Franco Girolami con la Honda Civic si mette subito in evidenza nelle prime fasi della prima manche del TCR Italy a Misano Adriatico
Schieramento da record per il TCR Italy Touring Car Championship per il round di Misano Adriatico. Già in prima manche Franco Girolami scatta in testa con la Honda Civic di MM Motorsport, ma alle sue spalle comincia una bagarre spesso sopra le righe. Sabatino Di Mare, in lotta per la supremazia tra le TCR DSG, sbanda prima della Misano e viene colpito dalla Cupra Leon di Raffaele Gurrieri, costretto al ritiro. Immediata la neutralizzazione, al nuovo via si mette in mostra il neo-acquisto britannico della MM Motorsport, Jack Young, che insidia le Hyundai i30 N TCR di Nico Baldan e Antti Buri. Alla Quercia Damiano Reduzzi con la Hyundai i30 N TCR di Trico viene spinto nella sabbia dall’identica vettura del macedone Igor Stefanovski, di lì a poco costretto allo stop. Frattanto il campione in carica Salvatore Tavano con la Cupra Leon ufficiale se la deve vedere con il ceco Dusan Kouril jr, a bordo della Hyundai i30 N TCR della K2 Engine.
Denis Babuin con la Cupra Leon è il vincitore di entrambe le gare tra le DSG
Grosso brivido poi per Matthias Vahtel che compie una sbandata a tutta velocità con la sua Honda Civic, mantenendo a stento il controllo. Peggio va a Matteo Poloni che con l’Audi RS3 LMS tocca duramente Federico Paolino alla prima curva. Fortunatamente il piemontese riesce a controllare il testacoda della Cupra Leon ufficiale senza urtare nessuno. Young intanto si fa da parte mentre per rimuovere alcuni detriti entra di nuovo la Safety Car. Dopo la ripartenza niente turba più l’ordine della gara con Girolami che vince davanti alle Hyundai i30 N TCR di Buri e Baldan. Kevin Ceccon completa l’ottima prova corale Hyundai con il quarto posto sull’esemplare di Aggressive Team, mentre quinto con l’Audi RS3 LMS è Eric Brigliadori. Tra le DSG, doppietta Cupra Leon con Denis Babuin ancora vincente ai danni di Sabatino Di Mare, riuscito a riprendersi dall’incidente iniziale. Omar Fiorucci su Audi RS3 LMS completa il podio davanti alla Cupra Leon di Giorgio Fantilli.
Antti Buri si aggiudica il primo gradino del podio assoluto di gara 2
In seconda manche subito fuori gioco Ettore Carminati con la Hyundai i30 N TCR, vittima di un testacoda dopo il Tramonto con annesso urto alle barriere. Entra subito la Safety Car e alla ripartenza Buri brucia il primo leader Reduzzi, poi sanzionato con un Drive Through per un’infrazione al via. Tavano e Young ingaggiano un’aspra bagarre così come Stefanovski e Vahtel. Anche tra le DSG si inasprisce la lotta per la supremazia tra Babuin e Di Mare. In ombra Girolami che poi getta la spugna dopo una digressione sull’erba all’ultima curva, forse favorita da una foratura. La lotta tra Paolino e Poloni vive il suo “secondo round” alla Quercia. Stavolta è il piemontese a mandare in testacoda Poloni, il quale viene anche colpito dalla Honda Civic FK7 di Jonathan Giacon, che riesce a stento a proseguire. Nel finale di gara Baldan mette sotto pressione Young che all’ultimissima curva va largo consentendo al rodigino di portarsi secondo, alle spalle di un Buri già a distanza di sicurezza.
Il podio di gara 2 delle DSG con Denis Babuin, Sabatino Di Mare e Marco Butti
Young si deve accontentare del “bronzo”, mentre Ceccon e Brigliadori si confermano rispettivamente quarto e quinto. Da notare l’ottimo settimo posto di Riccardo Romagnoli con la Volkswagen Golf GTI di Proteam Motorsport, una vettura in continuo progresso grazie all’ottimo lavoro del team di Valmiro Presenzini. Penalizzati per eccessi di bagarre Paolino e Tavano che così arretrano rispettivamente al decimo e sedicesimo posto finale. In grande spolvero i concorrenti della classe DSG. Babuin, vincitore di categoria, è undicesimo assoluto ma non sfigura nemmeno Di Mare che con la Cupra Leon di DMP Motors è tredicesimo, alle spalle tra l’altro di Gurrieri. Completa il podio della classe DSG la Volkswagen Golf GTI di Marco Butti, costretto al ritiro in prima manche, quindi seguono Fiorucci e Fantilli. Per la serie TCR Italy pausa brevissima, si torna in scena già l’ultimo weekend di giugno a Vallelunga.
La partenza di gara 1 del Bmw M2 CS Racing Cup a Misano Adriatico con in testa Marco Pellegrini Anatrella che poi chiuderà al secondo posto
Secondo round stagionale per la Bmw M2 Racing Cup sul circuito di Misano Adriatico e ancora notevoli emozioni da parte del gruppo di quindici auto al via. In prima manche comanda a lungo Marco Pellegrini Anatrella. L’ex-protagonista del TCR Italy dirige le operazioni fino al tredicesimo giro, quando viene sopraffatto da Gustavo Sandrucci. Il viterbese, dominatore delle ultime tre edizioni del Mini Challenge, conquista l’ennesimo successo con un margine di otto decimi su Pellegrini Anatrella e nove su Filippo Maria Zanin, ancora debilitato dall’infortunio subito qualche mese fa al Mugello.
L’arrivo vittorioso di Gustavo Sandrucci in gara 1
Ai piedi del podio, uscito di scena Matteo Davenia a tre giri dalla fine, chiude Kevin Giacon davanti a Stefano Stefanelli e all’ex-Formula 2000 Marco Zanasi. Il pugliese Luigi Ferrara della V-Action chiude settimo davanti a Maurizio Losi con la M2 della AutoVanti. Massimo Zanin e il polivalente Andrea Modanesi della V-Action completano la Top Ten, approfittando della penalità di dieci secondi che relega Alex Caffi al tredicesimo posto, dietro al bravo Jimmy Ghione. In seconda manche la pista è ancora umida a causa della pioggia abbattutasi su Misano durante la gara del GT Sprint e non parte Massimiliano Provasi, vittima di un incidente in prima manche.
Podio di gara 1 con Gustavo Sandrucci, Marco Pellegrini Anatrella e Filippo Maria Zanin
Lorenzo Marcucci, subentrato a Losi, capitalizza la pole position ottenuta grazie all’inversione delle prime otto posizioni della prima manche e si isola in vetta, tenendo a debita distanza Giacon. Ghione si fa da parte dopo quattro giri e, dopo otto tornate, rientra ai box Giampiero Cristoni. Con la M2 assistita tra gli altri dal protagonista di CIVM e Mini Challenge Tobia Zarpellon Marcucci non ha rivali, mentre per il secondo posto emerge in extremis Zanin che si porta in seconda posizione proprio all’ultimo giro, sorprendendo Giacon. Stavolta Sandrucci non è incisivo sulla pista bagnata e chiude al quarto posto, posizione detenuta per l’intera durata della gara.
Podio di gara 2 con Lorenzo Marcucci, Filippo Maria Zanin e Kevin Giacon
Quinti e sesti giungono rispettivamente Alessandro Brigatti e Luca Lorenzini, subentrati rispettivamente a Davenia e Stefanelli. Settimo Zanasi davanti a Fabio Francia, mentre Pellegrini Anatrella, in crisi sul bagnato, chiude nono davanti a “Fax” e Massimo Zanin. In classifica di campionato Sandrucci è leader con 62 punti, secondo con nove punti di distacco è Filippo Maria Zanin mentre terzi a trentaquattro punti sono Fabio Francia e Luigi Ferrara. Prossima gara al Mugello il primo weekend di luglio; sarà la prima delle due “sortite” della BMW M2 Racing Cup in Toscana in questo 2021.
Jack Miller emerge con la Ducati ufficiale aggiudicandosi la tappa di Le Mans di MotoGP (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
La MotoGP torna in Francia sulla pista di Le Mans dopo soli sette mesi e come da tradizione dispensa enormi emozioni. Ci si aspetta scintille dal confronto tra Fabio Quartararo, ancora leader di Campionato con la sua Yamaha nonostante i problemi al braccio, e il nostro Francesco Bagnaia con la Ducati ufficiale. Dopo soli cinque giri di gara con pista asciutta, il circuito della Sarthe è interessato da un pesante rovescio di pioggia, che costringe tutto il gruppo -salvo il campione in carica Joan Mir caduto con la sua Suzuki Ecstar- a rientrare in pit-lane per sostituire la moto.
La piazza d’onore va a Johann Zarco con la Ducati di Pramac Racing (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
La corsa si rivela difficile anche per altri “big” spagnoli, con due cadute a testa per Marc Marquez con la Honda ufficiale e per Alex Rins con la seconda Suzuki Ecstar. Gli equilibri espressi dalle prime gare stagionali vengono naturalmente meno e Jack Miller emerge con la Ducati ufficiale, seguito a ruota da Johann Zarco con la Ducati di Pramac Racing. Zarco, tornato ormai ad un altissimo livello di competitività, fa sognare il pubblico francese costretto a seguire la gara in tv per le restrizioni sanitarie, ma alla fine è costretto ad accontentarsi della piazza d’onore dietro un Miller nuovamente molto competitivo.
Completa il podio Fabio Quartararo con la Yamaha, ancora leader di Campionato (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Alle spalle di Miller e Zarco passa quasi in secondo piano il confronto tra Quartararo e Bagnaia, che pure assegna il gradino più basso del podio. E’ il transalpino a spuntarla, emergendo dunque dal round della Sarthe come leader del Motomondiale con un solo punto di vantaggio su “Pecco”, dodici su Zarco e sedici su Miller. La corsa francese riporta in auge dopo un lungo periodo difficile il ternano Danilo Petrucci, capace di conquistare un bel quinto posto con la Ktm del team Tech3. Petrucci si conferma ad alti livelli sul bagnato e costringe le Honda del team di Lucio Cecchinello a chiudere alle sue spalle.
Assaggio di asfalto francese per Marc Marquez con la Honda ufficiale (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Segnali di crescita per Alex Marquez che salva l’onore di famiglia col sesto posto. Non male nemmeno Takaaki Nakagami che, pur disorientato dai cambi moto, strappa la settima posizione precedendo la superstite Honda ufficiale di Pol Espargaro. Un po’ di gloria anche per il basco Iker Lecuona che completa il successo della Tech3 con il nono posto, suo miglior piazzamento in carriera ottenuto davanti a due “big” quali Maverick Vinales e Valentino Rossi.
Torna in auge Danilo Petrucci che conquista un bel quinto posto con la Ktm del team Tech3 (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Per il “Dottore” una manciata di punti in una gara purtroppo priva di mordente, nemmeno la pioggia ha saputo galvanizzare il pluricampione pesarese che sul traguardo precede il fratellastro Luca Marini, non male con la Ducati gestita a metà tra il team Sky VR46 e la Avintia Racing. Anche il secondo pilota del team spagnolo, il portacolori del Motoclub Spoleto Enea Bastianini, riesce a guadagnare punti col quattordicesimo posto, alle spalle della superstite Ktm ufficiale del sudafricano Brad Binder, in crisi sul bagnato e demoralizzato dal ritiro per caduta del compagno di team Miguel Oliveira.
Segnali di crescita per Alex Marquez che salva l’onore di famiglia col sesto posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Completa la zona punti Tito Rabat. Il “veterano” della bassa classifica della MotoGp non riesce purtroppo ad emergere nemmeno con la Ducati di Pramac Racing che invece Zarco e Jorge Martin fanno volare, disputando una corsa “di sopravvivenza” sul bagnato e badando solo a vedere la bandiera a scacchi. A chiudere la classifica Franco Morbidelli, subito a terra con la Yamaha di Petronas SRT e quindi costretto ad una lunga sosta ai box costatagli quattro giri. Tra i ritiri, da segnalare la sfortuna enorme delle Aprilia con Aleix Espargaro e Lorenzo Savadori fermati entrambi da cedimenti meccanici. Un peccato, sul bagnato non stavano affatto sfigurando.
Gara NO anche per le Suzuki, out sia con Alex Rins -nella foto- che con Joan Mir (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Una breve pausa e quindi la MotoGP sbarcherà in Italia, sul circuito del Mugello che, dopo un anno di stop causa lockdown, tornerà ad ospitare il GP nazionale. La gioia per il ritorno della storica corsa toscana viene però smorzata dalla decisione degli organizzatori di disputare l’evento “a porte chiuse” per ragioni di sicurezza. Sfuma così per gli appassionati la possibilità di seguire la lotta tra Quartararo e le Ducati per la supremazia. La speranza è che nel round settembrino di Misano Adriatico la situazione consenta un ritorno, anche contingentato, degli spettatori in tribuna.
Raul Fernandez esulta per la vittoria in Moto2 a Le Mans (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Nuovo capitolo a Le Mans del duello per il titolo Moto2 tra Raul Fernandez e Remy Gardner, davvero imprendibili con le Kalex del team Red Bull Ktm Ajo. In Francia è Fernandez a spuntarla con un secondo e quattro decimi di margine sul figlio d’arte australiano. Gardner si mantiene al comando della classifica mondiale, ma con un solo punto di vantaggio su Fernandez.
Secondo gradino del podio per Remy Gardner (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Resta ancora in corsa, staccato di diciassette punti dall’australiano, anche Marco Bezzecchi che, con la Kalex del team di Valentino Rossi, conquista il terzo posto dopo avere domato nel finale di gara l’ottimo Tony Arbolino, quarto con la Kalex della Liqui Moly Intact GP. Per il “runner up” della Moto3 2020 è il miglior piazzamento stagionale fino ad ora.
Ottimo terzo posto per Marco Bezzecchi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Anche il round di Le Mans è un dominio delle Kalex con otto esemplari a transitare nell’ordine sotto la bandiera a scacchi, ma si registrano alcuni inserimenti di “comprimari” in alta classifica. Tra questi Bo Bendsneyder che, con la moto di Pertamina Mandalika SAG Team, è quinto davanti al team-mate di Arbolino Marcel Schrotter e al portacolori dell’Honda Team Asia Idemitsu Ai Ogura.
Tony Arbolino sfiora il podio ma pur sempre un bel quarto posto (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Ottavo Fabio Di Giannantonio e per il pilota del team Gresini è un piazzamento che fa male, il suo ritardo su Gardner in campionato sale a ventinove punti. A spezzare il dominio Kalex è il veterano romano Simone Corsi che, con la MV Agusta di Forward Racing chiude nono davanti alla Boscoscuro di Jorge Navarro. Un’altra soddisfazione per i nostri colori la regala Nicolò Jarod Bulega che, con la seconda Kalex del team Gresini, è undicesimo e ultimo degli italiani a punti.
Fabio Di Giannantonio (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Falliscono l’aggancio alla Top 15 infatti Lorenzo Baldassarri, diciassettesimo con la seconda MV Agusta; Celestino Vietti Ramus che sconta una long lap penalty con la seconda Kalex del team di Valentino Rossi e chiude diciannovesimo; infine il giovane Tommaso Marcon che chiude ventesimo con la terza MV Agusta di Forward Racing, badando comunque a raccogliere utile esperienza.
Simone Corsi con la MV Agusta di Forward Racing chiude nono (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Peggio va a Stefano Manzi, finito a terra dopo pochi giri con la Kalex di Flexbox HP 40, destino comune a quello di Sam Lowes che in tal modo arretra al quarto posto in classifica generale. Il circuito della Sarthe si rivela oltremodo infido e, pur con pista ancora perfettamente asciutta, sono diversi a provare la durezza dell’asfalto complice un manto stradale m molto infido.
Nicolò Jarod Bulega con la seconda Kalex del team Gresini è undicesimo e ultimo degli italiani a punti (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Alla fine sono solo venti le moto al traguardo, alla luce anche della squalifica che colpisce l’ex-iridato Moto3 Lorenzo Dalla Porta con la Kalex di Italtrans Racing, a causa di una infrazione tecnica. Ora, occhi puntati sulla tappa italiana di Moto2 al Mugello, pista sulla quale si spera in un rilancio delle quotazioni di Bezzecchi e Di Giannantonio nella corsa alla successione ad Enea Bastianini.
Il podio della Moto3 a Le Mans con Sergio Garcia, Filip Salac e Riccardo Rossi (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Sulla pista di Le Mans, resa molto umida da condizioni meteo altalenanti, si infrange la marcia trionfale in Moto3 di Pedro Acosta, costretto ad inseguire dopo una caduta che lo coinvolge assieme a Jaume Masia nelle prime battute di gara. Lo spagnolo della Red Bull Ktm Ajo comunque non si dà per vinto e riesce a limitare decentemente i danni, chiudendo ottavo e mantenendo comunque un margine di vantaggio di cinquantaquattro punti su Sergio Garcia, emerso vincitore con la GasGas. Una conferma della grande competitività della nuova moto iberica, capace di inserirsi già nella stagione di esordio nella “bagarre” tra Honda e Ktm.
La partenza della Moto3 a Le Mans (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
E dire che la GasGas fino allo scorso anno era nota solo per il suo immenso palmares nel Trial. Il bagnato di Le Mans consente ad alcuni comprimari di volare alto. E’ il caso di Filip Salac che, con la Honda di Rivacold Snipers, chiude secondo a due soli secondi di ritardo da Garcia. Per il ceco è una delle migliori gare di sempre. Il weekend transalpino rimarrà però scolpito nella memoria di Riccardo Rossi che, con la Ktm di BOE Owlride, indovina l’assetto e realizza la gara della vita salendo sul gradino più basso del podio. Fin qui Rossi aveva collezionato una lunga serie di arrivi fuori dai punti ma forse a Le Mans è arrivato il momento della svolta.
Dopo Rossi, il migliore della pattuglia tricolore è Romano Fenati, decimo al traguardo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Rossi termina davanti ad un “big” quale l’inglese John McPhee finalmente riuscito ad arrivare in fondo con la Honda di Petronas Sprinta dopo una sequenza incredibile di cadute. Sul bagnato i distacchi sono molto più elevati e manca il classico “trenino” che caratterizza le prove della Moto3. Basti pensare che Ayumu Sasaki, quinto con la Ktm di Tech3, accusa quattordici secondi di ritardo dal vincitore, e Adrian Fernandez, che regala al team di Max Biaggi grandi soddisfazioni chiudendo sesto con la Husqvarna, lamenta un distacco di ben ventisette secondi. Fernandez piega in volata la Honda Leopard Racing di Xavier Artigas, ma probabilmente con un giro in più entrambi sarebbero stati “divorati” da uno scatenatissimo Acosta.
Interrotta da questa caduta marcia trionfale in Moto3 di Pedro Acosta, comunque ottavo al traguardo (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Nono posto per Deniz Oncu con la seconda Ktm della Tech3, che precede in volata la Husqvarna di Romano Fenati, non molto soddisfatto. L’unico altro italiano ad entrare a punti nella “roulette russa” di Le Mans è Andrea Migno, undicesimo con la Honda di Rivacold Snipers. Subito fuori gioco Niccolò Antonelli, costretto a tornare ai box dopo una collisione che elimina Tatsuki Suzuki e attarda Jeremy Alcoba, poi arrivato ventiduesimo e ultimo con la Honda del team Gresini con un distacco di ben quattro giri. Fuori dai punti Stefano Nepa, diciassettesimo sulla seconda Ktm di BOE Owlride, e Dennis Foggia diciottesimo sulla Honda di Leopard Racing.
Andrea Migno è undicesimo con la Honda di Rivacold Snipers (Foto Claudia Cavalleri-Credit MotoGP.com)
Anche il francese di chiare origini italiane Lorenzo Fellon, con la superstite Honda della squadra intitolata a Marco Simoncelli, fallisce l’aggancio alla zona punti chiudendo diciannovesimo, davanti a Darryn Binder che si gioca tutto cadendo nelle battute finali con la Honda di Petronas Sprinta. Anche Kaito Toba scivola con la Ktm di CIP Green Power, riesce a ripartire ma chiude solo ventunesimo, con un giro di ritardo. Ritirato anche Carlos Tatay con la Ktm di Avintia Esponsorama, finito a terra già nei giri di pregriglia e poi vittima di problemi tecnici. Va dunque in archivio il round francese della Moto3 con mille sorprese. Ed ora occhi puntati sul Mugello, sede del prossimo round del Motomondiale -purtroppo a porte chiuse-. Per Pedro Acosta arriverà l’immediato riscatto e la ripresa della fuga, oppure la GasGas tornerà a mettergli i bastoni tra le ruote?
Nutrito ed agguerrito il gruppo della Moto3, dominato da Matteo Bertelle
Accompagnata da condizioni meteo capricciose va agli archivi la seconda doppia gara stagionale del CIV sulla pista di Misano Adriatico. Particolarmente agguerrita la PreMoto3 che vede in prima manche il “blitz” dello spagnolo Alberto Fernandez Beneite sulla 2WheelsPoliTo della Team Runner Bike. Per questo team una manche trionfale grazie anche al secondo posto di Alex Venturini ai danni della CS di Guido Pini. Seconda manche un po’ troppo movimentata causa eccessi di bagarre e l’arrivo della pioggia, con corsa sospesa dalla bandiera rossa e vittoria che va ancora a Fernandez Beneite, stavolta davanti alla BeOn di Flavio Massimo Piccolo data la penalizzazione di Pini. In tal modo il greco Vasilis Panteleakis sale sul terzo gradino del podio con la CS di AC Racing Team davanti alla 2WheelsPoliTo di Edoardo Liguori.
Il podio della PreMoto3
Nella Moto3 doppietta per Matteo Bertelle. Nella prima manche primeggia con la Ktm del Team Minimoto davanti all’identica moto di Elia Bartolini, mentre Zorba Van den Goorberg, discendente della famosa famiglia di centauri olandesi protagonisti in 250 e 500 GP negli anni ‘90, è terzo con una BeOn. Ai piedi del podio le Ktm di Andrea Giombini e Andrea Natali. In Gara 2 continua la sfortuna di Alberto Surra: già ritirato in Gara 1, deve farsi di nuovo da parte per problemi alla sua Ktm. Bertelle viene incalzato da Van den Goorbergh che alla fine è costretto ad inchinarsi per soli otto millesimi, uno dei divari più ridotti della storia della categoria. Bartolini è terzo contenendo a stento Biagio Miceli, la Ktm di Pasquale Alfano e la BeOn di Alessandro Sciarretta. Miceli non rispetta però i limiti della pista e subisce un secondo di penalità che lo arretra al sesto posto.
I mattatori della Moto3: Elia Bartolini #23 e Matteo Bertelle #28 (Foto Giovanni Vanacore)
Nutrita ed agguerrita la Supersport 300 con trentanove moto al via. E come nella PreMoto3, passa lo straniero, in questo caso l’inglese Tom Booth-Amos su Kawasaki. In Gara 1 Matteo Vannucci con la Yamaha gli rende la vita difficilissima, cedendo per soli sessantasette millesimi. Per il terzo posto si azzannano in undici, ed è il transalpino Hugo De Cancellis con una Kawasaki a battere l’identica moto di Marc Garcia Ferrandiz, proveniente dalla Spagna, e la Yamaha di Bahattin Sofuoglu, familiare del leggendario Kenan. Incredibilmente, il podio della prima manche si ripete anche nella seconda gara, nonostante un’aspra bagarre e condizioni meteo incerte. Vannucci comunque si impegna moltissimo per guastare la festa a Booth-Amos e il suo distacco sul britannico è ancora una volta ridottissimo, solo novantotto millesimi. Nella Top Five cambia solo il quarto classificato che è Dorren Loureiro, un promettente sudafricano al manubrio di una Kawasaki della MSA. Gabriele Giannini, settimo sul campo con una Kawasaki, viene escluso nel post-gara promuovendo la Kawasaki che il Team Pedercini schiera per Leonardo Carnevali.
I protagonisti della Supersport 300 Matteo Vannucci #91 e Ton Booth-Amos #69. A seguire seminascosto Bahattin Sofuoglu #54, Hugo De Cancellis #164 e Dorren Loureiro #33 (Foto Giovanni Vanacore)
Ultra agguerrita la Supersport 600, con molti piloti che tra pochi giorni saranno di scena ad Assen per l’apertura del Mondiale SS600. La prima manche vede ovviamente i “Fuori classifica” spadroneggiare con Niki Tuuli primo sulla MV Agusta di 8ML davanti a Manuel Gonzalez sulla Yamaha della RFME. Riguardo alla classifica CIV, Massimo Roccoli è “profeta in patria” con la sua Yamaha. Le moto di Iwata dominano occupando la intera Top Five valida per il CIV: secondo il francese Andy Verdoia, lo scorso anno vincitore a sorpresa di una prova del Mondiale, terzo Marco Bussolotti su Stefano Valtulini e Roberto Mercandelli. Tuuli, con Davide Pizzoli e Federico Fuligni, non si schiera poi in seconda manche e Gonzalez va subito fuori, lasciando ai “regolari” del campionato campo libero nella lotta per la vittoria. Alla fine, è Federico Caricasulo, più volte “runner up” del Mondiale SS600, a vincere in una gara che vede otto Yamaha ai primi otto posti. Marco Bussolotti e Filippo Fuligni completano il podio, mentre Verdoia stavolta è costretto al “rame” davanti a Matteo Patacca e Valtulini, scivolato proprio nelle fasi decisive della gara. Nono posto per l’ex-protagonista del Motomondiale Moto3 Livio Loi, con una Kawasaki di Renzi Corse.
Scene di fair play in Supersport 600 con Stefano Valtulini #43 che si congratula con Massimo Roccoli #55 al traguardo di gara 1 (Foto Giovanni Vanacore)
Oltremodo ricca di emozioni la Superbike nonostante i soli tredici piloti al via. Michele Pirro con la Ducati di Barni non ha però vita facile con Alessandro Del Bianco che gli resta vicinissimo sulla Honda di DMR Racing. Completa il podio il “figlio d’arte” Luca Vitali con la Honda di Scuderia Improve by Tenjob. La Ducati di Lorenzo Zanetti e la Honda Althea di Lorenzo Gabellini completano la Top Five. In gara due il meteo capriccioso tiene tutti sul chi vive. Flavio Ferroni con l’Aprilia di M2 Racing e Leandro Mercado con la Honda di DMR Racing si eliminano in una collisione, mentre in testa Pirro viene insidiato non solo da Del Bianco, ma anche da Gabellini. Il collaudatore Ducati riesce comunque a vincere con sette decimi di vantaggio su Del Bianco e otto su Gabellini. Quarto Zanetti, mentre Gabriele Ruiu è quinto con una Bmw di B Max Racing.
Michele Pirro #51 domina la Superbike con la Ducati di Barni ma non ha vita facile con Alessandro Del Bianco #52 (Foto Giovanni Vanacore)
Folto il programma degli eventi di contorno, con la Women’s European Cup che porta quasi venti amazzoni al via. Le iberiche dominano con Beatriz Neila Santos prima su Yamaha davanti a tre Kawasaki. Seconda la spagnola Sara Sanchez davanti alla migliore italiana, Sabrina Della Manna, mentre Isis Carreno è quarta. Splendida gara poi di Aurelia Cruciani. La ragazza del Motoclub Saponettari completa la Top Ten dimostrando grandi margini di miglioramento. Non male anche Martina Plenario, figlia del “gentleman rider” bolognese Giangiorgio, che è dodicesima su una Kawasaki; l’ex-protagonista del CIV Junior Arianna Barale è quindicesima con una Yamaha.
La partenza della Women’s European Cup (Foto Giovanni Vanacore)
grandissime emozioni le offre il National Trophy, la serie Open curata dal Motoclub Spoleto del vulcanico Daniele Cesaretti. Nella 600 il ciociaro Armando Pontone impone la sua Yamaha davanti alla Ducati di Matteo Ciprietti e alla Kawasaki di Marco Marcheluzzo. Quarto Alessio Finello su Yamaha davanti alla Kawasaki del veterano Simone Saltarelli. In decima posizione il promettente romano Manuel Bastianelli, ultimo talento in ordine di tempo ad impreziosire l’organico del MC Spoleto. Nella classe 1000, Gabriele Ruiu tenta il tutto per tutto per guastare la festa a Roberto Tamburini in una prova dominata dalle Bmw. Ruiu non riesce nell’impresa, ma in compenso il divario che lo separa dal vincitore è il più basso della storia della categoria: quarantotto millesimi! Terzo posto per Christian Gamarino, mentre tre Ducati lottano per il quarto posto con Eddi La Marra che la spunta su Luca Salvadori e un iperattivo Simone Saltarelli. Sia pure in misura inferiore rispetto al Mugello, non mancano gli stranieri: tre svizzeri si presentano al via ed il migliore al traguardo è Jan Waser su Yamaha, diciassettesimo.
La 600 del National Trophy è dominata dalla Yamaha di Armando Pontone che ha la meglio sulla Kawasaki di Marco Marcheluzzo
Per finire, prova scoppiettante per la nuova Aprilia RS 660 Cup, vinta da Alessandro Arcangeli dopo dura lotta con Paolo Grassia; completa il podio Filippo Momesso ai danni del portacolori del Motoclub Spoleto Kim Aloisi e di Benedetto Rasa, ex-Civ Junior. Elettrizzante il duello nelle retrovie tra il colombiano Paolo Echeverry e Giacomo Luminari, giunti poi ottavo e nono. Ora per il CIV pausa piuttosto lunga, fino al primo weekend di luglio quando si scenderà in pista a Imola.
La partenza di gara 1 del Campionato Italiano Sport Prototipi a Monza
Riprende da Monza la marcia del Campionato Italiano Sport Prototipi con ben venti Wolf GB 08 Thunder ai nastri di partenza. Entrambe le gare si disputano la domenica, con cielo poco nuvoloso e pista asciutta. Nella prima manche dominano i Pollini con Giacomo che regola Matteo per appena centotrentadue millesimi, ma anche Danny Molinaro non si astiene dalla bagarre, chiudendo terzo con quattro decimi di ritardo dal vincitore. Quarto posto per il bravo Guglielmo Belotti che già nella scorsa stagione aveva dimostrato di saperci fare. In crescita anche il figlio d’arte Michele Fattorini, al volante della Wolf del nuovo team Marchetti by Emotion.
Il podio di gara 1
L’orvietano chiude quinto con merito, mentre alle sue spalle emerge una nuova stella: è il pugliese Antonio Macripò, proveniente dal karting che, nonostante una partenza difficile, termina al sesto posto davanti a Fidel Ruiz Castillo. La penalizzazione di cinque secondi inflitta al veterano Davide Uboldi, relegato al decimo posto, consente a Rocco Mazzola di artigliare l’ottava posizione. A seguire troviamo il toscano Andrea Mosca, della Zero Racing. Il fiorentino si è tenuto allenato gareggiando tre settimane nel campionato laziale Karting ad Arce: una scelta che ha decisamente pagato vista l’ottima performance sulla storica pista lombarda. Oltre ad Uboldi, penalizzato anche Davide Amaduzzi, che da decimo retrocede dodicesimo, e il francese “Steve Brooks” che accumula due penalizzazioni, per un fardello totale di trenta secondi, terminando tredicesimo ed ultimo dei piloti non doppiati.
Podio di gara 2 degli Under 25
Dopo il transalpino, solo Davide Pigozzi doppiato di un giro. Tra i ritiri, quello di Filippo Lazzaroni che si gira alla Roggia, spegne il motore e causa una fase di Safety Car. Nella seconda manche emerge deciso Molinaro che già alla Prima Variante passa in testa e va a vincere indisturbato. La corsa non registra molti colpi di scena, anche se Macripò compromette una buona corsa girandosi ancora alla Prima Variante e quindi un cedimento meccanico in posizione pericolosa di Mosca causa un ingresso della Safety Car di breve durata. Alla ripartenza Molinaro contiene bene Giacomo Pollini e Matteo Pollini. Nel corso degli ultimi giri arriva il testacoda alla Roggia di Santiago Mejia Jaramillo che tocca le barriere e si ritira con la ruota anteriore sinistra storta, poi Matteo Pollini cede di schianto a fine gara lasciando così la piazza d’onore a Giacomo Pollini.
Podio di gara 2 dei Rookie
Il gradino più basso del podio andrebbe a Uboldi, autore di una rimonta furibonda, ma ancora una penalità di cinque secondi lo relega al quinto posto, alle spalle di Castillo e dell’ottimo Lazzaroni. Non male anche Andrea Baiguera, sesto davanti a Belotti e a Macripò che, dopo la neutralizzazione, risale deciso la classifica. Al contrario, sfortuna per Fattorini che, per una penalità di cinque secondi, finisce solo undicesimo, dietro a Mazzola e Giancarmine Spadaro e davanti a Pigozzi, “Steve Brooks” ed Alessio Salvaggio. Poca fortuna per la SR&R: Leonardo Becagli ed Edoardo Barbolini sono entrambi obbligati allo stop. Il Campionato Italiano Sport Prototipi non avrà molto tempo per rifiatare. Già tra tre settimane, seconda tappa della serie sulla suggestiva pista di Pergusa, per la prima trasferta siciliana della serie targata Aci Sport.
Matteo Greco e Fabrizio Crestani con la la Ferrari 488 vince la gara di apertura del GT Sprint a Monza
Dopo la tribolata stagione 2020 il Campionato Italiano Gran Turismo torna in campo a Monza nella sua versione GT Sprint. Ottima la risposta dei concorrenti con ben trentaquattro vetture al via, numeri ancora lontani dai livelli “monstre” di cinque-sei anni fa ma comunque molto buoni, specie in questi tempi particolarmente critici. La prima manche il sabato pomeriggio parte col piede sbagliato. La pioggia, già consistente per gran parte della giornata, si intensifica proprio in occasione della partenza e si decide di dare lo start dietro la Safety Car. La visibilità però è ai minimi termini e Simon Mann, che divide il sedile con Toni Vilander, va ad urtare la sua Ferrari 488 sul rettifilo principale. La corsa è sospesa con la bandiera rossa e “rinviata” al primo mattino di domenica con una manche corta di trentasei minuti più un giro. La “nuova” partenza, che vede la Ferrari di Mann e Vilander regolarmente al via grazie al super lavoro della AF Corse, nonostante la pista ancora piuttosto umida è lineare se si escludono i soliti piloti costretti a tirar dritto alla Prima Variante.
Alberto Lippi e Luca Filippi con la Ferrari 488 Evo sono primi in GT3 Pro AM
Poi si scatena la lotta per la supremazia tra le Ferrari 488 GT3 di Fabrizio Crestani e di Luca Filippi, che diventa il leit motiv di tutta la prima parte di gara. Il debutto della Honda NSX di Jacopo Guidetti, molto positivo, viene rovinato da una foratura conseguenza di una collisione alla Prima Variante con la Mercedes AMG GT3 di Bar Baruch. L’israeliano dovrà arrendersi con una sospensione fuori uso. Nella seconda metà di gara la Ferrari 488 di Crestani e Matteo Greco ha la meglio mentre al secondo posto si porta l’Audi R8 LMS di Vito Postiglione e Daniel Mancinelli. In particolare è il lucano ad esaltarsi con una rimonta da manuale. La migliore Lamborghini Huracan GT3 è quella di Imperiale Racing, con Alex Frassineti e Luca Ghiotto che chiudono terzi assoluti davanti alla seconda Audi R8 LMS ufficiale di Riccardo Agostini e Lorenzo Ferrari. Quanto alla 488 di RAM Autoracing, retrocede al quinto posto dopo che Alberto Lippi subentra a Filippi.
In GT Cup vincono l’olandese Daan Pijl e Fabio Vairani con una Lamborghini Huracan della Bonaldi Motorsport
Lippi e Filippi sono comunque primi in GT3 Pro AM. La corsa vede anche il ritorno del cremasco Pietro Perolini che, con Jonathan Cecotto, è sesto sulla Huracan di LP Racing. In GT3 AM debutto vincente per l’ex-Ferrari Challenge Murat Cuhadaroglu su una 488 della ticinese Kessel Racing; al suo fianco Niccolò Schirò. Completano il podio la Honda NSX di Erwin Zanotti e la Ferrari 488 di Peter Mann e Lorenzo Casè. In GT Cup vincono l’olandese Daan Pijl e Fabio Vairani con una Lamborghini Huracan della Bonaldi Motorsport davanti alla Porsche Carrera di Alessandro Giardelli. Terzi su una Ferrari 488 della SR&R Luca Demarchi e Nicholas Risitano. Dominio delle Porsche Cayman 718 nelle classi GT4: nella PRO AM vince la vettura Ebimotors di Mattia Di Giusto e Fabio Babini, mentre nella AM vittoria per la vettura gestita da Autorlando e pilotata da Dario Cerati e Giuseppe Ghezzi. Un’altra Cayman 718 di Autorlando, quella pilotata da Emanuele Romani e dal bagnorese Gianluca Carboni, accusa seri problemi tecnici al via della seconda manche, con pista completamente asciutta.
Nella classe GT4 PRO AM vince la vettura Ebimotors di Mattia Di Giusto e Fabio Babini
La corsa è subito neutralizzata per un incidente che alla Roggia danneggia seriamente la Bmw M6 di Marius Zug, che avrebbe dovuto cedere poi la vettura al romano Stefano Comandini, costringendo all’ingresso della Safety Car. Il sinistro che elimina Zug costringe anche allo stop lungo il percorso della Porsche 991 Tsunami RT dei fratelli Carlo e Lino Curti, già in difficoltà nella prima manche. Un peccato per i due figli d’arte che due anni fa avevano regalato emozioni in GT Open, la vettura Tsunami era scattata molto bene al via lanciato. Al nuovo via Luca Segù si invola con la Mercedes AMG GT3 di Akm Antonelli, mentre Lorenzo Ferrari dopo un buon avvio subisce anche l’attacco di Schirò, davvero in gran forma. Dopo le soste ai box Baruch, subentrato a Segù, mantiene il comando delle operazioni mentre alle sue spalle si scatenano Agostini, con l’Audi R8 LMS ufficiale ben guidata dal piacentino Lorenzo Ferrari nella prima metà di gara, sia l’ottimo Guidetti con la Honda NSX di Nova Race, subentrato a Francesco De Luca.
Luca Segù e Bar Baruch vincono gara 2 con la Mercedes AMG GT3
Nelle primissime posizioni si issa anche lo splendido Perolini con la Huracan di LP Racing dopo l’iniziale ottimo stint di Cecotto. Il cremasco subisce il ritorno di Agostini e Guidetti ed entra quindi in duello con la Ferrari 488 AF Corse di Sean Hudspeth. La contesa tra Perolini e l’ex-pilota del Ferrari Challenge di Singapore si ferma dopo una piccola collisione alla Ascari che manda Hudspeth in testacoda, fortunatamente l’asiatico riesce a controllare la vettura e riprendere la gara. Intanto, la 488 di Mann e Vilander non riesce a “graffiare” come nelle qualifiche, complici forse i danni subiti nel pomeriggio di sabato: alla fine per il bravo finnico ed il franco-americano arriverà un altro quinto posto in classe GT3 Pro AM. Agostini spinge come un pazzo per riacciuffare Baruch ma è tutto inutile, il pilota di Israele va a vincere Assoluta e GT3 Pro AM nonostante una piccola penalità.
Riccardo Agostini e Lorenzo Ferrari con l’Audi R8 LMS ufficiale nella seconda manche occupano la piazza d’onore
Agostini si deve accontentare del secondo posto, ma lui e Ferrari fanno bottino pieno nella GT3 PRO. De Luca e Guidetti completano il podio assoluto, mentre il “rame” va a Ghiotto e Frassineti che subiscono anche una penalità, ininfluente però ai fini del risultato. Quinta piazza per l’Audi di Postiglione e Mancinelli. Perolini e Cecotto chiudono con un discreto sesto posto davanti alla Huracan che Imperiale schiera per Mateo Llarena e Riccardo Cazzaniga. La Nova Race fa festa grande in GT3 AM: per Erwin Zanotti e la Honda NSX è il primo successo di categoria. Si mordono le dita Cuhadaroglu e Schirò, calati sulla distanza e pure penalizzati. Mann e Casè sono terzi di classe nonostante qualche piccola difficoltà tecnica, precedendo la 488 che Kessel schiera per il veterano americano Steve Earle. In GT Cup, una penalità di un minuto rende vano il forcing finale di Pijl: il successo va a Francesca Linossi in coppia con Daniel Vebster su una Ferrari 488 Challenge di Easy Race.
La Nova Race fa festa grande in GT3 AM: per Erwin Zanotti e la Honda NSX è il primo successo di categoria
Completano il podio di classe le Lamborghini Huracan di Ermanno Dionisio e Giacomo Barri -da quest’anno riuniti nel nuovo Team Italy- e di Lorenzo Pegoraro in coppi con Max Mugelli, peraltro a loro volta penalizzati. Solo quarto Giardelli con la Porsche di Dinamic. Migliora di una posizione rispetto alla prima manche il polivalente Maurizio Pitorri con la Ferrari 488 divisa con Gianluigi Simonelli. Rispetto alla prima manche, le Cayman “arretrano” nelle divisioni GT4. Infatti la Bmw M4 di Nicola Neri e Giuseppe Fascicolo, pur penalizzata, vince la GT4 AM. Il team-manager di Nova Race, Luca Magnoni, non contento della bella prova corale delle NSX si regala una bella soddisfazione personale chiudendo secondo con la sua Mercedes AMG al fianco di Diego Di Fabio, mentre Cerati e Ghezzi stavolta chiudono terzi. Pur penalizzati, Di Giusto e Babini bissano il successo della prima manche nella GT4 Pro AM.
In GT Cup il successo va a Francesca Linossi e Daniel Vebster su una Ferrari 488 Challenge di Easy Race
Per la Ebimotors grande doppietta grazie alla bella prova di Sabino De Castro e Matteo Arrigosi, anche loro penalizzati. Anche qui soddisfazioni per Nova Race grazie al terzo posto della Mercedes AMG dei romani Andrea Gagliardini e Fulvio Ferri, equipaggio formato in maniera “estemporanea”. Dopo i problemi di inizio gara, Carboni e Romani non demordono e riescono a terminare la gara con il quarto posto di classe. Dopo questo scoppiettante esordio l’Italiano GT Sprint dà appuntamento a tutti a Misano Adriatico il primo weekend di giugno. Prima però ci sarà l’esordio della serie Endurance, in programma il 23 Maggio sulla pista siciliana di Pergusa, profondamente rinnovata e pronta dopo tanti anni a riaccogliere i campionati Aci Sport.
Tappa di apertura del TCR Italy a Monza con la splendida doppietta di Salvatore Tavano e la Cupra Leon TCR ufficiale
Continua inesorabile l’evoluzione del TCR Italy Touring Car Championship. La serie, già in ripresa a livelli numerici nella scorsa travagliata stagione, si presenta ai nastri di partenza di Monza con ben venticinque vetture al via della prima manche. In pole scatta Eric Brigliadori con l’Audi RS3 LMS, ma sulla pista resa viscida dalla pioggia emerge Igor Stefanovski con la Hyundai i30 N TCR che alla Prima Variante va al comando. Sul bagnato i brividi si sprecano. Dapprima tocca all’eugubino Omar Fiorucci al debutto con un’Audi RS3 LMS DSG. L’ex-protagonista del CIVM si intraversa alla Parabolica, riuscendo per fortuna a controllare la vettura e ripartire. Poco dopo Stefanovski va lungo alla Prima Variante, agevolando così la rincorsa di Salvatore Tavano con la Cupra Leon TCR ufficiale. Sempre alla Prima Variante, rischia di finire in modo disastroso il debutto con la Hyundai i30 N TCR di Target Competition del rodigino Nico Baldan. Impossibilitato a manovrare a causa del traffico di fronte a lui, Baldan è costretto a tagliare la pista a tutta velocità, venendo fortunatamente schivato dalle diverse vetture in bagarre con lui. Tra queste la Hyundai i30 N TCR di Damiano Reduzzi che dopo pochi istanti tocca un avversario perdendo qualche decimo prezioso.
Eric Brigliadori con l’Audi RS3 LMS monopolizza la piazza d’onore arrivando secondo in entrambe le gare
Tavano scavalca Stefanovski dopo la seconda di Lesmo e si invola verso la vittoria. Il macedone viene quindi riassorbito dalle altre Hyundai di Antti Buri e di Kevin Ceccon al debutto per la Aggressive Team. Al secondo posto si riporta Brigliadori che alla fine manterrà la posizione fino alla bandiera a scacchi. Buri chiude terzo ma una penalità di cinque secondi consegna il bronzo a Ceccon davanti a Stefanovski. Sesto posto per Baldan, davanti all’Audi RS3 LMS di Matteo Poloni e alla Honda Civic di Jonathan Giacon. Nono il russo Evgenii Leonov con la Cupra Leon autogestita, mentre decimo è uno dei molti ex-protagonisti della Super Cup in campo a Monza: si tratta del bergamasco Ettore Carminati con la Hyundai i30 N TCR. In TCR DSG, successo del campione uscente della Super Cup Prima Divisione, il salernitano Sabatino Di Mare che sul bagnato ha la meglio sulla Cupra Leon di Denis Babuin. Terzo Marco Butti con una delle poche Volkswagen Golf GTI in griglia. Poi giungono Fiorucci e Giuseppe De Virgilio con la Golf GTI di Faro Racing. Ritiro per guasto al cambio di Giorgio Fantilli. Il romano, a lungo protagonista della Super Cup, è al debutto con una Cupra DSG ex-BD Racing. Sfortunatissimo esordio della Cupra Leon TCR di Proteam Motorsport: Riccardo Romagnoli si ferma a tre giri dalla fine.
Kevin Ceccon al debutto con la Hyundai della Aggressive Team incamera due fruttuosi terzi posti
In seconda manche pista asciutta e sole primaverile. Matthias Vahtel parte dalla pole con la Honda Civic davanti a Ceccon, ma la bagarre si fa presto aspra. Giacon e Buri si portano alle spalle di Vahtel toccandosi alla Prima Variante, poi alla Roggia Leonov rischia il patatrac intraversandosi in mezzo al gruppo e venendo fortunosamente schivato da tutti. Per lui comunque la corsa terminerà dopo sette giri. Ceccon emerge sulla distanza, ma poi la sua vettura accusa problemi tecnici e la Hyundai va lunga alla Prima Variante, venendo ripresa da un Tavano scatenatissimo. Il siciliano si porta al comando con un attacco imperioso, e poco dopo alla Roggia il ceco Dusan Kouril jr, iscrittosi alla gara monzese in preparazione del round TCR Europe previsto su questa pista in settembre, colpisce con la sua Hyundai i30 N TCR la vettura di Stefanovski. Il macedone finisce contro le barriere con il frontale danneggiando seriamente la vettura e costringendo all’ingresso la Safety Car. Alla ripartenza Brigliadori si riavvicina a Tavano, ma non basta: per centosettantaquattro millesimi Tavano intasca la doppietta, confermandosi quale favorito per la corsa al titolo.
Il podio della DSG di gara 1 con Sabatino Di Mare, Denis Babuin e Marco Butti
Ceccon chiude terzo davanti a Buri, che però subisce cinque secondi di penalità ed arretra al nono posto. Eredita il “rame” Vahtel, mentre Michele Imberti è quinto con una Cupra Leon di Elite Motorsport. Oltre a Buri, anche Kouril sconta i suoi eccessi di bagarre con una penalità che lo affonda al diciottesimo posto. Bella rivincita di Romagnoli che termina dodicesimo dietro alle Cupra Leon di Federico Paolino e Raffaele Gurrieri. Per la Proteam Motorsport, orfana da alcuni mesi di Ramuccio Presenzini, arrivano primi riscontri positivi. Le vetture DSG regalano emozioni con il confronto tra Di Mare e Babuin. Il salernitano assistito dallo staff DMP Motors di Giuseppe Auleta ce la mette tutta, ma il veterano Babuin stavolta ha la meglio. Completa il podio di classe ancora una volta Butti, mentre la Faro Racing raccoglie il “rame” con Giuseppe De Virgilio. Fiorucci e Fantilli chiudono la classifica di classe. Prossimo round del TCR Italy il primo weekend di giugno a Misano Adriatico.
A dispetto di chi dava la serie “condannata” a causa del debutto della “sorella” Bmw M2 CS Racing Cup, il Mini Challenge è tutt’altro che finito e a Monza presenta uno schieramento davvero agguerrito di ben quindici vetture. Con Gustavo Sandrucci passato sulle M2 -e subito vincente- si apre la corsa alla successione sul trono. Il round brianzolo vede brillare la stella di Ugo Bagnasco, figlio del “big” del CIVT Vittorio, che già nella prima manche impone la sua legge comandando tutte le fasi della gara con una Mini Pro della AC Racing. A tentare di guastargli la festa ci prova il pilota CIVM Andrea Palazzo, ma dopo sei giri deve farsi da parte.
Così Luca Attianese la spunta nella lotta per la piazza d’onore davanti a Stefano Bianconi. La Top Five della Pro e dell’Assoluta la completano il toscano Niccolò Mercatali ed il polivalente bresciano Alberto Cioffi. Sul bagnato si mettono in mostra ben cinque protagonisti della classe Lite che occupano tutto il resto della Top Ten mettendosi alle spalle i “Pro” Ermes Della Pia e William Mezzetti. Alla fine tra i piloti Lite, che corrono tutti su auto gestite da Promodrive, la spunta Giacomo Parisotto su Paolo Marinaro ed Enrico Pillon. Decima con onore la kartista altoatesina Selina Prantl, emersa dalle selezioni di Varano.
In seconda manche Bagnasco si deve fare subito da parte per problemi “tecnici” e sono Attianese e Mercatali a giocarsi la vittoria. Il toscano comanda per tutta la prima parte di gara, per poi cedere al settimo giro la leadership ad Attianese. Tuttavia al dodicesimo e penultimo giro Mercatali reagisce, torna al comando e va a vincere su Attianese e Palazzo. Quarto l’ottimo Cioffi davanti a Bianconi e Della Pia, quest’ultimo dimostrando di essersi presto adattato alle Mini Pro. Tra le Lite, con Parisotto uscito di scena dopo cinque giri, è Pillon a vincere ai danni di Marinaro e Tommaso Roveda riscattatosi dopo il ritiro della prima manche. Prantl ed Enrico Casoli completano la classifica di classe ed Assoluta. Un mese di sosta e poi rivedremo gli alfieri del Mini Challenge di nuovo in pista il 5 e 6 giugno a Misano Adriatico.