14 Ottobre 2019

Redazione

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WRC, Tanak vince il Wales Rally e si avvicina al titolo

Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC si aggiudicano il Wales Rally terz’ultima prova del WRC
Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC si aggiudicano il Wales Rally terz’ultima prova del WRC

Vittoria pesantissima per l’estone Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC al Wales Rally valido quale terz’ultima prova del WRC. Tanak ed il copilota Martin Jarveoja salgono in testa a metà della prima tappa dopo l’iniziale scatto del compagno di team Kris Meeke e da quel momento non saranno più scalzati dalla vetta, nonostante la strenua resistenza di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC e di Thierry Neuville in coppia con Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC. Il duello per il secondo posto se lo aggiudica Neuville, che rimane ancora in corsa per il titolo, più che altro a livello aritmetico. Vincendo la Power Stage finale di Brenig infatti Ott Tanak fa punteggio pieno e porta il vantaggio su Ogier a ventotto punti, ponendo una seria ipoteca sul titolo mondiale.

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC guadagnano l'argento di giornata
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC guadagnano l’argento di giornata

Se l’estone aumenterà ancora il vantaggio su Ogier nel prossimo Rally di Catalunya, arriverà la certezza matematica del titolo con una gara di anticipo. Dopo l’ottimo inizio, Kris Meeke e Sebastian Marshall terminano quarti con la seconda ed ultima Yaris WRC al traguardo. Per Meeke una delle migliori gare stagionali in un weekend festoso per la Toyota. Unico brutto neo il ritiro di Jari Matti Latvala per un brutto incidente nella prima giornata di gara. L’Inghilterra raccoglie qualche soddisfazione anche da Elfyn Evans e Martin Scott che con la Ford Fiesta WRC terminano quinti dopo una rimonta rabbiosa, scalzando la Hyundai i20 Coupé WRC di Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger.

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC si portano sul terzo gradino del podio
Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC si portano sul terzo gradino del podio

Il team Hyundai nella prima metà di gara si sistema al completo alle spalle dei primi tre, poi Neuville si lancia nella corsa al secondo posto, mentre Craig Breen e Paul Nagle perdono tempo a causa di un ribaltamento nella dodicesima speciale. Questo incidente ed una penalità di un minuto relegano Breen all’ottavo posto finale alle spalle di Pontus Tidemand ed Ola Floene con la seconda Ford Fiesta WRC. Quanto a Teemu Suninen, non parte nella giornata conclusiva a causa di problemi “tecnici” dovuti ad una guida troppo arrembante. La Top Ten la completa uno dei due campioni mondiali già laureati dal weekend in Galles. Stiamo parlando di Kalle Rovanpera che con la Skoda Fabia R5 Evo domina la WRC 2 Pro, complici i problemi che fanno precipitare in classifica le Ford Fiesta R5 di Gus Greensmith e Hayden Paddon oltre che la Citroen C3 R5 di Mads Ostberg.

Il podio del Wales Rally valido quale terz’ultima prova del WRC
Il podio del Wales Rally valido quale terz’ultima prova del WRC

Anche Jan Kopecky, compagno di team del finnico, rischia grosso nella seconda tappa ma alla fine riesce a salvare il secondo posto. Alle spalle di Rovanpera junior, un avversario di suo padre Harri che ancora non intende cedere il passo: è Petter Solberg che, con Phil Mills ricompone, al volante di una Volkswagen Polo GTI R5, il binomio campione del mondo del 2003. Il norvegese vince Pierre Louis Loubet su Skoda Fabia R5 Evo ed Adrien Fourmaux con la Ford Fiesta R5. Approfittando della disastrosa gara di Kajetan Kajetanowicz subito nelle retrovie per una foratura, Loubet passa in testa alla classifica del mondiale WRC 2 con sei punti di vantaggio su Benito Guerra, solo settimo di classe. Sempre tra le vetture WRC 2 da notare il quinto posto di Fabio Andolfi con la Skoda Fabia R5, alle spalle del boliviano Marquito Bulacia Wilkinson su una identica vettura.

Elfyn Evans e Martin Scott che con la Ford Fiesta WRC terminano quinti dopo una rimonta rabbiosa
Elfyn Evans e Martin Scott che con la Ford Fiesta WRC terminano quinti dopo una rimonta rabbiosa

Questo piazzamento porta Andolfi al sesto posto in classifica di campionato. Senza il ritiro in Germania, forse il nostro portacolori avrebbe potuto ambire ancora al titolo. L’altro campione del mondo laureato dal Wales Rally è l’iberico Jan Solans in Junior WRC. La serie dedicata ai talenti del domani è all’ultima gara ed assegna punteggio doppio: Solans scatta subito benissimo e distanzia lo svedese Tom Kristensson, principale rivale in ottica titolo, controllandolo fino alla fine. Per Solans arriva così il meritato alloro. Terzo in JWRC è l’americano Sean Johnston, che precede un brillante Enrico Oldrati. Al volante di una Ford Fiesta riparata in fretta e furia dopo il cedimento meccanico al Nido dell’Aquila, il figlio d’arte lombardo non incappa negli errori che fanno arretrare in classifica gran parte degli avversari fra i quali Dennis Radstrom e chiude quarto di classe oltreché trentesimo assoluto.

Festa in casa Skoda per la vittoria di Kalle Rovanpera in WRC 2 Pro con la Fabia R5 Evo
Festa in casa Skoda per la vittoria di Kalle Rovanpera in WRC 2 Pro con la Fabia R5 Evo

Quarantasette equipaggi completano il Wales Rally valido per il Campionato Mondiale Rally, con una manciata di ritiri: spicca la sfortuna della anglo-indiana Nabila Tejpar che non può disputare la gara per un malore che colpisce il copilota Richard Bliss. Il Rally Nazionale, animato dal classico grande assortimento di vetture di tutti i generi, dalle R5 alle WRC alle Storiche ai Land Rover, vede la vittoria della Hyundai i20 R5 di John Wink sulla Subaru Impreza di Dylan Davies e la Mitsubishi Lancer Evo IX di Alan Dickson. A questa gara non manca nemmeno Jimmy McRae, padre del compianto e leggendario Colin: dimostrando di non avere perso la baldanza dei tempi migliori, chiude dodicesimo con una Porsche 911 Carrera RS e vince tra le Storiche.

GT Endurance, Stefano Gai primo campione al Mugello

Esulta Stefano Gai per la conquista del titolo Italiano della serie GT Endurance con la Ferrari 488 di Baldini 27
Esulta Stefano Gai per la conquista del titolo Italiano della serie GT Endurance con la Ferrari 488 di Baldini 27

Stefano Gai, con la Ferrari 488 di Baldini 27, è il primo Campione Italiano della serie GT Endurance. Il milanese al Mugello si è aggiudicato una vittoria veramente sudata, affiancato per l’occasione dal calabrese Antonio Fuoco che ha ben sostituito Jacques Villeneuve e Giancarlo Fisichella, assenti per impegni in gare internazionali. Vana è stata la resistenza della Lamborghini Huracan della Imperiale di Vito Postiglione, Alex Frassineti e Jeroen Mul.

Piazza d'onore per la Lamborghini Huracan della Imperiale di Vito Postiglione, Alex Frassineti e Jeroen Mul
Piazza d’onore per la Lamborghini Huracan della Imperiale di Vito Postiglione, Alex Frassineti e Jeroen Mul

Nonostante l’ottima partenza dell’olandese, la verde vettura della squadra di Modena si deve accontentare del secondo posto e così dice addio al titolo. Terzo gradino del podio per la Mercedes AMG che Antonelli schiera per Stefano Colombo, Francesca Linossi e Daniel Zampieri, autori di una gara gagliarda che permette loro di precedere la Ferrari 488 di Alessandro Vezzoni e Daniele Di Amato, per un breve periodo in testa alla gara. Quinto posto assoluto per la seconda Huracan della Imperiale Racing, sapientemente condotta al traguardo da Pietro Perolini, Ben Gersekowski ed Emanuele Zonzini.

Terzo gradino del podio per la Mercedes AMG che Antonelli schiera per Stefano Colombo, Francesca Linossi e Daniel Zampieri
Terzo gradino del podio per la Mercedes AMG che Antonelli schiera per Stefano Colombo, Francesca Linossi e Daniel Zampieri

Mastica amaro Alessio Rovera che con la Mercedes AMG Antonelli Motorsport divisa con Alexander Moiseev e Riccardo Agostini è solamente sesto davanti alla Ferrari 488 Easy Race di Marco Cioci, Lorenzo Veglia ed Alessandro Balzan. Pur avendo “prestato” Antonio Fuoco alla Baldini 27, la AF Corse non manca all’appuntamento del Mugello e conquista l’ottavo posto con Simon Mann e Matteo Cressoni, molto validi sulla Ferrari 488. In GT Light da segnalare la vittoria con nono posto assoluto di Claudio Schiavoni, Sergio Pianezzola e Deborah Mayer.

Il podio assoluto del GT Endurance al Mugello
Il podio assoluto del GT Endurance al Mugello

Un equipaggio ben assortito che ha fatto fruttare la Ferrari 458 di Iron Lynx. Decimo posto assoluto e consacrazione per i nuovi campioni GT Light Mattia Michelotto, Giampiero Cristoni ed Emil Skaras con la Lamborghini Huracan di Antonelli Motorsport. Falcidiata dai ritiri la GT4: grande sfortuna per Simone Riccitelli che rischia grosso in fase di doppiaggio delicata con un’uscita che lo porta a ridosso delle barriere. Il giovane marchigiano riesce ad evitare il peggio con la Porsche Cayman Ebimotors ma dovrà riprendere la strada dei box con grande scorno dei compagni di team Nicola Neri e Paolo Gnemmi.

In GT Light vittoria e nono posto assoluto per Claudio Schiavoni, Sergio Pianezzola e Deborah Mayer con la Ferrari 458
In GT Light vittoria e nono posto assoluto per Claudio Schiavoni, Sergio Pianezzola e Deborah Mayer con la Ferrari 458

Un altro equipaggio che deve rinunciare alla vittoria di classe è quello formato da Adriano Bernazzani, Leonardo Becagli e Jacopo Baratto sulla Maserati Gran Turismo. Baratto porta la vettura italiana in vetta per gran parte della prima metà di gara, poi la sospensione posteriore sinistra cede ed il ritiro è inevitabile. A vincere è la Porsche Cayman di Autorlando pilotata da Fabio Babini, Giuseppe Ghezzi e Riccardo Chiesa. Per loro anche il titolo di classe; nulla da fare per Giuseppe Fascicolo e Francesco Guerra con la Bmw M4, secondi di classe dopo un’aspra rimonta.

Il podio della GT Light con Mattia Michelotto Campione della categoria
Il podio della GT Light con Mattia Michelotto Campione della categoria

Terzo posto in GT4 per la migliore delle Maserati GT pilotata da Fabio Francia, Juuso Pajuranta e Jorge Rodrigues, che sgambettano la Nova Race nella corsa al titolo GT4. Luca Magnoni cede nelle battute finali a Francia e per tre punti deve dire addio al titolo. Per la Nova Race, che per la gara del Mugello porta al debutto la Mercedes AMG in luogo delle Ginetta G55, una beffa davvero atroce.

Vittoria in GT4 per la Porsche Cayman di Autorlando pilotata da Fabio Babini, Giuseppe Ghezzi e Riccardo Chiesa
Vittoria in GT4 per la Porsche Cayman di Autorlando pilotata da Fabio Babini, Giuseppe Ghezzi e Riccardo Chiesa

Quindicesimo il locale Maurizio Fondi con la seconda Porsche Cayman di Autorlando: il pistoiese, che quest’anno sempre con la squadra di Pedrengo ha effettuato anche alcune gare di Supercars Series, è affiancato dal torinese Dario Cerati e da Luca De Marchi. Classificati ma ritirati i polacchi Piotr e Antoni Chodzen e l’ex-rallista Patrick Zamparini che dividono la Maserati GT di SVC Sport Management. Tra gli equipaggi che cullano il sogno di una grande vittoria c’è anche la Bmw M6 di Stefano Comandini, Erik Johansson ed Alex Zanardi: purtroppo un guasto meccanico con annesso testacoda li costringe al ritiro subito dopo una sosta ai box.

Il podio della GT4 al Mugello
Il podio della GT4 al Mugello

Un testacoda, causato da un’incomprensione in doppiaggio, porta al ritiro invece la Lamborghini Huracan LP Racing di Daniele e Riccardo Cazzaniga. I due ex-protagonisti della Porsche Carrera Cup sono accompagnati dal bravo cinese Kang Ling. La serie GT Endurance va così agli archivi dopo quattro gare ricche di colpi di scena. Resta però il round finale di Monza della serie GT Sprint tra due settimane.

WSSP, distanze invariate a Magny Cours

Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti intasca la vittoria della tappa WSSP di Magny Cours
Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti intasca la vittoria della tappa WSSP di Magny Cours

Weekend movimentato per la WSSP a Magny Cours. Randy Krummenacher e Federico Caricasulo con le Yamaha YZF R6 di Bardahl Evan Brothers si eliminano in due differenti cadute lasciando invariate le distanze nella volata per il titolo. Caduta pesante per Caricasulo che, vincendo, si sarebbe portato in testa al campionato con un margine di quindici punti sullo svizzero.

Isaac Vinales con la Yamaha YZF R6 alla fine agguanta un buon secondo posto
Isaac Vinales con la Yamaha YZF R6 alla fine agguanta un buon secondo posto

Paradossalmente masticano amaro anche gli “idoli di casa” Jules Cluzel con la Yamaha di GMT 94 e Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti. Il primo getta alle ortiche una buona possibilità di rilanciarsi nel discorso titolo chiudendo solamente sesto, davanti al compagno di team Corentin Perolari; il secondo vince tra gli applausi, ma ormai il divario sui primi due in classifica di campionato è incolmabile.

Lo start della WSSP a Magny Cours
Lo start della WSSP a Magny Cours

La corsa francese vede le Kawasaki ZX-6R, in continuo progresso in questa fase del campionato, artigliare vittoria e terzo posto. A conquistare il “bronzo” è il migliore degli italiani, il bravo Ayrton Badovini, che tenta fino all’ultimo di scalzare la migliore Yamaha YZF R6, quella che Kallio schiera per Isaac Vinales. Per il fratello di Maverick alla fine un buon secondo posto che fa morale.

Bronzo per il migliore degli italiani: Ayrton Badovini
Bronzo per il migliore degli italiani: Ayrton Badovini

L’Italia si consola anche con Raffaele De Rosa, quarto con la MV Agusta F3 675 superstite. Subito fuori infatti quella di Federico Fuligni per una caduta a tre subito dopo il via che costringe all’esposizione della bandiera rossa ed a una nuova partenza. Alle spalle di De Rosa un ottimo Hikari Okubo con la seconda Kawasaki ZX-6R di Puccetti, capace di precedere le Yamaha della GMT 94 e, di fatto, di spezzare le ultime chances di Cluzel di rientrare in gioco per il titolo mondiale Supersport.

Raffaele De Rosa è quarto al traguardo  con la MV Agusta F3 675
Raffaele De Rosa è quarto al traguardo con la MV Agusta F3 675

Ottavo posto per l’austriaco Thomas Gradinger con la seconda Yamaha di Kallio Racing, davanti a Kyle Smith che con la Kawasaki ZX-6R di Pedercini si aggiudica la serie europea. Tre Honda CBR 600 RR chiudono alle spalle dell’inglese. La migliore è quella dell’ungherese Peter Sebestyen che precede l’estone Hannes Soomer ed il francese Jules Danilo, apparentemente non galvanizzato dall’aria di casa. Un’altra Honda a punti è quella del tedesco Christian Stange che chiude quattordicesimo alle spalle di uno spento Loris Cresson,

Settimo sotto la bandiera a scacchi è il francese Corentin Perolari
Settimo sotto la bandiera a scacchi è il francese Corentin Perolari

terzo pilota di Kallio Racing. A chiudere la zona punti Xavier Navand, con la Yamaha YZF R6 di Altogoo Racing Team. Non vi sono italiani oltre la zona punti: ritirato infatti anche Gabriele Ruiu con la Yamaha YZF R6 del Team Toth. Per lui, così come per Rob Hartog con la Kawasaki ZX-6R, lo stop è dettato da noie tecniche. Il circus del Campionato Mondiale Supersport si appresta ora ad attraversare l’oceano salutando per quest’anno l’Europa. La volata per il titolo si deciderà nella accoppiata Argentina-Qatar.

WSBK, a Magny Cours Jonathan Rea batte cinque

A Magny Cours Jonathan Rea con la Kawasaki ZX-10 RR si aggiudica il quinto alloro consecutivo nella WSBK
A Magny Cours Jonathan Rea con la Kawasaki ZX-10 RR si aggiudica il quinto alloro consecutivo nella WSBK

A Magny Cours, come ampiamente preventivato, si chiudono i giochi per il titolo WSBK 2019. Jonathan Rea con la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale si aggiudica il quinto alloro consecutivo con la vittoria in Gara 2 approfittando anche dell’ennesimo weekend nero di Alvaro Bautista, ormai in “rotta” con la Ducati. Grande protagonista del fine settimana francese è però l’Indipendente Toprak Razgatlioglu. Con la Kawasaki ZX-10 RR di Puccetti, il turco si aggiudica Gara 1 con una rimonta incredibile dal sedicesimo posto in griglia, confermando le sue ottime capacità sul bagnato.

L'arrivo vittorioso in gara 1 di Toprak Razgatlioglu con la Kawasaki ZX-10 RR di Puccetti
L’arrivo vittorioso in gara 1 di Toprak Razgatlioglu con la Kawasaki ZX-10 RR di Puccetti

Razgatlioglu si conferma una volta di più erede di Kenan Sofuoglu e Rea si deve inchinare proprio all’ultimo giro di fronte alla maestria del portacolori della Turkish Puccetti. Un po’ di soddisfazione anche per Tom Sykes che con la Bmw S1000 RR ufficiale artiglia il terzo posto assoluto dopo avere anche guidato per alcuni giri la corsa. Anche Michael Van der Mark con la Yamaha YZF R1 ufficiale occupa brevemente il comando, ma una caduta alla Curva 5 nella seconda metà di gara lo relega al tredicesimo posto. La migliore moto di Iwata è quella che Ten Kate schiera per Loris Baz, galvanizzato dall’aria di casa e quarto assoluto davanti ad uno spento Bautista.

Il podio di gara 1 della WSBK a Magny Cours
Il podio di gara 1 della WSBK a Magny Cours

Il sabato nero delle Ducati Panigale R ufficiali lo completa Chaz Davies che torna ai box dopo una caduta. Sesto posto per Alex Lowes con la migliore Yamaha ufficiale davanti ad un Leon Camier in lieve ripresa con la Honda CBR 1000 RR della Moriwaki Althea. Terzo posto tra gli Indipendenti e ottavo assoluto per Marco Melandri con la Yamaha YZF R1 di GRT davanti alla Ducati Panigale R che GoEleven mette in pista per Eugene Laverty ed all’altra YZF R1 della GRT pilotata da Sandro Cortese. Alle spalle dell’italo-tedesco troviamo Jordi Torres con la Kawasaki ZX-10 RR di Pedercini e Leandro Mercado con l’identica moto di Orelac.

Tom Sykes con la Bmw S1000 RR ufficiale artiglia il terzo posto
Tom Sykes con la Bmw S1000 RR ufficiale artiglia il terzo posto

La zona punti la completano due italiani: Michael Ruben Rinaldi quattordicesimo con la Ducati Panigale R di Barni ed Alessandro Del Bianco che, con la Honda di Althea Mie, fa quel che può. Ben peggio va al compagno di team Ryuiichi Kiyonari che termina diciottesimo ed ultimo dietro alla Bmw S1000 RR di Markus Reiterberger e alla Ducati Panigale R di Sylvain Barrier, partito dai box. La Superpole Race vede l’iniziale scatto di Van der Mark, ma poi l’olandese viene scavalcato da Rea. Al sesto giro però riemerge Razgatlioglu che supera l’inglese e si invola al comando che manterrà fino alla fine.

Lo start di gara 2 con al comando Michael Van der Mark, frazione che chiuderà dietro Jonathan Rea
Lo start di gara 2 con al comando Michael Van der Mark, frazione che chiuderà dietro Jonathan Rea

Rea e Van der Mark completano il podio davanti a Davies e Bautista. Migliore italiano è Michael Ruben Rinaldi che chiude decimo precedendo Cortese e Melandri, Del Bianco è diciannovesimo davanti al solo Kiyonari. Gara 2 è decisiva e vede subito la collisione tra Bautista e Razgatlioglu. Il turco è costretto a ricorrere alle cure dei sanitari, mentre Bautista riprende la corsa per poi rientrare mestamente ai box: un ritiro che consegna il titolo 2019 a Rea. L’inglese ingaggia un aspro duello con Van der Mark. L’olandese della Yamaha conduce le operazioni per i primi cinque giri, poi per un paio di tornate il campione in carica si porta al comando.

Bel terzo posto in gara 2 per Alex Lowes
Bel terzo posto in gara 2 per Alex Lowes

All’ottava tornata Van der Mark torna in testa e tenta l’allungo, ma Rea galvanizzato dall’imminente titolo contrattacca per poi riconquistare definitivamente la vetta all’undicesimo giro. Per il team Kawasaki ufficiale è festa grande. Come nel 2018, Jonathan Rea mette in tasca l’iride a Magny Cours ed entra nella leggenda della serie. Le prossime gare extra europee saranno una passerella trionfale per l’inglese che tenterà di infrangere nuovi record della categoria. Masticano amaro Yamaha e Ducati. La casa di Iwata se non altro si può consolare riempiendo il podio di Gara 2 con il discontinuo Van der Mark e Alex Lowes.

Un quarto e un quinto posto è un bel bottino per Loris Baz a Magny Cours
Un quarto e un quinto posto è un bel bottino per Loris Baz a Magny Cours

Tira aria di tempesta invece per il team italiano che racimola solo un quarto posto con Davies e presto sarà costretto a scegliere un nuovo “top rider” alla luce del passaggio di Bautista alla Honda. Con Razgatlioglu subito fuori, Loris Baz regala ai fans transalpini un po’ di felicità vincendo tra gli Indipendenti e finendo quinto assoluto davanti a Melandri che continua tra alti e bassi il suo “lungo addio”. Nessuna fortuna per il compagno di team del romagnolo Sandro Cortese, fermato da noie tecniche dopo una decina di giri. Dopo il ritiro di Gara 1 nuova gara negativa per Leon Haslam che è solo settimo con la seconda Kawasaki ufficiale, davanti a Sykes, Camier e Torres che è terzo tra gli Indipendenti davanti a Mercado, Laverty e Barrier che sulla pista di casa riesce ad artigliare tre punti.

Ottavo in gara 1 e dodicesimo in gara 2 è il risultato di Marco Melandri
Ottavo in gara 1 e dodicesimo in gara 2 è il risultato di Marco Melandri

Oltre al nono posto di Camier, la Moriwaki Althea Honda Team racimola due punti anche con Ryuiichi Kiyonari che precede sul filo di lana la Bmw ufficiale di Reiterberger. Una piccola soddisfazione per il team di riferimento Honda che vanta tra i suoi meccanici il lucchese Luca Partigliani, protagonista del Campionato Italiano Velocità Salita con una Honda 600 naturalmente in livrea ufficiale. Peccato che Alessandro Del Bianco fallisca l’aggancio alla zona punti chiudendo sedicesimo, davanti al solo Michael Ruben Rinaldi attardato da una sosta ai box. Il Campionato Mondiale Superbike come detto si accomiata dall’Europa. Tra due settimane si correrà in Argentina, poi a fine Ottobre rush finale in Qatar, probabilmente con tutti i titoli già assegnati.

MotoGP, Alcaniz conferma Marquez in vetta

Con la vittoria ad Alcaniz continua la striscia positiva di Marc Marquez in MotoGP
Con la vittoria ad Alcaniz continua la striscia positiva di Marc Marquez in MotoGP

In MotoGP, il round di Alcaniz, ultimo prima della lunga trasferta in Asia ed Oceania, conferma una volta di più la supremazia di Marc Marquez al quale manca ormai solo l’aiuto della matematica per confermarsi Campione del Mondo. Il pilota Honda non ha problemi sul circuito aragonese e, transitando sotto la bandiera a scacchi, porta a novantotto i punti di vantaggio su Andrea Dovizioso. Il ducatista è ormai rassegnato e chiude la corsa spagnola al secondo posto davanti al sorprendente Jack Miller, davvero in gran forma con la Ducati di Pramac Racing.

Il podio della tappa MotoGP ad Alcaniz con Marc Marquez, Andrea Dovizioso e Jack Miller
Il podio della tappa MotoGP ad Alcaniz con Marc Marquez, Andrea Dovizioso e Jack Miller

La corsa di Alcaniz vede anche Maverick Vinales in gran forma. L’ufficiale Yamaha finisce quarto davanti a Fabio Quartararo che, dopo la grande gara di Misano Adriatico, si conferma ad alti livelli con la Yamaha di Petronas SRT. Alle spalle del francese troviamo il discontinuo Cal Crutchlow con la Honda di Lucio Cecchinello Racing, vincitore di un accanito duello con il sorprendente Aleix Espargaro. A Misano era stato il fratello Pol ad esaltare la KTM; nel round di casa è Aleix a portare davvero in alto un’Aprilia che ben poco aveva brillato fino a ieri.

La partenza della MotoGP ad Alcaniz
La partenza della MotoGP ad Alcaniz

Un “piangente” ottavo posto per Valentino Rossi in grande crisi sulla Yamaha ufficiale, mentre nono termina Alex Rins che sconta una penalità Long Lap: l’iberico della Suzuki causa un incidente ad inizio gara che elimina Franco Morbidelli. L’italiano della Petronas SRT è l’unico pilota costretto al ritiro ed è un peccato perché era in buona condizione. La Top Ten la completa un buon Takaaki Nakagami che completa il buon weekend della squadra di Cecchinello. Aprilia esce da Alcaniz con entrambe le moto in zona punti: anche Andrea Iannone ottiene un buon undicesimo posto davanti a Danilo Petrucci, oggi apparso in uno stato di forma davvero deficitario.

Alex Rins termina nono con una penalità per aver appiedato ad inizio gara Franco Morbidelli
Alex Rins termina nono con una penalità per aver appiedato ad inizio gara Franco Morbidelli

Il ternano perde il terzo posto nella classifica mondiale, fortunatamente Rins è avanti di un solo punto. Buoni riscontri anche da Miguel Oliveira che chiude tredicesimo con la migliore KTM schierata dalla Tech 3, il portoghese si prende il lusso di precedere l’ufficiale Suzuki Joan Mir. Sorpresa anche per il quindicesimo posto che va a Tito Rabat, abituale frequentatore della bassa classifica ma “rigenerato” dall’aria di casa. Rabat artiglia l’ultimo posto utile della zona punti con la Ducati della Reale Avintia, una buona iniezione di fiducia per lui.

Bel settimo posto di Aleix Espargaro con l’Aprilia che in questa foto vediamo anticipare Valentino Rossi ottavo al traguardo
Bel settimo posto di Aleix Espargaro con l’Aprilia che in questa foto vediamo anticipare Valentino Rossi ottavo al traguardo

Male invece Francesco Bagnaia: mentre il compagno di team Miller sale sul podio, l’ex-protagonista della Moto 2 è solo sedicesimo con la Ducati di Pramac Racing. La corsa di Alcaniz registra anche un avvicendamento alla squadra ufficiale KTM, “orfana” dell’infortunato Pol Espargaro: lo spento Johann Zarco viene sostituito da Mika Kallio, ma i risultati non cambiano. Per un po’ il finnico resta ancorato ai margini della zona punti, poi cala ed è solo diciassettesimo davanti a Karel Abraham. Il ceco appare un po’ meno abulico del solito con la seconda Ducati di Reale Avintia e riesce a precedere tre avversari: Bradley Smith con la terza Aprilia e Hafizh Syahrin con la seconda KTM di Tech 3 sono certamente alla portata del rider ceco, ma fa scalpore il ventesimo posto di Jorge Lorenzo.

Avvicendamento in seno alla squadra ufficiale KTM con Johann Zarco sostituito da Mika Kallio
Avvicendamento in seno alla squadra ufficiale KTM con Johann Zarco sostituito da Mika Kallio

Nonostante impieghi una Honda ufficiale, Lorenzo sembra tornato ai livelli deprimenti di un paio di anni fa, complice anche il recente infortunio. La riconferma nel team giapponese non è poi del tutto scontata e l’appiedamento di Zarco alla KTM è un indizio da non sottovalutare. E ora appuntamento in Thailandia, sul circuito di Buriram: in caso di “zero” di Dovizioso, per Marquez potrà già cominciare la festa.

ELF CIV, il Mugello incorona Pirro Campione SBK 2019

Come da pronostico Michele Pirro porta a casa il titolo SBK 2019
Come da pronostico Michele Pirro porta a casa il titolo SBK 2019

Dopo l’intensa giornata agonistica del sabato, il prestigioso Campionato motociclistico nazionale ELF CIV ha regalato grande emozioni al Mugello, a cominciare dalla vittoria di Savadori e dal titolo di Campione ELF CIV SBK 2019 ottenuto da Michele Pirro. Grandi vittorie e campionati apertissimi nelle altre categorie. In evidenza Spinelli (Moto3), Fuligni (SS600), Bertè (SS300) e Bianchi (Premoto3).

Il podio della SBK con Lorenzo Savadori, Michele Pirro e Andrea Mantovani
Il podio della SBK con Lorenzo Savadori, Michele Pirro e Andrea Mantovani

Un titolo conquistato in SBK. L’alfiere Aprilia Nuova M2 Racing Lorenzo Savadori ha messo in mostra tutto il suo valore, andando a vincere una gara condotta in testa dall’inizio alla fine. Dietro di lui seconda posizione per il portacolori Ducati Barni Racing Michele Pirro, risultato che consente al Tester di Borgo Panigale di laurearsi Campione italiano con un round d’anticipo in una stagione trionfale. Settimo titolo italiano quindi per Pirro, il quarto nella categoria SBK. Terza posizione per la BMW Tutapista di Andrea Mantovani, bravo a tenere testa a Pirro per buona parte della gara, salvo poi arrendersi al ritmo del pugliese nelle fasi finali. In classifica di campionato Pirro è campione con 235 p. davanti a Savadori 173 p. con Lorenzo Zanetti (6° in gara) terzo a 108 p.

Gara tutta in rimonta e vittoria di Nicholas Spinelli in Moto3
Gara tutta in rimonta e vittoria di Nicholas Spinelli in Moto3

Perentorio Nicholas Spinelli in Moto3. Il pilota dell’Honda Oscar Performance è andato a vincere oggi al Mugello in una gara dove, partito male (11° al primo giro) ha messo in mostra un gran ritmo, andando a rimontare e inserendosi in un nutrito gruppo di pretendenti alla vittoria, salvo poi riuscire a dare negli ultimi giri quello strappo che gli ha permesso di arrivare primo con un certo margine al traguardo. Dietro di lui seconda posizione per Raffaele Fusco (TM RGR Junior team)) con il terzo gradino del podio andato ad Alberto Surra (Team Minimoto). Sorride ancora di più Spinelli perché la vittoria, unita alla caduta nell’ultimo giro di Kevin Zannoni (RGR TM Racing Factory Team) lo lancia in classifica di campionato, dove, con un solo round rimasto, è in vetta con 169 p. davanti a Surra 130 p. e Zannoni a 121 p.

Podio Moto3 con Nicholas Spinelli, Raffaele Fusco e Alberto Surra
Podio Moto3 con Nicholas Spinelli, Raffaele Fusco e Alberto Surra

Emozioni in SS600. In una gara interrotta per la bandiera rossa esposta per la pioggia e poi ripartita è stato Federico Fuligni a volare sull’asfalto bagnato del Mugello con la sua Yamaha del team Rosso e Nero riuscendo a piegare Nicola Morrentino (Kawasaki RM Racing) secondo e il fratello, Filippo Fuligni (Yamaha Rosso e Nero) terzo. 7° posto finale per Massimo Roccoli (Yamaha Team Rosso Corsa) riuscito a rialzarsi dopo una caduta e 10 ° posizione per Lorenzo Gabellini (Yamaha Gomma Racing). In classifica generale Gabellini è leader con 180 p. davanti a Roccoli con 147 p. e Kevin Manfredi con 127 p.

Lo start della SS600
Lo start della SS600

Testa a testa in SS300, con Matteo Bertè ed Emanuele Vocino affiancati durante tutta la gara in una battaglia che si è risolta solo sotto la bandiera a scacchi a favore del pilota Yamaha ProGP, vittorioso di soli 2 millesimi sul rivale con la Yamaha del GradaraCorse PZ Racing. Terza posizione per la Kawasaki Prodina Ircos di Thomas Brianti, risultato che, unito al 7° posto in gara di Filippo Rovelli (Parking Go Kawasaki), consente a Brianti di restare in vetta alla classifica generale con 137 p. davanti a Rovelli a 133,5 e Bertè a 127,5.

Podio della SS600 con Federico Fuligni, Nicola Morrentino e Filippo Fuligni
Podio della SS600 con Federico Fuligni, Nicola Morrentino e Filippo Fuligni

Splendida vittoria di Filippo Bianchi in Premoto3. In una gara condizionata dalla pioggia, il campione in carica con la Brevo del POS Corse, ha messo in mostra tutto il suo talento, riuscendo a stare sempre in scia a Maxwell Toth (Kuja Racing) salvo poi beffarlo proprio nel finale e andando a conquistare la sua prima vittoria in questo 2019. Risultato che unito alle cadute di Luca Lunetta (CS AC Racing) e Filippo Farioli (RMU Pasini Racing) riapre il Campionato, con la classifica che vede Lunetta a 162 p. Bianchi a 159 p. e Farioli a 142 p. In gara buon terzo posto di Cristian Lolli (Team M&M).

Podio della SS300 con Matteo Bertè, Emanuele Vocino e Thomas Brianti
Podio della SS300 con Matteo Bertè, Emanuele Vocino e Thomas Brianti

L’ELF CIV tornerà il 5 e 6 ottobre per il gran finale di Vallelunga.

ELF CIV, il Mugello regala finali gara mozzafiato

Michele Pirro vince la gara della SBK e si avvicina al titolo
Michele Pirro vince la gara della SBK e si avvicina al titolo

Il sabato del 5° Round ELF CIV al Mugello ha regalato emozioni a non finire con arrivi in volata, finali thrilling e un titolo, quello SBK, sempre più vicino. Michele Pirro infatti, ha fatto un passo consistente verso il titolo SBK, nonostante la tenacia di Lorenzo Savadori. L’alfiere Ducati Barni Racing ha trionfato in pista al Mugello, in una gara che ha visto il pilota Aprilia Nuova M2 Racing condurre in testa per parecchi giri, salvo poi arrendersi al ritorno del tester Ducati, che grazie alla 7° vittoria in questo ELF CIV SBK 2019 conquista punti preziosi in ottica campionato. La classifica vede infatti Pirro in vetta con 215 davanti a Savadori con 148 p. e Samuele Cavalieri a 102, con quest’ultimo bravo a chiudere a podio anche oggi in gara con la Ducati del Team Motocorsa.

Il podio della SBK nel quinto round ELF CIV al Mugello
Il podio della SBK nel quinto round ELF CIV al Mugello

Finale rocambolesco in Moto3, con la gara interrotta a due giri dalla fine per bandiera rossa esposta a causa di una caduta che ha visto coinvolti diversi piloti. La classifica finale è stata aggiornata al giro precedente all’esposizione della rossa. Successivamente la suddetta classifica è stata nuovamente rivista in quanto i piloti n. 23 (Elia Bartolini), 24 (Leonardo Taccini), 67 (Alberto Surra), 77 (Raffaele Fusco) e 111 (Kevin Zannoni) sono stati squalificati come da provvedimento n° 63/19 perché risultati non attivi, ovvero non rientrati in pit lane con il proprio mezzo con il motore in moto oppure a spinta entro 5 minuti dall’esposizione della rossa. La classifica finale di gara1 Moto3 del 5° Round ELF CIV vede quindi Maximilian Kofler (Team M&M KTM) primo seguito da Colin Vejer (Speed Up Junior Team) con Joel Damon Kelso (Team Leopard Junior Italia Honda) terzo. La classifica di campionato recita Nicholas Spinelli (6° in gara) in vetta con 144 p. seguito da Zannoni a 121 p. con Surra a 114

Griglia di partenza della Moto3 con Kevin Zannoni, Joel Damon Kelso e Nicholas Spinelli
Griglia di partenza della Moto3 con Kevin Zannoni, Joel Damon Kelso e Nicholas Spinelli

Duello d’altri tempi in SS600. Testa a testa emozionante che ha visto Davide Stirpe e Lorenzo Gabellini contendersi la vittoria fino all’ultimo centimetro. Alla fine è stata la tenacia del pilota MV Agusta Extreme Racing Bardhal a trionfare sul rivale per soli 19 millesimi, con Stirpe che dopo la pole torna quindi alla vittoria, dimostrando di essere in un buon momento di forma. Gran rimonta di Lorenzo Gabellini (Yamaha Gomma Racing), che scattando dall’ottava casella ha messo in mostra una notevole progressione. Terzo posto per Luca Ottaviani (SGM Tecnic Marinelli Team Yamaha) con Massimo Roccoli (Team Rosso e Nero Yamaha) in quarta posizione. In classifica generale Gabellini è primo con 174 p. davanti a Roccoli con 139 p. e Kevin Manfredi a 127 p. assente al Mugello perché impegnato al Mondiale Endurance.

Il podio di gara 1 della SS600
Il podio di gara 1 della SS600

Volata a 6 in Premoto3, dove alla fine a spuntarla è stato Davide Cangelosi. Il pilota M&M è riuscito ad avere la meglio su Filippo Farioli, che aveva condotto in testa buona parte della gara, con l’alfiere Pasini Racing Team RMU in seconda posizione e Manuel Margarito (Phantom) a chiudere il podio. A pochissima distanza hanno chiuso il Campione in carica Filippo Bianchi (POS Corse Brevo) con Jacopo Hosciuc (Academy GP Racetech) quinto. In classifica di campionato Luca Lunetta (12° in gara) è in vetta con 162 p. davanti a Farioli (137 p.) con Bianchi terzo a 134 p.

Premiazione della Premoto3
Premiazione della Premoto3

Anche la SS300 è stata in pieno stile “Mugello”, con una volata di gruppo nella quale a dare il giusto strappo finale è stato Thomas Brianti. Il pilota Kawasaki Prodina Ircos ha trionfato davanti all’alfiere ParkinGo Kawasaki, l’australiano Tom Edwards, con Matteo Bertè (Yamaha PROGP) a chiudere il podio. In classifica generale Filippo Rovelli (6° in gara) è leader con 124,5 p. su Brianti 121 p. con Emanuele Vocino (4° in gara) a 106 p.

Maximilian Kofler
Maximilian Kofler

Eventi – Non sono mancati gli eventi di contorno al 5° round ELF CIV, a cominciare dalla presentazione in mattinata della decima edizione della Ride for life, organizzata dall’Associazione Riders4Riders Onlus. L’evento benefico si terrà il 23 e 24 novembre 2019 presso l’Arena Cross di Carpi. Il programma delle due giornate prevederà gare di cross, pitbike ed e-bike con i campioni delle due ruote oltre ad una ricca pesca a premi e alla lotteria. Sabato 23 novembre, dopo la consueta conferenza sulla sicurezza, si terrà la cena con i campioni il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza ai piloti infortunati e alla ricerca. Manifestazione, quella di Ride for life, alla quale si lega anche l’iniziativa nata da Airoh e FMI, consistente nel mettere all’asta in un evento organizzato direttamente da R4R, un esemplare del nuovo GP550 S prodotto dall’azienda bergamasca con la particolarità di avere grafica personalizzata pensata e realizzata da DFD Factory Design. Tutto per poi devolvere l’intero ricavato alla stessa R4R. Nel paddock ELF CIV spazio poi alla Scuola Federale Velocità, il progetto che permette ai neofiti (6-12 anni) l’avvicinamento al mondo delle due ruote, con un primo giro in minimoto in tutta sicurezza, seguiti dai tecnici FMI tra cui Gianluca Nannelli. Questi gli orari degli appuntamenti, realizzati al Mugellino: domenica 10.30-12.30. Per maggiori info civ.tv. Al sabato come ormai tradizione, non è mancato l’appuntamento con i 50iniVintage, la parata di ciclomotori storici vintage che ha visto tutti i protagonisti ritrovarsi nel paddock ELF CIV per poi fare un giro di pista del Mugello. Domenica invece, tutti i presenti potranno ammirare da vicino moto e piloti con la pit walk in pausa pranzo.

Fiat Panda Trussardi indossa lo stile urban-chic

La base è Cross, la livrea è opaca “Caffè Italiano” con dettagli neri lucidi a contrasto ed è frutto della collaborazione tra Fiat e una Casa di moda: nasce così la Panda Trussardi. Progettata per l’avventura off-road ma con il DNA da cittadina, Panda Cross riceve un piccolo tocco di stile che la rende una piacevole ed esclusiva compagna di viaggio.

Il vestito opaco nella versione Caffè Italiano –disponibile anche metallizzato–, è soltanto una delle soluzioni cromatiche della Panda Trussardi, si può optare infatti anche per le tinte Bianco Gelato, Grigio Maestro e Nero Cinema. Il logo del Levriero è in bella evidenza sul cristallo della terza luce laterale, sulle modanature laterali e al centro dei cerchi in lega.

Finiture a contrasto in nero lucido sono le barre al tetto, gli esclusivi cerchi in lega da 15”, le calotte degli specchietti retrovisori e le piastre di protezione. La firma Trussardi anche all’interno della vettura: la scopriamo nei tappetini, nelle cinture di sicurezza, negli inserti dei pannelli porta, nella trama dei sedili. Persino incastonato al centro del volante in pelle, tutti particolari che vanno ad impreziosire l’abitacolo trasformandolo in un salotto.

Interessante la dotazione tecnologica che, a richiesta, prevede anche il sistema di frenata autonoma. Sotto il cofano della nuova Fiat Panda Trussardi troviamo il TwinAir Turbo 0.9 da 85 CV oppure il 1.2 da 69 CV a benzina, sia a 2 che a 4 ruote motrici a seconda che si voglia affrontare la routine urbana o si preferisca sfoggiare il look off-road.

 

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Fiat Panda Trussardi indossa lo stile urban-chic

8° Raduno Suzuki 4×4