Nico Patrizi

Nico Patrizi
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Bmw 318 Racing Series, Parretta e Giani star a Magione

Nella Divisione Gold della Bmw 318 Racing Series doppietta per Michele Parretta (Foto Paolo Ambrosi)

Ben quattro gare in programma per la Bmw 318 Racing Series al Borzacchini di Magione che, nonostante uno schieramento molto stringato, regala emozioni a raffica. Nella Divisione Gold doppietta per Michele Parretta che in prima manche deve difendersi dagli attacchi di Riccardo Urbani che lo bracca fin sul traguardo. Terzo posto per Angelo Rogari davanti a Marcello Gunnella e al piacentino Silvio Bossi. Nella seconda manche sono quattro a partire e dopo un iniziale pressing di Urbani e Rogari, Parretta allunga per non essere più insidiato fino alla bandiera a scacchi.

Riccardo Giani in azione in gara 1 (Foto Paolo Ambrosi)

Rogari è secondo davanti ad Urbani junior e Gunnella. Nella Divisione Silver moltissime le emozioni. In prima manche il primo leader è Michele Materni, che allunga deciso sugli agguerriti avversari. La sfortuna però bersaglia Materni che si deve fermare sul Lungo Rettifilo dopo sei giri. Riccardo Giani ha la meglio dopo numerosi sorpassi su Stefano Bruè e Niccolò Bettini e conquista un successo meritato. Per il quarto posto Silvio Bossi precede Massimo Alunni dopo un duello accanito con molti avvicendamenti.

Il podio Silver di gara 1 della Bmw 318 Racing Series (Foto Paolo Ambrosi)

Ancora più divertente la seconda manche. Saverio Crea è il primo leader e riesce a precedere per molti giri Niccolò Bettini e Giani. Materni tenta di riportarsi sui primi ma si gira ancora alla Vecchi Box e riparte staccato. Dopo alcuni giri Giani approfitta della bagarre e tra Merzario e Vecchi Box guadagna due posizioni portandosi in testa. Di lì a poco Saverio Crea viene toccato da un avversario girandosi pericolosamente prima del Cavatappi. Tutti schivano il livornese che riparte in fondo al gruppo; di lì a poco Materni si gira di nuovo alla Curva Marco Papa e perde definitivamente contatto da Bettini e Bruè.

Tiziano Brunetti in compagnia di Riccardo Giani (Foto Paolo Ambrosi)

Per Giani sembra fatta ma, a poche curve dalla fine, qualcosa si rompe sulla sua Bmw 318 facendolo rallentare vistosamente. E’ incredulo il senese, proprio sul rettifilo d’arrivo arrivano Bettini e Bruè che lo sopravanzano per la più beffarda delle sconfitte. Come se non bastasse, a Giani viene anche comminata una penalità dalla Direzione Gara, che lo relega al quarto posto finale alle spalle anche di Materni, che aveva mancato per un’inezia il sorpasso “sul campo”!

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Bicilindriche, Formula Libera e Trofeo Italia Storico a Magione

Alessandro Alcidi si afferma in Formula Libera a Magione (Foto Paolo Ambrosi)

Fine d’Aprile ad alto tasso di spettacolarità con il Campionato Italiano Bicilindriche, Formula Libera e Trofeo Italia Storico all’Autodromo di Magione. In Formula Libera cinque le auto al via con l’affermazione della debuttante Speed Motor 01 di Alessandro Alcidi. Partito dalla pole Alcidi deve però faticare più del previsto e nelle fasi finali subisce l’attacco di Luca Bazzucchi su Tatuus Formula Renault 2000. Dopo due soli giri però Alcidi torna in testa mentre Bazzucchi perde anche il secondo posto ad appannaggio della Dallara Formula 3 di Mauro Brozzi. Degno di nota il duello tra le Formula Bmw di Diego e Giacomo Brozzi risolto solo all’ultima curva da un testacoda del secondo.

Pasquale Coppola monopolizza entrambe le manche del Campionato Italiano Bicilindriche (Foto Paolo Ambrosi)

Nel Campionato Italiano Bicilindriche monopolio delle Fiat 500 con Pasquale Coppola che in entrambe le manche ha la meglio su Domenico Cuomo sia nell’Assoluta che nella classe BIC 700 Gruppo 5. Nella prima manche il terzo posto se lo aggiudica in extremis Vincenzo Zupo con la Fiat 500 dopo i problemi tecnici che rallentano l’identica vettura di Gennaro Vivese. Quest’ultimo non può neppure schierarsi nella seconda manche in cui si registra la riscossa del romano Michele De Filippis. Costretto immediatamente al ritiro nella prima gara dopo esser stato costretto a partire dai box, il laziale giunge terzo scavalcando Zupo negli ultimi giri. Tra le Storiche 700 Gruppo 5 doppietta per Sebastiano Mascolo su Fiat 500 mentre tra le Storiche 700 Gruppo 2 trionfo per il veterano di Fiano Romano Mario Caravello con la fedele Fiat 500 biancorossa vista anche in molte cronoscalate.

La partenza del Trofeo Italia Storico a Magione (Foto Paolo Ambrosi)

Nel Trofeo Italia Storico schieramento decoroso nonostante la concomitanza con il Trofeo Scarfiotti e la gara di Campionato Italiano Autostoriche su pista a Pergusa. Successo nettissimo per la Bmw 318 IS E30 di Giusepe Bonifati che regola la Marcos Mini di Massimo Pucci vincente nel 1.Raggruppamento. Giuseppe Covotta con la Fiat 128 è terzo assoluto e vince il 2.Raggruppamento. Quarto posto assoluto e secondo in 4.Raggruppamento per la Renault GT Turbo di Franco Ermini, che precede due vetture del 2.Raggruppamento: la Fiat 128 di Giorgio Fiorini e l’Abarth 1000 di Alvaro Bartoli.

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CIVM, giorno di gloria per Fattorini al Trofeo Scarfiotti

Michele Fattorini su Osella FA 30 Zytek E2SS 3000 si aggiudica il Trofeo Scarfiotti seconda prova del CIVM 2019 (Foto Claudio Ricciotti)

Trionfo per l’orvietano Michele Fattorini su Osella FA 30 Zytek E2SS 3000 al Trofeo Scarfiotti “Sarnano-Sassotetto”, seconda prova del CIVM 2019. Il figlio del popolare Fabrizio sfodera una performance eccezionale e costringe Omar Magliona con la Osella Pa2000 E2SC 2000 al secondo posto assoluto con un ritardo di tre secondi e tre decimi. Parlano sardo anche il terzo gradino del podio e la “medaglia di rame”. Terzo chiude infatti Giuseppe Vacca, al primo podio assoluto in CIVM con la Osella Pa2000 E2SC 2000, mentre ai piedi del podio troviamo Sergio Farris con la Osella Pa2000 Evo E2SC 2000.

I tre protagonisti del Trofeo Scarfiotti, seconda prova del CIVM: Michele Fattorini, Omar Magliona e Giuseppe Vacca

Bellissimo quinto posto poi per il veronese Federico Liber che con la Formula Gloria C8P Evo E2SS 1600 realizza un’altra memorabile impresa. Il veneto, più volte vincitore a Cividale del Friuli ed in numerose gare slovene e croate, dimostra una volta di più il suo smisurato potenziale prendendosi il lusso di battere la potentissima Lola B99/50 Zytek E2SS 3000 di Angelo Marino. L’ultimo esponente della gloriosa dinastia salernitana comunque non demerita e porta a casa un ottimo piazzamento.

Omar Magliona con la Osella Pa2000 E2SC 2000 si piazza al secondo posto assoluto con un ritardo di tre secondi e tre decimi (Foto Claudio Ricciotti)

Oltre a Liber, con le “piccole” si esalta anche il potentino Achille Lombardi che con la Osella Pa21 JrB vince la E2SC 1400 ed è settimo assoluto. A seguire troviamo Luigi Fazzino con la Osella Pa21 JRB. Fazzino vince la E2SC 1600 sconfiggendo il bravo Franco Caruso su Radical Prosport, giunto alle sue spalle anche in classifica assoluta. Commozione enorme per il decimo posto assoluto di Giovanni Rampini che trionfa in gruppo CN con la Osella Pa21 Evo Honda. Il giovane eugubino dimostra di avere ereditato la passione e la capacità del padre Mauro, scomparso lo scorso anno per un male incurabile.

In Gruppo GT vittoria per Lucio Peruggini con la Lamborghini Huracan GT3 (Foto Claudio Ricciotti)

Sconfitto di misura Rosario Iaquinta con la Osella Pa21. In Gruppo GT nuova vittoria per Lucio Peruggini con la Lamborghini Huracan GT3 davanti alla Ferrari 458 di Luca Gaetani, ma è fuor di dubbio che si sentiva l’assenza di Ignazio Cannavò che nel weekend ha debuttato in pista nella Supercars Series. Terzo posto di Gruppo per la Ferrari 488 Challenge di Roberto Ragazzi; più staccate le Ferrari di Stefano Artuso e Tommaso Colella.

Dominio di Rudi Bicciato in Gruppo A con la Mitsubishi Lancer (Foto Claudio Ricciotti)

Nella E2 Silhouette Alessandro Gabrielli è profeta in patria e domina con l’Alfa Romeo Picchio 4C. In E1 Italia trionfo per Daniele Pelorosso con la Renault Clio Proto sconfiggendo la Mini Cooper E1 1600 Turbo di Antonio Scappa e l’Alfa Romeo 155 GTA E1 3000 di Roberto Di Giuseppe. Ennesimo dominio di Rudi Bicciato in Gruppo A con la Mitsubishi Lancer davanti alla Subaru Impreza del bravo orvietano Leonardo Spaccino. In A1600 trionfo per Samuele Martinelli su Peugeot 106 davanti a Marco Calderone su identica auto ed alla Citroen Saxo Vts di Massimo Tirabassi.

In E1 Italia trionfo per Daniele Pelorosso con la Renault Clio Proto (Foto Claudio Ricciotti)

Nulla da fare per Fabio Titi fermato da un subdolo cedimento meccanico mentre stava siglando un ottimo tempo con la sua Peugeot 106. In Gruppo N trionfo per Giovanni Lisi con la Honda Civic Type-R N2000 davanti alla Citroen Saxo VTS di Rocco Errichetti che vince la N1600 dopo la squalifica della Citroen Saxo Vts di Vincenzo Ottaviani. Terzo di gruppo Gianluca Rodino con la Renault Clio Rs N2000 davanti alla Citroen Saxo VTS del veterano di Fossombrone Gabriele Giardini che è secondo in N1600 davanti alla Peugeot 106 16V di Roberto Spacco.

Nella E2 Silhouette Alessandro Gabrielli è profeta in patria e domina con l’Alfa Romeo Picchio 4C (Foto Claudio Ricciotti)

In Racing Start vittoria per Oronzo Montanaro con la Mini Cooper JCW RSTB 1.6 davanti all’identica auto di Giovanni Angelini. Terzo di gruppo Giovanni Loffredo che vince la RSD 2.0 con un’ulteriore Mini. Arduino Eusebio vince la RS 2.0 con la Renault Clio battendo le Clio di Samuele Meloni e Francesco Laschino. L’abruzzese Francesco Di Tommaso vince la RS 1.6 con la Citroen Saxo Vts battendo l’identica vettura del cosentino Francesco Iantorno. E in RS 1.4 nuovo trionfo per il folignate Nicola Merli con la Peugeot 106 Rally.

In Racing Start vittoria per Oronzo Montanaro con la Mini Cooper JCW RSTB 1.6 (Foto Claudio Ricciotti)

In Racing Start Plus trionfo per Serafino Ghizzoni con la Mini Cooper JCW RSTB 1.6 Plus davanti alla identica vettura di Giacomo Liuzzi, terzo di gruppo Antonio Cardone che vince la RS 2.0 Plus con una Honda Civic Type-R davanti a Francesco Perillo. In questo gruppo corrono tre giovanissimi: Daniele Filippetti nono di gruppo con la Citroen Saxo Vts, Emidio Luzi tredicesimo e subito vincente in RS 1.4 Plus con una Peugeot 106 Rally e Margherita Vezzosi terza di RS 1.4 Plus sempre con una Peugeot 106 Rally.

In Produzione Evo trionfa Gianluca Paloschi con la Citroen Saxo ProdE 1600 (Foto Claudio Ricciotti)

In Produzione Evo trionfa Gianluca Paloschi con la Citroen Saxo ProdE 1600 ex-Giuseppe Lorè davanti alla Subaru Impreza di Enrico Francia. In ProdE 1600 ennesimo trionfo in carriera per Alessandro Pieroni su Fiat Seicento Sport. In ProduzioneS successo per il trentino Marco Cappello su Honda Civic Type-R mentre Raffaele Lo Schiavo, dopo problemi in prova, chiude terzo di gruppo dietro alla Citroen Saxo Vts di Antonio Bonasorte.

In Gruppo N trionfo per Giovanni Lisi con la Honda Civic Type-R N2000 (Foto Claudio Ricciotti)

Nella Coppa Dame vittoria per Paola Pascucci con la Mini Cooper E1 1600 Turbo della P&G Racing davanti all’orvietana Giulia Gallinella con una Peugeot 106 RS 1.4 ed alla già citata Vezzosi. Centoventidue vetture Moderne chiudono la difficile gara marchigiana, per fortuna risparmiata dal maltempo. A queste si aggiungono cinquantadue vetture in gara per la prova inaugurale del Campionato Italiano Velocità Salita Autostoriche 2019, che inaugura nelle Marche la stagione dopo la tragica “falsa partenza” di Cortona.

In Racing Start Plus in evidenza Serafino Ghizzoni con la Mini Cooper JCW RSTB 1.6 Plus (Foto Claudio Ricciotti)

Stefano Peroni con la Martini Mk32 regola la Osella Pa9 di Adolfo Bottura e la Ralt Rt32 in livrea Marlboro di Antonio Lavieri; la concomitanza con la Rechbergrennen, però, ha influito negativamente sulla corsa storica sarnanese che non ha potuto vedere al via big del calibro di Uberto Bonucci, Piero Lottini, Walter Marelli e Tonino Camilli tutti impegnati in Austria.

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SuperCup, a Magione doppiette di Pigoli e Lilli

Il lariano Max Pigoli in Prima Divisione fa il vuoto con la Mitjet 2.0 Turbo (Foto Paolo Ambrosi)

Debutto della SuperCup all’Autodromo di Magione e si registra subito il classico pienone con ben due griglie separate. In Prima Divisione doppietta per il lariano Max Pigoli che fa il vuoto con la Mitjet 2.0 Turbo. In entrambe le gare il suo principale avversario è il toscano Simone Sartoni con la Seat Leon Cup Racer, che però in entrambe le occasioni è costretto ad accontentarsi del secondo posto. Più animazione per la terza piazza. In prima manche il lombardo Ettore Carminati con la Honda Civic Type-R 24h Special è costretto immediatamente al ritiro per problemi ad uno pneumatico che lo mandano ripetutamente in testacoda, lanciando così in zona podio la Bmw M3 E46 di Federico Scionti. Risolto il problema Carminati si rilancia nella seconda frazione di gara costringendo Scionti ad accontentarsi del quarto posto. Da notare che entrambe le manche sono state condizionate dalle bandiere gialle.

Lo start della Prima Divisione SuperCup a Magione (Foto Paolo Ambrosi)

Nella prima gara il gruppo è giunto sotto la bandiera a scacchi dietro la Safety Car a causa di un incidente che coinvolge il toscano Stefano Quercioli; nella seconda il protrarsi dei tempi di rimozione della Bmw 320i WTCC di Valmiro Presenzini costringe addirittura il Direttore di Gara ad esporre la bandiera rossa. Da segnalare le doppiette di Luca Rossetti su Mini Cooper S in classe Turismo 3 e di Sandro Bettini su Seat Leon Supercopa in Turismo 2. Nella E1 2.0 bella vittoria in prima manche per Arturo Pucciarelli su Alfa Romeo 156; nella seconda manche però il marchigiano resta coinvolto in due testacoda e si deve accontentare del secondo posto di classe. La vittoria comunque resta in casa Sesa Racing grazie a Maurizio Mazza all’esordio sull’Alfa Romeo 147 divisa con Andrea Spalletti, il primo campione della storia SuperCup.

Doppietta per Walter Lilli in Seconda Divisione SuperCup a Magione (Foto Paolo Ambrosi)

In Seconda Divisione SuperCup doppietta per Walter Lilli che regola uno stuolo di Renault Clio Cup. Nella prima manche il romano Marco De Dominicis tiene costantemente sotto pressione Lilli ed alla fine cede per poco più di un secondo, precedendo sul podio Matteo Belletti con la Renault New Clio della One Racing. In seconda manche Lilli allunga sul gruppo capeggiato dalla Renault New Clio di Mario Beltrami, ma una neutralizzazione causata dalla rimozione della Renault New Clio di Gianluca Ianni bloccata al Cavatappi da un principio di incendio consente agli inseguitori di riavvicinarsi. Al nuovo via Lilli controlla il ritorno di Beltrami e si invola verso la vittoria, mentre per il terzo posto Andrea Dalla Bona su Clio Rs ha la meglio sulla Bmw M3 E36 di Armando De Vuono. Tra le Turismo 4, dopo la vittoria in prima manche di Michele Febbraro su Honda Civic Type-R, c’è il sorprendente successo di Giuseppe Iuorio su Toyota Corolla TS nella seconda gara. Doppietta di Tonino Scocco su Peugeot 106 in Turismo 7 davanti ad Alessandro Malavolta mentre in Turismo 6 Mario Benvenuti e Pier Alberto Maffia fanno saltare il banco con la loro Peugeot 106 1.6.

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Supercars Series, Alberto Lippi fa la voce grossa a Magione

Alberto Lippi su Ferrari 458 Gt3 si aggiudica entrambe le gare della Supercars Series in programma a Magione (Foto Paolo Ambrosi)

Debutto eccellente per la Supercars Series all’Autodromo di Magione per la regia della Italia Corse e la doppietta di Alberto Lippi su Ferrari 458 Gt3. Il veneto in prima manche ha vita facile dopo il testacoda della Chevrolet Corvette di Roberto Del Castello che è costretto a rimontare dal sesto posto. L’abruzzese alla fine chiuderà terzo dietro alla Bmw Z4 di Stefano Valli, mentre il quarto posto andrà alla Renault Megane Trophy di Benny Strignano davanti alla Lamborghini Gallardo di Ignazio Cannavò. In seconda manche Lippi viene sorpreso al via da Luli Del Castello. La ragazza si mantiene al comando delle operazioni per oltre metà gara, poi la maggiore potenza della Ferrari consente a Lippi di riconquistare il comando mantenendolo fino alla fine. Terzo posto che va alla Lamborghini Huracan di Lucio Gioffrè dopo il cedimento meccanico che ferma a pochi minuti dalla fine la Bmw di Valli. Ancora quarto posto per la Megane Trophy della CLG Bloise guidata stavolta da Antonio Angrisano, autore di un rude attacco ai danni della Gallardo di Ignazio Cannavò. Due sesti posto per Antonio “Togo” Montruccoli con la Porsche 997 GT3 e doppietta per Patrick Bellezza tra le Cayman Cup. Pietro Giordano con la Mercedes C63 V8 si piazza soltanto nella prima manche.

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CIWRC, Pedersoli profeta in patria al Rally Mille Miglia

Pur vincendo “appena” tre prove speciali, Luca Pedersoli trionfa nell’edizione 2019 del Rally Mille Miglia, che apre la stagione del Campionato Italiano WRC. Il bresciano, assecondato dall’esperta Anna Tomasi ed al volante della “fedele” Citroen DS3 WRC, non delude i suoi moltissimi tifosi e resiste al ritorno nelle battute conclusive di Marco Signor e Patrik Bernardi con la Ford Fiesta WRC. Pur siglando il miglior tempo nelle ultime due PS di Provaglio Val Sabbia e San Michele, Signor non riesce neppure a soffiare il secondo posto assoluto a Simone Miele e Roberto Mometti con la Citroen DS3 WRC. Miele capitalizza un’ottima prima parte di gara e si candida quale pretendente al titolo Italiano WRC 2019.

Quarto posto assoluto per Corrado Pinzano e Marco Zegna con la Skoda Fabia
Quarto posto assoluto per Corrado Pinzano e Marco Zegna con la Skoda Fabia

Al quarto posto assoluto termina l’ottimo Corrado Pinzano che, con Marco Zegna alle note, sbanca la R5 al volante di una Skoda Fabia, precedendo Matteo Daprà e Fabio Andrian che, con la Hyundai i20 R5, sono subito autori di una gara da protagonisti. Buona anche la gara di Mauro Miele e Luca Beltrame che, con una Skoda Fabia R5 della Giesse Promotion, concludono terzi di classe e soprattutto sesti assoluti davanti all’ulteriore Fabia R5 di Federico Santini e Gabriele Romei. A dispetto della denominazione ufficiale, anche in questa serie le auto in specifica R5 stanno diventando le vetture preponderanti con ben sei modelli nella Top Ten.

Matteo Daprà e Fabio Andrian con la Hyundai i20 R5 chiudono in quinta posizione
Matteo Daprà e Fabio Andrian con la Hyundai i20 R5 chiudono in quinta posizione

L’unica altra WRC nei primi dieci è la Ford Fiesta del locale Gianluigi Niboli che, in coppia con Danilo Fappani, termina ottavo assoluto una prova senza acuti. Grossa delusione per le Hyundai i20 WRC di Corrado e Luigi Fontana entrambe costrette al ritiro. Corrado Fontana lotta a lungo per la leadership ma poi una toccata sulla sesta speciale danneggia la posteriore sinistra della vettura coreana costringendolo al ritiro in assistenza. A tenere alto l’onore delle Hyundai, oltre al già citato Daprà, ci pensa anche il polivalente Andrea Mabellini. Prossimo al debutto nel campionato TCR Endurance, l’ex-protagonista del Trofeo Abarth è nono assoluto con una i20 R5 della Mirabella Mille Miglia.

Mauro Miele e Luca Beltrame con la Skoda Fabia R5 concludono terzi di classe e sesti assoluti
Mauro Miele e Luca Beltrame con la Skoda Fabia R5 concludono terzi di classe e sesti assoluti

La Top Ten assoluta la completano Giampaolo Bizzotto e Sandra Tommasini con una Skoda Fabia R5 della scuderia La Superba. Nel Campionato Italiano WRC “sopravvivono” anche alcuni equipaggi su vetture Super 2000. Per la precisione quello composto da Rudy Andriolo e Manuel Menegon vincitori di classe e dodicesimi assoluti con una Peugeot 207 e quello di Paolo Benvenuti e Jasmine Manfredi giunti direttamente alle loro spalle con un’ulteriore 207. Riescono a precedere la Peugeot 208 T16 R5 ex-ufficiale pilotata da Leopoldo Maestrini e la prima Volkswagen Polo GTI R5 impegnata in questo campionato, pilotata da Rossano Loda e Walter Pasini.

Rudy Andriolo e Manuel Menegon vincitori di classe e dodicesimi assoluti con la Peugeot 207 Super 2000
Rudy Andriolo e Manuel Menegon vincitori di classe e dodicesimi assoluti con la Peugeot 207 Super 2000

In classe Super 1600 dominano le Renault Clio con Nicholas Montini sedicesimo assoluto e Davide Arici immediatamente alle sue spalle in classe ed Assoluta. I due precedono un veterano delle corse bresciane, Luciano Linossi in arte “Linoss” che dopo alcuni anni di inattività riprende il volante ed è diciottesimo assoluto su una Skoda Fabia R5 con Sonia Benellini alle note. In R2B trionfo per Roberto Carminati con la Peugeot 208, mentre in R3T si impone la Citroen DS3 di Fabio Rivaldi ed in R3C c’è il successo di Giuliano Giovani su una Renault New Clio della Movisport.

Il folto gruppo dei partecipanti al Suzuki Rallye Cup
Il folto gruppo dei partecipanti al Suzuki Rallye Cup

Sulle strade bresciane si consumano anche gli ultimi guizzi di gloria delle Renault Clio Williams A7, con Oberdan Guerra ventitreesimo assoluto e vincitore di classe davanti a Maurizio Zanotti che si arrampica al ventisettesimo posto della classifica finale. Per loro la soddisfazione di avere battuto una WRC, la Ford Fiesta del “gentleman driver” Guido Zanazio che termina trentunesimo assoluto con Marco Pollicino alle note. In R1, tra i piloti della serie Suzuki, vittoria per Simone Goldoni ai danni del trentino Roberto Pellè, terzo Andrea Scalzotto. Nella R1B ancora Suzuki Swift protagoniste con Marco Longo che batte Lorenzo Coppe. Sono in settantuno gli equipaggi che portano a termine la corsa bresciana, che ha spostato il proprio centro operativo nella ridente Salò.

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CIR, al Rally Il Ciocco apre Basso con la Skoda Fabia

Il Rally Il Ciocco e Valle del Serchio inaugura come da tradizione il Campionato Italiano Rally 2019 ed è il primo evento dell’era “post-Andreucci”. Come tutti sanno, il garfagnino non difenderà quest’anno il suo titolo dedicandosi al ruolo di “coach” per Peugeot Italia. I pretendenti alla successione ad “Ucci” sono moltissimi e dal round lucchese emerge Giandomenico Basso. Al volante di una Skoda Fabia R5 della DP, il veneto trionfa sulle strade toscane forte di un ottimo affiatamento con il mezzo e l’esperto navigatore Lorenzo Granai.

Giandomenico Basso e Lorenzo Granai si aggiudicano il Rally Il Ciocco e Valle del Serchio
Giandomenico Basso e Lorenzo Granai si aggiudicano il Rally Il Ciocco e Valle del Serchio

La concorrenza di Simone Campedelli però si rivela estremamente agguerrita. Il figlio d’arte romagnolo, con Tania Canton sul sedile di destra della Ford Fiesta R5 curata dalla M-Sport, arriva secondo con un distacco di soli quattro secondi e nove decimi. E non delude le aspettative nemmeno l’esordiente Citroen C3 R5 pilotata dal friulano Luca Rossetti. Forte dell’ottima navigazione di Eleonora Mori, Rossetti conquista subito un podio che lo pone tra i favoriti al titolo 2019. A contendere fino all’ultimo il “bronzo” a Luca è l’irlandese Craig Breen che con Paul Nagle si cimenta al Ciocco con una Skoda Fabia R5.

L’esordiente Citroen C3 R5 chiude al terzo posto con Luca Rossetti ed Eleonora Mori
L’esordiente Citroen C3 R5 chiude al terzo posto con Luca Rossetti ed Eleonora Mori

Alla fine Breen termina al quarto posto, con un ritardo di sedici secondi e mezzo sul vincitore. Ampio il vantaggio degli irlandesi sulla Skoda Fabia R5 di Stefano Albertini e Danilo Fappani che terminano in quinta posizione e conquistano il punteggio pieno per la classifica CIR Asfalto. Sconfitti in questa particolare graduatoria Rudy Michelini con la Skoda Fabia R5 ed Antonio Rusce che non delude con la Volkswagen Polo R5 all’esordio sulle strade toscane.

Piazza d'onore per Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5
Piazza d’onore per Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5

Molto bene fa anche l’altro “big” in campo con la Polo R5. Stiamo parlando di Andrea Crugnola che con Pietro Ometto veleggia in alta classifica fino all’undicesima prova speciale, quando per una ragione ancora ignota è costretto a fermarsi. Problemi tecnici fermano poi prima della settima prova speciale la Skoda Fabia R5 di Giacomo Scattolon dopo avere perso quattro minuti nella PS precedente, il primo passaggio di Renaio. Questa storica prova è fatale anche per il toscano Paolo Moricci -che con la Hyundai i20 R5 viene fermato da un guaio meccanico- e per il siciliano Alessio Profeta che tocca con la propria Skoda Fabia R5.

Aria di Mondiale Rally al Ciocco con Craig Breen e Paul Nagle quarti con una Skoda Fabia R5
Aria di Mondiale Rally al Ciocco con Craig Breen e Paul Nagle quarti con una Skoda Fabia R5

La migliore Hyundai i20 R5 al traguardo è quella del polivalente lombardo Kevin Gilardoni che chiude al nono posto assoluto, con Corrado Bonato alla lettura delle note. Un altro buon piazzamento dopo una gara irta di difficoltà per il varesino ex-vincitore del titolo di Formula Renault 2000 nel 2012 ed ormai convertitosi totalmente ai rally. Tra le vetture 2 Ruote Motrici vittoria per la Peugeot 208 R2B di Tommaso Ciuffi sopravvissuto ad una toccata con il frontale nella prima metà gara. Seconda posizione per Luca Panzani con la Ford Fiesta R2B curata dalla Superba.

Tra le vetture 2 Ruote Motrici vittoria per la Peugeot 208 R2B di Tommaso Ciuffi
Tra le vetture 2 Ruote Motrici vittoria per la Peugeot 208 R2B di Tommaso Ciuffi

Tra le RGT c’è solo l’Abarth 124 Rally dell’idolo locale Manrico Falleri che con la rumena Alina Blanca Pop intasca il successo assieme ad un buon venticinquesimo posto assoluto. Con il Rally Il Ciocco sono ripartiti anche i Trofei di marca a contorno della stagione 2019 del CIR. Nel Trofeo Renault Clio R3 Top si impone il rapido Ivan Ferrarotti, reduce dall’ottima finale internazionale Renault al Rallye du Var. Sconfitto Federico Bottoni, terzo Federico Rossi. Tra le Peugeot 208 Competition Top affermazione di Davide Nicelli mentre tra le Suzuki Rally Cup trionfa Fabio Poggio con la Booster Jet davanti a Simone Rivia.

Nel Trofeo Renault Clio R3 Top si impone Ivan Ferrarotti
Nel Trofeo Renault Clio R3 Top si impone Ivan Ferrarotti

Peccato per Stefano Strabello che nelle prime battute di gara è costretto allo stop. Nel Femminile i favori del pronostico erano per Rachele Somaschini, ma la lombarda si ferma dopo la terza prova speciale per problemi meccanici alla propria Citroen DS3 R3T. Più corta ancora la gara di Corinne Federighi che danneggia la sua Renault New Clio R3C nella seconda prova speciale, la porta a termine ma poi è costretta a riconsegnare le note. Così trionfa Luciana Bandini ventonovesima assoluta con la Renault Clio Williams A7. Molto più staccata Patrizia Perosino con la Peugeot 208 R2B della Winners Rally Team.

Tra le Suzuki Rally Cup trionfa Fabio Poggio con la Booster Jet
Tra le Suzuki Rally Cup trionfa Fabio Poggio con la Booster Jet

Al traguardo della gara CIR sono in quarantotto, a questi si aggiungono quarantadue concorrenti della gara valida per il Campionato Regionale. Il ritiro prima della tredicesima speciale della Skoda Fabia R5 di Luca Artino spiana la strada al trionfo della Hyundai i20 R5 di Fabio Pinelli e Ronny Celli. Secondi Jacopo Civelli e Giuseppe Tricoli con una Skoda Fabia R5. Da notare l’annullamento della dodicesima prova speciale, il secondo passaggio di Renaio, a causa di un incendio a bordo strada. I piloti del Campionato Regionale non disputano neppure il terzo e conclusivo passaggio di Careggine e la loro gara consta, alla fine, di sole sette PS.

Tra le Peugeot 208 Competition Top affermazione di Davide Nicelli
Tra le Peugeot 208 Competition Top affermazione di Davide Nicelli
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WRC, al Rally del Messico Ogier vince ma Tanak contiene

Il Rally del Messico, terza prova del WRC, offre emozioni a raffica sugli sterrati del Guanajuato. Sebastien Ogier e Julien Ingrassia si riscattano per la mala parata al Rally di Svezia e conquistano la seconda vittoria stagionale con la Citroen C3 WRC, dopo una gara priva di errori, condotta con autorità e sicurezza. Questo successo però non consente ai transalpini di tornare al comando della classifica di campionato. L’estone Ott Tanak infatti, puntando sulla costanza, si accontenta dei punti del secondo posto con la Toyota Yaris WRC e rimane in vetta sia pure con un margine di soli quattro punti su Ogier ed Ingrassia. Tanak ed il copilota Martin Jarveoja riescono ad avere la meglio sulla Ford Fiesta WRC dell’inglese Elfyn Evans solo nelle battute finali della corsa.

Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC incamera un'ottima piazza d'onore
Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC incamera un’ottima piazza d’onore

Per il figlio d’arte britannico, che in Messico era assecondato da Martin Scott, un bel podio ed un ulteriore riscatto dopo la rovinosa uscita al Rally di Monte-Carlo. Delude le attese, e non poco, il binomio belga formato da Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC. Terminano soltanto quarti, staccatissimi da Evans, e perdono molto terreno in classifica generale di campionato. In aiuto del belga giunge un’interminabile sequela di problemi tecnici ed uscite di strada che attardano o costringono al ritiro tutti gli altri piloti su WRC Plus. Kris Meeke, in gara con la terza Toyota Yaris WRC ufficiale, deve rinunciare alla possibilità di insidiare la zona podio dopo alcuni problemi che lo rallentano a metà gara.

La Ford Fiesta WRC dell’inglese Elfyn Evans si porta sul terzo gradino del podio
La Ford Fiesta WRC dell’inglese Elfyn Evans si porta sul terzo gradino del podio

L’inglese ottiene comunque un positivo quinto posto. Per Jari-Matti Latvala, suo compagno di team, va molto peggio. Problemi elettrici lo costringono allo stop nella nona speciale, la seconda ripetizione della V-Power Shell. Ripartito attardato, Latvala è riuscito almeno a raggranellare l’ottavo posto assoluto alle spalle delle Skoda Fabia R5 di Benito Guerra jr e del boliviano Marquito Bulacia Wilkinson, ex-protagonista del Campionato Italiano Rally Terra. Il messicano ed il boliviano sono rispettivamente primo e secondo tra i piloti WRC 2, con i concorrenti europei che preferiscono aspettare il più “agevole” Tour de Corse di fine marzo per rientrare in campo.

Ecco il podio del Rally del Messico con i protagonisti della terza prova del WRC
Ecco il podio del Rally del Messico con i protagonisti della terza prova del WRC

Tornando ai big segnaliamo problemi anche per Dani Sordo che con la Hyundai i20 Coupé WRC termina solo nono dopo avere dovuto computare a sua volta uno stop per noie tecniche. Anche Andreas Mikkelsen è subito costretto allo stop nella prima giornata di gara, riparte con il Super Rally ma dopo la power stage conclusiva, completata al settimo posto, si fa mettere fuori classifica. Degno di nota il fatto che Mikkelsen, durante una speciale nella seconda giornata di gara, abbia trovato la strada chiusa da… un cancello, venendo costretto a fermarsi e scendere per aprire l’inaspettato ostacolo: quasi certamente lo scherzo pericoloso di qualche buontempone, favorito dall’assenza di commissari in quello specifico tratto.

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC terminano soltanto quarti
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC terminano soltanto quarti

La Citroen non raccoglie molto con Esa-Pekka Lappi che dopo una leggera uscita di strada nella decima PS termina solamente al tredicesimo posto assoluto. Il finnico si riscatta con il quinto tempo della Power Stage, che gli frutta un punto. Peggio va a Teemu Suninen che con la Ford Fiesta WRC va fuori strada dopo due speciali venendo costretto all’immediato stop. Un solo classificato in WRC 2 Pro, il polacco Lukas Pieniazek con la Ford Fiesta R5, attardato da noie tecniche e giunto solo undicesimo. Quella messicana si rivela una gara davvero massacrante con solo quindici equipaggi a vedere la bandiera a scacchi, solo otto equipaggi arrivati senza ricorrere al Super Rally ed altrettanti ritiri quasi tutti per noie meccaniche favorite da sterrati particolarmente “duri”. Il Campionato Mondiale Rally tornerà in scena a fine mese con il Tour de Corse.

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WRC, al Rally di Svezia trionfo per Tanak e Toyota

Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris Wrc fanno saltare il banco al Rally di Svezia, seconda prova del WRC. La neve ed il ghiaccio che in questo periodo dell’anno caratterizzano le strade svedesi sono resi fradici da temperature insolitamente miti e l’aderenza delle vetture è ai minimi termini. Gli errori sono numerosi ed il primo a pagare dazio è il pluricampione del mondo Sebastien Ogier, fresco di vittoria al Rally Monte-Carlo. Toccando un muro di neve con la propria Citroen C3 Wrc, il transalpino, come sempre affiancato da Julien Ingrassia, finisce anche per ribaltarsi su un fianco. I tecnici della squadra Citroen riescono a fare ripartire Ogier per la seconda giornata di gara ma il francese terminerà solamente ventinovesimo. In seguito restano vittime di incidenti anche il giovane Teemu Suninen che urta il tetto della propria Ford Fiesta WRC contro un albero dopo aver comandato a lungo le operazioni, e lo sfortunatissimo Jari-Matti Latvala che si pianta in un muro di neve con la propria Toyota Yaris WRC. Tanak non compie invece errori e, ricevuto da Suninen il testimone della corsa, amministra bene il vantaggio sugli avversari vincendo anche il secondo passaggio di Torsby valido come Power Stage conclusiva. Con la vittoria assoluta Tanak diventa nuovo leader del campionato scalzando Ogier. La Citroen mastica amaro e il secondo posto di Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm rende solo un po’ meno dura la sconfitta.

Secondo posto per Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm con la Citroen C3
Secondo posto per Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm con la Citroen C3

Lappi batte per una manciata di secondi Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul che rappresentano il migliore equipaggio dello squadrone Hyundai. Il binomio belga se la cava bene con la i20 Coupé Wrc riuscendo a scalzare dal gradino più basso del podio i compagni di team Andreas Mikkelsen e Anders Jaeger, finiti poi in quarta posizione. Dopo la disavventura di Suninen -giunto poi ventitreesimo assoluto- la Ford si consola in parte con il quinto posto di Elfyn Evans e Martin Scott. Evans si riscatta dall’incidente di Monte-Carlo e vince il derby con il connazionale Kris Meeke, staccato di oltre mezzo minuto con la propria Yaris Wrc. Alle spalle di Meeke e Sebastian Marshall troviamo Sebastien Loeb e Daniel Elena con la Hyundai i20 Coupé Wrc. Dopo l’ottima gara di Monte-Carlo l’alsaziano non brilla e naviga costantemente al di fuori della Top Five, finendo staccato da Tanak di quasi due minuti. Sufficiente si può poi definire la gara di Pontus Tidemand e Ola Floene che, con la Ford Fiesta WRC, sono ottavi assoluti. L’ex-protagonista del WRC2 è il migliore del folto gruppo di piloti locali. Nona posizione pesante per Ole-Kristian Veiby con la Volkswagen Polo GTI R5. Il norvegese è il migliore della classifica WRC2 battendo nettamente le identiche vetture di Emil Lindholm e Johan Kristoffersson.

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé Wrc completano il podio
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé Wrc completano il podio

Tra le WRC2 Pro si registra il trionfo di Mads Ostberg con la Citroen C3 R5, giunto undicesimo assoluto alle spalle dell’immarcescibile Janne Tuohino, ex-grande promessa del rallismo finlandese mai decollata per noie di budget e campione nazionale nel 2001. Ad affiancare Tuohino troviamo Mikko Markkula. Tornando alla WRC2 Pro, va detto che al secondo posto di classe si piazza Kalle Rovanpera con la Skoda Fabia R5 ufficiale, ancora autore di una gara poco fortunata dopo l’incidente nelle primissime battute di Monte-Carlo che lo ha subito costretto ad inseguire. Non particolarmente nutrita la pattuglia italiana sulle nevi scandinave. Alla fine il migliore rappresentante è il bravo Lorenzo Bertelli che porta in gara una Ford Fiesta WRC con Simone Scattolin sul sedile di destra. Per questo binomio, che subisce anche una penalità di dieci secondi, arriva il ventesimo posto assoluto davanti a Latvala. Molto buona anche la gara di Tamara Molinaro che pilota una Citroen C3 R5 gommata Pirelli e si fa affiancare dall’esperto Lorenzo Granai. Per la ex-protagonista dell’ERC c’è il ventottesimo posto finale, davanti ad un certo Sebastien Ogier. Sufficiente anche la gara di Enrico Oldrati con la Ford Fiesta Mk VIII R2T, per il lombardo c’è un buon trentanovesimo posto assoluto. Alla fine sono in cinquantacinque a chiudere la gara svedese. In extremis finiscono nel piccolo elenco dei ritirati Eerik Pietarinen con una Skoda Fabia R5 e Katsuta Takamoto con la Ford Fiesta R5, rimasti vittime di piccole uscite di strada sulle strade di Torsby.

Buona la prestazione di Kalle Rovanpera con la Skoda Fabia R5 ufficiale
Buona la prestazione di Kalle Rovanpera con la Skoda Fabia R5 ufficiale

Nessun danno per le vetture dei due giovani piloti, visti in scena lo scorso anno in alcune gare del Campionato Italiano Rally, ma l’assenza della compagnia della spinta li ha irrimediabilmente eliminati dai giochi a pochi chilometri dalla fine. Più fortunato il turco Yigit Timur Alparslan, al via su una Skoda Fabia R5 con il francese Maxime Vilmot alle note. Alparslan, che un paio di anni fa gareggiò nel nostro Trofeo Abarth su pista vincendo una gara all’Autodromo di Magione, nonostante ben due dritti nella neve riesce ad arrivare quarantottesimo assoluto. Decisamente più fortunato il russo Nikolay Gryazin, che ricordiamo per un secondo posto alla Cento Miglia di Magione del 2014 con una Renault Clio Turbo: per il figlio d’arte arriva il quindicesimo posto assoluto con una Skoda Fabia R5, precedendo oltre a Latvala, Suninen e Ogier anche Henning Solberg, ex-pilota regolare del WRC negli Anni Zero. Per il norvegese affiancato a Ilka Minor-Petrasko c’è solo il diciassettesimo posto assoluto con una Skoda Fabia R5. Ora il Campionato Mondiale Rally si sposta di continente e la prossima gara vedrà protagonista il Messico ad inizio Marzo.

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WRC, al Rally Monte-Carlo Ogier riporta Citroen alla vittoria

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia tornano dopo sette anni alla Citroen e conquistano la centesima vittoria della Casa Transalpina nel WRC
Sebastien Ogier e Julien Ingrassia tornano dopo sette anni alla Citroen e conquistano la centesima vittoria della Casa Transalpina nel WRC

Il WRCCampionato Mondiale Rally– riparte come da tradizione dal Rally Monte-Carlo. Sulle strade del Sud della Francia c’è l’ennesimo successo di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia che dopo sette anni tornano alla Citroen e la riportano subito alla vittoria. La casa francese conquista il suo centesimo successo nel WRC e torna prepotentemente in lotta per il titolo dopo anni di vacche magre. Ogier dimostra di avere subito preso dimestichezza con la C3 WRC e comanda le operazioni praticamente da bandiera a bandiera. Il belga Thierry Neuville, con Nicolas Gilsoul sul sedile di destra della Hyundai i20 Coupé WRC si conferma principale inseguitore del transalpino anche nella stagione 2019, rimanendo costantemente alle calcagna del battistrada transalpino per tutta la gara e chiudendo secondo con un ritardo di soli due secondi e due decimi. Al terzo posto troviamo Ott Tanak e Martin Jarveoja protagonisti di un finale di gara da urlo con la Toyota Yaris WRC ufficiale. Tanak riesce in extremis a scalzare dal gradino più basso del podio il pluri-campione Sebastien Loeb che a Montecarlo esordisce con una Hyundai i20 Coupé WRC dopo anni di militanza su vetture del Gruppo PSA.

al Rally Monte-Carlo Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC conquistano la piazza d'onore
al Rally Monte-Carlo Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupé WRC conquistano la piazza d’onore

La prima delle sei gare che l’alsaziano correrà nel World Rally Championship per la casa coreana, affiancato come sempre da Daniel Elena, si conclude con un buon quarto posto sia pur con qualche rimpianto per il podio sfumato. Loeb era già reduce da uno sfortunato terzo posto alla Dakar, corsa su una Peugeot 3008 DKR della PH Sport. La Toyota è la squadra che raccoglie il miglior bottino complessivo grazie al quinto posto di Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila ed il sesto di Kris Meeke e Martin Scott che siglano anche il miglior tempo nella Power Stage conclusiva. Per Meeke una bella iniezione di fiducia dopo il brusco appiedamento da parte della Citroen causato dal brutale incidente allo scorso Rally del Portogallo. Delusione enorme per la Ford che vede Elfyn Evans eliminato nella penultima tappa da un brutale incidente, mentre Teemu Suninen e Pontus Tidemand vengono penalizzati da vari problemi alle loro Ford Fiesta WRC. Suninen dopo una risalita rabbiosa termina undicesimo assoluto, a brevissima distanza dalla Ford Fiesta R5 del francese Adrien Fourmaux, fallendo di un’inezia l’aggancio alla zona punti.

Meritatissimo bronzo per Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC ufficiale
Meritatissimo bronzo per Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris WRC ufficiale

Ben peggio va a Tidemand ed Ola Floene che concludono solamente ventesimi scalzando in extremis la Skoda Fabia R5 del nostro Alessandro Gino. Anche Esa-Pekka Lappi ed Andreas Mikkelsen escono a mani vuote da Monte-Carlo. Lappi, neo-acquisto della Citroen, viene tradito dopo sei speciali dal motore della C3 WRC, mentre Mikkelsen si ritrova senza la ruota posteriore sinistra della propria Hyundai i20 Coupé WRC nella penultima giornata di gara. Ed il regolamento del Rally del Montecarlo non ammette il rientro con la formula del Super Rally per la tappa conclusiva. Nella categoria WRC 2 Pro, successo a mani basse per Gus Greensmith settimo assoluto con la Ford Fiesta R5 complici i problemi occorsi al finnico Kalle Rovanpera con la Skoda Fabia R5 ufficiale. Subito vittima di un incidente sul gelo delle prime speciali, il figlio d’arte è poi giunto diciottesimo assoluto mostrando una competitività fuori dal comune. In RGT Cup solo due partenti ed una sola vettura al traguardo, l’Abarth 124 Rally di Enrico Brazzoli che dopo il titolo vinto in WRC 3 punta ad aggiungere un nuovo Trofeo nel suo curriculum.

Al settimo posto troviamo la prima Ford Fiesta, la R5 di Gus Greensmith che si aggiudica la cattedra della WRC 2 Pro
Al settimo posto troviamo la prima Ford Fiesta, la R5 di Gus Greensmith che si aggiudica la cattedra della WRC 2 Pro

Per Brazzoli un buon quarantunesimo posto assoluto. L’Italia fa festa anche con Matteo Gamba che con la Ford Fiesta R5 è diciassettesimo assoluto grazie anche all’ottimo affiatamento con il navigatore Nicola Arena. Nella Top 20 chiude anche Davide Caffoni che con una Skoda Fabia R5 è diciannovesimo, giusto davanti a Tidemand. Davvero una gara da ricordare per Caffoni ed il navigatore Massimo Minazzi. Ottime prove anche per Manuel Villa ventiquattresimo, Silvano Patera ventiseiesimo e Tiziano Gecchele ventottesimo. Tutti e tre sono alla guida di Skoda Fabia R5. Ci si aspettava di più da Mauro Miele e Luca Beltrame con la Citroen DS3 WRC, ma penalizzazioni e problemi meccanici li hanno relegati al trentesimo posto assoluto. Super Rally anche per Andrea Nucita che con la Hyundai i20 R5 chiude trentasettesimo assoluto dopo essersi ritrovato quasi subito con la ruota posteriore destra aperta e per Davide Riccio che con la Ford Fiesta R5 ha visto il palco d’arrivo al quarantatreesimo posto. Va meglio alle tre Peugeot 208 R2B di Marco Blanc, Fabrizio Arengi Bentivoglio e Carlo Covi che riescono a portare a termine la gara senza Super Rally.

In RGT Cup la firma è di Enrico Brazzoli con l’Abarth 124 Rally
In RGT Cup la firma è di Enrico Brazzoli con l’Abarth 124 Rally

Il regolamento del Rally Monte-Carlo, che ammette al via dell’ultima tappa solo sessanta vetture, taglia fuori dalle quattro speciali conclusive Andrea Coti Zelati e Rachele Somaschini, che vengono comunque classificati rispettivamente sessantaduesimo e sessantatreesima. Per la Somaschini, già protagonista nel CIVM ed in vari campionati Aci Sport su pista, un esordio comunque positivo nel Rally più duro per eccellenza con la Citroen DS3 R3T. Peccato per Marco Paccagnella, in gara con una Ford Fiesta R5 e fermato da due incidenti, e per il protagonista della serie TCR Italy Ermanno Dionisio che con la Peugeot 208 R2B viene piantato in asso dalla meccanica dopo un accanito inseguimento alla “Top 60”. Sono sessantasette le vetture che rientrano nella classifica finale del Rally Monte-Carlo 2019, contando anche le dieci vetture rimaste tagliate fuori dalle prime sessanta posizioni dopo la penultima tappa. Prossimo appuntamento del Mondiale Rally a metà febbraio in Svezia; sul ghiaccio scandinavo Neuville riprenderà l’inseguimento alla sua “bestia nera” Ogier, ma la Citroen sembra già imprendibile.

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