5 Dicembre 2022

Redazione

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MotoGP: primo hurrà per Bagnaia ad Alcaniz

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Sudato quanto meritato il successo in MotoGP di Francesco Bagnaia ad Alcaniz

Francesco Bagnaia conquista il primo successo stagionale in MotoGP aggiudicandosi un tiratissimo Gran Premio di Aragona ad Alcaniz. Un successo importante, perché gli permette di salire al secondo posto in classifica di campionato, sia pur con un distacco di cinquantatre punti nei confronti di Fabio Quartararo, solo ottavo con la Yamaha ufficiale. Il round aragonese vede anche il rilancio di Marc Marquez con la Honda. L’ex-campione fallisce per sei decimi l’assalto alla vittoria ma ormai il livello di competitività è quello dei tempi migliori.

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Marc Marquez con la Honda fallisce per sei decimi l’assalto alla vittoria

Mastica amaro anche il campione in carica Joan Mir. Con la Suzuki Ecstar completa il podio ma subisce il sorpasso in classifica da parte di Bagnaia e di fatto deve dire addio alle residue possibilità di confermare il podio. L’evento di Alcaniz conferma le grandi capacità dell’Aprilia. Non però con il neo-acquisto Maverick Vinales, che sconta il burrascoso divorzio dalla Yamaha e chiude appena diciottesimo davanti a Valentino Rossi, ormai abbonato alla coda della classifica. Bensì con Aleix Espargaro che conquista un gran quarto posto per la gioia dei meccanici della casa di Noale.

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Joan Mir con la Suzuki Ecstar completa il podio

Aleix surclassa ancora una volta il fratello Pol Espargaro che, nonostante disponga della potentissima Honda ufficiale, annaspa al tredicesimo posto. Quinta piazza per un arrembante Jack Miller con la seconda Ducati ufficiale. A proposito di ducatisti, l’evento iberico rilancia anche le ambizioni del portacolori del Moto Club Spoleto Enea Bastianini, gran sesto: è uno dei migliori piazzamenti dell’ex-campione Moto2 nella classe principale. La Ktm si mantiene poi ad alti livelli con Brad Binder, settimo davanti a un Quartararo “dimesso” e a Jorge Martin, che con la Ducati di Pramac delude un po’ i molti fans presenti sugli spalti aragonesi.

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Aleix Espargaro conquista un gran quarto posto

Viceversa, GP di Aragona positivo per il basco Iker Lecuona che con la Ktm di Tech3 è ottimo undicesimo stretto tra la Honda LCR di Takaaki Nakagami e la Suzuki Ecstar di Alex Rins. Per Lecuona la soddisfazione di avere preceduto al traguardo non solo il compagno di team Danilo Petrucci, ma anche la Ktm ufficiale di Miguel Oliveira. Entrambi comunque riescono ad artigliare dei punti, con il portoghese quattordicesimo ed il ternano quindicesimo e con la testa proiettata verso la Dakar 2022.

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Gran sesto posto di Enea Bastianini

Oltre la zona punti, un folto gruppo di demotivati concorrenti preceduti da Cal Crutchlow che sembra quasi subire la Yamaha ufficiale ereditata da Vinales. Delusione enorme poi per Johann Zarco che con la Ducati Pramac Racing si gioca le residue chances di titolo. Il diciassettesimo posto lo fa sprofondare anche in classifica generale dove ora è quarto, a venti punti da Mir e ventiquattro da Bagnaia.

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La Ktm si mantiene ad alti livelli con Brad Binder settimo davanti a Quartararo

Abbiamo già parlato di Vinales e Rossi, ed è davvero deprimente che due grandi protagonisti della categoria ora duellino per un piazzamento fuori dai punti. Mentre per Vinales si può invocare la carenza di esperienza sulla moto veneta, per Rossi si può parlare di un passo di addio senza motivazioni. A rendere ancor più mesto il weekend del “Dottore”, il ventesimo ed ultimo posto del fratellino Luca Marini con la Ducati cogestita tra la Reale Avintia ed il suo team ed anche la caduta di Jake Dixon che certo sconta la carenza di esperienza.

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Fabio Quartararo

Anche Alex Marquez finisce subito a terra, compromettendo le velleità della vigilia. Per la MotoGP appuntamento ora a Misano tra sette giorni, per il primo round in terra romagnola. Ne seguirà un altro in ottobre, dopo la trasferta americana che, oltre alla confermata gara di Austin -forse con limitazioni per il pubblico-, potrebbe includere la tappa di Rio Hondo, qualora le condizioni sanitarie in Argentina fossero soddisfacenti.

GT Endurance: il Mugello beffa Audi e premia Imperiale

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Il Mugello Circuit, nella seconda prova del GT Endurance, incorona la Lamborghini Huracan della Imperiale Racing pilotata da Alberto Di Folco, Andrea Amici e Stuart Middleton

Colpo di scena al Mugello nella seconda prova del GT Endurance. L’Audi R8 LMS di Filip Salaquarda, Karol Basz e Vito Postiglione è prima sul campo, ma un’irregolarità nel cambio pilota costa all’equipaggio della casa tedesca una penalità di quattordici secondi che lo relega addirittura al quarto posto. Per Audi Sport Italia giornata “nera” alla luce anche del testacoda che ad inizio gara spedisce nella sabbia l’Audi R8 LMS dello sfortunato Lorenzo Ferrari. Così a vincere è una Lamborghini, la Huracan della Imperiale Racing pilotata da Alberto Di Folco, Andrea Amici e Stuart Middleton autori di una gara inappuntabile. In un match dal ritmo serrato, bel secondo posto per la Ferrari 488 Evo di Baldini 27 con Stefano Gai ben coadiuvato da Giancarlo Fisichella e Daniel Zampieri. Le Ferrari si dimostrano estremamente competitive come conferma il terzo posto assoluto della 488 Evo di AF Corse pilotata dall’americano Simon Mann e Matteo Cressoni, vincente nella classe ProAm.

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Piazza d’onore per la Ferrari 488 Evo di Baldini 27 con Stefano Gai, Giancarlo Fisichella e Daniel Zampieri

Al quinto posto dopo il retrocesso equipaggio Audi troviamo un’ulteriore Ferrari 488 Evo, l’esemplare Iron Lynx con cui il pistoiese Rino Mastronardi, il biturgense Andrea Piccini e Claudio Schiavoni conquistano la classe GT3 AM. Mastica amaro, e molto, la Easy Race con la Ferrari 488 Evo di Fabrizio Crestani, Matteo Greco e Luca Filippi che perde molto terreno nel finale per una foratura alla posteriore destra. Alla fine la vettura nero-rossa termina sesta, ma poteva puntare al podio. Anche la Ferrari 488 Evo AF Corse di Antonio Fuoco, Sean Hudspeth e Carrie Schreiner poteva puntare in alto ma la pioggia caduta più volte nelle fasi centrali di gara ha condizionato la gara di questo equipaggio. Problemi e penalità anche per la Ferrari 488 Evo di Daniele Di Amato e Alessandro Vezzoni che chiude ottava e seconda di classe GT3 ProAM. La Ferrari 488 Evo di Niccolò Schirò, Stephen Earle e David Perel completa al nono posto e terza di classe GT3 ProAM.

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Terzo gradino del podio per la Ferrari 488 Evo di AF Corse pilotata dall’americano Simon Mann e Matteo Cressoni

Si tratta dell’unica vettura superstite della Kessel Racing, alla luce della collisione che nella prima ora di gara spedisce nella sabbia della Bucine la 488 di David Fumanelli, in bagarre con la Bmw M6 di Stefano Comandini. Fumanelli evita l’impatto con le barriere ma la sua gara non riprenderà, Comandini sarà costretto ad una lunga sosta ai box per riparare un braccetto della sospensione posteriore destra. Per il romano e i compagni di team Marius Zug e Bruno Spengler la corsa termina nelle retrovie, con tanti rimpianti. Tornando alla classifica, spicca il decimo posto assoluto della Honda NSX che Nova Race schiera per Erwin Zanotti ed il team manager Luca Magnoni: per loro anche il secondo posto in GT3Am. Sfortuna per l’equipaggio “All Ladies” formato da Michelle Gatting, Rahel Frey e Sarah Bovy. In campo con una Ferrari 488 Evo, e a lungo in lizza per la vittoria in GT3 AM, vengono attardate da una sosta ai box e retrocedono al terzo posto di classe e tredicesimo assoluto.

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Il podio della GT3 AM nel GT Endurance del Mugello

Alle spalle delle tre ragazze troviamo un altro equipaggio oltremodo sfortunato, quello LP Racing formato dal cremasco Pietro Perolini, Angelo Negro e Lorenzo Veglia. Già costretti a rincorrere per un’uscita in qualifica con la loro Lamborghini Huracan, perdono tempo sotto la pioggia e poi, complice una penalità, terminano al quarto posto in classe GT3 ProAM. Nella classe GTC la AF Corse si regala ulteriori soddisfazioni con la vittoria della Ferrari 488 di Cedric Sbirrazzuoli e Hugo Delacour; secondo posto per la Lamborghini di Ermanno Dionisio, Giacomo Barri ed Alfredo Varini mentre ben più staccata la Ferrari 458 che SR&R fornisce a Jacopo Baratto, Leonardo Becagli e Giorgio Vinella: problemi tecnici costringono il bolide bianco-nero ad un finale di gara a velocità ridottissima. La SR&R contava poi molto sulla Ferrari 488 Challenge di Edoardo Barbolini, Nicholas Risitano e Luca De Marchi, ma un collettore rotto la costringe ai box dopo la prima ora di gara.

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Podio GT Cup

Una sola vettura in GT4, è la Bmw M4 di Giuseppe Fascicolo, Alfred Nilsson e Nicola Neri che termina al sedicesimo posto, proprio dietro la M6 di Comandini/Spengler/Zug. Va così agli archivi il “giro di boa” dell’Italiano GT Endurance, con un promettente aumento di presenze in griglia di partenza. L’Italiano GT si prende ora un lungo periodo di sosta: il GT Sprint tornerà ad inizio settembre sul Circuito di Imola, il GT Endurance scenderà di nuovo in campo a metà settembre a Vallelunga. Il 25 Luglio, però, alcuni bolidi protagonisti delle due serie saranno presenti a Imola per la tappa emiliana della serie GT Open, che condividerà la platea con alcuni campionati Aci Sport Italia.

WSBK: sorpresa a Donington, Razgatlioglu nuovo leader

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Toprak Razgatlioglu con la Yamaha YZF R1 è stato il vero mattatore della tappa inglese di WSBK a Donington

Colpi di scena a raffica a Donington per la tappa inglese del WSBK: il favoritissimo Jonathan Rea esce con le ossa rotte dalla gara di casa e perde la vetta della classifica per mano del turco Toprak Razgatlioglu, sia pure per due soli punti. Già nella prima manche si capisce che il campione in carica non avrà vita facile, perdendo il comando della corsa dopo un solo giro a vantaggio della Yamaha YZF R1 di Razgatlioglu. Da quel momento il turco allunga lentamente ma insesorabilmente su Rea andando a vincere con un vantaggio di quasi due secondi e mezzo. Si distingue poi anche un’altra Yamaha YZF R1, quella dell’Indipendente Garrett Gerloff, che arriva fino in zona podio salvo poi retrocedere per una scivolata. Gerloff è lesto a risalire in sella e riprendere la corsa, ma l’americano riesce solo a salvare la vittoria tra gli Indipendenti chiudendo settimo. Il gradino più basso del podio va alla Kawasaki ZX-10 RR di Alex Lowes. Alle sue spalle troviamo entrambe le Bmw M1000 RR, in continuo progresso tecnico e ben pilotate da Tom Sykes e Michael Van der Mark che sta recuperando fiducia in sé stesso dopo un inizio di stagione sottotono. Anche Leon Haslam viene ringalluzzito dall’aria di casa, chiudendo sesto con la Honda CBR 1000 RR-R ufficiale. Pure il compagno di team Alvaro Bautista se la cava passabilmente, con l’ottavo posto.

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Garrett Gerloff si distingue in entrambe le manche come il migliore dei piloti indipendenti

Dopo lo spagnolo troviamo il resto del podio degli Indipendenti: Lucas Mahias è nono con la Kawasaki ZX-10 RR di Puccetti mentre un ottimo Axel Bassani è decimo con la Ducati Panigale V4 R di Motocorsa Racing. Bassani anticipa sul traguardo l’ex-ufficiale Ducati Chaz Davies, solo undicesimo con la Panigale V4 R di GoEleven, e soprattutto la superstite Ducati Panigale V4 R di Michael Ruben Rinaldi, ben lontano dai fasti di Misano. Per la Ducati prima manche “nera”, visto che Scott Redding finisce a terra dopo un solo giro assieme a Christophe Ponsson con la Yamaha YZF R1 di Alstare, incidente favorito dall’asfalto umido per la pioggia caduta prima della gara. La zona punti la completano Eugene Laverty, tredicesimo con la Bmw M1000 RR di RC Squadra Corse, Luke Mossey al debutto con la Kawasaki ZX-10 RR del team di Lucio Pedercini e Isaac Vinales quindicesimo con la Kawasaki ZX-10 RR di Orelac Racing VerdNatura. Nella Superpole Racing con asfalto bagnato Rea si prende la sua rivincita comandando le operazioni per tutta la durata della gara; le Bmw migliorano ancora con Sykes secondo e Van der Mark terzo. Ottima gara anche per Haslam quarto davanti a Gerloff e Razgatlioglu. Deludono ancora le Ducati con Rinaldi decimo e Redding diciottesimo; la migliore moto italiana è quella di Davies settimo.

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Jonathan Rea comanda nella Superpole Racing

La seconda manche è con pista asciutta e vede un appassionante tira e molla tra Rea e Razgatlioglu. L’inglese comanda i primi tre giri, poi al quarto giro Razgatlioglu passa al comando e ci resta per sei tornate. Rea come suo costume non si arrende e torna in vetta al decimo giro, ma poi matura il patatrac con la caduta che lo relega in fondo al gruppo. Razgatlioglu da quel momento non sarà più insidiato al comando, involandosi verso un successo importantissimo che lo proietta in testa al Campionato Mondiale Superbike, prima volta in molti anni di un pilota Yamaha. Per la casa di Iwata il successo è completato dal secondo posto di Gerloff, ovviamente vincitore tra gli Indipendenti. Sykes dal canto suo si scopre nuovamente competitivo e termina terzo, davanti a un Redding in timida ripresa. Van der Mark è quinto davanti a Lowes e Davies che artiglia il secondo posto tra i Privati. Sufficiente seconda manche per Rinaldi che termina ottavo davanti alle Honda di Haslam e Bautista, mentre Locatelli, dopo i problemi delle prime due gare, cerca di contenere i danni con l’undicesimo posto. Per il terzo posto tra gli Indipendenti lottano Mahias, Bassani e Tito Rabat con la Ducati Panigale V4 R di Barni ed è il francese di Puccetti ad avere la meglio. Per il quindicesimo posto Eugene Laverty affronta Luke Mossey e ha la meglio solo nelle battute finali. Fuori dai punti anche Vinales e Ponsson; Rea tenta di evitare l’onta dell’ultimo posto ed attacca nel finale Loris Cresson, fallendo per nove decimi. Unico ritirato è Jonas Folger con la Bmw M1000 RR di Bonovo, per la seconda volta di fila costretto al rientro ai box. La prossima gara di WSBK sarà nell’ultimo weekend di luglio ad Assen, inizialmente prevista quale sede della prima gara di Campionato. Per Rea sarà la prima gara da inseguitore. Riuscirà a riprendersi la leadership o perderà ulteriore terreno nei confronti di uno scatenato Razgatlioglu?

Sport Prototipi: al Mugello torna alla grande Uboldi

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E' doppietta del veterano Davide Uboldi nella Sport Prototipi al Mugello Circuit

Mugello Circuit segna il giro di boa per il Campionato Italiano Sport Prototipi. In prima manche si scatena la lotta tra Giacomo Pollini e Danny Molinaro la cui Wolf GB08 Thunder è zavorrata dopo il successo di Misano. Emerge però prepotente il veterano Davide Uboldi che dopo una ripartenza per una Safety Car allunga al comando ai danni di Pollini. Nelle immediate retrovie scintille tra Matteo Pollini e Mirko Zanardini che si scambiano ripetutamente le posizioni, mentre molto bene si comportano i giovanissimi Andrea Baiguera e Filippo Lazzaroni che si installano a ridosso della zona podio. Il tempo di gara scade e così il giro extra ed Uboldi torna finalmente alla vittoria dopo una lunga serie di gare sfortunate. Il comasco non vinceva da 818 giorni. Completano il podio assoluto Giacomo Pollini e Molinaro; tra i Master Andrea Mosca è profeta in patria con la Wolf GB08 Thunder della Zero Racing, battendo Davide Pigozzi e l’esordiente Jeffrey Nelson.

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Il podio di gara 1 con Davide Uboldi, Giacomo Pollini e Danny Molinaro

L’americano, emerso nella Super Proto Cup, non ha particolari problemi a battere il francese “Steve Brooks”. Seconda manche con partenza subito rovente con Matteo Pollini e Zanardini, scattati dalla prima fila, subito riassorbiti dagli inseguitori. Anche stavolta Uboldi sale in cattedra superando presto Molinaro e ponendosi all’inseguimento di Lazzaroni, intanto portatosi al comando. Ben presto Uboldi impone la sua legge a Lazzaroni che viene in seguito ripreso anche da Molinaro. Mentre il lariano allunga in vetta, problemi meccanici rallentano Molinaro che perde il secondo posto per mano di Matteo Roccadelli dopo un attacco alla Bucine. In seguito Molinaro viene superato anche da Lazzaroni che risale terzo. Va male anche a Giacomo Pollini, costretto allo stop per motivi meccanici; sarà l’unico ritiro di gara 2.

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Andrea Mosca fa faville tra i Master sulla pista di casa

Limita i danni Matteo Pollini che si installa all’ottavo posto con un assetto non al top. Uboldi va a vincere, davanti a Roccadelli e un ottimo Lazzaroni. Dopo il buon quarto posto della prima manche, Baiguera si ripete anche nella seconda con un altro “rame”. Quinto Zanardini mentre Michele Fattorini si conferma ad ottimi livelli. Per lui due sesti posti con due gare inappuntabili. Per contrasto, esce con le ossa rotte Molinaro, solo decimo alle spalle di Fidel Ruiz Castillo. Trionfo per Mosca tra i Master, per lui doppietta sull’autodromo di casa con ampio margine su Pigozzi ed uno “Steve Brooks” finalmente riscattatosi da tanti colpi di sfortuna. Problemi tecnici ed un po’ di affaticamento condizionano la gara di Nelson, solo quarto di classe. Dopo l’evento di Mugello, lunga sosta per la Sport Prototipi prima del “rush finale”: dal 3 al 5 settembre si corre ad Imola, dal 17 al 19 ultimi fuochi a Vallelunga.

Mini Challenge: al Mugello trionfa Bagnasco

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Il weekend del Mugello del Mini Challenge vede il trionfo di Ugo Federico Bagnasco. Il figlio del leggendario Vittorio porta a casa il successo in entrambe le manche comandando le operazioni dallo start alla bandiera a scacchi. Già nella prima manche Bagnasco chiude i conti fin dal via, mentre Luca Attianese brucia Roberto Gentili per la seconda posizione nella tornata inaugurale. Gentili, che da questa gara corre sotto i colori CZ Bassano, tenta a lungo di riappropriarsi della piazza d’onore, ma Attianese nelle battute finali allunga e mette al sicuro la piazza d’onore. Ai piedi del podio conclude con buon distacco Niccolò Mercatali, solo in parte galvanizzato dall’atmosfera di casa.

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La partenza del Mini Challenge al Mugello

La Top Five la completa il pilota che non ti aspetti: è il protagonista del CIVM Andrea Palazzo che nella sorpresa generale “scarta” la Trento Bondone in programma nel weekend e scende in pista a Scarperia. Degno di nota il confronto per il sesto posto tra Stefano Bianconi e il partenopeo Mariano Maglioccola, che terminano nell’ordine dopo un aspro duello durato tutta la gara. Sfortuna per William Mezzetti, uscito di scena dopo quattro giri. Soltanto quattro le vetture Lite in campo, con Giacomo Parisotto dominatore ed unico pilota riuscito a sfuggire al doppiaggio da parte di Bagnasco; Federico Casoli e Tommaso Roveda completano il podio di categoria, mentre Selina Prantl chiude molto staccata. Nella seconda manche Mercatali sfrutta la posizione favorevole in griglia e, superato Bianconi, comanda le operazioni fino al settimo giro.

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Alle sue spalle risale deciso Bagnasco che all’ottava tornata chiude i conti e passa al comando siglando una perentoria doppietta. Per Mercatali inizia una caduta all’indietro che lo relega al quarto posto sul campo; come se non bastasse una penalità lo fa scivolare indietro di altre due posizioni. Gentili mette dunque le mani sulla piazza d’onore, ma un’ulteriore penalità lo fa retrocedere al quarto posto finale, promuovendo sul podio Bianconi e Mezzetti. Le penalità consentono a Palazzo di confermarsi al quinto posto, mentre Alberto Cioffi dopo lo stop di gara uno è settimo davanti a Maglioccola. Ritirato a cinque giri dalla fine Attianese; tra i Lite ancora vittoria per Parisotto che è nono assoluto, davanti alla Prantl e Roveda. Fuori dal podio Casoli che viene pure doppiato da Bagnasco. Il Mini Challenge si ferma fino ad inizio settembre, con il round di Imola che darà il via al rush finale di Campionato.

Bmw M2 Racing Cup: nuove emozioni al Mugello

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Nonostante una griglia di partenza non molto affollata, la Bmw M2 Racing Cup Italy continua a sfornare gare spettacolari. Al Mugello la prima manche se la porta a casa, guidando per l’intera gara, l’ex-protagonista della F2000 Marco Zanasi. Luigi Ferrara tenta di rendergli la vita difficile per tutto il tempo, ma alla fine è costretto ad accontentarsi del secondo posto con un ritardo di nove decimi. Meno aggressivo del solito il principale pretendente nella corsa al titolo, ovvero Gustavo Sandrucci, che si installa al terzo posto fin dalle prime battute restandoci fino alla bandiera a scacchi. Per il quarto posto emerge Alessandro Brigatti che ha la meglio nella dura bagarre iniziale, relegando ai margini della Top Five Filippo Maria Zanin. Quest’ultimo, forse condizionato dal pesante incidente subito nei mesi scorsi su questa pista, non è particolarmente agguerrito e fortuna vuole che Marco Pellegrini Anatrella e Stefano Stefanelli non siano particolarmente competitivi, terminando la corsa alle sue spalle. Completano la Top Ten Kevin Giacon, Maurizio Losi con la vettura assistita da CZ Bassano e Andrea Provasi. Una volta presele misure, la seconda manche si rivela al calor bianco, con molti brividi nei primi giri. Prima Andrea Gagliardini subentrato a Brigatti compie una digressione che lo retrocede immediatamente in fondo al gruppo, poi Giacon si intraversa in mezzo al gruppo e solo la fortuna fa sì che i concorrenti a seguire possano schivarlo. Per il veneto della Tecnodom comunque la gara si chiude anzitempo; al comando intanto vola ancora una volta Zanasi, ma la sua cavalcata viene stoppata da uno sciagurato cedimento meccanico dopo otto giri. Per la vittoria si mettono così in gioco Lorenzo Marcucci della Autovanti-CZ Bassano e Sandrucci; il primo amministra bene il vantaggio e va a vincere con quasi due secondi e mezzo di vantaggio sul viterbese. Il podio lo completa Filippo Zanin che esorcizza in qualche modo i brutti ricordi dei mesi passati. Ai piedi del podio, Luca Lorenzini che precede un Fabio Francia poco incisivo. Sesto Massimo Zanin davanti a Massimiliano Provasi ancora condizionato dall’incidente di Misano Adriatico; chiude con un giro di distacco al pari del polivalente Andrea Modanesi e di Gagliardini, sfortunatissimo. Per la Bmw M2 Racing Cup Italy ora lungo stop estivo. Si torna in campo a Imola il primo weekend di settembre.

TCR Italy: a Vallelunga staffetta Brigliadori-Ceccon

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La partenza di gara 2 del TCR Italy a Vallelunga

Il round di Vallelunga del TCR Italy registra un’insolita riduzione della griglia di partenza dopo le ottime griglie palesate nella prima parte di Campionato. Sono solo diciannove le auto al via, un numero comunque dignitoso; certamente la partenza della stagione del TCR Europe ha un ruolo nella riduzione dei partecipanti sulla pista romana. I concorrenti non si demoralizzano e sfornano due gare molto combattute e spettacolari. In prima manche Eric Brigliadori scatta bene con l’Audi RS3 LMS davanti alla Cupra Leon di Salvatore Tavano, mentre all’uscita del Curvone toccata tra le Leon di Federico Paolino e Raffaele Gurrieri, con il piemontese autore di una rischiosa digressione nella sabbia fortunatamente controllata ed il siciliano che si gira in mezzo alla pista, senza essere centrato ma riportando danni che lo costringono allo stop.

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Il podio DSG di gara 1 con Denis Babuin, Denis Di Mare e Giorgio Fantilli

Entra la Safety Car per alcuni giri; al nuovo via, lotta di titani dell’est ai Cimini tra la Cupra Leon di Evgenii Leonov e la Hyundai i30 N TCR del macedone Igor Stefanovski. Tra le due auto si sfiora la collisione e Leonov va largo nella via di fuga. Intanto l’estone Ruben Volt dopo una sosta ai box rimonta rabbiosamente dal fondo con la Honda Civic FK7, superando l’ottimo Sabatino Di Mare con la Cupra DSG al Tornantino. Nel frattempo però il suo compagno di team Matthias Vahtel va lungo all’ingresso della Cimini per un cedimento alla ruota anteriore sinistra, ritirandosi; non passa molto tempo che alla Curva Roma si insabbia la Volkswagen Golf Gti di Marco Butti. Tutti episodi che non turbano la cavalcata in vetta di Brigliadori, vincitore per distacco ai danni della Cupra Leon di Tavano. Ben quattro le Hyundai i30 N TCR che concludono alle spalle del pluri-campione siciliano con Antti Buri della Target Competition a completare il podio ai danni di Kevin Ceccon, Nico Baldan e Stefanovski.

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Il podio assoluto di gara 2 del TCR Italy a Vallelunga con Kevin Ceccon, Antii Buri e Salvatore Tavano

Tra le DSG, il polivalente Denis Babuin trionfa con la Leon di Bolza Racing, dimostrando che la partecipazione alla gara ATCC a Vallelunga di due settimane prima è stata utile; secondo posto di classe per Di Mare e terzo per il romano Giorgio Fantilli. In seconda manche scattano bene le Honda Civic di Volt e Vahtel con quest’ultimo che si invola al comando. All’uscita della Cimini digressioni nella ghiaia per Stefanovski e quindi anche per Di Mare che spiattella le gomme ed è obbligato a fermarsi. La lotta è accanita e al Tornantino la Hyundai i30 N TCR di Buri tocca la Cupra Leon di Michele Imberti. Verso metà gara arriva una “Caporetto” per la ALM: Volt perde terreno dopo avere subito il sorpasso alla Campagnano per mano di Ceccon, Vahtel al Curvone lascia spazio a Buri e quindi torna ai box. Dopodiché safety car per l’insabbiamento di Stefanovski. Al nuovo via si inasprisce la lotta tra Imberti, Brigliadori e Baldan. Sarà quest’ultimo a spuntarla nella lotta con Brigliadori.

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Podio DSG di gara 2 con Denis Babuin, Marco Butti e Giorgio Fantilli

Nel finale di gara Ceccon attacca Buri e passa al comando, vincendo davanti ad un trenino capitanato dallo stesso finlandese e da Tavano che resta pienamente in lizza per il titolo. Colpo di scena finale con una penalità che retrocede Baldan quinto riportando Brigliadori jr ai piedi del podio; sesto posto per Imberti davanti ad un inossidabile Riccardo Romagnoli, ottimo con la Cupra Leon della Proteam di Valmiro Presenzini. Tra le DSG, con Di Mare subito KO, è Babuin a vincere ma Butti si rivela estremamente ostico. Per Fantilli arriva un altro ottimo podio sulla pista di casa. Sfortunata gara 2 per Daniele Cappellari con la Volkswagen Golf GTI autogestita: è solo sedicesimo ed ultimo dei piloti passati sotto la bandiera a scacchi. Il TCR Italy continua una marcia a tappe forzate e l’ultimo weekend di luglio scenderà in campo ad Imola, a fianco del GT Open e di alcuni Campionati Aci Sport.

MotoGP: Quartararo vince ad Assen e allunga in classifica

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La partenza della MotoGP al Dutch TT di Assen (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La MotoGP parla sempre più francese in un weekend trionfale per le Yamaha ad Assen. Fabio Quartararo consegue una splendida vittoria nel Dutch TT porta a trentaquattro le lunghezze di vantaggio sul connazionale Johann Zarco, solo quarto con la Ducati di Pramac Racing. Al secondo posto chiude Maverick Vinales che completa il trionfo della Yamaha. Poca voglia di festeggiare però per l’iberico giacché la casa di Iwata proprio nel fine settimana gli comunica la rescissione del contratto. A fine stagione Vinales sarà “libero” (andrà forse all’Aprilia?) dopo troppe stagioni piene di rimpianti. A completare il podio è la Suzuki Ecstar di Joan Mir che si conferma ad alti livelli, dimostrando che il titolo dello scorso anno non è stato vinto per fortuna.

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Il podio della MotoGP di Assen con Quartararo, Vinales e Mir (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Ad Assen continua a brillare anche la Ktm grazie al quinto posto di un Miguel Oliveira in stato di grazia. Oliveira beneficia anche della Long Lap Penalty che fa arretrare sesto Francesco Bagnaia con la Ducati ufficiale. Per Bagnaia un piazzamento che fa male, e ora Quartararo e Zarco in classifica sono lontanissimi. Dopo il successo di Sachsenring, poi, delude Marc Marquez con la Honda ufficiale, solo settimo e a lungo insidiato dall’ottimo Aleix Espargaro con una Aprilia in crescita costante di prestazioni. A completare la Top Ten altre due Honda: nono posto per Takaaki Nakagami con una moto del team di Lucio Cecchinello e decimo Pol Espargaro davvero evanescente sulla seconda Honda ufficiale nonché regolarmente “mazzolato” dal fratello Aleix.

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Ad Assen continua a brillare anche la Ktm grazie al quinto posto di Miguel Oliveira (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

L’evento di Assen non sorride nemmeno alla seconda Suzuki di Alex Rins, solo undicesimo davanti al sudafricano Brad Binder che con la seconda Ktm non riesce a ringhiare. L’evento olandese vede poi Danilo Petrucci riconquistare finalmente la zona punti con la Ktm di Tech3: per lui il tredicesimo posto davanti alla Honda di Alex Marquez. Due italiani si giocano il quindicesimo posto e l’ultimo punto in palio con Enea Bastianini che riesce ad imporre la sua Ducati di Avintia Esponsorama davanti all’Aprilia di Lorenzo Savadori. Il debutto del pilota Superbike Garrett Gerloff con la Yamaha di Petronas SRT al posto di Franco Morbidelli si rivela una delusione.

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Una Long Lap Penalty fa arretrare sesto lo sfortunato Francesco Bagnaia con la Ducati ufficiale (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Gerloff non riesce ad adattarsi alla Yamaha MotoGP e conclude solo diciassettesimo, davanti alla sola Ducati di un Luca Marini davvero deludentissimo e forse demoralizzato dalla immediata caduta del fratellastro Valentino Rossi con la seconda Yamaha di Petronas SRT. Tra i ritirati, anche i “ducatisti” Jack Miller e Jorge Martin: il primo torna ai box dopo una scivolata, il secondo è fermato da problemi tecnici. Concluso il redivivo Dutch TT di Assen, la MotoGP va in pausa per l’intero mese di luglio. Si tornerà in scena ad agosto con due eventi sulla pista di Zeltweg, il GP di Stiria ed il GP di Austria, che potranno vedere la presenza del pubblico sugli spalti a piena capienza.

MotoGP: al Sachsenring Marquez torna a ruggire

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Al Sachsenring Marc Marquez si riprende, almeno per una gara, la posizione di comando che ha lasciato un anno fa in MotoGP (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La MotoGP torna sulla pista del Sachsenring per il GP di Germania, dispensando subito grandi emozioni. Nelle prime fasi di gara lottano accanitamente l’Aprilia di Aleix Espargaro e la Honda di Marc Marquez che si scambiano costantemente la prima posizione. A comandare la muta degli inseguitori sono le Ducati con Johann Zarco che precede Jack Miller, mentre Francesco Bagnaia è in seria difficoltà al pari di Franco Morbidelli con la Yamaha di Petronas SRT e Maverick Vinales con la Yamaha ufficiale. Di lì a poco, alla Prima Curva, collisione tra la Ktm Tech3 di Danilo Petrucci e la Honda del team LCR di Alex Marquez: la moto del ternano viene letteralmente “sollevata” da quella dell’iberico prima di arenarsi nella sabbia.

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Meritatissima piazza d’onore per Miguel Oliveira (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per contrasto, vola la Ktm di Miguel Oliveira che occupa il quinto posto davanti alla Yamaha ufficiale di Fabio Quartararo, debilitato da un incidente in prova, e all’altra Ktm ufficiale di Brad Binder. Al settimo giro Miller attacca Zarco e si porta in terza posizione, mentre Valentino Rossi approda al quattordicesimo posto e Lorenzo Savadori, con la seconda Aprilia molla la compagnia a causa di una scivolata. Colpo di scena alla settima tornata con alcune gocce di pioggia che cadono sul Sachsenring. Marc Marquez approfitta dell’impasse degli inseguitori per allungare mentre Aleix Espargaro viene passato prima da Miller e quindi da un bravissimo Oliveira. Per Espargaro i problemi non finiscono perché anche Zarco inizia a prendere le misure per attaccarlo.

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Fabio Quartararo completa il podio e mantiene la testa del Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Non passa però molto tempo che Quartararo rompe gli indugi e sorpassa di prepotenza Zarco, mentre ai box vengono preparate le moto in “configurazione rain”. Oliveira intanto sorpassa Miller sul finire del decimo giro portandosi secondo. Dopo dodici giri Marquez continua a mantenere saldamente la leadership mentre alle sue spalle sono in sei a giocarsi la piazza d’onore. Si capisce ben presto che saranno Marc Marquez e Oliveira a contendersi il successo, con un’incredibile alternanza di best laps. Nel frattempo il campione in carica Joan Mir sale fino all’ottava piazza con la Suzuki Ecstar, mentre i problemi fisici di Alex Rins, fresco di operazione, lo relegano al dodicesimo posto. Oltre a Morbidelli e Vinales, in grave difficoltà anche Enea Bastianini e Luca Marini con le Ducati di Avintia.

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Strepitosa rimonta di Francesco Bagnaia quinto al traguardo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Mentre Marc Marquez si cimenta in qualche “lungo” Quartararo supera Aleix Espargaro e passa al quarto posto. Binder inizia ad attaccare Zarco per poi superarlo alla diciannovesima tornata. Oliveira dimezza lo svantaggio su Marquez mentre Bagnaia rientra nella Top Ten passando la Honda ufficiale di Pol Espargaro. In vetta prosegue la progressione di Quartararo che supera anche Miller con un attacco di pura potenza alla Curva 12, entrando così in zona podio. Si difende Jorge Martin con la Ducati di Pramac Racing che, al ritorno dall’infortunio, occupa la nona posizione dietro a Mir. Di lì a poco però Bagnaia lo raggiunge e lo sorpassa tentando di ricongiungersi al gruppo principale.

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Aleix Espargaro dopo un ottimo sprint iniziale regala all’Aprilia il settimo posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

In testa Oliveira riduce giro dopo giro il divario nei confronti di Marquez, complice l’usura delle gomme dell’iberico. Binder intanto attacca Aleix Espargaro e si porta quarto, mentre Bagnaia spinge per riprendere Mir e il resto del gruppo di testa. Nel frattempo Marquez sbaglia di nuovo alla Curva 1 perdendo decimi preziosi su Oliveira. A sei giri dalla fine Bagnaia prosegue la rimonta passando anche Mir e prendendo nel mirino Zarco, che capitola all’ufficiale Ducati di li a poco. Ben presto l’attenzione generale viene calamitata dal duello per la vittoria tra Marquez e Oliveira, ma la lotta dura poco poiché il portoghese inizia a cedere nei confronti del pluricampione iberico. Quando mancano due giri al traguardo Bagnaia attacca con decisione Espargaro, che cede proprio all’inizio della tornata conclusiva.

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Valentino Rossi è quattordicesimo sotto la bandiera a scacchi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Arriva l’ultimo giro e al box Honda si tira il fiato, poi la bandiera a scacchi saluta il ritorno alla vittoria del “Marcziano”. Per l’iberico è l’ottavo successo al Sachsenring e la fine di un incubo iniziato nello scorso luglio a Jerez de la Frontera, con il tremendo infortunio che lo ha costretto a dire subito addio al titolo, oltre che a un lungo stop costellato di operazioni e cure mediche. Oliveira e Quartararo completano il podio e il francese allunga in vetta su Zarco. Con il quarto posto Binder torna a buoni livelli di competitività, per la soddisfazione della squadra Ktm. Nel finale di gara grande progressione di Bagnaia che supera anche il compagno di team Miller e chiude così quinto, davanti all’australiano, ad Aleix Espargaro che porta l’Aprilia sempre più in alto, e Zarco.

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Joan Mir è nono (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Mir e Pol Espargaro completano la Top Ten dopo una gara senza particolare mordente. Poco da dire per il resto della pattuglia italiana, con il “Dottore” inchiodato al quattordicesimo posto davanti a Marini e Bastianini. I tre evidenziano i problemi della Ktm Tech3 di Iker Lecuona finito in extremis fuori dai punti. Un disastro la gara di Franco Morbidelli che termina al penultimo posto davanti ad un Vinales mai così fuori forma. Per la MotoGP che ha finalmente ritrovato il suo Marquez, non c’è tempo per riposare. Già nel prossimo weekend si correrà in Olanda, con il ritorno dopo un anno di sosta del Dutch TT sulla pista di Assen.

Sport Prototipi: trionfo di Molinaro a Misano

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Danny Molinaro si aggiudica entrambe le manche nella Sport Prototipi a Misano Adriatico

Weekend trionfale per Danny Molinaro. Il giovane luzzese svetta in entrambe le manche del Campionato Italiano Sport Prototipi a Misano Adriatico e si isola in cima alla classifica. La prima manche è subito agguerritissima con una collisione tra Rocco Mazzola e Fidel Castillo che vanificano la loro buona posizione di partenza già alla prima curva. Poco dopo arriva la perdita del cofano posteriore di Marco Roccadelli, con il pezzo di carrozzeria che “decolla” in maniera spettacolare dopo il Tramonto. La corsa viene neutralizzata con Molinaro primo su Filippo Lazzaroni; al nuovo via altro contatto alla Quercia tra Michele Fattorini e Rocco Coluccio, con quest’ultimo che si gira spegnendo il motore e causando un’ulteriore neutralizzazione. Al nuovo via, brivido con una collisione tra Davide Uboldi ed Andrea Baiguera. La Wolf GB 08 Thunder di quest’ultimo si alza pericolosamente sulle ruote di sinistra ed è bravo il bresciano a evitare il ribaltamento.

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Rocco Mazzola

La vettura però si insabbia e per Baiguera jr la corsa finisce. Si riparte di nuovo con Molinaro che viene incalzato da Lazzaroni. Il giovane bresciano, già vincente in Gara 2 a Pergusa, le tenta tutte ma alla fine si deve accontentare del secondo posto per poco più di mezzo secondo. Per il bronzo Matteo Pollini fatica molto ma resiste al ritorno di Uboldi e Rocco Mazzola, intascando un bronzo prezioso. Per Mazzola arriva la vittoria tra i Rookie. Bravo anche Fattorini che è sesto davanti al campano Francesco Celentano e all’ottimo Guglielmo Belotti. Tra i Master, con Andrea Mosca e Manuel Deodati presto fuori gioco per eccessi di bagarre, si impone a mani basse Davide Pigozzi su “Steve Brooks” riscattatosi dal disastroso weekend di Pergusa. La seconda manche si disputa con l’asfalto reso oltremodo infido dalla pioggia notturna e da sostanze viscose perse da vetture di altre categorie. Molinaro e Uboldi iniziano subito a spingere per portarsi al comando, ma alla Variante del Parco iniziano subito i problemi.

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Podio gara 2 Under 25

Fidel Castillo è il primo a girarsi venendo schivato da tutti. Mazzola comanda le operazioni grazie ad una buona partenza, ma Molinaro inizia presto ad erodere il ritardo nei suoi confronti. Alla Variante del Parco si intraversano il colombiano Santiago Mejia Jaramillo e Giancarmine Spadaro, anche loro vengono scansati da tutti ma Spadaro spegne il motore e non riesce a ripartire. Matteo Pollini si inserisce intanto nella lotta per la vittoria e passa al comando, ma la corsa è neutralizzata per spostare la Wolf di Spadaro. Alla ripartenza Molinaro sferra l’attacco e scavalca Mazzola alla Quercia, stringendo su Pollini. Alla Variante del Parco ancora testacoda con Belotti e Uboldi che si girano e costringono Fattorini ad andare largo per schivarli. Più tardi Molinaro attacca Pollini scegliendo nuovamente la Quercia per il tentativo di sorpasso. La manovra ha buon fine e il luzzese si isola in vetta. Alla Variante del Parco intanto ci sono problemi di tenuta anche per Davide Acosta Molina. Il colombiano viene schivato da tutti ma spegne il motore della sua vettura causando una neutralizzazione per rimuoverla.

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Podio gara 2 Rookie

Durante la fase di Safety Car non si tenta una sommaria pulizia dell’asfalto e, alla nuova ripartenza, tocca a Fattorini finire in testa coda alla Variante del Parco. L’orvietano si ritrova a motore spento e costretto al ritiro. Al Curvone intanto stessa sorte per Castillo che però riesce ancora a riprendere il via. Molinaro allunga e va a vincere, lasciando come detto Misano Adriatico come nuovo leader del CISP. Completano il podio Matteo Pollini e Mazzola che fa doppietta tra i Rookie. Lazzaroni si conferma ad alti livelli col quarto posto assoluto davanti a Uboldi e Castillo, mentre tra i Master vince il toscano Mosca con la Wolf GB 08 Thunder di Zero Racing, team diretto da Natalino Scarpelli e da Nicola Marozzo, primo italiano a vincere una gara di Formula Indy dopo Ralph De Palma. Completano il podio Master Pigozzi e “Steve Brooks”, mentre tra i Rookie a completare il podio sono Alessio Salvaggio e Santiago Mejia Jaramillo. Un mese di pausa e poi il primo weekend di luglio le Wolf torneranno in campo al Mugello, ultimo round prima della pausa estiva.