La Lancia Stratos HF di Mauro Sipsz e Monica Bregoli svetta sul podio della gara del CIRTS, al Rally Valtiberina Storico
Nel CIRTS si conferma gara molto selettiva il Rally Valtiberina e Crete Senesi Storico. Alla fine di sedici auto al via ne rimangono solo dieci con la vittoria che arride alla mitica Lancia Stratos HF 3.Raggruppamento di Mauro Sipsz e Monica Bregoli. Sensibile il divario inflitto agli avversari. I secondi classificati, i sammarinesi Bruno Pelliccioni e Mirco Gabrielli su Ford Escort RS 2000 MkII, lamentano un ritardo di trentadue secondi e tre decimi.
Piazza d’onore per Bruno Pelliccioni e Mirco Gabrielli su Ford Escort RS 2000 MkII
Anche il terzo gradino del podio è sammarinese con Marco Bianchini che porta al terzo posto la sua Lancia Delta Integrale 16V. Con il “bronzo” assoluto arriva anche la vittoria nel 4.Raggruppamento. Al suo fianco, l’italiana Giulia Paganoni. Ampio il vantaggio di Bianchini sul “connazionale” Giovanni Battista Muccioli con la Bmw 320 E21: oltre tre minuti e trentacinque secondi.
Terzo gradino del podio per Marco Bianchini e Giulia Paganoni con la Lancia Delta Integrale 16V
Un tocco di internazionalità alla corsa lo assicurano gli inglesi Tim Metcalfe e John Connor quinti assoluti con la Ford Escort RS 1800 MkII. Alle loro spalle brillano le Opel Corsa Gsi MkI della Clacson, con Corrado Costa e Domenico Mularoni sesti, ed i trentini Maurizio Pioner e Bruna Ugolini ottavi. In mezzo alle vetture curate dal mitico Diego Gonzo, troviamo il pilota con licenza di Antigua e Barbuda Carlo Falcone su Lancia Delta Integrale 16V.
Corrado Costa e Domenico Mularoni sono sesti con la Opel Corsa Gsi MkI
Nonostante alle note disponga di Pietro Ometto, Falcone risente molto del caldo e dei difficili percorsi toscani chiudendo attardato. Due gentlemen driver alla fine della classifica del CIRTS: Massimo Meniconi e Nico Domini su Renault 5 GT Turbo, vettura alquanto insolita per gli sterrati, a seguire Pietro Turchi e Carlo Lazzerini con la Fiat 125 S, unica vettura in gara del 1.Raggruppamento.
Giovanni Battista Muccioli e Simone Manzaroli con la Bmw 320 E21si piazzano ai piedi del podio
Nessun vincitore nel 2.Raggruppamento dopo il ritiro di Sebastiano Serpelloni con la Ford Escort RS 2000. Tra i ritiri, anche quello dell’umbro Giorgio Sisani con la A112 Abarth, fuori combattimento prima della sesta speciale. Alla fine grande soddisfazione per la disputa di questa gara ed appuntamento a tutti a fine mese per la prossima tappa del Campionato Italiano Rally Terra Storico all’Historic San Marino Rally.
Lorenzo Codecà e Mauro Toffoli su Suzuki Grand Vitara vincono il Rally Valtiberina e Crete Senesi Città di Arezzo, prima prova del CICC. Il pilota della Emmetre Racing infligge un distacco di due minuti e cinquantasei secondi al Mitsubishi Pajero Pinin di Manuel Mengozzi e Andrea Schiumarini. Il polivalente ravennate, affiancato dall’ex-protagonista del monomarca Seat Ibiza nel “vecchio” Trofeo Rally Terra ora impegnato con successo alla Dakar, ce la mette tutta ma deve soccombere alla maggiore potenza del veicolo di Codecà.
Manuel Mengozzi e Andrea Schiumarini con al Mitsubishi Pajero Pinin si aggiudicano la piazza d’onore
Completa il podio Alfio Bordonaro con un Suzuki New Grand Vitara, con la vittoria in T2 che ripaga lui e Marcello Bono degli sforzi fatti. Al quarto posto un altro polivalente, è Emilio Ferroni con un Suzuki Grand Vitara e con Daniele Fiorini alla lettura delle note. Per Ferroni terzo posto nella T1. Quinta posizione per Andrea Luchini con una Suzuki New Grand Vitara T2 della Tempo curata dalla siciliana Island Motorsport. Ampio il vantaggio sui diretti avversari per l’argento in T2, Mirko Emanuele e Sandra Castellani sempre su Suzuki New Grand Vitara.
Michele e Giada Manocchi
E sempre sullo stesso tipo di vettura troviamo al settimo posto assoluto e quarto di classe T2 il duo formato da Alessandro e Marco Trivini Bellini, proveniente dai Side by Side, che non hanno difficoltà a precedere il New Grand Vitara di Mauro Cantarello e Francesco Facile. Il laziale Stefano Sabellico in coppia con Andrea Taloni è nono assoluto e quarto in T1 con un’ulteriore Grand Vitara. Weekend difficile per Marino Gambazza Chinti e Paolo Manfredini che devono ricorrere al Rientro dopo Ritiro e sono solo decimi con la Suzuki New Grand Vitara 1.9 DDiS.
Amerigo Ventura Montecamozzo e Rudy Briani su Yamaha YXZ 1000 R si aggiudicano la vittoria nella T4
Peggio ancora va a Carmelo Ciancio e Stefano Tironi, fermi dopo due speciali con una New Grand Vitara T2. Fin qui i concorrenti inquadrati nel Campionato Italiano Cross Country, ora passiamo alla classe T4, ovvero i Side by Side, con la vittoria di Amerigo Ventura Montecamozzo e Rudy Briani su Yamaha YXZ 1000 R davanti agli identici veicoli di Alessandro ed Emiliano Tinaburri e di Gianluca Bosio e Daniele Mangiarotti; quarti Michele e Giada Manocchi mentre il Polaris RZR di Alessandro Bertuzzi e Roberto Briani non riesce nemmeno a partire. Un solo TH in gara, per concludere, è il Suzuki Grand Vitara 2000 di Samuele Lelli e Gilberto Menetti che completa regolarmente la gara con un ottimo tempo.
Craig Breen e Paul Nagle con la Hyundai i20 R5 sono i vincitori della tappa del Campionato Italiano WRC rappresentata dal Rally di Alba
Dopo la ripartenza del CIR con il Rally di Roma Capitale, anche il Campionato Italiano WRC riprende la stagione con il Rally di Alba, una corsa che per qualità dell’elenco iscritti sembra una prova del Mondiale Rally. A vincere sono Craig Breen e Paul Nagle con la Hyundai i20 R5, che domano al meglio gli insidiosi asfalti piemontesi e rifilano otto secondi e sette decimi alla Hyundai i20 R5 ufficiale di Jari Huttunen e Mikko Lukka. Il dominio delle Hyundai i20 R5 lo completano Daniel Sordo e Carlos Del Barrio terzi, poi Luca Rossetti e Manuel Fenoli quarti con un esemplare della squadra ufficiale slovena.
Quinto posto per il francese Anthony Fotia con una Volkswagen Polo R5
Con un plateau di iscritti di livello stellare, poca possibilità di gloria per i classici protagonisti della serie. Al quinto posto, incursione del francese Anthony Fotia con una Volkswagen Polo R5 in grado di tenere in scacco Corrado Fontana e Nicola Arena sulla prima delle vetture WRC, una Hyundai i20 WRC della Bluthunder. Immediatamente alle spalle di Fontana junior troviamo Simone Miele e Roberto Mometti con la Citroen DS3 WRC.
Corrado Fontana e Nicola Arena con la Hyundai i20 WRC della Bluthunder sono sesti assoluti e primi con una WRC
Fontana e Miele hanno comunque il merito di tenere alle spalle un “big” del rallysmo mondiale quale Ole Kristian Veiby, in campo con una Hyundai i20 R5 della squadra ufficiale italiana al pari del lussemburghese Gregoire Munster, giunto nono nella classifica finale. La Top Ten assoluta la completano Elwis Chentre e Fulvio Florean al volante della migliore delle Skoda Fabia R5. Tante le vetture di Mlada Boleslav al via ma poche possibilità di successo con una concorrenza così qualificata.
Simone Miele e Roberto Mometti con la Citroen DS3 WRC sono settimi alle spalle di Fontana
Non male il locale Corrado Pinzano che chiude undicesimo con la Volkswagen Polo R5, davanti all’identica vettura di Luca Cantamessa e Lisa Bollito. Il monopolio delle R5 lo infrange Mathieu Franceschi, promettente pilota francese che con una Peugeot 208 R2B è ventiduesimo davanti alla immarcescibile Renault Clio Super 1600 di Roberto Vescovi e Giancarla Guzzi. In questa classe dura a morire, bene si comportano anche Francesco Aragno e Ilario Bondioni secondo e terzo di classe e rispettivamente venticinquesimo e ventiseiesimo assoluto.
Elwis Chentre e Fulvio Florean con la Skoda Fabia R5 completano la top ten
A Michel Della Maddalena su Renault New Clio il successo in R3C, mentre Antonio Annovi vince il Gruppo N con una Renault Clio RS. Tra le vetture del Trofeo Suzuki, miglior tempo per Giorgio Fichera davanti a Simone Rivia e Nicola Schileo. Ben centododici le vetture che completano il rally valido per il Campionato Italiano WRC, con la graduatoria chiusa da Mattia Didero che, complice qualche problema tecnico, non riesce a battere Michele Reynaud nel duello tra Peugeot 106 Rallye per la supremazia in N1.
Ventitreesimi gli intramontabili Roberto Vescovi e Giancarla Guzzi con la Renault Clio Super 1600
Luca Marzo, terzo pilota presente in N1, non parte per la quarta speciale. Oltre al Rally “tradizionale” grande attesa per la gara aperta alle WRC Plus, che si “allenano” in attesa del ritorno settembrino in Estonia del WRC. Le Hyundai i20 Coupé WRC monopolizzano la classifica con Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul super spettacolari, ed acclamatissimi dal pubblico presente nei trasferimenti.
Tra le vetture del Trofeo Suzuki, miglior tempo per Giorgio Fichera
Il campione del mondo in carica Ott Tanak si deve “accontentare” del secondo posto con un ritardo di oltre ventidue secondi, mentre il giovane francese Pierre Louis Loubet è terzo. Tre italiani completano la classifica: Luca Pedersoli quarto con la Hyundai, Manuel Villa quinto con la Ford Fiesta WRC e “Pedro” sesto sempre su Fiesta. Si conclude un Rally di Alba davvero memorabile, con l’unica nota stonata dell’assenza di pubblico, particolare che ha indotto molti equipaggi ad “alzare il piede” vista l’impossibilità di contare sull’aiuto della “compagnia della spinta”. Non resta altro che aspettare il prossimo 5 e 6 settembre per il secondo evento del Campionato Italiano WRC targato Aci Sport che prende il nome di 40.a edizione del Rally San Martino di Castrozza.
I russi Alexey Lukyanuk e Dmitry Eremeev con la Citroen C3 R5 si aggiudicano l’edizione 2020 del Rally di Roma Capitale tappa di apertura del CIR ed ERC
Alla fine l’edizione 2020 del Rally di Roma Capitale va regolarmente in porto. Un grande successo morale per l’organizzatore Max Rendina che ha lavorato alacremente per far partire nella data prevista quello che è divenuto l’evento inaugurale di ERC e CIR dopo la lunga sosta dettata dal lockdown. Per il campionato europeo, gran pieno di nomi al via con il successo di Alexey Lukyanuk, per l’occasione con il veterano Dmitry Eremeev sul sedile di destra della Citroen C3 R5 Sainteloc. Il russo non trova particolare resistenza da parte degli avversari, con Giandomenico Basso unico a contenere sotto il minuto il distacco nei suoi confronti. Per Basso ed il copilota Lorenzo Granai, oltre al secondo posto assoluto, anche la soddisfazione del successo nella Gara 1 del CIR, complice anche il rovinoso ribaltamento occorso ad Andrea Crugnola con la Citroen C3 R5.
Giandomenico Basso e Lorenzo Granai sono i migliori degli italiani
Crugnola si riscatta in parte con il successo nella Gara 2, con cui ripaga il lavoro del team per rimettere in ordine la Citroen. Con tanta concorrenza straniera, gli altri equipaggi italiani faticano non poco sulle strade del basso Lazio. Il podio di Gara 1 CIR lo completano le Skoda Fabia R5 di Rudy Michelini e di Marco Signor, mentre nella seconda tappa Basso si posiziona secondo e terzo chiude Umberto Scandola in coppia come sempre con Guido D’Amore sulla Hyundai i20 R5. La prima gara stagionale del CIR Junior con le Ford Fiesta Rally 4 vede la vittoria in Gara 1 di Andrea Mazzocchi ai danni di Giorgio Cogni e di Mattia Vita, mentre Emanuele Rosso sorprende tutti in Gara 2 battendo Vita e Cogni, con Mazzocchi solo quarto su Riccardo Pederzani e Michele Bormolini.
Sfortunato in gara 1 Andrea Crugnola con la Citroen C3 R5, si riscatta nella frazione successiva
Delusione per alcuni protagonisti del CIR: Giacomo Scattolon viene stoppato da un principio di incendio alla Skoda Fabia R5 sul finire di Gara 1, mentre Ivan Ferrarotti si ferma nella seconda tappa con la ruota posteriore destra aperta. Al traguardo con tempi decenti il reggiano Antonio Rusce al debutto con la Citroen C3 R5 ed i vari Alessio Profeta, Luca Bottarelli ed Alberto Battistolli con le Skoda Fabia R5, spesso rallentati dalle disavventure dei piloti ERC. Tornando alla gara europea, terzo posto assoluto per il figlio d’arte Oliver Solberg su Volkswagen Polo GTI R5, con l’irlandese Aaron Johnston a leggergli le note. Solberg junior si dimostra particolarmente abile sulle strade laziali precedendo di quasi un minuto la Hyundai i20 R5 dell’irlandese Craig Breen e di Paul Nagle, binomio con grande esperienza nel WRC.
Ottimo podio di gara 1 CIR per Rudy Michelini e di Marco Signor con la Skoda Fabia R5
Al quinto posto assoluto la Skoda Fabia R5 del “rumeno” Simone Tempestini e di Sergiu Itu, già reduci da una vittoria la settimana precedente al Raliul Perla Harghitei Tess, gara del campionato romeno ripreso “a porte chiuse” a causa dell’emergenza sanitaria. In ombra le Ford, con la “punta di diamante” Adrien Fourmaux quasi subito finito a ruote all’aria ed Eric Cais terminato nelle retrovie dopo una toccata nella prima giornata di gara. Debutto vincente di Andrea Mabellini nella RGT Cup, vince con l’Abarth 124 Rally con l’ottimo Nicola Arena alle note. Niente da fare per la Porsche 997 del ceco Petr Nesetril, secondo, mentre Roberto Gobbin è terzo con l’Abarth 124 Rally.
Bella la prestazione di Umberto Scandola e Guido D’Amore sulla Hyundai i20 R5
Fermo col turbo rotto Darius Polonski sempre su Abarth 124 Rally. Anche in ERC 2 festa italiana con Zelindo Melegari e Corrado Bonato vincenti su Subaru Impreza, mentre in ERC 3 trionfa l’estone Ken Torn su Ford Fiesta Rally4 davanti alla Peugeot 208 Rally4 di Josep Mas Bassas ed alle Fiesta Rally4 degli ungheresi Martin e Zoltan Laszlo. Costretti a ricorrere al Super Rally Marco Pollara su Ford Fiesta Rally4 e Rachele Somaschini su Peugeot 208 Rally4, quest’ultima per via di una toccata sul finire di gara 1: il siciliano e la milanese riescono comunque a terminare la gara ma la Somaschini deve lasciare alla ungherese Adrienn Vogel la vittoria nel Femminile Europeo.
Il CIR Junior con le Ford Fiesta Rally 4 vede la vittoria in gara 1 di Andrea Mazzocchi
Sessantatre vetture completano il Rally ERC, cui si aggiungono le tre Hyundai i20 Coupé WRC Plus del Rally Stars dominato da Dani Sordo che ha la meglio su Pierre Louis Loubet e “Pedro” e le trenta vetture del Rally di Pico con successo di Fabio Carnevale e Mirko Liburdi su Skoda Fabia Evo2 R5. Con il Rally di Roma Capitale in archivio, la prossima gara del CIR è per il 22 e 23 agosto al Ciocco, evento già rinviato due volte a causa dell’emergenza sanitaria ed ora atteso ad un’edizione profondamente rivista, quasi certamente senza pubblico.
L'affollato start del Campionato Italiano Autostoriche (Foto Claudia Cavalleri)
Come già accaduto a Magione due settimane fa per l’evento dell’Individual Races Attack, anche a Imola la festa per la ripresa dell’attività del GruppoPeroni Race si trasforma in tragedia a causa della morte per malore dopo le qualifiche del toscano Andrea Manzoni. Ulteriore inquietudine la causa una collisione al via della seconda manche della Coppa Italia Turismo che coinvolge Federico Borrett, vincitore di Gara 1, e Massimo Pigoli, entrambi costretti a ricorrere alle cure al Centro Medico. Nonostante questo il programma di gare del Peroni Race arriva fino in fondo, anche se con un retrogusto davvero amaro per i numerosi addetti ai lavori e piloti presenti.
Alfredo De Matteo (ActualFoto)
La Coppa Italia Turismo vede dunque una spartizione di successi assoluti tra Borrett ed Alfredo De Matteo che si impone in seconda manche con la Volkswagen Golf GTI della nuova squadra Calcagni Motorsport, sconfiggendo la Honda Civic del pugliese Davide Nardilli. In Seconda Divisione assolo per la Mini Cooper AC Racing di Diego Di Fabio. Tra le Bmw 318 Racing Series in prima manche vince Karim Sartori, ma problemi tecnici a cambio e differenziale non gli permettono di partire nella seconda gara in cui si mette in evidenza Rolando Bordacchini. In Coppa Italia GT la Lotus Exige V6 di Stefano D’Aste fa ben presto piazza pulita del gruppo con Stefano Valli che limita i danni con due secondi posti sulla Bmw Z4. Per Lucio Gioffrè con la Lamborghini Huracan della CLG Bloise terzo posto in Gara 1, nella seconda manche si giocano il podio le Porsche del Team Piloti Forlivesi con la 991 di Andrea Sapino battere l’identica vettura di Nicola Sarcinelli e la 996 di Massimiliano Brini.
La partenza del Master Tricolore Prototipi (ActualFoto)
Franco Nespoli vince la prima manche della Lotus Cup davanti a Giacomo Giubergia, ma il ticinese si ritira nelle primissime battute della seconda manche e Giubergia pareggia i conti vincendo ai danni di Daniel Grimaldi. Terzo, più staccato, Giuseppe De Virgilio su Stefano Zerbi. Nel Master Tricolore Prototipi si assiste ad una nuova gloriosa impresa di Claudio Francisci, che con la Lucchini Bmw trionfa in prima manche sulla Norma M20 FC di Walter Margelli e la Osella Pa21S di Franco Caruso. Quarto Ranieri Randaccio su Norma-Honda. Nella seconda manche Francisci marca visita e Margelli trionfa ai danni della Wolf GB08 di “Paco” e Davide Amaduzzi che aveva chiuso quinta la prima corsa. Terzo posto per Randaccio davanti alle Norma M20 FC dei genovesi Davide e Giancarlo Pedetti. Chiude la classifica la Breda del veterano toscano Franco Palandri. Debutta con numeri non esaltanti la Classic Speed Cup, che vede Raffaele Raimondi trionfare su Jaguar E davanti all’Abarth 1000 TC di Graziano Tessaro ed all’Alfa Romeo Giulia TI Super di Francesco Ramacciotti.
Andrea Cabianca e Maurizio Fratti vincono con la Porsche 911 nel 2.Gruppo (Foto Claudia Cavalleri)
Nel Campionato Italiano Autostoriche forfait della Porsche 930 di Massimo Ronconi e Giovanni Gulinelli, che rende la vita più facile alla Bmw 323i di Giovanni Ambroso e Denny Zardo vincenti in Assoluta e 4.Gruppo. Degno di nota in questo raggruppamento il bel secondo posto di Gilles Giovannini e Vito Truglia su TVR Tuscan Speed 8 GT, davanti all’Alfa Romeo 75 di Francesco Liberatore e Franco Zadotti. Tra i molti ritiri per cause tecniche quelli della Ford Sierra Cosworth di Rosario Sapuppo e Pierpaolo Pietrini e dell’Alfa Romeo 75 di Enrico Guasti. Nel 3.Gruppo trionfa l’Alfa Romeo GTAm di Roberto Arnaldi sulla Fiat X1/9 di Andrea Tessaro e la Fiat Ritmo 65 di Thomas Giovannini e del debuttante Rigoni. Si difende Gianluca Cecchini quarto con una Bmw 635 curata da Giancarlo Cesetti. Andrea Cabianca e Maurizio Fratti fanno saltare il banco con la Porsche 911 nel 2.Gruppo dove si registra purtroppo il ritiro per cause tecniche di Renato Benusiglio e Andrea Damiani su Porsche 911 S. Nel 1.Gruppo la Ginetta G12 di Matteo Panini e Andrea Pergreffi va KO e così Riccardo Lodi trionfa su Alfa Romeo GT 1.3 ai danni di Roberto Lonardi e Giorgio Cortellazzi su Giulietta TI. Terzo posto per Marco Milla e Massimo Lupoli con l’Alfa Romeo Giulietta TI sotto i colori della Scuderia Vesuvio.
Nel 3.Gruppo trionfa l’Alfa Romeo GTAm di Roberto Arnaldi (Foto Claudia Cavalleri)
Dulcis in fundo del Peroni Race, la Boss GP che dopo mesi di attesa avvia la propria stagione. La Toro Rosso STR1 dell’austriaco Ingo Gerstl fa saltare il banco regolando il gruppone delle Dallara GP2. Si mettono in mostra Luca Martucci, Marco Ghiotto e Salvatore De Plano che in prima manche si classificano dal terzo al quinto posto, mentre Bruno Jarach, un nome di punta del CIVM, è undicesimo. In seconda manche Gerstl trionfa ancora ai danni della Dallara GP2 del compagno di team Christopher Hoher, mentre Marco Ghiotto è terzo e Salvatore De Plano quarto. “Solo” sesto il giovane Martucci mentre Jarach raccoglie esperienza e chiude decimo. Peccato per l’assenza del veterano pisano Armando Mangini, uno degli specialisti italiani della Boss GP. Il toscano Roberto Vanni, atteso al debutto con una Lola T96/50, non prende il via delle due manche. Preoccupante calo di iscritti per l’Alfa Revival Cup che vede al via solo diciassette concorrenti. Vittoria per Davide Bertinelli e Andrea Crescenti su Alfa Romeo GTAm davanti all’identica vettura dell’olandese Vos ed alla Giulia Sprint GTA di Roberto Restelli e Matteo Panini.
Nel 1.Gruppo Riccardo Lodi trionfa su Alfa Romeo GT 1.3 (Foto Claudia Cavalleri)
Al Rally del Messico, terza tappa del WRC, vittoria di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Toyota Yaris WRC
Il virus che ormai ha messo in ginocchio quasi l’intero pianeta, finisce per danneggiare anche il Rally del Messico 2020 -terza tappa del WRC-, anche se indirettamente. Nel paese nordamericano la situazione è ancora tranquilla, ma il governo inizia ad approntare proprio nel weekend una serie di misure restrittive sui viaggiatori provenienti dall’Europa. Per evitare che gli equipaggi del WRC restino bloccati in Messico, gli organizzatori sono costretti quindi a cancellare l’intero programma della tappa di domenica. Buon per Sebastien Ogier e Julien Ingrassia che con la Toyota Yaris WRC fanno bottino pieno, vincendo con merito e portandosi al comando della classifica di Campionato. Ogier capitalizza il weekend “negativo” di Elfyn Evans e Martin Scott che terminano solo quarti e retrocedono secondi in classifica con un ritardo di otto punti.
Il podio del Rally del Messico con Sebastien Ogier, Ott Tanak e Teemu Suninen
Per Ogier anche la soddisfazione di avere “contenuto” il rabbioso ritorno di Ott Tanak e Martin Jarveoja con la migliore Hyundai i20 Coupé WRC. L’estone termina secondo ma si morde le dita per il tempo perso il venerdì con un’uscita costatagli tempo prezioso ed anche qualche danno ad una sospensione. Tanak recupera punti preziosi, ma in classifica di campionato è solo quinto, complice lo schianto di Monte-Carlo. Grande gara per le Ford Fiesta WRC della M-Sport, ma per Esa-Pekka Lappi la corsa è compromessa da un principio d’incendio nella settima speciale, che finisce per calcinargli la macchina subito dopo il punto-stop. A salvare l’onore della casa dell’Ovale Blu troviamo Teemu Suninen e Janne Lehtinen che terminano terzi, davanti a Evans ed alla terza Toyota Yaris WRC di Kalle Rovanpera e Jonne Halttunen.
Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Hyundai i20 Coupé WRC conquistano il secondo gradino del podio
Al sesto posto un grande Pontus Tidemand che con la Skoda Fabia Evo R5 fa bottino pieno in WRC 2, recuperando punti preziosi sull’assente Mads Ostberg che comunque resta leader di campionato. Bene anche Nikolay Gryazin con la Hyundai i20 R5, secondo in WRC 2 e settimo assoluto. Si morde al contrario le dita Ole-Kristian Veiby con la Hyundai i20 R5 semi-ufficiale: per lui solo decimo posto assoluto e “bronzo” tra i WRC 2. Davanti a Veiby chiude la Ford Fiesta WRC di Gus Greensmith, penalizzata a metà gara da problemi tecnici. In WRC 3 dominio dei piloti sudamericani complici i problemi occorsi a Kajetan Kajetanowicz. Festa grande per Marquito Bulacia Wilkinson vincente sulla Citroen C3 R5 e ottavo assoluto. A navigare il boliviano, più volte protagonista del Campionato Italiano Rally Terra, c’è il nostro Giovanni Bernacchini.
Medaglia di bronzo per Teemu Suninen e Janne Lehtinen con la Ford Fiesta WRC
Due Skoda Fabia R5 completano il podio di classe, pilotate dal cileno Emilio Fernandez e dal messicano Ricardo Trivino, molto apprezzato dal pubblico locale. Oltre a Lappi, nell’elenco dei ritirati finiscono anche Dani Sordo con la Hyundai i20 Coupé WRC ed il gettonatissimo Ken Block con la propria Ford Escort Cosworth auto-preparata. Entrambi sono stoppati da problemi al motore. Il radiatore ferma purtroppo la corsa dell’unico binomio italiano al via formato da Gianluca Linari e Nicola Arena su Ford Fiesta R5. Per loro stop all’inizio dell’ultima tappa “effettiva”. Solo ventuno gli equipaggi giunti al traguardo, con ben quattordici vetture fuori combattimento. Con l’esclusione di Lappi, per tutti il ritiro è dettato da problemi meccanici. Con il Rally d’Argentina rinviato per misura precauzionale sempre a causa del Covid-19 -non è escluso che possa essere reinserito addirittura come prova finale di campionato- la prossima gara di campionato sarà il Rally del Portogallo l’ultimo weekend di Maggio.
John Papadimitriou e Allan Harryman con la Skoda Fabia R5 Evo si aggiudicano il il Rally Val d’Orcia 2020
John Papadimitriou e Allan Harryman con la Skoda Fabia R5 Evo sorprendono tutti e vincono il Rally Val d’Orcia 2020, penultima tappa del Raceday Rally Terra, regolarmente disputato nonostante le prime notizie dal Nord Italia sul diffondersi del Covid-19. Gli spettatori non sembrano comunque spaventati, ed un bel sole primaverile benedice la corsa che viene completata regolarmente. Papadimitriou, veterano con una lunga esperienza anche sugli sterrati toscani, approfitta del ritiro di alcuni “big” quali Luca Hoelbling costretto allo stop con la Hyundai i20 R5 per imprimere il proprio marchio alla corsa di Radicofani. Alle sue spalle la bagarre per il secondo posto è intensa e premia Andrea Carella che con una Skoda Fabia R5 batte sul filo di lana Andrea Maselli, in campo su una Hyundai i20 R5.
Il podio dell’assoluta al Rally Val d’Orcia, penultima tappa del Raceday Rally Terra
Per Maselli è “fatale” l’ultima PS di Radicofani dove Carella fa il miglior tempo scavalcandolo in classifica. L’ultima speciale vede anche il sorpasso di Gianmarco Donetto ai danni dello sloveno Aljosa Novak per il quarto posto. Sia il piemontese che Novak sono al volante delle “onnipotenti” Skoda Fabia R5. Sempre su Skoda Fabia R5 troviamo al sesto posto Jader Vagnini ed al settimo il veterano degli sterrati Luciano Cobbe, riuscito in extremis a sopravanzare la Ford Fiesta R5 MkII di Massimo Squarcialupi. Delude le attese Simone Romagna che con un’ulteriore Fiesta chiude soltanto nono, sia pure superando nelle ultime battute di gara l’imprenditore del beverage Tullio Versace con la Skoda Fabia R5 già impiegata regolarmente nello scorso CIRT.
Secondo posto sudato per Andrea Carella, anch’egli con la Skoda Fabia R5
Non male poi Tamara Molinaro che con una Citroen C3 R5 chiude ottima undicesima assoluta mostrando ampi margini di miglioramento. L’italo-tedesca supera di misura Rachele Somaschini che con la Citroen DS3 R3T macina comunque chilometri preziosi sullo sterrato in previsione del Valtiberina e di alcune partecipazioni “spot” al Campionato Italiano Rally Terra, ancora comunque da definire. Alle spalle della Molinaro è lotta a coltello per la vittoria in Gruppo N con due Mitsubishi Lancer protagoniste. E’ l’esemplare meno “fresco” Evo IX di Riccardo Rigo che impone la sua legge all’esemplare Evo X dello sloveno Darko Peljhan, che da queste parti vanta un piccolo ma significativo “fan club” grazie alla sua guida aggressiva.
Terzo gradino del podio per Andrea Maselli, in campo su una Hyundai i20 R5
Stavolta va male a Bruno Bentivogli con la Subaru Impreza Sti N11: “solo” terzo di Gruppo N e preceduto anche dalle Peugeot 208 dei dominatori della R2B, Alex Raschi e Niccolò Marchioro. Podio di classe R2B completato da Fabrizio Martinis sempre su Peugeot 208. In N5 molti nomi importanti al via ma quasi tutti costretti al ritiro, così a vincere è Ezio Soppa con la Ford Fiesta, ventisettesimo assoluto. Due posizioni più in alto troviamo Alessandro Beltramini che vince la Super 2000 con una Peugeot 207 approfittando dell’uscita di scena rovinosa di Andrea Sandrin. Un cenno gradito per la Bmw M3 E30 di Andrea Succi che vince la A8 e chiude ventinovesima assoluta.
Il podio del Campionato Italiano Rally Terra Storico al Rally Val d’Orcia con Sipsz, Mombelli e Rocchieri
Nel “derby toscano” per la supremazia in N3, vince l’aretino Davide Rosini davanti a Maurizio Morelli entrambi su Renault Clio RS. Sparuta presenza delle Super 1600 con Roberto Galluzzi primo su una splendida Suzuki Ignis. Tra i settanta equipaggi moderni giunti in fondo un cenno anche per l’albanese Florenc Caushi, primo in A0 con un’immortale Fiat Seicento. La corsa ospitava anche il primo round del Campionato Italiano Rally Terra Storico con appena quattro piloti superstiti a causa di varie rotture meccaniche. Successo meritato per Mauro Sipsz con la Lancia Stratos HF ai danni della Ford Escort RS 2000 MkI di Domenico Mombelli e della Opel Kadett GTE di Marcello e Luca Rocchieri.
Poteva essere tripletta Toyota al Rally di Svezia, seconda tappa del WRC, se non si fosse inserita la Hyundai Hyundai i20 Coupé WRC di Ott Tanak ad occupare la piazza d'onore
Edizione 2020 soffertissima per il Rally di Svezia, seconda prova del WRC. A causa delle condizioni climatiche insolitamente miti, la corsa dovrebbe disputarsi su sole undici PS, ma la Super Speciale iniziale di Karlstad viene trasformata in Shakedown per consentire ai concorrenti di familiarizzare con le “anomale” condizioni del percorso, in molti tratti completamente privo di ghiaccio. La “seconda” speciale di Hof/Finnskog è quindi la partenza effettiva del Rally di Svezia e su condizioni più simili a quelle di un “normale” rally su terra Elfyn Evans e Martin Scott conquistano subito il comando con la Toyota Yaris WRC. Alle loro spalle si portano Ott Tanak e Martin Jarveoja, in cerca di riscatto sulla loro Hyundai i20 Coupé WRC dopo la mala parata del Rally di Monte-Carlo, ma Evans è il pilota che meglio interpreta le “insolite” speciali svedesi e mantiene il comando senza problemi.
Non riescono a ripetere la performance del Rally di Monte-Carlo Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC, sesti al traguardo
L’ultima tappa viene condizionata addirittura dalla pioggia battente, che costringe alla riduzione del programma alla sola Power Stage di Likenas. Su un percorso molto più simile ad una PS del Wales Rally, viste le pozzanghere e la melma, Evans amministra molto bene su Tanak vincendo con un margine di circa tredici secondi. Il miglior tempo della Power Stage lo consegue Kalle Rovanpera che in tal modo ha la meglio su Sebastien Ogier nel duello “fratricida” tra piloti Toyota per il gradino più basso del podio. Ogier e Julien Ingrassia si mordono le dita per la guida troppo conservativa mostrata nella Power Stage: piazzandosi terzi i due francesi si sarebbero portati in vetta alla classifica di Campionato. Al quinto posto troviamo Esa-Pekka Lappi che dimostra un costante progresso prestazionale sulla Ford Fiesta WRC della M-Sport. Lappi, con le note lette come sempre da un bravo Janne Ferm, si installa ben presto nella Top Five e detiene la posizione fino alla fine, confermando la ritrovata competitività dopo il disastroso 2019 con la Citroen.
La prima delle Ford Fiesta schierate al Rally di Svezia è quella di Esa-Pekka Lappi, quinto in classifica finale
Dopo la vittoria di Monte-Carlo, non si ripetono Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul costantemente nelle posizioni di rincalzo con la Hyundai i20 Coupé WRC; per loro sesto posto davanti ai compagni di team Craig Breen e Paul Nagle al debutto stagionale sulla vettura coreana. Con questo piazzamento, Neuville viene agganciato al comando della classifica di campionato da Evans. Teemu Suninen termina ottavo con la seconda Ford Fiesta WRC; al pari di Katsuta Takamoto nono con la Toyota Yaris WRC, il finnico si “impantana” nelle pozzanghere di Likenas perdendo tempo prezioso. Bella lotta per la vittoria in WRC 2 con Mads Ostberg che con la Citroen C3 R5 ufficiale ha la meglio su Ole Kristian Veiby con la Hyundai i20 R5 e su Pontus Tidemand al volante di una Skoda Fabia R5 Evo. In WRC 3 dominio finlandese con Jari Huttunen primo sulla Hyundai i20 R5 davanti a Emil Lindholm su Skoda Fabia R5 Evo.
Continua ala scia positiva della Citroen C3 R5, vincente con Mads Ostberg
La corsa svedese presentava anche il primo dei cinque round stagionali del Junior WRC, come sempre animato esclusivamente dalle Ford Fiesta R2T19 della M-Sport. L’evento svedese è dominato dai piloti scandinavi con Tom Kristensson che precede Martins Sesks e Ken Torn. Poca gloria per i quattro equipaggi italiani, con Marco Pollara e Maurizio Messina che alla fine approfittano dell’errore di Oscar Solberg per conquistare il decimo posto di classe. Un arrivo a punti che fa morale in condizioni davvero impreviste. Alle spalle di Pollara troviamo nell’ordine Enrico Oldrati ed Elia De Guio undicesimi, poi Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella che, freschi di trionfo nella classe 2 Ruote Motrici nel CIR, anestetizzano bene il passaggio dalla Peugeot 208 R2B ufficiale alla Ford Fiesta M-Sport. Nulla da fare per Fabio Andolfi che sul finire della prima tappa ribalta la sua Fiesta, per poi ritrovarsi con il radiatore rotto nella giornata successiva.
In WRC 3 Emil Lindholm su Skoda Fabia R5 Evo si piazza alle spalle del vincitore Jari Huttunen con la Hyundai i20 R5
Tra i soli quattro equipaggi ritirati anche Jari-Matti Latvala che rompe il motore della Toyota Yaris WRC a fine prima tappa danneggiandolo senza scampo. Sono quarantadue i concorrenti a completare la tribolata gara svedese con il gruppo chiuso dalla inglese Catie Munnings, all’esordio nel JWRC dopo alcune positive stagioni nell’ERC. Da sottolineare l’ampio numero di forfait di equipaggi italiani: Alberto Battistolli e Giacomo Costenaro con le Skoda Fabia R5, Fabio Frisiero con la Ford Fiesta R5 ed Umberto Scandola con la Hyundai i20 R5 danno tutti “buca”. Per Scandola, che aveva inserito la corsa svedese tra quelle valide per la sua stagione WRC 3, il forfait è dettato da un pesante stato influenzale: la FIA ha comunque “abbuonato” la rinuncia dell’italiano che potrà recuperare la gara persa in un altro evento di campionato. Prossima gara tra circa un mese in Messico.
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 WRC si aggiudicano la prima tappa del WRC, il Rally di Monte-Carlo
Nel WRC, il Rally di Monte-Carlo 2020 passerà alla storia come uno dei più combattuti e spettacolari. Ci si aspettava un confronto all’ultimo sangue tra Ott Tanak con la Hyundai i20 WRC e Sebastien Ogier con la Toyota Yaris WRC, ma dopo sole quattro speciali il neo-campione del mondo rimane vittima di un rovinoso incidente a tutta velocità. Nessun danno fisico per Tanak e Martin Jarveoja, ma auto non più riparabile per sperare nel Super Rally. Per l’equipaggio estone debutto davvero amaro con il bolide coreano. Per Ogier la strada verso il debutto vincente sulla Yaris WRC sembra in discesa. Al termine della seconda giornata di gara il transalpino è saldamente al comando davanti al neo-compagno di team Elfyn Evans e alle Hyundai i20 WRC “superstiti” del belga Thierry Neuville e del pluri-campione Sebastien Loeb. Nella tappa del sabato, Ogier continua a comandare le operazioni, ma a fine tappa inizia ad incontrare problemi che alla fine gli costano il comando a vantaggio di Evans.
E’ Sebastien Ogier a piazzare la prima delle Toyota Yaris WRC sul secondo gradino del podio. Terzo posto per quella di Elfyn Evans.
L’inglese, magistralmente assecondato da Martin Scott, culla sogni di gloria, mentre nessuno sembra badare al fatto che Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul hanno un ritardo ancora molto ridotto nei confronti delle Toyota ufficiali. Quanto a Loeb e Daniel Elena, sopravvivono a un pericoloso errore nella nona speciale e perdono terreno. L’ultima tappa, che doveva essere una cavalcata per le Toyota Yaris WRC, si rivela un incubo. Nella quattordicesima speciale infatti Neuville passa all’attacco e scavalca Evans ed Ogier conquistando la vetta della classifica. Il belga continua ad attaccare nelle ultime due speciali e blinda il trionfo con il miglior tempo nella Power Stage conclusiva di La Cabanette-Col de Braus. Per la Hyundai il weekend iniziato a tinte fosche si tinge di gloria! Le Yaris WRC devono accontentarsi del resto del podio con Ogier che in extremis conquista il secondo posto ai danni di Evans. Quarta posizione per Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm che dimostrano subito un buon affiatamento con la nuova Ford Fiesta WRC M-Sport. Lappi dal canto suo si riscatta dopo l’ultima deludente stagione in Citroen.
Prima Ford Fiesta WRC targata M-Sport ai piedi del podio con Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm.
Quinto posto per Kalle Rovanpera che nelle battute finali scavalca un Loeb sempre più in crisi e sopravvissuto ad un secondo pesante errore nella quattordicesima speciale. Settima piazza occupata da Katsuta Takamoto che con Daniel Barritt e la quarta Toyota Yaris WRC in gara regala emozioni dimostrando un ottimo feeling con le WRC Plus. Dopo le “delusioni” di Katsuhiko Taguchi e Toshihiro Arai, forse il Sol Levante ha trovato un degno pretendente al Mondiale Rally. Oltre a Lappi, la Ford Fiesta WRC M-Sport dimostra ottime cose anche con Teemu Suninen autore di una rabbiosa risalita dalle retrovie ed alla fine ottavo assoluto. Pur scomparse dal giro WRC Plus, le Citroen continuano a lasciare il segno nelle divisioni inferiori. In WRC 2 e WRC 3 vincono le C3 R5 rispettivamente con il norvegese Mads Ostberg e con il francese Eric Camilli; quest’ultimo si prende la soddisfazione di precedere Ostberg conquistando un ottimo nono posto assoluto. La WRC 3 è dominata dalle Citroen C3 e dai piloti francesi con Nicolas Ciamin secondo e Yoann Bonato terzo. Molti come al solito gli equipaggi italiani in campo a Monte-Carlo, ma i “top drivers” Umberto Scandola ed Andrea Nucita entrambi al volante di Hyundai i20 R5 sono stati penalizzati da una infinita sequela di piccoli incidenti e problemi tecnici venendo tagliati fuori dalla tappa decisiva della domenica.
Ottimo inizio per le Citroen che in “assetto” R5 piazza 2 vetture nella top ten, la prima delle quali è del francese Eric Camilli
Scandola si classifica sessantasettesimo, mentre Nucita ingrossa la lista dei ritirati. Miglior fortuna per Mauro Miele e Luca Beltrame che con la Skoda Fabia R5 sono ventesimi. Su identica vettura Alessandro Gino e Danilo Fappani sono ventiduesimi dopo una risalita rabbiosa. Convincente gara anche per Fabrizio Arengi Bentivoglio e Massimiliano Bosi trentaquattresimi con un’ulteriore Skoda Fabia R5. E sempre con una vettura ceca Enrico Brazzoli e Maurizio Barone sono trentottesimi. Immediatamente alle loro spalle troviamo uno dei migliori “polivalenti” italiani, il lombardo Ermanno Dionisio che con Fabio Grimaldi sul sedile di destra regala un buon piazzamento alla debuttante Dacia Sandero R4. Ottimo poi il quarantacinquesimo posto di Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet con una Peugeot 208 R2; si qualifica per la tappa finale anche Carlo Covi che con Michela Lorigiola è cinquantaquattresimo con la Ford Fiesta R2T19. Oltre a Scandola e Nucita, non superano il “taglio” della penultima tappa anche Rachele Somaschini con la Citroen DS3 R3T e Domenico Ramoino con la Renault New Clio R3C, i quali si classificano comunque rispettivamente cinquantanovesima e sessantaduesimo.
Non poteva essere un compleanno più bello per Mauro Miele che per i suoi 64 anni si regala un posto d’onore nella top 20 del Rally di Monte-Carlo
Unico binomio italiano fuori gioco quello formato da “Pedro” ed Emanuele Baldaccini la cui Ford Fiesta R5 si ammutolisce nella penultima prova speciale. Piccola soddisfazione per l’Italia arriva anche dalla RGT Cup con la vittoria di una Abarth 124 RGT pilotata da Luc Caprasse, purtroppo il belga non ha avversari diretti e per di più rimane tagliato fuori dalla tappa finale. Alla fine sono settantatré gli equipaggi che si classificano nel massacrante rally di inizio stagione. La maggior parte dei ritiri è dovuta a problemi meccanici, ma molti equipaggi han dovuto ricorrere al Super Rally causa vari piccoli incidenti occorsi soprattutto nella tappa del venerdì, caratterizzata da un asfalto infido per il sinistramente leggendario “verglas”. Ghiaccio che ha tradito anche Gus Greensmith con la Ford Fiesta WRC, vittima di un leggero infossamento. L’inglese è poi ripartito nella tappa del sabato tentando una rimonta furiosa ma, per una manciata di minuti, è rimasto tagliato fuori dalle prime sessanta posizioni dovendo seguire da spettatore l’ultima tappa.
Andrea Crugnola vola al Monza Rally Show con la Volkswagen Polo GTI R5
Chi si aspettava un Monza Rally Show più “povero” alla luce del forfait di Valentino Rossi ha dovuto ben presto ricredersi. La kermesse monzese, riveduta nel format che ha comportato un leggero calo di pubblico, si conferma l’epilogo perfetto per la stagione dell’Autodromo Nazionale con un plateau molto variegato comprendente anche diversi protagonisti del WRC. A vincere un nome che nel CIR 2019 si è spesso messo in mostra: Andrea Crugnola che “vola” con la Volkswagen Polo GTI R5 della Gass Racing. Al suo fianco stavolta non c’è Pietro Ometto, ma Marco Bergonzi. Il lombardo sconfigge l’ottimo Dani Sordo reduce da una stagione di alto livello nel WRC in cui ha contribuito a regalare il Titolo Costruttori alla Hyundai.
Podio affollato al Monza Rally Show
L’iberico ha gareggiato a Monza sempre con una vettura coreana, ma in specifica R5. Terzo posto per un’ulteriore Hyundai i20 R5, con alla guida Andrea Nucita. Per il siciliano una stagione “strana” che lo ha visto spesso in gara con l’Abarth 124 RGT nell’Europeo e nella RGT Cup; forse nel 2020 Nucita tornerà a gareggiare nel CIR su base regolare. Quarto il velocista Marco Bonanomi con la Skoda Fabia R5, con Gigi Pirollo sul sedile di destra. Per Bonanomi il piacere di avere sconfitto le Hyundai i20 R5 di due “big” del WRC, ovvero Craig Breen ed Andreas Mikkelsen giunti rispettivamente quinto e sesto. Non male neppure Alessandro Re settimo con una Volkswagen Polo GTI R5, davanti ad altri due “pistaioli”.
Piazza d’onore per Dani Sordo reduce da una stagione di alto livello nel WRC
Ottavo Matteo Beretta con una Skoda Fabia R5 e nono il giovane ma già velocissimo Andrea Mabellini con una Hyundai i20 R5 della Mirabella Mille Miglia. Mabellini è un “polivalente” dotato di ottime capacità e chissà che non possa diventare un vero campione. A chiudere la Top Ten la migliore Ford Fiesta R5 con al volante Alessandro Bosca. In ombra le Citroen con la migliore vettura francese al dodicesimo posto, pilotata dallo specialista del Gran Turismo Raffaele Marciello. Un alto velocista in campo è Matteo Cressoni quattordicesimo con la Volkswagen Polo GTI R5. Delude un po’ Niclas Gronholm, non abituato ai tornanti ricavati sul circuito monzese: è diciassettesimo con una Skoda Fabia R5.
Altra Hyundai i20 R5 a completare il podio, quella di Andrea Nucita
Anche l’elvetico Ivan Ballinari sfigura al debutto sulla Volkswagen Polo GTI R5 con cui dovrebbe disputare il campionato svizzero 2020. E’ solo ventesimo davanti alla Skoda Fabia del veterano Lorenzo Bontempelli, amatissimo dal pubblico di casa. Applausi anche per Davide Valsecchi, da molti anni passato al ruolo di giornalista sportivo ma con un grande passato agonistico. Il lariano chiude ventottesimo con la Skoda Fabia R5 di Peletto Corse, il team che quest’anno ha schierato Paolo Andreucci nel CIRT. Un cenno anche per la neo-campionessa femminile del CIR Rachele Somaschini, che esordisce sulla Skoda Fabia R5 e quarantasettesima assoluta su cinquantaquattro vetture R5 al traguardo. A queste si aggiungono quattro vetture iscritte nella classe WRC 1.6 T Trophy, categoria che sfigura le attese.
Ai piedi del podio la Skoda Fabia R5 di Marco Bonanomi e Gigi Pirollo
Con Mirko Puricelli fuori causa nell’ultima tappa con la sua Citroen DS3 WRC, sono Enrico e Maurizio Tortone a dominare con la Ford Fiesta davanti alle identiche vetture di Luca Ferri, Denis Babuin e Guido Zanazio che pure paga uno stop tecnico già nelle prime fasi di gara. Più ricco il gruppo delle Autostoriche. Sono tredici le Youngtimer che completano la gara di Monza con Marco Superti che impone la sua Porsche 911 davanti alla Lancia Delta di “Lucky” Battistolli ed alla Porsche 911 RS di Enrico ed Emma Melli. Non mancano le Bmw M3 E30, auto che già nei primi anni del Rally di Monza facevano la parte del leone a suon di traversi ed acrobazie. La migliore delle vetture bavaresi al traguardo è quella di Davide Di Benedetto, quinto tra le Storiche.
Altro specialista del Gran Turismo in evidenza è Raffaele Marciello, dodicesimo con la Citroen DS3
Non delude nemmeno Filippo Maria Zanin, che si prende il lusso di precedere il padre Massimo Zanin di oltre un minuto. Non è mancata la Autorlando, altro team presente fin dai tempi “eroici” del Rally di Monza. Il ravennate Manuel Mengozzi affiancato dalla moglie Erica Bombardini è undicesimo con la Porsche 911 SC, mentre il velocista Maurizio Fratti è tredicesimo su un’ulteriore 911 SC. A fine giornata la “bagarre” del Master Show, dove a suon di traversi si sono imposti Crugnola tra le R5 davanti a Luca Rossetti e Sordo tra le WRC Plus davanti a Thierry Neuville. Tra i vincitori dei vari gruppi Storici, un cenno per Alex Caffi che con la Porsche vince il 3.Gruppo; “Lucky” vince il 4.Gruppo J2, Simone Brusori il 4.Gruppo J1 mentre Marco Superti sbanca il 2.Gruppo. Va così in archivio la stagione 2019 dell’Autodromo Nazionale di Monza. Si ricomincerà già a fine Marzo con una nuova spettacolare gara Endurance internazionale di 12 Ore.