Nico Patrizi

Nico Patrizi
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Monza Rally Show, platea tutta per Rossi e Cairoli

Grande festa finale sul podio del Monza Rally Show 2018 (Monza Eni Circuit/Bettiol)
Grande festa finale sul podio del Monza Rally Show 2018 (Monza Eni Circuit/Bettiol)

Il Monza Rally Show 2018 si conferma gara di grande successo ma l’edizione 2018 lascia a qualcuno l’amaro in bocca. Il litigio in piena pit-lane tra Alessandro Perico e Gigi Pirollo nel corso della seconda giornata di gara, con tanto di contatto fisico, nuoce notevolmente al prestigio di una competizione che già risente del dominio incontrastato di Valentino Rossi. Al volante della nuova Ford Fiesta Wrc Plus e le note dettate da Carlo Cassina, “The Doctor” fa il vuoto nella classifica assoluta riuscendo anche a mettere alle spalle un rallysta di primissimo livello come Teemu Suninen, reduce da un’impegnativa stagione Mondiale.

Valentino Rossi con la nuova Ford Fiesta Wrc Plus domina l'edizione 2018 del Monza Rally Show (Monza Eni Circuit/Colnago)
Valentino Rossi con la nuova Ford Fiesta Wrc Plus domina l’edizione 2018 del Monza Rally Show (Monza Eni Circuit/Colnago)

Con la Ford Fiesta Wrc Plus Suninen chiude secondo davanti all’identica vettura di Roberto e Luca Brivio, anch’essi ormai protagonisti consolidati dell’evento monzese. Stesso dicasi per Alessio Salucci, in arte “Uccio”, che con l’esperto Mitia Dotta sul sedile di destra della propria Ford Fiesta Wrc Plus chiude ai piedi del podio regalando molte emozioni al folto pubblico presente. A dir la verità, una fetta piuttosto cospicua di questo pubblico segue un altro “asso” delle due ruote, stiamo parlando di Tony Cairoli che si cimenta alla gara monzese con Eleonora Mori sul sedile di destra di una potente Hyundai i20 Wrc.

Piazza d'onore per Teemu Suninen, reduce da un’impegnativa stagione Mondiale (Monza Eni Circuit/Bettiol)
Piazza d’onore per Teemu Suninen, reduce da un’impegnativa stagione Mondiale (Monza Eni Circuit/Bettiol)

Per il siciliano, pluricampione del cross colpevolmente “ignorato” dai mass media, arriva un bel quinto posto con vittoria in WRC 1.6 sconfiggendo un pilota non certo di primo pelo come Marco Bonanomi. L’esperto pilota di Gran Turismo conduce molto bene la Ford Fiesta Wrc sulla pista di casa, ma certamente il buon sesto posto ottenuto regalando emozioni e controsterzate a volontà viene “offuscato” dall’episodio che coinvolge il suo copilota Gigi Pirollo. Al settimo posto troviamo un altro grande big dei rally italiani, è Piero Longhi con una Hyundai i20 Wrc della Twister Italia. Il piemontese, che da alcuni anni è impegnato anche come organizzatore della fortunata serie per monoposto Formula 2000 Trophy, si fa affiancare da Gianmaria Santini.

Roberto e Luca Brivio completano il podio (Monza Eni Circuit/Bettiol)
Roberto e Luca Brivio completano il podio (Monza Eni Circuit/Bettiol)

A seguire troviamo un altro grande beniamino del pubblico monzese, Stefano D’Aste che, con Linda D’Aste, completa la gara all’ottavo posto. Naturalmente stavolta D’Aste non scende in campo con le sue “amate” Lotus, ma con una Citroen DS3 Wrc della D-Max Suisse. Che il brianzolo abbia fatto un’ottima gara lo dimostra il fatto di avere preceduto un “big” internazionale come Rhys Yates, fresco pretendente ad un posto fisso nel Mondiale Rally. L’inglese, che aveva corso sul percorso monzese anche lo Special Rally Circuit di novembre in preparazione dell’evento più prestigioso, si fa affiancare da Denis Giraudet, ex-secondo di Didier Auriol. Al decimo posto troviamo una coppia inedita formata da Luca Rossetti ed Andrea Minchella.

Il pluricampione di Motocross Tony Cairoli assoluto protagonista dell'evento brianzolo (Monza Eni Circuit/Colnago)
Il pluricampione di Motocross Tony Cairoli assoluto protagonista dell’evento brianzolo (Monza Eni Circuit/Colnago)

Con la Mori andata ad affiancare Cairoli, il friulano divide la Hyundai i20 col capace pilota laziale e subito arriva la vittoria di classe R5 su una concorrenza veramente folta. A capitanare questo gruppone c’è una novità per il rallysmo nazionale, la Volkswagen Polo R5 di Alessandro Re. Dopo l’esordio internazionale al Rally di Catalunya con Petter Solberg, il bolide tedesco esordisce in Italia e subito conquista il podio regalando l’ultimo trionfo della carriera di Fulvio Florean. L’esperto copilota infatti ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica proprio in occasione del Rally Show. Completa il podio della R5 Andrea Crugnola con Mattia Nicastri alle ruote di una Skoda Fabia della Top Rally.

Non ha perso lo smalto dei vecchi tempi Piero Longhi, settimo assoluto (Monza Eni Circuit/Colnago)
Non ha perso lo smalto dei vecchi tempi Piero Longhi, settimo assoluto (Monza Eni Circuit/Colnago)

“Solo” quarto posto di gruppo e quattordicesimo assoluto per Giandomenico Basso anche lui su Skoda Fabia. Ad affiancarlo c’è il valtellinese Mirko Franzi, protagonista di innumerevoli gare con l’amico Thomas Bardea nelle ultime tre decadi. Peggio ancora fa Paolo Andreucci. Il pluricampione italiano, con la fedele Anna Andreussi alle note della Peugeot 208 T16 R5, chiude solo diciannovesimo assoluto ed ottavo di gruppo dietro anche alle Skoda Fabia R5 di Matteo Beretta e di Luca Tosini, il primo affermato pilota in circuito ed il secondo specialista in cronoscalate. Sarà forse l’appagamento per il nuovo titolo conquistato al Due Valli, ma il garfagnino stavolta non ha raccolto quanto si prevedeva, complici alcuni problemi tecnici.

Stefano D’Aste con la Citroen DS3 Wrc completa la gara all’ottavo posto (Monza Eni Circuit/Beretta)
Stefano D’Aste con la Citroen DS3 Wrc completa la gara all’ottavo posto (Monza Eni Circuit/Beretta)

Spicca poi il buon piazzamento di una “nuova leva”, ovvero Andrea Mabellini che con la Hyundai i20 R5 della Mirabella Millemiglia si prende il lusso di battere Marco Spinelli, che pure conosce questa pista con le sue tasche avendovi gareggiato già ai tempi del “vecchio”, storico Rally di Monza. Spinelli, fedele alle Ford per questo particolare evento, scende in campo con una Ford Fiesta Wrc ed Andrea Vimercati alle note. Scorrendo la classifica si trovano innumerevoli protagonisti dell’Automobilismo nazionale, da Kevin Gilardoni ventiseiesimo su Hyundai i20 R5 di Movisport a Fabio Babini trentatreesimo su una Peugeot 208 R5 di Power Car. Anche Federico Leo, protagonista dell’Italiano GT, scende in campo a Monza e chiude trentaquattresimo con una Skoda Fabia R5.

Bell'esordio per la Volkswagen Polo R5 di Alessandro Re e Fulvio Florean (Monza Eni Circuit/Bettiol)
Bell’esordio per la Volkswagen Polo R5 di Alessandro Re e Fulvio Florean (Monza Eni Circuit/Bettiol)

Con una Ford Fiesta R5 troviamo poi Davide Valsecchi, pochi anni fa campione mondiale GP2 ed ora affermato conduttore televisivo. Chiude quarantunesimo, a breve distanza da Simone Tempestini su Hyundai i20 R5 e dallo specialista degli sterrati Andrea Dalmazzini tornato in campo sulla Ford Fiesta R5 di X-Race dopo la sfortunata gara del Due Valli. Nell’esercito di piloti in campo sulle R5 presente al Monza Rally Show spiccano ulteriori nomi come quelli di Alessandro Bonacini, Eugenio Amos, Giorgio Venica, Andrea Modanesi, Sergio Terrini ed il finnico Aku Pellinen, tuttora protagonista dei campionati su pista Aci Sport e grande amico di Teemu Suninen.

Non va come si sperava per l'undici volte Campione Italiano Paolo Andreucci con la Peugeot 208 T16 R5, diciannovesimo assoluto
Non va come si sperava per l’undici volte Campione Italiano Paolo Andreucci con la Peugeot 208 T16 R5, diciannovesimo assoluto

Complici i problemi tecnici che penalizzano il validissimo toscano Tommaso Ciuffi, Damiano De Tommaso con la Peugeot 208 di Power Car completa una stagione da protagonista vincendo la R2B contro uno stuolo di identiche vetture della Casa del Leone, mentre in R3T trionfo per Alex Vittalini su Citroen DS3 Maxi. Da non sottovalutare l’apporto delle Autostoriche che vedono il successo del mitico Salvatore Totò Riolo sulla Subaru Legacy di Balletti. Sconfitto Matteo Musti in campo con una Porsche 911, mentre Marco Bianchini e Daiana Darderi sono terzi con la Lancia Rally 037. Nutrito il gruppo delle “mitiche” BMW M3 E30, che in passato furono protagoniste del “glorioso” Rally di Monza.

Decimo posto per una coppia inedita formata da Luca Rossetti ed Andrea Minchella (Monza Eni Circuit/Bettiol)
Decimo posto per una coppia inedita formata da Luca Rossetti ed Andrea Minchella (Monza Eni Circuit/Bettiol)

La migliore è quella di Gabriele e Nicolò Noberasco quarti davanti a Maurizio Visintainer e “Fiore”, ma non demerita nemmeno Massimo Zanin settimo con Simone Stoppa sul sedile di destra della sua vettura bavarese. Zanin è reduce da una stagione veramente intensa: presenza costante nel Mini Challenge, ha disputato con la propria BmMW M3 E92 anche una gara di Super Cup proprio a Monza ed a maggio, come da tradizione, è sceso in campo alla Mille Miglia con la Fiat AR 51 Campagnola sotto i colori delle Forze Armate! Precede tra gli altri “Lucky” al volante della fedele Lancia Delta Integrale e con Fabrizia Pons sul sedile di destra del mitico bolide torinese.

Pistaioli prestati ai rally, ecco Giorgio Venica (Monza Eni Circuit/Beretta)
Pistaioli prestati ai rally, ecco Giorgio Venica (Monza Eni Circuit/Beretta)

In gara anche Alex Caffi che con una Porsche 911, quindicesimo davanti ad Andrea Nucita, costretto ad inseguire dopo che i meccanici della Eurospeed sono stati costretti addirittura a cambiare il motore della sua Mazda RX7 con uno proveniente dalla Francia! Nel confronto tra le Ford Sierra Cosworth nettamente vincente Riccardo Bianco, esperto velocista e fratello del campione Efrem, contro il corregionale Fabrizio Sorgato. Ottantacinque vetture Moderne e quattordici Autostoriche terminano la corsa principale, ma il pubblico si esalta per il Masters’Show intitolato a Marco Simoncelli. Ben quattro i vincitori tra le Storiche, con Musti primo nel 2.Raggruppamento, Caffi vincente nel 3.Gruppo, Simone Brusori vincente nel 4.Gruppo J1 con una Porsche 911 e Riolo che si conferma nel Gruppo 4-J2.

Il podio delle Storiche (Monza Eni Circuit/Bettiol)
Il podio delle Storiche (Monza Eni Circuit/Bettiol)

Conferme anche per De Tommaso che batte Ciuffi Junior in R2B e per Vittalini che domina tra le R3. Nel gruppone delle R5 a vincere sono Crugnola e Nicastri ma Tosini sfiora il colpaccio in finale. Cairoli e Longhi lottano per la vittoria tra le WRC 1.6 ed è il siciliano a spuntarla con la propria Hyundai. Rossi e Suninen incrociano ancora i guantoni nella finale della WRC Plus ed il Dottore vince la classe. Arriva quindi la finalissima incrociata tra WRC Plus e WRC 1.6 e, nella sorpresa generale, è Tony Cairoli che va a vincere, spartendo così la “posta” con il collega pesarese. La sfida tra i due tornerà anche nel 2019, un anno che vedrà iniziare la rincorsa di Cairoli al decimo titolo mondiale di Motocross per eguagliare il bottino di Rossi.

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WRC, il Rally d’Australia assegna i titoli a Toyota e Ogier

Il titolo Piloti nel Mondiale Rally 2018 va a per la sesta volta consecutiva a Sebastien Ogier con la Ford Fiesta Wrc
Il titolo Piloti nel Mondiale Rally 2018 va a per la sesta volta consecutiva a Sebastien Ogier con la Ford Fiesta Wrc

Nel WRC, nonostante le sole venticinque auto al via, il Rally d’Australia regala moltissime emozioni e soprattutto consegna il titolo Mondiale Rally 2018 a Sebastien Ogier. Per il francese è il sesto alloro consecutivo ed ora il sogno di pareggiare la striscia vincente di Sebastien Loeb non è più impossibile. Ogier però quest’anno ha vinto in maniera particolarmente sofferta, riconquistando la leadership del campionato solo nella precedente gara in Spagna e difendendola a fatica sugli sterrati australiani. Il francese ha la certezza del titolo solamente nella ventiduesima prova speciale, quando la Hyundai i20 Coupé Wrc di Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul si ferma su una stradina laterale senza la ruota posteriore sinistra, conseguenza di ripetute escursioni a bordo strada. E nella ventitreesima prova speciale c’è il ritiro di Ott Tanak con la Toyota Yaris Wrc. A tradire l’estone è un cedimento alla trasmissione. Con entrambi i suoi rivali fuori gioco, Ogier può amministrare il vantaggio e gli basta il quinto posto finale per intascare il suo sesto titolo.

La vittoria di Jari-Matti Latvala con la Toyota Yaris Wrc regala il titolo Costruttori, dopo 19 anni, alla Toyota.
La vittoria di Jari-Matti Latvala con la Toyota Yaris Wrc regala il titolo Costruttori, dopo 19 anni, alla Toyota.

A vincere è Jari-Matti Latvala con la Toyota Yaris Wrc, epilogo dolce dell’ennesima stagione sfortunata anche perché questa vittoria vale il titolo Costruttori per la Toyota. Secondo posto per Hayden Paddon e Sebastian Marshall con la Hyundai i20 Coupé Wrc, ma per la casa coreana questo è un piazzamento dal sapore veramente amaro visto il titolo sfuggito proprio sul filo di lana. Fa invece festa la Citroen che dopo la vittoria di Loeb in Catalogna intasca un altro podio, stavolta con Mads Ostberg. La Citroen C3 Wrc si dimostra competitiva troppo tardi, nel 2019 la casa francese promette però di rilanciarsi nella lotta al titolo. Esa-Pekka Lappi chiude al quarto posto con la seconda Toyota Yaris Wrc, per il finnico una stagione con tantissimi rimpianti. La Toyota conferma comunque le sue enormi potenzialità con due piloti nella Top Five e Tanak in lotta fino all’ultimo nel disperato tentativo di soffiare il Mondiale ad Ogier. La Ford non raccoglie molto dalla trasferta australiana, ma l’alloro di Ogier compensa tutto. Elfyn Evans termina immediatamente alle spalle di Ogier in un ideale “arrivo in parata” anche se nelle posizioni di rincalzo.

Hayden Paddon e Sebastian Marshall con la Hyundai i20 Coupé Wrc regalano alla  Casa Coreana gli ultimi due podi di stagione
Hayden Paddon e Sebastian Marshall con la Hyundai i20 Coupé Wrc regalano alla Casa Coreana gli ultimi due podi di stagione

Teemu Suninen invece non prende parte all’ultima speciale per motivi precauzionali. Sulla ventitreesima prova compie un’escursione fuori strada, riparte e sigla il quinto tempo parziale, ma per evitare danni peggiori o incidenti il finnico decide di non partire sulla veloce Power Stage conclusiva. La Ford schiera poi anche il greco Jourdan Serderidis con una Fiesta Wrc che consegue un brillante decimo posto assoluto. Delusione per Craig Breen ed Andreas Mikkelsen. L’irlandese della Citroen si trova in particolare difficoltà sul fango delle ultime speciali, esce anche di strada sulla ventitreesima prova, ed è quasi un miracolo che riesca a portare la sua C3 Wrc al settimo posto assoluto. Quanto a Mikkelsen, già nella terza prova speciale resta vittima di un incidente. Riparte con la formula del Super Rally ma ogni ambizione di alta classifica è sfumata, termina appena undicesimo dietro al sopra citato Serderidis.

Il terzo gradino del podio per Mads Ostberg con la  Citroen C3 Wrc conferma la ripresa della Casa d'Oltralpe
Il terzo gradino del podio per Mads Ostberg con la Citroen C3 Wrc conferma la ripresa della Casa d’Oltralpe

In WRC 2, assenti tutti i protagonisti della stagione e col titolo già assegnato a Jan Kopecky, si impone il cileno Alberto Heller su Ford Fiesta R5 davanti al locale Steve Glenney su Skoda Fabia R5. Per loro ottavo e nono posto assoluto su quindici vetture classificate. La maggior parte dei ritiri è dovuta a guasti meccanici, ma purtroppo non manca qualche incidente come quello che elimina il neo-campione WRC 3 Enrico Brazzoli su Citroen DS3 nella quattordicesima speciale. Rimane per fortuna in gara ancora un nostro portacolori, Gianluca Linari, che con il buon Pietro Ometto sul sedile di destra della Subaru Impreza Sti N15 termina dodicesimo assoluto. Poche settimane di riposo e poi si torna in azione già a fine Gennaio con il Rally di Montecarlo, prima prova del WRC 2019. L’inseguimento a Ogier continua…

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WRC, al Rally di Spagna bagarre per il titolo nel weekend di Loeb

Sebastien Loeb riporta Citroen alla vittoria dopo un lungo digiuno al Rally di Spagna
Sebastien Loeb riporta Citroen alla vittoria dopo un lungo digiuno al Rally di Spagna

Il WRC disputa con il Rally di Spagna la sua ultima prova sul suolo europeo per la stagione 2018. In un clima agguerrito ed in parte guastato dal maltempo che ha costretto all’annullamento dell’ottava prova speciale, ad imporsi è Sebastien Loeb che con l’inseparabile Daniel Elena sul sedile di destra della sua C3 WRC riporta la Citroen alla vittoria dopo un lungo digiuno. Tra i contendenti al titolo il bottino migliore lo raccoglie Sebastien Ogier che con Julien Ingrassia termina secondo con la Ford Fiesta Wrc e si riporta in testa alla classifica di campionato con tre punti di vantaggio su Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul, giunti solo quarti con la Hyundai i20 Coupé Wrc dopo avere subito in extremis il sorpasso da parte di Elfyn Evans e Daniel Barritt che completano il successo della Ford.

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul arrivano quarti al traguardo con la Hyundai i20 Coupé Wrc
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul arrivano quarti al traguardo con la Hyundai i20 Coupé Wrc

Mastica ancora più amaro Ott Tanak che con la Toyota Yaris WRC termina solo sesto dietro alla Hyundai i20 Coupé Wrc dell’idolo di casa Dani Sordo. Ora Tanak è terzo con centottantuno punti e le sue possibilità di titolo sono azzerate. Per una sola speciale, però, il Campionato Mondiale Rally aveva visto Neuville, Ogier e Tanak racchiusi in appena un punto! Per la Toyota una vera debacle visto che Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm sono solo settimi scavalcando in extremis i compagni di team Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila. In nona posizione chiude la Citroen C3 Wrc di Craig Breen e Martin Scott, che paga notevolmente nel confronto con Loeb. Poteva andare meglio la gara di Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger con la Hyundai i20 Coupé Wrc, che terminano solamente decimi fallendo nel compito di “coprire le spalle” a Neuville.

Sebastien Ogier termina secondo con la Ford Fiesta Wrc e si riporta in testa alla classifica di campionato
Sebastien Ogier termina secondo con la Ford Fiesta Wrc e si riporta in testa alla classifica di campionato

Un altro ufficiale in difficoltà è Teemu Suninen che fatica sul “misto” catalano e termina solamente undicesimo. Tra i concorrenti della WRC 2 spicca la grande gara del finlandese Kalle Rovanpera che con la Skoda Fabia R5 ufficiale va a vincere davanti a Jan Kopecky che grazie all’assenza di Pontus Tidemand è Campione del Mondo di divisione con una gara d’anticipo. Per il ceco un titolo davvero da incorniciare, la trasferta in Australia in novembre non sarà necessaria. Per il Gruppo Volkswagen un grande weekend nella WRC 2 visto anche il super-esordio della Polo GTI R5 di Petter Solberg che termina quattordicesima assoluta e terza di categoria. Nettamente sconfitte le Ford Fiesta R5 e la migliore delle vetture dell’Ovale Blu è quella di Kajetan Kajetanowicz quarto di classe davanti all’idolo locale Nil Solans.

Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC non va oltre il sesto posto
Ott Tanak con la Toyota Yaris WRC non va oltre il sesto posto

Poca fortuna per alcuni protagonisti della WRC 2 quali Fabio Andolfi e Ole Kristian Veiby con le Skoda Fabia R5, Simone Tempestini con la Citroen C3 R5 e Katsuta Takamoto con la Ford Fiesta R5 tutti costretti a ricorrere al Super Rally. Andolfi con il diciannovesimo posto è comunque il migliore della pattuglia italiana che in Catalogna è particolarmente nutrita e porta quasi tutti i suoi elementi al traguardo. Grande soddisfazione la regala Enrico Brazzoli che con la Peugeot 208 R2 e con Luca Beltrame sul sedile di destra si intasca l’ultimo titolo mondiale WRC 3 chiudendo trentaquattresimo assoluto ultimando senza difficoltà tutte le speciali in programma. Taisko Lario anche lui su Peugeot 208 e Louise Cook con la Ford Fiesta R2T completano il podio di categoria.

Il finlandese Kalle Rovanpera con la Skoda Fabia R5 vince nella WRC2
Il finlandese Kalle Rovanpera con la Skoda Fabia R5 vince nella WRC2

Buona prova anche per Paolo Raviglione, il bravo pilota piemontese chiude quarantacinquesimo con la Ford Fiesta R2T senza tra l’altro mai dovere ricorrere al Super Rally. Meno fortunato Fabrizio Arengi Bentivoglio che con la Peugeot 208 T16 è costretto a ricorrere al rientro in gara chiudendo alle spalle di Raviglione. Anche Marquito Bulacia Wilkinson con la Skoda Fabia R5 è obbligato ad impiegare il Super Rally e termina solo cinquantesimo su cinquantatre equipaggi al traguardo. Non molti i ritiri, tra questi purtroppo spicca il nostro Carlo Covi fermato da un incidente con la Peugeot 208.

Festa in casa Skoda per il titolo WRC2 con Jan Kopecky
Festa in casa Skoda per il titolo WRC2 con Jan Kopecky
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FIA Hillclimb Masters, a Gubbio Merli è il nuovo Re

Christian Merli è il nuovo Campione del FIA Hillclimb Masters (Foto Claudio Ricciotti)
Christian Merli è il nuovo Campione del FIA Hillclimb Masters (Foto Claudio Ricciotti)

Il tortuoso tracciato che da Gubbio conduce alla Madonna della Cima ospita l’edizione 2018 del FIA Hillclimb Masters con 186 piloti provenienti da tutta Europa pronti a darsi battaglia per il primato. Alla fine il successo Assoluto ed in E2 SS arride a Christian Merli che con la Osella FA 30 Zytek ha ancora una volta ragione sulla Norma M20FC Zytek del suo arci-rivale Simone Faggioli. Il fiorentino le tenta tutte nelle tre manche di gara ma alla fine è costretto a soccombere per l’ennesima volta dopo avere perso il CEM ad appannaggio dello stesso Merli. Terzo posto per Sebastien Petit con un’altra Norma M20 FC ma con motore Mugen. Il francese si conferma principale nemesi dei nostri portacolori ma il suo ritmo risente della mancata esperienza su questa pista.

Simone Faggioli (Foto Claudio Ricciotti)
Simone Faggioli (Foto Claudio Ricciotti)

Petit si è però subito innamorato della rampa di Gubbio e nel 2019, se non ci saranno concomitanze con il CEM, prenderà parte al Trofeo Fagioli. Appena ai piedi del podio assoluto troviamo Domenico Scola. L’ex-campione CIVM 2017 brilla con la Osella Pa2000 Honda, ed il suo quarto posto è davvero ottimo se si pensa che ha corso solo mezza stagione dopo il fallito debutto nel Campionato Italiano Gran Turismo. Riesce a precedere l’elvetico Marcel Steiner che con la LobArt La01 Mugen dimostra un’ottima padronanza del mezzo sulla pista umbra. Alle sue spalle troviamo l’ottimo Domenico Cubeda che, reduce da una impegnativa stagione nel CIVM, continua ad ottenere ottimi risultati al volante della sua Osella FA30 Zytek.

Il Team Italia (Foto Claudio Ricciotti)
Il Team Italia (Foto Claudio Ricciotti)

Con la stessa vettura troviamo alle spalle del siculo Diego De Gasperi e Michele Fattorini, che però in gara tre viene fermato dal motore. Al nono posto fa scalpore il piazzamento di un inglese: si tratta di Will Hall con la Force WH XTEC AER di sua elaborazione, autore di tempi eccellenti. Nonostante la grande differenza tra le piste inglesi e quelle “continentali” i rappresentanti albionici hanno brillato portando nelle prime posizioni anche Scott Moran con la Gould GR61X NME e Trevor Willis con la OMS 28 RPE. Tutti e tre sono stati capaci di precedere la Reynard K02 Cosworth di Fausto Bormolini e diverse altre monoposto e sport sulla carta più potenti. Ed ora passiamo alle varie classifiche di Gruppo, cominciando dal Gruppo A che viene vinto dalla Subaru Impreza Wrx di Lukas Vojacek davanti a ben tre Honda Civic Type-R.

Will Hall (Foto Claudio Ricciotti)
Will Hall (Foto Claudio Ricciotti)

Lo sloveno Ales Prek, pur saltando la prima manche, precede il nostro Luca Zuurbier che esorcizza il ricordo del brutto incidente patito nel Trofeo Fagioli del 2017. Tuttavia il bresciano rischia grosso in prima manche con una sbandata ben controllata. Quarto posto per Tonino Cossu davanti all’Alfa Romeo 147 di David Dedek. Dedek avrebbe potuto ambire al titolo europeo di categoria senza l’incidente patito in primavera in Portogallo. In Gruppo N trionfo per Antonino Migliuolo con la Mitsubishi Lancer Evo IX davanti al polacco Karol Krupa ed allo slovacco Peter Jurena pure al volante di Lancer Evo IX. Quarto posto per la giovane Gabriella Pedroni che continua a mietere ottimi risultati e precede il biturgense Lorenzo Mercati.

Sebastien Petit (Foto Claudio Ricciotti)
Sebastien Petit (Foto Claudio Ricciotti)

Il figlio d’arte non si lascia intimidire dalla concorrenza straniera ed inanella un buon piazzamento assoluto. Nota di colore l’ottavo posto del kosovaro Gazmend Demolli con una poderosa Opel Astra HGTC-OPC. Demolli intende compiere un salto di qualità nel 2019 partecipando ad un campionato straniero o continentale. Nel Gruppo CN bella vittoria per Francesco Turatello con la Osella Pa21 a motore Honda, identica vettura del neo-campione italiano di categoria Rosario Iaquinta e di Marco Capucci che completano il podio. Il folto gruppo della E1 vede un ampio assortimento di vetture, dalla piccola Citroen Saxo del greco Vasileos Rekkas alla Renault Clio di Konrad Biela alle Mitsubishi Lancer di Marius Savu e Vasile Sorin Botez per arrivare alla Fiat Cinquecento dell’irruento sloveno Patrik Ruzzier ed alla Volkswagen Corrado di Hans-Peter Eller.

Gabriella Pedroni (Foto Claudio Ricciotti)
Gabriella Pedroni (Foto Claudio Ricciotti)

Alla fine a vincere è Roger Schnellman con una Mitsubishi Lancer Evo VIII davanti a due auto identiche: quella in specifica IX di Michal Ratajczyk e quella in versione Evo V di Szymon Lukaszczyk. Sia Ratajczyk che Lukaszczyk provengono dalla Polonia, una nazione in cui le cronoscalate sono in piena espansione dopo anni in tono minore. “Solo” quarto Nikolay Zlatkov con l’Audi Quattro S1, un pilota molto popolare anche in Italia. Precede la Volkswagen Scirocco di Thomas Strasser. Fino all’ultimo l’austriaco era incerto se gareggiare in Umbria o preferire la Cividale-Castelmonte, ultima prova del Campionato Austriaco.

Lucio Peruggini (Foto Claudio Ricciotti)
Lucio Peruggini (Foto Claudio Ricciotti)

Non molta fortuna per Luigi Sambuco con l’Alfa Romeo 155 GTA e Milan Bubnic con la potentissima Lancia Delta Integrale, entrambi fermati da guasti tecnici in terza manche ed alla fine settimo ed ottavo di classe davanti alla BMW 320 STW dell’italo-lussemburghese Canio Marchione. Dodicesimo posto per il tedesco di Calabria Egidio Pisano con la Volkswagen Golf Minichberger GTI STW. Solo cinque le GT al via ma di qualità con il successo di Lucio Peruggini con la Ferrari 458 GT3 ai danni di Marco Iacoangeli con la BMW Z4 GT e di Luca Gaetani con la Ferrari 458 Italia GT3. Risorge da un duro incidente in prova Jose Correia e chiude quarto con la Nissan GT-R Nismo.

Andrea Palazzo (Foto Claudio Ricciotti)
Andrea Palazzo (Foto Claudio Ricciotti)

In S2000 successo per Robert Slugocki con la Mitsubishi Lancer Evo X R4 dopo che Stamatis Katsimis, un passato nel Trofeo Formula 3 italia nel 2001, si ferma con una auto identica per problemi di guidabilità che lo portano a toccare un muro in seconda manche di gara. In Open SC vittoria per David Meillon su Norma M20 FC BMW V8 davanti a Fabien Bouduban, che con la Norma M20 FC PKP Nissan si fa vedere spesso nelle gare internazionali. Terzo è Kurt Camilleri con la Radical ProSport Suzuki, non male per il maltese. Dominio inglese in Open SS con Hall, Moran e Willis che completano il podio, mentre Faggioli si consola con la vittoria in E2 SC.

Roger Schnellman (Foto Claudio Ricciotti)
Roger Schnellman (Foto Claudio Ricciotti)

Foltissimo il gruppo della Open TCGT che includeva ben cinquantatre vetture al via e vede la vittoria della Porsche 997 GT2 di Nicolas Werver ai danni della BMW M3 E92 di Yannick Poinsignon e della Porsche 911 Cup di Humberto Janssens. Sono diversi gli italiani presenti in questa classe tra cui segnaliamo Roberto Ragazzi settimo di categoria su Ferrari 458 Challenge Evo, Vito Tagliente quattordicesimo su Peugeot 308 1.6 THP, Andrea Palazzo diciannovesimo su Peugeot 308 RC, Giovanni Loffredo ventesimo con la Mini Cooper S JCW che gli è valsa il titolo RSTB Plus 2018, Vincenzo Ottaviani trentottesimo con la Citroen Saxo Vts con cui ha vinto il titolo italiano N1600,

Il folto pubblico accorso a Gubbio per godere della splendida giornata dedicata al FIA Hillclimb Masters (Foto Claudio Ricciotti)
Il folto pubblico accorso a Gubbio per godere della splendida giornata dedicata al FIA Hillclimb Masters (Foto Claudio Ricciotti)

Teo Furleo quarantaduesimo con la Peugeot 106 GTI S16 ed Angelo Mercuri capace di stampare ottimi tempi con la propria Fiat 500 e giunto quarantanovesimo di gruppo. Vogliamo concludere con la E2 Silhouette, vinta dalla potentissima Mercedes SLK 340 Judd di Reto Meisel davanti alla Fiat X1/9 di Manuel Dondi ed alla Audi TT-R DTM di Vladimir Vitver. Quarto posto per Carmine Tancredi con la BMW 320 Cosworth, capace di battere la Lancia Delta Evo di Fulvio Giuliani. Molto sfortunati i croati Domagoj Perekovic e Tomislav Muhvic fermati da guasti meccanici alle loro Mitsubishi Lancer Evo IX e relegati al settimo ed ottavo posto di classe. In questa categoria spicca al via la BMW 320 E36 Judd V8 portata in gara da Jorg Weidinger: l’ex-bolide con cui Georg Plasa si è reso estremamente popolare in Italia a partire dal 2003. La meccanica però tradisce il tedesco e lascia il pubblico con l’amaro in bocca già nella prima salita di gara.

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WRC, al Rally di Turchia colpo grosso di Tanak

Doppietta Toyota al Rally di Turchia con Ott Tanak e Martin Jarveoja sul primo gradino del podio
Doppietta Toyota al Rally di Turchia con Ott Tanak e Martin Jarveoja sul primo gradino del podio

Il WRC si riapre in modo del tutto inaspettato nel “rovente” weekend del Rally di Turchia. Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris Wrc sono gli unici big a non sbagliare sugli infidi sterrati turchi e vanno a vincere passando così al secondo posto in classifica generale con appena tredici punti di ritardo nei confronti di Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul. L’equipaggio Hyundai dopo un’ottimo avvio di gara nel quale aveva occupato senza grosse difficoltà la leadership resta vittima di un rovinoso cedimento alla sospensione anteriore sinistra nella seconda giornata di gara, precipitando così in classifica. E sempre nella seconda giornata, patatrac anche di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Ford Fiesta RS Wrc che finiscono fuori strada appoggiandosi ad una pianta. Sia Ogier che Neuville riescono a rientrare nell’ultima giornata di gara con la formula del Super Rally. Il pluricampione transalpino raggranella i punti del decimo posto assoluto, mentre Neuville terminerà appena sedicesimo. Il belga limita però i danni con la vittoria nella Power Stage di Marmaris 2, ottenendo cinque punti importantissimi in ottica titolo.

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Ford Fiesta RS Wrc intascano, dopo tante peripezie, il decimo posto assoluto
Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Ford Fiesta RS Wrc intascano, dopo tante peripezie, il decimo posto assoluto

La corsa turca si rivela estremamente massacrante ed alla fine ad ottenere bottino pieno sono i piloti più “attenti”. Tanak fa vendemmia di punti, ma per la Toyota la festa arriva anche con il finlandese Jari-Matti Latvala che termina secondo staccato di ventidue secondi dal compagno di team estone. Peccato per l’uscita di strada di Esa-Pekka Lappi che preclude alla casa giapponese una perentoria tripletta. L’onore della Hyundai lo salva il neozelandese Hayden Paddon che con Sebastian Marshall ottiene il terzo posto assoluto con la i20 Coupé WRC. Paddon, di solito molto aggressivo sugli sterrati, stavolta cambia strategia e questa decisione viene ripagata da un buon podio. Con Ogier ed Elfyn Evans retrocessi in classifica -l’inglese subisce prima il cedimento di una sospensione e poi una penalità di cinque minuti terminando solo dodicesimo- l’onore Ford lo salva Teemu Suninen con la Fiesta WRC, quarto. Il finnico beneficia anche della penalità di tre minuti e venti che relega in quinta posizione il norvegese Andreas Mikkelsen con la seconda Hyundai i20 Coupé WRC, nelle prime battute di gara in lotta per il podio.

Dice malle alle Citroen C3 Wrc ufficiali. In questa foto vediamo Mads Ostberg per tutto il weekend alle prese con noie meccaniche
Dice malle alle Citroen C3 Wrc ufficiali. In questa foto vediamo Mads Ostberg per tutto il weekend alle prese con noie meccaniche

Il weekend turco è estremamente disastroso per la Citroen. La migliore C3 Wrc è quella di Khalid Al-Qassimi che termina appena quindicesimo dopo essersi anche fermato nel corso della prima giornata di gara ed essere ripartito con il Super Rally. Un calvario anche la gara di Mads Ostberg, che nella prima giornata viene stoppato da una sospensione e nella seconda è bloccato da una avaria al turbo. Ripartito in entrambi i casi, nell’ultima giornata di gara inanella alcuni tempi interessanti ma in classifica assoluta termina solo ventitreesimo. La palma del pilota più sfortunato però va a Craig Breen che dopo un ottimo avvio di gara nel quale riesce anche ad occupare la leadership resta vittima di un principio di incendio alla sua vettura nella dodicesima speciale. Le fiamme si estendono rapidamente avvolgendo la C3 e riducendola ad un cumulo di lamiere fumanti. Identica sorte peraltro era toccata nella speciale precedente alla Ford Fiesta WRC di Yazeed Al-Rajhi, andata in fiamme incendiando anche un tratto di boscaglia circostante. Anche il saudita riesce ad allontanarsi in tempo dalla Ford ormai ridotta ad una palla di fuoco ed alla fine rimasta calcinata.

Nelle WRC2 il massimo punteggio lo intascano Jan Kopecky e Pavel Dresler con al Skoda Fabia R5
Nelle WRC2 il massimo punteggio lo intascano Jan Kopecky e Pavel Dresler con al Skoda Fabia R5

Escludendo Ogier il resto della Top Ten lo completano vetture della classe WRC2. La migliore è la Skoda Fabia R5 di Henning Solberg ed Ilka Petrasko-Minor che però non prendono punti per il campionato WRC2. Così il massimo punteggio lo intascano Jan Kopecky e Pavel Dresler che terminano alle loro spalle sempre al volante di una Fabia R5. Con questa vittoria Kopecky allunga in vetta alla classifica di categoria approfittando anche dei ritiri di Pontus Tidemand -stoppato dalle conseguenze di una doppia foratura- e di Gus Greensmith. Grandissima gara poi di Simone Tempestini che con la Citroen C3 R5 termina ottavo assoluto e secondo di classe WRC2 davanti alla Skoda Fabia R5 di Chris Ingram, ex-protagonista del campionato Europeo. Il figlio d’arte però usa la licenza romena, così l’unico italiano al via è Enrico Oldrati che termina ottavo nella classe WRC 3 -vinta da Emil Bergkvist– dopo che la sua Ford Fiesta resta vittima di un cedimento alla trasmissione con necessità di ricorrere al Super Rally. Sono trentuno le vetture che terminano il massacrante evento turco. La prossima gara sarà il Rally del Galles, penultima prova del Campionato Mondiale Rally sul suolo europeo ed erede del glorioso RAC.

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Italiano WRC, al Rallye San Martino festeggia Sossella

Manuel Sossella e Gabriele Falzone con al Ford Fiesta Wrc si aggiudicano il Rallye San Martino di Castrozza
Manuel Sossella e Gabriele Falzone con al Ford Fiesta Wrc si aggiudicano il Rallye San Martino di Castrozza

Manuel Sossella e Gabriele Falzone conquistano con la Ford Fiesta Wrc la penultima prova del Campionato Italiano WRC, il Rallye San Martino di Castrozza. Sossella non sbaglia nulla e prende il comando delle operazioni a partire dalla terza prova speciale, la prima ripetizione di Val Malene. Nella superspeciale iniziale il comando lo aveva conquistato il leader di campionato Stefano Albertini che con il copilota Danilo Fappani puntava ad assicurarsi il titolo con una gara d’anticipo.

Piazza d'onore per Stefano Albertini e Danilo Fappani che puntavano ad assicurarsi il titolo con una gara d’anticipo
Piazza d’onore per Stefano Albertini e Danilo Fappani che puntavano ad assicurarsi il titolo con una gara d’anticipo

Dopo lo scatto iniziale però la Ford Fiesta Wrc non rendeva come sperato, cedendo subito il comando alla Hyundai i20 Wrc di Corrado Fontana e Nicola Arena, principali rivali di Albertini per la conquista del titolo 2018. Anche Fontana junior veniva però tradito dalla malasorte, dapprima soccombendo all’attacco di Sossella, poi perdendo tempo prezioso a causa di una foratura sulla quinta piesse, la seconda ripetizione di Manghen. L’intera seconda metà di gara intanto è terreno di caccia privato per Sossella che non lascia agli avversari una sola frazione.

Corrado Fontana e Nicola Arena chiudono al terzo posto ed ora terzi anche in campionato, scavalcati da Sossella e Falzone
Corrado Fontana e Nicola Arena chiudono al terzo posto ed ora terzi anche in campionato, scavalcati da Sossella e Falzone

Alla fine il vantaggio di Sossella su Albertini è di trentasei secondi e tre decimi. Per Albertini sarà necessario fare punti anche a Como per assicurarsi il titolo italiano WRC 2018. Si morde le dita Fontana che chiude al terzo posto ed ora è terzo anche il classifica di campionato, scavalcato da Sossella. Le chance del lombardo di conquistare il titolo paiono ormai evaporate, ma le gesta si raccontano sempre dopo la battaglia e mai prima. La sfortuna di famiglia viene confermata anche dal ritiro di Luigi Fontana a causa di noie meccaniche.

Il podio finale del Rallye San Martino di Castrozza
Il podio finale del Rallye San Martino di Castrozza

Più staccati chiudono Simone Miele, quarto con la Citroen DS3 della Top Rally, e “Pedro” che dopo tanta sfortuna riesce perlomeno a terminare una gara con la Hyundai i20 WRC. Sesto posto e vittoria in R5 per il locale Efrem Bianco, fratello del velocista Riccardo. Bianco si fa accompagnare dall’amico di una vita Dino Lamonato e con la Skoda Fabia ottiene l’ennesimo successo di una carriera sfolgorante. Riesce anche a precedere una WRC di prim’ordine qual è la Fiesta di Lorenzo Della Casa e Luca Beltrame.

Simone Miele è quarto con la Citroen DS3 della Top Rally
Simone Miele è quarto con la Citroen DS3 della Top Rally

Alle spalle del ticinese è lotta all’ultimo sangue per la supremazia in classe Super 2000. Si fronteggiano Matteo Daprà e Giampaolo Bizzotto. Alla fine è Daprà ad imporre la sua Skoda Fabia e partire in vantaggio in ottica titolo di classe per la prossima gara a Como. Al decimo posto assoluto troviamo poi Gianluigi Niboli e Giuseppe Peli con una Ford Fiesta Wrc, protagonisti di una gara senza infamia e senza lode. In Super 1600 si registra il successo netto di Paolo Menegatti e Matteo Gambasin con una Renault Clio della Power Car, mentre in R3T troviamo l’incursione vincente di Ivan Ferrarotti con la Renault Clio della BRT.

Giampaolo Bizzotto
Giampaolo Bizzotto

Ferrarotti sconfigge il toscano Federico Gasperetti che termina alle sue spalle anche nell’Assoluta. In R3C da notare il successo di Federico Bottoni e Daiana Ramacciotti con la Renault Clio davanti al veterano Luca Ghegin su identica vettura. In R2B nuova vittoria per Lorenzo Grani ormai lanciatissimo verso il titolo di categoria con la Peugeot 208. Al secondo posto di classe, con notevole distacco nei confronti di Grani, troviamo Francesco Gonzo e Denis Piceno.

Lorenzo Della Casa e Luca Beltrame
Lorenzo Della Casa e Luca Beltrame

Il figlio del popolare Diego, specialista dei rally su terra e preparatore di successo, continua ad acquisire esperienza e grazie anche all’ottima intesa con il navigatore Piceno porta a casa un buon piazzamento. Williams Zanotto e Stefano Baggio, anche loro su Peugeot 208, tentano di rovinare fino all’ultimo la festa a Gonzo, ma senza successo. Devono quindi accontentarsi del terzo e quarto posto di classe R2B. In classe A7 c’è un confronto molto intenso tra piloti locali con Filippo Baron che sconfigge Devis Ravanelli in un derby tra Renault Clio Williams.

Pedro e Baldaccini dopo tanta sfortuna riescono a terminare una gara con la Hyundai i20 WRC
Pedro e Baldaccini dopo tanta sfortuna riescono a terminare una gara con la Hyundai i20 WRC

Un’altra Clio, la Ragnotti N3, intasca il successo in Produzione con Alessandro Boschetti e Giulia Garbini che terminano trentaquattresimi assoluti. Riescono persino a piegare la Mitsubishi Lancer Evo X di Pio Nicolini che chiude quarantaduesimo assoluto. Un pilota locale che regala emozioni è Roberto Pellè primo nel Trofeo Suzuki con la Swift Sport VTT, sconfiggendo Marco Longo e Corrado Peloso. Sono sessantuno le vetture Moderne che terminano il rally trentino, a cui si aggiungono sedici Autostoriche.

Roberto Pellè è primo nel Trofeo Suzuki con la Swift Sport VTT
Roberto Pellè è primo nel Trofeo Suzuki con la Swift Sport VTT

Agostino Iccolti vince il 2.Gruppo con la Porsche 911 Rs, Gianluigi Baghin vince il 3.Gruppo con l’Alfa Romeo Alfetta Gtv ed il veterano Maurizio Pioner come sempre affiancato da Bruna Ugolini sbanca il 4.Gruppo con la Lancia Delta. In questo Gruppo troviamo anche uno specialista di cronoscalate, Michele Massaro, quinto con una BMW M3 e con Jenny Maddalozzo sul sedile di destra.

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Al Rally del Friuli splende la stella di Albertini

Stefano Albertini con la Ford Fiesta RS WRC si impone al Rally del Friuli
Stefano Albertini con la Ford Fiesta RS WRC si impone al Rally del Friuli

Stefano Albertini comanda il Rally del Friuli dalla prima all’ultima speciale e con la vittoria pone una seria ipoteca alla conquista del Campionato Italiano WRC 2018. Il pilota lombardo porta al successo la sua Ford Fiesta RS WRC con un vantaggio di quindici secondi e nove decimi sulla Hyundai i20 WRC di Corrado Fontana e Nicola Arena. Fontana si impone in ben tre prove speciali, i primi passaggi di Trivio, Drenchia e Mersino, ma in seguito la sua marcia viene condizionata da noie ai freni. Albertini ristabilisce quindi un buon vantaggio con il miglior tempo sul secondo passaggio di Trivio e di Mersino, conquistando il successo. In classifica di Campionato ora Albertini vanta 55 punti, diciannove in più su Fontana.

Corrado Fontana e Nicola Arena (Hyundai i20 WRC )
Corrado Fontana e Nicola Arena (Hyundai i20 WRC )

Terzo posto per Manuel Sossella e Gabriele Falzone con la Ford Fiesta RS Wrc, staccati di quasi quarantacinque secondi dai vincitori. Per il veneto, penalizzato dall’appannamento del parabrezza, il terzo posto giunge solo grazie alla penalità di dieci secondi che retrocede ai piedi del podio il bravo Luca Rossetti con la Hyundai i20 R5. L’ex-Campione Italiano, affiancato da Eleonora Mori, riesce anche a siglare il miglior tempo in due speciali, ma la penalizzazione rovina le sue velleità di podio. Per poco il friulano rischia di perdere anche il quarto posto a vantaggio della Ford Fiesta RS Wrc di Paolo Porro e Paolo Cargnelutti, autori di una gara abbastanza regolare ma priva del mordente dei “tempi migliori”.

Manuel Sossella e Gabriele Falzone (Ford Fiesta RS Wrc)
Manuel Sossella e Gabriele Falzone (Ford Fiesta RS Wrc)

Ben più difficile la gara di Alessandro Perico e Mauro Turati con la Skoda Fabia. Perico non riesce a reggere il passo di Rossetti e si deve accontentare del secondo posto di classe R5, precedendo il sorprendente Andrea Carella che dimostra un rapido adattamento alla Peugeot 208 T16 R5. Incolore la gara dell’elvetico Lorenzo Della Casa che con Luca Beltrame sul sedile di destra è solamente ottavo. La sua Ford Fiesta RS WRC viene anche sanzionata con dieci secondi di penalità, ma il ritardo nei confronti di Perico e Carella è abissale. In una gara caratterizzata da un folto elenco iscritti spicca anche la vittoria in Super 1600 di Paolo Menegatti e Matteo Gambasin su Renault Clio, per loro un bell’undicesimo posto.

Il podio del Rally del Friuli quarta prova del Campionato Italiano WRC 2018
Il podio del Rally del Friuli quarta prova del Campionato Italiano WRC 2018

Menegatti si “intrufola” nel gruppo in lotta per l’affermazione nella Super 2000, andata infine a Matteo Daprà e Flavio Andrian con la Skoda Fabia davanti a Giampaolo Bizzotto e Sandra Tommasini su Peugeot 207. In R3C duello tra Renault New Clio con Federico Bottoni che riesce ad avere la meglio sul veterano Luca Ghegin, mentre nella R2B Lorenzo Grani e Denis Piceno conquistano un importantissimo successo di classe che lancia Grani verso la conquista del titolo di categoria. Anche stavolta la R2B è un monopolio delle Peugeot 208, al secondo posto poi troviamo il locale Michele Buiatti, ben noto per i suoi successi nel Campionato Italiano Velocità Montagna.

Luca Rossetti ed Eleonora Mori (Hyundai i20 R5)
Luca Rossetti ed Eleonora Mori (Hyundai i20 R5)

Dopo un inizio un po’ difficile l’udinese rimonta posizioni su posizioni e conquista il secondo posto di classe, prendendosi pure il lusso di precedere nella classifica assoluta Luigi Fontana e Roberto Mometti con la Hyundai i20 WRC. Degno di nota il fatto che a completare il podio della R2B sia un altro protagonista delle Cronoscalate, Stefano Paronuzzi. E ai piedi del podio della R2B troviamo un polivalente: Andrea Mabellini, da un paio di stagioni saldo protagonista nel Trofeo Abarth.

Paolo Porro e Paolo Cargnelutti (Ford Fiesta RS Wrc)
Paolo Porro e Paolo Cargnelutti (Ford Fiesta RS Wrc)

Ancor più staccati nella graduatoria R2B scorgiamo Simone Niboli, anche lui ex-protagonista del Trofeo Abarth, ed un altro campione locale di cronoscalate, Elis Maha, che ha rinunciato a disputare la Pedavena Croce d’Aune con la sua Renault Megane Maxi pur di correre il Friuli. Fabio Rivaldi con la Citroen DS3 si aggiudica la R3T, mentre nelle classi del Gruppo N c’è la supremazia dei piloti friulani. Denis Molinari con la Renault Clio Rs vince la N3, mentre Andrea Chiuch fa il vuoto in N2 con la sua Peugeot 106 grazie all’ottimo affiatamento con Deana Cont. Completano il podio le 106 di Luca Toffolo e Michael Cantarutti, poi altre due Peugeot a seguire pilotate da Simone Cossettini e Marco Agosto.

Andrea Carella (Peugeot 208 T16 R5)
Andrea Carella (Peugeot 208 T16 R5)

Non meno brillante la vittoria in A0 di Marco Pizzinato, che con la Fiat Cinquecento Sporting è trentunesimo assoluto. Un bel piazzamento per un pilota che in passato è stato frenato da qualche incidente di troppo e da problematiche di budget. Duro confronto per la vittoria in A6 tra le Peugeot 106 di Rudi Bulfon e Giuseppe Bertolutti, giunti poi nell’ordine. In A5 ruggisce ancora la vecchia “leoncina” di Enrico Palma: una Peugeot 205 Rally che con Manuel Lazzer sul sedile di destra è sessantanovesima assoluta. Nella classifica della serie riservata alle Suzuki Swift vittoria per il trentino Roberto Pellè davanti a Nicola Schileo.

Alessandro Perico e Mauro Turati (Skoda Fabia)
Alessandro Perico e Mauro Turati (Skoda Fabia)

Sono settantasei i concorrenti che completano la gara valida per il Campionato Italiano WRC, che tornerà in campo a metà mese a San Martino di Castrozza per la penultima gara stagionale. A questi si aggiungono i quarantuno equipaggi del Campionato Europeo Rally Autostoriche con Jean-Marc Valliccioni vincente con la sua BMW M3 vincente ai danni della Lancia Delta Integrale 16V di “Lucky” e Fabrizia Pons, leader nella prima fase di gara. Al terzo posto troviamo Lucio Da Zanche con la Porsche 911 SC davanti all’identica vettura del toscano Gianmarco Marcori ed alla Porsche 911 dell’austriaco Karl Wagner. Bella gara anche per Andrea Romano che con la BMW M3 E30 è sesto assoluto tra le Storiche, davanti al siciliano Natale Mannino con la Porsche 911 SC curata da Domenico Guagliardo.

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Pedavena Croce d’Aune, affermazione di Magliona

Il podio della Pedavena Croce d’Aune con Ivan Pezzolla, Omar Magliona e Domenico Cubeda
Il podio della Pedavena Croce d’Aune con Ivan Pezzolla, Omar Magliona e Domenico Cubeda

Alla Pedavena Croce d’Aune, ultima gara prima delle finali CIVM vede un altro successo di Omar Magliona con la Norma M20 FC. Per il sardo l’ennesima affermazione che lo lancia verso il primo titolo italiano assoluto. Sfortunatamente anche il Campionato Italiano Velocità Montagna 2018 risulta condizionato dall’eccessivo numero di concomitanze con il CEM. Anche questo weekend il CIVM “collide” con una gara europea, la salita slovena di Bisterza. Questo continuo accavallarsi di gare ha impedito a piloti come il neo-campione Europeo Christian Merli, Simone Faggioli, Tonino Cossu, Luca Zuurbier e Fulvio Giuliani di presentarsi con assiduità alle gare italiane, privandole di una discreta dose di spettacolarità.

Mauro Soretti (Subaru Impreza)
Mauro Soretti (Subaru Impreza)

Tornando alla gara di Pedavena, c’è da dire che nonostante l’anticipo di data -da inizio Ottobre ad inizio Settembre- le condizioni meteo non sono state particolarmente clementi. Dopo prove già caratterizzate da alcuni scrosci d’acqua, nel corso della prima manche di gara il meteo peggiora nuovamente con la pioggia che fa la sua comparsa poco prima della salita delle vetture di Gruppo A. Questo fa sì che il miglior tempo di gara uno lo consegua Ivan Pezzolla con la Osella Pa21 Junior davanti alla Osella Pa2000 di Francesco Conticelli e a Magliona. Un altro colpo di scena lo riserva Mauro Soretti che con la Subaru Impreza è addirittura quinto assoluto.

Daniele Pelorosso (Renault Clio Rs Proto)
Daniele Pelorosso (Renault Clio Rs Proto)

Nella seconda manche Magliona reagisce e infligge quasi tre secondi di distacco a Pezzolla, portandosi così in testa e conquistando un importante successo assoluto. Anche Conticelli retrocede in classifica venendo scalzato dalla Osella FA 30 di Domenico Cubeda. Continua la sfotuna di Michele Fattorini che con la Osella FA 30 Zytek viene penalizzato dal bagnato in prima manche ed è costretto ad una dura rimonta nella salita conclusiva, chiudendo “appena” quinto. Un altro colpo basso dopo il ritiro in seconda manche a Gubbio. Tra le CN stavolta il successo arride a Rosario Iaquinta che con la Osella Pa21 è sesto assoluto.

Rosario Iaquinta (Osella Pa21)
Rosario Iaquinta (Osella Pa21)

Tra le GT nuovo testa a testa tra Marco Iacoangeli con la BMW Z4 e Lucio Peruggini con la Ferrari 458, e stavolta è il romano ad avere nettamente la meglio. In Gruppo E1 si registra il successo di Soretti, ma nella seconda manche splende la stella di Daniele Pelorosso che con la Renault Clio Rs Proto sigla un super-tempo nella seconda salita, fallendo un clamoroso sorpasso per poco meno di otto decimi. I due forti protagonisti della E1 precedono in classifica assoluta la Gloria C8P di Federico Liber, ottimo undicesimo assoluto ma penalizzato dal bagnato della prima manche. Poca fortuna per il vincitore della E1 Italia a Gubbio, il campano Luigi Sambuco, terzo di gruppo con l’Alfa Romeo 155.

Michele Ghirardo (Lotus Exige Cup)
Michele Ghirardo (Lotus Exige Cup)

I numerosi forfait degli avversari consentono a Giuseppe D’Angelo di vincere la E2 Silhouette con la propria Renault Clio, davanti alla Lotus Exige Cup di Michele Ghirardo. Colpo di scena in Gruppo A con Rudi Bicciato fermo nella prima manche con la sua Mitsubishi Lancer. Il bolzanino riesce a schierarsi nella seconda manche e a conquistare un super-tempo che gli permette di incassare la vittoria in Gara 2, ma il successo aggregato va a Ivano Cenedese con una Renault Clio Rs A2000. Con il secondo posto di gruppo alle spalle di Cenedese, Angelo Guzzetta su Peugeot 106 muove un altro passo verso la conquista del titolo A1600 e mantiene potenzialmente aperte le possibilità per il titolo assoluto di Gruppo A.

Ivano Cenedese (Renault Clio Rs A2000)
Ivano Cenedese (Renault Clio Rs A2000)

Completa il podio di gruppo Gasperino Tinella con la Peugeot 106. “Solo” quarto di gruppo Paolo Parlato con la Honda Civic Type-R, secondo in A2000 e costretto ora ad una trasferta nel Meridione per conquistare matematicamente il titolo di classe. In Gruppo N vittoria importantissima per Antonino Migliuolo con la Mitsubishi Lancer, in un tripudio per la casa giapponese: secondo posto per Lino Vardanega che torna in gara con la propria Lancer Evo X dopo averla prestata allo stesso Migliuolo alla Trento-Bondone. Terzo posto per Lorenzo Mercati sempre su Lancer. Con Angelo Loconte subito fuori gioco, la vittoria in N2000 va ad Alex Ferè su Honda Civic Type-R davanti ad Adriano Pilotto, che si avvicina al titolo di categoria.

Antonino Migliuolo (Mitsubishi Lancer)
Antonino Migliuolo (Mitsubishi Lancer)

In Racing Start si registra il successo di Valerio Lappani. Il figlio d’arte ascolano, già specialista della E1 Italia con Citroen Saxo e Peugeot 106, fa il vuoto con la Mini Cooper JCW davanti all’insolita Honda Integra Type-R di Alex Bet. Terzo Domenico Tinella con la Mini Cooper S JCW; tra i “figli d’arte” altoatesini si registra il sesto posto di gruppo di Lukas Bicciato su Honda Civic Type-R davanti alla Peugeot 106 di Hannes Geier, decimo di gruppo. Nella Racing Start Plus troviamo un ennesimo dominio delle Mini Cooper S JCW. Il reatino Antonio Scappa fa ancora una volta punteggio pieno davanti ad Ilario Bondioni ed al lombardo Francesco Laffranchi.

Alex Ferè (Honda Civic Type-R)
Alex Ferè (Honda Civic Type-R)

Tra i non molti piloti non locali, spicca il settimo posto di gruppo della Honda Civic Ek4 di Marco Magdalone mentre più staccati sono Paolo Biccheri con la Renault New Clio e Luca Attorresi con la Honda Civic. Niente da fare per Riccardo Tanzi costretto allo stop per la rottura di una ventola alla sua Honda Civic Type-R: il vapore ha rapidamente invaso l’abitacolo appannando il parabrezza e rendendo impossibile al marchigiano la prosecuzione della corsa. Alessandro Pontin vince la Produzione Evo con la Renault Clio Williams mentre Gianantonio Corso vince la Produzione S con una Renault Clio Rs. Nonostante il maltempo, la corsa bellunese non ha registrato grossi contrattempi.

Valerio Lappani (Mini Cooper JCW)
Valerio Lappani (Mini Cooper JCW)

Da notare anche che tutte le Autostoriche iscritte alla corsa sono state ammesse alla competizione, anticipando però la loro prima manche al sabato pomeriggio. Il mutamento delle condizioni meteo nella giornata di domenica spinge ben venti concorrenti al forfait per la seconda manche -fra i quali Giovanni Ambroso e Tiziano Romano con le Sport ed il rientrante Paolo Donati con la Fiat 128- e permette al mitico Antonio Fassina, con la Lancia Stratos, di fare bottino pieno davanti alla Porsche Carrera Rs di Ildebrando Motti ed alla Porsche 911 Rs di Giampaolo Basso. Il CIVM ora da appuntamento a tutti in Sicilia, ad Erice, per la prima delle sue finali tra appena due settimane.

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CIVM, al Trofeo Luigi Fagioli Omar Magliona d’oro

Omar Magliona si aggiudica il Trofeo Luigi Fagioli (Foto Claudio Ricciotti)
Omar Magliona si aggiudica il Trofeo Luigi Fagioli (Foto Claudio Ricciotti)

Omar Magliona con la Norma M20 FC vince il Trofeo Luigi Fagioli 2018 e pone una seria ipoteca sulla conquista del CIVM. Il sardo non ha rivali sul tracciato umbra ed anche il campione uscente Domenico Scola è costretto con la sua Osella Pa2000 ad inchinarsi alla bravura del “figlio d’arte”. Per Scola una gara in chiaroscuro che segna il suo ritorno al Campionato Italiano Velocità Montagna dopo il tentativo fallito di debuttare nel Campionato Italiano Gran Turismo. A facilitare la vita al pilota calabro anche il ritiro in seconda manche di Michele Fattorini con la sua Osella. L’orvietano occupava il secondo posto dopo la prima manche. Terzo assoluto è così Domenico Cubeda (Osella FA 30), davanti alla migliore monoposto, la Lola B99/50 Zytek di Angelo Marino.

Domenico Scola (Foto Claudio Ricciotti)
Domenico Scola (Foto Claudio Ricciotti)

Il salernitano fa ampi progressi al volante della Lola dopo anni su vetture di Gruppo N oppure CN. Quinto posto per Francesco Conticelli (Osella Pa2000), piuttosto staccato dagli avversari ed insidiato da presso dal fortissimo veronese Federico Liber. Con la Gloria C8P Evo Liber continua a mietere risultati di altissimo livello. Prima di Gubbio, il veneto aveva conquistato l’ennesima vittoria nella salita di Lucine, facendo polpette di una concorrenza davvero qualificata che comprendeva nomi del calibro di Ronnie Bratschi, Nikolay Zlatkov e Marietto Nalon. Purtroppo un’altra gara di alto spessore è andata in concomitanza con la corsa di Gubbio, la Saint Ursanne-Les Rangiers valida per il Campionato Europeo, impedendo ad alcuni piloti di alto rango italiani quali Simone Faggioli -vincitore in Svizzera, Christian Merli e Luca Zuurbier di essere della partita nella gara del CIVM.

Marco Iacoangeli con la BMW Z4 vince la GT (Foto Claudio Ricciotti)
Marco Iacoangeli con la BMW Z4 vince la GT (Foto Claudio Ricciotti)

Tornando alla Top Ten, spicca il settimo posto di Ivan Pezzolla con la Osella Pa21 JRB. Per il pugliese un gran piazzamento con vittoria in classe E2SC 1000. Trionfo tra le CN per Cosimo Rea con la Ligier Js 51. Il salernitano continua a macinare successi ed infligge un enorme distacco alla Osella Pa21 di Rosario Iaquinta. Per Rea l’alloro di categoria potrebbe concretizzarsi a Pedavena o nella prima finale di Erice. Un sardo apre la Top Ten ed un altro sardo la chiude, parliamo di Sergio Farris (Osella Pa2000 Evo) ottimo decimo e vincente in E2SC 2500. Passiamo alle altre categorie. In GT vittoria per Marco Iacoangeli con la BMW Z4 GT con un buon vantaggio su Lucio Peruggini sempre in campo con la Ferrari 458 GT3.

Manuel Dondi (Foto Claudio Ricciotti)
Manuel Dondi (Foto Claudio Ricciotti)

Svetta nella E2 Silhouette ma delude un po’ le attese Manuel Dondi che rischia di essere sconfitto dalla potente BMW Cosworth di Carmine Tancredi, veramente in stato di grazia sulla rampa di Gubbio. Terzo con la Picchio Alfa Romeo 4C è l’ascolano Alessandro Gabrielli. In E1 Italia il cedimento del motore della Lancia Delta Evo di Marco Sbrollini spiana la strada al successo all’Alfa Romeo 155 di Luigi Sambuco davanti alla Peugeot 308 di Andrea Palazzo che sbanca la classe E1 1600 Turbo davanti all’identica vettura di Vito Tagliente. Mitsubishi Lancer dominanti in Gruppo A ed in Gruppo N, rispettivamente con Rudi Bicciato ed Antonino Migliuolo.

Antonino Migliuolo (Foto Claudio Ricciotti)
Antonino Migliuolo (Foto Claudio Ricciotti)

Mentre tra le vetture di Produzione a contendere il successo a Migliuolo ci sono altre due potenti Mitsubishi Lancer pilotate da Lorenzo Mercati e Gabriella Pedroni giunti nell’ordine, in Gruppo A alle spalle di Bicciato troviamo la potentissima Peugeot 106 del valido siciliano Angelo Guzzetta che si aggiudica la A1600 con ampio margine sulla identica Peugeot 106 di Gasperino Tinella. Addirittura alle loro spalle finisce la Alfa Romeo 147 del campano Francesco Urti che si aggiudica la A2000 ai danni della Honda Civic Type-R di Paolo Parlato. In N2000 vittoria per Adriano Pilotto con la Honda Civic, che però viene preceduto in classifica assoluta dai contendenti per il primato in N1600. Tra le due Citroen Saxo Vts la spunta quella di Vincenzo Ottaviani su Rocco Errichetti.

Rudi Bicciato (Foto Claudio Ricciotti)
Rudi Bicciato (Foto Claudio Ricciotti)

In Racing Start Plus ennesima vittoria per Antonio Scappa con la Mini Cooper S JCW davanti ad Oronzo Montanaro che paga i cruenti ritiri di Verzegnis e Morano. Terzo posto per Lorenzo Mansueto anche lui su Mini Cooper. Per il quarto posto duello tra padre e figlio con Riccardo Urbani che ha la meglio sul papà Gianni, entrambi al volante di Mini Cooper S JCW. Spezza la monotonia Mini Claudio Gullo sesto di gruppo e primo in classe 2000 con una Honda Civic Type-R a scapito della Renault Clio di Giovanni Grasso. Duello all’ultimo sangue tra Teo Furleo su Peugeot 106 e Francesco Paolo Cicalese su Honda Civic per la supremazia in RS 1600 con vittoria in extremis sul pugliese ai danni dello scatenato poliziotto salernitano. Terzo posto per la Citroen Saxo Vts di Mario Osvaldo Iantorno.

Francesco Savoia (Foto Claudio Ricciotti)
Francesco Savoia (Foto Claudio Ricciotti)

In Racing Start Plus nuovo successo per Francesco Savoia con la Mini Cooper davanti all’identica vettura di Giovanni Loffredo, terzo con la Renault Clio Cup l’eugubino Paolo Biccheri ristabilitosi da un pesante infortunio. Quarto con una Renault Clio Rs l’orvietano Michele Micetti. In campo anche tre MW 318 iscritte nel monomarca di Magione con Federico Lilli che precede Tiziano Brunetti e Paolo Bianconi. In Produzione S vittoria per Ruggero Conti con una BMW M3 E36 davanti all’orvietano Mattia Chioccia su Citroen Saxo Vts. Terzo Raffaele Lo Schiavo sempre su Citroen Saxo Vts davanti alla Renault Clio Williams di Ludovico Manni ed alla Citroen Saxo di Giacomo Mordenti.

Antonio Scappa (Foto Claudio Ricciotti)
Antonio Scappa (Foto Claudio Ricciotti)

Quest’ultimo è il figlio di Gabriele Mordenti, portacolori del Team Piloti Forlivesi a sua volta in gara con ottimi risultati nella E1 Italia con la fedele BMW M3 E36. Trionfo per la scuderia Race Project in Produzione Evo con Gabriele Bissichini corsaro al volante della sua Renault Clio Williams, sconfitta la Renault 5 GT Turbo di Andrea Guidi, terzo il bresciano Gianantonio Franzoni con la Citroen Saxo Vts davanti ad un’altra famiglia da corsa. Se tra gli Urbani il figlio ha fatto le scarpe al padre, tra i Cippicciani è papà Livio con la fedele Fiat Ritmo 130 TC a precedere nettamente il figlio Stefano con la Renault 5 GT Turbo. Onesto sesto posto di gruppo per Ivan Rodia, con la Renault Clio Williams della Scuderia Città di Gubbio.

Domenico Cubeda (Foto Claudio Ricciotti)
Domenico Cubeda (Foto Claudio Ricciotti)

Il meccanico porta in alto le insegne del sodalizio eugubino assieme a Simone Casagrande con una Peugeot 106 Rally e Filippo Braccioni con una Citroen Saxo Vts, mentre il forte team-manager Pierluigi Calzuola si prende una “pausa di riflessione” essendo impegnato nell’organizzazione di uno Slalom nazionale a Scheggia il prossimo Settembre. Domenico Morabito con la Fiat 500 batte Angelo Mercuri tra le Bicilindriche. Infine uno sguardo al mondo delle Lady dove troviamo in prima linea, oltre alla Pedron, l’inossidabile Deborah Broccoloni con la Mini Cooper verde fluorescente, Giulia Gallinella, Camilla Bisceglia e Martina Crocenzi con la Peugeot 106 Rally, infine Elisa Francese con la Peugeot 206 GTi.

Angelo Guzzetta (Foto Claudio Ricciotti)
Angelo Guzzetta (Foto Claudio Ricciotti)

Tra le Autostoriche troviamo vincitore il protagonista del Campionato Europeo Uberto Bonucci con la Osella Pa9/90 davanti a Piero Lottini ed alla Olmas di Andrea Bonucci. L’evento di Gubbio, per fortuna solo sfiorato dai forti temporali che hanno colpito la regione nel weekend, attira il pubblico delle grandi occasioni e si disputa nella massima linearità, con la gara che ha termine prima delle 16 di domenica. Prossima gara di CIVM il 2 Settembre a Pedavena.

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WRC, al Neste Rally Finland è il giorno di Yaris e Tanak

Ott Tanak e Martin Jarveoja con al Toyota Yaris Wrc si aggiudicano il Neste Rally Finland
Ott Tanak e Martin Jarveoja con al Toyota Yaris Wrc si aggiudicano il Neste Rally Finland

Nel WRC, il Neste Rally Finland, benché privo della storica prova speciale di Ouninpohja, si rivela comunque combattutissimo e registra la perentoria vittoria di Ott Tanak e Martin Jarveoja. L’estone, a bordo della Toyota Yaris Wrc, si prende il lusso di “profanare” gli sterrati finnici approfittando anche dei problemi occorsi a Thierry Neuville che già nella quinta prova speciale rischia di strappare la ruota posteriore destra della sua Hyundai i20 Coupe Wrc. Il belga si salva in qualche modo ma la prestazione sarà compromessa e culminerà in uno scialbo nono posto. Per il belga e Nicolas Gilsoul un weekend negativo anche alla luce del quinto posto di Sebastien Ogier e Julien Ingrassia. L’equipaggio ufficiale Ford non spinge al massimo la propria Fiesta Wrc volendo evitare un errore fatale ai fini del campionato, ed a fine weekend riesce a ridurre a ventuno i punti di svantaggio nei confronti di Neuville e Gilsoul nella classifica del Campionato del Mondo Rally. Con cinque prove ancora da disputare, i giochi sono ancora apertissimi. Tornando alla classifica della gara finlandese spicca il secondo posto di Mads Ostberg. Con le note lette da Torstein Eriksen il norvegese porta veramente in alto la Citroen C3 Wrc, ridando alla casa francese un po’ di soddisfazioni dopo il licenziamento di Kris Meeke. Solo due secondi ed otto decimi consentono ad Ostberg di precedere il migliore dei piloti finnici, Jari-Matti Latvala.

Secondo piazza per Mads Ostberg e Torstein Eriksen con la Citroen C3 Wrc
Secondo piazza per Mads Ostberg e Torstein Eriksen con la Citroen C3 Wrc

Sempre assecondato da Miikka Anttila, Latvala regala alla Toyota anche la soddisfazione del bronzo, consolando la squadra giapponese dopo l’uscita di strada che elimina Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm a poche speciali dalla fine. Staccato di un minuto ed un decimo da Latvala chiude il neozelandese Hayden Paddon. Su un tracciato che più volte lo aveva visto protagonista di brutti incidenti, Paddon stavolta non compie il minimo errore venendo premiato con il “rame” davanti ad un osso notoriamente duro come Ogier. Le Ford monopolizzano le posizioni dalla quinta alla settima. Sesto posto per Teemu Suninen e Mikko Markkula che però scontano una penalità di venti secondi, senza la quale avrebbero potuto anche puntare più in alto. Più “bromurati” gli inglesi Elfyn Evans e Daniel Barritt che chiudono settimi senza sfoderare particolari acuti. Ottava posizione invece per Craig Breen e Martin Scott. L’irlandese continua a portare in fondo la sua Citroen C3 Wrc, ma con risultati appena sufficienti: la conferma per il 2019 non è affatto assicurata. Deludente gara per Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger con la Hyundai i20 Coupe Wrc. Il binomio norvegese doveva essere l’arma in più della casa coreana contro gli squadroni Ford e Toyota, invece termina solo al decimo posto con tanto di quaranta secondi di penalità. Passiamo ora alla divisione WRC 2 che viene dominata dai finnici, tornati ad alti livelli dopo qualche stagione di crisi.

Gli inglesi Elfyn Evans e Daniel Barritt chiudono settimi senza sfoderare particolari acuti
Gli inglesi Elfyn Evans e Daniel Barritt chiudono settimi senza sfoderare particolari acuti

Vince Eerik Pietarinen, considerato da tutti come l’erede dei vari Markus Gronholm e Juha Kankkunen. Dopo avere effettuato una convincente sortita preparatoria al recente Rally di San Marino, Pietarinen e la co-driver Juhana Raitanen dominano con la Skoda Fabia R5 davanti ai connazionali Jari Huttunen e Antti Linnaketo migliori in gara con la Hyundai i20 R5. Con Pontus Tidemand e Jan Kopecky assenti ed Ole Veiby fermato da un incidente nell’ultima giornata di gara, l’unico pretendente al titolo a fare punti in Finlandia è Gus Greensmith, terzo di classe con la sua Ford Fiesta R5 e con Craig Parry alle note. Kopecky rimane però distante venti punti, e Tidemand è lontano ben trentotto lunghezze. Grossa sfortuna per Kalle Rovanpera che dopo l’incidente patito al Rally di Argentina torna in campo con la Skoda Fabia R5. Stavolta il cedimento della sospensione anteriore sinistra nella diciottesima speciale manda all’aria i suoi propositi di successo di classe. Tutti al traguardo gli italiani iscritti con Fabio Andolfi ed Emanuele Inglesi molto sfortunati e costretti a ricorrere al Super Rally con la Skoda Fabia R5. Alla fine per loro ottavo posto di classe WRC 2. Le Ford Fiesta R2T di Enrico Oldrati, Umberto Accornero e Luca Bottarelli vedono tutte la rampa d’arrivo rispettivamente al trentaduesimo, al trentaquattresimo ed al trentanovesimo posto.

Sfortunato Kalle Rovanpera con la Skoda Fabia R5
Sfortunato Kalle Rovanpera con la Skoda Fabia R5

Per Bottarelli ed il navigatore Manuel Fenoli c’è anche da registrare un ribaltamento nelle prime fasi di gara, fortunatamente i meccanici sono riusciti a sistemare la Ford in tempi brevi. Un’uscita di strada condiziona anche l’italo-rumeno Simone Tempestini che con Sergiu Itu chiude trentaseiesimo assoluto con la Citroen C3 R5. Sono cinquantuno le vetture al traguardo della gara valida per il WRC e nella classifica spiccano gli indiani Gaurav Gill e Sanjay Takale rispettivamente trentesimo e quarantasettesimo assoluto, il primo su una Ford Fiesta R5 ed il secondo con una Ford Fiesta R2. Non mancano i giapponesi con Hiroki Arai ottimo ventitreesimo con la Ford Fiesta R5 nonostante il ricorso al Super Rally, ma è davvero degna di nota la performance del binomio formato da Shunichi Washio e Isao Kono con la Toyota Vitz 1B, riusciti a chiudere la gara in 46a posizione senza mai ricorrere al Super Rally. Alle vetture del WRC si aggiungono anche trentaquattro vetture iscritte al Vetomies, la massacrante prova nazionale aperta alle classiche vetture di Gruppo F che hanno reso grandi i rally finlandesi. Ben quarantatre i ritirati in questa corsa di contorno, che ha visto vincitori Vesa Hirvonen su BMW M3 nella classe Vetomies e Henrik Pietarinen su Mitsubishi Lancer nella classe Nelivetomies riservata alle vetture più potenti.

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