31 Maggio 2020

Nico Patrizi

94 ARTICOLI 0 Commenti

WRC, colpo grosso per Ogier al Rally del Messico

Al Rally del Messico, terza tappa del WRC, vittoria di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Toyota Yaris WRC
Al Rally del Messico, terza tappa del WRC, vittoria di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Toyota Yaris WRC

Il virus che ormai ha messo in ginocchio quasi l’intero pianeta, finisce per danneggiare anche il Rally del Messico 2020 -terza tappa del WRC-, anche se indirettamente. Nel paese nordamericano la situazione è ancora tranquilla, ma il governo inizia ad approntare proprio nel weekend una serie di misure restrittive sui viaggiatori provenienti dall’Europa. Per evitare che gli equipaggi del WRC restino bloccati in Messico, gli organizzatori sono costretti quindi a cancellare l’intero programma della tappa di domenica. Buon per Sebastien Ogier e Julien Ingrassia che con la Toyota Yaris WRC fanno bottino pieno, vincendo con merito e portandosi al comando della classifica di Campionato. Ogier capitalizza il weekend “negativo” di Elfyn Evans e Martin Scott che terminano solo quarti e retrocedono secondi in classifica con un ritardo di otto punti.

Il podio del Rally del Messico con Sebastien Ogier, Ott Tanak e Teemu Suninen
Il podio del Rally del Messico con Sebastien Ogier, Ott Tanak e Teemu Suninen

Per Ogier anche la soddisfazione di avere “contenuto” il rabbioso ritorno di Ott Tanak e Martin Jarveoja con la migliore Hyundai i20 Coupé WRC. L’estone termina secondo ma si morde le dita per il tempo perso il venerdì con un’uscita costatagli tempo prezioso ed anche qualche danno ad una sospensione. Tanak recupera punti preziosi, ma in classifica di campionato è solo quinto, complice lo schianto di Monte-Carlo. Grande gara per le Ford Fiesta WRC della M-Sport, ma per Esa-Pekka Lappi la corsa è compromessa da un principio d’incendio nella settima speciale, che finisce per calcinargli la macchina subito dopo il punto-stop. A salvare l’onore della casa dell’Ovale Blu troviamo Teemu Suninen e Janne Lehtinen che terminano terzi, davanti a Evans ed alla terza Toyota Yaris WRC di Kalle Rovanpera e Jonne Halttunen.

Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Hyundai i20 Coupé WRC conquistano il secondo gradino del podio
Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Hyundai i20 Coupé WRC conquistano il secondo gradino del podio

Al sesto posto un grande Pontus Tidemand che con la Skoda Fabia Evo R5 fa bottino pieno in WRC 2, recuperando punti preziosi sull’assente Mads Ostberg che comunque resta leader di campionato. Bene anche Nikolay Gryazin con la Hyundai i20 R5, secondo in WRC 2 e settimo assoluto. Si morde al contrario le dita Ole-Kristian Veiby con la Hyundai i20 R5 semi-ufficiale: per lui solo decimo posto assoluto e “bronzo” tra i WRC 2. Davanti a Veiby chiude la Ford Fiesta WRC di Gus Greensmith, penalizzata a metà gara da problemi tecnici. In WRC 3 dominio dei piloti sudamericani complici i problemi occorsi a Kajetan Kajetanowicz. Festa grande per Marquito Bulacia Wilkinson vincente sulla Citroen C3 R5 e ottavo assoluto. A navigare il boliviano, più volte protagonista del Campionato Italiano Rally Terra, c’è il nostro Giovanni Bernacchini.

Medaglia di bronzo per Teemu Suninen e Janne Lehtinen con la Ford Fiesta WRC
Medaglia di bronzo per Teemu Suninen e Janne Lehtinen con la Ford Fiesta WRC

Due Skoda Fabia R5 completano il podio di classe, pilotate dal cileno Emilio Fernandez e dal messicano Ricardo Trivino, molto apprezzato dal pubblico locale. Oltre a Lappi, nell’elenco dei ritirati finiscono anche Dani Sordo con la Hyundai i20 Coupé WRC ed il gettonatissimo Ken Block con la propria Ford Escort Cosworth auto-preparata. Entrambi sono stoppati da problemi al motore. Il radiatore ferma purtroppo la corsa dell’unico binomio italiano al via formato da Gianluca Linari e Nicola Arena su Ford Fiesta R5. Per loro stop all’inizio dell’ultima tappa “effettiva”. Solo ventuno gli equipaggi giunti al traguardo, con ben quattordici vetture fuori combattimento. Con l’esclusione di Lappi, per tutti il ritiro è dettato da problemi meccanici. Con il Rally d’Argentina rinviato per misura precauzionale sempre a causa del Covid-19 -non è escluso che possa essere reinserito addirittura come prova finale di campionato- la prossima gara di campionato sarà il Rally del Portogallo l’ultimo weekend di Maggio.

Raceday Rally Terra, il Rally Val d’Orcia è di Papadimitriou

John Papadimitriou e Allan Harryman con la Skoda Fabia R5 Evo si aggiudicano il il Rally Val d’Orcia 2020
John Papadimitriou e Allan Harryman con la Skoda Fabia R5 Evo si aggiudicano il il Rally Val d’Orcia 2020

John Papadimitriou e Allan Harryman con la Skoda Fabia R5 Evo sorprendono tutti e vincono il Rally Val d’Orcia 2020, penultima tappa del Raceday Rally Terra, regolarmente disputato nonostante le prime notizie dal Nord Italia sul diffondersi del Covid-19. Gli spettatori non sembrano comunque spaventati, ed un bel sole primaverile benedice la corsa che viene completata regolarmente. Papadimitriou, veterano con una lunga esperienza anche sugli sterrati toscani, approfitta del ritiro di alcuni “big” quali Luca Hoelbling costretto allo stop con la Hyundai i20 R5 per imprimere il proprio marchio alla corsa di Radicofani. Alle sue spalle la bagarre per il secondo posto è intensa e premia Andrea Carella che con una Skoda Fabia R5 batte sul filo di lana Andrea Maselli, in campo su una Hyundai i20 R5.

Il podio dell'assoluta al Rally Val d’Orcia, penultima tappa del Raceday Rally Terra
Il podio dell’assoluta al Rally Val d’Orcia, penultima tappa del Raceday Rally Terra

Per Maselli è “fatale” l’ultima PS di Radicofani dove Carella fa il miglior tempo scavalcandolo in classifica. L’ultima speciale vede anche il sorpasso di Gianmarco Donetto ai danni dello sloveno Aljosa Novak per il quarto posto. Sia il piemontese che Novak sono al volante delle “onnipotenti” Skoda Fabia R5. Sempre su Skoda Fabia R5 troviamo al sesto posto Jader Vagnini ed al settimo il veterano degli sterrati Luciano Cobbe, riuscito in extremis a sopravanzare la Ford Fiesta R5 MkII di Massimo Squarcialupi. Delude le attese Simone Romagna che con un’ulteriore Fiesta chiude soltanto nono, sia pure superando nelle ultime battute di gara l’imprenditore del beverage Tullio Versace con la Skoda Fabia R5 già impiegata regolarmente nello scorso CIRT.

Secondo posto sudato per Andrea Carella, anch'egli con la Skoda Fabia R5
Secondo posto sudato per Andrea Carella, anch’egli con la Skoda Fabia R5

Non male poi Tamara Molinaro che con una Citroen C3 R5 chiude ottima undicesima assoluta mostrando ampi margini di miglioramento. L’italo-tedesca supera di misura Rachele Somaschini che con la Citroen DS3 R3T macina comunque chilometri preziosi sullo sterrato in previsione del Valtiberina e di alcune partecipazioni “spot” al Campionato Italiano Rally Terra, ancora comunque da definire. Alle spalle della Molinaro è lotta a coltello per la vittoria in Gruppo N con due Mitsubishi Lancer protagoniste. E’ l’esemplare meno “fresco” Evo IX di Riccardo Rigo che impone la sua legge all’esemplare Evo X dello sloveno Darko Peljhan, che da queste parti vanta un piccolo ma significativo “fan club” grazie alla sua guida aggressiva.

Terzo gradino del podio per Andrea Maselli, in campo su una Hyundai i20 R5
Terzo gradino del podio per Andrea Maselli, in campo su una Hyundai i20 R5

Stavolta va male a Bruno Bentivogli con la Subaru Impreza Sti N11: “solo” terzo di Gruppo N e preceduto anche dalle Peugeot 208 dei dominatori della R2B, Alex Raschi e Niccolò Marchioro. Podio di classe R2B completato da Fabrizio Martinis sempre su Peugeot 208. In N5 molti nomi importanti al via ma quasi tutti costretti al ritiro, così a vincere è Ezio Soppa con la Ford Fiesta, ventisettesimo assoluto. Due posizioni più in alto troviamo Alessandro Beltramini che vince la Super 2000 con una Peugeot 207 approfittando dell’uscita di scena rovinosa di Andrea Sandrin. Un cenno gradito per la Bmw M3 E30 di Andrea Succi che vince la A8 e chiude ventinovesima assoluta.

Il podio del Campionato Italiano Rally Terra Storico al Rally Val d’Orcia con Sipsz, Mombelli e Rocchieri
Il podio del Campionato Italiano Rally Terra Storico al Rally Val d’Orcia con Sipsz, Mombelli e Rocchieri

Nel “derby toscano” per la supremazia in N3, vince l’aretino Davide Rosini davanti a Maurizio Morelli entrambi su Renault Clio RS. Sparuta presenza delle Super 1600 con Roberto Galluzzi primo su una splendida Suzuki Ignis. Tra i settanta equipaggi moderni giunti in fondo un cenno anche per l’albanese Florenc Caushi, primo in A0 con un’immortale Fiat Seicento. La corsa ospitava anche il primo round del Campionato Italiano Rally Terra Storico con appena quattro piloti superstiti a causa di varie rotture meccaniche. Successo meritato per Mauro Sipsz con la Lancia Stratos HF ai danni della Ford Escort RS 2000 MkI di Domenico Mombelli e della Opel Kadett GTE di Marcello e Luca Rocchieri.

WRC, al Rally di Svezia Evans trionfa sotto la pioggia

Poteva essere tripletta Toyota al Rally di Svezia, seconda tappa del WRC, se non si fosse inserita la Hyundai Hyundai i20 Coupé WRC di Ott Tanak ad occupare la piazza d'onore
Poteva essere tripletta Toyota al Rally di Svezia, seconda tappa del WRC, se non si fosse inserita la Hyundai Hyundai i20 Coupé WRC di Ott Tanak ad occupare la piazza d'onore

Edizione 2020 soffertissima per il Rally di Svezia, seconda prova del WRC. A causa delle condizioni climatiche insolitamente miti, la corsa dovrebbe disputarsi su sole undici PS, ma la Super Speciale iniziale di Karlstad viene trasformata in Shakedown per consentire ai concorrenti di familiarizzare con le “anomale” condizioni del percorso, in molti tratti completamente privo di ghiaccio. La “seconda” speciale di Hof/Finnskog è quindi la partenza effettiva del Rally di Svezia e su condizioni più simili a quelle di un “normale” rally su terra Elfyn Evans e Martin Scott conquistano subito il comando con la Toyota Yaris WRC. Alle loro spalle si portano Ott Tanak e Martin Jarveoja, in cerca di riscatto sulla loro Hyundai i20 Coupé WRC dopo la mala parata del Rally di Monte-Carlo, ma Evans è il pilota che meglio interpreta le “insolite” speciali svedesi e mantiene il comando senza problemi.

Non riescono a ripetere la performance del Rally di Monte-Carlo Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC, sesti al traguardo
Non riescono a ripetere la performance del Rally di Monte-Carlo Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC, sesti al traguardo

L’ultima tappa viene condizionata addirittura dalla pioggia battente, che costringe alla riduzione del programma alla sola Power Stage di Likenas. Su un percorso molto più simile ad una PS del Wales Rally, viste le pozzanghere e la melma, Evans amministra molto bene su Tanak vincendo con un margine di circa tredici secondi. Il miglior tempo della Power Stage lo consegue Kalle Rovanpera che in tal modo ha la meglio su Sebastien Ogier nel duello “fratricida” tra piloti Toyota per il gradino più basso del podio. Ogier e Julien Ingrassia si mordono le dita per la guida troppo conservativa mostrata nella Power Stage: piazzandosi terzi i due francesi si sarebbero portati in vetta alla classifica di Campionato. Al quinto posto troviamo Esa-Pekka Lappi che dimostra un costante progresso prestazionale sulla Ford Fiesta WRC della M-Sport. Lappi, con le note lette come sempre da un bravo Janne Ferm, si installa ben presto nella Top Five e detiene la posizione fino alla fine, confermando la ritrovata competitività dopo il disastroso 2019 con la Citroen.

La prima delle Ford Fiesta schierate al Rally di Svezia è quella di Esa-Pekka Lappi, quinto in classifica finale
La prima delle Ford Fiesta schierate al Rally di Svezia è quella di Esa-Pekka Lappi, quinto in classifica finale

Dopo la vittoria di Monte-Carlo, non si ripetono Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul costantemente nelle posizioni di rincalzo con la Hyundai i20 Coupé WRC; per loro sesto posto davanti ai compagni di team Craig Breen e Paul Nagle al debutto stagionale sulla vettura coreana. Con questo piazzamento, Neuville viene agganciato al comando della classifica di campionato da Evans. Teemu Suninen termina ottavo con la seconda Ford Fiesta WRC; al pari di Katsuta Takamoto nono con la Toyota Yaris WRC, il finnico si “impantana” nelle pozzanghere di Likenas perdendo tempo prezioso. Bella lotta per la vittoria in WRC 2 con Mads Ostberg che con la Citroen C3 R5 ufficiale ha la meglio su Ole Kristian Veiby con la Hyundai i20 R5 e su Pontus Tidemand al volante di una Skoda Fabia R5 Evo. In WRC 3 dominio finlandese con Jari Huttunen primo sulla Hyundai i20 R5 davanti a Emil Lindholm su Skoda Fabia R5 Evo.

Continua ala scia positiva della Citroen C3 R5, vincente con Mads Ostberg
Continua ala scia positiva della Citroen C3 R5, vincente con Mads Ostberg

La corsa svedese presentava anche il primo dei cinque round stagionali del Junior WRC, come sempre animato esclusivamente dalle Ford Fiesta R2T19 della M-Sport. L’evento svedese è dominato dai piloti scandinavi con Tom Kristensson che precede Martins Sesks e Ken Torn. Poca gloria per i quattro equipaggi italiani, con Marco Pollara e Maurizio Messina che alla fine approfittano dell’errore di Oscar Solberg per conquistare il decimo posto di classe. Un arrivo a punti che fa morale in condizioni davvero impreviste. Alle spalle di Pollara troviamo nell’ordine Enrico Oldrati ed Elia De Guio undicesimi, poi Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella che, freschi di trionfo nella classe 2 Ruote Motrici nel CIR, anestetizzano bene il passaggio dalla Peugeot 208 R2B ufficiale alla Ford Fiesta M-Sport. Nulla da fare per Fabio Andolfi che sul finire della prima tappa ribalta la sua Fiesta, per poi ritrovarsi con il radiatore rotto nella giornata successiva.

In WRC 3 Emil Lindholm su Skoda Fabia R5 Evo si piazza alle spalle del vincitore Jari Huttunen con la Hyundai i20 R5
In WRC 3 Emil Lindholm su Skoda Fabia R5 Evo si piazza alle spalle del vincitore Jari Huttunen con la Hyundai i20 R5

Tra i soli quattro equipaggi ritirati anche Jari-Matti Latvala che rompe il motore della Toyota Yaris WRC a fine prima tappa danneggiandolo senza scampo. Sono quarantadue i concorrenti a completare la tribolata gara svedese con il gruppo chiuso dalla inglese Catie Munnings, all’esordio nel JWRC dopo alcune positive stagioni nell’ERC. Da sottolineare l’ampio numero di forfait di equipaggi italiani: Alberto Battistolli e Giacomo Costenaro con le Skoda Fabia R5, Fabio Frisiero con la Ford Fiesta R5 ed Umberto Scandola con la Hyundai i20 R5 danno tutti “buca”. Per Scandola, che aveva inserito la corsa svedese tra quelle valide per la sua stagione WRC 3, il forfait è dettato da un pesante stato influenzale: la FIA ha comunque “abbuonato” la rinuncia dell’italiano che potrà recuperare la gara persa in un altro evento di campionato. Prossima gara tra circa un mese in Messico.

WRC, al Rally di Monte-Carlo Neuville sorprende tutti

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 WRC si aggiudicano la prima tappa del WRC, il Rally di Monte-Carlo
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 WRC si aggiudicano la prima tappa del WRC, il Rally di Monte-Carlo

Nel WRC, il Rally di Monte-Carlo 2020 passerà alla storia come uno dei più combattuti e spettacolari. Ci si aspettava un confronto all’ultimo sangue tra Ott Tanak con la Hyundai i20 WRC e Sebastien Ogier con la Toyota Yaris WRC, ma dopo sole quattro speciali il neo-campione del mondo rimane vittima di un rovinoso incidente a tutta velocità. Nessun danno fisico per Tanak e Martin Jarveoja, ma auto non più riparabile per sperare nel Super Rally. Per l’equipaggio estone debutto davvero amaro con il bolide coreano. Per Ogier la strada verso il debutto vincente sulla Yaris WRC sembra in discesa. Al termine della seconda giornata di gara il transalpino è saldamente al comando davanti al neo-compagno di team Elfyn Evans e alle Hyundai i20 WRC “superstiti” del belga Thierry Neuville e del pluri-campione Sebastien Loeb. Nella tappa del sabato, Ogier continua a comandare le operazioni, ma a fine tappa inizia ad incontrare problemi che alla fine gli costano il comando a vantaggio di Evans.

E' Sebastien Ogier a piazzare la prima delle Toyota Yaris WRC sul secondo gradino del podio. Terzo posto per quella di Elfyn Evans.
E’ Sebastien Ogier a piazzare la prima delle Toyota Yaris WRC sul secondo gradino del podio. Terzo posto per quella di Elfyn Evans.

L’inglese, magistralmente assecondato da Martin Scott, culla sogni di gloria, mentre nessuno sembra badare al fatto che Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul hanno un ritardo ancora molto ridotto nei confronti delle Toyota ufficiali. Quanto a Loeb e Daniel Elena, sopravvivono a un pericoloso errore nella nona speciale e perdono terreno. L’ultima tappa, che doveva essere una cavalcata per le Toyota Yaris WRC, si rivela un incubo. Nella quattordicesima speciale infatti Neuville passa all’attacco e scavalca Evans ed Ogier conquistando la vetta della classifica. Il belga continua ad attaccare nelle ultime due speciali e blinda il trionfo con il miglior tempo nella Power Stage conclusiva di La Cabanette-Col de Braus. Per la Hyundai il weekend iniziato a tinte fosche si tinge di gloria! Le Yaris WRC devono accontentarsi del resto del podio con Ogier che in extremis conquista il secondo posto ai danni di Evans. Quarta posizione per Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm che dimostrano subito un buon affiatamento con la nuova Ford Fiesta WRC M-Sport. Lappi dal canto suo si riscatta dopo l’ultima deludente stagione in Citroen.

Prima Ford Fiesta WRC targata M-Sport ai piedi del podio con Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm.
Prima Ford Fiesta WRC targata M-Sport ai piedi del podio con Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm.

Quinto posto per Kalle Rovanpera che nelle battute finali scavalca un Loeb sempre più in crisi e sopravvissuto ad un secondo pesante errore nella quattordicesima speciale. Settima piazza occupata da Katsuta Takamoto che con Daniel Barritt e la quarta Toyota Yaris WRC in gara regala emozioni dimostrando un ottimo feeling con le WRC Plus. Dopo le “delusioni” di Katsuhiko Taguchi e Toshihiro Arai, forse il Sol Levante ha trovato un degno pretendente al Mondiale Rally. Oltre a Lappi, la Ford Fiesta WRC M-Sport dimostra ottime cose anche con Teemu Suninen autore di una rabbiosa risalita dalle retrovie ed alla fine ottavo assoluto. Pur scomparse dal giro WRC Plus, le Citroen continuano a lasciare il segno nelle divisioni inferiori. In WRC 2 e WRC 3 vincono le C3 R5 rispettivamente con il norvegese Mads Ostberg e con il francese Eric Camilli; quest’ultimo si prende la soddisfazione di precedere Ostberg conquistando un ottimo nono posto assoluto. La WRC 3 è dominata dalle Citroen C3 e dai piloti francesi con Nicolas Ciamin secondo e Yoann Bonato terzo. Molti come al solito gli equipaggi italiani in campo a Monte-Carlo, ma i “top drivers” Umberto Scandola ed Andrea Nucita entrambi al volante di Hyundai i20 R5 sono stati penalizzati da una infinita sequela di piccoli incidenti e problemi tecnici venendo tagliati fuori dalla tappa decisiva della domenica.

Ottimo inizio per le Citroen che in "assetto" R5 piazza 2 vetture nella top ten, la prima delle quali è del francese Eric Camilli
Ottimo inizio per le Citroen che in “assetto” R5 piazza 2 vetture nella top ten, la prima delle quali è del francese Eric Camilli

Scandola si classifica sessantasettesimo, mentre Nucita ingrossa la lista dei ritirati. Miglior fortuna per Mauro Miele e Luca Beltrame che con la Skoda Fabia R5 sono ventesimi. Su identica vettura Alessandro Gino e Danilo Fappani sono ventiduesimi dopo una risalita rabbiosa. Convincente gara anche per Fabrizio Arengi Bentivoglio e Massimiliano Bosi trentaquattresimi con un’ulteriore Skoda Fabia R5. E sempre con una vettura ceca Enrico Brazzoli e Maurizio Barone sono trentottesimi. Immediatamente alle loro spalle troviamo uno dei migliori “polivalenti” italiani, il lombardo Ermanno Dionisio che con Fabio Grimaldi sul sedile di destra regala un buon piazzamento alla debuttante Dacia Sandero R4. Ottimo poi il quarantacinquesimo posto di Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet con una Peugeot 208 R2; si qualifica per la tappa finale anche Carlo Covi che con Michela Lorigiola è cinquantaquattresimo con la Ford Fiesta R2T19. Oltre a Scandola e Nucita, non superano il “taglio” della penultima tappa anche Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T e Domenico Ramoino con la Renault New Clio R3C, i quali si classificano comunque rispettivamente cinquantanovesima e sessantaduesimo.

Non poteva essere un compleanno più bello per Mauro Miele che per i suoi 64 anni si regala un posto d'onore nella top 20 del Rally di Monte-Carlo
Non poteva essere un compleanno più bello per Mauro Miele che per i suoi 64 anni si regala un posto d’onore nella top 20 del Rally di Monte-Carlo

Unico binomio italiano fuori gioco quello formato da “Pedro” ed Emanuele Baldaccini la cui Ford Fiesta R5 si ammutolisce nella penultima prova speciale. Piccola soddisfazione per l’Italia arriva anche dalla RGT Cup con la vittoria di una Abarth 124 RGT pilotata da Luc Caprasse, purtroppo il belga non ha avversari diretti e per di più rimane tagliato fuori dalla tappa finale. Alla fine sono settantatré gli equipaggi che si classificano nel massacrante rally di inizio stagione. La maggior parte dei ritiri è dovuta a problemi meccanici, ma molti equipaggi han dovuto ricorrere al Super Rally causa vari piccoli incidenti occorsi soprattutto nella tappa del venerdì, caratterizzata da un asfalto infido per il sinistramente leggendario “verglas”. Ghiaccio che ha tradito anche Gus Greensmith con la Ford Fiesta WRC, vittima di un leggero infossamento. L’inglese è poi ripartito nella tappa del sabato tentando una rimonta furiosa ma, per una manciata di minuti, è rimasto tagliato fuori dalle prime sessanta posizioni dovendo seguire da spettatore l’ultima tappa.

Monza Rally Show, Crugnola primo re dell’era post-Rossi

Andrea Crugnola vola al Monza Rally Show con la Volkswagen Polo GTI R5
Andrea Crugnola vola al Monza Rally Show con la Volkswagen Polo GTI R5

Chi si aspettava un Monza Rally Show più “povero” alla luce del forfait di Valentino Rossi ha dovuto ben presto ricredersi. La kermesse monzese, riveduta nel format che ha comportato un leggero calo di pubblico, si conferma l’epilogo perfetto per la stagione dell’Autodromo Nazionale con un plateau molto variegato comprendente anche diversi protagonisti del WRC. A vincere un nome che nel CIR 2019 si è spesso messo in mostra: Andrea Crugnola che “vola” con la Volkswagen Polo GTI R5 della Gass Racing. Al suo fianco stavolta non c’è Pietro Ometto, ma Marco Bergonzi. Il lombardo sconfigge l’ottimo Dani Sordo reduce da una stagione di alto livello nel WRC in cui ha contribuito a regalare il Titolo Costruttori alla Hyundai.

Podio affollato al Monza Rally Show
Podio affollato al Monza Rally Show

L’iberico ha gareggiato a Monza sempre con una vettura coreana, ma in specifica R5. Terzo posto per un’ulteriore Hyundai i20 R5, con alla guida Andrea Nucita. Per il siciliano una stagione “strana” che lo ha visto spesso in gara con l’Abarth 124 RGT nell’Europeo e nella RGT Cup; forse nel 2020 Nucita tornerà a gareggiare nel CIR su base regolare. Quarto il velocista Marco Bonanomi con la Skoda Fabia R5, con Gigi Pirollo sul sedile di destra. Per Bonanomi il piacere di avere sconfitto le Hyundai i20 R5 di due “big” del WRC, ovvero Craig Breen ed Andreas Mikkelsen giunti rispettivamente quinto e sesto. Non male neppure Alessandro Re settimo con una Volkswagen Polo GTI R5, davanti ad altri due “pistaioli”.

Piazza d'onore per Dani Sordo reduce da una stagione di alto livello nel WRC
Piazza d’onore per Dani Sordo reduce da una stagione di alto livello nel WRC

Ottavo Matteo Beretta con una Skoda Fabia R5 e nono il giovane ma già velocissimo Andrea Mabellini con una Hyundai i20 R5 della Mirabella Mille Miglia. Mabellini è un “polivalente” dotato di ottime capacità e chissà che non possa diventare un vero campione. A chiudere la Top Ten la migliore Ford Fiesta R5 con al volante Alessandro Bosca. In ombra le Citroen con la migliore vettura francese al dodicesimo posto, pilotata dallo specialista del Gran Turismo Raffaele Marciello. Un alto velocista in campo è Matteo Cressoni quattordicesimo con la Volkswagen Polo GTI R5. Delude un po’ Niclas Gronholm, non abituato ai tornanti ricavati sul circuito monzese: è diciassettesimo con una Skoda Fabia R5.

Altra Hyundai i20 R5 a completare il podio, quella di Andrea Nucita
Altra Hyundai i20 R5 a completare il podio, quella di Andrea Nucita

Anche l’elvetico Ivan Ballinari sfigura al debutto sulla Volkswagen Polo GTI R5 con cui dovrebbe disputare il campionato svizzero 2020. E’ solo ventesimo davanti alla Skoda Fabia del veterano Lorenzo Bontempelli, amatissimo dal pubblico di casa. Applausi anche per Davide Valsecchi, da molti anni passato al ruolo di giornalista sportivo ma con un grande passato agonistico. Il lariano chiude ventottesimo con la Skoda Fabia R5 di Peletto Corse, il team che quest’anno ha schierato Paolo Andreucci nel CIRT. Un cenno anche per la neo-campionessa femminile del CIR Rachele Somaschini, che esordisce sulla Skoda Fabia R5 e quarantasettesima assoluta su cinquantaquattro vetture R5 al traguardo. A queste si aggiungono quattro vetture iscritte nella classe WRC 1.6 T Trophy, categoria che sfigura le attese.

Ai piedi del podio la Skoda Fabia R5 di Marco Bonanomi e Gigi Pirollo
Ai piedi del podio la Skoda Fabia R5 di Marco Bonanomi e Gigi Pirollo

Con Mirko Puricelli fuori causa nell’ultima tappa con la sua Citroen DS3 WRC, sono Enrico e Maurizio Tortone a dominare con la Ford Fiesta davanti alle identiche vetture di Luca Ferri, Denis Babuin e Guido Zanazio che pure paga uno stop tecnico già nelle prime fasi di gara. Più ricco il gruppo delle Autostoriche. Sono tredici le Youngtimer che completano la gara di Monza con Marco Superti che impone la sua Porsche 911 davanti alla Lancia Delta di “LuckyBattistolli ed alla Porsche 911 RS di Enrico ed Emma Melli. Non mancano le Bmw M3 E30, auto che già nei primi anni del Rally di Monza facevano la parte del leone a suon di traversi ed acrobazie. La migliore delle vetture bavaresi al traguardo è quella di Davide Di Benedetto, quinto tra le Storiche.

Altro specialista del Gran Turismo in evidenza è Raffaele Marciello, dodicesimo con la Citroen DS3
Altro specialista del Gran Turismo in evidenza è Raffaele Marciello, dodicesimo con la Citroen DS3

Non delude nemmeno Filippo Maria Zanin, che si prende il lusso di precedere il padre Massimo Zanin di oltre un minuto. Non è mancata la Autorlando, altro team presente fin dai tempi “eroici” del Rally di Monza. Il ravennate Manuel Mengozzi affiancato dalla moglie Erica Bombardini è undicesimo con la Porsche 911 SC, mentre il velocista Maurizio Fratti è tredicesimo su un’ulteriore 911 SC. A fine giornata la “bagarre” del Master Show, dove a suon di traversi si sono imposti Crugnola tra le R5 davanti a Luca Rossetti e Sordo tra le WRC Plus davanti a Thierry Neuville. Tra i vincitori dei vari gruppi Storici, un cenno per Alex Caffi che con la Porsche vince il 3.Gruppo; “Lucky” vince il 4.Gruppo J2, Simone Brusori il 4.Gruppo J1 mentre Marco Superti sbanca il 2.Gruppo. Va così in archivio la stagione 2019 dell’Autodromo Nazionale di Monza. Si ricomincerà già a fine Marzo con una nuova spettacolare gara Endurance internazionale di 12 Ore.

CIR, Basso campione in un Tuscan Rewind al veleno

Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 si aggiudica l'edizione 2019 del Tuscan Rewind, ultima tappa de CIR, e con essa il titolo piloti, anche se il verdetto è sub-judice
Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5 si aggiudica l'edizione 2019 del Tuscan Rewind, ultima tappa de CIR, e con essa il titolo piloti, anche se il verdetto è sub-judice

Si chiude la stagione 2019 del CIR con il Tuscan Rewind e purtroppo non termina nel migliore dei modi, a causa di dubbie forature, ricorsi e situazioni incresciose che non giovano al mondo dello sport. Simone Campedelli, a lungo leader con la Ford Fiesta R5, viene rallentato da una dubbia foratura nella sesta PS, secondo passaggio di Torrenieri, e quindi si ritrova costretto ad inseguire la Citroen C3 R5 di Luca Rossetti e la Skoda Fabia R5 di Giandomenico Basso.

Secondo posto in gara e campionato per Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto con la Volkswagen Polo R5
Secondo posto in gara e campionato per Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto con la Volkswagen Polo R5

Nell’ultima prova speciale sempre sugli sterrati di Torrenieri, sotto una pioggia sempre più fitta, anche Rossetti resta vittima di una foratura mentre Campedelli esce di strada. Per Basso è il lasciapassare verso il titolo 2019, ma l’esito della corsa è sub-judice. Troppo sospette le forature patite sia in Toscana che nel resto della stagione dagli avversari del neo-campione per apparire sempre legate al caso; l’Aci Sport ha avviato un’inchiesta che potrebbe anche stravolgere l’esito stabilito “sul campo”.

In casa e su sterrato non può mancare la zampata di Paolo Andreucci, terzo assoluto e primo nel TRT con la Peugeot 208 T16 R5
In casa e su sterrato non può mancare la zampata di Paolo Andreucci, terzo assoluto e primo nel TRT con la Peugeot 208 T16 R5

Il titolo Costruttori del CIR va alla Ford. Al momento, comunque, il secondo posto in gara e campionato va alla Volkswagen Polo R5 del lombardo Andrea Crugnola autore di un finale di stagione in crescendo. Ottima la sinergia di Crugnola con il navigatore Pietro Elia Ometto. Al terzo posto del Tuscan Rewind finisce Paolo Andreucci con la Peugeot 208 T16 R5. Per il garfagnino ed il copilota Rudy Briani è evidente la supremazia tra i piloti iscritti al Campionato Italiano Rally Terra, infrangendo la striscia vincente di Stephane Consani fuori gioco già nello shakedown.

Il podio finale del Tuscan Rewind, ultima tappa del CIR 2019
Il podio finale del Tuscan Rewind, ultima tappa del CIR 2019

Quarto posto per la Skoda Fabia R5 di Renato Travaglia che però poteva anche ambire al podio assoluto senza la penalità di venti secondi. Al quinto posto un altro veterano, il greco John Papadimitriou con una’ulteriore Skoda Fabia R5, che regola per appena cinque secondi l’identica Skoda Fabia R5 di Alberto Battistolli e Flavio Zanella. Con Umberto Scandola costretto allo stop prima dell’ultima speciale per noie meccaniche, la migliore Hyundai i20 R5 è quella di Alessandro Taddei ed Andrea Gaspari settimi assoluti, davanti alla Skoda Fabia R5 di Giacomo Costenaro e Justin Bardini che ottengono l’ “argento” tra i concorrenti CIRT.

Mastica amaro Luca Rossetti anch'egli "azzoppato" da una foratura anomala e poi costretto ad inseguire un titolo piloti che gli sfugge di mano (Foto Marco Passaniti)
Mastica amaro Luca Rossetti anch’egli “azzoppato” da una foratura anomala e poi costretto ad inseguire un titolo piloti che gli sfugge di mano (Foto Marco Passaniti)

Con Stephane subito fuori combattimento, a tenere alto l’onore dei Consani è il fratello Robert che è nono su un’ulteriore Skoda Fabia R5. E sempre con una vettura ceca completa la Top Ten il “big” del Motocross internazionale Tony Cairoli che, nonostante una lunga sequenza di errori e toccate, va davvero molto veloce grazie ad un’ottima intesa con la navigatrice Anna Tomasi. Undicesimo posto per Alessio Profeta anche lui su Skoda Fabia R5.

Completa la Top Ten il “big” del Motocross internazionale Tony Cairoli affiancato da Anna Tomasi sulla Skoda Fabia R5
Completa la Top Ten il “big” del Motocross internazionale Tony Cairoli affiancato da Anna Tomasi sulla Skoda Fabia R5

Il siciliano ed il copilota Sergio Raccuia si prendono la soddisfazione di precedere la Citroen C3 R5 degli sfortunati Luca Rossetti ed Eleonora Mori che masticano davvero amaro. Il friulano precede la Hyundai i20 R5 del veronese Luca Hoelbling che è terzo tra i piloti del “Terra”, davanti alla Skoda Fabia R5 del corregionale Luciano Cobbe come sempre affiancato da Fabio Turco. Poco da dire per il CIR Junior con due soli piloti al via, entrambi arrivati in fondo. Andrea Mazzocchi batte Marco Pollara che è comunque campione di categoria.

Il podio del CIRT Campionato Italiano Rally Terra al Tuscan Rewind
Il podio del CIRT Campionato Italiano Rally Terra al Tuscan Rewind

Poca fortuna per il neo-campione 2 Ruote Motrici Tommaso Ciuffi, che nel primo passaggio a Torrenieri urta con lo sportello lato guida della Peugeot 208 R2B la Mitsubishi Lancer del ritirato Piergiorgio Bedini. Dopo avere regolarmente completato la PS e quella successiva di La Sesta il figlio d’arte toscano riguadagna il parco assistenza dove la Peugeot viene sistemata. La direzione gara, a detta di molti eccessivamente “fiscale”, costringe però Ciuffi junior a riconsegnare le note ritenendo il mezzo ancora non sicuro.

Andrea Mazzocchi in evidenza nel CIR Junior
Andrea Mazzocchi in evidenza nel CIR Junior

Peugeot comunque, dopo il titolo piloti, in questa categoria conquista anche il titolo Costruttori. Nel Femminile la neo-campionessa Rachele Somaschini non ha invece alcun problema, con la Citroen DS3 R3T, a regolare la Peugeot 208 di Patrizia Perosino. Subito fuori per noie tecniche la Renault New Clio R3C di Corinne Federighi. In Gruppo N vittoria per la Subaru Impreza Sti di Christian Gabbarrini che finalmente esorcizza la jella e dopo quattro ritiri per guasto meccanico vede il traguardo.

Undicesimo posto per Alessio Profeta e Sergio Raccuia sulla Skoda Fabia R5
Undicesimo posto per Alessio Profeta e Sergio Raccuia sulla Skoda Fabia R5

Sconfitte la Mitsubishi Lancer Evo di Stefano Fanti e la Renault Clio di Alessio Vargiu. Sono in cinquantasei a completare la prova senese del Campionato Italiano Rally, a tratti avversata dalla pioggia, con la maggior parte dei ritiri causata da problemi tecnici; togliendo il crash di Consani nello shakedown e le successive uscite di Bedini e Campedelli, non si sono verificati incidenti di rilievo.

Nel Femminile la neo-campionessa Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T viaggia a spron battuto
Nel Femminile la neo-campionessa Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T viaggia a spron battuto

A questi si aggiungono ventiquattro concorrenti del Trofeo Terra Rally Storici con il successo della Lancia Delta 16V di Simone Romagna ai danni della Lancia 037 di Mauro Sipsz e della Ford Escort MkII di Loris Baldacci, e tre Side by Side comandati da Alessandro ed Emiliano Tinaburri imprendibili con il Yamaha YXZ 1000 R preparato “in casa”.

WRC, il Rally di Spagna incorona Tanak Campione del Mondo

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC si aggiudicano la tappa del WRC del Rally di Spagna Catalunya-Costa Daurada
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC si aggiudicano la tappa del WRC del Rally di Spagna Catalunya-Costa Daurada

Si chiudono con una gara d’anticipo i giochi per il WRC 2019. Sul “misto” del Rally di Spagna Catalunya-Costa Daurada, l’equipaggio estone formato da Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC conquista il suo primo titolo grazie ai punti del secondo posto ed a quelli ottenuti vincendo la Power Stage di La Mussara. La vittoria va alla Hyundai i20 Coupé WRC di Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul, ma il binomio belga pur salito al secondo posto nella classifica del Campionato Mondiale Rally non è più matematicamente in grado di insidiare Tanak, distante trentasei punti. Neuville anche quest’anno paga numerosi errori costati punti preziosi: il più grave senza dubbio al Rally del Cile con il catastrofico incidente che lo ha fatto uscire con uno “zero” dalla nuova gara sudamericana.

WRC-2019-Rally-Spagna-Tanak
Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC conquistano il loro primo titolo Mondiale

Giornata disastrosa per Sebastien Ogier e Julien Ingrassia. Con la Citroen C3 WRC terminano solamente ottavi e così sono costretti a scendere dal trono che occupavano ormai da sei anni. Sfuma poi per Ogier il sogno di eguagliare la striscia vincente di Sebastien Loeb, tra l’altro presente alla corsa spagnola con una Hyundai i20 Coupé WRC ed il fido Daniel Elena alle note e giunto quarto alle spalle del compagno di squadra Dani Sordo, applauditissimo dal pubblico locale nonostante abbia perso in extremis la piazza d’onore a vantaggio di uno scatenatissimo Tanak. Alle spalle di Loeb troviamo Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila con la Toyota Yaris WRC, davanti alle Ford Fiesta WRC di Elfyn Evans e di Teemu Suninen autori entrambi di una gara senza particolari acuti. Il terzo portacolori Toyota, Kris Meeke, compie un brutto passo indietro rispetto all’ottimo Wales Rally.

WRC-2019-Rally-Spagna-Evans
Al sesto posto troviamo la prima delle Ford Fiesta WRC con Elfyn Evans e Teemu Suninen

Incappa in un incidente che lo costringe a ricorrere al Super Rally, concludendo solamente ventinovesimo assoluto. Altro “big” uscito a mani vuote dalla Spagna è Esa-Pekka Lappi fermato dal motore della Citroen C3 WRC. Grande bagarre nelle “divisioni inferiori”, ovvero la WRC 2 e la WRC 2 Pro. Nella prima c’è l’incursione vincente di Eric Camilli e Benjamin Veillas con la Citroen C3 R5, che batte le Volkswagen Polo GTI R5 di Emil Lindholm e di Kajetan Kajetanowicz. Il polacco mantiene aperti i giochi per il titolo di specialità recuperando cinque punti su Pierre Louis Loubet, solo quinto di classe con una Skoda Fabia R5 Evo anche a causa di un’uscita nella quindicesima speciale e preceduto anche dalla Volkswagen Polo GTI R5 di Ole Kristian Veiby. Sesto posto di categoria per il nostro Fabio Andolfi che pure apre la ruota posteriore destra nella criticatissima superspeciale di Salou.

WRC-2019-Rally-Spagna-Ogier
Terminano solamente ottavi Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Citroen C3 WRC

Fortunatamente Andolfi, che anche in questa gara riceve le note dal laziale Emanuele Inglesi, riesce a completare la speciale senza ricorrere al Super Rally. Non altrettanto bene andrà a Nikolay Gryazin che sempre sul “budello” di Salou picchia con il frontale della Skoda Fabia R5 Evo e sarà costretto a ricorrere al Super Rally finendo ventitreesimo assoluto. Nella WRC 2 Pro, al Rally di Spagna, con il titolo già assegnato a Kalle Rovanpera, c’è la tardiva riscossa di Mads Ostberg che con la Citroen C3 R5 vince davanti a Jan Kopecky ed allo stesso Rovanpera junior. Quarto Gus Greensmith con la Ford Fiesta R5 Mk2. Sparuta ma valida la pattuglia italiana in campo in Catalogna.

WRC-2019-Rally-Spagna-Kopecky
Jan Kopecky partecipa attivamente al titolo di Skoda nella WRC 2 Pro

Troviamo infatti “Pedro” ed Emanuele Baldaccini venticinquesimi con una Ford Fiesta R5 Mk2, Carlo Covi e Simone Angi trentasettesimi con una Ford Fiesta R2T19, i piemontesi Roberto ed Herbert Antonucci quarantunesimi con una Renault Twingo RS e Fabrizio Arengi Bentivoglio in coppia con Massimiliano Bosi quarantaduesimi con una Skoda Fabia R5. Nessuno di loro ha dovuto ricorrere al Super Rally. Unico ritirato è Mauro Miele su Skoda Fabia R5 fermato da un incidente nella quindicesima speciale. Fuori gioco anche il “rumeno” Simone Tempestini che con la Hyundai i20 R5 dà forfait all’inizio della terza giornata di gara. Dopo la tiratissima tappa WRC del Rally di Spagna, ora l’appuntamento è per metà Novembre con il Rally d’Australia, da alcune stagioni tappa conclusiva del Mondiale. L’evento “Down Under” sarà la passerella trionfale di Tanak, ed inoltre dovrà ancora assegnare il titolo della incertissima WRC 2.

CIR, al Rally 2 Valli blitz vincente di Crugnola con la VW Golf

Andrea Crugnola e Pietro Ometto con la Volkswagen Golf GTI R5 conquistano la vetta del Rally 2 Valli penultima tappa del CIR
Andrea Crugnola e Pietro Ometto con la Volkswagen Golf GTI R5 conquistano la vetta del Rally 2 Valli penultima tappa del CIR

Trionfo per Andrea Crugnola e Pietro Ometto con la Volkswagen Golf GTI R5 alla 37.a edizione del Rally 2 Valli, penultima tappa del CIR. Il lombardo torna al volante della vettura tedesca già pilotata ad inizio stagione e impone la sua legge ai “duellanti” per il titolo italiano 2019, ovvero Simone Campedelli con la Ford Fiesta R5 e Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5. Il rush finale di Campedelli consente al romagnolo, sempre affiancato da Tania Canton, di portare a casa un secondo posto prezioso.

Un secondo posto preziosissimo in ottica di Campionato per Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5
Un secondo posto preziosissimo in ottica di Campionato per Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5

Con il gioco degli scarti infatti il divario su Basso, giunto terzo, è di appena un punto. Il Tuscan Rewind di fine Novembre sarà dunque una gara “dentro o fuori”, confermando il trend “incerto” delle ultime stagioni del CIR. Anche Crugnola è ancora matematicamente in gioco, pronto ad approfittare di qualsiasi problema dei suoi avversari. E in Toscana ci saranno anche gli specialisti del Campionato Italiano Rally Terra a rimescolare le cose, primo fra tutti Stephane Consani che al recente Nido dell’Aquila ha già dimostrato di non temere Campedelli.

Completa il podio del Rally 2 Valli un indomito Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5
Completa il podio del Rally 2 Valli un indomito Giandomenico Basso con la Skoda Fabia R5

Tornando al Rally 2 Valli, spicca il buon quarto posto di Luca Bottarelli con la Skoda Fabia R5 dopo un’uscita nello shakedown che poteva rivelarsi esiziale per la corsa. Il lombardo riesce comunque a partire finendo ai piedi del podio e regolando una vecchia “volpe” come Antonio Rusce, anche lui su Skoda Fabia R5. Con Umberto Scandola assente nel rally di casa, “l’onore” Hyundai lo salva Giacomo Scattolon che porta al sesto posto la sua i20 R5 dopo una gara tutta d’attacco.

Quinta piazza occupata da Antonio Rusce con la Skoda Fabia R5
Quinta piazza occupata da Antonio Rusce con la Skoda Fabia R5

Per il figlio d’arte anche la soddisfazione di precedere Luca Rossetti che con la Citroen C3 R5 sconta una doppia foratura all’inizio della seconda giornata, precipitando in classifica. La rimonta del friulano è veemente ma il settimo posto finale sembra tagliare “Rox” fuori dai giochi per il titolo. La corsa veronese comunque assegna subito alcuni allori. Il titolo 2 Ruote Motrici lo vince Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2B. Il toscano e Nicolò Gonella sono noni assoluti dietro al locale Michele Griso -primo nel Trofeo Peugeot Competition 208 Top- e chiudono i giochi con una gara d’anticipo.

La prima delle Hyundai i20 R5 è settima con Giacomo Scattolon
La prima delle Hyundai i20 R5 è settima con Giacomo Scattolon

Deciso anche il titolo Femminile che va a Rachele Somaschini. Con la Citroen DS3 R3T la coraggiosa lombarda disputa una gara tutta d’attacco e regola nettamente la pur veloce Patrizia Perosino su Peugeot 208 R2B. Per la Perosino la piccola soddisfazione del secondo posto tra gli Over 55 alle spalle del locale Gianfranco Panato, velocissimo su Peugeot 106 A6. Restando agli Over 55, terzo posto per il giornalista Stefano Cossetti con l’unica DR1 Sr ancora in gara dopo l’immediato ritiro di Liberato Mongillo.

Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 sconta una doppia foratura all’inizio della seconda giornata e una rincorsa forsennata fino all'ottavo posto (Foto Marco Passaniti)
Luca Rossetti con la Citroen C3 R5 sconta una doppia foratura all’inizio della seconda giornata e una rincorsa forsennata fino all’ottavo posto (Foto Marco Passaniti)

Chiusi i conti anche nella classe R1 che va a Daniele Campanaro al volante di una Ford Fiesta. Nel Trofeo Suzuki trionfa la Swift di Andrea Scalzotto ed ora l’attenzione è tutta per la gara di Como che vedrà il confronto tra i piloti Suzuki del CIR e quelli impegnati nel CI WRC. Quarantotto i concorrenti che terminano la gara Campionato Italiano Rally con la maggioranza dei ritiri dovuti a noie meccaniche, tra i piloti fuori causa vanno citati Paolo Strabello con la Peugeot 207 Super 2000, Andrea Bressan bloccato dall’alternatore della Citroen Saxo Vts A6 e “Mattonen” con la Mitsubishi Lancer Evo IX N4.

Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2B si aggiudica il titolo 2 Ruote Motrici (Foto Marco Passaniti)
Tommaso Ciuffi con la Peugeot 208 R2B si aggiudica il titolo 2 Ruote Motrici (Foto Marco Passaniti)

Senza gloria la gara di Luca Hoelbling che nella settima speciale si intraversa e blocca la sede stradale con la Hyundai i20 R5 causando lo stop delle partenze. Nella gara del Challenge Rally Zona, il piemontese Corrado Pinzano fa la voce grossa con la Skoda Fabia R5 precedendo l’identica vettura di Efrem Bianco, uno dei migliori piloti veneti.

Daniele Campanaro al volante di una Ford Fiesta primeggia nella classe R1
Daniele Campanaro al volante di una Ford Fiesta primeggia nella classe R1

Al traguardo giungono sessantuno concorrenti: tra questi spiccano Roberto Vescovi sesto con la Renault Clio con cui ha dominato la classe Super 1600 nel CI WRC e Federico Bottoni, settimo con la Renault New Clio R3C. L’intesa con Daiana Ramacciotti si conferma ottima e Bottoni viene visto da molti come un futuro talento dei rally italiani. Tormentato il Rally valido per il Campionato Italiano Rally Storico, che vede due speciali annullate: i primi passaggi di Santissima Trinità e Marcemigo.

Michele Griso è il primo nel Trofeo Peugeot Competition 208 Top (Foto Marco Passaniti)
Michele Griso è il primo nel Trofeo Peugeot Competition 208 Top (Foto Marco Passaniti)

Con “Lucky” e Fabrizia Pons impegnati vittoriosamente in Ungheria per il titolo Europeo, a vincere è la Porsche 911 RSR di Marco Bertinotti ed Andrea Rondi davanti alla Porsche 911 SC di Angelo Lombardo e Giuseppe Livecchi, schierata da Domenico Guagliardo. E terza un’ulteriore Porsche 911 SC con alla guida Roberto Rimoldi. Spezza il dominio della Porsche la Bmw M3 E30 di Paolo e Giulio Nodari, quarti. Nessuna fortuna per Riccardo Bianco, fratello di Efrem, costretto al ritiro per noie tecniche alla Ford Sierra Cosworth.

Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T conquista il titolo Femminile
Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T conquista il titolo Femminile

Sono trentaquattro gli equipaggi che concludono la gara CIRAS cui si aggiungono i sette della gara Trofeo Rally Zona, dominata da Giacomo Costenaro su Lancia Stratos. Nonostante l’ingombrante concomitanza del Rally Legend, il Due Valli si conferma gara di assoluto successo con ampia presenza di pubblico in tutte le speciali oltre all’ampio elenco iscritti. Uno spettacolo che quasi certamente si confermerà anche nelle prossime stagioni.

Il podio del Trofeo Suzuki con al centro il vincitore Andrea Scalzotto
Il podio del Trofeo Suzuki con al centro il vincitore Andrea Scalzotto

CIRT, al Rally Nido dell’Aquila si posa Consani Campione

Stephane Consani e Thibaut De La Haye con la Skoda Fabia R5, vincendo il Rally Nido dell’Aquila, conquistano il titolo CIRT 2019
Stephane Consani e Thibaut De La Haye con la Skoda Fabia R5, vincendo il Rally Nido dell’Aquila, conquistano il titolo CIRT 2019

Vincendo anche il Rally Nido dell’Aquila in programma a Nocera Umbra i transalpini Stephane Consani e Thibaut De La Haye con la Skoda Fabia R5 di Erreffe conquistano il titolo CIRT 2019. Epilogo prevedibile di una stagione trionfale per il binomio francese che ha sin qui vinto tutte le prove della serie, per ultima il San Marino Rally. A dir la verità, in Umbria, Paolo Andreucci e Rudy Briani hanno reso la vita difficile a Consani vincendo due speciali con la Peugeot 208 T16 R5 e dovendo accontentarsi della piazza d’onore per poco più di cinque secondi. L’edizione 2019 della storica gara nocerina vede al via anche altri due big del rallismo italiano.

Argento di giornata per Paolo Andreucci e Rudy Briani Peugeot 208 T16 R5
Argento di giornata per Paolo Andreucci e Rudy Briani Peugeot 208 T16 R5

Umberto Scandola e Guido D’Amore chiudono terzi con la Hyundai i20 R5, mentre Simone Campedelli e Tania Canton scivolano in sedicesima posizione con la Ford Fiesta R5, pagando nel secondo giro di gara cinquantacinque secondi per noie alla turbina. Il romagnolo purtroppo si è visto precedere dalle altre Ford Fiesta R5 dei gentleman driver Massimo Squarcialupi, undicesimo, e Stefano Madella tredicesimo. Al quarto posto assoluto termina la Skoda Fabia R5 del gettonatissimo pilota locale Francesco Fanari, che qui ha sempre fatto molto bene.

Quarto posto per Francesco Fanari con la Skoda Fabia R5
Quarto posto per Francesco Fanari con la Skoda Fabia R5

Per il pilota di Spello una gara di vertice, forte anche delle note di Pietro Elia Ometto, ex-codriver di Campedelli. Briciole di gloria per Nicolò Marchioro e Mauro Trentin con le Skoda Fabia R5, rispettivamente quinto e sesto in classifica finale. Settimo chiude Luigi Ricci con la Hyundai i20 R5 di Bernini in livrea nero-giallo fluo. La terza Hyundai i20 R5 in gara, pilotata da Mauro Sipsz con la leggendaria Fabrizia Pons alle note, viene eliminata già sul primo passaggio del Monte Pennino dal cedimento di un mozzo, danneggiato nel passaggio inaugurale di Monte Alago.

Umberto Scandola e Guido D’Amore chiudono terzi con la Hyundai i20 R5
Umberto Scandola e Guido D’Amore chiudono terzi con la Hyundai i20 R5

La Top Ten assoluta la completano le Skoda Fabia R5 di tre veterani degli sterrati nostrani. Ottavo Luciano Cobbe con Fabio Turco sul sedile di destra; noni gli sloveni Aljosa Novak e Jaka Cevc; al decimo posto l’imprenditore del beverage Tullio Versace con Cristina Caldart alle note. Nonostante le condizioni meteo ottimali la corsa si conferma estremamente selettiva ed alcune classi vengono decimate lungo la marcia. In Gruppo N il locale Christian Gabbarrini viene eliminato da un principio di incendio alla Subaru Impreza Sti, lasciando strada libera verso la vittoria ad Emanuele Silvestri su Mitsubishi Lancer Evo IX.

Ottimo Nicolò Marchioro con la Skoda Fabia R5, quinto in classifica
Ottimo Nicolò Marchioro con la Skoda Fabia R5, quinto in classifica

Anche in R3T e R2B la lotta per la vittoria viene decisa da alcuni ritiri. Nella prima classe Filippo Baldinini si ferma all’inizio dell’ultimo giro di prove per noie alla batteria: Andrea Coti Zelati e Marinella Bonaiti vincono il derby tra le Citroen DS3 e soprattutto il titolo di classe. Tra le R2B stop in extremis per Enrico Oldrati ed Elia De Guio con la Ford Fiesta che il prossimo weekend impiegheranno al Wales Rally e vittoria per Filippo Epis su Peugeot 208, davanti a “Barone jr” su identica vettura. Gara ad eliminazione in N3. Il primo a farsi da parte è Germano Ongaro con la Opel Astra GTC, poi tocca alla Opel Astra OPC del toscano Iacopo Lucarelli fermarsi per noie tecniche.

Ottima prova di Barone jr su Peugeot 208
Ottima prova di Barone jr su Peugeot 208

Lorenzo Codecà, specialista delle gare Tout Terrain, è quindi eliminato dal cedimento dei freni della propria Subaru Impreza con successiva toccata sul secondo passaggio del Monte Pennino. Resta così solamente la Renault Clio RS di Davide Cagni e Stefano Palù che vince a mani basse. Peggio ancora va in RS Plus 1.6 con la Suzuki Swift di Oreste Milani e Davide Pisati che non riparte dal parco assistenza dopo il secondo giro di speciali, lasciando la classe senza vincitore. Tutto “tranquillo” invece per i soli rappresentanti della Super 2000 e della N2, ovvero Dario Scapin su Peugeot 207 e Giacomo Matteuzzi su Peugeot 106.

Settimo chiude Luigi Ricci con la Hyundai i20 R5 in livrea nero-giallo fluo
Settimo chiude Luigi Ricci con la Hyundai i20 R5 in livrea nero-giallo fluo

I due riescono a terminare regolarmente la gara intascando la vittoria di classe. Anche in questo caso però ci sono delle sorprese: Matteuzzi riesce con la sua 106 “tricolore” a precedere nell’Assoluta la 207 Super 2000 dell’avversario, rallentata da una rovinosa toccata nel secondo giro di prove. Per Matteuzzi ed il copilota Marco Piazzini alla fine vittoria celebrata in modo davvero speciale, con tanto di inno nazionale sul palco d’arrivo. Ventuno equipaggi completano il difficile rally umbro organizzato egregiamente da PRS Group.

Dario Scapin su Peugeot 207 Super 2000
Dario Scapin su Peugeot 207 Super 2000

Tra i Side By Side, tutti Yamaha YXZ, c’è subito il ritiro per uscita di strada di Mauro Vagaggini e rimangono solo tre equipaggi, con Alessandro ed Emiliano Tinaburri che battono Alessandro e Marco Trivini Bellini poi Gianluca Bosio e Monica Galesi. Prossima ed ultima gara del Campionato Italiano Rally Terra il Tuscan Rewind di fine novembre, che sarà valido anche quale finale del CIR.

CIVM, bottino pieno per Faggioli alla Monte Erice

Il podio della 61° edizione della Monte Erice, terz’ultima gara del CIVM, con Fabbioli, Merli e Cubeda

Terz’ultima gara del CIVM alla 61° edizione della Monte Erice e vittoria nettissima per il neo-campione Europeo della Montagna Simone Faggioli con la Norma M20 FC Zytek E2SC 3000. Il fiorentino batte l’amico e rivale Christian Merli che con la Osella FA 30 Zytek LRM E2SS 3000 accusa un ritardo di quattro secondi e ventidue centesimi. Si protrae dunque nel CIVM il duello che ha visto Faggioli e Merli dividersi clamorosamente il titolo CEM 2019.

Francesco Conticelli, sempre amatissimo dal pubblico ericino, chiude appena ai piedi del podio

Terzo posto per la Osella FA 30 E2SS 3000 di Domenico Cubeda davanti all’identica vettura del locale Francesco Conticelli, sempre amatissimo dal pubblico ericino. Quinto posto assoluto per Omar Magliona con la Osella Pa2000 E2SC 2000, davanti al veloce Sergio Farris che con la Osella PA2000 Evo E2SC 2000 dimostra buone cose sul tarmac trapanese.

Bel nono posto per Giuseppe Spoto con la Radical Prosport Evo E2SC 1600

Federico Liber dimostra di avere ormai smaltito l’urto di Lucine e chiude settimo e primo in E2SS 1600 con la Gloria C8P Evo, davanti alla Osella Pa21 JRB del potentino Achille Lombardi che sbanca la E2SS 1000. Bel nono posto per lo “slalomista” Giuseppe Spoto con la Radical Prosport Evo E2SC 1600 davanti a Franco Caruso con una Lola B99/50 E2SS 3000.

Nel Gruppo A vince Marco Calderone con la Peugeot 106 A1600

Per quanto riguarda gli altri gruppi, in E2 Silhouette trionfo per Marco Gramenzi con l’Alfa Romeo 4C davanti all’identica vettura di Alessandro Gabrielli e alla Ford Escort Mk2 di Noel Galea, uno dei numerosi maltesi in gara. In E1 Italia Giuseppe D’Angelo con la Renault Clio E1 2000 batte il piemontese Giovanni Regis con la Peugeot 106 E1 1600 e Angelo Palazzo che spadroneggia in E1 3000 con la Peugeot 308 Cup.

Rosario Parrino

Non male anche Giuseppe Aragona quarto di gruppo e secondo in E1 1600 con la sua Peugeot 106. In GT ancora vittoria per Lucio Peruggini nel derby di Lamborghini Huracan che lo contrappone a Rosario Parrino giunto alle sue spalle. Terzo Roberto Ragazzi con la Ferrari 488 Challenge davanti all’identica auto del reatino Maurizio Pitorri. Solita penuria di mezzi in Gruppo A vinto da Marco Calderone con la Peugeot 106 A1600 davanti ad alcuni piloti locali.

Cristian Burgio con una Renault Clio RS Light vince nella Produzione di Serie

In Gruppo N il pugliese Giovanni Lisi impone la sua Honda Civic Type-R N2000 davanti a Rocco Errichetti con la Peugeot 106. Il lucano fa sua la vittoria in N1600 dopo la mala parata di Gubbio. Alle loro spalle solamente piloti locali, a dimostrazione della perdurante crisi del raggruppamento. In Racing Start Plus il dominio delle Mini Cooper S di Giacomo Liuzzi e Vito Tagliente viene in parte scalfito da Salvo Guzzetta terzo di Gruppo con la Renault Clio RS davanti a Ignazio Amato.

In Racing Start Plus Salvo Guzzetta è terzo di Gruppo con la Renault Clio RS

In Racing Start “semplice” i protagonisti del CIVM riducono all’impotenza il folto gruppo di piloti locali con vittoria di Giovanni Angelini su Oronzo Montanaro e Giovanni Loffredo, tutti e tre al volante di Mini Cooper John Cooper Works. Loffredo è però al volante di una vettura RS Diesel 2.0. Ai piedi del podio di Gruppo i pugliesi Angelo Loconte e Giovanni Magdalone sempre su Mini Cooper S. In Produzione Evo ennesima passerella di piloti locali ed è Vincenzo Sgarlata a spuntarla con la Renault 5 GT Turbo.

In Gruppo N il pugliese Giovanni Lisi impone la sua Honda Civic Type-R N2000

Anche nella Produzione di Serie il “regolare” Raffaele Lo Schiavo con la Citroen Saxo Vts 1600 è costretto al sesto posto di gruppo: a vincere è Cristian Burgio con una Renault Clio RS Light. Il resto del gruppo è composto unicamente da vetture di piloti di zona. Leggermente meno ricco il gruppo delle Bicilindriche con Antonino Cardillo primo con la Fiat 500. Ben 171 le vetture Moderne classificate, con la maggioranza dei ritiri dovuta a noie tecniche.

Nella Bicilindriche Antonino Cardillo è primo con la Fiat 500

Tra le Autostoriche si classificano in sessantasei. La validità per il Campionato Italiano Velocità Autostoriche Salita permette di avere al via diversi piloti “continentali” tra cui spicca Antonio Lavieri che vince con la Ralt RT 32 in livrea Marlboro. Sconfitto Ciro Barbaccia con la Osella PA 6/9. Solo sesto Piero Lottino con la Osella Pa9/90 mentre Uberto Bonucci marca visita preferendo gareggiare, con scarso successo a causa di noie elettriche, alla Buzetski Dani Most valida per l’Europeo Storico.