Nell’agguerrito campionato Raceday Rally Terra, la Valtiberina Motorsport di Gregory Matusali e Alessio Polcri non demorde in questi tempi difficili. Anzi raddoppia la dose, creando il nuovo Rally Valle del Tevere con il recupero delle storiche PS “Cerbaiolo” e “Battaglia di Anghiari” tagliate fuori dal Città di Arezzo-Crete Senesi promosso in pianta stabile nel CIRT. Il Rally Valle del Tevere dà via al rush finale del Raceday Rally Terra 2020/2021, destinato a concludersi al Rally Val d’Orcia a Radicofani. A vincere la “nuova” gara altovaltiberina è Nicolò Marchioro con la Skoda Fabia Rally2 Evo, ben assecondato dal copilota Marco Marchetti e capace di stroncare nella fase finale la resistenza di Francesco Fanari, poi retrocesso ottavo assoluto dopo una serie di problemi palesati dalla sua Volkswagen Polo GTI R5 nella Power Stage conclusiva di Motina. Dei problemi di Fanari si avvantaggia il veterano Matteo Gamba, che, sulla Skoda Fabia R5, dimostra di non avere perso lo smalto dei tempi migliori e agguanta a mani basse la piazza d’onore. Terzo posto per il boliviano Bruno Bulacia, fratello minore del campione CIRT 2020 Marquito. Il giovane sudamericano dimostra di avere la stessa stoffa del fratello e resta fino all’ultimo in lizza per la vittoria. Poca gloria per le Hyundai con Andrea Maselli migliore portacolori della casa coreana con il quarto posto su una I20 R5, precedendo un terzetto di Skoda Fabia R5. Simone Romagna precede nettamente il sammarinese Jader Vagnini, che può contare sulle note lette dal bravo Denis Piceno. Ottima prova poi per l’imprenditore del beverage Tullio Versace che è settimo e ultimo dei concorrenti a beneficiare della debacle conclusiva di Fanari. Top Ten completata da due ulteriori Skoda Fabia Rally2 Evo, con il promettentissimo Alberto Battistolli nono e Luciano Cobbe decimo. Evanescenti le prove dei concorrenti su Ford e Citroen: migliore vettura dell’Ovale Blu è la Fiesta Rally2 di Filippo Lorenzon dodicesimo assoluto, mentre la migliore Citroen la porta in fondo Rachele Somaschini, quattordicesima assoluta e ovviamente prima tra le “Ladies” prendendosi anche il lusso di precedere il corso Paul Alerini su Skoda Fabia R5. L’impegno di Alerini nel Raceday dovrebbe ripetersi anche al Val d’Orcia. Gruppo N che va alla Citroen DS3 N5 di Alessandro Broccoli, diciottesimo assoluto. Emanuele Silvestri al debutto con la Mitsubishi Lancer Evo X vede sfumare proprio nella PS finale di Motina la vittoria di gruppo finendo alle spalle dello stesso Broccoli. Terzo posto per la Citroen DS3 N5 di Roberto Camporese. Questi si morde però le dita avendo perso la supremazia tra gli Over 55 sempre nel rush finale di Motina a vantaggio di Andrea Cazzaro su Skoda Fabia R5. In R2B vittoria del locale Luigi Caneschi su Peugeot 208 R2 davanti all’identica vettura di Filippo Bordignon; più staccato il ligure Alessandro Multari sempre su 208. In R3C successo senza grossi problemi per Niki Ciofolo su Renault New Clio, con le note lette dal locale Filippo Alicervi. Da segnalare poi l’esordio della Peugeot 208 Rally4 R2C, con Fabio Battilani buon trentesimo assoluto.

La sempre più evanescente Super 1600 vede la vittoria del veterano trentino ex-CIVM Maurizio Pioner, trionfatore con la Suzuki Swift di Diego Gonzo e con Bruna Ugolini come sempre sul sedile di destra. In N3 il veloce Davide Rosini su Renault Clio RS non riesce a spuntarla sulla Subaru Impreza Diesel di Giuliano Ruoso e deve accontentarsi assieme al bravo copilota Francesco Cardinali del secondo posto di classe. In N2 bagarre tra le Peugeot 106 Rally degli specialisti locali, con Alessandro La Ferla primo su Leonardo Pierulivo. Terzo l’over 55 Eric Odin su Citroen Saxo Vts, stessa vettura del marchigiano Samuele Martinelli quarto di classe. Nella Racing Start Plus vittorie per Massimiliano Settembrini in 1400 con una Fiat Grande Punto, mentre in 2000 si impone Alessio Gasparini su Ford Fiesta. In A6, derby tra Opel Corsa con Dario Berti che solo all’ultimo doma la resistenza del veloce Andrea Mariani, quest’ultimo si “consola” precedendo nell’Assoluta l’amico Marco Berrino che con la Renault Clio RS N3 è costretto a fronteggiare vari problemi tecnici completando comunque la gara sessantunesimo, davanti all’insolita Bmw 320i E36 di Giuseppe Macina. Da dire che la vettura di Macina ricorda le Bmw 318is E36 che nel Nord Italia animano un combattutissimo Trofeo, vinto quest’anno da Edoardo De Antoni dopo una combattuta finale al Laghi. Tornando alla classe A6, terzo posto per Susanna Mazzetti con la Opel Corsa GSI MkII curata da Diego Gonzo. In N1 tripletta per le MG ZR 105, con Leonardo Santoni che precede Fabio Micheli e Maurino. Sono sessantotto i concorrenti che terminano questa nuova interessante corsa toscana. Gli sterrati altovaltiberini si rivelano altamente selettivi con molti ritiri specialmente per guasti meccanici. A farne le spese numerose Peugeot 208 Rally4 R2C, che pagano la “freschezza” di preparazione costringendo piloti validi quali Sebastiano Ciato, Fabrizio Martinis e Jacopo Trevisani ad alzare bandiera bianca. Fuori gioco anche i francesi Jean Marc Falco su Skoda Fabia ed Emmanuel Giraud su Peugeot 207 Super2000, nonché il lituano Martynas Samsonas su Ford Fiesta N5. Nelle classi inferiori peccato per il ritiro di Michael Savio con la Peugeot 106 Rallye A5, costretto al ritiro dopo un’ottima gara. Falcidiata dai ritiri anche la gara storica che vede alla fine soltanto quattro vetture al traguardo con vittoria della Ford Escort RS di Bruno Pelliccioni, protagonista di un duello all’ultimo sangue con la identica vettura dell’arrembante Giuliano Calzolari risolto dal ritiro di quest’ultimo nella quinta speciale. Nella PS precedente si era già arresa la Lancia Delta Integrale 16V del transalpino Pierre Vivier-Muglioni a lungo in lotta per la vittoria. Comunque, a fine corsa grande soddisfazione dello staff organizzativo della Valtiberina Motorsport per avere vinto anche questa nuova sfida sportiva, ripagata da un elenco iscritti subito particolarmente nutrito. Il Raceday 2020/2021 si accinge ora a fare rotta per Radicofani per la finale di campionato. Anche il Val d’Orcia si aspetta un gran pienone di partenti, confermando la notevole vitalità della serie anche in questi tempi non facili.





