Nella Superpole Race Rea torna a tritare successi e rimette Bautista alle sue spalle. Si conferma ad alti livelli anche con la griglia completa Razgatlioglu, terzo davanti a Davies, Lowes e Van der Mark.

In gara 2 la piazza d'onore va a Chaz Davies con la Ducati Panigale R ufficiale
In gara 2 la piazza d’onore va a Chaz Davies con la Ducati Panigale R ufficiale

Qualche soddisfazione anche per Cortese che precede gli ufficiali Haslam e Sykes. Scarso il bilancio per gli italiani con Rinaldi, Melandri e Del Bianco che si piazzano nell’ordine dal quattordicesimo al sedicesimo posto. Dopo la caduta delle prove si schiera di nuovo Loris Baz, ma non finisce nemmeno il primo giro per una scivolata stavolta innocua. La seconda manche vede Rea comandare con piglio deciso per i primi cinque giri. Bautista attacca e si porta al comando alla sesta tornata, ma già all’ottavo giro il ducatista torna alle spalle dell’inglese che si invola verso un nuovo successo.

Leon Haslam con la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale, dopo la brutta caduta nelle prove, in gara 2 è decimo
Leon Haslam con la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale, dopo la brutta caduta nelle prove, in gara 2 è decimo

In classifica di campionato Rea può vantare 601 punti, centoquarantuno in più di Bautista: e rimangono ancora le gare in Qatar per tentare di infrangere nuovi record. Bautista dopo il sorpasso vincente di Rea precipita fino al quinto posto, con Chaz Davies che “salva” l’onore della casa emiliana chiudendo secondo davanti ad un grande Razgatlioglu. Quarto posto per Van der Mark che mantiene un margine di vantaggio esiguo sul turco in ottica classifica generale.

Marco Melandri salta per protesta gara 1 e nella frazione successiva è quattordicesimo assoluto
Marco Melandri salta per protesta gara 1 e nella frazione successiva è quattordicesimo assoluto

Anche Lowes, sesto, dovrà superarsi in Qatar per conservare il prestigioso terzo posto nella classifica di Campionato. Settimo un discreto Laverty, prossimo al passaggio alla Bmw, che precede le Kawasaki di Mercado e Torres. Per loro la soddisfazione di precedere uno spento Haslam. Dopo ben due cadute Loris Baz riesce quantomeno a completare una gara finendo dodicesimo: quattro punti che non riscattano il deludente fine settimana del transalpino.

Ottavo e nono posto in gara 2 per le Kawasaki ZX-10 RR di Leandro Mercado e Jordi Torres
Ottavo e nono posto in gara 2 per le Kawasaki ZX-10 RR di Leandro Mercado e Jordi Torres

Gara deludentissima per le Yamaha YZF R1 della GRT che vengono sconfitte dalla Honda CBR 1000 RR di Leon Camier; Melandri è quattordicesimo alla sua terz’ultima gara in carriera, mentre Cortese chiude la zona punti davanti a Reiterberger e Kiyonari, ormai abbonati al fondo della classifica. Noie tecniche mettono fuori causa Del Bianco e Sykes. Ed ora appuntamento al round in Qatar tra due settimane. Con i titoli tutti già assegnati, c’è solo da determinare il terzo classificato nel Campionato Mondiale Superbike e quindi salutare l’addio alle armi di Marco Melandri dopo una carriera ultraventennale.

WSSP, nuova delusione per Caricasulo in Argentina

Jules Cluzel vince con la Yamaha YZF R6 la penultima tappa del WSSP in Argentina
Jules Cluzel vince con la Yamaha YZF R6 la penultima tappa del WSSP in Argentina

Nuovo possibile “match-ball” sprecato per Federico Caricasulo nel WSSP che torna in campo a San Juan in Argentina dopo l’elettrizzante prova di Magny Cours. Il portacolori della Bardahl Evan Brothers conclude appena quinto e riesce a rosicchiare solo qualche punticino al compagno di team Randy Krummenacher, appena settimo.

Lucas Mahias conclude secondo con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti
Lucas Mahias conclude secondo con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti

Ora con un solo round da disputare sono otto le lunghezze che separano “Carica” dall’elvetico nella corsa al titolo. Il round argentino rilancia nella lotta per il titolo Jules Cluzel che vince con la Yamaha YZF R6 di GMT 94 e riduce a ventidue le lunghezze di ritardo su Krummenacher. Le chance del transalpino di conquistare il titolo sono molto sottili ma Cluzel tenterà certamente il tutto per tutto a Losail.

Il podio della WSSP a San Juan in Argentina con Jules Cluzel, Lucas Mahias e Isaac Vinales
Il podio della WSSP a San Juan in Argentina con Jules Cluzel, Lucas Mahias e Isaac Vinales

Per la Francia nuovo weekend di gloria, visto che Lucas Mahias conclude secondo con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti. Un piazzamento che consente a Mahias di isolarsi al quarto posto in classifica del Campionato Mondiale Supersport, con tanti rimpianti. Anche in Argentina le Yamaha YZF R6, con Isaac Vinales terzo a completare il podio, fanno la voce grossa, piazzando quattro piloti nelle prime cinque posizioni.

Isaac Vinales passa terzo sotto la bandiera a scacchi e completa il podio della WSSP in Argentina
Isaac Vinales passa terzo sotto la bandiera a scacchi e completa il podio della WSSP in Argentina

Quarto posto per Corentin Perolari in crescita sulla seconda Yamaha della GMT 94. Il francese si dimostra ottimo gregario: dapprima occupa per un solo giro la leadership grazie ad un’ottima partenza, poi contiene gagliardamente Caricasulo fin sotto la bandiera a scacchi, consentendo così al compagno di team Cluzel di recuperare punti preziosi sui concorrenti della Bardahl Evan Brothers.

Appena settimo Randy Krummenacher che così rallenta la corsa al titolo
Appena settimo Randy Krummenacher che così rallenta la corsa al titolo

Buona prova anche per la MV Agusta F3 675 di Raffaele De Rosa, che termina al sesto posto davanti alle Yamaha di Krummenacher e Thomas Gradinger. La Top Ten la completano le Kawasaki ZX-10 RR che Pedercini schiera per Kyle Smith, fresco di titolo europeo, e Ayrton Badovini che non replica l’ottima gara di Magny Cours.

Quarto posto per Corentin Perolari in crescita sulla seconda Yamaha della GMT 94
Quarto posto per Corentin Perolari in crescita sulla seconda Yamaha della GMT 94

Honda allo sbando con Peter Sebestyen migliore pilota al traguardo della casa giapponese, all’undicesimo posto. La pista argentina risulta “indigesta” anche per Hikari Okubo: mentre Mahias sale con merito sul podio, il nipponico di Puccetti è solo dodicesimo davanti alla Honda CBR 600 RR di Christian Stange.

Ayrton Badovini non replica l’ottima gara di Magny Cours e chiude al decimo posto
Ayrton Badovini non replica l’ottima gara di Magny Cours e chiude al decimo posto

Quattordicesimo Loris Cresson con la terza Yamaha YZF R6 di Kallio Racing mentre la zona punti la completa l’estone Hannes Soomer in un mesto confronto “tutto Honda” che lo oppone a Jules Danilo della CIA Landlord Insurance ed all’olandese Jaimie Van Sikkelerus. Tre gli italiani fuori dalla zona punti. Al ventesimo posto chiude Alessio Coppola con la Yamaha YZF R6 del Team Toth.

Federico Caricasulo non coglie al volo l'opportunità argentina e con il quinto posto rosicchia qualche punto al compagno di squadra nella corsa al titolo
Federico Caricasulo non coglie al volo l’opportunità argentina e con il quinto posto rosicchia qualche punto al compagno di squadra nella corsa al titolo

Ventiduesimo, dietro la Kawasaki dell’olandese Rob Hartog, termina Federico Fuligni ancora acciaccato dopo la carambola di Magny Cours ed alle prese con problemi di messa a punto alla sua MV Agusta F3 675. Dopo di lui chiude il veloce Gianluca Sconza con la seconda Honda CBR 600 RR di Gemar Ciociaria Corse.

Nona posizione per la Kawasaki ZX-10 RR che Pedercini schiera per Kyle Smith fresco di titolo europeo
Nona posizione per la Kawasaki ZX-10 RR che Pedercini schiera per Kyle Smith fresco di titolo europeo

Il ragazzo deve ancora maturare ma in Argentina ha dimostrato di avere smaltito la delusione per il guasto meccanico patito in Francia, che lo ha messo subito fuori gioco. La corsa non registra nessun ritiro, fatto molto raro nel combattuto mondo della Supersport 600. E ora occhi puntati per la volata titolo in Qatar, con tre piloti racchiusi in ventidue punti. Il Mondiale Supersport non è mai stato così combattuto.

MotoGP, in Thailandia Marquez suona l’ottava sinfonia

Marc Marquez al Gran Premio della Thailandia di MotoGP conquista il suo ottavo titolo mondiale, quarto consecutivo
Marc Marquez al Gran Premio della Thailandia di MotoGP conquista il suo ottavo titolo mondiale, quarto consecutivo

Dopo la conferma mondiale di Jonathan Rea la scorsa settimana in WSBK a Magny Cours, in MotoGP sul Circuito di Buriram, Marc Marquez risponde aggiudicandosi con la Honda il Gran Premio della Thailandia e conquistando così il suo ottavo titolo mondiale, quarto consecutivo. Per il fenomeno spagnolo comunque, il weekend non è stato una passeggiata di salute, con ben due cadute tra prove libere ed ufficiali.

Fabio Quartararo tiene dietro l'agguerrito Marquez fino a un giro dalla fine ma non riesce nel miracolo di conquistare la vittoria
Fabio Quartararo tiene dietro l’agguerrito Marquez fino a un giro dalla fine ma non riesce nel miracolo di conquistare la vittoria

Il primo incidente costringe addirittura ad un veloce passaggio in pronto soccorso per accertamenti. Le conseguenze dei due incidenti inizialmente condizionano Marquez che per gran parte della gara soffre la concorrenza dello strepitoso Fabio Quartararo con la Yamaha della Petronas SRT. Solo uno splendido attacco all’ultima curva consente a Marquez di conquistare la vittoria di gara e conseguentemente del Mondiale.

Un ritrovato Maverick Vinales con la Yamaha ufficiale conquista il terzo gradino del podio
Un ritrovato Maverick Vinales con la Yamaha ufficiale conquista il terzo gradino del podio

Andrea Dovizioso termina solo quarto con la Ducati, alle spalle della Yamaha ufficiale del ritrovato Maverick Vinales, e capitola con ancora quattro gare da disputare. Il romagnolo può ora solamente difendere l’argento in Campionato e pianificare al meglio il 2020. L’Italia raccoglie ottimi risultati anche con Franco Morbidelli con la seconda Yamaha della Petronas SRT.

Andrea Dovizioso è quarto con la Ducati. Ora può solamente difendere l’argento in Campionato
Andrea Dovizioso è quarto con la Ducati. Ora può solamente difendere l’argento in Campionato

Il romano chiude sesto in mezzo alle ottime Suzuki Ecstar di Alex Rins e Joan Mir. Prova senza infamia e senza lode per Valentino Rossi e Danilo Petrucci, che terminano rispettivamente ottavo e nono. Il ternano della Ducati retrocede al quinto posto in classifica provvisoria e se vorrà sperare nel bronzo mondiale dovrà sfoderare fin dal prossimo round un altro carattere.

Alex Rins con la Suzuki è quinto davanti a Franco Morbidelli con la seconda Yamaha della Petronas SRT
Alex Rins con la Suzuki è quinto davanti a Franco Morbidelli con la seconda Yamaha della Petronas SRT

Top Ten completata da Takaaki Nakagami con la Honda di Lucio Cecchinello. Il nipponico si prende il “lusso” di precedere un demotivato Cal Crutchlow, ormai vicino al passo d’addio. L’inglese è solo dodicesimo dietro a Francesco Bagnaia che tenta di risalire la china dopo le deludenti ultime gare con la Ducati di Pramac Racing. Per questa squadra il weekend di Buriram si rivela amaro alla luce del quattordicesimo posto di Jack Miller, partito dai box per problemi patiti nel warm-up. Miller finisce alle spalle di Pol Espargaro che si conferma miglior pilota sulle discontinue KTM.

Ottava piazza per Valentino Rossi sempre lontano dai giochi per le prime posizioni
Ottava piazza per Valentino Rossi sempre lontano dai giochi per le prime posizioni

La zona punti la completa il nostro Andrea Iannone, alle prese con un’Aprilia piena di problemi e non al massimo della motivazione. Il compagno di team Aleix Espargaro è invece costretto a riprendere la strada dei box, uno dei due soli piloti ritirati: l’altro è Mika Kallio caduto con la KTM rilevata da Johann Zarco. Sedicesimo posto per la KTM Tech 3 di Miguel Oliveira, sconfitto in extremis da Miller e Iannone nella volata finale.

Joan Mir transita settimo sotto la bandiera a scacchi
Joan Mir transita settimo sotto la bandiera a scacchi

Diciassettesimo posto per Tito Rabat con la Ducati di Reale Avintia davanti ad uno spento Jorge Lorenzo, la maggiore delusione della Moto GP 2019. Sembra che niente riesca a riportare Lorenzo ai vecchi livelli di competitività. La “riscossa” del 2018 si è rivelata effimera. Diciannovesimo posto per Karel Abraham con la seconda Ducati di Reale Avintia, ormai abituale frequentatore della bassa classifica.

Il ternano Danilo Petrucci con l'altra DUcati ufficiale chiude nono alle spalle di Valentino Rossi
Il ternano Danilo Petrucci con l’altra DUcati ufficiale chiude nono alle spalle di Valentino Rossi

Peggio di lui fa il malese Hafizh Syahrin, che chiude ultimo con la KTM di Tech 3. Lo sfortunato asiatico soffre la scarsa competitività delle moto austriache e la motivazione viene meno gara dopo gara. Un peccato perché con le Yamaha Syahrin aveva dimostrato delle buone potenzialità.

Zona punti conquistata in extremis per l'Aprilia di Andrea Iannone
Zona punti conquistata in extremis per l’Aprilia di Andrea Iannone

Prossima gara in Giappone, al Twin Ring di Motegi, la pista che da oltre tre lustri ha sostituito lo storico circuito di Suzuka. Per Marquez inizia la passerella finale da campione, ora l’attenzione si polarizza sulla lotta per il terzo posto tra Rins, Vinales e Petrucci.

WRC, Tanak vince il Wales Rally e si avvicina al titolo

Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC si aggiudicano il Wales Rally terz’ultima prova del WRC
Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC si aggiudicano il Wales Rally terz’ultima prova del WRC

Vittoria pesantissima per l’estone Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC al Wales Rally valido quale terz’ultima prova del WRC. Tanak ed il copilota Martin Jarveoja salgono in testa a metà della prima tappa dopo l’iniziale scatto del compagno di team Kris Meeke e da quel momento non saranno più scalzati dalla vetta, nonostante la strenua resistenza di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC e di Thierry Neuville in coppia con Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC. Il duello per il secondo posto se lo aggiudica Neuville, che rimane ancora in corsa per il titolo, più che altro a livello aritmetico. Vincendo la Power Stage finale di Brenig infatti Ott Tanak fa punteggio pieno e porta il vantaggio su Ogier a ventotto punti, ponendo una seria ipoteca sul titolo mondiale.

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC guadagnano l'argento di giornata
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC guadagnano l’argento di giornata

Se l’estone aumenterà ancora il vantaggio su Ogier nel prossimo Rally di Catalunya, arriverà la certezza matematica del titolo con una gara di anticipo. Dopo l’ottimo inizio, Kris Meeke e Sebastian Marshall terminano quarti con la seconda ed ultima Yaris WRC al traguardo. Per Meeke una delle migliori gare stagionali in un weekend festoso per la Toyota. Unico brutto neo il ritiro di Jari Matti Latvala per un brutto incidente nella prima giornata di gara. L’Inghilterra raccoglie qualche soddisfazione anche da Elfyn Evans e Martin Scott che con la Ford Fiesta WRC terminano quinti dopo una rimonta rabbiosa, scalzando la Hyundai i20 Coupé WRC di Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger.

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC si portano sul terzo gradino del podio
Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC si portano sul terzo gradino del podio

Il team Hyundai nella prima metà di gara si sistema al completo alle spalle dei primi tre, poi Neuville si lancia nella corsa al secondo posto, mentre Craig Breen e Paul Nagle perdono tempo a causa di un ribaltamento nella dodicesima speciale. Questo incidente ed una penalità di un minuto relegano Breen all’ottavo posto finale alle spalle di Pontus Tidemand ed Ola Floene con la seconda Ford Fiesta WRC. Quanto a Teemu Suninen, non parte nella giornata conclusiva a causa di problemi “tecnici” dovuti ad una guida troppo arrembante. La Top Ten la completa uno dei due campioni mondiali già laureati dal weekend in Galles. Stiamo parlando di Kalle Rovanpera che con la Skoda Fabia R5 Evo domina la WRC 2 Pro, complici i problemi che fanno precipitare in classifica le Ford Fiesta R5 di Gus Greensmith e Hayden Paddon oltre che la Citroen C3 R5 di Mads Ostberg.

Il podio del Wales Rally valido quale terz’ultima prova del WRC
Il podio del Wales Rally valido quale terz’ultima prova del WRC

Anche Jan Kopecky, compagno di team del finnico, rischia grosso nella seconda tappa ma alla fine riesce a salvare il secondo posto. Alle spalle di Rovanpera junior, un avversario di suo padre Harri che ancora non intende cedere il passo: è Petter Solberg che, con Phil Mills ricompone, al volante di una Volkswagen Polo GTI R5, il binomio campione del mondo del 2003. Il norvegese vince Pierre Louis Loubet su Skoda Fabia R5 Evo ed Adrien Fourmaux con la Ford Fiesta R5. Approfittando della disastrosa gara di Kajetan Kajetanowicz subito nelle retrovie per una foratura, Loubet passa in testa alla classifica del mondiale WRC 2 con sei punti di vantaggio su Benito Guerra, solo settimo di classe. Sempre tra le vetture WRC 2 da notare il quinto posto di Fabio Andolfi con la Skoda Fabia R5, alle spalle del boliviano Marquito Bulacia Wilkinson su una identica vettura.

Elfyn Evans e Martin Scott che con la Ford Fiesta WRC terminano quinti dopo una rimonta rabbiosa
Elfyn Evans e Martin Scott che con la Ford Fiesta WRC terminano quinti dopo una rimonta rabbiosa

Questo piazzamento porta Andolfi al sesto posto in classifica di campionato. Senza il ritiro in Germania, forse il nostro portacolori avrebbe potuto ambire ancora al titolo. L’altro campione del mondo laureato dal Wales Rally è l’iberico Jan Solans in Junior WRC. La serie dedicata ai talenti del domani è all’ultima gara ed assegna punteggio doppio: Solans scatta subito benissimo e distanzia lo svedese Tom Kristensson, principale rivale in ottica titolo, controllandolo fino alla fine. Per Solans arriva così il meritato alloro. Terzo in JWRC è l’americano Sean Johnston, che precede un brillante Enrico Oldrati. Al volante di una Ford Fiesta riparata in fretta e furia dopo il cedimento meccanico al Nido dell’Aquila, il figlio d’arte lombardo non incappa negli errori che fanno arretrare in classifica gran parte degli avversari fra i quali Dennis Radstrom e chiude quarto di classe oltreché trentesimo assoluto.

Festa in casa Skoda per la vittoria di Kalle Rovanpera in WRC 2 Pro con la Fabia R5 Evo
Festa in casa Skoda per la vittoria di Kalle Rovanpera in WRC 2 Pro con la Fabia R5 Evo

Quarantasette equipaggi completano il Wales Rally valido per il Campionato Mondiale Rally, con una manciata di ritiri: spicca la sfortuna della anglo-indiana Nabila Tejpar che non può disputare la gara per un malore che colpisce il copilota Richard Bliss. Il Rally Nazionale, animato dal classico grande assortimento di vetture di tutti i generi, dalle R5 alle WRC alle Storiche ai Land Rover, vede la vittoria della Hyundai i20 R5 di John Wink sulla Subaru Impreza di Dylan Davies e la Mitsubishi Lancer Evo IX di Alan Dickson. A questa gara non manca nemmeno Jimmy McRae, padre del compianto e leggendario Colin: dimostrando di non avere perso la baldanza dei tempi migliori, chiude dodicesimo con una Porsche 911 Carrera RS e vince tra le Storiche.

GT Endurance, Stefano Gai primo campione al Mugello

Esulta Stefano Gai per la conquista del titolo Italiano della serie GT Endurance con la Ferrari 488 di Baldini 27
Esulta Stefano Gai per la conquista del titolo Italiano della serie GT Endurance con la Ferrari 488 di Baldini 27

Stefano Gai, con la Ferrari 488 di Baldini 27, è il primo Campione Italiano della serie GT Endurance. Il milanese al Mugello si è aggiudicato una vittoria veramente sudata, affiancato per l’occasione dal calabrese Antonio Fuoco che ha ben sostituito Jacques Villeneuve e Giancarlo Fisichella, assenti per impegni in gare internazionali. Vana è stata la resistenza della Lamborghini Huracan della Imperiale di Vito Postiglione, Alex Frassineti e Jeroen Mul.

Piazza d'onore per la Lamborghini Huracan della Imperiale di Vito Postiglione, Alex Frassineti e Jeroen Mul
Piazza d’onore per la Lamborghini Huracan della Imperiale di Vito Postiglione, Alex Frassineti e Jeroen Mul

Nonostante l’ottima partenza dell’olandese, la verde vettura della squadra di Modena si deve accontentare del secondo posto e così dice addio al titolo. Terzo gradino del podio per la Mercedes AMG che Antonelli schiera per Stefano Colombo, Francesca Linossi e Daniel Zampieri, autori di una gara gagliarda che permette loro di precedere la Ferrari 488 di Alessandro Vezzoni e Daniele Di Amato, per un breve periodo in testa alla gara. Quinto posto assoluto per la seconda Huracan della Imperiale Racing, sapientemente condotta al traguardo da Pietro Perolini, Ben Gersekowski ed Emanuele Zonzini.

Terzo gradino del podio per la Mercedes AMG che Antonelli schiera per Stefano Colombo, Francesca Linossi e Daniel Zampieri
Terzo gradino del podio per la Mercedes AMG che Antonelli schiera per Stefano Colombo, Francesca Linossi e Daniel Zampieri

Mastica amaro Alessio Rovera che con la Mercedes AMG Antonelli Motorsport divisa con Alexander Moiseev e Riccardo Agostini è solamente sesto davanti alla Ferrari 488 Easy Race di Marco Cioci, Lorenzo Veglia ed Alessandro Balzan. Pur avendo “prestato” Antonio Fuoco alla Baldini 27, la AF Corse non manca all’appuntamento del Mugello e conquista l’ottavo posto con Simon Mann e Matteo Cressoni, molto validi sulla Ferrari 488. In GT Light da segnalare la vittoria con nono posto assoluto di Claudio Schiavoni, Sergio Pianezzola e Deborah Mayer.

Il podio assoluto del GT Endurance al Mugello
Il podio assoluto del GT Endurance al Mugello

Un equipaggio ben assortito che ha fatto fruttare la Ferrari 458 di Iron Lynx. Decimo posto assoluto e consacrazione per i nuovi campioni GT Light Mattia Michelotto, Giampiero Cristoni ed Emil Skaras con la Lamborghini Huracan di Antonelli Motorsport. Falcidiata dai ritiri la GT4: grande sfortuna per Simone Riccitelli che rischia grosso in fase di doppiaggio delicata con un’uscita che lo porta a ridosso delle barriere. Il giovane marchigiano riesce ad evitare il peggio con la Porsche Cayman Ebimotors ma dovrà riprendere la strada dei box con grande scorno dei compagni di team Nicola Neri e Paolo Gnemmi.

In GT Light vittoria e nono posto assoluto per Claudio Schiavoni, Sergio Pianezzola e Deborah Mayer con la Ferrari 458
In GT Light vittoria e nono posto assoluto per Claudio Schiavoni, Sergio Pianezzola e Deborah Mayer con la Ferrari 458

Un altro equipaggio che deve rinunciare alla vittoria di classe è quello formato da Adriano Bernazzani, Leonardo Becagli e Jacopo Baratto sulla Maserati Gran Turismo. Baratto porta la vettura italiana in vetta per gran parte della prima metà di gara, poi la sospensione posteriore sinistra cede ed il ritiro è inevitabile. A vincere è la Porsche Cayman di Autorlando pilotata da Fabio Babini, Giuseppe Ghezzi e Riccardo Chiesa. Per loro anche il titolo di classe; nulla da fare per Giuseppe Fascicolo e Francesco Guerra con la Bmw M4, secondi di classe dopo un’aspra rimonta.

Il podio della GT Light con Mattia Michelotto Campione della categoria
Il podio della GT Light con Mattia Michelotto Campione della categoria

Terzo posto in GT4 per la migliore delle Maserati GT pilotata da Fabio Francia, Juuso Pajuranta e Jorge Rodrigues, che sgambettano la Nova Race nella corsa al titolo GT4. Luca Magnoni cede nelle battute finali a Francia e per tre punti deve dire addio al titolo. Per la Nova Race, che per la gara del Mugello porta al debutto la Mercedes AMG in luogo delle Ginetta G55, una beffa davvero atroce.

Vittoria in GT4 per la Porsche Cayman di Autorlando pilotata da Fabio Babini, Giuseppe Ghezzi e Riccardo Chiesa
Vittoria in GT4 per la Porsche Cayman di Autorlando pilotata da Fabio Babini, Giuseppe Ghezzi e Riccardo Chiesa

Quindicesimo il locale Maurizio Fondi con la seconda Porsche Cayman di Autorlando: il pistoiese, che quest’anno sempre con la squadra di Pedrengo ha effettuato anche alcune gare di Supercars Series, è affiancato dal torinese Dario Cerati e da Luca De Marchi. Classificati ma ritirati i polacchi Piotr e Antoni Chodzen e l’ex-rallista Patrick Zamparini che dividono la Maserati GT di SVC Sport Management. Tra gli equipaggi che cullano il sogno di una grande vittoria c’è anche la Bmw M6 di Stefano Comandini, Erik Johansson ed Alex Zanardi: purtroppo un guasto meccanico con annesso testacoda li costringe al ritiro subito dopo una sosta ai box.

Il podio della GT4 al Mugello
Il podio della GT4 al Mugello

Un testacoda, causato da un’incomprensione in doppiaggio, porta al ritiro invece la Lamborghini Huracan LP Racing di Daniele e Riccardo Cazzaniga. I due ex-protagonisti della Porsche Carrera Cup sono accompagnati dal bravo cinese Kang Ling. La serie GT Endurance va così agli archivi dopo quattro gare ricche di colpi di scena. Resta però il round finale di Monza della serie GT Sprint tra due settimane.

WSSP, distanze invariate a Magny Cours

Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti intasca la vittoria della tappa WSSP di Magny Cours
Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti intasca la vittoria della tappa WSSP di Magny Cours

Weekend movimentato per la WSSP a Magny Cours. Randy Krummenacher e Federico Caricasulo con le Yamaha YZF R6 di Bardahl Evan Brothers si eliminano in due differenti cadute lasciando invariate le distanze nella volata per il titolo. Caduta pesante per Caricasulo che, vincendo, si sarebbe portato in testa al campionato con un margine di quindici punti sullo svizzero.

Isaac Vinales con la Yamaha YZF R6 alla fine agguanta un buon secondo posto
Isaac Vinales con la Yamaha YZF R6 alla fine agguanta un buon secondo posto

Paradossalmente masticano amaro anche gli “idoli di casa” Jules Cluzel con la Yamaha di GMT 94 e Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti. Il primo getta alle ortiche una buona possibilità di rilanciarsi nel discorso titolo chiudendo solamente sesto, davanti al compagno di team Corentin Perolari; il secondo vince tra gli applausi, ma ormai il divario sui primi due in classifica di campionato è incolmabile.

Lo start della WSSP a Magny Cours
Lo start della WSSP a Magny Cours

La corsa francese vede le Kawasaki ZX-6R, in continuo progresso in questa fase del campionato, artigliare vittoria e terzo posto. A conquistare il “bronzo” è il migliore degli italiani, il bravo Ayrton Badovini, che tenta fino all’ultimo di scalzare la migliore Yamaha YZF R6, quella che Kallio schiera per Isaac Vinales. Per il fratello di Maverick alla fine un buon secondo posto che fa morale.

Bronzo per il migliore degli italiani: Ayrton Badovini
Bronzo per il migliore degli italiani: Ayrton Badovini

L’Italia si consola anche con Raffaele De Rosa, quarto con la MV Agusta F3 675 superstite. Subito fuori infatti quella di Federico Fuligni per una caduta a tre subito dopo il via che costringe all’esposizione della bandiera rossa ed a una nuova partenza. Alle spalle di De Rosa un ottimo Hikari Okubo con la seconda Kawasaki ZX-6R di Puccetti, capace di precedere le Yamaha della GMT 94 e, di fatto, di spezzare le ultime chances di Cluzel di rientrare in gioco per il titolo mondiale Supersport.

Raffaele De Rosa è quarto al traguardo  con la MV Agusta F3 675
Raffaele De Rosa è quarto al traguardo con la MV Agusta F3 675

Ottavo posto per l’austriaco Thomas Gradinger con la seconda Yamaha di Kallio Racing, davanti a Kyle Smith che con la Kawasaki ZX-6R di Pedercini si aggiudica la serie europea. Tre Honda CBR 600 RR chiudono alle spalle dell’inglese. La migliore è quella dell’ungherese Peter Sebestyen che precede l’estone Hannes Soomer ed il francese Jules Danilo, apparentemente non galvanizzato dall’aria di casa. Un’altra Honda a punti è quella del tedesco Christian Stange che chiude quattordicesimo alle spalle di uno spento Loris Cresson,

Settimo sotto la bandiera a scacchi è il francese Corentin Perolari
Settimo sotto la bandiera a scacchi è il francese Corentin Perolari

terzo pilota di Kallio Racing. A chiudere la zona punti Xavier Navand, con la Yamaha YZF R6 di Altogoo Racing Team. Non vi sono italiani oltre la zona punti: ritirato infatti anche Gabriele Ruiu con la Yamaha YZF R6 del Team Toth. Per lui, così come per Rob Hartog con la Kawasaki ZX-6R, lo stop è dettato da noie tecniche. Il circus del Campionato Mondiale Supersport si appresta ora ad attraversare l’oceano salutando per quest’anno l’Europa. La volata per il titolo si deciderà nella accoppiata Argentina-Qatar.