1 Aprile 2020

Redazione

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DS 3 Crossback, anima metropolitana

DS 3 Crossback si distingue per la silhouette imponente e sinuosa
DS 3 Crossback si distingue per la silhouette imponente e sinuosa

Non chiamatela piccola della Casa DS. Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni contenute in quanto DS 3 Crossback ha l’indole da crossover premium. Compatta, con una silhouette imponente e sinuosa e spiccate attitudini ai percorsi cittadini, si distingue esteriormente per il design scultoreo e particolarità come le maniglie a scomparsa e i proiettori di ultima generazione il cui fascio luminoso è gestito da una telecamera posta sul parabrezza. I dettagli eleganti continuano all’interno della vettura con spazi lussuosi e personalizzabili dove spicca, tra le altre cose, il grande touchscreen da 10,3”, il pannello centrale con comandi a sfioro, le due bocchette di ventilazione a forma romboidale, il quadro strumenti digitale da 7” che contiene le informazioni riguardanti la guida e i numerosi vani portaoggetti. Abbastanza spazioso risulta essere anche il bagagliaio che vanta una capacità di carico pari a 350 litri che diventano 1050 litri abbattendo il divanetto posteriore. Infine uno sguardo nel vano motore della DS 3 Crossback dove fa bella mostra di sé il 1.2 PureTech turbo benzina da 130cv e 230Nm di coppia massima a 1750 giri che vanta consumi contenuti sia nel ciclo urbano che extraurbano pur assicurando un comportamento e un carattere davvero peperino.

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DS 3 Crossback eleganza e tecnologia d’avanguardia

Citroen Ami stile unico e dimensioni ultracompatte

Moto3, Arenas vince la sfida di apertura a Losail

E' Albert Arenas con la KTM il primo vincitore della stagione Moto3 partita sul circuito di Losail in Qatar
E' Albert Arenas con la KTM il primo vincitore della stagione Moto3 partita sul circuito di Losail in Qatar

Parte “mutilata” la stagione 2020 del Motomondiale. Con la MotoGP bloccata a causa delle restrizioni delle autorità del Qatar dettate dall’emergenza Coronavirus, scendono in pista a Losail solamente la Moto3 e la Moto2, già presenti nel paese arabo per i test pre-season e quindi esentate dalle norme sulla quarantena. La Moto3 non parte bene per i nostri portacolori che raccolgono molto poco sulla pista araba. Tony Arbolino culla a lungo sogni di vittoria ma una toccata con il sudafricano Darryn Binder, fratello del campione mondiale Moto3 2016 Brad, lo fa retrocedere ai margini della zona punti proprio all’ultimo giro. Come se non bastasse il mancato rispetto dei limiti di pista costa un’ulteriore posizione ad Arbolino che deve raccogliere solo il misero punticino del quindicesimo posto.

Il serrato gruppone delle Moto3 a Losail
Il serrato gruppone delle Moto3 a Losail

A vincere è la KTM di Albert Arenas davanti al britannico John McPhee, autore di una furiosa rimonta dai margini della Top Ten in una gara che vede quindici piloti raggruppati in un secondo e mezzo nelle fasi “più calde”. Le penalizzazioni colpiscono anche il resto della zona podio con Jaume Masia che subisce una posizione di penalità e cede il “bronzo” al nipponico Ai Ogura. Buona anche la gara dell’altro nipponico Tatsuki Suzuki, autore della pole: finisce quinto grazie alla penalità di una posizione inflitta in extremis all’argentino Gabriel Rodrigo. Buona anche la gara di Filip Salac, con la Honda di Rivacold Snipers chiude ottavo davanti al migliore degli italiani, un ottimo Dennis Foggia velocissimo con la Honda di Leopard Racing.

John McPhee chiude al secondo posto dopo una una furiosa rimonta dai margini della Top Ten
John McPhee chiude al secondo posto dopo una una furiosa rimonta dai margini della Top Ten

Per la Honda gara veramente ottima, con ben otto moto nella Top Ten. Solo Arenas e Raul Fernandez entrambi su KTM spezzano il monopolio nipponico. Non vi sono altri italiani a punti oltre a Foggia ed Arbolino. Celestino Vietti Ramus cade mentre è in rabbiosa rimonta, riparte ma chiude solo ventottesimo; non bene anche Andrea Migno e Romano Fenati. Quest’ultimo non si trova a suo agio con la Husqvarna e chiude solo diciassettesimo dietro alla KTM di Migno calato sulla distanza dopo una partenza già poco brillante. Fuori dalla zona punti troviamo poi anche i giovani Stefano Nepa, Davide Pizzoli e Riccardo Rossi tutti su KTM.

Tatsuki Suzuki, autore della pole, termina al quinto posto in classifica
Tatsuki Suzuki, autore della pole, termina al quinto posto in classifica

Mentre Nepa è un veterano della categoria, non si poteva chiedere molto agli altri due con le moto della BOE Skull Rider Facile Energy, alle prime armi nel Motomondiale. Il loro GP del Qatar è comunque da considerarsi sufficiente. Da segnalare il discreto debutto di Deniz Oncu. E’ il fratello di Can, vincitore dell’ultima gara 2018 a Valencia e da quest’anno passato in Supersport con un ambizioso team nazionale turco. Deniz raccoglie un buon dodicesimo posto in mezzo agli iberici Sergio Garcia e Alonso Lopez, e rimane a lungo incollato alla lotta per le primissime posizioni. E’ certamente un giovane da tenere d’occhio.

Tony Arbolino culla a lungo sogni di vittoria ma una toccata con Darryn Binder lo fa retrocedere ai margini della zona punti proprio all’ultimo giro
Tony Arbolino culla a lungo sogni di vittoria ma una toccata con Darryn Binder lo fa retrocedere ai margini della zona punti proprio all’ultimo giro

Dopo la prima gara stagionale, grossi interrogativi per il resto della stagione. Con il round di Buriram posticipato alla prima domenica di Ottobre, il secondo GP stagionale della Moto3 dovrebbe essere ad Austin il 5 Aprile. Le autorità texane hanno però alzato il livello di allerta per il Coronavirus: a meno che non venga stabilito di correre a porte chiuse, il rinvio della gara non è affatto una possibilità remota. In tal caso il round texano potrebbe essere sostituito, nella stessa data, da una gara su una pista spagnola probabilmente a porte chiuse: Jerez ed Aragon gli autodromi che potrebbero ospitare la gara “di rimpiazzo”.

Moto2, Nagashima sorprende tutti a Losail

Tetsuta Nagashima con la Kalex di Red Bull Ajo si aggiudica la prima tappa della Moto2 sul circuito di Losail in Qatar
Tetsuta Nagashima con la Kalex di Red Bull Ajo si aggiudica la prima tappa della Moto2 sul circuito di Losail in Qatar

Grande vittoria di Tetsuta Nagashima con la Kalex di Red Bull Ajo nel primo round 2020 della Moto2 sul circuito di Losail in Qatar. Nell’insolito “main event” del mutilato weekend qatariota, Nagashima si produce in una rimonta rabbiosa che lo proietta dai margini della Top Ten sino alla vittoria, sorprendendo i nostri Lorenzo Baldassarri ed Enea Bastianini alla fine costretti ad accontentarsi rispettivamente dell’argento e del bronzo.

Bravissimo Lorenzo Baldassarri che agguanta l'argento di giornata sul podio del Qatar
Bravissimo Lorenzo Baldassarri che agguanta l’argento di giornata sul podio del Qatar

Grande delusione poi per Luca Marini, a lungo al comando, ma poi calato sulla distanza ed addirittura ritirato per caduta a poche curve dalla fine. Delude un poco anche Joe Roberts, autore della pole position ed a lungo secondo ma poi costretto ad accontentarsi del “rame”. Un altro “rampollo” completa la Top Five, è Remy Gardner che risale deciso le posizioni dopo un inizio di gara dimesso.

Termo gradino del podio meritatissimo per Enea Bastianini
Termo gradino del podio meritatissimo per Enea Bastianini

Gardner junior completa un weekend trionfale per la Kalex che piazza ben cinque moto nelle prime cinque posizioni. Buona anche la gara di Marcel Schrotter che nelle battute finali risale sino al settimo posto impensierendo lo spagnolo Jorge Navarro, migliore dei piloti Speed Up, che lo precede sotto la bandiera a scacchi.

Thomas Luthi (#12) in lotta con Fabio Di Giannantonio (#21). chiuderanno rispettivamente al decimo e tredicesimo posto
Thomas Luthi (#12) in lotta con Fabio Di Giannantonio (#21). chiuderanno rispettivamente al decimo e tredicesimo posto

La Top Ten la completano l’ex-Moto 3 Aron Canet, l’iberico Xavi Vierge a lungo in lotta per la quinta piazza e l’ex-protagonista della MotoGP Thomas Luthi, il quale fatica per ritrovare la competitività degli anni migliori. Tre italiani riescono ad artigliare qualche punticino. Non va tanto bene a Marco Bezzecchi con la Kalex del team di Valentino Rossi. Conclude dodicesimo ma nel corso della gara arriva anche a toccare la settima posizione, crollando quindi di schianto proprio come il compagno di team Luca Marini.

Un terzetto composto da Tomas Luthi (#12), Marco Bezzecchi (#72) dodicesimo e Bo Bendsneyder (#64) undicesimo al traguardo
Un terzetto composto da Tomas Luthi (#12), Marco Bezzecchi (#72) dodicesimo e Bo Bendsneyder (#64) undicesimo al traguardo

Meno “appariscente” la gara di Fabio Di Giannantonio costantemente gravitante attorno al tredicesimo posto. Per lui tre punti tutt’altro che brillanti dopo i mille problemi tecnici del weekend. Non buona anche la gara di Stefano Manzi, che chiude quindicesimo con la nuova MV Agusta. Ripetere in Qatar i buonissimi risultati conseguiti nell’opening del Mondiale Supersport era impossibile, ma Manzi non dà l’impressione di tenere il passo dei migliori.

Stefano Manzi chiude quindicesimo con la nuova MV Agusta
Stefano Manzi chiude quindicesimo con la nuova MV Agusta

Inoltre, resta coinvolto in un contatto che provoca la caduta ed il ritiro di Augusto Fernandez. Peggio ancora va a Simone Corsi con la seconda MV Agusta, fuori forma e solo ventunesimo al traguardo. Fuori dalla zona punti pure Nicolò Jarod Bulega, diciottesimo in una giornata nera per il team di Fausto Gresini: anche Edgar Pons, secondo pilota del team italiano, fallisce l’aggancio alla zona punti chiudendo sedicesimo.

Luca Marini, a lungo al comando, ma poi calato sulla distanza ed addirittura ritirato per caduta a poche curve dalla fine
Luca Marini, a lungo al comando, ma poi calato sulla distanza ed addirittura ritirato per caduta a poche curve dalla fine

Infine, debutto deludentissimo per Lorenzo Dalla Porta. Il campione uscente della Moto3 sfigura con la Kalex di Italtrans navigando costantemente in fondo al gruppo, mentre Canet alla prima gara nella “classe di mezzo” consegue tempi tutt’altro che disprezzabili. Il ventiquattresimo posto finale, davanti al solo thailandese Somkiat Chantra, peraltro caduto in avvio di gara, è un segnale inquietante per Dalla Porta.

Solo un diciottesimo posto per Nicolò Jarod Bulega (#11) qui in lotta con lo spagnolo Hector Garzo (#40)
Solo un diciottesimo posto per Nicolò Jarod Bulega (#11) qui in lotta con lo spagnolo Hector Garzo (#40)

Si spera che nel prossimo round -non è ancora chiaro quale sarà, visto che il clima di incertezza causato dal Coronavirus ha portato al posticipo del GP di Buriram e rischia di eliminare anche quello di Austin- Lorenzo possa ritrovare lo slancio che lo scorso anno lo ha portato all’iride. Così come si spera che Marini possa ben presto riscattarsi e tornare in gioco per il titolo in una stagione potenzialmente molto promettente per i nostri colori.

Il campione uscente della Moto3 Lorenzo Dalla Porta stenta a prendere le misure della nuova categoria e chiude la trasferta qatariota quasi in fondo alla classifica
Il campione uscente della Moto3 Lorenzo Dalla Porta stenta a prendere le misure della nuova categoria e chiude la trasferta qatariota quasi in fondo alla classifica

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WSBK, l’avvio di Phillip Island parla ancora giapponese

La gara di apertura della stagione WSBK 2020 se l'aggiudica sul filo del centesimo di secondo Toprak Razgatlioglu con la Yamaha YZF R1
La gara di apertura della stagione WSBK 2020 se l'aggiudica sul filo del centesimo di secondo Toprak Razgatlioglu con la Yamaha YZF R1

La prima gara stagionale per la WSBK 2020 sul circuito australiano di Phillip Island offre da subito grandi sorprese. La prima è che Jonathan Rea, campione in carica e come sempre alla guida della Kawasaki ZX-10 RR ufficiale, vince “solo” la Superpole Race e si ritrova costretto ad inseguire il nuovo compagno di team Alex Lowes, capace di soffiare a Rea il successo nella seconda gara.

Stretta di mano volante tra Alex Lowes (Kawasaki ZX-10 RR) e Scott Redding (Ducati Panigale V4 R)  rispettivamente secondo e terzo in gara 1
Stretta di mano volante tra Alex Lowes (Kawasaki ZX-10 RR) e Scott Redding (Ducati Panigale V4 R) rispettivamente secondo e terzo in gara 1

Nella prima manche, colpi di scena a raffica con Rea che dapprima esce di pista e poi cade tentando la rimonta. Per i primi undici giri di gara sorprende Tom Sykes con la Bmw S1000 RR ufficiale, ma poi cede sulla distanza. I ducatisti sognano con Scott Redding che rileva la leadership di Sykes al dodicesimo giro, ma è un fuoco di paglia perché dal quattordicesimo giro in poi è un dominio dei piloti ufficiali Yamaha.

Due sesti posti è il bottino dell'ex Ducatista Alvaro Bautista, ora sesto in Campionato
Due sesti posti è il bottino dell’ex Ducatista Alvaro Bautista, ora sesto in Campionato

Toprak Razgatlioglu “vola” con la sua YZF R1 e comanda le operazioni dal quindicesimo al diciottesimo giro, poi viene scalzato dal compagno di team Michael Van der Mark che sembra finalmente in grado di puntare all’iride. Il sogno dell’olandese di vincere si infrange dopo soli due giri, quando Razgatlioglu si riappropria del comando della corsa difendendola fin sotto la bandiera a scacchi dagli attacchi di Alex Lowes, intanto salito alla ribalta con la sua Kawasaki ZX-10 RR ufficiale.

Il francese Loris Baz con la Yamaha YZF R1 è settimo in gara 1 primo degli Indipendenti
Il francese Loris Baz con la Yamaha YZF R1 è settimo in gara 1 primo degli Indipendenti

Solo sette millesimi dividono il vincitore dal neo-ufficiale Kawasaki. Van der Mark a fine gara cede anche al ritorno di Redding che conquista il primo podio con la Ducati. A ridosso dei primi quattro si fanno vedere le Honda CBR 1000 RR pilotate da due grandi delusi della stagione 2019: Leon Haslam, quinto, ed Alvaro Bautista, sesto dopo una rimonta dal quindicesimo posto in griglia.

Buona la prima gara anche per Michael Ruben Rinaldi con la Ducati Panigale di Barni
Buona la prima gara anche per Michael Ruben Rinaldi con la Ducati Panigale di Barni

Le Bmw, dopo il “blitz” iniziale di Sykes, sfigurano. L’inglese arretra fino al nono posto ed Eugene Laverty è appena undicesimo. Quanto a Chaz Davies, enorme delusione per il secondo ufficiale Ducati. E’ solo ottavo dietro alla Yamaha YZF R1 del francese Loris Baz, vincitore tra gli Indipendenti. In questa particolare categoria, rampa di lancio per Razgatlioglu, il resto del podio è tutto “azzurro” con Michael Ruben Rinaldi secondo con la Ducati Panigale di Barni e Federico Caricasulo terzo con la Yamaha YZF R1 del GRT Junior Team.

Ottimo sprint in gara 1 di Tom Sykes con la Bmw S1000 RR ufficiale che però poi scivolerà in nona posizione
Ottimo sprint in gara 1 di Tom Sykes con la Bmw S1000 RR ufficiale che però poi scivolerà in nona posizione

Caricasulo resiste per soli cinquantotto millesimi all’attacco di Sandro Cortese con la Kawasaki ZX-10 RR di Outdo. La Superpole Race vede l’immediata riscossa di Rea che regola nettamente Razgatlioglu e un costante Redding, poi arriva la seconda manche. La corsa si rivela caotica. Vanno quasi subito a terra Rinaldi ed Haslam, che ripartono. L’italiano perde però molto tempo ai box mentre il figlio del grande Ron commette un secondo errore che lo affonda in classifica.

Il campione in carica Jonathan Rea, come sempre alla guida della Kawasaki ZX-10 RR, si aggiudica la Superpole Race
Il campione in carica Jonathan Rea, come sempre alla guida della Kawasaki ZX-10 RR, si aggiudica la Superpole Race

Al comando dopo l’iniziale scatto di Van der Mark si porta Rea; nel frattempo una serie di escursioni fuori pista fanno retrocedere in classifica Xavi Fores, già caduto in prima manche con la Kawasaki ZX-10 RR di Puccetti, ed un Sykes irriconoscibile. Dal decimo al quattordicesimo giro c’è un braccio di ferro per la vittoria che oppone Rea ad un sorprendente Loris Baz, veramente “rinato” dopo gli anni difficili della MotoGP.

Podio di gara della WSBK a Phillip Island con Alex Lowes, Jonathan Rea e Scott Redding
Podio di gara della WSBK a Phillip Island con Alex Lowes, Jonathan Rea e Scott Redding

Una digressione fuori pista costerà poi al francese ogni chance di podio assoluto nonché la vittoria tra gli Indipendenti. Lowes passa in testa al quindicesimo giro, per poi venire riscavalcato da Rea, ma per l’inglese non arriva l’agognata vittoria visto che Lowes al ventunesimo giro realizza il sorpasso vincente, difendendo poi la leadership fino alla bandiera a scacchi con un margine di trentasette millesimi.

Sandro Cortese con la Kawasaki ZX-10 RR di Outdo occupa la nona posizione di gara 2
Sandro Cortese con la Kawasaki ZX-10 RR di Outdo occupa la nona posizione di gara 2

Redding artiglia un ulteriore terzo posto, ed ora è il principale inseguitore di Alex Lowes in classifica di Campionato. Grande sfortuna per le Yamaha con Van der Mark quarto e Razgatlioglu fermato da noie meccaniche; le Honda arrancano con Bautista sesto dietro a Davies e Leon Haslam dodicesimo ed ultimo. L’errore di Baz consente a Maximilian Scheib di vincere con la Kawasaki ZX-10 RR di Orelac; il francese chiude secondo e Sandro Cortese terzo di classe.

Uno sportunato Xavi Fores, già caduto in prima manche con la Kawasaki ZX-10 RR di Puccetti, agguanta l'undicesima piazza di gara 2
Uno sportunato Xavi Fores, già caduto in prima manche con la Kawasaki ZX-10 RR di Puccetti, agguanta l’undicesima piazza di gara 2

Oltre a Rinaldi, alla fine non classificato, non raccoglie nulla nemmeno Federico Caricasulo caduto. Prossima gara del Campionato Mondiale Superbike in Qatar, il 14 e 15 Marzo. E’ la prima volta che l’evento qatariota viene corso in primavera. Le premesse per un grande scontro Kawasaki-Yamaha-Ducati ci sono tutte.

WSSP, brilla l’Italia a Phillip Island

Nella gara WSSP di Phillip Island Andrea Locatelli trionfa con la Yamaha YZF R6 di Bardahl Evan Brothers
Nella gara WSSP di Phillip Island Andrea Locatelli trionfa con la Yamaha YZF R6 di Bardahl Evan Brothers

Federico Caricasulo emigra in WSBK, ma l’Italia continua a brillare nel WSSP che scatta come di consueto in Australia. A Phillip Island, in una gara caratterizzata dal pit-stop obbligatorio, Andrea Locatelli trionfa con la Yamaha YZF R6 di Bardahl Evan Brothers. Per lui un vero dominio visto che ha comandato quasi tutti i sedici giri di gara salvo la nona tornata, in cui è brevemente salito al comando Jaimie Van Sikkelerus su Yamaha YZF R6 della MPM Routz. L’olandese viene poi penalizzato per pit-stop irregolare terminando sedicesimo.

Lo start della gara vede in testa Andrea Locatelli e sullo sfondo il gran volo dello svizzero Randy Krummenacher
Lo start della gara vede in testa Andrea Locatelli e sullo sfondo il gran volo dello svizzero Randy Krummenacher

Trionfo per i colori italiani completato da Raffaele De Rosa secondo con la MV Agusta F3 675 ufficiale. Mezzo disastro invece per il neo-acquisto della casa italiana, lo svizzero Randy Krummenacher. Il campione del mondo in carica cade nelle prime battute di gara dovendo ritirarsi. Le Yamaha YZF R6 della francese GMT94 seguono i nostri portacolori con Jules Cluzel terzo e Corentin Perolari quarto. Per Cluzel anche una micro-penalità di ottanta millesimi per pit-stop non regolare, ininfluente per il risultato. Un altro francese al quinto posto, Lucas Mahias che non brilla con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti.

Il podio della prima di Campionato WSSP con Andrea Locatelli, Raffaele De Rosa e Jules Cluzel
Il podio della prima di Campionato WSSP con Andrea Locatelli, Raffaele De Rosa e Jules Cluzel

Mahias rischia anche di subire il sorpasso da parte delle Yamaha YZF R6 di Kallio Racing pilotate da Hannes Soomer ed Isaac Vinales. L’estone e l’iberico falliscono l’offensiva ed a fine gara sono penalizzati per pit-stop irregolare. Vinales, sesto sul campo, retrocede al decimo posto mentre Soomer riesce a conservare la sesta posizione. Anche il sudafricano Steven Odendaal con la Yamaha YZF R6 di Ten Kate subisce una penalizzazione che per sua fortuna non compromette il settimo posto conseguito sul campo. Viceversa mastica amaro Federico Fuligni che viene anche lui penalizzato.

Quinto posto per Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti
Quinto posto per Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti

Il terzo pilota ufficiale MV Agusta è così costretto a cedere l’ottavo posto all’iberico Manuel Gonzalez con la Kawasaki ZX-6R di ParkinGO. A ridosso della Top Ten troviamo il turco Can Oncu, ingaggiato dall’ambizioso Turkish Racing Team. Il giovane, salito alla ribalta a fine 2018 per una vittoria sul bagnato in Moto3 a Valencia, deve però ancora prendere le misure della Kawasaki ZX-6R. Dodicesimo con la Yamaha YZF R6 il veterano inglese Danny Webb, anche lui spesso visto nel Motomondiale. Il resto della classifica, con l’esclusione della Honda CBR 600 RR del tedesco Patrick Hobelsberger, è composto unicamente da moto di Iwata.

Ottava piazza mancata per effetto di una penalizzazione per Federico Fuligni con la MV Agusta
Ottava piazza mancata per effetto di una penalizzazione per Federico Fuligni con la MV Agusta

La zona punti la completano il veterano ungherese Peter Sebestyen e l’esordiente francese Andy Verdoia, mentre oltre a Van Sikkelerus non fanno punti anche Loris Cresson con la Yamaha di Oxxo Team Toth e l’indonesiano Galang Hendra Pratama pure autore di una digressione fuori pista. Tra i ritirati da segnalare lo sfortunato debutto su Honda di Hikari Okubo, caduto dopo tre giri. Il suo sostituto al team Puccetti, l’austriaco Philipp Oettl, non ha a sua volta fortuna e deve rientrare ai box dopo una caduta. Ora per il prossimo round del Campionato Mondiale Supersport diamo appuntamento a Losail con grandi aspettative per i piloti e le moto italiane.