15 Giugno 2021

Redazione

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MotoGP: Miller sotto la pioggia di Le Mans

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Jack Miller emerge con la Ducati ufficiale aggiudicandosi la tappa di Le Mans di MotoGP (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La MotoGP torna in Francia sulla pista di Le Mans dopo soli sette mesi e come da tradizione dispensa enormi emozioni. Ci si aspetta scintille dal confronto tra Fabio Quartararo, ancora leader di Campionato con la sua Yamaha nonostante i problemi al braccio, e il nostro Francesco Bagnaia con la Ducati ufficiale. Dopo soli cinque giri di gara con pista asciutta, il circuito della Sarthe è interessato da un pesante rovescio di pioggia, che costringe tutto il gruppo -salvo il campione in carica Joan Mir caduto con la sua Suzuki Ecstar- a rientrare in pit-lane per sostituire la moto.

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La piazza d’onore va a Johann Zarco con la Ducati di Pramac Racing (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La corsa si rivela difficile anche per altri “big” spagnoli, con due cadute a testa per Marc Marquez con la Honda ufficiale e per Alex Rins con la seconda Suzuki Ecstar. Gli equilibri espressi dalle prime gare stagionali vengono naturalmente meno e Jack Miller emerge con la Ducati ufficiale, seguito a ruota da Johann Zarco con la Ducati di Pramac Racing. Zarco, tornato ormai ad un altissimo livello di competitività, fa sognare il pubblico francese costretto a seguire la gara in tv per le restrizioni sanitarie, ma alla fine è costretto ad accontentarsi della piazza d’onore dietro un Miller nuovamente molto competitivo.

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Completa il podio Fabio Quartararo con la Yamaha, ancora leader di Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Alle spalle di Miller e Zarco passa quasi in secondo piano il confronto tra Quartararo e Bagnaia, che pure assegna il gradino più basso del podio. E’ il transalpino a spuntarla, emergendo dunque dal round della Sarthe come leader del Motomondiale con un solo punto di vantaggio su “Pecco”, dodici su Zarco e sedici su Miller. La corsa francese riporta in auge dopo un lungo periodo difficile il ternano Danilo Petrucci, capace di conquistare un bel quinto posto con la Ktm del team Tech3. Petrucci si conferma ad alti livelli sul bagnato e costringe le Honda del team di Lucio Cecchinello a chiudere alle sue spalle.

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Assaggio di asfalto francese per Marc Marquez con la Honda ufficiale (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Segnali di crescita per Alex Marquez che salva l’onore di famiglia col sesto posto. Non male nemmeno Takaaki Nakagami che, pur disorientato dai cambi moto, strappa la settima posizione precedendo la superstite Honda ufficiale di Pol Espargaro. Un po’ di gloria anche per il basco Iker Lecuona che completa il successo della Tech3 con il nono posto, suo miglior piazzamento in carriera ottenuto davanti a due “big” quali Maverick Vinales e Valentino Rossi.

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Torna in auge Danilo Petrucci che conquista un bel quinto posto con la Ktm del team Tech3 (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per il “Dottore” una manciata di punti in una gara purtroppo priva di mordente, nemmeno la pioggia ha saputo galvanizzare il pluricampione pesarese che sul traguardo precede il fratellastro Luca Marini, non male con la Ducati gestita a metà tra il team Sky VR46 e la Avintia Racing. Anche il secondo pilota del team spagnolo, il portacolori del Motoclub Spoleto Enea Bastianini, riesce a guadagnare punti col quattordicesimo posto, alle spalle della superstite Ktm ufficiale del sudafricano Brad Binder, in crisi sul bagnato e demoralizzato dal ritiro per caduta del compagno di team Miguel Oliveira.

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Segnali di crescita per Alex Marquez che salva l’onore di famiglia col sesto posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Completa la zona punti Tito Rabat. Il “veterano” della bassa classifica della MotoGp non riesce purtroppo ad emergere nemmeno con la Ducati di Pramac Racing che invece Zarco e Jorge Martin fanno volare, disputando una corsa “di sopravvivenza” sul bagnato e badando solo a vedere la bandiera a scacchi. A chiudere la classifica Franco Morbidelli, subito a terra con la Yamaha di Petronas SRT e quindi costretto ad una lunga sosta ai box costatagli quattro giri. Tra i ritiri, da segnalare la sfortuna enorme delle Aprilia con Aleix Espargaro e Lorenzo Savadori fermati entrambi da cedimenti meccanici. Un peccato, sul bagnato non stavano affatto sfigurando.

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Gara NO anche per le Suzuki, out sia con Alex Rins -nella foto- che con Joan Mir (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Una breve pausa e quindi la MotoGP sbarcherà in Italia, sul circuito del Mugello che, dopo un anno di stop causa lockdown, tornerà ad ospitare il GP nazionale. La gioia per il ritorno della storica corsa toscana viene però smorzata dalla decisione degli organizzatori di disputare l’evento “a porte chiuse” per ragioni di sicurezza. Sfuma così per gli appassionati la possibilità di seguire la lotta tra Quartararo e le Ducati per la supremazia. La speranza è che nel round settembrino di Misano Adriatico la situazione consenta un ritorno, anche contingentato, degli spettatori in tribuna.

Moto2: a Le Mans Fernandez sgambetta Gardner

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Raul Fernandez esulta per la vittoria in Moto2 a Le Mans (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Nuovo capitolo a Le Mans del duello per il titolo Moto2 tra Raul Fernandez e Remy Gardner, davvero imprendibili con le Kalex del team Red Bull Ktm Ajo. In Francia è Fernandez a spuntarla con un secondo e quattro decimi di margine sul figlio d’arte australiano. Gardner si mantiene al comando della classifica mondiale, ma con un solo punto di vantaggio su Fernandez.

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Secondo gradino del podio per Remy Gardner (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Resta ancora in corsa, staccato di diciassette punti dall’australiano, anche Marco Bezzecchi che, con la Kalex del team di Valentino Rossi, conquista il terzo posto dopo avere domato nel finale di gara l’ottimo Tony Arbolino, quarto con la Kalex della Liqui Moly Intact GP. Per il “runner up” della Moto3 2020 è il miglior piazzamento stagionale fino ad ora.

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Ottimo terzo posto per Marco Bezzecchi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Anche il round di Le Mans è un dominio delle Kalex con otto esemplari a transitare nell’ordine sotto la bandiera a scacchi, ma si registrano alcuni inserimenti di “comprimari” in alta classifica. Tra questi Bo Bendsneyder che, con la moto di Pertamina Mandalika SAG Team, è quinto davanti al team-mate di Arbolino Marcel Schrotter e al portacolori dell’Honda Team Asia Idemitsu Ai Ogura.

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Tony Arbolino sfiora il podio ma pur sempre un bel quarto posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Ottavo Fabio Di Giannantonio e per il pilota del team Gresini è un piazzamento che fa male, il suo ritardo su Gardner in campionato sale a ventinove punti. A spezzare il dominio Kalex è il veterano romano Simone Corsi che, con la MV Agusta di Forward Racing chiude nono davanti alla Boscoscuro di Jorge Navarro. Un’altra soddisfazione per i nostri colori la regala Nicolò Jarod Bulega che, con la seconda Kalex del team Gresini, è undicesimo e ultimo degli italiani a punti.

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Fabio Di Giannantonio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Falliscono l’aggancio alla Top 15 infatti Lorenzo Baldassarri, diciassettesimo con la seconda MV Agusta; Celestino Vietti Ramus che sconta una long lap penalty con la seconda Kalex del team di Valentino Rossi e chiude diciannovesimo; infine il giovane Tommaso Marcon che chiude ventesimo con la terza MV Agusta di Forward Racing, badando comunque a raccogliere utile esperienza.

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Simone Corsi con la MV Agusta di Forward Racing chiude nono (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Peggio va a Stefano Manzi, finito a terra dopo pochi giri con la Kalex di Flexbox HP 40, destino comune a quello di Sam Lowes che in tal modo arretra al quarto posto in classifica generale. Il circuito della Sarthe si rivela oltremodo infido e, pur con pista ancora perfettamente asciutta, sono diversi a provare la durezza dell’asfalto complice un manto stradale m molto infido.

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Nicolò Jarod Bulega con la seconda Kalex del team Gresini è undicesimo e ultimo degli italiani a punti (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Alla fine sono solo venti le moto al traguardo, alla luce anche della squalifica che colpisce l’ex-iridato Moto3 Lorenzo Dalla Porta con la Kalex di Italtrans Racing, a causa di una infrazione tecnica. Ora, occhi puntati sulla tappa italiana di Moto2 al Mugello, pista sulla quale si spera in un rilancio delle quotazioni di Bezzecchi e Di Giannantonio nella corsa alla successione ad Enea Bastianini.

Moto3: sull’umido di Le Mans a sorpresa Rossi

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Il podio della Moto3 a Le Mans con Sergio Garcia, Filip Salac e Riccardo Rossi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Sulla pista di Le Mans, resa molto umida da condizioni meteo altalenanti, si infrange la marcia trionfale in Moto3 di Pedro Acosta, costretto ad inseguire dopo una caduta che lo coinvolge assieme a Jaume Masia nelle prime battute di gara. Lo spagnolo della Red Bull Ktm Ajo comunque non si dà per vinto e riesce a limitare decentemente i danni, chiudendo ottavo e mantenendo comunque un margine di vantaggio di cinquantaquattro punti su Sergio Garcia, emerso vincitore con la GasGas. Una conferma della grande competitività della nuova moto iberica, capace di inserirsi già nella stagione di esordio nella “bagarre” tra Honda e Ktm.

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La partenza della Moto3 a Le Mans (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

E dire che la GasGas fino allo scorso anno era nota solo per il suo immenso palmares nel Trial. Il bagnato di Le Mans consente ad alcuni comprimari di volare alto. E’ il caso di Filip Salac che, con la Honda di Rivacold Snipers, chiude secondo a due soli secondi di ritardo da Garcia. Per il ceco è una delle migliori gare di sempre. Il weekend transalpino rimarrà però scolpito nella memoria di Riccardo Rossi che, con la Ktm di BOE Owlride, indovina l’assetto e realizza la gara della vita salendo sul gradino più basso del podio. Fin qui Rossi aveva collezionato una lunga serie di arrivi fuori dai punti ma forse a Le Mans è arrivato il momento della svolta.

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Dopo Rossi, il migliore della pattuglia tricolore è Romano Fenati, decimo al traguardo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Rossi termina davanti ad un “big” quale l’inglese John McPhee finalmente riuscito ad arrivare in fondo con la Honda di Petronas Sprinta dopo una sequenza incredibile di cadute. Sul bagnato i distacchi sono molto più elevati e manca il classico “trenino” che caratterizza le prove della Moto3. Basti pensare che Ayumu Sasaki, quinto con la Ktm di Tech3, accusa quattordici secondi di ritardo dal vincitore, e Adrian Fernandez, che regala al team di Max Biaggi grandi soddisfazioni chiudendo sesto con la Husqvarna, lamenta un distacco di ben ventisette secondi. Fernandez piega in volata la Honda Leopard Racing di Xavier Artigas, ma probabilmente con un giro in più entrambi sarebbero stati “divorati” da uno scatenatissimo Acosta.

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Interrotta da questa caduta marcia trionfale in Moto3 di Pedro Acosta, comunque ottavo al traguardo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Nono posto per Deniz Oncu con la seconda Ktm della Tech3, che precede in volata la Husqvarna di Romano Fenati, non molto soddisfatto. L’unico altro italiano ad entrare a punti nella “roulette russa” di Le Mans è Andrea Migno, undicesimo con la Honda di Rivacold Snipers. Subito fuori gioco Niccolò Antonelli, costretto a tornare ai box dopo una collisione che elimina Tatsuki Suzuki e attarda Jeremy Alcoba, poi arrivato ventiduesimo e ultimo con la Honda del team Gresini con un distacco di ben quattro giri. Fuori dai punti Stefano Nepa, diciassettesimo sulla seconda Ktm di BOE Owlride, e Dennis Foggia diciottesimo sulla Honda di Leopard Racing.

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Andrea Migno è undicesimo con la Honda di Rivacold Snipers (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Anche il francese di chiare origini italiane Lorenzo Fellon, con la superstite Honda della squadra intitolata a Marco Simoncelli, fallisce l’aggancio alla zona punti chiudendo diciannovesimo, davanti a Darryn Binder che si gioca tutto cadendo nelle battute finali con la Honda di Petronas Sprinta. Anche Kaito Toba scivola con la Ktm di CIP Green Power, riesce a ripartire ma chiude solo ventunesimo, con un giro di ritardo. Ritirato anche Carlos Tatay con la Ktm di Avintia Esponsorama, finito a terra già nei giri di pregriglia e poi vittima di problemi tecnici. Va dunque in archivio il round francese della Moto3 con mille sorprese. Ed ora occhi puntati sul Mugello, sede del prossimo round del Motomondiale -purtroppo a porte chiuse-. Per Pedro Acosta arriverà l’immediato riscatto e la ripresa della fuga, oppure la GasGas tornerà a mettergli i bastoni tra le ruote?

CIV: a Misano meteo altalenante spettacolo costante

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Nutrito ed agguerrito il gruppo della Moto3, dominato da Matteo Bertelle

Accompagnata da condizioni meteo capricciose va agli archivi la seconda doppia gara stagionale del CIV sulla pista di Misano Adriatico. Particolarmente agguerrita la PreMoto3 che vede in prima manche il “blitz” dello spagnolo Alberto Fernandez Beneite sulla 2WheelsPoliTo della Team Runner Bike. Per questo team una manche trionfale grazie anche al secondo posto di Alex Venturini ai danni della CS di Guido Pini. Seconda manche un po’ troppo movimentata causa eccessi di bagarre e l’arrivo della pioggia, con corsa sospesa dalla bandiera rossa e vittoria che va ancora a Fernandez Beneite, stavolta davanti alla BeOn di Flavio Massimo Piccolo data la penalizzazione di Pini. In tal modo il greco Vasilis Panteleakis sale sul terzo gradino del podio con la CS di AC Racing Team davanti alla 2WheelsPoliTo di Edoardo Liguori.

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Il podio della PreMoto3

Nella Moto3 doppietta per Matteo Bertelle. Nella prima manche primeggia con la Ktm del Team Minimoto davanti all’identica moto di Elia Bartolini, mentre Zorba Van den Goorberg, discendente della famosa famiglia di centauri olandesi protagonisti in 250 e 500 GP negli anni ‘90, è terzo con una BeOn. Ai piedi del podio le Ktm di Andrea Giombini e Andrea Natali. In Gara 2 continua la sfortuna di Alberto Surra: già ritirato in Gara 1, deve farsi di nuovo da parte per problemi alla sua Ktm. Bertelle viene incalzato da Van den Goorbergh che alla fine è costretto ad inchinarsi per soli otto millesimi, uno dei divari più ridotti della storia della categoria. Bartolini è terzo contenendo a stento Biagio Miceli, la Ktm di Pasquale Alfano e la BeOn di Alessandro Sciarretta. Miceli non rispetta però i limiti della pista e subisce un secondo di penalità che lo arretra al sesto posto.

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I mattatori della Moto3: Elia Bartolini #23 e Matteo Bertelle #28 (Foto Giovanni Vanacore)

Nutrita ed agguerrita la Supersport 300 con trentanove moto al via. E come nella PreMoto3, passa lo straniero, in questo caso l’inglese Tom Booth-Amos su Kawasaki. In Gara 1 Matteo Vannucci con la Yamaha gli rende la vita difficilissima, cedendo per soli sessantasette millesimi. Per il terzo posto si azzannano in undici, ed è il transalpino Hugo De Cancellis con una Kawasaki a battere l’identica moto di Marc Garcia Ferrandiz, proveniente dalla Spagna, e la Yamaha di Bahattin Sofuoglu, familiare del leggendario Kenan. Incredibilmente, il podio della prima manche si ripete anche nella seconda gara, nonostante un’aspra bagarre e condizioni meteo incerte. Vannucci comunque si impegna moltissimo per guastare la festa a Booth-Amos e il suo distacco sul britannico è ancora una volta ridottissimo, solo novantotto millesimi. Nella Top Five cambia solo il quarto classificato che è Dorren Loureiro, un promettente sudafricano al manubrio di una Kawasaki della MSA. Gabriele Giannini, settimo sul campo con una Kawasaki, viene escluso nel post-gara promuovendo la Kawasaki che il Team Pedercini schiera per Leonardo Carnevali.

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I protagonisti della Supersport 300 Matteo Vannucci #91 e Ton Booth-Amos #69. A seguire seminascosto Bahattin Sofuoglu #54, Hugo De Cancellis #164 e Dorren Loureiro #33 (Foto Giovanni Vanacore)

Ultra agguerrita la Supersport 600, con molti piloti che tra pochi giorni saranno di scena ad Assen per l’apertura del Mondiale SS600. La prima manche vede ovviamente i “Fuori classifica” spadroneggiare con Niki Tuuli primo sulla MV Agusta di 8ML davanti a Manuel Gonzalez sulla Yamaha della RFME. Riguardo alla classifica CIV, Massimo Roccoli è “profeta in patria” con la sua Yamaha. Le moto di Iwata dominano occupando la intera Top Five valida per il CIV: secondo il francese Andy Verdoia, lo scorso anno vincitore a sorpresa di una prova del Mondiale, terzo Marco Bussolotti su Stefano Valtulini e Roberto Mercandelli. Tuuli, con Davide Pizzoli e Federico Fuligni, non si schiera poi in seconda manche e Gonzalez va subito fuori, lasciando ai “regolari” del campionato campo libero nella lotta per la vittoria. Alla fine, è Federico Caricasulo, più volte “runner up” del Mondiale SS600, a vincere in una gara che vede otto Yamaha ai primi otto posti. Marco Bussolotti e Filippo Fuligni completano il podio, mentre Verdoia stavolta è costretto al “rame” davanti a Matteo Patacca e Valtulini, scivolato proprio nelle fasi decisive della gara. Nono posto per l’ex-protagonista del Motomondiale Moto3 Livio Loi, con una Kawasaki di Renzi Corse.

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Scene di fair play in Supersport 600 con Stefano Valtulini #43 che si congratula con Massimo Roccoli #55 al traguardo di gara 1 (Foto Giovanni Vanacore)

Oltremodo ricca di emozioni la Superbike nonostante i soli tredici piloti al via. Michele Pirro con la Ducati di Barni non ha però vita facile con Alessandro Del Bianco che gli resta vicinissimo sulla Honda di DMR Racing. Completa il podio il “figlio d’arte” Luca Vitali con la Honda di Scuderia Improve by Tenjob. La Ducati di Lorenzo Zanetti e la Honda Althea di Lorenzo Gabellini completano la Top Five. In gara due il meteo capriccioso tiene tutti sul chi vive. Flavio Ferroni con l’Aprilia di M2 Racing e Leandro Mercado con la Honda di DMR Racing si eliminano in una collisione, mentre in testa Pirro viene insidiato non solo da Del Bianco, ma anche da Gabellini. Il collaudatore Ducati riesce comunque a vincere con sette decimi di vantaggio su Del Bianco e otto su Gabellini. Quarto Zanetti, mentre Gabriele Ruiu è quinto con una Bmw di B Max Racing.

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Michele Pirro #51 domina la Superbike con la Ducati di Barni ma non ha vita facile con Alessandro Del Bianco #52 (Foto Giovanni Vanacore)

Folto il programma degli eventi di contorno, con la Women’s European Cup che porta quasi venti amazzoni al via. Le iberiche dominano con Beatriz Neila Santos prima su Yamaha davanti a tre Kawasaki. Seconda la spagnola Sara Sanchez davanti alla migliore italiana, Sabrina Della Manna, mentre Isis Carreno è quarta. Splendida gara poi di Aurelia Cruciani. La ragazza del Motoclub Saponettari completa la Top Ten dimostrando grandi margini di miglioramento. Non male anche Martina Plenario, figlia del “gentleman rider” bolognese Giangiorgio, che è dodicesima su una Kawasaki; l’ex-protagonista del CIV Junior Arianna Barale è quindicesima con una Yamaha.

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La partenza della Women’s European Cup (Foto Giovanni Vanacore)

grandissime emozioni le offre il National Trophy, la serie Open curata dal Motoclub Spoleto del vulcanico Daniele Cesaretti. Nella 600 il ciociaro Armando Pontone impone la sua Yamaha davanti alla Ducati di Matteo Ciprietti e alla Kawasaki di Marco Marcheluzzo. Quarto Alessio Finello su Yamaha davanti alla Kawasaki del veterano Simone Saltarelli. In decima posizione il promettente romano Manuel Bastianelli, ultimo talento in ordine di tempo ad impreziosire l’organico del MC Spoleto. Nella classe 1000, Gabriele Ruiu tenta il tutto per tutto per guastare la festa a Roberto Tamburini in una prova dominata dalle Bmw. Ruiu non riesce nell’impresa, ma in compenso il divario che lo separa dal vincitore è il più basso della storia della categoria: quarantotto millesimi! Terzo posto per Christian Gamarino, mentre tre Ducati lottano per il quarto posto con Eddi La Marra che la spunta su Luca Salvadori e un iperattivo Simone Saltarelli. Sia pure in misura inferiore rispetto al Mugello, non mancano gli stranieri: tre svizzeri si presentano al via ed il migliore al traguardo è Jan Waser su Yamaha, diciassettesimo.

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La 600 del National Trophy è dominata dalla Yamaha di Armando Pontone che ha la meglio sulla Kawasaki di Marco Marcheluzzo

Per finire, prova scoppiettante per la nuova Aprilia RS 660 Cup, vinta da Alessandro Arcangeli dopo dura lotta con Paolo Grassia; completa il podio Filippo Momesso ai danni del portacolori del Motoclub Spoleto Kim Aloisi e di Benedetto Rasa, ex-Civ Junior. Elettrizzante il duello nelle retrovie tra il colombiano Paolo Echeverry e Giacomo Luminari, giunti poi ottavo e nono. Ora per il CIV pausa piuttosto lunga, fino al primo weekend di luglio quando si scenderà in pista a Imola.

MotoGP: a Portimao Bagnaia sfiora il colpaccio

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Fabio Quartararo regala alla Yamaha la vittoria del GP del Portogallo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

In MotoGP, a Portimao, solo un’inezia impedisce a Francesco Bagnaia e alla Ducati di portare a casa il GP del Portogallo. L’italiano è costretto a cedere la vittoria al francese Fabio Quartararo che con la sua Yamaha si invola in vetta alla classifica di Motomondiale, seguito proprio da Bagnaia. Dopo sei mesi, dunque, si torna sulla pista dell’Algarve che già aveva ospitato la finale della travagliata stagione 2020.

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Il podio della MotoGP a Portimao (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La bagarre tra Quartararo e Bagnaia è il leit-motiv di una gara che perde quasi subito Valentino Rossi per caduta e vede anche il riscatto di Franco Morbidelli con la Yamaha di Petronas SRT. Dopo un inizio deludente di stagione, il romano sfiora il terzo gradino del podio, che va invece al campione del mondo in carica Joan Mir con la Suzuki Ecstar.

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Francesco Bagnaia (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Un altro motivo di interesse per la tappa portoghese è il ritorno di Marc Marquez dopo il bruttissimo incidente di Jerez de la Frontera. Ancora con un braccio in cattive condizioni, il “marcziano” si comporta molto bene in prova ma in gara risente della fatica e porta la sua Honda al traguardo al settimo posto, alle spalle anche della Ktm ufficiale di Brad Binder, quinto, e dell’Aprilia di un Aleix Espargaro che continua a regalare emozioni.

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Terzo gradino del podio per il campione del mondo in carica Joan Mir con la Suzuki Ecstar (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il ritorno del “fratellone” Marc galvanizza anche il fratello Alex, che centra l’ottava posizione con la Honda di LCR Racing. Anche Takaaki Nakagami, compagno di squadra di Alex Marquez, rientra nella Top Ten con il decimo posto spezzando quindi un periodo sfortunato per la squadra di Lucio Cecchinello. Molto bene fa anche Enea Bastianini, nono con la Ducati di Avintia Esponsorama. Anche se questo piazzamento non può consolare il team spagnolo per la caduta che elimina Johann Zarco facendogli anche perdere la leadership di Campionato.

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Brad Binder (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Delusione pure per Maverick Vinales, con l’altra Yamaha ufficiale, che chiude appena undicesimo perdendo punti preziosi in classifica generale. Quindi a seguire un terzetto di piloti italiani, capitanato da Luca Marini con la Ducati gestita parzialmente dal team del fratellastro Valentino Rossi. Lo seguono Danilo Petrucci che tenta di adattarsi alla Ktm della Tech3 e quindi Lorenzo Savadori con la seconda Aprilia ufficiale.

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La gara di Portimao segna il ritorno in Campionato di Marc Marquez dopo il bruttissimo incidente di Jerez de la Frontera (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per l’ex-protagonista di CIV e Mondiale Superbike sono i primi punti in assoluto nella MotoGP. Un punto striminzito anche per Iker Lecuona con la seconda Ktm di Tech3, favorito anche dalla scivolata che relega la Ktm ufficiale di Miguel Oliveira in fondo alla classifica. Tra i ritirati, anche Pol Espargaro che continua a deludere con la Honda ufficiale oltre a subire cocenti sconfitte nel duello “in famiglia”.

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Enea Bastianini è nono con la Ducati di Avintia Esponsorama (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La MotoGP continua il ciclo di gare europee con la tradizionale tappa di Jerez de la Frontera; un evento che potrebbe rappresentare un punto di svolta per il duello Quartararo-Bagnaia, ma che rappresenterà anche una sorta di “rivincita” per Marc Marquez a dieci mesi dal pesantissimo infortunio costatogli stagione e titolo.

Moto2, Raul Fernandez a Portimao accorcia su Gardner

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Raul Fernandez si aggiudica la terza tappa di Moto2 a Portimao (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Round ricco di emozioni il GP di Portogallo di Moto2. Le Kalex monopolizzano la corsa di Portimao con ben dodici moto ai primi quindici posti, ma stavolta rischiano la beffa per mano della Boscoscuro di Aron Canet che termina secondo ad un secondo e sei decimi dal vincitore Raul Fernandez, con una Kalex del team Red Bull Ajo. Con questa vittoria, Raul accorcia le distanze sul leader di Campionato Remy Gardner, che comunque capitalizza la caduta immediata di Sam Lowes uscendo da Portimao con un tutt’altro che disprezzabile terzo posto, davanti alla Kalex Italtrans di Joe Roberts e alla Kalex Elf Marc VDS Racing Team di Augusto Fernandez.

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Aron Canet (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

L’Italia anche stavolta raccoglie poco, anche se Marco Bezzecchi contiene i danni con la moto del team di Valentino Rossi. Chiude sesto, ed in classifica lamenta “solo” venti punti di distacco su Gardner: i giochi sono ancora apertissimi con soli tre round disputati. Oltre a Bezzecchi, ben poco da segnalare: Fabio Di Giannantonio chiude soltanto undicesimo con la moto curata dal team appartenuto a Fausto Gresini, precedendo il pratese Lorenzo Dalla Porta che inizia timidamente a mostrare segni di ripresa.

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Remy Gardner (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Roberts, però, riesce a fare molto meglio del toscano Campione Moto3 nel 2019. L’unico altro italiano a raggiungere la zona punti è Lorenzo Baldassarri, che regala alla MV Agusta qualche soddisfazione con il quattordicesimo posto, alle spalle della Boscoscuro che il team di Jorge Martinez cura per Albert Arenas. Il campione uscente della Moto3 si dimostra abulico sul circuito dell’Algarve, al pari di quel Tony Arbolino che pochi mesi fa gli contendeva il titolo di categoria.

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Marco Bezzecchi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

L’italiano della Liqui Moly Intact GP è il primo dei piloti fuori dai punti, perdendo per un paio di decimi la volata con la Kalex American Racing di Marcos Ramirez; poco consolante il fatto che Tony riesca a precedere due ex-protagonisti della MotoGP apparentemente in caduta libera, ovvero Thomas Luthi e Hafizh Syahrin che non riesce proprio ad adattarsi alla NTS, al pari del nuovo compagno di team Fraser Rogers che termina solo ventesimo. Anche il neo-acquisto della MV Agusta Miquel Pons sfigura in Algarve chiudendo diciannovesimo.

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Fabio Di Giannantonio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per il resto, tutti gli altri italiani finiscono nella lista dei ritiri e tutti per caduta. Per Celestino Vietti Ramus, un colpo di sfortuna che penalizza le sue ambizioni, mentre Stefano Manzi, Yari Montella e Nicolò Jarod Bulega lasciano la compagnia lottando nelle posizioni di medio-bassa classifica. Ed ora, la tradizionale tappa di Jerez de la Frontera che, sia pure a porte chiuse, torna nella sua tradizionale collocazione di primavera. Per Bezzecchi e Di Giannantonio, la prova spagnola rappresenta già una sorta di “ultima spiaggia” per rimanere in scia agli scatenati Gardner, Fernandez e Lowes.

Moto3: a Portimao Acosta vince e va in fuga

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Il podio della Moto3 a Portimao con Pedro Acosta, Dennis Foggia e Andrea Migno (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per la Red Bull KTM Ajo, in Moto3, un weekend davvero trionfale in Algarve. A Portimao, in occasione del GP del Portogallo il giovane Pedro Acosta fa saltare il banco regolando allo sprint le Honda degli italiani Dennis Foggia e Andrea Migno, portando il vantaggio in classifica sul compagno di team Jaume Masia a trentuno punti. La corsa portoghese vede ben sette piloti raggruppati in un fazzoletto di otto decimi e, oltre a Foggia e Migno, si mettono in mostra altri due nostri portacolori, veterani della categoria: Niccolò Antonelli con la Ktm di Avintia Esponsorama è sesto mentre Romano Fenati riporta in alto Husqvarna del team di Max Biaggi terminando settimo.

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La partenza della Moto3 a Portimao (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Con il sesto posto Antonelli occupa il terzo posto in classifica provvisoria in coabitazione con Darryn Binder, sia pure con trentaquattro lunghezze di ritardo su un Acosta veramente imprendibile. Oltre alla Husqvarna, anche la Gas Gas tenta di spezzare il dualismo Ktm-Honda, grazie all’ottavo posto di Sergio Garcia proprio davanti a Masia. La gara, sotto un clima molto mite tipico della Penisola Iberica, vede anche stavolta un discreto gruppo di concorrenti scattare dalla pit-lane: tra questi anche John McPhee, poi “ancorato” in fondo al gruppo con la Honda di Petronas Sprinta Racing, e Darryn Binder che, in grave difficoltà, chiuderà solamente ventesimo.

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Niccolò Antonelli (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Molti poi i piloti costretti a rimontare in sella dopo scivolate. Tra questi pagano particolarmente dazio Izan Guevara con la seconda Gas Gas curata dal team di Jorge Martinez e Kaito Toba con la KTM di CIP Green Power. L’iberico chiude ventiquattresimo ed ultimo, Toba perde sei giri per il protrarsi dei tempi di riparazione e non copre una distanza sufficiente per la classificazione.

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Stefano Nepa (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Numerosi, data l’aspra bagarre, gli “avvertimenti” per la violazione dei limiti della pista, ma alla fine solo il transalpino Lorenzo Fellon, al manubrio della Honda del team intitolato a Marco Simoncelli, subisce un fardello di tre secondi che comunque non altera il suo ventiduesimo posto conseguito sul campo. Tornando al capitolo italiani, due soli nostri portacolori chiudono oltre la Top Ten con le Ktm di BOE Owlride. Buona la gara di Stefano Nepa, undicesimo; meno brillante il compagno di team Riccardo Rossi solo diciannovesimo dopo avere duellato con la Honda dell’indonesiano Andi Farid Izdihar.

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Romano Fenati (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

L’Honda Team Asia delude anch’esso le aspettative fallendo l’aggancio alla zona punti non solo con il giavanese ma anche con Yuki Kunii, battuto sul filo di lana dalla Ktm Tech3 di Deniz Oncu: anche il fratello di Can era dovuto partire dai box. Il gruppo della Moto3 fa ora rotta verso Jerez de la Frontera per il tradizionale appuntamento primaverile. Acosta continuerà la fuga o gli inseguitori riusciranno a ridimensionare le sue ambizioni?

ELF CIV: al Mugello avvio con girandola di emozioni

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Il commovente omaggio tributato dal plotone dell’ ELF CIV a Fausto Gresini

Dopo una travagliata stagione 2020 con il via dato solo ad inizio luglio, quest’anno l’ ELF CIV riparte nella tradizionale data di metà aprile, sempre sul tracciato del Mugello, con tanta voglia di tornare a respirare un po’ di normalità. Gare ancora a porte chiuse, anche se a partire da maggio gli spalti dei motodromi potrebbero tornare ad accogliere un numero limitato di spettatori alla luce delle nuove direttive del governo. Il meteo si rivela clemente e tutte le gare, nonostante un cielo nuvoloso e temperature frizzanti, si svolgono con asfalto asciutto. Folta e qualificata la presenza straniera, già nelle categorie formative.

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Il podio di gara 2 della PreMoto 3

In PreMoto3, con un gruppo di oltre trenta partenti, la prima manche la vince Alberto Fernandez Beneite su 2Wheels davanti alla CS di Leonardo Zanni; terzo posto per Riccardo Trolese ai danni di Cesare Tiezzi e Flavio Piccolo. In seconda manche Trolese si riscatta battendo Fernandez Beneite, Tiezzi e Zanni. Tutti sono racchiusi in un fazzoletto di soli quarantadue millesimi, uno degli arrivi più tirati nella ancor giovane storia della categoria.

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Elia Bartolini è il mattatore del primo round di Moto 3 al Mugello (Foto Giovanni Vanacore)

Più stringato ma di alto livello il roster della Moto3, con le Ktm ai vertici. Prima manche per Elia Bartolini davanti a Pasquale Alfano e Biagio Miceli. Nella volata ha la peggio Cristian Lolli solo quarto, più staccato il veloce Alberto Surra passato sotto la tutela di Valentino Rossi. Nella seconda manche Surra si riscatta e tiene a lungo sotto pressione Bartolini, che però la spunta per soli quarantasei millesimi. Miceli e Matteo Morri subiscono un secondo di penalità ciascuno per violazione dei limiti di pista, senza però compromettere il terzo e quarto posto conseguiti sul campo. Lolli stavolta completa la Top Five.

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Agguerrita la rappresentanza della Supersport 300 con vittorie di Vannucci e Vocino (Foto Giovanni Vanacore)

Foltissima la rappresentanza della Supersport 300 con ben trentacinque concorrenti al via. In prima manche il promettente fiorentino Matteo Vannucci è profeta in patria con la Yamaha, precedendo Bahattin Sofuoglu, imparentato con il leggendario Kenan. Le Kawasaki si giocano il terzo posto con Thomas Brianti che batte Francesco Prioli ed Emanuele Vocino. Quest’ultimo sfodera gli artigli in seconda manche, andando a vincere con soli ottantacinque millesimi di vantaggio su Alfonso Coppola. Tre Kawasaki si giocano il bronzo con Leonardo Carnevali che batte Giuseppe De Gruttola e Gabriele Giannini, “solo” sesto Vannucci in un gruppo di ben undici concorrenti raggruppati in sette decimi sotto la bandiera a scacchi.

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La prima manche della Supersport 600 vede la vittoria di Roberto Mercandelli (Foto Giovanni Vanacore)

Non meno spettacolare lo schieramento della Supersport 600 con alcuni “ospiti” prossimi protagonisti del Mondiale: Michel Fabrizio, Philipp Oettl e Can Oncu su Kawasaki e Federico Fuligni su Yamaha. La prima manche vede il trionfo sul campo di Oettl davanti a Fuligni, ma per i piloti CIV vittoria per Roberto Mercandelli su Massimo Roccoli e Manuel Gonzalez Simon tutti su Yamaha. In seconda manche, è il veloce laziale Davide Stirpe con la MV Agusta sotto i colori del Gentlemen’s Motor Club Roma a svettare tra i piloti CIV davanti a Roccoli e Mercandelli; sul campo, Oettl fa polpette di tutti gli avversari precedendo Fuligni ed Oncu.

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Il podio di Gara 2 della Superbike con Pirro, Vitali e Gabellini (Foto Giovanni Vanacore)

Nella Superbike, si mette in mostra Lucas Mahias su Kawasaki, che però concorre fuori graduatoria. In prima manche la vittoria tra i piloti in classifica va quindi a Michele Pirro con la Ducati di Barni davanti all’Aprilia che Nuova M2 Racing schiera per Flavio Ferroni; terzo Luca Vitali su Honda. In seconda manche ancora vittoria sul campo per Mahias e per Pirro tra i piloti CIV, con Vitali che stavolta è secondo davanti alla Honda di Lorenzo Gabellini e alla Bmw di Gabriele Ruiu.

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Il folto gruppo delle partecipanti al Women’s European Cup qui ripreso allo start di Gara 2 (Foto Agenzia 31)

Ricco il programma degli eventi di contorno con la Women’s European Cup che porta ventuno amazzoni al via. Festa per i colori italiani in prima manche grazie a Roberta Ponziani prima su Kawasaki, davanti all’identica moto della iberica Sara Sanchez. Terza un’altra spagnola, Beatriz Neila Santos su Yamaha davanti alla ceca Alexandra Pelikanova su identica moto. Nella seconda manche la Ponziani è costretta ad accontentarsi del bronzo, con la Sanchez prima e la Neila Santos seconda. Buona progressione per la romana Aurelia Cruciani su Yamaha del MC Saponettari, ottava e sesta. Si difende anche Martina Plenario su Kawasaki, quattordicesima e dodicesima.

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Piloti di alta levatura agonistica partecipanti al National Trophy nelle categorie 600 e 1000

Per finire, un cenno per il National Trophy, il campionato Open del Moto Club Spoleto che anche nel 2021 ha il privilegio di accompagnare l’ ELF CIV. Nella 600, Nicholas Spinelli batte Matteo Ciprietti in un duello tutto Ducati, mentre le Kawasaki si giocano il terzo posto con Marco Marcheluzzo che batte Andrea Bolognesi; quinto Andrea Pontone su Yamaha davanti a Gabriele Cottini, settimo il giovane Manuel Bastianelli su Ducati. Oltremodo agguerrita la 1000, con Luca Salvadori primo su Ducati davanti alle Bmw di Roberto Tamburini e dell’assisano Alessio Velini. “Veleno” spinge giù dal podio la Yamaha di Alessandro Torcolacci, quinto con un’altra Bmw Christian Gamarino davanti alla Ducati di Simone Saltarelli. La corsa vede anche una cospicua presenza straniera con tre svizzeri ed il danese Alex Schacht, ottavo su Ducati.

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In occasione del Centenario della prestigiosa Casa motociclistica non potevano mancare le leggendarie Moto Guzzi

Commovente l’omaggio tributato dal plotone dell’ ELF CIV a Fausto Gresini, in un weekend che va in porto con grande soddisfazione di tutti. Prossimo round il 15 e 16 maggio a Misano, con la speranza di potere avere anche un po’ di pubblico in tribuna.

Moto2, Marini la spunta in Catalunya

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Luca Marini taglia vittorioso il traguardo del GP di Catalunya di Moto2 rimanendo solidamente in testa alla classifica di Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Luca Marini vince il GP di Catalunya della Moto2 disputato nel weekend a Barcellona. Vittoria importante per il fratellastro di Valentino Rossi che allunga in classifica generale: ora il suo vantaggio su Enea Bastianini, giunto solo sesto, è di ben venti punti. Si avvicina così il titolo mondiale di categoria per Marini, che però su consiglio del fratello e team manager potrebbe decidere di rimanere in Moto2 anche nel 2021 per incamerare ulteriore esperienza. La gara catalana vede le Kalex insidiate da vicino dalle Speed Up ufficiali.

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Enea Bastianini è sesto sotto la bandiera a scacchi di Barcellona (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

In particolare fa molto bene Fabio Di Giannantonio che termina terzo assoluto alle spalle della Kalex del britannico Sam Lowes, punta di diamante della squadra EG 0,0 Marc VDS. Anche Jorge Navarro con la seconda Speed Up ufficiale fa molto bene giungendo quarto al traguardo, davanti all’americano Joe Roberts che chiude la Top Five con la Kalex della Tennor American Racing. Weekend piuttosto opaco, oltre che per Bastianini, anche per Marco Bezzecchi.

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Il podio della Moto2 al GP di Catalunya con Luca Marini, Sam Lowes e Fabio Di Giannantonio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il compagno di team di Marini è settimo sotto la bandiera a scacchi, perdendo così punti preziosi in classifica generale. L’aria catalana fa bene ad Aron Canet, ottavo con la Speed Up curata da Jorge Martinez, e a Marcos Ramirez che con la seconda Kalex di Tennor è nono. A cavallo della Top Ten ecco le Kalex della Liqui Moly Intact GP con i veterani Marcel Schrotter e Thomas Luthi che chiudono nell’ordine; un peccato vedere Luthi così poco competitivo dopo avere raggiunto anche la MotoGP. Per quanto riguarda il resto della pattuglia italiana, ben poco da stare allegri.

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Quindicesimo posto per Simone Corsi con la MV Agusta (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Solo il veterano Simone Corsi taglia il traguardo incamerando il punticino del quindicesimo posto con la MV Agusta ufficiale; Lorenzo Baldassarri, Stefano Manzi e Lorenzo Dalla Porta finiscono tutti in terra, mentre Nicolò Jarod Bulega riprende quasi subito la strada dei box al pari anche di Jake Dixon e di Jorge Martin, al ritorno dopo essere stato dichiarato guarito dal Covid19. Sono ventuno a chiudere la difficile gara catalana, ed ora la carovana Moto2 si accinge a partire per Le Mans, ultima tappa “extra iberica” di questo Motomondiale rimesso in piedi davvero in extremis e già entrato nel girone di ritorno.

Moto3, Binder vince in Catalunya e Ogura comanda

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Darryn Binder (#40) con la Ktm di CIP Green Power vince il GP di Catalunya di Moto3, in questa foto lo vediamo duellare con Dennis Foggia (#7) terzo classificato con la Honda di Leopard Racing (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Colpi di scena a raffica nel GP di Catalunya per la prova di Moto3 corsa a Barcellona e vinta dal sudafricano Darryn Binder con la Ktm di CIP Green Power. Albert Arenas con la Ktm curata da Jorge Martinez e John McPhee con la Honda di Petronas Sprinta si eliminano poco dopo il via e questo incidente consente ad Ai Ogura -alla guida della Honda del team ufficiale asiatico- di passare in testa al Campionato.

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La partenza della Moto3 al GP di Catalunya con al comando Tony Arbolino (#14) giunto poi secondo con la Honda di Rivacold Snipers (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il nipponico però non compie una grande gara e termina solo undicesimo, sciupando una buona chance di allungare su Arenas che è staccato di soli tre punti. Tornando alla gara catalana, molte soddisfazioni per i colori italiani grazie a Tony Arbolino secondo con la Honda di Rivacold Snipers e a Dennis Foggia terzo con la Honda di Leopard Racing. Ai piedi del podio il migliore degli spagnoli, Sergio Garcia con la Honda di Estrella Galicia 0,0.

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Ancora una buona prestazione di Romano Fenati a conferma dei progressi di Husqvarna (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Dopo la vittoria del GP Emilia Romagna continua a progredire la Husqvarna. Alonso Lopez è infatti ottimo quinto precedendo Romano Fenati. Al settimo posto Jaume Masia con la Honda di Leopard Racing contiene a stento altri due nostri portacolori: Celestino Vietti Ramus con la Ktm del team VR46 e Niccolò Antonelli con la Honda del team SIC58. La Top Ten la completa l’argentino Gabriel Rodrigo che con la Honda del team di Fausto Gresini si concede il lusso di precedere il nuovo leader di campionato Ogura.

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Celestino Vietti Ramus con la Ktm del team VR46 chiude all’ottavo posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Quest’ultimo è poi insidiato dallo “stakanovista” Filip Salac con la Honda di Rivacold Snipers, alla fine giunto dodicesimo. L’unico altro italiano in zona punti è Stefano Nepa con la Ktm del team di Aspar Martinez, che chiude quattordicesimo alle spalle di Raul Fernandez. Ultimo pilota a punti è Ryuseki Yamanaka che con la Honda di Estrella Galicia 0,0 sconfigge nel finale di gara il belga Barry Baltus con la Ktm di CarXpert PruestelGP.

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Stefano Nepa con la Ktm del team di Aspar Martinez è quattordicesimo ma in zona punti (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Unico altro italiano al traguardo è Riccardo Rossi ventesimo con la Ktm di BOE Skull Rider Facile Energy; il compagno di team Davide Pizzoli si ritira per caduta, mentre Andrea Migno torna ai box per guasto tecnico con la Ktm del team di Valentino Rossi. Prossima gara di Motomondiale a Le Mans, probabilmente ultima spiaggia per i nostri Arbolino e Vietti Ramus per cercare di rientrare nella corsa al titolo.