MotoGP, Binder e KTM sorprendono a Brno

Il round di Brno della MotoGP va agli archivi riservando grandi sorprese, che purtroppo il pubblico non ha potuto gustare a causa delle “porte chiuse” dettate dalle norme anti-Covid. Già nelle prove ufficiali, spicca la pole di Johann Zarco, in crescita costante con la Ducati di Reale Avintia, ex “cenerentola” dei team Ducati nella classe regina. Il francese dimostra di essere tornato ai livelli di tre anni fa, e per tutta la durata della gara rimane costantemente in lotta per la vittoria. Alla fine, però, arriva il vincitore che non ti aspetti, alla guida di una moto che mai prima di oggi era riuscita ad affacciarsi in zona podio.

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Franco Morbidelli con la Yamaha di Petronas SRT non riesce ad andare oltre la piazza d’onore (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Stiamo parlando del sudafricano Brad Binder che con la Ktm ufficiale realizza l’impresa, battendo il nostro Franco Morbidelli con la Yamaha di Petronas SRT e lo stesso Zarco che comunque raccoglie applausi e festeggia la ritrovata competitività dopo una crisi apparentemente senza fine. Unica pecca per Zarco, gli eccessi di bagarre con Pol Espargaro che hanno portato alla caduta dell’iberico facendo sfumare una possibile “doppietta sul podio” per le moto arancio-nere. Per Binder è la prima vittoria nella MotoGP, dopo il titolo Moto3 nel 2016 ed anni altalenanti in Moto2.

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Johann Zarco, nonostante la bagarre con Pol Esparagro, termina al terzo posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Dopo i trionfi di Kork Ballington -c’erano ancora l’Apartheid, la “Repubblica Sudafricana” e il compianto regista Gordon Vorster girava il bellissimo “La Quinta Stagione”, film strappalacrime ambientato nel Motociclismo sportivo…- il Sudafrica ritrova un pilota in grado di lottare per grandi traguardi. Che la gara di Brno sia la corsa degli outsiders, lo dimostra il quarto posto di Alex Rins su Suzuki Ecstar. L’iberico sembrava in seria difficoltà dopo il doppio weekend di Jerez, ed invece rieccolo nelle posizioni di vertice, pronto ad occupare lo spazio lasciato vuoto -almeno per ora- da Marc Marquez che rischia seriamente di dover abdicare dopo anni di trionfi.

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Valentino Rossi, pur viaggiando con tempi di tutto rispetto, non va oltre la quinta piazza (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Leader di campionato con un bel margine di 17 punti rimane Fabio Quartararo, nonostante abbia racimolato solo il settimo posto con la Yamaha Petronas SRT, preceduto anche da un ottimo Valentino Rossi, quinto, e da Miguel Oliveira che conferma, gara dopo gara, i progressi delle KTM curate da Herve Poncharal. Nella Top Ten troviamo anche un super Takaaki Nakagami che è il migliore con le Honda del team di Lucio Cecchinello, surclassando Cal Crutchlow che porta a casa un deludente tredicesimo posto, forse retaggio dell’infortunio di Jerez, Jack Miller che comunque non brilla con la Ducati di Pramac Racing ed Aleix Espargaro che riporta in alto le Aprilia dopo una serie di gare sfortunatissime.

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Fabio Quartararo, nonostante abbia racimolato solo il settimo posto, è sempre al comando della classifica del Motomondiale (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Per l’iberico la soddisfazione di avere sconfitto sul campo i nostri Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci con le Ducati ufficiali, davvero in crisi sul caldo asfalto ceco. In una giornata carica di sorprese, a chiudere la zona punti trovi due piloti che non ti aspetti: Maverick Vinales solo quattordicesimo con la Yamaha ufficiale -per fortuna che il fratello Isaac a Portimao ha saputo salvare l’onore di famiglia con il podio in Gara 2 Supersport…- ed Alex Marquez che continua a soffrire la Honda ufficiale. La decisione di metterlo subito a fianco del fratellone Marc nel 2020 si è rivelata azzardata: Alex deve innegabilmente mettere insieme molta più esperienza.

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Grande quarto posto di Alex Rins con la Suzuki Ecstar (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)

Fuori dai punti troviamo Tito Rabat che non riesce a progredire come Zarco, Bradley Smith assolutamente fuori forma con la seconda Aprilia e Stefan Bradl, chiamato al posto di Marc Marquez pressoché in extremis e purtroppo non in grado di sfruttare al meglio la potente moto giapponese, complice la lunga inattività. Ed ora, la doppia trasferta di Zeltweg, che potrebbe riservare ulteriori sorprese in una MotoGP mai così incerta come in questa disgraziata stagione.

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