Parco partenti delle grandi occasioni al Rally Roma Capitale, gara che rappresenta il giro di boa del CIR e una delle gare più rappresentative dell’ERC.
Dopo l’iniziale sfuriata di Nikolay Gryazin con la Skoda Fabia R5 sulla prima speciale di Pico, seguita dall’uscita di strada del lettone con irrimediabile ritiro, sono i protagonisti del CIR ad alzare la voce.

Il primo passaggio di Roccasecca vede quindi il lombardo Andrea Crugnola passare in testa con la Skoda Fabia R5, posizione mantenuta anche sulla successiva prova di Santopadre-Arpino, ma dalla successiva prova di Pico, Crugnola fora al pari di numerosi altri piloti ed esce con un tempo altissimo.
Sempre a Pico fora anche la Citroen C3 R5 di Alexey Lukyanuk che perde tempo prezioso. Una successiva penalità di un minuto sarà poi la pietra tombale alle sue ambizioni di vittoria.

Passa così in testa Giandomenico Basso sempre su Skoda Fabia R5. Da quel momento il veneto non sarà mai più scalzato dalla vetta della classifica, anche se nella seconda giornata di gara Crugnola sigla il miglior tempo in tutte le PS dalla ottava alla sedicesima e conclusiva sulla spiaggia di Ostia.
La rimonta del lombardo gli frutta “solo” il terzo posto assoluto, ad un minuto dal vincitore Basso. Al secondo posto la Ford Fiesta R5 ufficiale di Simone Campedelli e Tania Canton autori di una gara positiva ma senza l’acuto sufficiente per puntare alla vittoria.

Il romagnolo resta comunque alle spalle di Basso nella classifica del CIR e già dal Rally del Friuli tenterà di rilanciare l’assalto alla vetta. Mastica amaro Lukyanuk che se non altro riesce a terminare questa gara per lui “stregata”.
Tra i partecipanti al Campionato Europeo Rally fa molto bene anche il ceco Filip Mares con la Skoda Fabia R5, quinto assoluto davanti alla Skoda di Chris Ingram.

Solo due gli italiani che riescono ad entrare in una Top Ten monopolizzata dai piloti ERC, comunque “sconfitti” dai big italiani.
Si tratta di Antonio Rusce e Marco Vozzo noni con la Skoda Fabia R5 seguiti da Umberto Scandola e Guido D’Amore decimi con la Hyundai i20 R5, confermando un periodo “nero” alla luce del ritiro per noie ai freni al San Marino Rally.

Per quanto riguarda le categorie minori del Campionato Italiano Rally, da segnalare l’ennesima gara ad eliminazione del CIR Junior.
Spiccano il ribaltamento di Andrea Mazzocchi e soprattutto la squalifica di Pollara che spegne il motore della sua Ford Fiesta al via della ottava PS: quando riparte sono passati venticinque secondi e l’esclusione è inevitabile.

Così Giuseppe Testa è l’unico superstite e fa punteggio pieno. Nel 2 Ruote Motrici successo per Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 davanti all’identica vettura di Davide Nicelli.
Nel Femminile trionfa Emma Falcon che con la Citroen C3 R5 è tredicesima assoluta. Migliore delle italiane Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T seguita dalla Peugeot 208 R2B di Patrizia Perosino.

In RGT Cup presenti solo tre Abarth 124 Rally con il polacco Dariusz Polonski che batte i nostri Zelindo Melegari ed Andrea Nucita che paga i problemi di turbo a fine prima giornata.
Sono quarantatré le vetture che terminano la gara CIR-ERC, tra i ritiri spiccano l’uscita di strada della Citroen C3 R5 di Luca Rossetti e l’incendio della Skoda Fabia R5 di Albert Von Thurn und Taxis.

Nel Rally R1 con al via Ford Fiesta, Suzuki Swift e DR DR1 e dieci classificati, vittoria per la Ford Fiesta di Daniele Campanaro mentre nel Rally di Pico nazionale trionfo per Gianni Gravante con la Ford Fiesta R5.
Qui sono ventisette gli equipaggi classificati con Giuseppe Bergantino secondo sulla Skoda Fabia R5.






