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Parte il CIRT dal Rally Adriatico nel segno di Scandola

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La storica accoppiata Umberto Scandola e Guido D’Amore con la Hyundai i20 R5 incamera l'oro nella tappa di apertura del CIRT al Rally Adriatico

Anche nell’edizione 2021 del CIRT, il Rally Adriatico si conferma gara oltremodo “tosta” pur contando su sole tre speciali da ripetere tre volte ciascuna. In un crescendo di colpi di scena e qualche incidente, specialmente per le auto di grossa cilindrata, è la Hyundai i20 R5 di Umberto Scandola e Guido D’Amore a spuntarla. Con la Skoda Fabia Rally2 Evo gommata MRF Tyres di Paolo Andreucci fuori per incidente già nella PS inaugurale di Colognola, il figlio del popolare “Grizzly” ha vita abbastanza facile, contenendo bene la pressione della Skoda Fabia Rally2 Evo di Edoardo Bresolin e Rudy Pollet che si aggiudica il secondo posto con un ritardo di diciassette secondi e tre decimi. Completa il podio della prima gara di Campionato Italiano Rally Terra Simone Campedelli che, dopo il crash dell’ultimo Tuscan Rewind, tenta di riguadagnare confidenza con la Volkswagen Polo GTI R5, venendo ricompensato dal “bronzo”.

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Secondo gradino del podio per Edoardo Bresolin e Rudy Pollet con la Skoda Fabia Rally2 Evo

La pressione dell’ex-stella del Cross Country Andrea Dalmazzini su Ford Fiesta Rally2 è comunque notevole e l’emiliano alza la voce con il miglior tempo parziale sulla PS conclusiva, la terza ripetizione della “Dei Laghi”, ma non gli basta per sopravanzare Campedelli. Che la corsa marchigiana sia positiva per le Hyundai lo conferma l’ottimo quinto posto di Luigi Ricci e Alessandro Biordi con la i20 R5 nero-giallo fluo, capaci di precedere un agguerrito quartetto al volante delle Skoda Fabia. E’ il sardo Giuseppe Dettori a capeggiarlo, davanti al monegasco Max Tonso, all’ospite svedese Stig Andervang che fa capolino in Italia visto il prolungato stop delle competizioni del suo paese e al veterano Luciano Cobbe. La Top Ten la completa il siciliano Marco Pollara, che fatica a prendere le misure dello sterrato sulla potente Citroen C3 Rally2. Per contrasto, incisiva gara di Tamara Molinaro che, su identica vettura, chiude alle spalle del siculo e fa bottino pieno nella classifica femminile.

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Bronzo al Rally Adriatico per Simone Campedelli con la Volkswagen Polo GTI R5

Sul sedile di destra di questa graziosa e promettente campioncina troviamo una pietra miliare del rallismo nazionale del calibro di Piercarlo Capolongo. In extremis Sergio Bartolini, volto nuovo con la Volkswagen Polo GTI R5, scavalca la Skoda Fabia R5 del francese Dominique Serra. Il prolungato stop delle corse su strada francesi, che potrebbe concludersi solo a maggio inoltrato, potrebbe portare ad ulteriori incursioni dei “terraioli” transalpini. E c’è anche un nuovo “big” del rallismo belga in campo a Cingoli: è Maxime Potty, un passato anche nel TCR europeo su pista, che con la Ford Fiesta Rally2 termina diciottesimo alle spalle della Citroen C3 Rally2 pilotata dalla coraggiosa Rachele Somaschini, brava ma mai in grado di impensierire la Molinaro. Che la corsa di Cingoli sia particolarmente apprezzata dai piloti lo dimostra la presenza del “regolare” dell’ERC Zelindo Melegari, che con la Subaru Impreza Sti N15 intasca il successo in Gruppo N, pur insidiato da presso dal velocissimo folignate Christian Gabbarrini con una Impreza Sti N11.

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Tamara Molinaro con la Citroen C3 Rally2 fa bottino pieno nella classifica femminile

Alla fine Melegari è ventitreesimo assoluto, Gabbarrini venticinquesimo. Completa il podio di gruppo il veterano Piergiorgio Bedini con la Mitsubishi Lancer Evo IX. La N5 registra diversi ritiri e la vittoria arride a Riccardo Rigo con la Citroen DS3: a navigarlo, c’è la bella sammarinese Daiana Darderi, come sempre inappuntabile nel leggere le note. In R2B, successo per la Ford Fiesta Rally4 di Roberto Daprà ai danni del “nuovo arrivo” della famiglia Scandola, Mattia. Terzi di classe con la Peugeot 208 Luigi Caneschi e Manuel Piras. Le 208 Rally4 fanno il vuoto nella R2C, con Alessandro Nerobutto che batte Fabrizio Martinis per soli cinque secondi, terzo l’ex-velocista della Coppa Clio Sebastiano Ciato sempre su 208 Rally4. A proposito di ex-velocisti, la corsa di Cingoli vedeva al via altri due ex-protagonisti della Clio Cup: il lombardo Massimiliano Pedalà, figlio d’arte con una lunga esperienza nei monomarca Renault, e il monegasco Stefano Zanini, a lungo pilota di riferimento della Composit Motorsport PMA e poi a lungo impegnato con la Porsche Carrera Cup.

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Il Rally Storico del Medio Adriatico è vinto da “Lucky” Battistolli e Fabrizia Pons con la Lancia Delta Integrale 16V

Pedalà si ferma nella quinta PS con la Peugeot 208 R2B, mentre “Zanna” non si schiera nella ottava e penultima speciale per problemi alla Ford Fiesta Rally4. Le Renault Clio fanno il vuoto nelle classi R3C, N3, R1 ed A7 rispettivamente con Niki Ciofolo, quarantesimo assoluto, con Marco Mangiarotti quarantaquattresimo assoluto, con Davide Cagni cinquantunesimo assoluto dimostrando un buon adattamento alla Renault Clio RSR Rally5 e con il sammarinese Nicolas Pancotti cinquantasettesimo assoluto. Sono sessantatré le vetture che completano la gara marchigiana riservata alle Auto Moderne, cui si aggiungono quattordici vetture iscritte nel Rally Storico del Medio Adriatico vinto da “Lucky” Battistolli con Fabrizia Pons alle note della Lancia Delta Integrale 16 Valvole, stessa vetture del secondo classificato Marco Bianchini mentre il terzo Bruno Pelliccioni si esalta con la Ford Escort RS 1800 MkII.

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La gara del Campionato Italiano Cross Country se l’aggiudica Alessandro Tinaburri

Quarto posto per la Ford Sierra Cosworth del mitico Bruno Bentivogli davanti alla Opel Corsa A di Roberto Galluzzi che surclassa la “gemella” di Corrado Costa, ottavo tra le Bmw di Giovanni Battista Muccioli e Matteo Pelliccioni. L’eccessiva irruenza di Giuliano Calzolari con la sua “mitica” Ford Escort lo relega al quattordicesimo ed ultimo posto dietro la Talbot Sunbeam Lotus del celebre Federico Ormezzano. Per concludere anche lo sparuto gruppo di piloti del Campionato Italiano Cross Country, con Alessandro Tinaburri che regola gli altri sette avversari giunti al traguardo a bordo di una Yamaha YXZ 1000 R. Solo in extremis si deve accontentare della piazza d’onore Elvis Borsoi con un Rotax Maverick X3.

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MotoGP: a Portimao Bagnaia sfiora il colpaccio

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Fabio Quartararo regala alla Yamaha la vittoria del GP del Portogallo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

In MotoGP, a Portimao, solo un’inezia impedisce a Francesco Bagnaia e alla Ducati di portare a casa il GP del Portogallo. L’italiano è costretto a cedere la vittoria al francese Fabio Quartararo che con la sua Yamaha si invola in vetta alla classifica di Motomondiale, seguito proprio da Bagnaia. Dopo sei mesi, dunque, si torna sulla pista dell’Algarve che già aveva ospitato la finale della travagliata stagione 2020.

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Il podio della MotoGP a Portimao (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La bagarre tra Quartararo e Bagnaia è il leit-motiv di una gara che perde quasi subito Valentino Rossi per caduta e vede anche il riscatto di Franco Morbidelli con la Yamaha di Petronas SRT. Dopo un inizio deludente di stagione, il romano sfiora il terzo gradino del podio, che va invece al campione del mondo in carica Joan Mir con la Suzuki Ecstar.

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Francesco Bagnaia (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Un altro motivo di interesse per la tappa portoghese è il ritorno di Marc Marquez dopo il bruttissimo incidente di Jerez de la Frontera. Ancora con un braccio in cattive condizioni, il “marcziano” si comporta molto bene in prova ma in gara risente della fatica e porta la sua Honda al traguardo al settimo posto, alle spalle anche della Ktm ufficiale di Brad Binder, quinto, e dell’Aprilia di un Aleix Espargaro che continua a regalare emozioni.

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Terzo gradino del podio per il campione del mondo in carica Joan Mir con la Suzuki Ecstar (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il ritorno del “fratellone” Marc galvanizza anche il fratello Alex, che centra l’ottava posizione con la Honda di LCR Racing. Anche Takaaki Nakagami, compagno di squadra di Alex Marquez, rientra nella Top Ten con il decimo posto spezzando quindi un periodo sfortunato per la squadra di Lucio Cecchinello. Molto bene fa anche Enea Bastianini, nono con la Ducati di Avintia Esponsorama. Anche se questo piazzamento non può consolare il team spagnolo per la caduta che elimina Johann Zarco facendogli anche perdere la leadership di Campionato.

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Brad Binder (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Delusione pure per Maverick Vinales, con l’altra Yamaha ufficiale, che chiude appena undicesimo perdendo punti preziosi in classifica generale. Quindi a seguire un terzetto di piloti italiani, capitanato da Luca Marini con la Ducati gestita parzialmente dal team del fratellastro Valentino Rossi. Lo seguono Danilo Petrucci che tenta di adattarsi alla Ktm della Tech3 e quindi Lorenzo Savadori con la seconda Aprilia ufficiale.

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La gara di Portimao segna il ritorno in Campionato di Marc Marquez dopo il bruttissimo incidente di Jerez de la Frontera (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per l’ex-protagonista di CIV e Mondiale Superbike sono i primi punti in assoluto nella MotoGP. Un punto striminzito anche per Iker Lecuona con la seconda Ktm di Tech3, favorito anche dalla scivolata che relega la Ktm ufficiale di Miguel Oliveira in fondo alla classifica. Tra i ritirati, anche Pol Espargaro che continua a deludere con la Honda ufficiale oltre a subire cocenti sconfitte nel duello “in famiglia”.

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Enea Bastianini è nono con la Ducati di Avintia Esponsorama (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La MotoGP continua il ciclo di gare europee con la tradizionale tappa di Jerez de la Frontera; un evento che potrebbe rappresentare un punto di svolta per il duello Quartararo-Bagnaia, ma che rappresenterà anche una sorta di “rivincita” per Marc Marquez a dieci mesi dal pesantissimo infortunio costatogli stagione e titolo.

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Moto2, Raul Fernandez a Portimao accorcia su Gardner

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Raul Fernandez si aggiudica la terza tappa di Moto2 a Portimao (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Round ricco di emozioni il GP di Portogallo di Moto2. Le Kalex monopolizzano la corsa di Portimao con ben dodici moto ai primi quindici posti, ma stavolta rischiano la beffa per mano della Boscoscuro di Aron Canet che termina secondo ad un secondo e sei decimi dal vincitore Raul Fernandez, con una Kalex del team Red Bull Ajo. Con questa vittoria, Raul accorcia le distanze sul leader di Campionato Remy Gardner, che comunque capitalizza la caduta immediata di Sam Lowes uscendo da Portimao con un tutt’altro che disprezzabile terzo posto, davanti alla Kalex Italtrans di Joe Roberts e alla Kalex Elf Marc VDS Racing Team di Augusto Fernandez.

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Aron Canet (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

L’Italia anche stavolta raccoglie poco, anche se Marco Bezzecchi contiene i danni con la moto del team di Valentino Rossi. Chiude sesto, ed in classifica lamenta “solo” venti punti di distacco su Gardner: i giochi sono ancora apertissimi con soli tre round disputati. Oltre a Bezzecchi, ben poco da segnalare: Fabio Di Giannantonio chiude soltanto undicesimo con la moto curata dal team appartenuto a Fausto Gresini, precedendo il pratese Lorenzo Dalla Porta che inizia timidamente a mostrare segni di ripresa.

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Remy Gardner (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Roberts, però, riesce a fare molto meglio del toscano Campione Moto3 nel 2019. L’unico altro italiano a raggiungere la zona punti è Lorenzo Baldassarri, che regala alla MV Agusta qualche soddisfazione con il quattordicesimo posto, alle spalle della Boscoscuro che il team di Jorge Martinez cura per Albert Arenas. Il campione uscente della Moto3 si dimostra abulico sul circuito dell’Algarve, al pari di quel Tony Arbolino che pochi mesi fa gli contendeva il titolo di categoria.

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Marco Bezzecchi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

L’italiano della Liqui Moly Intact GP è il primo dei piloti fuori dai punti, perdendo per un paio di decimi la volata con la Kalex American Racing di Marcos Ramirez; poco consolante il fatto che Tony riesca a precedere due ex-protagonisti della MotoGP apparentemente in caduta libera, ovvero Thomas Luthi e Hafizh Syahrin che non riesce proprio ad adattarsi alla NTS, al pari del nuovo compagno di team Fraser Rogers che termina solo ventesimo. Anche il neo-acquisto della MV Agusta Miquel Pons sfigura in Algarve chiudendo diciannovesimo.

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Fabio Di Giannantonio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per il resto, tutti gli altri italiani finiscono nella lista dei ritiri e tutti per caduta. Per Celestino Vietti Ramus, un colpo di sfortuna che penalizza le sue ambizioni, mentre Stefano Manzi, Yari Montella e Nicolò Jarod Bulega lasciano la compagnia lottando nelle posizioni di medio-bassa classifica. Ed ora, la tradizionale tappa di Jerez de la Frontera che, sia pure a porte chiuse, torna nella sua tradizionale collocazione di primavera. Per Bezzecchi e Di Giannantonio, la prova spagnola rappresenta già una sorta di “ultima spiaggia” per rimanere in scia agli scatenati Gardner, Fernandez e Lowes.

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Moto3: a Portimao Acosta vince e va in fuga

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Il podio della Moto3 a Portimao con Pedro Acosta, Dennis Foggia e Andrea Migno (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per la Red Bull KTM Ajo, in Moto3, un weekend davvero trionfale in Algarve. A Portimao, in occasione del GP del Portogallo il giovane Pedro Acosta fa saltare il banco regolando allo sprint le Honda degli italiani Dennis Foggia e Andrea Migno, portando il vantaggio in classifica sul compagno di team Jaume Masia a trentuno punti. La corsa portoghese vede ben sette piloti raggruppati in un fazzoletto di otto decimi e, oltre a Foggia e Migno, si mettono in mostra altri due nostri portacolori, veterani della categoria: Niccolò Antonelli con la Ktm di Avintia Esponsorama è sesto mentre Romano Fenati riporta in alto Husqvarna del team di Max Biaggi terminando settimo.

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La partenza della Moto3 a Portimao (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Con il sesto posto Antonelli occupa il terzo posto in classifica provvisoria in coabitazione con Darryn Binder, sia pure con trentaquattro lunghezze di ritardo su un Acosta veramente imprendibile. Oltre alla Husqvarna, anche la Gas Gas tenta di spezzare il dualismo Ktm-Honda, grazie all’ottavo posto di Sergio Garcia proprio davanti a Masia. La gara, sotto un clima molto mite tipico della Penisola Iberica, vede anche stavolta un discreto gruppo di concorrenti scattare dalla pit-lane: tra questi anche John McPhee, poi “ancorato” in fondo al gruppo con la Honda di Petronas Sprinta Racing, e Darryn Binder che, in grave difficoltà, chiuderà solamente ventesimo.

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Niccolò Antonelli (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Molti poi i piloti costretti a rimontare in sella dopo scivolate. Tra questi pagano particolarmente dazio Izan Guevara con la seconda Gas Gas curata dal team di Jorge Martinez e Kaito Toba con la KTM di CIP Green Power. L’iberico chiude ventiquattresimo ed ultimo, Toba perde sei giri per il protrarsi dei tempi di riparazione e non copre una distanza sufficiente per la classificazione.

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Stefano Nepa (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Numerosi, data l’aspra bagarre, gli “avvertimenti” per la violazione dei limiti della pista, ma alla fine solo il transalpino Lorenzo Fellon, al manubrio della Honda del team intitolato a Marco Simoncelli, subisce un fardello di tre secondi che comunque non altera il suo ventiduesimo posto conseguito sul campo. Tornando al capitolo italiani, due soli nostri portacolori chiudono oltre la Top Ten con le Ktm di BOE Owlride. Buona la gara di Stefano Nepa, undicesimo; meno brillante il compagno di team Riccardo Rossi solo diciannovesimo dopo avere duellato con la Honda dell’indonesiano Andi Farid Izdihar.

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Romano Fenati (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

L’Honda Team Asia delude anch’esso le aspettative fallendo l’aggancio alla zona punti non solo con il giavanese ma anche con Yuki Kunii, battuto sul filo di lana dalla Ktm Tech3 di Deniz Oncu: anche il fratello di Can era dovuto partire dai box. Il gruppo della Moto3 fa ora rotta verso Jerez de la Frontera per il tradizionale appuntamento primaverile. Acosta continuerà la fuga o gli inseguitori riusciranno a ridimensionare le sue ambizioni?

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ELF CIV: al Mugello avvio con girandola di emozioni

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Il commovente omaggio tributato dal plotone dell’ ELF CIV a Fausto Gresini

Dopo una travagliata stagione 2020 con il via dato solo ad inizio luglio, quest’anno l’ ELF CIV riparte nella tradizionale data di metà aprile, sempre sul tracciato del Mugello, con tanta voglia di tornare a respirare un po’ di normalità. Gare ancora a porte chiuse, anche se a partire da maggio gli spalti dei motodromi potrebbero tornare ad accogliere un numero limitato di spettatori alla luce delle nuove direttive del governo. Il meteo si rivela clemente e tutte le gare, nonostante un cielo nuvoloso e temperature frizzanti, si svolgono con asfalto asciutto. Folta e qualificata la presenza straniera, già nelle categorie formative.

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Il podio di gara 2 della PreMoto 3

In PreMoto3, con un gruppo di oltre trenta partenti, la prima manche la vince Alberto Fernandez Beneite su 2Wheels davanti alla CS di Leonardo Zanni; terzo posto per Riccardo Trolese ai danni di Cesare Tiezzi e Flavio Piccolo. In seconda manche Trolese si riscatta battendo Fernandez Beneite, Tiezzi e Zanni. Tutti sono racchiusi in un fazzoletto di soli quarantadue millesimi, uno degli arrivi più tirati nella ancor giovane storia della categoria.

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Elia Bartolini è il mattatore del primo round di Moto 3 al Mugello (Foto Giovanni Vanacore)

Più stringato ma di alto livello il roster della Moto3, con le Ktm ai vertici. Prima manche per Elia Bartolini davanti a Pasquale Alfano e Biagio Miceli. Nella volata ha la peggio Cristian Lolli solo quarto, più staccato il veloce Alberto Surra passato sotto la tutela di Valentino Rossi. Nella seconda manche Surra si riscatta e tiene a lungo sotto pressione Bartolini, che però la spunta per soli quarantasei millesimi. Miceli e Matteo Morri subiscono un secondo di penalità ciascuno per violazione dei limiti di pista, senza però compromettere il terzo e quarto posto conseguiti sul campo. Lolli stavolta completa la Top Five.

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Agguerrita la rappresentanza della Supersport 300 con vittorie di Vannucci e Vocino (Foto Giovanni Vanacore)

Foltissima la rappresentanza della Supersport 300 con ben trentacinque concorrenti al via. In prima manche il promettente fiorentino Matteo Vannucci è profeta in patria con la Yamaha, precedendo Bahattin Sofuoglu, imparentato con il leggendario Kenan. Le Kawasaki si giocano il terzo posto con Thomas Brianti che batte Francesco Prioli ed Emanuele Vocino. Quest’ultimo sfodera gli artigli in seconda manche, andando a vincere con soli ottantacinque millesimi di vantaggio su Alfonso Coppola. Tre Kawasaki si giocano il bronzo con Leonardo Carnevali che batte Giuseppe De Gruttola e Gabriele Giannini, “solo” sesto Vannucci in un gruppo di ben undici concorrenti raggruppati in sette decimi sotto la bandiera a scacchi.

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La prima manche della Supersport 600 vede la vittoria di Roberto Mercandelli (Foto Giovanni Vanacore)

Non meno spettacolare lo schieramento della Supersport 600 con alcuni “ospiti” prossimi protagonisti del Mondiale: Michel Fabrizio, Philipp Oettl e Can Oncu su Kawasaki e Federico Fuligni su Yamaha. La prima manche vede il trionfo sul campo di Oettl davanti a Fuligni, ma per i piloti CIV vittoria per Roberto Mercandelli su Massimo Roccoli e Manuel Gonzalez Simon tutti su Yamaha. In seconda manche, è il veloce laziale Davide Stirpe con la MV Agusta sotto i colori del Gentlemen’s Motor Club Roma a svettare tra i piloti CIV davanti a Roccoli e Mercandelli; sul campo, Oettl fa polpette di tutti gli avversari precedendo Fuligni ed Oncu.

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Il podio di Gara 2 della Superbike con Pirro, Vitali e Gabellini (Foto Giovanni Vanacore)

Nella Superbike, si mette in mostra Lucas Mahias su Kawasaki, che però concorre fuori graduatoria. In prima manche la vittoria tra i piloti in classifica va quindi a Michele Pirro con la Ducati di Barni davanti all’Aprilia che Nuova M2 Racing schiera per Flavio Ferroni; terzo Luca Vitali su Honda. In seconda manche ancora vittoria sul campo per Mahias e per Pirro tra i piloti CIV, con Vitali che stavolta è secondo davanti alla Honda di Lorenzo Gabellini e alla Bmw di Gabriele Ruiu.

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Il folto gruppo delle partecipanti al Women’s European Cup qui ripreso allo start di Gara 2 (Foto Agenzia 31)

Ricco il programma degli eventi di contorno con la Women’s European Cup che porta ventuno amazzoni al via. Festa per i colori italiani in prima manche grazie a Roberta Ponziani prima su Kawasaki, davanti all’identica moto della iberica Sara Sanchez. Terza un’altra spagnola, Beatriz Neila Santos su Yamaha davanti alla ceca Alexandra Pelikanova su identica moto. Nella seconda manche la Ponziani è costretta ad accontentarsi del bronzo, con la Sanchez prima e la Neila Santos seconda. Buona progressione per la romana Aurelia Cruciani su Yamaha del MC Saponettari, ottava e sesta. Si difende anche Martina Plenario su Kawasaki, quattordicesima e dodicesima.

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Piloti di alta levatura agonistica partecipanti al National Trophy nelle categorie 600 e 1000

Per finire, un cenno per il National Trophy, il campionato Open del Moto Club Spoleto che anche nel 2021 ha il privilegio di accompagnare l’ ELF CIV. Nella 600, Nicholas Spinelli batte Matteo Ciprietti in un duello tutto Ducati, mentre le Kawasaki si giocano il terzo posto con Marco Marcheluzzo che batte Andrea Bolognesi; quinto Andrea Pontone su Yamaha davanti a Gabriele Cottini, settimo il giovane Manuel Bastianelli su Ducati. Oltremodo agguerrita la 1000, con Luca Salvadori primo su Ducati davanti alle Bmw di Roberto Tamburini e dell’assisano Alessio Velini. “Veleno” spinge giù dal podio la Yamaha di Alessandro Torcolacci, quinto con un’altra Bmw Christian Gamarino davanti alla Ducati di Simone Saltarelli. La corsa vede anche una cospicua presenza straniera con tre svizzeri ed il danese Alex Schacht, ottavo su Ducati.

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In occasione del Centenario della prestigiosa Casa motociclistica non potevano mancare le leggendarie Moto Guzzi

Commovente l’omaggio tributato dal plotone dell’ ELF CIV a Fausto Gresini, in un weekend che va in porto con grande soddisfazione di tutti. Prossimo round il 15 e 16 maggio a Misano, con la speranza di potere avere anche un po’ di pubblico in tribuna.

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Moto2, Marini la spunta in Catalunya

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Luca Marini taglia vittorioso il traguardo del GP di Catalunya di Moto2 rimanendo solidamente in testa alla classifica di Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Luca Marini vince il GP di Catalunya della Moto2 disputato nel weekend a Barcellona. Vittoria importante per il fratellastro di Valentino Rossi che allunga in classifica generale: ora il suo vantaggio su Enea Bastianini, giunto solo sesto, è di ben venti punti. Si avvicina così il titolo mondiale di categoria per Marini, che però su consiglio del fratello e team manager potrebbe decidere di rimanere in Moto2 anche nel 2021 per incamerare ulteriore esperienza. La gara catalana vede le Kalex insidiate da vicino dalle Speed Up ufficiali.

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Enea Bastianini è sesto sotto la bandiera a scacchi di Barcellona (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

In particolare fa molto bene Fabio Di Giannantonio che termina terzo assoluto alle spalle della Kalex del britannico Sam Lowes, punta di diamante della squadra EG 0,0 Marc VDS. Anche Jorge Navarro con la seconda Speed Up ufficiale fa molto bene giungendo quarto al traguardo, davanti all’americano Joe Roberts che chiude la Top Five con la Kalex della Tennor American Racing. Weekend piuttosto opaco, oltre che per Bastianini, anche per Marco Bezzecchi.

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Il podio della Moto2 al GP di Catalunya con Luca Marini, Sam Lowes e Fabio Di Giannantonio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il compagno di team di Marini è settimo sotto la bandiera a scacchi, perdendo così punti preziosi in classifica generale. L’aria catalana fa bene ad Aron Canet, ottavo con la Speed Up curata da Jorge Martinez, e a Marcos Ramirez che con la seconda Kalex di Tennor è nono. A cavallo della Top Ten ecco le Kalex della Liqui Moly Intact GP con i veterani Marcel Schrotter e Thomas Luthi che chiudono nell’ordine; un peccato vedere Luthi così poco competitivo dopo avere raggiunto anche la MotoGP. Per quanto riguarda il resto della pattuglia italiana, ben poco da stare allegri.

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Quindicesimo posto per Simone Corsi con la MV Agusta (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Solo il veterano Simone Corsi taglia il traguardo incamerando il punticino del quindicesimo posto con la MV Agusta ufficiale; Lorenzo Baldassarri, Stefano Manzi e Lorenzo Dalla Porta finiscono tutti in terra, mentre Nicolò Jarod Bulega riprende quasi subito la strada dei box al pari anche di Jake Dixon e di Jorge Martin, al ritorno dopo essere stato dichiarato guarito dal Covid19. Sono ventuno a chiudere la difficile gara catalana, ed ora la carovana Moto2 si accinge a partire per Le Mans, ultima tappa “extra iberica” di questo Motomondiale rimesso in piedi davvero in extremis e già entrato nel girone di ritorno.

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Moto3, Binder vince in Catalunya e Ogura comanda

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Darryn Binder (#40) con la Ktm di CIP Green Power vince il GP di Catalunya di Moto3, in questa foto lo vediamo duellare con Dennis Foggia (#7) terzo classificato con la Honda di Leopard Racing (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Colpi di scena a raffica nel GP di Catalunya per la prova di Moto3 corsa a Barcellona e vinta dal sudafricano Darryn Binder con la Ktm di CIP Green Power. Albert Arenas con la Ktm curata da Jorge Martinez e John McPhee con la Honda di Petronas Sprinta si eliminano poco dopo il via e questo incidente consente ad Ai Ogura -alla guida della Honda del team ufficiale asiatico- di passare in testa al Campionato.

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La partenza della Moto3 al GP di Catalunya con al comando Tony Arbolino (#14) giunto poi secondo con la Honda di Rivacold Snipers (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il nipponico però non compie una grande gara e termina solo undicesimo, sciupando una buona chance di allungare su Arenas che è staccato di soli tre punti. Tornando alla gara catalana, molte soddisfazioni per i colori italiani grazie a Tony Arbolino secondo con la Honda di Rivacold Snipers e a Dennis Foggia terzo con la Honda di Leopard Racing. Ai piedi del podio il migliore degli spagnoli, Sergio Garcia con la Honda di Estrella Galicia 0,0.

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Ancora una buona prestazione di Romano Fenati a conferma dei progressi di Husqvarna (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Dopo la vittoria del GP Emilia Romagna continua a progredire la Husqvarna. Alonso Lopez è infatti ottimo quinto precedendo Romano Fenati. Al settimo posto Jaume Masia con la Honda di Leopard Racing contiene a stento altri due nostri portacolori: Celestino Vietti Ramus con la Ktm del team VR46 e Niccolò Antonelli con la Honda del team SIC58. La Top Ten la completa l’argentino Gabriel Rodrigo che con la Honda del team di Fausto Gresini si concede il lusso di precedere il nuovo leader di campionato Ogura.

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Celestino Vietti Ramus con la Ktm del team VR46 chiude all’ottavo posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Quest’ultimo è poi insidiato dallo “stakanovista” Filip Salac con la Honda di Rivacold Snipers, alla fine giunto dodicesimo. L’unico altro italiano in zona punti è Stefano Nepa con la Ktm del team di Aspar Martinez, che chiude quattordicesimo alle spalle di Raul Fernandez. Ultimo pilota a punti è Ryuseki Yamanaka che con la Honda di Estrella Galicia 0,0 sconfigge nel finale di gara il belga Barry Baltus con la Ktm di CarXpert PruestelGP.

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Stefano Nepa con la Ktm del team di Aspar Martinez è quattordicesimo ma in zona punti (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Unico altro italiano al traguardo è Riccardo Rossi ventesimo con la Ktm di BOE Skull Rider Facile Energy; il compagno di team Davide Pizzoli si ritira per caduta, mentre Andrea Migno torna ai box per guasto tecnico con la Ktm del team di Valentino Rossi. Prossima gara di Motomondiale a Le Mans, probabilmente ultima spiaggia per i nostri Arbolino e Vietti Ramus per cercare di rientrare nella corsa al titolo.

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MotoGP, in Catalunya passa in vetta Quartararo

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Il podio della MotoGP al GP di Catalunya con Fabio Quartararo e i due alfieri Suzuki, Joan Mir e Alex Rins (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Esaurita la doppia trasferta di Misano Adriatico la MotoGP scende in campo a Barcellona per il GP di Catalunya e Fabio Quartararo torna alla vittoria con la Yamaha di Petronas SRT. Un successo importante che lo rilancia in vetta alla classifica di Campionato con otto lunghezze di vantaggio sul portacolori Suzuki Joan Mir e ben diciotto punti di margine sull’ufficiale Yamaha Maverick Vinales.

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Non fosse stato il calo di gomme, Franco Morbidelli poteva sicuramente ambire a qualcosa di più del quarto posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La trasferta catalana è un vero disastro per Andrea Dovizioso e Valentino Rossi. Il ducatista finisce a terra già nel primo giro assieme alla Ducati del team Reale Avintia Esponsorama di Johann Zarco, mentre “The Doctor” segue la stessa sorte poco più in là. Per Dovizioso, ora quarto in classifica, la rincorsa al mondiale si complica ed il ritardo su Quartararo risale a ventiquattro punti.

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Francesco Bagnaia è sesto al traguardo con la Ducati di Pramac Racing (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Al contrario super weekend per il team Suzuki Ecstar, che completa il podio con Mir secondo ed Alex Rins terzo. L’onore italiano lo salvano Franco Morbidelli, che completa il weekend di gloria della Petronas SRT con il quarto posto, e Francesco Bagnaia che è sesto con la Ducati di Pramac Racing dimostrando di avere ritrovato competitività, pur perdendo il duello casalingo con Jack Miller che lo precede sotto la bandiera a scacchi.

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La scivolata di Johann Zarco manda in fumo le ambizioni di Andrea Dovizioso e la possibilità di mantenere la vetta della classifica di Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Continuano le buone prove di Takaaki Nakagami migliore pilota Honda con il settimo posto, precedendo un Danilo Petrucci demotivato con la seconda Ducati ufficiale. Si morde le dita Vinales per il nono posto che gli fa perdere terreno prezioso in ottica titolo; per contrasto, qualche sorriso per Cal Crutchlow finalmente tornato in pista con la Honda del team di Lucio Cecchinello.

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Takaaki Nakagami è il migliore pilota Honda con il settimo posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Nonostante i problemi fisici, chiude decimo davanti al sudafricano Brad Binder. Il portacolori Ktm, dopo la vittoria di Brno, sembra aver perso un po’ della sua grinta e perde terreno prezioso in classifica. Per la casa austriaca un weekend tutt’altro che esaltante con Pol Espargaro caduto così come il portacolori Tech3 Miguel Oliveira; il secondo pilota del team di Hervé Poncharal, l’iberico Iker Lecuona, riesce invece a completare la gara e a conquistare anche qualche punticino.

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Danilo Petrucci con l’unica Ducati ufficiale rimasta in gara transita ottavo sotto la bandiera a scacchi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Arriva però solo quattordicesimo dietro l’Aprilia di Aleix Espargaro e la Honda ufficiale di Alex Marquez che non viene galvanizzato dall’aria di casa. Evidentemente, promuovere subito il fratello di Marc nel “top team” Honda è stata una scelta troppo affrettata. I diversi ritiri consentono all’iberico Tito Rabat di artigliare il punticino della quindicesima posizione, precedendo un evanescente Bradley Smith sulla seconda Aprilia ufficiale e Stefan Bradl, mai così male con la Honda solitamente utilizzata da Marquez.

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L’ufficiale Yamaha Maverick Vinales è nono al traguardo e terzo in Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

E’ un peccato vedere così in basso il tedesco, Campione Mondiale Moto2 nel 2011 battendo Marc Marquez. La MotoGP si accinge a fare scalo in Francia, sullo storico circuito di Le Mans, con l’ennesima gara a porte chiuse di questa sofferta stagione. Un circuito che almeno sulla carta potrebbe esaltare le potenzialità di Quartararo.

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MotoGP: riscatto di Vinales a Misano, Dovi resta leader

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Ecco i primi tre classificati al GP dell’Emilia Romagna di MotoGP a Misano Adriatico: Maverick Vinales, Joan Mir e Pol Espargaro (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La MotoGP scende di nuovo in pista a Misano Adriatico per il GP dell’Emilia Romagna e Maverick Vinales si rilancia alla grande: vittoria e secondo posto in classifica generale di Campionato con un solo punto di ritardo su Andrea Dovizioso, autore di una gara sofferta e, alla fine, solamente ottavo. Un weekend sottotono per i colori italiani con il ritiro di Valentino Rossi rientrato ai box dopo una scivolata e Francesco Bagnaia anche lui tradito dalla gomma della Ducati Pramac mentre era ad un tiro di schioppo dalla vittoria.

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La partenza dell’ultima gara di MotoGP in programma al Misano World Circuit con al comando Francesco Bagnaia poi caduto a 6 giri dal termine (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il confronto MotoGP di Misano Adriatico è reso particolarmente infido dalla pioggia che cade durante la gara della Moto2. Alla fine con Vinales, additato come un pilota che non riesce a tradurre in risultati di gara quanto invece esprime in qualifica, si impone il pilota che sbaglia di meno, rilanciando anche le ambizioni della Yamaha. Podio tutto spagnolo con Joan Mir secondo con la Suzuki di Ecstar e ora a soli quattro punti dalla vetta di campionato.

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La penalità inflitta a Fabio Quartararo lo fanno slittare al quarto posto e ad solo punto dal leader di Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

A seguire Pol Espargaro che riporta in alto la KTM con il terzo posto, sia pure a tavolino per i tre secondi di penalità inflitti al portacolori di Petronas SRT Fabio Quartararo retrocesso ai piedi del podio con la sua Yamaha. Quinto Miguel Oliveira con la KTM di Tech3, davvero molto positivo al pari di Takaaki Nakagami che ormai è il Top Rider della Lucio Cecchinello Racing. Il nipponico è settimo in classifica di campionato, a soli diciannove punti da Dovizioso: mai dire mai.

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Miguel Oliveira con la KTM di Tech3 è quinto al traguardo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La seconda gara di Misano rilancia anche Alex Marquez, settimo con la Honda ufficiale ed al migliore piazzamento stagionale. Un po’ per volta il campione uscente della Moto2 inizia ad incamerare esperienza, precedendo un Dovizioso mai così in difficoltà. Per quanto riguarda il romagnolo della Ducati, suona un allarmante campanello d’allarme in vista delle gare di Montmelo e Le Mans, da sempre per lui terreno ostico.

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Takaaki Nakagami, con il sesto posto, è il migliore pilota Honda con la moto della Lucio Cecchinello Racing (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Poca gloria anche per Franco Morbidelli che intasca il nono posto davanti alla Ducati ufficiale di Danilo Petrucci, che pensa solo ad arrivare in fondo e raccogliere qualche punticino per tenere alto il morale. A ridosso della Top Ten Johann Zarco che dopo l’exploit in Repubblica Ceca sembra di nuovo tornato nelle retrovie con la Ducati di Reale Avintia Esponsorama. Peggio va al compagno di team Tito Rabat, caduto di nuovo al pari di Iker Lecuona e Brad Binder con le KTM.

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Andrea Dovizioso è autore di una gara sofferta e, alla fine, solamente ottavo ma quanto basta per mantenere la leadership di Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Mezzo disastro per Alex Rins che sull’infido fondo riminese è dodicesimo e penultimo, precedendo il solo Bradley Smith che con la seconda Aprilia di Gresini riesce perlomeno a raggranellare tre punticini “sopperendo” al rientro ai box di Aleix Espargaro nelle primissime fasi di gara. La marcia della MotoGP prosegue serrata, ed ora si torna in Spagna con il GP di Catalogna a Montmelo, confermato rigorosamente a porte chiuse.

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Bradley Smith con l’unica Aprilia rimasta in gara chiude la classifica di gara e raggranella tre punticini (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

A tal proposito, da sottolineare che in tutti e due i weekend di gara in Riviera si è registrato il “tutto esaurito”, toccando regolarmente il tetto massimo di diecimila spettatori concesso dalle autorità senza che si verificassero situazioni critiche. Un successo organizzativo che ha spinto le autorità dell’Emilia Romagna a concedere un minimo di pubblico anche per il GP di Formula Uno di Imola il 1 Novembre prossimo.

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WSBK: a Montmelo conferma di Rea e ritorno di Davies

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Risorge Chaz Davies con la Ducati Panigale V4 R ufficiale aggiudicandosi gara 2 del WSBK a Montmelo

Il Round di Catalunya del WSBK a Montmelo vede un’altra vittoria di Jonathan Rea con la Kawasaki ZX-10 RR in prima manche, ma nella frazione successiva risorge l’inglese Chaz Davies con la Ducati Panigale V4 R ufficiale. Il bilancio del weekend iberico è comunque favorevole a Rea, che pare ormai avviato a continuare la sua striscia vincente di titoli Superbike grazie al vantaggio di cinquantuno punti nei confronti di Scott Redding, reduce da un altro weekend poco brillante.

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La partenza della prima manche con Jonathan Rea (Kawasaki ZX-10 RR) che comanda le operazioni dall’inizio alla fine

Nella prima manche Rea fa il… Rea, comandando per tutti e venti i giri di gara. Redding a dir la verità le tenta tutte per tenere testa al connazionale, ma si deve accontentare della piazza d’onore con due secondi e sei decimi di ritardo sul Campione del Mondo in carica. Per la Ducati arriva anche il terzo posto di un Chaz Davies finalmente in grande ripresa.

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Quarto posto per la Yamaha YZF R1 ufficiale di Michael Van der Mark (#60) che precede la Honda CBR 1000 RR di Alvaro Bautista (#19)

Ai piedi del podio la Yamaha YZF R1 ufficiale di Michael Van der Mark, che precede la Honda CBR 1000 RR di Alvaro Bautista. Il lavoro dell’iberico sembra avere riportato la moto nipponica a buoni livelli dopo i disastri delle passate stagioni. Resta abbastanza competitivo il turco Toprak Razgatlioglu che è sesto con la seconda Yamaha YZF R1 ufficiale, anticipando un Michael Ruben Rinaldi sempre più vicino al titolo Indipendenti con la moto di GoEleven e reduce da un grande weekend a Teruel.

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Toprak Razgatlioglu è sesto in gara 1 con la seconda Yamaha YZF R1 ufficiale

A dir la verità, a Montmelò Garrett Gerloff gli rende la vita piuttosto difficile con la Yamaha YZF R1 della GRT, ma infine l’americano si deve accontentare del secondo posto di classe, ottavo assoluto. La Top Ten la completano Alex Lowes a dir poco abulico con la seconda Kawasaki ufficiale e Leon Haslam con la seconda Honda ufficiale.

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Piazza d’onore per Scott Redding (#45), nella foto seguito da Michael Ruben Rinaldi (#21), settimo e primo degli Indipendenti

Ennesimo weekend a tinte opache per le Bmw S1000 RR con Eugene Laverty unico al traguardo, undicesimo; ritiro per Tom Sykes per noie tecniche. Il podio degli Indipendenti lo completa l’esordiente Jonas Folger con la Yamaha YZF R1 di Bonovo Action by MGM: per il tedesco, che si era fatto un buon nome con la Yamaha di Tech3 nella MotoGP prima di cedere il passo ad Hafizh Syahrin per problemi di salute, è una prova tutto sommato positiva vista la lunga inattività.

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Xavi Fores con la Kawasaki ZX 10 RR di Puccetti è tredicesimo in gara 1

La zona punti la completano altri tre Indipendenti: Xavi Fores con la Kawasaki ZX 10 RR di Puccetti, Loris Baz con la Yamaha YZF R1 di Ten Kate ed il nostro Federico Caricasulo, che regola altri due nostri portacolori su Ducati Panigale V4: Samuele Cavalieri della Barni Racing e Lorenzo Zanetti della Motocorsa. Nella Superpole Racing svetta a sorpresa Van der Mark davanti a Rea, ma a stupire è Baz che chiude terzo e si assicura la prima fila.

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Gara 2 strepitosa per Garrett Gerloff con la Yamaha YZF R1 della GRT, terzo assoluto e primo degli indipendenti

La seconda gara vera e propria vede Van der Mark schizzare subito al comando, ma al secondo giro, nella sorpresa generale, è Rinaldi a svettare. Il sogno di una nuova vittoria dopo quella del Teruel Round dura poco. Al quarto giro infatti, Davies passa in testa e, dimostrando di avere ritrovato l’antica competitività, rimane al comando fino alla fine davanti a Van der Mark. Per Rinaldi la seconda manche da sogno diventa incubo, visto che un problema tecnico lo ferma nel finale.

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Dopo il ritiro di gara 1, nel successivo confronto rinasce Tom Sykes con la Bmw che chiude al quinto posto

Così il successo degli Indipendenti, ma soprattutto il terzo posto assoluto, passano nelle mani di Gerloff, per la prima volta sul podio nel Campionato Mondiale SBK. Per l’americano perfino la soddisfazione di battere sul campo un Rea piuttosto dimesso: il portacolori Kawasaki comunque guadagna ancora terreno su Redding che chiude solo sesto, dietro anche ad un “redivivo” Sykes.

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Loris Baz con la Yamaha YZF R1 di Ten Kate porta a casa un decimo e un quattordicesimo posto

Per la Bmw seconda manche davvero brillante giacché Laverty arriva settimo, è la migliore prestazione corale del team tedesco in questo difficile 2020. Per contrasto, ancora delusioni per le seconde guide Kawasaki ed Honda. Anche stavolta Lowes precede Haslam, ed entrambi migliorano di una posizione rispetto alla prima manche. La Top Ten stavolta la completa Baz, che racimola il secondo posto tra gli Indipendenti davanti a Folger, Caricasulo, Zanetti, Takumi Takahashi con la Honda CBR 1000 RR di MIE Racing e Fores.

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Federico Caricasulo esce dal confronto WSBK a Montmelo con un dodicesimo e un quindicesimo posto

Lo spagnolo può definirsi ancora fortunato: perde tre giri ai box e chiude ultimo, ma a causa dei ritiri occupa il quindicesimo posto e quindi può raggranellare un punto sofferto. Una sola settimana di pausa per la WSBK e quindi si va in Francia, sul circuito di Magny Cours, per il penultimo round di questa stagione “tirata all’osso”. E chissà se anche quest’anno Jonathan Rea riuscirà ad assicurarsi l’iride sull’amato tracciato transalpino.

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Samuele Cavalieri, sedicesimo in gara 1, si ritira in seconda manche
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