Nico Patrizi

Nico Patrizi
119 Articoli 0 Commenti

CIR, Basso campione in un Tuscan Rewind al veleno

Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 si aggiudica l'edizione 2019 del Tuscan Rewind, ultima tappa de CIR, e con essa il titolo piloti, anche se il verdetto è sub-judice
Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 si aggiudica l'edizione 2019 del Tuscan Rewind, ultima tappa de CIR, e con essa il titolo piloti, anche se il verdetto è sub-judice

Si chiude la stagione 2019 del CIR con il Tuscan Rewind e purtroppo non termina nel migliore dei modi, a causa di dubbie forature, ricorsi e situazioni incresciose che non giovano al mondo dello sport. Simone Campedelli, a lungo leader con la Ford Fiesta R5, viene rallentato da una dubbia foratura nella sesta PS, secondo passaggio di Torrenieri, e quindi si ritrova costretto ad inseguire la Citroen C3 R5 di Luca Rossetti e la Skoda Fabia R5 di Giandomenico Basso.

Secondo posto in gara e campionato per Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto con la Volkswagen Polo R5
Secondo posto in gara e campionato per Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto con la Volkswagen Polo R5

Nell’ultima prova speciale sempre sugli sterrati di Torrenieri, sotto una pioggia sempre più fitta, anche Rossetti resta vittima di una foratura mentre Campedelli esce di strada. Per Basso è il lasciapassare verso il titolo 2019, ma l’esito della corsa è sub-judice. Troppo sospette le forature patite sia in Toscana che nel resto della stagione dagli avversari del neo-campione per apparire sempre legate al caso; l’Aci Sport ha avviato un’inchiesta che potrebbe anche stravolgere l’esito stabilito “sul campo”.

In casa e su sterrato non può mancare la zampata di Paolo Andreucci, terzo assoluto e primo nel TRT con la Peugeot 208 T16 R5
In casa e su sterrato non può mancare la zampata di Paolo Andreucci, terzo assoluto e primo nel TRT con la Peugeot 208 T16 R5

Il titolo Costruttori del CIR va alla Ford. Al momento, comunque, il secondo posto in gara e campionato va alla Volkswagen Polo R5 del lombardo Andrea Crugnola autore di un finale di stagione in crescendo. Ottima la sinergia di Crugnola con il navigatore Pietro Elia Ometto. Al terzo posto del Tuscan Rewind finisce Paolo Andreucci con la Peugeot 208 T16 R5. Per il garfagnino ed il copilota Rudy Briani è evidente la supremazia tra i piloti iscritti al Campionato Italiano Rally Terra, infrangendo la striscia vincente di Stephane Consani fuori gioco già nello shakedown.

Il podio finale del Tuscan Rewind, ultima tappa del CIR 2019
Il podio finale del Tuscan Rewind, ultima tappa del CIR 2019

Quarto posto per la Skoda Fabia R5 di Renato Travaglia che però poteva anche ambire al podio assoluto senza la penalità di venti secondi. Al quinto posto un altro veterano, il greco John Papadimitriou con una’ulteriore Skoda Fabia R5, che regola per appena cinque secondi l’identica Skoda Fabia R5 di Alberto Battistolli e Flavio Zanella. Con Umberto Scandola costretto allo stop prima dell’ultima speciale per noie meccaniche, la migliore Hyundai i20 R5 è quella di Alessandro Taddei ed Andrea Gaspari settimi assoluti, davanti alla Skoda Fabia R5 di Giacomo Costenaro e Justin Bardini che ottengono l’ “argento” tra i concorrenti CIRT.

Mastica amaro Luca Rossetti anch'egli "azzoppato" da una foratura anomala e poi costretto ad inseguire un titolo piloti che gli sfugge di mano (Foto Marco Passaniti)
Mastica amaro Luca Rossetti anch’egli “azzoppato” da una foratura anomala e poi costretto ad inseguire un titolo piloti che gli sfugge di mano (Foto Marco Passaniti)

Con Stephane subito fuori combattimento, a tenere alto l’onore dei Consani è il fratello Robert che è nono su un’ulteriore Skoda Fabia R5. E sempre con una vettura ceca completa la Top Ten il “big” del Motocross internazionale Tony Cairoli che, nonostante una lunga sequenza di errori e toccate, va davvero molto veloce grazie ad un’ottima intesa con la navigatrice Anna Tomasi. Undicesimo posto per Alessio Profeta anche lui su Skoda Fabia R5.

Completa la Top Ten il “big” del Motocross internazionale Tony Cairoli affiancato da Anna Tomasi sulla Skoda Fabia R5
Completa la Top Ten il “big” del Motocross internazionale Tony Cairoli affiancato da Anna Tomasi sulla Skoda Fabia R5

Il siciliano ed il copilota Sergio Raccuia si prendono la soddisfazione di precedere la Citroen C3 R5 degli sfortunati Luca Rossetti ed Eleonora Mori che masticano davvero amaro. Il friulano precede la Hyundai i20 R5 del veronese Luca Hoelbling che è terzo tra i piloti del “Terra”, davanti alla Skoda Fabia R5 del corregionale Luciano Cobbe come sempre affiancato da Fabio Turco. Poco da dire per il CIR Junior con due soli piloti al via, entrambi arrivati in fondo. Andrea Mazzocchi batte Marco Pollara che è comunque campione di categoria.

Il podio del CIRT Campionato Italiano Rally Terra al Tuscan Rewind
Il podio del CIRT Campionato Italiano Rally Terra al Tuscan Rewind

Poca fortuna per il neo-campione 2 Ruote Motrici Tommaso Ciuffi, che nel primo passaggio a Torrenieri urta con lo sportello lato guida della Peugeot 208 R2B la Mitsubishi Lancer del ritirato Piergiorgio Bedini. Dopo avere regolarmente completato la PS e quella successiva di La Sesta il figlio d’arte toscano riguadagna il parco assistenza dove la Peugeot viene sistemata. La direzione gara, a detta di molti eccessivamente “fiscale”, costringe però Ciuffi junior a riconsegnare le note ritenendo il mezzo ancora non sicuro.

Andrea Mazzocchi in evidenza nel CIR Junior
Andrea Mazzocchi in evidenza nel CIR Junior

Peugeot comunque, dopo il titolo piloti, in questa categoria conquista anche il titolo Costruttori. Nel Femminile la neo-campionessa Rachele Somaschini non ha invece alcun problema, con la Citroen DS3 R3T, a regolare la Peugeot 208 di Patrizia Perosino. Subito fuori per noie tecniche la Renault New Clio R3C di Corinne Federighi. In Gruppo N vittoria per la Subaru Impreza Sti di Christian Gabbarrini che finalmente esorcizza la jella e dopo quattro ritiri per guasto meccanico vede il traguardo.

Undicesimo posto per Alessio Profeta e Sergio Raccuia sulla Skoda Fabia R5
Undicesimo posto per Alessio Profeta e Sergio Raccuia sulla Skoda Fabia R5

Sconfitte la Mitsubishi Lancer Evo di Stefano Fanti e la Renault Clio di Alessio Vargiu. Sono in cinquantasei a completare la prova senese del Campionato Italiano Rally, a tratti avversata dalla pioggia, con la maggior parte dei ritiri causata da problemi tecnici; togliendo il crash di Consani nello shakedown e le successive uscite di Bedini e Campedelli, non si sono verificati incidenti di rilievo.

Nel Femminile la neo-campionessa Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T viaggia a spron battuto
Nel Femminile la neo-campionessa Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T viaggia a spron battuto

A questi si aggiungono ventiquattro concorrenti del Trofeo Terra Rally Storici con il successo della Lancia Delta 16V di Simone Romagna ai danni della Lancia 037 di Mauro Sipsz e della Ford Escort MkII di Loris Baldacci, e tre Side by Side comandati da Alessandro ed Emiliano Tinaburri imprendibili con il Yamaha YXZ 1000 R preparato “in casa”.

pubblicità

WRC, il Rally di Spagna incorona Tanak Campione del Mondo

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC si aggiudicano la tappa del WRC del Rally di Spagna Catalunya-Costa Daurada
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC si aggiudicano la tappa del WRC del Rally di Spagna Catalunya-Costa Daurada

Si chiudono con una gara d’anticipo i giochi per il WRC 2019. Sul “misto” del Rally di Spagna Catalunya-Costa Daurada, l’equipaggio estone formato da Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC conquista il suo primo titolo grazie ai punti del secondo posto ed a quelli ottenuti vincendo la Power Stage di La Mussara. La vittoria va alla Hyundai i20 Coupé WRC di Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul, ma il binomio belga pur salito al secondo posto nella classifica del Campionato Mondiale Rally non è più matematicamente in grado di insidiare Tanak, distante trentasei punti. Neuville anche quest’anno paga numerosi errori costati punti preziosi: il più grave senza dubbio al Rally del Cile con il catastrofico incidente che lo ha fatto uscire con uno “zero” dalla nuova gara sudamericana.

WRC-2019-Rally-Spagna-Tanak
Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC conquistano il loro primo titolo Mondiale

Giornata disastrosa per Sebastien Ogier e Julien Ingrassia. Con la Citroen C3 WRC terminano solamente ottavi e così sono costretti a scendere dal trono che occupavano ormai da sei anni. Sfuma poi per Ogier il sogno di eguagliare la striscia vincente di Sebastien Loeb, tra l’altro presente alla corsa spagnola con una Hyundai i20 Coupé WRC ed il fido Daniel Elena alle note e giunto quarto alle spalle del compagno di squadra Dani Sordo, applauditissimo dal pubblico locale nonostante abbia perso in extremis la piazza d’onore a vantaggio di uno scatenatissimo Tanak. Alle spalle di Loeb troviamo Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila con la Toyota Yaris WRC, davanti alle Ford Fiesta WRC di Elfyn Evans e di Teemu Suninen autori entrambi di una gara senza particolari acuti. Il terzo portacolori Toyota, Kris Meeke, compie un brutto passo indietro rispetto all’ottimo Wales Rally.

WRC-2019-Rally-Spagna-Evans
Al sesto posto troviamo la prima delle Ford Fiesta WRC con Elfyn Evans e Teemu Suninen

Incappa in un incidente che lo costringe a ricorrere al Super Rally, concludendo solamente ventinovesimo assoluto. Altro “big” uscito a mani vuote dalla Spagna è Esa-Pekka Lappi fermato dal motore della Citroen C3 WRC. Grande bagarre nelle “divisioni inferiori”, ovvero la WRC 2 e la WRC 2 Pro. Nella prima c’è l’incursione vincente di Eric Camilli e Benjamin Veillas con la Citroen C3 R5, che batte le Volkswagen Polo GTI R5 di Emil Lindholm e di Kajetan Kajetanowicz. Il polacco mantiene aperti i giochi per il titolo di specialità recuperando cinque punti su Pierre Louis Loubet, solo quinto di classe con una Skoda Fabia R5 Evo anche a causa di un’uscita nella quindicesima speciale e preceduto anche dalla Volkswagen Polo GTI R5 di Ole Kristian Veiby. Sesto posto di categoria per il nostro Fabio Andolfi che pure apre la ruota posteriore destra nella criticatissima superspeciale di Salou.

WRC-2019-Rally-Spagna-Ogier
Terminano solamente ottavi Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC

Fortunatamente Andolfi, che anche in questa gara riceve le note dal laziale Emanuele Inglesi, riesce a completare la speciale senza ricorrere al Super Rally. Non altrettanto bene andrà a Nikolay Gryazin che sempre sul “budello” di Salou picchia con il frontale della Skoda Fabia R5 Evo e sarà costretto a ricorrere al Super Rally finendo ventitreesimo assoluto. Nella WRC 2 Pro, al Rally di Spagna, con il titolo già assegnato a Kalle Rovanpera, c’è la tardiva riscossa di Mads Ostberg che con la Citroen C3 R5 vince davanti a Jan Kopecky ed allo stesso Rovanpera junior. Quarto Gus Greensmith con la Ford Fiesta R5 Mk2. Sparuta ma valida la pattuglia italiana in campo in Catalogna.

WRC-2019-Rally-Spagna-Kopecky
Jan Kopecky partecipa attivamente al titolo di Skoda nella WRC 2 Pro

Troviamo infatti “Pedro” ed Emanuele Baldaccini venticinquesimi con una Ford Fiesta R5 Mk2, Carlo Covi e Simone Angi trentasettesimi con una Ford Fiesta R2T19, i piemontesi Roberto ed Herbert Antonucci quarantunesimi con una Renault Twingo RS e Fabrizio Arengi Bentivoglio in coppia con Massimiliano Bosi quarantaduesimi con una Skoda Fabia R5. Nessuno di loro ha dovuto ricorrere al Super Rally. Unico ritirato è Mauro Miele su Skoda Fabia R5 fermato da un incidente nella quindicesima speciale. Fuori gioco anche il “rumeno” Simone Tempestini che con la Hyundai i20 R5 dà forfait all’inizio della terza giornata di gara. Dopo la tiratissima tappa WRC del Rally di Spagna, ora l’appuntamento è per metà Novembre con il Rally d’Australia, da alcune stagioni tappa conclusiva del Mondiale. L’evento “Down Under” sarà la passerella trionfale di Tanak, ed inoltre dovrà ancora assegnare il titolo della incertissima WRC 2.

pubblicità

CIR, al Rally 2 Valli blitz vincente di Crugnola con la VW Golf

Andrea Crugnola e Pietro Ometto con la Volkswagen Golf GTI R5 conquistano la vetta del Rally 2 Valli penultima tappa del CIR
Andrea Crugnola e Pietro Ometto con la Volkswagen Golf GTI R5 conquistano la vetta del Rally 2 Valli penultima tappa del CIR

Trionfo per Andrea Crugnola e Pietro Ometto con la Volkswagen Golf GTI R5 alla 37.a edizione del Rally 2 Valli, penultima tappa del CIR. Il lombardo torna al volante della vettura tedesca già pilotata ad inizio stagione e impone la sua legge ai “duellanti” per il titolo italiano 2019, ovvero Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5 e Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5. Il rush finale di Campedelli consente al romagnolo, sempre affiancato da Tania Canton, di portare a casa un secondo posto prezioso.

Un secondo posto preziosissimo in ottica di Campionato per Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5
Un secondo posto preziosissimo in ottica di Campionato per Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5

Con il gioco degli scarti infatti il divario su Basso, giunto terzo, è di appena un punto. Il Tuscan Rewind di fine Novembre sarà dunque una gara “dentro o fuori”, confermando il trend “incerto” delle ultime stagioni del CIR. Anche Crugnola è ancora matematicamente in gioco, pronto ad approfittare di qualsiasi problema dei suoi avversari. E in Toscana ci saranno anche gli specialisti del Campionato Italiano Rally Terra a rimescolare le cose, primo fra tutti Stephane Consani che al recente Nido dell’Aquila ha già dimostrato di non temere Campedelli.

Completa il podio del Rally 2 Valli un indomito Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5
Completa il podio del Rally 2 Valli un indomito Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5

Tornando al Rally 2 Valli, spicca il buon quarto posto di Luca Bottarelli con la Skoda Fabia R5 dopo un’uscita nello shakedown che poteva rivelarsi esiziale per la corsa. Il lombardo riesce comunque a partire finendo ai piedi del podio e regolando una vecchia “volpe” come Antonio Rusce, anche lui su Skoda Fabia R5. Con Umberto Scandola assente nel rally di casa, “l’onore” Hyundai lo salva Giacomo Scattolon che porta al sesto posto la sua i20 R5 dopo una gara tutta d’attacco.

Quinta piazza occupata da Antonio Rusce con la Skoda Fabia R5
Quinta piazza occupata da Antonio Rusce con la Skoda Fabia R5

Per il figlio d’arte anche la soddisfazione di precedere Luca Rossetti che con la Citroen C3 R5 sconta una doppia foratura all’inizio della seconda giornata, precipitando in classifica. La rimonta del friulano è veemente ma il settimo posto finale sembra tagliare “Rox” fuori dai giochi per il titolo. La corsa veronese comunque assegna subito alcuni allori. Il titolo 2 Ruote Motrici lo vince Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2B. Il toscano e Nicolò Gonella sono noni assoluti dietro al locale Michele Griso -primo nel Trofeo Peugeot Competition 208 Top- e chiudono i giochi con una gara d’anticipo.

La prima delle Hyundai i20 R5 è settima con Giacomo Scattolon
La prima delle Hyundai i20 R5 è settima con Giacomo Scattolon

Deciso anche il titolo Femminile che va a Rachele Somaschini. Con la Citroen DS3 R3T la coraggiosa lombarda disputa una gara tutta d’attacco e regola nettamente la pur veloce Patrizia Perosino su Peugeot 208 R2B. Per la Perosino la piccola soddisfazione del secondo posto tra gli Over 55 alle spalle del locale Gianfranco Panato, velocissimo su Peugeot 106 A6. Restando agli Over 55, terzo posto per il giornalista Stefano Cossetti con l’unica DR1 Sr ancora in gara dopo l’immediato ritiro di Liberato Mongillo.

Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 sconta una doppia foratura all’inizio della seconda giornata e una rincorsa forsennata fino all'ottavo posto (Foto Marco Passaniti)
Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 sconta una doppia foratura all’inizio della seconda giornata e una rincorsa forsennata fino all’ottavo posto (Foto Marco Passaniti)

Chiusi i conti anche nella classe R1 che va a Daniele Campanaro al volante di una Ford Fiesta. Nel Trofeo Suzuki trionfa la Swift di Andrea Scalzotto ed ora l’attenzione è tutta per la gara di Como che vedrà il confronto tra i piloti Suzuki del CIR e quelli impegnati nel CI WRC. Quarantotto i concorrenti che terminano la gara Campionato Italiano Rally con la maggioranza dei ritiri dovuti a noie meccaniche, tra i piloti fuori causa vanno citati Paolo Strabello con la Peugeot 207 Super 2000, Andrea Bressan bloccato dall’alternatore della Citroen Saxo Vts A6 e “Mattonen” con la Mitsubishi Lancer Evo IX N4.

Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2B si aggiudica il titolo 2 Ruote Motrici (Foto Marco Passaniti)
Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2B si aggiudica il titolo 2 Ruote Motrici (Foto Marco Passaniti)

Senza gloria la gara di Luca Hoelbling che nella settima speciale si intraversa e blocca la sede stradale con la Hyundai i20 R5 causando lo stop delle partenze. Nella gara del Challenge Rally Zona, il piemontese Corrado Pinzano fa la voce grossa con la Skoda Fabia R5 precedendo l’identica vettura di Efrem Bianco, uno dei migliori piloti veneti.

Daniele Campanaro al volante di una Ford Fiesta primeggia nella classe R1
Daniele Campanaro al volante di una Ford Fiesta primeggia nella classe R1

Al traguardo giungono sessantuno concorrenti: tra questi spiccano Roberto Vescovi sesto con la Renault Clio con cui ha dominato la classe Super 1600 nel CI WRC e Federico Bottoni, settimo con la Renault New Clio R3C. L’intesa con Daiana Ramacciotti si conferma ottima e Bottoni viene visto da molti come un futuro talento dei rally italiani. Tormentato il Rally valido per il Campionato Italiano Rally Storico, che vede due speciali annullate: i primi passaggi di Santissima Trinità e Marcemigo.

Michele Griso è il primo nel Trofeo Peugeot Competition 208 Top (Foto Marco Passaniti)
Michele Griso è il primo nel Trofeo Peugeot Competition 208 Top (Foto Marco Passaniti)

Con “Lucky” e Fabrizia Pons impegnati vittoriosamente in Ungheria per il titolo Europeo, a vincere è la Porsche 911 RSR di Marco Bertinotti ed Andrea Rondi davanti alla Porsche 911 SC di Angelo Lombardo e Giuseppe Livecchi, schierata da Domenico Guagliardo. E terza un’ulteriore Porsche 911 SC con alla guida Roberto Rimoldi. Spezza il dominio della Porsche la Bmw M3 E30 di Paolo e Giulio Nodari, quarti. Nessuna fortuna per Riccardo Bianco, fratello di Efrem, costretto al ritiro per noie tecniche alla Ford Sierra Cosworth.

Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T conquista il titolo Femminile
Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T conquista il titolo Femminile

Sono trentaquattro gli equipaggi che concludono la gara CIRAS cui si aggiungono i sette della gara Trofeo Rally Zona, dominata da Giacomo Costenaro su Lancia Stratos. Nonostante l’ingombrante concomitanza del Rally Legend, il Due Valli si conferma gara di assoluto successo con ampia presenza di pubblico in tutte le speciali oltre all’ampio elenco iscritti. Uno spettacolo che quasi certamente si confermerà anche nelle prossime stagioni.

Il podio del Trofeo Suzuki con al centro il vincitore Andrea Scalzotto
Il podio del Trofeo Suzuki con al centro il vincitore Andrea Scalzotto
pubblicità

CIRT, al Rally Nido dell’Aquila si posa Consani Campione

Stephane Consani e Thibaut De La Haye con la Skoda Fabia R5, vincendo il Rally Nido dell’Aquila, conquistano il titolo CIRT 2019
Stephane Consani e Thibaut De La Haye con la Skoda Fabia R5, vincendo il Rally Nido dell’Aquila, conquistano il titolo CIRT 2019

Vincendo anche il Rally Nido dell’Aquila in programma a Nocera Umbra i transalpini Stephane Consani e Thibaut De La Haye con la Skoda Fabia R5 di Erreffe conquistano il titolo CIRT 2019. Epilogo prevedibile di una stagione trionfale per il binomio francese che ha sin qui vinto tutte le prove della serie, per ultima il San Marino Rally. A dir la verità, in Umbria, Paolo Andreucci e Rudy Briani hanno reso la vita difficile a Consani vincendo due speciali con la Peugeot 208 T16 R5 e dovendo accontentarsi della piazza d’onore per poco più di cinque secondi. L’edizione 2019 della storica gara nocerina vede al via anche altri due big del rallismo italiano.

Argento di giornata per Paolo Andreucci e Rudy Briani Peugeot 208 T16 R5
Argento di giornata per Paolo Andreucci e Rudy Briani Peugeot 208 T16 R5

Umberto Scandola e Guido D’Amore chiudono terzi con la Hyundai i20 R5, mentre Simone Campedelli e Tania Canton scivolano in sedicesima posizione con la Ford Fiesta R5, pagando nel secondo giro di gara cinquantacinque secondi per noie alla turbina. Il romagnolo purtroppo si è visto precedere dalle altre Ford Fiesta R5 dei gentleman driver Massimo Squarcialupi, undicesimo, e Stefano Madella tredicesimo. Al quarto posto assoluto termina la Skoda Fabia R5 del gettonatissimo pilota locale Francesco Fanari, che qui ha sempre fatto molto bene.

Quarto posto per Francesco Fanari con la Skoda Fabia R5
Quarto posto per Francesco Fanari con la Skoda Fabia R5

Per il pilota di Spello una gara di vertice, forte anche delle note di Pietro Elia Ometto, ex-codriver di Campedelli. Briciole di gloria per Nicolò Marchioro e Mauro Trentin con le Skoda Fabia R5, rispettivamente quinto e sesto in classifica finale. Settimo chiude Luigi Ricci con la Hyundai i20 R5 di Bernini in livrea nero-giallo fluo. La terza Hyundai i20 R5 in gara, pilotata da Mauro Sipsz con la leggendaria Fabrizia Pons alle note, viene eliminata già sul primo passaggio del Monte Pennino dal cedimento di un mozzo, danneggiato nel passaggio inaugurale di Monte Alago.

Umberto Scandola e Guido D’Amore chiudono terzi con la Hyundai i20 R5
Umberto Scandola e Guido D’Amore chiudono terzi con la Hyundai i20 R5

La Top Ten assoluta la completano le Skoda Fabia R5 di tre veterani degli sterrati nostrani. Ottavo Luciano Cobbe con Fabio Turco sul sedile di destra; noni gli sloveni Aljosa Novak e Jaka Cevc; al decimo posto l’imprenditore del beverage Tullio Versace con Cristina Caldart alle note. Nonostante le condizioni meteo ottimali la corsa si conferma estremamente selettiva ed alcune classi vengono decimate lungo la marcia. In Gruppo N il locale Christian Gabbarrini viene eliminato da un principio di incendio alla Subaru Impreza Sti, lasciando strada libera verso la vittoria ad Emanuele Silvestri su Mitsubishi Lancer Evo IX.

Ottimo Nicolò Marchioro con la Skoda Fabia R5, quinto in classifica
Ottimo Nicolò Marchioro con la Skoda Fabia R5, quinto in classifica

Anche in R3T e R2B la lotta per la vittoria viene decisa da alcuni ritiri. Nella prima classe Filippo Baldinini si ferma all’inizio dell’ultimo giro di prove per noie alla batteria: Andrea Coti Zelati e Marinella Bonaiti vincono il derby tra le Citroen DS3 e soprattutto il titolo di classe. Tra le R2B stop in extremis per Enrico Oldrati ed Elia De Guio con la Ford Fiesta che il prossimo weekend impiegheranno al Wales Rally e vittoria per Filippo Epis su Peugeot 208, davanti a “Barone jr” su identica vettura. Gara ad eliminazione in N3. Il primo a farsi da parte è Germano Ongaro con la Opel Astra GTC, poi tocca alla Opel Astra OPC del toscano Iacopo Lucarelli fermarsi per noie tecniche.

Ottima prova di Barone jr su Peugeot 208
Ottima prova di Barone jr su Peugeot 208

Lorenzo Codecà, specialista delle gare Tout Terrain, è quindi eliminato dal cedimento dei freni della propria Subaru Impreza con successiva toccata sul secondo passaggio del Monte Pennino. Resta così solamente la Renault Clio RS di Davide Cagni e Stefano Palù che vince a mani basse. Peggio ancora va in RS Plus 1.6 con la Suzuki Swift di Oreste Milani e Davide Pisati che non riparte dal parco assistenza dopo il secondo giro di speciali, lasciando la classe senza vincitore. Tutto “tranquillo” invece per i soli rappresentanti della Super 2000 e della N2, ovvero Dario Scapin su Peugeot 207 e Giacomo Matteuzzi su Peugeot 106.

Settimo chiude Luigi Ricci con la Hyundai i20 R5 in livrea nero-giallo fluo
Settimo chiude Luigi Ricci con la Hyundai i20 R5 in livrea nero-giallo fluo

I due riescono a terminare regolarmente la gara intascando la vittoria di classe. Anche in questo caso però ci sono delle sorprese: Matteuzzi riesce con la sua 106 “tricolore” a precedere nell’Assoluta la 207 Super 2000 dell’avversario, rallentata da una rovinosa toccata nel secondo giro di prove. Per Matteuzzi ed il copilota Marco Piazzini alla fine vittoria celebrata in modo davvero speciale, con tanto di inno nazionale sul palco d’arrivo. Ventuno equipaggi completano il difficile rally umbro organizzato egregiamente da PRS Group.

Dario Scapin su Peugeot 207 Super 2000
Dario Scapin su Peugeot 207 Super 2000

Tra i Side By Side, tutti Yamaha YXZ, c’è subito il ritiro per uscita di strada di Mauro Vagaggini e rimangono solo tre equipaggi, con Alessandro ed Emiliano Tinaburri che battono Alessandro e Marco Trivini Bellini poi Gianluca Bosio e Monica Galesi. Prossima ed ultima gara del Campionato Italiano Rally Terra il Tuscan Rewind di fine novembre, che sarà valido anche quale finale del CIR.

pubblicità

CIVM, bottino pieno per Faggioli alla Monte Erice

Il podio della 61° edizione della Monte Erice, terz’ultima gara del CIVM, con Fabbioli, Merli e Cubeda

Terz’ultima gara del CIVM alla 61° edizione della Monte Erice e vittoria nettissima per il neo-campione Europeo della Montagna Simone Faggioli con la Norma M20 FC Zytek E2SC 3000. Il fiorentino batte l’amico e rivale Christian Merli che con la Osella FA 30 Zytek LRM E2SS 3000 accusa un ritardo di quattro secondi e ventidue centesimi. Si protrae dunque nel CIVM il duello che ha visto Faggioli e Merli dividersi clamorosamente il titolo CEM 2019.

Francesco Conticelli, sempre amatissimo dal pubblico ericino, chiude appena ai piedi del podio

Terzo posto per la Osella FA 30 E2SS 3000 di Domenico Cubeda davanti all’identica vettura del locale Francesco Conticelli, sempre amatissimo dal pubblico ericino. Quinto posto assoluto per Omar Magliona con la Osella Pa2000 E2SC 2000, davanti al veloce Sergio Farris che con la Osella PA2000 Evo E2SC 2000 dimostra buone cose sul tarmac trapanese.

Bel nono posto per Giuseppe Spoto con la Radical Prosport Evo E2SC 1600

Federico Liber dimostra di avere ormai smaltito l’urto di Lucine e chiude settimo e primo in E2SS 1600 con la Gloria C8P Evo, davanti alla Osella Pa21 JRB del potentino Achille Lombardi che sbanca la E2SS 1000. Bel nono posto per lo “slalomista” Giuseppe Spoto con la Radical Prosport Evo E2SC 1600 davanti a Franco Caruso con una Lola B99/50 E2SS 3000.

Nel Gruppo A vince Marco Calderone con la Peugeot 106 A1600

Per quanto riguarda gli altri gruppi, in E2 Silhouette trionfo per Marco Gramenzi con l’Alfa Romeo 4C davanti all’identica vettura di Alessandro Gabrielli e alla Ford Escort Mk2 di Noel Galea, uno dei numerosi maltesi in gara. In E1 Italia Giuseppe D’Angelo con la Renault Clio E1 2000 batte il piemontese Giovanni Regis con la Peugeot 106 E1 1600 e Angelo Palazzo che spadroneggia in E1 3000 con la Peugeot 308 Cup.

Rosario Parrino

Non male anche Giuseppe Aragona quarto di gruppo e secondo in E1 1600 con la sua Peugeot 106. In GT ancora vittoria per Lucio Peruggini nel derby di Lamborghini Huracan che lo contrappone a Rosario Parrino giunto alle sue spalle. Terzo Roberto Ragazzi con la Ferrari 488 Challenge davanti all’identica auto del reatino Maurizio Pitorri. Solita penuria di mezzi in Gruppo A vinto da Marco Calderone con la Peugeot 106 A1600 davanti ad alcuni piloti locali.

Cristian Burgio con una Renault Clio RS Light vince nella Produzione di Serie

In Gruppo N il pugliese Giovanni Lisi impone la sua Honda Civic Type-R N2000 davanti a Rocco Errichetti con la Peugeot 106. Il lucano fa sua la vittoria in N1600 dopo la mala parata di Gubbio. Alle loro spalle solamente piloti locali, a dimostrazione della perdurante crisi del raggruppamento. In Racing Start Plus il dominio delle Mini Cooper S di Giacomo Liuzzi e Vito Tagliente viene in parte scalfito da Salvo Guzzetta terzo di Gruppo con la Renault Clio RS davanti a Ignazio Amato.

In Racing Start Plus Salvo Guzzetta è terzo di Gruppo con la Renault Clio RS

In Racing Start “semplice” i protagonisti del CIVM riducono all’impotenza il folto gruppo di piloti locali con vittoria di Giovanni Angelini su Oronzo Montanaro e Giovanni Loffredo, tutti e tre al volante di Mini Cooper John Cooper Works. Loffredo è però al volante di una vettura RS Diesel 2.0. Ai piedi del podio di Gruppo i pugliesi Angelo Loconte e Giovanni Magdalone sempre su Mini Cooper S. In Produzione Evo ennesima passerella di piloti locali ed è Vincenzo Sgarlata a spuntarla con la Renault 5 GT Turbo.

In Gruppo N il pugliese Giovanni Lisi impone la sua Honda Civic Type-R N2000

Anche nella Produzione di Serie il “regolare” Raffaele Lo Schiavo con la Citroen Saxo Vts 1600 è costretto al sesto posto di gruppo: a vincere è Cristian Burgio con una Renault Clio RS Light. Il resto del gruppo è composto unicamente da vetture di piloti di zona. Leggermente meno ricco il gruppo delle Bicilindriche con Antonino Cardillo primo con la Fiat 500. Ben 171 le vetture Moderne classificate, con la maggioranza dei ritiri dovuta a noie tecniche.

Nella Bicilindriche Antonino Cardillo è primo con la Fiat 500

Tra le Autostoriche si classificano in sessantasei. La validità per il Campionato Italiano Velocità Autostoriche Salita permette di avere al via diversi piloti “continentali” tra cui spicca Antonio Lavieri che vince con la Ralt RT 32 in livrea Marlboro. Sconfitto Ciro Barbaccia con la Osella PA 6/9. Solo sesto Piero Lottino con la Osella Pa9/90 mentre Uberto Bonucci marca visita preferendo gareggiare, con scarso successo a causa di noie elettriche, alla Buzetski Dani Most valida per l’Europeo Storico.

pubblicità

WRC, il Rally di Turchia rilancia Citroen e Ogier

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia a bordo della Citroen C3 WRC, con la vittoria al Rally di Turchia si rimettono in gioco per il titolo

Nel WRC poteva essere la gara della definitiva fuga di Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC, invece il Rally di Turchia segna il ritorno in auge della Citroen con Sebastien Ogier e Julien Ingrassia primi ed Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm secondi. Le Citroen C3 WRC non sbagliano nulla e i giochi per il titolo rimangono aperti anche se Tanak vanta un margine di diciassette punti su Ogier. L’estone può maledire le noie elettriche che lo colpiscono in trasferimento alla nona speciale di Datca retrocedendolo in fondo alla classifica. Ogier e Lappi da quel momento hanno la corsa in pugno.

Andreas Mikkelsen è il migliore pilota Hyundai con la i20 Coupé WRC, chiude sul terzo gradino del podio

Nell’undicesima speciale Ogier passa in testa e ci rimarrà fino alla fine. Alla fine il francese vanta trentaquattro secondi di vantaggio sul compagno di team; unica “pecca” di un weekend perfetto per il campione in carica, la prova di forza finale di Ott Tanak che fa il miglior tempo sulla diciassettesima ed ultima speciale, la “Power Stage” di Marmaris 2, racimolando così cinque punti che permettono all’estone di contenere in qualche modo i danni. Per Tanak alla fine solo il sedicesimo posto assoluto davanti alla Skoda Fabia R5 di un nome abbastanza noto agli appassionati italiani di rally, Burak Cukurova, un tizio che si fa vedere spesso nei rally più importanti del Nord Italia come il recente Rally del Friuli.

Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm, con il secondo posto partecipano alla bella doppietta Citroen al Rally di Turchia

Per la Toyota una giornata storta, con Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila sesti e Kris Meeke e Sebastian Marshall immediatamente dietro. Con le Toyota in ombra sono le Hyundai i20 Coupé WRC le principali inseguitrici delle Citroen. Thierry Neuville però fallisce l’opportunità di rientrare in corsa per il titolo chiudendo solamente ottavo; è Andreas Mikkelsen il migliore pilota della casa coreana, sul terzo gradino del podio davanti alla Ford Fiesta WRC di Teemu Suninen e Janne Lehtinen.

La prima Toyota Yaris WRC la troviamo al sesto posto con Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila

La Hyundai i20 Coupé WRC di Dani Sordo e Carlos Del Barrio arriva quinta al traguardo, confermando le grandi capacità dello spagnolo. La Ford schiera in Turchia anche Pontus Tidemand ed Ola Floene che sono noni con la Fiesta WRC. La casa dell’Ovale Blu si regala qualche soddisfazione nel WRC 2 Pro che vede la vittoria di Gus Greensmith con la Ford Fiesta R5 MkII. Per il britannico anche la soddisfazione del decimo posto assoluto: ampio il vantaggio sulla Skoda Fabia R5 evo di Jan Kopecky. Con questo successo Greensmith raggiunge al secondo posto in classifica di campionato l’ufficiale Citroen Mads Ostberg, assente in Turchia. Weekend storto per Kalle Rovanpera penalizzato da problemi tecnici che lo relegano al terzo posto di classe, con enorme ritardo su Greensmith e Kopecky.

Ai piedi del podio c’è la Ford Fiesta WRC di Teemu Suninen e Janne Lehtinen

Il finnico mantiene comunque la vetta del campionato con cinquantasei lunghezze sui principali inseguitori. In WRC 2 insolita riduzione di partecipanti e colpo di scena in ottica campionato con il successo del polacco Kajetan Kajetanowicz su Skoda Fabia R5. Con questa vittoria l’ex-protagonista dell’ERC passa in testa alla classifica di categoria con 73 punti appaiando l’assente Nikolay Gryazin. Il ridotto numero di partecipanti consente ad alcuni comprimari di brillare: è il caso di Marquito Bulacia Wilkinson, secondo di classe sempre con una Skoda Fabia R5 e con Fabian Cretu alle note.

La Skoda Fabia R5 evo di Jan Kopecky chiude a ridosso della top ten

Al terzo posto troviamo Fabio Andolfi che dopo l’incidente al Rally di Germania si riscatta e, con il laziale Emanuele Inglesi alle note, compie una gara perfetta sulla propria Skoda Fabia R5. Senza il ritiro sull’asfalto tedesco, Andolfi avrebbe potuto anche fare qualche pensierino in ottica titolo. La corsa turca vede al via altri tre equipaggi italiani. Sfortunata la gara di “Pedro” con la Ford Fiesta R5 MkII, costretto a ricorrere al Super Rally ed alla fine classificatosi ventitreesimo. Va un po’ meglio a Fabrizio Arengi Bentivoglio che è ventunesimo con la Skoda Fabia R5 senza intoppi.

Sfortunata la gara di “Pedro” con la Ford Fiesta R5 MkII ventitreesimo con il Super Rally

“Percorso netto” anche per Carlo Covi che con la Peugeot 208 R2B termina ventiquattresimo ed ultimo. Senza una penalità di un minuto, avrebbe però evitato la “maglia nera”. Quattro i piloti costretti al ritiro, tra questi spicca il locale Bugra Banaz la cui Ford Fiesta R5 va a fuoco nella settima speciale. Poca fortuna infine per l’indiano Gaurav Gill con la Ford Fiesta R5 MkII, fermo sulla sedicesima speciale. Prossima tappa di campionato ad inizio ottobre in Galles. La lotta per il titolo sugli sterrati attorno a Llandudno si farà quanto mai agguerrita.

pubblicità

CIR, al Rally del Friuli Rossetti torna a sorridere

Vittoria casalinga al Rally del Friuli per Luca Rossetti ed Eleonora Mori con la Citroen C3 R5 (Foto Marco Passaniti)

Il Rally del Friuli segna la ripartenza del CIR dopo la sosta estiva e vede il trionfo della Citroen C3 R5 di Luca Rossetti ed Eleonora Mori. Per il friulano successo “in casa” tutt’altro che scontato, visto che nella prima giornata di gara è la Ford Fiesta R5 di Simone Campedelli e Tania Canton a condurre le danze vincendo tre delle quattro speciali disputate -annullato infatti il primo passaggio della Malghe di Porzus-.

Argento finale per Andrea Crugnola e Pietro Ometto con la Skoda Fabia R5

Rossetti però contiene bene i danni e passa all’assalto già all’inizio della seconda giornata di gara, con il miglior tempo sulla prima di Trivio San Leonardo che gli frutta il comando della corsa. L’alfiere Citroen quindi sigla il miglior personale anche nella PS successiva, a Drenchia, portando a quattro secondi e due decimi il vantaggio su Campedelli, mentre Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con una Skoda Fabia R5 sono staccati di ben mezzo minuto.

Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con la Skoda Fabia R5 con il terzo posto mantengono la testa del CIR

Il veneto passa quindi all’attacco sul primo transito di Mersino vincendolo, ma recupera solo pochi secondi nei confronti di Rossetti e Campedelli junior. Sulla seconda di Trivio San Leonardo il romagnolo sigla il miglior tempo, ma Rossetti contiene bene e mantiene un vantaggio di quattro secondi e due decimi. Sul secondo passaggio di Drenchia il colpo di scena: Campedelli incappa in una doppia foratura perdendo tempo preziosissimo e retrocedendo addirittura dodicesimo assoluto.

Il podio della tappa post-ferie del CIR al Rally del Friuli

Per Luca Rossetti ed Eleonora Mori è la consacrazione: nell’ultima piesse di Mersino lasciano sfogare la Skoda Fabia R5 di Andrea Crugnola e Pietro Ometto, che siglando il miglior tempo conquista in extremis il secondo posto ai danni di Basso. Per la Citroen C3 R5 è un successo importante dopo la mala parata del Rally di Roma Capitale.

Vittoria per Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2B tra le 2 Ruote Motrici (Foto Marco Passaniti)

Con questo successo Rossetti recupera punti preziosi in ottica titolo e ora la classifica del Campionato Italiano Rally si fa davvero corta: Basso è ancora leader, ma bisognerà fare i conti con il gioco degli scarti. Con il sesto posto ottenuto in Friuli, Campedelli perde ulteriore terreno in Campionato e rischia perfino di perdere il terzo posto per mano di Crugnola.

Quarto posto per la Skoda Fabia R5 di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia

Tornando alla classifica di gara, va detto che il quarto posto lo conquista la Skoda Fabia R5 di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia dopo una gara priva di stramberie. Fa piuttosto scalpore il quinto posto della Renault Clio Williams A7 dei locali Marco Zannier e Marika Marcuzzi che si prendono anche il lusso di precedere Campedelli. Per i due un weekend da ricordare: è inoltre la prima volta in tanti anni che una Clio Williams non arrivava così in alto in un evento titolato.

Giuseppe Testa e Massimo Bizzocchi chiudono secondi in CIR Junior

Vittoria tra le 2 Ruote Motrici per Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2B, per lui anche un bel settimo posto assoluto davanti alla Ford Fiesta R2 di Marco Pollara e Rosario Siragusano che invece fanno il vuoto nel CIR Junior. A completare la Top Ten Assoluta troviamo Michele Griso ed Elia De Guio che con la sua Peugeot 208 fanno il vuoto nel Trofeo Peugeot 208 Top, e Giuseppe Testa e Massimo Bizzocchi che chiudono secondi in CIR Junior. A completare il podio di questa categoria è Mattia Vita che precede di pochissimo Andrea Mazzocchi.

Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T svetta nel Femminile

Degno di nota poi il buon ventunesimo posto assoluto di Michele Buiatti con la Honda Civic N3. Per il friulano, messosi in mostra nel CIVM, anche la vittoria in N3. Anche altri due piloti del CIVM gareggiano in questo rally: parliamo di Elis Maha quarantesimo con una Peugeot 208 R2B e Claudio Gullo che con la piccola DR Motor DR1 vince la R1 A Nazionale ai danni di Marco Limoncelli. Fa festa anche Andrea Bressan che dopo tanta sfortuna vince la A6 con la Citroen Saxo Vts.

Mattia Vita completa il podio del CIR Junior

Nel Femminile gara sofferta per Rachele Somaschini che, nonostante un infortunio, con la Citroen DS3 R3T ha la meglio sulla Peugeot 208 R2B di Patrizia Perosino. Quarantaquattro i concorrenti che terminano la gara valida per il CIR. A questi si aggiungono trentaquattro equipaggi del Rally Regionale che, nonostante la “piccola” titolazione vede al via un cospicuo contingente straniero. Il favorito Rok Turk, con le note lette da Bianca Kacin su una Hyundai i20 R5, deve però accontentarsi del secondo posto dietro l’identica vettura di Filippo Bravi.

Lucio Da Zanche con la Porsche 911 SC si aggiudica il Rally Storico

Completa il podio la Skoda Fabia R5 di Luca Bottarelli che tiene alle spalle le identiche vetture del turco Burak Cukurova e del veterano locale Alberto Feragotto. Marco Marchiol vince la N3 con la Renault Clio RS mentre Loris Zanardo, dopo il successo a Scorzè, vince la A5 anche in Friuli con la propria Peugeot 205 Rallye. Quanto al Rally Storico, inizio tribolato con ben due speciali cancellate nella prima giornata. Nella seconda va meglio e Lucio Da Zanche trionfa con la Porsche 911 SC davanti alla Lancia Delta Integrale di “Lucky” Battistolli. Sono trentanove le vetture che terminano la gara storica sempre molto apprezzata dal pubblico.

pubblicità

CIVM, Merli vince sotto l’acqua il Trofeo Luigi Fagioli

Il podio del Trofeo Luigi Fagioli a Gubbio, nona tappa del CIVM, con Christian Merli, Simone Faggioli e Denny Zardo

Edizione 2019 elettrizzante per il Trofeo Luigi Fagioli a Gubbio, nona tappa del CIVM. La decisione di posticipare la gara di una settimana per evitare la concomitanza con Saint Ursanne consente di avere al via Christian Merli e Simone Faggioli, impegnati in un acceso duello per la conquista del CEM. Sfortunatamente, il meteo ci mette lo zampino e dopo un primo temporale avvenuto subito dopo la disputa delle prove, le condizioni climatiche si guastano poco dopo l’inizio della seconda manche di gara. Le Autostoriche riescono a salire con ancora un po’ di sole ed anche le Bicilindriche e la Smart EQ Fortwo E-Cup del bresciano Marco Maffessoli salgono in condizioni meteo decenti.

Angelo Marino con la potente Lola B99/50 Zytek E2SS 3000

Con le partenze delle prime Racing Start il tempo si guasta in modo consistente. Salgono con pista asciutta le Racing Start RS 1.4, ma poco dopo la partenza di Marco Mandoloni con la Citroen Saxo Vts Racing Start RS 1.6 la pioggia comincia a cadere su una parte del percorso, diventando sempre più fitta. I piloti riescono a mantenere il controllo dei mezzi. Solamente l’altoatesino Lukas Kerschbaumer rimane vittima di una toccata con il posteriore destro della Citroen Saxo Vts, ma riesce a riprendere il controllo del mezzo e a portarlo al traguardo. La pioggia si infittisce, in cima crepitano anche molti colpi di tuono e si decide saggiamente di sospendere la gara per il cambio gomme.

Vittoria di Lucio Peruggini in GT con la Lamborghini Huracan

La sosta si protrae per un’ora circa e la gara riparte proprio quando la pioggia concede una tregua. Al nuovo via mancano però una quarantina di concorrenti sprovvisti di gomme rain: molti piloti di monoposto e prototipi saltano Gara 2, ma anche diversi piloti della E1 come Maurizio Contardi con la Honda Civic V-Tec e Tano Turrin con la potentissima Citroen Saxo Vts e, purtroppo la Volkswagen Golf GTI TCR di Ilario Bondioni iscritta in Racing Start Plus e “vedette” della corsa. Nonostante la pista bagnata non si verificano interruzioni per incidenti e, nonostante la pioggia incrementi di nuovo di intensità verso fine gara, i primattori della prima manche Merli e Faggioli prendono comunque il via.

Ottima gara di Vito Tagliente con la Mini Cooper JCW

Merli, già in vantaggio con la Osella FA 30 Zytek LRM E2 SS 3000, aumenta il vantaggio sulla Norma M20 FC E2SC 3000 di Faggioli a tre secondi e ventotto decimi iscrivendo il suo nome sull’albo d’oro della gara umbra. Denny Zardo completa il podio con una Norma M20 FC identica a quella di Faggioli precedendo di pochissimo l’austriaco Christoph Lampert con la Osella FA 30 curata dal team di Christian Merli. Quinto con la Osella Pa21 Evo 2000 E2SC 2000 il sardo Omar Magliona, che non si lascia intimidire dall’asfalto zuppo. Il maltempo condiziona la gara promuovendo alcune “piccole” vetture in alto.

Vittoria tra le Bicilindriche di Tonino Caltabiano con la Fiat 500

E’ il caso di Federico Liber nono con la Gloria C8P Evo E2SS 1600. Il veronese nonostante il cruento ritiro patito a Lucine dimostra di non avere perso lo smalto e si prende il lusso di battere la potente Lola B99/50 Zytek E2SS 3000 di Angelo Marino. Bene anche Mirko Zanardini: il lombardo, regolare protagonista del Campionato Italiano Sport Prototipi, porta la sua Wolf GB 08 Thunder alla vittoria in E2SS 1000 e soprattutto al dodicesimo posto assoluto. Grande successo di Lucio Peruggini in GT con la Lamborghini Huracan, che va a precedere la Osella PA21 S di Gianni Urbani che trionfa in Gruppo CN. I due chiudono rispettivamente quattordicesimo e quindicesimo assoluto.

La Smart EQ Fortwo E-Cup del bresciano Marco Maffessoli

Bene anche Ettore Bassi, l’attore è secondo in E2SC 1600 con la Osella Pa21 JRB preceduto dal solo Luigi Fazzino che con un’identica vettura è settimo assoluto. Il Gruppo E1 Italia se lo aggiudica Daniele Pelorosso con la Renault Clio Proto davanti a Giuseppe D’Angelo su identica auto. Terzo Marco Sbrollini con la Lancia Delta Evo, penalizzato dal bagnato e ventiduesimo assoluto. Alle sue spalle nell’Assoluta troviamo un altro veloce pergolese, Franco Cimarelli con la Porsche 997 Cup. Il figlio del bravo Ferdinando è secondo tra le GT e precede la Tatuus F.Renault 2000 di Luca Bazzucchi, insidiato da presso perfino dal vincitore del Gruppo A Rudi Bicciato imprendibile con la Mitsubishi Lancer Evo A Oltre 3000.

Marco Gramenzi brilla in E2 Silhouette con l’Alfa Romeo 4C

In Gruppo A meravigliosa gara per Tobia Zarpellon che con la Bmw M3 E36 è secondo di Gruppo davanti alla Subaru Impreza Wrx di Leonardo Spaccino. In E2 Silhouette, con Manuel Dondi subito fuori per guasto tecnico, brillano le Alfa Romeo 4C di Marco Gramenzi ed Alessandro Gabrielli, ma nella seconda manche regala emozioni il calabrese “Gabry Driver” che con la Honda Civic Ek4 1.6 fa il miglior tempo parziale di Gruppo prendendosi anche il lusso di sorpassare lungo la marcia la Fiat 127 del napoletano Antonio Ilardo, cantante molto noto a Napoli.

Gianni Urbani con la Osella PA21 S trionfa in Gruppo CN

Nonostante il sorpasso, Ilardo è quarto di gruppo dimostrando sull’asciutto di Gara 1 ottime cose. In Gruppo N, decimato dalle mancate verifiche, c’è la clamorosa vittoria di Gabriele Giardini, il pesarese guida magistralmente la sua Citroen Saxo Vts N1600 e batte la Subaru Impreza Sti del locale Cristiano Rossi, come sempre molto spettacolare. Derby lucano a suon di toccate per il terzo posto di Gruppo N e secondo posto in N1600. In prima manche Eugenio Marino striscia un guardrail con il fianco sinistro della Peugeot 106, ma nella seconda gara sul bagnato è Rocco Errichetti a sbagliare staccando il paraurti della propria 106 e cedendo a Marino il “bronzo” di gruppo ed “argento” di classe.

Vittoria in casa sofferta per Deborah Broccolini con la Mini Cooper S in Coppa Dame

In Racing Start trionfo Mini RSTB 1.6 con Giovanni Angelini davanti ad Oronzo Montanaro, ma Riccardo Martelli, salito con la pista ancora quasi asciutta, stupisce con il terzo posto di gruppo e l’affermazione in RS 1.6. In Racing Start Plus tripletta Mini Cooper JCW con Giacomo Liuzzi che batte Vito Tagliente e Romy Dall’Antonia, al ritorno dopo tanti anni passati in pista. Appena due classificati in Produzione Evo con l’orvietano Gabriele Bissichini vincente con la Renault Clio Williams ai danni della Subaru Impreza Wrx di Enrico Francia. In Produzione S Lukas completa la domenica d’oro della famiglia Bicciato vincendo il Gruppo con la Honda Civic Ek4 davanti alla Renault Clio Williams di Martino Sisto e alla Citroen Saxo di Mattia Chioccia.

Il Gruppo E1 Italia se lo aggiudica Daniele Pelorosso con la Renault Clio Proto

Le Bicilindriche, salite tutte con pista asciutta, vedono primeggiare Tonino Caltabiano con la Fiat 500 davanti al calabrese Angelo Mercuri. In Coppa Dame successo sofferto in casa per Deborah Broccolini con la Mini Cooper S: nella seconda manche la veloce Camilla Bisceglia capitalizza il fatto di partire con la strada ancora asciutta e fa suo il miglior tempo parziale tra tutte le Ladies. Camilla precede le colleghe Giulia Gallinella e Martina Crocenzi come lei al volante di Peugeot 106 RS 1400. Perde terreno sul bagnato Martina Raiti con la Osella Pa21 Junior, in difficoltà anche Paola Pascucci con la Mini Cooper S, la viterbese rastrella comunque punti preziosi.

In Gruppo N vince Gabriele Giardini con la Citroen Saxo Vts N1600

Chiude la classifica Femminile la Peugeot 206 Racing Start 2000 di Elisa Francese mentre Margherita Vezzosi non parte in seconda manche con la Peugeot 106 Racing Start Plus 1400 giocandosi il podio di classe. In questa gara del Campionato Italiano Velocità Montagna sono 177 le Auto Moderne classificate. Si aggiungono poi 49 Storiche: tra le Youngtimer giornata di gloria per Adolfo Bottura che trionfa con una Osella Pa9/90 davanti alla March 783 di Antonio Angiolani ed alla Sala Special di Mario Sala.

pubblicità

WRC, implacabile tripletta Toyota al Rally di Germania

Vittoria netta di Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC al Rally di Germania

Trionfo per la Toyota al Rally di Germania, decima tappa del WRCCampionato Mondiale Rally 2019. La casa giapponese monopolizza il podio con le sue tre Toyota Yaris WRC creando il vuoto in vetta alla classifica piloti con la vittoria netta di Ott Tanak e Martin Jarveoja, perfetti su un tarmac tedesco sempre molto infido. Rispetto agli anni scorsi, decisamente migliori le condizioni meteo e la selezione tra i “big” è decisamente minore. Solo Teemu Suninen e Janne Lehtinen con la Ford Fiesta WRC sono costretti a ricorrere al Super Rally per problemi idraulici patiti già nella seconda speciale, il primo passaggio della Stein und Wein.

Il podio del Rally di Germania, decima tappa del WRC, tutto targato Toyota Gazoo Racing

L’equipaggio finnico terminerà solamente ventinovesimo e le loro difficoltà faciliteranno il compito dello squadrone Toyota. Dietro un Tanak a dir poco stellare ed apparentemente lanciato verso il suo primo titolo mondiale, troviamo un Kris Meeke che sembra rinato dopo una lunga serie di cattive performances ed anche qualche incidente. L’inglese ed il copilota Sebastian Marshall rifilano quasi sedici secondi di distacco ai compagni di team Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila che completano il podio tutto Toyota. Le tre posizioni ai piedi del podio sono possedimento esclusivo per la Hyundai.

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul pizza la prima Hyundai ai piedi del podio

Quarto posto per Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul che si aggiudicano anche la Power Stage conclusiva, il secondo passaggio di Dronthal. Il belga in tal modo limita i danni in ottica campionato; in aiuto di Neuville giunge anche il mezzo minuto di penalità inflitto a Dani Sordo e Carlos Del Barrio che si “giocano” la medaglia di rame finendo quinti dopo un’altra ottima gara. Meno incisivi Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger sesti con la terza Hyundai. Mikkelsen precede di dieci secondi ed un decimo il grande sconfitto della corsa tedesca, il transalpino Sebastien Ogier.

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC è soltanto settimo

Il campione in carica ed il copilota Julien Ingrassia, con la Citroen C3 WRC, non interpretano al meglio la gara tedesca e solo la penalità di venti secondi inflitta ai compagni di team Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm li salva da una debacle ancora peggiore. Weekend nero per la Ford che porta in zona punti una sola vettura, la Fiesta WRC di Gus Greensmith, che paga la mancanza di esperienza con queste potenti vetture. A chiudere la top ten troviamo quindi il sorprendente Katsuta Takamoto con alle note Daniel Barritt ed al volante di una Toyota Yaris WRC.

La prima Fiesta WRC è nona in classifica ed è di Gus Greensmith

Per il nipponico, pupillo di Tommi Makinen, un weekend veramente da ricordare. Era dai tempi di Fujimoto che un giapponese non arrivava così in alto in una gara del WRC. Immediatamente a ridosso della top ten, la Skoda Fabia R5 Evo di un grande Jan Kopecky. Il ceco, fresco di trionfo al casalingo Barum Rally, fa bottino pieno in WRC 2 Pro. Battuti Eric Camilli con la Ford Fiesta R5 MkII e l’ottimo Kalle Rovanpera che rimane leader di Campionato con la Skoda Fabia R5 ufficiale. Perde punti preziosi Mads Ostberg quarto di classe con la Citroen C3 R5.

Un grande Jan Kopecky con la Skoda Fabia R5 Evo fa bottino pieno in WRC 2 Pro

Meno ricco del solito il gruppo delle WRC 2 dominato dai tedeschi Fabian Kreim e Marijan Griebel, primo e secondo di classe con la Skoda Fabia R5. Terzo è Kajetan Kajetanowicz con la Volkswagen Polo GTI davanti al “rumeno” Simone Tempestini con la Hyundai i20 R5. Quinto il russo Nikolay Gryazin che torna al volante della Skoda Fabia R5 incidentata al Rally di Roma Capitale. Il figlio d’arte è chiaramente demoralizzato dopo l’incidente al Barum Rally e cerca di limitare i danni. Purtroppo tra i piloti della WRC 2 si registra il brutto incidente di Fabio Andolfi e Simone Scattolin con la Skoda Fabia R5.

Enrico Brazzoli porta matematicamente il titolo FIA R-GT Cup nella Casa dello Scorpione

Per il navigatore anche alcune fratture che lo costringeranno ad una lunga degenza. L’unico italiano in WRC 2 a vedere il traguardo è dunque “Pedro” nono di classe con la Ford Fiesta R5 davanti al solo Guillaume De Mevius con la Citroen C3 R5, costretto a ricorrere al Super Rally. L’Italia “piange” anche nella RGT Cup visto che Enrico Brazzoli, unico al via con l’Abarth 124 Rally, viene stoppato da noie tecniche e non vede il traguardo. Il lato positivo della questione è che la matematica arriva in soccorso del pilota tricolore elevandolo al titolo di campione nel FIA R-GT Cup e con esso anche la Casa dello Scorpione.

L’unico italiano in WRC 2 a vedere il traguardo è “Pedro” nono di classe con la Ford Fiesta R5

Oltre a “Pedro” della pattuglia tricolore vedono la pedana di arrivo anche Marco Roncoroni trentatreesimo con una Skoda Fabia R5, Marco Oldani trentaseiesimo con una Peugeot 208 R2B ed il privatissimo Fabio Peruzzo che con una Peugeot 208 R2B chiude quarantesimo. Per questi tre piloti, la soddisfazione di non avere mai dovuto ricorrere al Super Rally. Sono quarantuno gli equipaggi a terminare la corsa tedesca, con la maggior parte dei ritiri dovuta a guasti meccanici. Si tornerà in campo a metà settembre con il Rally di Turchia, una gara su terra particolarmente importante nella corsa al titolo.

pubblicità

WRC, Tanak e Toyota esultano al Rally di Finlandia

Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC trionfano al Rally di Finlandia, nona tappa del WRC

Ott Tanak e Martin Jarveoja trionfano al Rally di Finlandia e mettono una seria ipoteca per la conquista del titolo WRC. Infatti ora l’estone vanta un margine di ventidue punti su Sebastien Ogier, giunto quinto con la Citroen C3 WRC, e venticinque su Thierry Neuville che con la Hyundai i20 Coupé WRC termina sesto. Una gara perfetta per la Toyota che oltre a vedere Tanak saldamente al comando per gran parte della corsa ed alla fine anche vincitore della Power Stage di Ruuhimaki, piazza sul podio anche Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila.

Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm con la Citroen C3 WRC conquistano il secondo gradino del podio al Rally di Finlandia

Il finnico finalmente non compie errori e sulle strade di casa si fa rivalutare con un bel bronzo. E l’ex-Mille Laghi rappresenta anche la gara della rinascita per Esa-Pekka Lappi che con Janne Ferm alle note conquista il miglior piazzamento stagionale, secondo con la Citroen C3 WRC, surclassando un Ogier mai così in difficoltà. Le prime linee Citroen e Hyundai steccano clamorosamente in questa gara così importante: il migliore pilota della casa coreana è Andreas Mikkelsen che termina quarto con Anders Jaeger.

Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila con la seconda Toyota Yaris WRC completano il podio

La Hyundai per questa occasione porta in campo anche Craig Breen e Paul Nagle ma il risultato dell’irlandese non è esaltante: chiude solo settimo alle spalle di Neuville, con una penalizzazione di venti secondi. Ford evanescenti in Finlandia: la migliore è quella di Teemu Suninen che termina solo ottavo dopo un buon inizio, mentre Gus Greensmith è vittima di un incidente. Alle spalle di Suninen si porta la Skoda Fabia R5 Evo di Kalle Rovanpera che trionfa in WRC 2 Pro e mette una seria ipoteca sul titolo di specialità con una performance maiuscola.

Il podio del Rally di Finlandia nona tappa del WRC

La Top Ten la completa invece Nikolay Gryazin. Il russo, vecchia conoscenza nelle nostre gare su pista, nonostante una toccata al posteriore nella prima giornata di gara si riscatta dalla mala parata del Rally di Roma e va a vincere in WRC 2 con la Skoda Fabia R5 davanti al locale Jari Huttunen con la Hyundai i20 R5 ed alla Volkswagen Polo GTI R5 di Johan Kristoffersson. Due regolari della serie mondiale WRC 2, Eric Camilli con la Ford Fiesta R5 e Pierre Loubet con la Skoda Fabia R5, terminano quarto e quinto di classe.

AI piedi del podio troviamo Andreas Mikkelsen e Anders Jaeger con la Hyundai i20 Coupé WRC

Loubet può ancora considerarsi fortunato ad essere uscito indenne da una pesante toccata nella penultima giornata di gara. Nella corsa finnica si esaltano anche molti dei protagonisti del JWRC, fra i quali Tom Kristensson e Jan Solans primo e secondo di classe con le Ford Fiesta R2T19. Lo svedese è diciassettesimo assoluto, mentre Solans gli è immediatamente dietro. Poco da fare per Enrico Oldrati che è sesto di classe dopo una gara senza errori e senza mai dovere ricorrere al Super Rally.

Teemu Suninen con la Ford Fiesta termina solo ottavo

Oltre al figlio d’arte lombardo c’è al via un solo altro nostro portacolori, Mauro Miele, che con Luca Beltrame sul sedile di destra porta la Skoda Fabia R5 ad un discreto venticinquesimo posto assoluto su quarantanove vetture classificate. Diversi i ritiri, alcuni per le tradizionali rovinose uscite di strada tipiche della corsa finlandese, altri per guasto meccanico come nel caso di Kris Meeke con la propria Toyota Yaris WRC, fermo nell’ultima giornata di gara dopo avere già staccato la posteriore sinistra nella seconda giornata di gara.

La Skoda Fabia R5 Evo di Kalle Rovanpera trionfa in WRC 2 Pro e mette una seria ipoteca sul titolo di specialità

Un cenno anche per il Vetomies, il Rally Nazionale aperto alle vetture più svariate disputato su una parte del percorso del Neste Rally. Folto il gruppo dei partenti puntualmente falcidiato da guasti meccanici favoriti dal percorso massacrante. Il Nelivetomies, per le vetture più potenti, lo vince Mika Rampanen con la Subaru Impreza Wrx davanti alla Mitsubishi Lancer di Seppo Kopra e a dodici altri classificati, mentre tra i 37 “superstiti” del Vetomies per le vetture più piccole vince Jesse Turunen con la Honda Civic Type-R davanti alla BMW M3 di Mika Lemmetti.

pubblicità