Parte il CIRT dal Rally Adriatico nel segno di Scandola

Anche nell’edizione 2021 del CIRT, il Rally Adriatico si conferma gara oltremodo “tosta” pur contando su sole tre speciali da ripetere tre volte ciascuna. In un crescendo di colpi di scena e qualche incidente, specialmente per le auto di grossa cilindrata, è la Hyundai i20 R5 di Umberto Scandola e Guido D’Amore a spuntarla. Con la Skoda Fabia Rally2 Evo gommata MRF Tyres di Paolo Andreucci fuori per incidente già nella PS inaugurale di Colognola, il figlio del popolare “Grizzly” ha vita abbastanza facile, contenendo bene la pressione della Skoda Fabia Rally2 Evo di Edoardo Bresolin e Rudy Pollet che si aggiudica il secondo posto con un ritardo di diciassette secondi e tre decimi. Completa il podio della prima gara di Campionato Italiano Rally Terra Simone Campedelli che, dopo il crash dell’ultimo Tuscan Rewind, tenta di riguadagnare confidenza con la Volkswagen Polo GTI R5, venendo ricompensato dal “bronzo”.

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Secondo gradino del podio per Edoardo Bresolin e Rudy Pollet con la Skoda Fabia Rally2 Evo

La pressione dell’ex-stella del Cross Country Andrea Dalmazzini su Ford Fiesta Rally2 è comunque notevole e l’emiliano alza la voce con il miglior tempo parziale sulla PS conclusiva, la terza ripetizione della “Dei Laghi”, ma non gli basta per sopravanzare Campedelli. Che la corsa marchigiana sia positiva per le Hyundai lo conferma l’ottimo quinto posto di Luigi Ricci e Alessandro Biordi con la i20 R5 nero-giallo fluo, capaci di precedere un agguerrito quartetto al volante delle Skoda Fabia. E’ il sardo Giuseppe Dettori a capeggiarlo, davanti al monegasco Max Tonso, all’ospite svedese Stig Andervang che fa capolino in Italia visto il prolungato stop delle competizioni del suo paese e al veterano Luciano Cobbe. La Top Ten la completa il siciliano Marco Pollara, che fatica a prendere le misure dello sterrato sulla potente Citroen C3 Rally2. Per contrasto, incisiva gara di Tamara Molinaro che, su identica vettura, chiude alle spalle del siculo e fa bottino pieno nella classifica femminile.

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Bronzo al Rally Adriatico per Simone Campedelli con la Volkswagen Polo GTI R5

Sul sedile di destra di questa graziosa e promettente campioncina troviamo una pietra miliare del rallismo nazionale del calibro di Piercarlo Capolongo. In extremis Sergio Bartolini, volto nuovo con la Volkswagen Polo GTI R5, scavalca la Skoda Fabia R5 del francese Dominique Serra. Il prolungato stop delle corse su strada francesi, che potrebbe concludersi solo a maggio inoltrato, potrebbe portare ad ulteriori incursioni dei “terraioli” transalpini. E c’è anche un nuovo “big” del rallismo belga in campo a Cingoli: è Maxime Potty, un passato anche nel TCR europeo su pista, che con la Ford Fiesta Rally2 termina diciottesimo alle spalle della Citroen C3 Rally2 pilotata dalla coraggiosa Rachele Somaschini, brava ma mai in grado di impensierire la Molinaro. Che la corsa di Cingoli sia particolarmente apprezzata dai piloti lo dimostra la presenza del “regolare” dell’ERC Zelindo Melegari, che con la Subaru Impreza Sti N15 intasca il successo in Gruppo N, pur insidiato da presso dal velocissimo folignate Christian Gabbarrini con una Impreza Sti N11.

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Tamara Molinaro con la Citroen C3 Rally2 fa bottino pieno nella classifica femminile

Alla fine Melegari è ventitreesimo assoluto, Gabbarrini venticinquesimo. Completa il podio di gruppo il veterano Piergiorgio Bedini con la Mitsubishi Lancer Evo IX. La N5 registra diversi ritiri e la vittoria arride a Riccardo Rigo con la Citroen DS3: a navigarlo, c’è la bella sammarinese Daiana Darderi, come sempre inappuntabile nel leggere le note. In R2B, successo per la Ford Fiesta Rally4 di Roberto Daprà ai danni del “nuovo arrivo” della famiglia Scandola, Mattia. Terzi di classe con la Peugeot 208 Luigi Caneschi e Manuel Piras. Le 208 Rally4 fanno il vuoto nella R2C, con Alessandro Nerobutto che batte Fabrizio Martinis per soli cinque secondi, terzo l’ex-velocista della Coppa Clio Sebastiano Ciato sempre su 208 Rally4. A proposito di ex-velocisti, la corsa di Cingoli vedeva al via altri due ex-protagonisti della Clio Cup: il lombardo Massimiliano Pedalà, figlio d’arte con una lunga esperienza nei monomarca Renault, e il monegasco Stefano Zanini, a lungo pilota di riferimento della Composit Motorsport PMA e poi a lungo impegnato con la Porsche Carrera Cup.

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Il Rally Storico del Medio Adriatico è vinto da “Lucky” Battistolli e Fabrizia Pons con la Lancia Delta Integrale 16V

Pedalà si ferma nella quinta PS con la Peugeot 208 R2B, mentre “Zanna” non si schiera nella ottava e penultima speciale per problemi alla Ford Fiesta Rally4. Le Renault Clio fanno il vuoto nelle classi R3C, N3, R1 ed A7 rispettivamente con Niki Ciofolo, quarantesimo assoluto, con Marco Mangiarotti quarantaquattresimo assoluto, con Davide Cagni cinquantunesimo assoluto dimostrando un buon adattamento alla Renault Clio RSR Rally5 e con il sammarinese Nicolas Pancotti cinquantasettesimo assoluto. Sono sessantatré le vetture che completano la gara marchigiana riservata alle Auto Moderne, cui si aggiungono quattordici vetture iscritte nel Rally Storico del Medio Adriatico vinto da “Lucky” Battistolli con Fabrizia Pons alle note della Lancia Delta Integrale 16 Valvole, stessa vetture del secondo classificato Marco Bianchini mentre il terzo Bruno Pelliccioni si esalta con la Ford Escort RS 1800 MkII.

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La gara del Campionato Italiano Cross Country se l’aggiudica Alessandro Tinaburri

Quarto posto per la Ford Sierra Cosworth del mitico Bruno Bentivogli davanti alla Opel Corsa A di Roberto Galluzzi che surclassa la “gemella” di Corrado Costa, ottavo tra le Bmw di Giovanni Battista Muccioli e Matteo Pelliccioni. L’eccessiva irruenza di Giuliano Calzolari con la sua “mitica” Ford Escort lo relega al quattordicesimo ed ultimo posto dietro la Talbot Sunbeam Lotus del celebre Federico Ormezzano. Per concludere anche lo sparuto gruppo di piloti del Campionato Italiano Cross Country, con Alessandro Tinaburri che regola gli altri sette avversari giunti al traguardo a bordo di una Yamaha YXZ 1000 R. Solo in extremis si deve accontentare della piazza d’onore Elvis Borsoi con un Rotax Maverick X3.

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