Redazione

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Moto3, a Misano Fenati porta al successo Husqvarna

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Il podio della Moto3 a Misano Adriatico con Romano Fenati, Celestino Vietti Ramus e Ai Ogura (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La Moto3 si accomiata da Misano Adriatico con il GP dell’Emilia Romagna e una doppia lieta sorpresa per i nostri colori: il primo successo di Husqvarna, portata alla vittoria dal redivivo Romano Fenati. Per il marchigiano un’affermazione che spazza via i fantasmi delle “follie” commesse nelle passate stagioni, anche se ormai è tardi per potere rientrare nella lotta per il titolo. In tal senso, da sottolineare che il nipponico Ai Ogura con la Honda del team Asia è ora veramente ad un passo dal capolista Albert Arenas, giunto solamente quarto sotto la bandiera a scacchi dopo la caduta dello scorso weekend.

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Tony Arbolino è undicesimo con la Honda di Rivacold Snipers (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Con il terzo posto ottenuto alle spalle di Fenati e della KTM di Celestino Vietti Ramus, Ogura è ora a due soli punti di distanza dall’iberico. Deludente gara di John McPhee con la Honda di Petronas Sprinta, solamente decimo ed ora staccato di ventuno punti da Arenas e ben lontano dalla vittoria ottenuta lo scorso weekend. La corsa riminese vede gli iberici in grande spolvero con Jaume Masia quinto con la Honda di Leopard Racing e Raul Fernandez sesto con la KTM di Ajo.

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Andrea Migno chiude la parentesi romagnola all’ottavo posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Le moto austriache monopolizzano la classifica dal sesto al nono posto con Deniz Oncu, Andrea Migno e Kaito Toba. In zona punti anche altri due piloti italiani: Tony Arbolino undicesimo con la Honda di Rivacold Snipers dopo una performance sottotono e Stefano Nepa che con la KTM di Gaviota Aspar riesce ad artigliare il quindicesimo posto precedendo di novanta millesimi circa il ceco Filip Salac con la Honda di Rivacold Snipers. Fuori dai punti tutti gli altri con Niccolò Antonelli diciottesimo sulla Honda gestita dal team SIC58, Riccardo Rossi ventunesimo e Davide Pizzoli ventiseiesimo con le KTM di BOE Skull Rider Facile Energy.

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Stefano Nepa con la KTM di Gaviota Aspar riesce ad artigliare il quindicesimo posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Peggio va a Dennis Foggia che cade con la Honda di Leopard Racing condividendo la sorte di Alonso Lopez e Darryn Binder, ormai tagliato fuori dai giochi per il titolo. Poco tempo per riposarsi per i protagonisti della Moto3, già con la testa puntata a Montmelo, pista che potrebbe rilanciare le ambizioni di Arenas uscito da Misano con il morale sotto i tacchi.

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Moto2: doppietta tricolore al Misano World Circuit

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Torna alla vittoria Enea Bastianini che si aggiudica la seconda tappa della Moto2 a Misano Adriatico (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il secondo round consecutivo della Moto2 di scena a Misano Adriatico vede la vittoria di Enea Bastianini con la Kalex della Italtrans Racing. Per il portacolori del Motoclub Spoleto, una vittoria molto importante che gli permette di ridurre a cinque lunghezze il divario su Luca Marini, vittorioso domenica scorsa e rimasto leader di Campionato nonostante il quarto posto con la Kalex gestita dal team VR46.

La partenza della Moto2 a Misano Adriatico (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La corsa riminese viene spezzata in due tronconi dal maltempo e da una caduta che coinvolge Joe Roberts e Kasma Daniel. Alla ripartenza, Bastianini si conferma leader in una gara dominata dalle Kalex, che occupano le prime sei posizioni della classifica finale. Per l’Italia arrivano soddisfazioni anche da Marco Bezzecchi, compagno di team di Luca Marini e secondo sotto la bandiera a scacchi.

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Marco Bezzecchi è secondo sotto la bandiera a scacchi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Ora Bezzecchi viaggia a soli venti punti da Bastianini e ancora pienamente in gioco per un titolo che appare destinato a rimanere in Italia. Il podio assoluto lo completa l’inglese Sam Lowes della EG 0,0 Marc VDS mentre in quinta posizione registriamo la bella gara di Marcel Schrotter del team Liqui Moly Intact GP. Eccellente la gara delle Speed Up con Jorge Navarro settimo e il nostro Fabio Di Giannantonio ottavo.

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Podio assoluto completato da Sam Lowes della EG 0,0 Marc VDS (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Altri quattro italiani riescono a raggiungere la zona punti, sia pure tutti oltre la Top Ten: sono Nicolò Jarod Bulega undicesimo con la Kalex di Gresini, Simone Corsi dodicesimo con la MV Agusta ufficiale, Lorenzo Dalla Porta che inizia finalmente a migliorare ed è quattordicesimo con la seconda Kalex di Italtrans e Stefano Manzi che con la seconda MV Agusta ufficiale si gioca la quindicesima piazza con la Kalex di Red Bull Ajo pilotata da Mattia Pasini, spuntandola per soli due decimi.

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Stefano Manzi con la seconda MV Agusta ufficiale occupa la quindicesima piazza (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

L’asfalto infido rende difficilissima la gara di Lorenzo Baldassarri, venticinquesimo ed ultimo con la Kalex di Flexbox HP 40. Ed ora il circus della MotoGP si appresta all’unico round del Montmelo, per poi spostarsi a Le Mans ed iniziare il tour de force finale che, invece dei tradizionali circuiti del Sud Est asiatico e di Phillip Island, sarà tutto in Penisola Iberica con due prove ad Alcaniz, due a Valencia ed il gran finale a Portimao.

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WSSP: Montmelo incorona Locatelli Campione del Mondo

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Esulta Andrea Locatelli per il titolo iridato nel WSSP conquistato anzitempo sul circuito di Montmelo

Giochi chiusi nel WSSP. Il round di Montmelo assegna con largo anticipo l’iride ad Andrea Locatelli che, dopo oltre venti anni, riporta il titolo in Italia, dopo i trionfi di Paolo Casoli e del compianto Fabrizio Pirovano. Allora, però, la SS600 aveva lo status semiufficiale di “World Cup” a causa del trascinarsi della querelle con la defunta serie Thunderbike che si correva nell’ambito del Motomondiale. Locatelli riesce laddove hanno fallito innumerevoli altri nostri portacolori, ultimo dei quali Federico Caricasulo.

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Andy Verdoia su una Yamaha YZF R6 della bLU cRU World SSP by MS Racing vince gara 1

Una marcia senza tregua per Locatelli che fin qui ha vinto praticamente tutte le gare in programma nel Campionato Mondiale Supersport. “Praticamente tutte” perché a Montmelo il meteo birichino ha messo un inciampo sulla sua striscia di imbattibilità, facendo aprire le cateratte del cielo mentre il lombardo era saldamente davanti dopo un bel testa a testa con la Kawasaki ZX-6R Puccetti di Lucas Mahias. Immediato il rientro ai box della quasi totalità dei concorrenti per il cambio gomme, salvo che per il giovane francese Andy Verdoia su una Yamaha YZF R6 della bLU cRU World SSP by MS Racing.

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Lucas Mahias conquista la piazza d’onore in gara1 del WSSP a Montmelo

Prima che anche Verdoia raggiunga gli altri in pit-lane per il cambio gomme, viene esposta la bandiera rossa date le proibitive condizioni di aderenza e visibilità ed il francese viene proclamato vincitore, davanti a Mahias e Kyle Smith ingaggiato dalla GMT 94 per sostituire Jules Cluzel sulla Yamaha YZF R6 di punta e tentare di ritardare la festa di Locatelli. Il lombardo “contiene i danni” e chiude quarto davanti alla Yamaha YZF R6 di Kevin Manfredi, al migliore piazzamento stagionale davanti alla Yamaha YZF R6 del sudafricano Steven Odendaal.

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Kyle Smith, ingaggiato dalla GMT 94 per sostituire Jules Cluzel sulla Yamaha YZF R6, completa il podio di gara1

Festeggia anche Axel Bassani per la prima volta nella Top Ten con il decimo posto sulla Yamaha YZF R6 di Soradis MotoXRacing. Due miseri punticini per Raffaele De Rosa con la MV Agusta F3 675, penalizzato dal rapido mutare delle condizioni meteo. Peggio fanno Federico Fuligni solo diciassettesimo alle spalle di Corentin Perolari e Luigi Montella che, con la Yamaha YZF R6 di DK Motorsport, termina solo ventiquattresimo dopo anche una digressione fuori pista ad inizio gara.

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Penalizzato dalle condizioni di pista della prima manche, Raffaele De Rosa con la MV Agusta F3 675 conquista un bel quarto posto in gara 2

Nell’agguerritissima seconda manche, Locatelli duella per un po’ con le Kawasaki ZX-6R di Puccetti. Stavolta però è Philipp Oettl l’antagonista principale detenendo per un paio di occasioni il comando. Alla fine però Locatelli impone la sua legge e la Yamaha YZF R6 di Bardahl Evan Brothers ottiene l’ennesimo successo, che archivia la pratica titolo con larghissimo anticipo sulla fine di questa rocambolesca stagione. Mahias supera Oettl nel finale ma ormai il francese è matematicamente tagliato fuori dalla lotta per il titolo.

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Philipp Oettl con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti si dimostra un antagonista insidioso in gara 2 andando a prendere la terza piazza

Si rimette in mostra anche De Rosa, ancora tecnicamente in grado di insidiare Cluzel e Mahias nella generale: è quarto con la MV Agusta ufficiale davanti ad Odendaal ed Isaac Vinales protagonista di un weekend poco brillante con la Yamaha YZF R6 di Kallio Racing. Anche il compagno di team di Vinales, Hannes Soomer, non brilla racimolando un tredicesimo ed un decimo posto. Disastro per la GMT94: migliore è Perolari che termina ottavo dopo la solita gara da ragioniere, mentre Smith ed il compagno di team Gutierrez Iglesias finiscono a terra dopo due giri.

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Lo start di gara 2 del WSSP a Montmelo

Dopo l’exploit della prima manche, “tornano sulla terra” Bassani e Manfredi, che comunque terminano a punti, rispettivamente dodicesimo e tredicesimo e prendendosi la soddisfazione di battere il vincitore di gara 1 Verdoia. Anche in questa gara le Yamaha YZF R6 fanno la parte del leone con ben undici moto di Iwata in zona punti. Poca gloria anche in seconda manche per Fuligni, fermatosi a due giri dalla fine, e per Montella che è diciannovesimo e penultimo davanti alla wild card Guillem Erill. E ora per Locatelli comincia la passerella trionfale nel WorldSSP, in attesa del debutto in WSBK nel 2021.

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Moto3, a Misano John McPhee vince e riapre i giochi

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John McPhee è il vincitore del Gran Premio di San Marino di Moto3 a Misano Adriatico (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Gran Premio di San Marino estremamente emozionante per la Moto3 a Misano Adriatico con vittoria di John McPhee. L’inglese della Petronas Sprinta Racing impone la sua Honda in testa al gruppo e si rilancia nella lotta per il titolo, riaperta dalla caduta di Albert Arenas nelle battute finali di gara.

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Ai Ogura della Honda Team Asia termina alle spalle di McPhee per soli trentasette millesimi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Si morde le dita il nipponico Ai Ogura. Il portacolori della Honda Team Asia termina alle spalle di McPhee per soli trentasette millesimi dopo una volata al cardiopalma e sciupa la chance di ritrovarsi in testa al campionato a pari merito con Arenas. Sono infatti solo cinque i punti di vantaggio che vanta l’iberico su Ogura dopo il primo round romagnolo.

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Tatsuki Suzuki occupa il terzo gradino del podio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il Giappone conferma la ritrovata competitività nella classe erede della vecchia 125 GP grazie anche a Tatsuki Suzuki, terzo con la Honda del team intitolato a Marco Simoncelli. A consolare la Spagna dal disastro di Arenas arriva Jeremy Alcoba sulla Honda del team di Fausto Gresini.

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Tony Arbolino (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Precede in volata l’argentino Gabriel Rodrigo e la Honda del team Rivacold Snipers del migliore degli italiani, Tony Arbolino. Per i nostri portacolori in Moto3 giornata senza molte soddisfazioni. Subito fuori gioco Celestino Vietti Ramus dopo una collisione multipla al via con la Honda di Sergio Garcia e la Ktm di Raul Fernandez, mentre gli altri nostri portacolori si sono “limitati” ad occupare la seconda parte della Top Ten.

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Romano Fenati (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Se l’ottavo posto di Romano Fenati con la “giovane” Husqvarna è un risultato molto buono, c’è più di un rimpianto per la nona posizione di Dennis Foggia sulla Honda di Leopard Racing, il decimo posto di Andrea Migno con la Ktm del team VR46 e l’undicesimo di Niccolò Antonelli con la seconda Honda del team SIC58.

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Dennis Foggia (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Più positivo il tredicesimo posto di Riccardo Rossi con la Ktm di BOE Skull Rider Facile Energy, migliore piazzamento stagionale fin qui precedendo la Ktm che il team di Aspar Martinez fornisce a Stefano Nepa, vincitore della volata con la Ktm Reale Avintia di Carlos Tatay e la Ktm Tech 3 di Deniz Oncu, fratello del pilota Supersport Can.

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Niccolò Antonelli (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Un solo italiano fuori dai punti, è Davide Pizzoli che però dimostra un notevole miglioramento con la Ktm di BOE Skull Rider Facile Energy chiudendo diciottesimo, due posizioni davanti al ceco Filip Salac con la Honda di Rivacold Snipers, fresco anche di debutto in Supersport 300 nel Teruel Round.

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Stefano Nepa (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Tra i ritirati, citiamo anche Darryn Binder tornato ai box dopo una scivolata con la sua Ktm: non una buona giornata per la famiglia sudafricana visto il dodicesimo posto di Brad in MotoGP. Con una classifica Moto3 quantomai incerta e tre piloti racchiusi in quindici punti, ci si appresta a replicare nel prossimo weekend sempre a Misano Adriatico.

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Riccardo Rossi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
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MotoGP, stratosferico Morbidelli esplode a Misano

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Franco Morbidelli rompe il ghiaccio con la vittoria. L'alfiere della Petronas SRT con la Yamaha si aggiudica il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, prima tappa romagnola della MotoGP a Misano Adriatico (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La MotoGP arriva in Italia per un doppio appuntamento e il primo round in programma a Misano Adriatico vede la vittoria di Franco Morbidelli con la Yamaha della Petronas SRT. Per l’Italia un weekend memorabile con Andrea Dovizioso che passa in testa al campionato, pur arrivando solo settimo con la sua Ducati. Questo perché Fabio Quartararo cade per ben due volte gettando al vento i segnali di ripresa mostrati in prova.

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La partenza della MotoGP a Misano Adriatico (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il margine di vantaggio di Dovizioso sul francese è comunque poco rassicurante, appena sei punti. La prova riminese, che vede anche un limitato accesso di pubblico con diecimila spettatori, vede anche il ritorno di Valentino Rossi ad alto livello. Con la Yamaha ufficiale è a lungo in testa prima di perdere ritmo e finire di un soffio al quarto posto, buttando alle ortiche la possibilità di una fantastica tripletta tricolore.

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Spettacolare prestazione di Francesco Bagnaia con la Ducati di Pramac Racing, secondo al traguardo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Poco male per i fans italiani perché Morbidelli, portando in vetta la bandiera della Petronas SRT, va a vincere con la sua Yamaha ai danni di un rinato Francesco Bagnaia, al ritorno sulla Ducati di Pramac Racing dopo l’infortunio. Per “Pecco” una gara a denti stretti per sopportare il dolore alla gamba non ancora in perfetta forma ma di alta qualità, e tale da contenere la Suzuki Ecstar di Joan Mir.

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Podio completato da Joan Mir con la Suzuki Ecstar (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per la casa di Hamamatsu weekend reso oltremodo positivo dal bel quinto posto di Alex Rins, giunto davanti al connazionale Maverick Vinales relativamente positivo in questo GP di San Marino. L’evento riminese non è molto brillante per Jack Miller con la Ducati di Pramac Racing: chiude solo ottavo davanti al nipponico Takaaki Nakagami con la Honda di LCR Idemitsu, ancora una volta riuscito ad entrare nella Top Ten.

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Perde la terza posizione a pochi metri dal traguardo Valentino Rossi che comunque archivia una grande gara sulla pista di casa (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La squadra di Lucio Cecchinello ha potuto contare solo sul giapponese in Riviera a causa dei problemi di salute di Cal Crutchlow dichiarato “unfit” per la gara. La Top Ten la completa la KTM ufficiale di Pol Espargaro, in calo prestazionale dopo le ultime esaltanti gare a Brno e Zeltweg. Sta di fatto che Miguel Oliveira e Brad Binder, emersi vincitori il primo in Austria e il secondo in Repubblica Ceca, raccolgono rispettivamente l’undicesimo ed il dodicesimo posto.

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Pol Espargaro con la KTM ufficiale va a completare la top ten (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Va però detto che Binder resta vittima di un calo verso fine gara dopo avere stazionato a lungo nella Top Ten. Alle spalle delle Ktm, al tredicesimo posto, arriva l’Aprilia di Aleix Espargaro. Per la casa di Noale, che si avvale della collaborazione di Fausto Gresini, tre punti preziosi, precedendo la Ktm Tech3 di Iker Lecuona che subisce anche una Long Lap Penalty e lo sfortunato Johann Zarco con la Ducati di Reale Avintia.

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La caduta di Fabio Quartararo permette ad Andrea Dovizioso di portarsi al comando della classifica di Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il francese si “consola” precedendo tre moto ufficiali: la Ducati di Danilo Petrucci, ormai separato in casa in quel di Borgo Panigale, e le Honda di Alex Marquez e Stefan Bradl. Senza il “marcziano” la casa giapponese sprofonda ogni gara di più in classifica. Bradl junior precede soltanto Bradley Smith, come sempre abulico con la seconda Aprilia e per di più coinvolto in una caduta.

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Al tredicesimo posto si piazza l’Aprilia di Aleix Espargaro (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Peggio ancora va a Tito Rabat, caduto senza scampo con la seconda Ducati di Reale Avintia. Tra soli sette giorni, la MotoGP replica con “Misano Adriatico Atto II”, e il limitato pubblico ammesso sugli spalti riminesi potrà sostenere la possibile fuga di Andrea Dovizioso verso il sogno Mondiale.

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Moto2, a Misano vittoria e fuga di Luca Marini

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Splendida vittoria di Luca Marini in Moto2 a Misano Adriatico che allunga in testa alla classifica di campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

La Moto2 arriva a Misano Adriatico e per l’Italia è una grande giornata con la vittoria di Luca Marini, che allunga in testa alla classifica di Campionato con 112 punti. Per la squadra VR46 un trionfo al quale si aggiunge il secondo posto di Marco Bezzecchi che ora è terzo in classifica generale.

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Secondo posto per Marco Bezzecchi che ora è terzo in classifica generale (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Enea Bastianini della Italtrans Racing Team completa un podio tutto tricolore ed ora il suo ritardo sul battistrada Marini è di diciassette punti. La corsa al Misano World Circuit si rivela oltremodo nervosa con diverse scivolate favorite anche dal gran caldo. Tra coloro che finiscono a terra troviamo Tetsuta Nagashima ed Hafizh Syahrin.

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Enea Bastianini completa un podio di Moto2 a Misano Adriatico tutto tricolore (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Il malese ex-Moto GP torna in campo dopo il crash del GP Austria, ma manca di nuovo la bandiera a scacchi nonostante una buona gara. Tornando alla classifica, la Spagna si consola con il quarto posto di Xavi Vierge della Petronas Sprinta Racing e il quinto di Augusto Fernandez della EG 0,0 Marc VDS, capaci di precedere l’ex-iridato di categoria Thomas Luthi che, con la Kalex di Liqui Moly Intact GP, alterna ottime gare a prove decisamente sottotono.

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Fabio Di Giannantonio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Anche in Riviera Romagnola le Kalex dominano nell’assoluta con sei esemplari nelle prime posizioni. La “striscia vincente” la infrange la Speed Up di Fabio Di Giannantonio. Un’altra Speed Up nella Top Ten è la moto curata dal team di Aspar Martinez e pilotata da Aron Canet che giunge nono davanti a Joe Roberts della Tennor American Racing.

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Lorenzo Dalla Porta (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Complici i numerosi ritiri, quasi tutti per scivolate salvo quelli di Jesko Raffin ed Edgar Pons, numerosi nostri portacolori riescono a rientrare in zona punti. Undicesimo posto per Lorenzo Baldassarri con la Kalex di Flexbox HP 40, mentre il pratese Lorenzo Dalla Porta con la Kalex di Italtrans riesce a scuotersi da un lungo periodo buio e completare tredicesimo, davanti alla MV Agusta ufficiale del veterano Simone Corsi e alla Kalex che Gresini schiera per Nicolò Bulega.

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Simone Corsi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Peccato per Stefano Manzi che chiude solo diciassettesimo con la seconda MV Agusta ufficiale, dopo avere duellato con Bulega e l’inglese Jake Dixon della Petronas Sprinta Racing. Venti i piloti Moto2 che completano la gara romagnola; per i “delusi” di questo weekend ci sarà comunque una prova d’appello già nel prossimo fine settimana con il GP Emilia Romagna, sempre a Misano Adriatico.

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Nicolò Bulega (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
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WSSP, anche al Teruel Round Locatelli senza limiti

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Doppietta di Andrea Locatelli nel WSSP al Teruel Round sempre più vicino al titolo mondiale

Non ci sono più parole ormai per definire la marcia trionfale di Andrea Locatelli che, con la Yamaha YZF R6 di Bardahl Evan Brothers, fa doppietta anche nel Teruel Round del WSSP ed è ormai vicinissimo al suo primo titolo nel Campionato Mondiale Supersport, grazie al margine di ben settantanove punti di vantaggio su Jules Cluzel con la Yamaha della GMT94. Nella prima corsa trionfo per l’Italia visto che alle spalle di Locatelli chiude Raffaele De Rosa con la MV Agusta F3 675 ufficiale. Il campano toglie punti preziosi a Cluzel che termina solo terzo, precedendo il connazionale Lucas Mahias autore di un’ulteriore prova interlocutoria con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti.

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Jules Cluzel con la Yamaha della GMT94, principale inseguitore di Locatelli, porta a casa soltanto un terzo posto in gara 1

Mahias precede il compagno di team Philipp Oettl ed un’altra Kawasaki, quella di Manuel Gonzalez della ParkinGO team. Settimo Peter Sebestyen con la Yamaha YZF R6 del Team Toth davanti alle identiche moto di Danny Webb e di Corentin Perolari. Per quanto riguarda gli altri italiani, bel decimo posto per la MV Agusta di Federico Fuligni mentre arrivano a punti Kevin Manfredi tredicesimo con la Yamaha YZF R6 di Altogoo Racing Team e Axel Bassani con la Yamaha YZF R6 di Soradis MotoXRacing. Luigi Montella fallisce invece l’aggancio ai punti chiudendo solo diciottesimo con la Yamaha di DK Motorsport.

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Va male anche a Raffaele De Rosa con la MV Agusta F3 675 ufficiale che racimola un secondo posto in gara 1

Tra i ritirati, caduta per Isaac Vinales che quindi rientra ai box e dice addio alla gara. In seconda manche, che vede l’esclusione per problemi fisici di Hikari Okubo con la Honda CBR 600 RR di Dynavolt ed il rientro ai box di Montella prima del via, Cluzel prende il comando e lo mantiene per tre giri, ma poi entra in collisione con De Rosa. Il francese rimane sul terreno e avrà bisogno delle cure dei medici, mentre De Rosa riparte salvo poi rientrare dopo un paio di giri ai box, constatata l’impossibilità di recuperare sui migliori.

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Un secondo e un quarto posto per il costante Lucas Mahias con la Kawasaki ZX-6R di Puccetti

In quella si ritira anche Can Oncu con la Kawasaki ZX-6R del team nazionale turco, alle prese con una moto difficile da controllare. Locatelli comanda deciso fino alla bandiera a scacchi, mentre al secondo posto si piazza Mahias tenendo a debita distanza Vinales e Oettl. Il tedesco tenta di regalare al team Puccetti una doppietta sul podio, ma per soli trentadue millesimi è Vinales ad assicurarsi il bronzo. Soddisfazioni per la Kallio Racing vengono anche da Hannes Soomer che chiude quinto con una gara solida, precedendo Sebestyen.

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Caduto in prima manche Isaac Vinales è terzo nella gara conclusiva del weekend

Continua a non ottenere quanto vorrebbe Perolari che chiude settimo davanti a Gonzalez e al sudafricano Steven Odendaal con la Yamaha YZF R6 di EAB Ten Kate. A completare la Top Ten il veterano Webb. Due soli gli italiani al traguardo oltre la Top Ten, entrambi a punti: sono Bassani tredicesimo e Fuligni quattordicesimo. L’unica donna in gara, Maria Herrera, è solo diciassettesima con la Yamaha YZF R6 di Altogoo. Tempo due settimane e il WSSP torna in gara con il Catalunya Round, forse già decisivo per l’assegnazione del titolo 2020.

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WSBK, nel Teruel Round fuga di Rea nel weekend di Rinaldi

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Eccezionale weekend WSBK nel Teruel Round dove l’Indipendente Michael Ruben Rinaldi con la Ducati Panigale V4 R di Barni Racing agguanta un primo e un secondo posto

Jonathan Rea sembra avviato verso la fuga decisiva verso l’ennesima conferma del titolo WSBK. Il Teruel Round vede l’inglese artigliare un secondo posto ed una vittoria, mentre Scott Redding con la Ducati Panigale V4 R ufficiale perde punti preziosissimi in prima manche cadendo. E dire che la prima gara regala comunque grandi emozioni agli appassionati italiani, con la prima vittoria dell’Indipendente Michael Ruben Rinaldi con la Ducati Panigale V4 R di Barni Racing. Una vittoria ottenuta sempre al comando della corsa, arginando perfettamente Rea che, dopo la caduta di Redding, non si danna particolarmente l’anima.

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Un primo e un secondo posto come per Rinaldi anche per Jonathan Rea con la Kawasaki ufficiale

Al terzo posto la seconda Ducati ufficiale pilotata da un buon Chaz Davies, che contiene le Yamaha YZF R1 ufficiali di Michael Van der Mark e di Toprak Razgatlioglu. Poteva forse fare meglio Alex Lowes con la seconda Kawasaki ZX-10 RR ufficiale, solo sesto davanti alla Honda CBR 1000 RR di Leon Haslam che resiste agli attacchi della Bmw S1000 RR di Eugene Laverty e della Yamaha YZF R1 di Federico Caricasulo, che intasca il secondo posto tra gli Indipendenti precedendo anche la seconda Bmw ufficiale di Tom Sykes.

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Terza piazza in gara 1 per la seconda Ducati ufficiale di Chaz Davies che dovrà ritirarsi nella manche finale

Il podio degli Indipendenti lo completa il compagno di team di Caricasulo, Garrett Gerloff con la seconda Yamaha YZF R1 della GRT, tenendo alle spalle la Yamaha YZF R1 Ten Kate di Loris Baz e la Kawasaki ZX-10 RR Puccetti di Xavi Fores. Due punti per l’esordiente Matteo Ferrari con la Ducati Panigale V4 R di Motocorsa, mentre Marco Melandri entra nella lista dei ritiri per problemi tecnici dopo soli sei giri con la seconda Ducati di Barni Racing; identica sorte anche per la Ducati del francese Sylvain Barrier della Brixx Performance.

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Un quarto e un settimo piazzamento è il bottino della Honda CBR 1000 RR di Leon Haslam

Oltre a Redding, a terra anche la Honda ufficiale di Alvaro Bautista. Redding si riscatta vincendo la Superpole Race davanti a Rea e Rinaldi che si conferma ad alti livelli, ma si tratta di un fuoco di paglia. La seconda manche vede l’iniziale supremazia di Redding che comanda per i primi cinque giri, ma al sesto ritorna al comando Rinaldi. Intanto Davies saluta il gruppo cadendo. Il sogno di una doppietta italiana dura nove giri, dopodiché Rea impone la sua legge, va in testa e ci rimane fino alla bandiera a scacchi precedendo Rinaldi e Redding.

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Scott Redding con la Ducati Panigale V4 R ufficiale perde punti preziosissimi cadendo nella prima manche recuperando con il terzo posto di gara 2

Ora, l’inglese della Kawasaki vanta trentasei punti di vantaggio nella classifica del Campionato Mondiale Superbike nei confronti del connazionale della Ducati. La seconda manche del Teruel Round registra il riscatto di Haslam che con la Honda ufficiale chiude quarto; era da tempo che il figlio del mitico Ron e la casa giapponese non arrivavano tanto in alto. Lowes è quinto tenendo alle spalle le Yamaha ufficiali di Van der Mark e Razgatlioglu; il turco, malgrado la cattiva performance, si mantiene al terzo posto in classifica di campionato.

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Una decima piazza e un ritiro per Tom Sykes con la Bmw ufficiale

Podio degli Indipendenti completato dalle Yamaha YZF R1 di Baz e Caricasulo, che ha la meglio nel duello “fratricida” col compagno di team Gerloff. La pattuglia italiana raccoglie punti anche con Melandri dodicesimo e con Ferrari che si conferma quattordicesimo precedendo la Kawasaki Outdo di Roman Ramos. Diversi i ritirati: Sykes rientra ai box prima del via, mentre Bautista scivola di nuovo, riparte attardatissimo per poi tornare in pit-lane.

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Weekend non troppo felice per Toprak Razgatlioglu che sperava in posizioni di maggiore riguardo

Anche Barrier alle prese con una Ducati poco competitiva è costretto al ritorno ai box. Per il WSBK inizia già il rush finale e tra due settimane ci sarà il Catalunya Round, gara forse determinante per capire l’evoluzione del confronto Rea-Redding.

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WSBK, ad Aragon tira e molla tra Rea e Redding

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Scott Redding esulta per la vittoria della prima gara WSBK in programma all'Aragon Round

Dopo la perentoria marcia trionfale di Portimao, la rincorsa di Jonathan Rea all’ennesimo titolo WSBK conosce una sia pur parziale frenata. Nel round spagnolo di Motorland Aragon, in prima manche è trionfo Ducati con le Panigale V4 R di Scott Redding e Chaz Davies che realizzano un esaltante uno-due. Alla Kawasaki ZX-10 RR di Rea, che pure comanda le prime sette tornate, resta solo il gradino più basso del podio.

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Chaz Davies con la Ducati Panigale V4 R occupa il secondo gradino del podio

Festa Ducati completata dal quarto posto con vittoria tra gli Indipendenti per Michael Ruben Rinaldi, che si prende il lusso di precedere le Yamaha YZF R1 ufficiali di Michael Van der Mark e di Toprak Razgatlioglu. Un’altra YZF R1 la pilota Loris Baz che è settimo assoluto e secondo tra gli Indipendenti precedendo la Kawasaki ZX-10 RR Puccetti di Xavi Fores e la Yamaha YZF R1 GRT di Federico Caricasulo. Completa la Top Ten la deludente Honda CBR 1000 RR di Leon Haslam.

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Evoluzione di Jonathan Rea con la Kawasaki ZX-10 RR che al terzo posto di gara 1 fa seguire le vittorie in Superpole e gara 2

Precede altre due Ducati Panigale V4 R indipendenti, quella Motocorse Racing di Leandro Mercado e quella Brixx di Sylvain Barrier. A punti anche Roman Ramos sulla Kawasaki ZX-10 RR di Outdo, un deludente Marco Melandri con la Ducati Panigale V4 R di Barni e Takumi Takahashi al primo punto con la Honda CBR 1000 RR di MIE Racing Althea. Nulla da fare per Lorenzo Gabellini che chiude diciassettesimo e ultimo alle spalle della Bmw S1000 RR di Eugene Laverty caduto già nelle fasi di pre-griglia.

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Michael Ruben Rinaldi decisamente il migliore tra gli Indipendenti

Caduta e ritiro anche per Alex Lowes con la seconda Kawasaki ZX-10 RR ufficiale e per Alvaro Bautista con la Honda ufficiale, Tom Sykes invece riprende la strada dei box per noie tecniche così come Maximilian Scheib con la Kawasaki ZX-10 RR di Orelac. Nella Superpole Race Rea ristabilisce parzialmente le distanze, precedendo Redding; completa il “podio” Van der Mark. Si arriva quindi alla manche di gara decisiva, che vede Rea amministrare bene la posizione di partenza, passare subito in testa e restarvi fino alla bandiera a scacchi.

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Michael Van der Mark

Per Redding gara non molto buona, chiusa al quarto posto; “salva” l’onore Ducati Davies che chiude secondo con un ritardo di un secondo e due decimi. In questa manche riscatto Honda con Bautista che artiglia il terzo posto. Tra gli Indipendenti ancora vittoria per Rinaldi, quinto assoluto ed ancora migliore rispetto a Van der Mark. Anche Haslam progredisce rispetto alla prima manche ed è settimo, davanti a Razgatlioglu, Lowes e Garrett Gerloff che dopo la caduta della prima manche si riscatta ampiamente con la Yamaha YZF R1 GRT: oltre a completare la Top Ten, secondo posto tra gli Indipendenti davanti a Fores.

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Alvaro Bautista

Ancora briciole per le Bmw con Sykes dodicesimo e Laverty quattordicesimo; tra di essi si piazza Caricasulo, quarto tra gli Indipendenti che perdono per cadute Baz e Ramos, mentre Melandri si ferma per noie tecniche. La zona punti la completa un discreto Scheib, precedendo senza troppa fatica Barrier; per l’Aprilia RSV4 1000 della Nuova M2 Racing nessuna fortuna, con Christophe Ponsson solo diciassettesimo dopo essere caduto poco dopo il via della prima manche.

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Xavi Fores

Disastro per la MIE Racing Althea con Takahashi diciottesimo e Gabellini diciannovesimo ed ultimo. La gara di Motorland Aragon segna la separazione tra la MIE Racing e la Althea, che vanta tra i suoi meccanici il protagonista del CIVS Luca Partigliani. Nella classifica di Campionato Mondiale Superbike, Rea è ancora leader ma Redding resta a soli dieci punti di distanza. Appena sette giorni e la WSBK torna in campo di nuovo al Motorland Aragon, per il round di Teruel, che segna l’inizio del “girone di ritorno” di questa stagione 2020 della Superbike.

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GT Endurance, Imola porta bene alla Ferrari di AF Corse

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La partenza del GT Endurance di Imola con in testa la Ferrari 488 GT3 #71 di Giorgio Roda, Alessio Rovera e Antonio Fuoco, la stessa che passerà per prima sotto la bandiera a scacchi

Inizio di un mese intenso per le operazioni del Campionato Italiano GT Endurance. Dopo la timida partenza del Mugello, a Imola si registra un limitato aumento di equipaggi al via con diciotto partenti. Il meteo incerto complica i piani di molti team, ma alla fine il tempo si rivelerà clemente.

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Piazza d’onore per la Lamborghini Huracan curata da Vincenzo Sospiri Racing e pilotata dai giovani Tuomas Tujula, Danny Kroes e Frederik Schandorff

In una gara molto lineare, è la AF Corse a fare bottino pieno con la Ferrari 488 GT3 di Giorgio Roda, Alessio Rovera e Antonio Fuoco, che infligge un distacco di oltre quarantacinque secondi alla Lamborghini Huracan curata da Vincenzo Sospiri Racing e ben pilotata dai giovani Tuomas Tujula, Danny Kroes e Frederik Schandorff. Al terzo posto, la Ferrari 488 GT3 nero-rossa che la Easy Race affida all’ottimo terzetto composto da Matteo Greco, Mattia Michelotto e dall’americano di origini asiatiche Sam Hudspeth, “cresciuto” nell’agguerrita cornice del Ferrari Challenge.

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Bronzo per la Ferrari 488 GT3 nero-rossa che la Easy Race affida a Matteo Greco, Mattia Michelotto e Sam Hudspeth

La 488 Easy Race vincente nella classe Pro Am impegna più volte duello nell’arco della gara con la Ferrari 488 GT3 di Daniele Di Amato e Alessandro Vezzoni, poi giunta solamente quinta pagando dazio anche alla Bmw M6 GT3 che la Bmw Team Italia fornisce al capitolino Stefano Comandini, al rapido tedesco Marius Zug e ad un “big” quale Bruno Spengler, nelle ultime stagioni grande protagonista del DTM.

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La Bmw M6 GT3 di Stefano Comandini, Marius Zug e Bruno Spengler

La Vincenzo Sospiri Racing raccoglie soddisfazioni anche con Steven Aghakhani, Raffaele Giammaria e Leonardo Pulcini che terminano sesti assoluti davanti all’Audi R8 ufficiale di Riccardo Agostini, Daniel Mancinelli e Vito Postiglione. Ultime tre posizioni della Top Ten occupate dalle Porsche, con Alfred Renauer e Ralf Bohn ottavi sulla 911 della Precote Herbert, stessa squadra di Robert Renauer e Daniel Allemann noni.

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Giunge settima al traguardo l’Audi R8 ufficiale di Riccardo Agostini, Daniel Mancinelli e Vito Postiglione

Decimo posto per l’equipaggio Ebimotors formato da Paolo Venerosi Pesciolini, Alessandro Baccani e dal veloce lucchese Riccardo Pera. La presenza delle vetture GT4 è sparuta. Nella Pro-Am trionfo per la Porsche 718 Cayman di Riccardo Pera, senza sosta da un sedile all’altro, Sabino De Castro e Paolo Gnemmi che forti di una buona performance corale ottengono anche il dodicesimo posto assoluto, alle spalle della Ferrari 488 GT3 di Simon Mann e Matteo Cressoni.

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Nella classe GT4 AM vittoria della Mercedes AMG GT4 di Luca Magnoni e Tobia Zarpellon

Nella classe GT4 AM, debutto vincente per Tobia Zarpellon che anestetizza l’amarezza per il ritiro nella prima manche del Mini Challenge guidando magistralmente la Mercedes AMG GT4 divisa con il “boss” della Nova Race Luca Magnoni. La squadra varesina schiera anche il bresciano Claudio Formenti che con Filippo Manassero e Mario Minella sono terzi in classe GT4 AM alle spalle della Cayman di Alberto De Amicis, Mattia Di Giusto e Andrea Marchi.

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Nella Pro-Am trionfo per la Porsche 718 Cayman di Riccardo Pera e Sabino De Castro e Paolo Gnemmi

Unico equipaggio ritirato quello Imperiale Racing formato da Giovanni Venturini, Alex Frassineti ed Emanuele “Kikko” Galbiati; quest’ultimo dopo pochi giri va largo alla Variante Alta, pizzicando il posteriore sulle barriere e staccando l’alettone; la Huracan finirà poi la sua inesorabile corsa nella sabbia della Rivazza. L’appuntamento con il GT Endurance per il penultimo weekend di settembre a Vallelunga per quella che sarà la penultima prova di Campionato.

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