Nico Patrizi

Nico Patrizi
119 Articoli 0 Commenti

La velocità di Magione parte con BMW 318 Racing Series

Lo start della BMW 318 Racing Series a Magione (Foto Paolo Ambrosi)
Lo start della BMW 318 Racing Series a Magione (Foto Paolo Ambrosi)

Scatta la stagione 2018 delle gare di velocità in circuito all’Autodromo di Magione. Evento principale dell’ultima domenica di aprile è quello riservato alla BMW 318 Racing Series, con quattro manche in programma, due per i piloti esperti e due per quelli “novizi”.

Filippo Bencivenni (Foto Paolo Ambrosi)
Filippo Bencivenni (Foto Paolo Ambrosi)

Nella Divisione A, prima manche immediato forfait per il favorito Michele Parretta stoppato da un cedimento al motore mentre è sulla griglia di partenza. Così prima incursione nella serie subito vincente per Diego Alessi con la vettura curata dalla Scuderia Città di Gubbio. Il romano regola senza troppe difficoltà il campione in carica della Divisione A, l’eugubino Riccardo Urbani. Per il terzo posto scintille a volontà con Giordano Giovannini che duella con il campione della Divisione B 2017 Filippo Bencivenni e con l’altro portacolori della Scuderia Città di Gubbio, Giulio Bensi. Il deus-ex-machina della Super Cup alla fine ha la meglio mentre Bencivenni retrocede quinto per un Drive Through alle spalle di Bensi. Chiudono la classifica Michele Sabia e Paolo Valeri, staccato di un giro dopo una sosta ai box. Dopo soli cinque giri fuori gioco anche Sauro Cozzari per noie meccaniche che lo costringono a fermarsi all’ingresso della Vecchi Box.

L’attore Marco Bocci protagonista della BMW 318 Racing Series (Foto Paolo Ambrosi)
L’attore Marco Bocci protagonista della BMW 318 Racing Series (Foto Paolo Ambrosi)

Nella seconda manche subito collisione per Sabia e Urbani, il primo è costretto a fermarsi prima del Lungo Rettifilo mentre il secondo riesce a proseguire perdendo posizioni. Parretta, partito dal fondo, recupera posizioni su posizioni mentre Bencivenni allunga in testa. Urbani junior entra in contatto con Alessandro Leopardi che, dopo essere retrocesso in classifica, si ritira. A pochi giri dalla bandiera a scacchi Urbani e Giovannini entrano in collisione alla Vecchi Box, il primo si gira e Giovannini passa terzo dietro lo scatenato Parretta. Intanto Cozzari è sotto di un giro per noie alle gomme e Valeri è di nuovo fermo ai box. Bencivenni va a vincere, davanti a Parretta e Giovannini, ma quest’ultimo è penalizzato come pure Urbani. Ad ereditare il gradino più basso del podio è quindi Riccardo Rogari nonostante vari problemi tecnici.

Federico Lilli (Foto Paolo Ambrosi)
Federico Lilli (Foto Paolo Ambrosi)

Tra i piloti della Divisione B, prima manche ad appannaggio di Rodolfo Funaro. L’ex-protagonista di Touring Master Cup e VLN domina da bandiera a bandiera mentre per il secondo posto Lorenzo Luciani cede sulla distanza al forte Federico Lilli. Quarto Pieri mentre Marcello Gunnella precede l’attore Marco Bocci autore di una rimonta dal fondo. Ben sei i sorpassi dell’artista che vanta un passato nel Trofeo Barchetta. Nella seconda manche, primo via lanciato abortito perché il gruppo non è allineato correttamente. Gianni Bellandi, subentrato a Silvio Bossi sulla vettura di Colacino, viene penalizzato con un Drive Through perdendo la prima posizione. Sale così primo Paolo Spacchetti che però cede dopo metà gara al forte Federico Lilli. Per il terzo posto ne capitano di tutti i colori. Con Funaro costretto a perdere tre giri ai box dopo una collisione con Marco Bocci prima del Muro, si affrontano Silvia Simoni, Marcello Gunnella e Riccardo Missiroli. Una fase di bagarre alla Esse permette a Missiroli di passare davanti alla Simoni, mentre Gunnella inizia ad accusare problemi meccanici che a due giri dalla fine lo costringeranno al ritiro. Brivido poi per il toscano Marco Giorgi che va largo all’ultima curva evitando di giustezza una collisione con Brué. Lilli junior va a vincere, davanti a Spacchetti e Missiroli. Questi viene però penalizzato e retrocede quinto; Gianni Bellandi, autore di una furibonda rimonta, eredita il terzo posto su Silvia Simoni. Sesto Giorgi davanti a Brué e Saverio Crea.

Pasquale Coppola (Foto Paolo Ambrosi)
Pasquale Coppola (Foto Paolo Ambrosi)

Dopo poco più di un mese tornano in scena le Bicilindriche e si ripropone il confronto tra le Fiat 500 di Andrea Currenti, Pasquale Coppola e Pasquale Pastore. Nella prima manche è Currenti a spuntarla dopo che, alla Vecchi Box, Pastore e Coppola entrano in collisione perdendo tempo prezioso prima di ripartire. Alla fine il secondo posto va alla Fiat 500 di Vincenzo Zupo, mentre terzo posto per Roberto Russo davanti ad Angelo Alessandro Mercuri che sul filo di lana sconfigge la Fiat 126 del laziale Alessandro Raguzzi. Nella seconda manche dopo pochi giri si ripropone il confronto Coppola-Pastore-Currenti, quest’ultimo torna in testa ma la direzione gara lo fa rientrare ai box per un Drive Through. Infuriato Currenti abbandona la compagnia mentre si ritira per noie tecniche anche Pastore. Così Coppola ha strada spianata verso il successo davanti a Zupo e Russo, uscito vincitore dal duello con Mercuri. Quinto Nicola Annese con la Fiat 126 superstite, mentre la simpatica Fiat 500 in look militare di Domenico Lacirignola è stoppata da noie tecniche. Poca fortuna per Giovanni Magdalone fermo già in prima manche con la Fiat 500 impiegata anche a Mickhausen e quindi costretto al forfait in seconda manche.

La partenza del Trofeo Italia Storico (Foto Paolo Ambrosi)
La partenza del Trofeo Italia Storico (Foto Paolo Ambrosi)

A chiudere il programma sportivo, la gara di venti minuti del Trofeo Italia Storico che registra il dominio della BMW 318 IS E30 4° Raggruppamento di Giuseppe Bonifati. Secondo posto assoluto per la Fiat 128 di Giuseppe Covotta che intasca il 2° Raggruppamento ai danni della BMW di Gianluca Riccardi e della Fiat 128 Giannini di Alvaro Bartoli. Nel 3° Raggruppamento vittoria di Walter Nocci con la Fiat Abarth 695 mentre nel 1° Gruppo solitaria affermazione per la Morris Cooper gialla di Franco Ermini.

Giuseppe Covotta (Foto Paolo Ambrosi)
Giuseppe Covotta (Foto Paolo Ambrosi)
pubblicità

Liburna Terra per Costenaro, a Cobbe il Raceday

Giacomo Costenaro e Justin Bardini sulla Skoda Fabia R5 si aggiudicano il Liburna Terra
Giacomo Costenaro e Justin Bardini sulla Skoda Fabia R5 si aggiudicano il Liburna Terra

Il Liburna Terra corsosi sugli sterrati toscani nei dintorni di Volterra, oltre a rappresentare la gara di epilogo del Raceday Rally Terra, da alcuni anni è anche la gara di apertura del Campionato Italiano Rally Terra. Questa sinergia giova ad entrambi i campionati e l’evento toscano presenta al via novanta equipaggi. Il primo leader dopo il primo passaggio sulla storica speciale di Ulignano è il sorprendente Edoardo Bresolin con Rudy Pollet alle note ed al volante di una Peugeot 208 T16 R5. Si tratta però di un fuoco di paglia. Già sul passaggio successivo sulle strade di Serraspina sale in cattedra Daniele Ceccoli, da molti anni agguerrito contendente al titolo Terra. Con Piercarlo Capolongo sul sedile di destra della sua Skoda Fabia R5, il sammarinese sigla il miglior tempo e passa in testa con un margine di due secondi nei confronti dell’identica vettura di Alessandro Taddei. A partire dal secondo giro di gara, però, si mette in mostra Giacomo Costenaro con Justin Bardini sulla Skoda Fabia R5 schierata dalla Hawk Racing Club. Con il miglior tempo passa in testa con quattro secondi e mezzo di vantaggio su Taddei.

Il podio del Liburna Terra
Il podio del Liburna Terra

Quanto a Ceccoli, accusa il colpo e retrocede terzo davanti ad Alessandro Bettega e Simone Scattolin in gara su una ennesima Skoda Fabia R5. Bettega vince il secondo passaggio di Serraspina mentre alle sue spalle la classifica si rivoluziona. Ceccoli torna secondo con un secondo ed un decimo di vantaggio su Bettega, Taddei invece retrocede quarto davanti all’elvetico Federico Della Casa al volante di un’altra Skoda Fabia R5. Dopo l’inizio sfolgorante Bresolin naviga in sesta posizione, senza più riuscire a piazzare l’acuto. Sull’ultimo passaggio di Ulignano, Costenaro fa ancora il miglior tempo e porta ad otto secondi ed otto decimi il vantaggio su Ceccoli. Bettega è scalzato da Taddei al terzo posto mentre Bresolin cade in settima posizione, scalzato dalla Ford Fiesta R5 di Nicolò Marchioro e Marco Marchetti. Nell’ultima PS di Serraspina c’è la riscossa, a dir la verità tardiva, di Taddei che col miglior tempo torna secondo nella classifica finale scalzando Ceccoli. Costenaro dal canto suo amministra e va a conquistare un meritato successo.

Luciano Cobbe e  Fabio Turco si aggiudicano la decima edizione del Raceday Rally Terra
Luciano Cobbe e Fabio Turco si aggiudicano la decima edizione del Raceday Rally Terra

Bettega chiude ai piedi del podio davanti a Marchioro, Bresolin ed il veterano Giovanni Manfrinato che con la Skoda Fabia R5 della Autoservice Sport scavalca in extremis Della Casa. Al nono posto ancora una Fabia R5. A pilotarla, l’eclettico Luciano Cobbe. Il veneto come sempre navigato da Fabio Turco ha comunque da gioire in quanto la decima edizione del Raceday Rally Terra finisce nelle sue mani. Decimo posto gioioso anche per Alessandro Nerobutto e Mattia Menegazzo che, con la Peugeot 208 R2B, vincono il Peugeot Competition Raceday. La concorrenza opposta da Fabrizio “Betullo” Morgantini vincente in A5 con la tutt’altro che superata Peugeot 205 Rally è stata fino all’ultimo agguerrita. In classe R4 vittoria del veterano Valter Pierangioli con la Mitsubishi Lancer Evo IX, con alle note Barbara Neri. Un’altra Lancer si aggiudica il successo in Gruppo N con Riccardo Rigo e Alessio Angeli, per loro quattordicesimo posto assoluto alle spalle della Renault New Clio di Jader Vagnini e Marco Baldazzi, vincenti in R3C.

Alessandro Taddei
Alessandro Taddei

La Super 2000 va a Pietro Domenico Someda e Loris Dalla Via, sedicesimi assoluti su una Peugeot 207. In A8 grandi emozioni le regala la BMW M3 E30 di Andrea Succi e Giancarla Guzzi, che vincono la classe battendo nettamente la M3 E30 di Daniel Rocchi e Giuseppe Billi. L’accoppiata Succi/Guzzi termina diciannovesima assoluta davanti all’equipaggio tutto folignate formato da Christian Gabbarrini e Paolo Galli, in campo su una Subaru Impreza Sti. Per Gabbarrini, pilota con esperienze anche in pista e nei Formula Challenge, seconda posizione di Gruppo N che riscatta le delusioni patite nelle gare precedenti, come lo scorso Nido dell’Aquila. La N3 vede la vittoria di Andrea Bucci e Manuel Barbieri su Renault Clio. Bucci precede nella classifica assoluta Sebastiano Ciato, un passato nella Renault Clio Cup su pista nella scorsa decade, che scende in campo con una Peugeot 208 R2B e Giulia Zanchetta al sedile di destra. Degno di nota il confronto rusticano per la supremazia in N2 con protagoniste le Peugeot 106 di Davide Gasperoni e Daniel Casadei e dei fratelli Paolo e Fernando Minelli e la Citroen Saxo 16V di Daniele Comini e Paolo Gravaghi.

Daniele Ceccoli
Daniele Ceccoli

Alla fine vince Gasperoni su Comini ed i Minelli. Un altro equipaggio di Gubbio è composto da Cristiano Rossi e Sonia Menichetti e chiude al quarantesimo posto assoluto con la Subaru Impreza Sti. Sono sessantuno le vetture che terminano la gara toscana. Ventinove gli equipaggi ritirati, principalmente per noie meccaniche. Tra questi spicca il binomio formato da Francesco Fanari e Silvio Stefanelli, fermatisi con la loro Ford Fiesta R5 dopo la terza prova speciale dopo una gara irta di difficoltà. Poca fortuna anche per lo specialista perugino del Trofeo A112 Abarth Giorgio Sisani stoppato da noie tecniche alla sua Peugeot 106 Rallye dopo la quarta prova speciale. Inizia male la stagione nel Terra poi il trentino Armando Ioriatti la cui Opel Astra Gsi si ferma sulla quinta PS. Per finire niente gloria per l’austriaco Johannes Keferbock fermo dopo la sesta speciale con la Ford Fiesta R5. A navigarlo Ilka Minor Petrasko spesso protagonista nel Mondiale Rally negli anni Zero.

pubblicità

CIR: al Rally di Sanremo è doppietta di Andreucci

Implacabile Paolo Andreucci che al Rally di Sanremo bissa il successo del Ciocco
Implacabile Paolo Andreucci che al Rally di Sanremo bissa il successo del Ciocco

Il prestigioso Rally di Sanremo finisce nelle mani della Peugeot 208 T16 di Paolo Andreucci ed Anna Andreussi. Il lucchese si ripete dopo il successo sul tarmac casalingo del Rally il Ciocco e aumenta ad otto punti il vantaggio nei confronti di Simone Campedelli nella classifica di Campionato. Il romagnolo passa all’attacco nella seconda giornata di gara e vince quattro delle cinque prove in programma: il secondo passaggio della “San Romolo”, i passaggi di “Testico” e “Colle d’Oggia” e la maxi speciale finale “Testico-Colle d’Oggia” lunga quasi trentacinque chilometri. Lo sforzo di Campedelli junior e della navigatrice Tania Canton non è però sufficiente per portare a loro favore la situazione. La Peugeot ufficiale vincitrice conserva un margine di nove secondi e sette decimi sulla Fiesta R5 del figlio d’arte.

Simone Campedelli e Tania Canton non possono far altro che accontentarsi della piazza d'onore
Simone Campedelli e Tania Canton non possono far altro che accontentarsi della piazza d’onore

A favore di “Ucci” gioca indubbiamente il forcing portato nella prima giornata di gara, con i migliori tempi sui passaggi di “Porto Sole” e “Vignai” e l’exploit sul primo passaggio della “San Romolo”, caratterizzata dalla presenza di olio sul manto stradale. Olio che costringe all’errore il siciliano Marco Pollara al volante della Peugeot 208 T16. Pollara riesce a terminare la speciale ma per non danneggiare il motore getta la spugna subito dopo il controllo orario. L’incognita rappresentata dalla possibile presenza di danni meccanici costringerà i ragazzi del team ufficiale Peugeot a non tentare una riparazione per la seconda giornata di gara. Per Pollara ed il navigatore Giuseppe Princiotto nuova beffa dopo il “lungo” del Ciocco. Così il terzo posto assoluto arride al veronese Umberto Scandola ed a Guido D’Amore. La loro Skoda Fabia R5 sembra avere un piccolo debito di competitività rispetto alle auto di Andreucci e Campedelli, ma Scandola rimedia con l’esperienza e riesce a lasciare il segno sulla temibile “Mini Ronde” dove sigla il miglior tempo parziale.

Il podio viene completato dall'equipaggio della Skoda Fabia R5 composto da Umberto Scandola, Guido D’Amore
Il podio viene completato dall’equipaggio della Skoda Fabia R5 composto da Umberto Scandola, Guido D’Amore

Un exploit che però resta isolato. Il ritardo finale del veneto da Andreucci sarà infatti di cinquanta secondi e sette decimi. Non va molto bene nemmeno ad Andrea Nucita e Giuseppe Vozzo con la Hyundai i20 R5. Il siciliano non sembra sfoderare la stessa aggressività mostrata al Rally di Monte-Carlo e al Tour de Corse con l’Abarth 124 Rally e si accontenta della medaglia di “rame” con un ritardo di oltre un minuto dalla 208 vincente. Non è ben chiaro se Nucita sia rimasto condizionato dalla dura uscita patita al Ciocco con la i20 oppure se persista un lieve gap tecnico tra la Hyundai e le vetture dei “big” avversari, fatto sta che sugli asfalti imperiesi il protagonista della RGT Cup non ha brillato come speravano i fans e gli addetti ai lavori. Buon quinto posto invece per Nikolay Gryazin che, ben assecondato da Yaroslav Fedorov, si conferma ad alti livelli con la Skoda Fabia R5 dopo la nona posizione del Ciocco. Per il figlio d’arte russo con licenza lettone, la soddisfazione di avere preceduto la Ford Fiesta R5 di Andrea Crugnola e Danilo Fappani che nell’ultima prova speciale vengono penalizzati da una foratura.

Andrea Nucita e Giuseppe Vozzo con la Hyundai i20 rimangono ai piedi del podio
Andrea Nucita e Giuseppe Vozzo con la Hyundai i20 rimangono ai piedi del podio

Un sesto posto che fa male per Crugnola: conserva ancora la terza posizione provvisoria in classifica di campionato, ma con tredici punti di distacco nei confronti di Andreucci. La prossima Targa Florio ad inizio maggio sarà già una mezza prova d’appello per il lombardo. La maxi-speciale conclusiva rimescola le carte nella lotta per il settimo posto con Giacomo Scattolon e Paolo Zanini che riescono a scavalcare la Ford Fiesta R5 di Luca Panzani e Francesco Pinelli. Nono posto per il migliore rappresentante della folta pattuglia ligure, Elio Cortese con la Skoda Fabia R5. A navigare il forte Elio c’è il fido Domenico Verbicara. Chiude la Top Ten assoluta Kevin Gilardoni con la Ford Fiesta R5. Per l’ex-pistaiolo lombardo e Corrado Bonato prima parte di gara condizionata da noie ai freni. Per quanto riguarda le classifiche di classe, spicca in R2B la vittoria di Alessandro Nerobutto con la Peugeot 208; vittoria sia in classe R3 che nel Trofeo Renault Clio per il veronese Riccardo Canzian, mentre Christopher Lucchesi sbanca la classe RGT con l’Abarth 124 Rally grazie all’assenza di Andrea Modanesi.

Una foratura relega la la Ford Fiesta R5 di Andrea Crugnola e Danilo Fappani al sesto posto
Una foratura relega la la Ford Fiesta R5 di Andrea Crugnola e Danilo Fappani al sesto posto

Due le contendenti nel Femminile con Rachele Somaschini che stavolta ha la meglio sulla sfortuna al volante della sua Peugeot 208, sconfiggendo nettamente la Renault Clio di Patrizia Perosino. Alberto Paris ha vita facile tra i concorrenti del Trofeo Twingo mentre nella nutrita pattuglia dei piloti iscritti al Trofeo Suzuki ha la meglio Giorgio Cogni che si piazza ventiquattresimo assoluto, alle spalle di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia costretti allo stop sulla “Mini Ronde” con la Ford Fiesta Evo 2 R5 e quindi ripartiti con il Super Rally. Un altro pilota costretto a ricorrere al Super Rally è “Mattonen” che picchia sulla quinta speciale costringendo alla interruzione delle partenze avendo ostruito la strada con la sua Mitsubishi Lancer Evo X. Nulla da fare invece per Rudy Michelini che dopo un inizio di gara d’alto livello è costretto al ritiro da una uscita sul finire della prima giornata di gara. Nessun danno al toscano ed al navigatore David Castiglioni, scarse conseguenze per la Skoda Fabia R5. A fermare Luca Artino anche lui in gara su una Skoda Fabia R5 è un malore che costringe dopo un paio di speciali lo sfortunato navigatore Giuseppe Tricoli a ricorrere alle cure dei medici.

Niente male il settimo posto per Giacomo Scattolon e Paolo Zanini
Niente male il settimo posto per Giacomo Scattolon e Paolo Zanini

E dopo sei speciali tutte d’attacco è costretto al ritiro uno dei piloti più amati dal pubblico locale, il sempre gioviale Danilo Ameglio con la Peugeot 106. Al momento del ritiro, Ameglio occupa il quindicesimo posto, peccato davvero per un pilota che con le piccole vetture della casa del Leone ha sempre scritto pagine gloriose nel rallysmo ligure. La gara valida per il CIR la chiudono quarantacinque equipaggi. A questi si aggiungono ventisei vetture iscritte al Sanremo Leggenda, la gara regionale, che registra il dominio di Gabriele Cogni e Marco Pollicino con la Skoda Fabia R5. E per finire, trentasei vetture completano la gara riservata alle vetture Storiche. A vincere è la Porsche 911 SC in livrea Rothmans di Lucio Da Zanche e Daniele De Luis sconfiggendo la Lancia Delta 16V di “LuckyBattistolli e Fabrizia Pons. Grossa sfortuna per Elia Bossalini ed il cingalese Harshana Ratnayake, penalizzati da una foratura a due speciali dalla fine mentre comandavano le operazioni. Il terzo posto se lo aggiudicano così Davide Negri e Roberto Coppa con la Porsche 911 RSR.

pubblicità

WRC: anche al Tour de Corse vige la legge di Ogier

Sebastien Ogier con la Ford Fiesta RS si aggiudica il Tour de Corse (Foto Stefano Romeo)
Sebastien Ogier con la Ford Fiesta RS si aggiudica il Tour de Corse (Foto Stefano Romeo)

In questo scorcio di Campionato WRC, Sebastien Ogier e Julien Ingrassia tornano a macinare successi, intascando la vittoria anche sul tarmac “casalingo” del Tour de Corse. Qualche mese fa sembrava che la stella dall’equipaggio francese con la Ford Fiesta RS Wrc fosse vistosamente appannata, ma l’apparenza si è dimostrata quanto mai infondata. A dir la verità Sebastien Loeb e Daniel Elena con la Citroen C3 Wrc nella primissima speciale di Valle di Rostino si rivelano concorrenti particolarmente ostici, ma il pluricampione alsaziano si infossa già sulla seconda speciale quel tanto che basta per non poter completare la prima giornata di gara e precipitare in classifica fino al settantanovesimo posto. Al contrario Ogier non compie il minimo errore e con la terza vittoria stagionale su quattro gare disputate porta a diciassette i punti di vantaggio su Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul.

Piazza d'onore per Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris Wrc (Foto Stefano Romeo)
Piazza d’onore per Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris Wrc (Foto Stefano Romeo)

L’equipaggio Hyundai non commette sbagli ma la i20 Coupé Wrc non brilla sull’isola che diede i natali a Napoleone Bonaparte, terminando solo al terzo posto alle spalle di Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Toyota Yaris Wrc. Che Neuville non sia al massimo della forma in Corsica lo si intuisce anche dal ritardo nei confronti del vincitore, oltre un minuto e sette secondi. Buon per Neuville che oltre a Loeb -costretto ad una rimonta furibonda da fondo gruppo- diversi altri avversari si eliminino con errori, come Jari-Matti Latvala che con la Toyota Yaris Wrc colpisce con la fiancata destra un albero sull’ottava prova speciale. Per lui è il ritiro e, nonostante gli sforzi dei meccanici, la Yaris non può essere rimessa in gioco per la terza giornata di gara. Anche Kris Meeke e Paul Nagle non sono da meno con la loro Citroen C3 Wrc, uscendo di strada sulla decima speciale, il secondo passaggio di “Novella”.

Jan Kopecky e Pavel Dresler con la Skoda Fabia R5 si aggiudicanol la classe WRC 2 (Foto Stefano Romeo)
Jan Kopecky e Pavel Dresler con la Skoda Fabia R5 si aggiudicanol la classe WRC 2 (Foto Stefano Romeo)

Buon per l’inglese che sia anche l’ultima speciale della seconda giornata, i meccanici Citroen riescono a sistemare i danni e Meeke può portare a termine la corsa in nona posizione dopo avere siglato ottimi tempi nelle ultime due prove speciali. Raggranella così quattro punti che gli permettono di non perdere troppo terreno nei confronti di Ott Tanak, attualmente terzo in classifica generale. Da questi errori si avvantaggia Dani Sordo che porta ad un ottimo quarto posto la sua Hyundai i20 Coupé Wrc. Nonostante l’uscita di strada al Rally Monte-Carlo e la mancata partenza al Rally di Svezia, Sordo ora occupa l’ottavo posto in classifica di Campionato. A portare in alto la Ford, oltre a Ogier, ci pensa anche Elfyn Evans che con Phil Mills ottimo coequipier conclude al quinto posto.

Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai la i20 Coupé Wrc completano il podio (Foto Stefano Romeo)
Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai la i20 Coupé Wrc completano il podio (Foto Stefano Romeo)

La prova speciale conclusiva di “Penitencier de Coti-Chiavari” porta i finnici Esapekka Lappi e Janne Ferm a recuperare il sesto posto con la propria Yaris Wrc, ai danni della Hyundai i20 Coupé Wrc di Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger. Ottavo il vincitore della classe WRC 2 Jan Kopecky, con Pavel Dresler sul sedile di destra della Skoda Fabia R5. Chiude la Top Ten assoluta e secondo tra le WRC 2 il francese Yoann Bonato con la Citroen C3 R5. Bonato ed il copilota Benjamin Boulloud riscattano l’onore francese in categoria dopo che Stephane Lefebvre esce di scena sulla quinta speciale aprendo entrambe le ruote di sinistra della Citroen C3 R5 ufficiale. La vettura è ripristinabile per l’ultima giornata di gara ma la certezza di ripartire in fondo al gruppo senza più velleità per la classifica WRC 2 scoraggia Lefebvre a rientrare in corsa.

Kris Meeke e Paul Nagle risultano i migliori della pattuglia Citroen C3 Wrc con il nono posto (Foto Stefano Romeo)
Kris Meeke e Paul Nagle risultano i migliori della pattuglia Citroen C3 Wrc con il nono posto (Foto Stefano Romeo)

Anche Katsuta Takamoto ed Hiroki Arai, in gara con le Ford Fiesta R5 curate dal team di Tommi Makinen e reduci entrambi da un eccellente Rally del Ciocco, perdono terreno con uscite di strada. Takamoto si infossa già nella prima speciale dopo essere già stato vittima di una cruenta uscita nello Shakedown con pesanti danni all’anteriore fortunatamente riparati in tempo. Arai invece si arena nella quinta speciale. Entrambi i giapponesi riescono a ripartire ma chiudono rispettivamente trentacinquesimo e cinquantacinquesimo assoluto. Nella prima speciale era stato costretto a fermarsi, ma per guasto tecnico, anche lo spagnolo Nil Solans con la Ford Fiesta R5, ripartito nella seconda giornata di gara e giunto al traguardo trentaquattresimo assoluto. Si avvantaggia di questi contrattempi il nostro Fabio Andolfi che con Simone Scattolin e la Skoda Fabia R5 termina la gara al terzo posto di classe WRC 2, undicesimo assoluto!

Andrea Nucita e Marco Vozzo con l’Abarth 124 Rally si fanno valere nella RGT Cup (Foto Stefano Romeo)
Andrea Nucita e Marco Vozzo con l’Abarth 124 Rally si fanno valere nella RGT Cup (Foto Stefano Romeo)

A favore di Andolfi junior giocano anche i problemi al cambio che Ole Kristian Veiby patisce sul secondo passaggio di Novella. Il norvegese porta al traguardo la propria Fabia R5 al dodicesimo posto assoluto con un ritardo di un secondo ed otto decimi sul nostro portacolori. Oltre che da un Andolfi finalmente esente dalla malasorte, i colori italiani sono rappresentati magistralmente anche da Mauro Miele e Luca Beltrame, che con la Citroen DS3 Wrc sono sedicesimi assoluti, appena due posizioni dietro Sebastien Loeb! Inoltre Andrea Nucita e Marco Vozzo con l’Abarth 124 Rally si fanno valere nella RGT Cup, terminando secondi di categoria alle spalle dell’identica vettura di Raphael Astier. Sempre parlando di RGT Cup, Andrea Modanesi si riscatta per l’uscita patita al Ciocco e chiude quarto di classe con l’Abarth 124 Rally dietro la vettura gemella di un veterano quale è il francese Philippe Gache.

Sedicesimo posto mica da ridere per Mauro Miele e Luca Beltrame, con la Citroen DS3 Wrc (Foto Stefano Romeo)
Sedicesimo posto mica da ridere per Mauro Miele e Luca Beltrame, con la Citroen DS3 Wrc (Foto Stefano Romeo)

Luca Bottarelli, Enrico Oldrati e Umberto Accornero, tutti al volante di Ford Fiesta R2T, terminano rispettivamente ventottesimo, trentanovesimo e quarantacinquesimo assoluto. Niente soddisfazione del traguardo per Alberto Sassi e Matteo Lamecchi che con la Renault Clio RS R3T sono costretti a fermarsi per cedimento meccanico a pochi chilometri dalla pedana d’arrivo! Sono in settantuno a completare la storica gara isolana, contando nella classifica anche i concorrenti della categoria National. In questa divisione spicca la grande performance dei locali Pierre-Marc Nannucci ed Audrey Nesta che terminano al 26.posto assoluto con una Renault Clio R3. Tra i ritirati, principalmente per guasti meccanici, spiccano i francesi Bryan Bouffier e Xavier Panseri con la Ford Fiesta Wrc.

Undicesimi assoluti e terzi della WRC2 è il bottino di Fabio Andolfi e Simone Scattolin con la Skoda Fabia R5 (Foto Stefano Romeo)
Undicesimi assoluti e terzi della WRC2 è il bottino di Fabio Andolfi e Simone Scattolin con la Skoda Fabia R5 (Foto Stefano Romeo)

 

 

pubblicità

Rally il Ciocco: il CIR riparte nel segno di Peugeot e Andreucci

Paolo Andreucci conquista la vittoria nel Rally il Ciocco e Valli del Serchio, prima prova del CIR
Paolo Andreucci conquista la vittoria nel Rally il Ciocco e Valli del Serchio, prima prova del CIR

Le infide speciali del Rally il Ciocco e Valli del Serchio, una specie di Rally di Monte-Carlo alla toscana, tengono a battesimo il Campionato Italiano Rally 2018. E si riparte nel segno del binomio auto e pilota più titolati, Peugeot e Paolo Andreucci. Il lucchese conquista la vittoria nell’evento casalingo comandando le operazioni per la quasi totalità della corsa, tredici speciali sulle quindici in programma. L’unico a tentare di detronizzarlo è Andrea Nucita che porta all’esordio nella serie nazionale la Hyundai i20 R5. Il siciliano comanda le prime due speciali ma in seguito è costretto ad inseguire a causa di una foratura alla posteriore sinistra.

Il podio del Rally il Ciocco e Valli del Serchio
Il podio del Rally il Ciocco e Valli del Serchio

Dopo avere conseguito il miglior tempo sul secondo passaggio della storica PS “Massasassorosso”, il siciliano abbandona la compagnia dopo una cruenta toccata nell’undicesima speciale, il secondo passaggio di Tereglio: occupava il settimo posto provvisorio. Alle spalle di Andreucci intanto si mettono in mostra diversi equipaggi di alto livello. In particolare, Andrea Crugnola assume il ruolo del principale inseguitore del pluricampione lucchese e, spremendo a dovere la propria Ford Fiesta R5, sigla il miglior tempo in quattro speciali. Alla fine per lui e Danilo Fappani arriva un ottimo secondo posto che li pone quali pretendenti alla conquista del titolo 2018.

Ottimo secondo posto per Andrea Crugnola e Danilo Fappani con la Ford Fiesta R5
Ottimo secondo posto per Andrea Crugnola e Danilo Fappani con la Ford Fiesta R5

La concorrenza di Simone Campedelli e Tania Canton è pure molto agguerrita ma, complice una foratura, il romagnolo è costretto ad “accontentarsi” del gradino più basso del podio con la sua Ford Fiesta R5. Grande sorpresa per il quarto posto che va alla Ford Fiesta R5 del nipponico Katsuta Takamoto. L’asiatico, già prepotentemente messosi in mostra all’Arctic Rally e nel Rally di Svezia -in cui aveva sbancato la classifica di categoria WRC 2- dimostra una padronanza non comune del mezzo anche sui tortuosi asfalti di montagna sfiorando il podio assoluto.

Simone Campedelli e Tania Canton completano il podio del Rally il Ciocco e Valli del Serchio
Simone Campedelli e Tania Canton completano il podio del Rally il Ciocco e Valli del Serchio

Si può veramente dire che Tommi Makinen ha visto giusto nel prendere sotto la sua ala l’asiatico, assecondato dal finnico Marko Salminen. Una “strana coppia” che però potrebbe assurgere a livelli prestigiosi in futuro. Oltre ad Andreucci il pubblico lucchese festeggia anche per il quinto posto di Rudy Michelini e Michele Perna con la Skoda Fabia R5. Il toscano tiene alti i colori della Skoda dopo il ritiro di Umberto Scandola. Il veronese tocca nella piesse danneggiando una sospensione. Nonostante un tentativo di riparazione, Scandola si arrende dopo la settima speciale.

Settima piazza per la Ford Fiesta Evo II R5 di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia
Settima piazza per la Ford Fiesta Evo II R5 di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia

Oltre a Takamoto sale in cattedra anche un altro pilota giapponese, il “figlio d’arte” Hiroki Arai che al volante di un’ennesima Ford Fiesta R5, e con l’australiano Glenn McNeall sul sedile di destra, ottiene un buon sesto posto davanti alla Ford Fiesta Evo II R5 di Antonio Rusce e Sauro Farnocchia. Per il figlio di Toshihiro Arai, ex-ufficiale Subaru nel Mondiale Rally di fine millennio, una gara di altissimo spessore. In un’alternanza curiosa tra toscani e stranieri spicca poi l’ottava posizione di Luca Panzani e Francesco Pinelli su Fiesta R5.

Quinto posto di Rudy Michelini e Michele Perna con la Skoda Fabia R5
Quinto posto di Rudy Michelini e Michele Perna con la Skoda Fabia R5

Rispetto ai “navigati” Andreucci e Michelini, Panzani è una nuova scoperta e quindi con tutte le capacità per fare bene in futuro, complice anche l’esperienza accumulata nelle gare su terra. Riesce a battere un pilota abbastanza popolare in Italia, il russo con licenza lettone Nikolay Gryazin. Figlio del veterano del Mondiale Rally Stanislav, Gryazin è noto in Italia fin dai tempi della sua performance nella Coppa Clio su pista, culminata nel secondo posto alla Cento Miglia Endurance di Magione 2014 assieme allo sfortunato fratello Vasily. Il giovane russo, reduce da un’impegnativa stagione nel Campionato Europeo Rally, viene penalizzato da una foratura occorsa alla sua Skoda Fabia R5.

Vittoria in R3 di Ivan Ferrarotti con ala Renault Clio
Vittoria in R3 di Ivan Ferrarotti con ala Renault Clio

A chiudere la Top Ten sono Federico Santini e Gabriele Romei con la Skoda Fabia R5. Passando alle classifiche di classe, si segnala la vittoria in R3 di Ivan Ferrarotti, complice la divagazione fuori strada di Riccardo Canzian giunto secondo. Entrambi erano alla guida di Renault Clio. Damiano De Tommaso poi sbanca la R2 con la Peugeot 208 R2, mentre in RGT il ritiro di Andrea Modanesi, che stacca la ruota posteriore destra dell’Abarth 124 a poche speciali dalla fine, spiana la strada al successo al figlio d’arte Christopher Lucchesi anche lui su un’Abarth 124.

Christopher Lucchesi con l'Abarth 124 si aggiudica la RGT
Christopher Lucchesi con l’Abarth 124 si aggiudica la RGT

Nulla da fare per Rachele Somaschini che, messi da parte gli impegni in CIVM e nel Mini Challenge, scende in campo con una Mini Cooper S JCW. Per la lombarda e la navigatrice Alessandra Benedetti ritiro dopo quattro speciali per noie tecniche. Sono in quarantasette gli equipaggi a completare la corsa toscana disputata su tappa unica con l’eccezione della speciale inaugurale a Forte dei Marmi. A questi si aggiungono ventuno concorrenti della gara regionale, corsa su nove speciali e vinta da Andrea Carella su Peugeot 208 T16 R5.

Damiano De Tommaso vince la R2 con la Peugeot 208 R2
Damiano De Tommaso vince la R2 con la Peugeot 208 R2
pubblicità

Individual Races Attack lancia lo start delle auto da Magione

A Magione si apre anche la stagione del Campionato Italiano Bicilindriche (Foto Paolo Ambrosi)
A Magione si apre anche la stagione del Campionato Italiano Bicilindriche (Foto Paolo Ambrosi)

Quasi trenta vetture animano la prima gara stagionale dell’ Individual Races Attack, la “salita in pista” introdotta a partire dal 2013. Così l’Autodrono di Magione tiene a battesimo anche la stagione 2018 delle Auto dopo avere inaugurato la settimana scorsa quella delle Moto con gli Internazionali di Velocità. L’evento rappresenta un banco di prova ideale per le vetture Turismo e Sport in vista del CIVM e dei vari campionati su pista, ed il parco partenti vanta nomi di assoluto prestigio. A vincere è il sardo Giuseppe Vacca al volante di una Osella curata dalla Paco74. Il portacolori della scuderia MPM sconfigge in modo netto il vincitore della classe CN, l’eugubino Gianni Urbani come sempre al volante della Osella Pa21 sotto i colori Speed Motor.

 

Giuseppe Vacca (Foto Paolo Ambrosi)
Giuseppe Vacca (Foto Paolo Ambrosi)

Al terzo posto c’è il promettente Damiano Manni, grande protagonista di questa primissima parte di stagione. Manni conquista il podio assoluto e la vittoria in E2M dopo essersi già imposto la settimana passata nell’edizione inaugurale dello Slalom Città di Todi. Se in quell’occasione Manni aveva impiegato una Tatuus Formula Renault Monza, nell’ Individual Races Attack il promettente umbro fa “volare” una performante Mygale Formula 3 appartenuta alla Alan Racing. Quarta posizione e secondo posto tra le CN per il trentino Adolfo Bottura, sempre presente nelle gare a Magione data anche la sua militanza nella prima edizione del 318 Challenge. Questa volta il trentino impiega una potente Ligier JS 49/51, che poi porterà in gara anche nella Salita del Costo in programma la seconda domenica di Aprile.

Luca Rossetti (Foto Paolo Ambrosi)
Luca Rossetti (Foto Paolo Ambrosi)

Alle spalle del bolide curato da Fattorini giunge Luca Bazzucchi, tornato finalmente in possesso della Tatuus Formula Renault 2000 rinnovata dopo un incidente patito alcuni anni fa alla Svolte di Popoli. L’eugubino dimostra di avere recuperato la migliore simbiosi con il mezzo, nonostante alcuni problemi di carburazione. Sesto il giovanissimo orvietano Filippo Ferretti al volante della Radical SR4 messa a punto dalla famiglia Fattorini. Spicca poi la presenza di due sport curate dal team di Simone Faggioli. Mentre Alberto Dall’Oglio si classifica settimo con la Norma M20 FC dopo qualche problema in prova, il popolare “Ricky” Braconi non entra in classifica dopo problemi occorsi alla sua Osella Pa21 nella prima manche. Bella vittoria in Racing Start per Luca Rossetti con la fedele Mini Cooper S che spolvererà anche nella Super Cup 2018.

Damiano Manni (Foto Paolo Ambrosi)
Damiano Manni (Foto Paolo Ambrosi)

Tra le GT grande gara di Patrick Bellezza che vince con la Porsche Cayman davanti alla Porsche 997 di Massimo Regni. Trionfo in E1 per Mauro Palazzi con una splendida Peugeot 106 gialla. Non male poi l’esordio di Paolo Valeri con la BMW 318 Challenge appena allestita dalla Bruumb. Chiude tredicesimo dietro a Walter Lilli, sempre presente alle gare magionesi con la Renault New Clio Cup. Due le Citroen C1 in gara con la bella performance di Marco Berardi che è quattordicesimo assoluto con la C1 in specifica E1 1150. Non demerita nemmeno Marina Pasqualoni all’esordio sulla Citroen C1 in specifica Racing Start gestita dalla MPM e solitamente guidata da Enrico Pascucci. Questi impiega la Tatuus Formula Renault Monza usata a Todi da Manni e vince la E2M 1600.

Patrick Bellezza (Foto Paolo Ambrosi)
Patrick Bellezza (Foto Paolo Ambrosi)

Il comandante della Polizia Stradale di Orvieto Stefano Spagnoli trionfa in Racing Start 2000 con l’Alfa Romeo 155, mentre un testacoda in prima manche penalizza la gara di Roberto Balletti su Renault Clio Williams; per lui comunque vittoria in Racing Start 1800. Tra le Racing Start 1400 successo per Mirco Paletta sempre al volante della Peugeot 106 Rallye. Sconfitto Lorenzo Lupi all’esordio su identica vettura mentre non vengono classificati per noie tecniche né il folignate Alessio MassiniFabio Salvucci anche loro al volante di Peugeot 106. Fermo in prima manche anche l’esordiente Michele Piccini. In campo anche una vettura stradale, la potente Abarth 124 cremisi di Vladimiro Francesco Bubba. Per lui un buon quindicesimo posto assoluto su ventuno vetture classificate.

Adolfo Bottura (Foto Paolo Ambrosi)
Adolfo Bottura (Foto Paolo Ambrosi)

Tra i ritirati spicca il promettente Daniele Filippetti subito fermato da un guasto meccanico alla Citroen Saxo Vts RS Plus. Fuori gioco anche per il viterbese Alessandro Caprioli fermato da problemi alla carrozzeria della propria Gloria B5 Evo in seconda manche. Il kartista Sauro Rossi viene penalizzato da noie al cambio della Osella Pa21 che lo costringono a tornare anzitempo ai box in prima manche. Disputa poi la seconda manche dopo che i meccanici riescono a sistemare il prototipo, complice il dilatarsi dei tempi dovuto alla rimozione della gialla Lola Dome E2M del livornese Franco Perini bloccata da un guasto meccanico sul Lungo Rettifilo, ma ogni velleità di classifica è compromessa. A Magione si apre anche la stagione del Campionato Italiano Bicilindriche con la doppietta di Pasquale Pastore su Fiat 500.

Mauro Palazzi (Foto Paolo Ambrosi)
Mauro Palazzi (Foto Paolo Ambrosi)

Il suo principale avversario è il siciliano Andrea Currenti anche lui su Fiat 500. Nella prima manche Currenti mantiene la leadership fino a poche curve dalla conclusione, poi Pastore lo attacca dopo la curva Papa e va a vincere. A completare il podio è Vincenzo Zupo su Fiat 500. Il partenopeo, esponente di una “famiglia da corsa” con ottime credenziali anche tra le Autostoriche, batte la Fiat 126 del laziale Alessandro Raguzzi e le Fiat 500 di Michele De Filippis ed Emanuele Fredali. Costoro non si schierano al via della seconda manche lasciando la prima fila deserta. Questo facilita il compito di Pastore e Currenti che risalgono subito in vetta al gruppo. Un problema ad una ruota però estromette Currenti dopo appena un giro lasciando via libera a Pastore. Dalle retrovie risale deciso Pasquale Coppola che sul finale scavalca Zupo e chiude secondo assoluto.

Mirco Paletta (Foto Paolo Ambrosi)
Mirco Paletta (Foto Paolo Ambrosi)

Tre le Bicilindriche in specifica Storica, tutte Fiat 500. In prima manche vittoria per Sebastiano Mascolo su Francesco Liberato e Mario Caravello. Nella seconda ripresa Mascolo viene rallentato da noie meccaniche e Liberato vince davanti a Caravello. Molto apprezzata dal pubblico la Fiat 500 in specifica 650 in look militare del pugliese Domenico Lacirignola, purtroppo costretto quasi subito al ritiro nella seconda manche per noie meccaniche. Ora per Magione quasi un mese di pausa. Si riprenderà l’ultima domenica di Aprile con le Bicilindriche e le prime gare stagionali di BMW 318 Racing Series, Trofeo Italia Storico ed il grande ritorno dopo alcuni anni di inattività delle Alfa Romeo 33 e Fiat Barchetta riunite in un unico Trofeo. A queste gare si aggiungerà una manifestazione del Ferrari Club Italia.

pubblicità

Rally del Messico, tra gli errori è Fiesta per Ogier

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia (Ford Fiesta Wrc)
Sebastien Ogier e Julien Ingrassia (Ford Fiesta Wrc)

Il mezzo passo falso patito al Rally di Svezia ha spinto Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la loro Ford Fiesta Wrc ufficiale a passare al contrattacco già nel Rally del Messico, terza gara del WRC. Il francese vince la gara e con il successo torna in vetta alla classifica del Campionato Mondiale Rally 2018, sia pur con soli quattro punti di vantaggio su Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul. L’equipaggio ufficiale Hyundai con la i20 Coupe Wrc non ripete l’exploit conseguito in Svezia e chiude soltanto sesto, alle spalle di un grande Sebastien Loeb.

Sebastien Loeb (Citroen C3 Wrc)
Sebastien Loeb (Citroen C3 Wrc)

Tornato al volante di una Citroen, il pluricampione alsaziano riesce ad occupare anche la vetta della corsa nelle fasi centrali di gara, ma una foratura sulla quattordicesima speciale lo fa scendere fuori dalla zona podio, al quinto posto poi mantenuto fino alla conclusione. La Citroen si morde le dita anche per l’errore che nell’ultima giornata di gara estromette Kris Meeke e Paul Nagle dalla lotta per la vittoria. Buon per l’inglese che la compagnia della spinta gli consenta di ripartire e conservare un amarognolo terzo posto.

Dani Sordo (Hyundai i20 Coupe Wrc)
Dani Sordo (Hyundai i20 Coupe Wrc)

Così Dani Sordo, al ritorno con la Hyundai i20 Coupé Wrc dopo l’uscita patita al Rally di Monte-Carlo, porta a casa un bel secondo posto sia pure ad oltre un minuto di ritardo dall’ottimo Ogier. In aiuto dello spagnolo e di Andreas Mikkelsen, quarto con la terza i20 Coupe Wrc ed in piena bagarre per la vittoria del titolo, anche la grande sfortuna che bersaglia la squadra Toyota ed i restanti piloti della squadra Ford. Per quanto riguarda la casa giapponese, si registrano la rottura dell’alternatore di Ott Tanak nella seconda giornata di gara e l’uscita di strada di Esapekka Lappi, finito su un fianco sulla settima speciale.

Kris Meeke (Citroen C3 Wrc)
Kris Meeke (Citroen C3 Wrc)

Questi inconvenienti relegano Lappi all’undicesimo posto finale e Tanak al quattordicesimo. Deludente, se così la vogliamo definire in senso buono, anche la gara di Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila che terminano soltanto ottavi dietro alla Skoda Fabia R5 di Pontus Tidemand, autore di tempi da brivido sugli sterrati del Messico e vincitori in WRC 2. Se le tre vetture Toyota riescono per lo meno a vedere tutte il traguardo, altrettanto non si può dire per Elfyn Evans e Daniel Barritt.

Pontus Tidemand (Skoda Fabia R5)
Pontus Tidemand (Skoda Fabia R5)

Un incidente nella quarta piesse lascia conseguenze fisiche a Barritt e dopo altre due speciali gli inglesi sono costretti a fermarsi. Niente punti poi per Teemu Suninen e Mikko Markkula a loro volta reduci da un incidente nelle prime fasi di gara e relegati al dodicesimo posto finale, alle spalle di Lappi e davanti ad una “vecchia” conoscenza dei rally nostrani. Si tratta del boliviano Marquito Bulacia Wilkinson che con Fernando Mussano sul sedile di destra porta la propria Ford Fiesta R5 in fondo, dimostrando che la scorsa stagione passata a gareggiare in Italia nella serie Terra è stata molto produttiva.

Jari-Matti Latvala (Toyota Yaris Wrc)
Jari-Matti Latvala (Toyota Yaris Wrc)

A completare il podio del WRC 2 dietro l’ottimo Tidemand ci sono Gus Greensmith, nono assoluto con la Ford Fiesta R5, ed il cileno Pedro Heller che su identica vettura completa la Top Ten assoluta. In un rally massacrante e da sempre caratterizzato da penuria di iscritti, sono in ventuno a “tagliare il traguardo” con la maggioranza dei ritiri causato da guasti meccanici. Nessun italiano al via, una conferma in piccolo delle difficoltà in cui si dibatte il movimento rallistico nazionale.

pubblicità

Rally di Svezia: Neuville OK Ogier KO

Il podio del Rally di Svezia con in bella evidenza la Hyundai i20 Coupe Wrc di Thierry Neuville
Il podio del Rally di Svezia con in bella evidenza la Hyundai i20 Coupe Wrc di Thierry Neuville

Con il primo acuto sulle nevi del Rally di Svezia, Thierry Neuville si candida quale il principale avversario di Sebastien Ogier nella corsa al titolo Mondiale Rally 2018. Il belga spezza così la lunga scia sfortunata che l’ha perseguitato nelle scorse stagioni ed anche nel Rally di Montecarlo corso poche settimane fa e sugli insidiosi tracciati svedesi conquista la prima vittoria stagionale. Perfetta la sintonia con il coequipier Nicolas Gilsoul e la Hyundai i20 Coupe Wrc. Con questa vittoria il belga passa in testa alla classifica provvisoria di campionato. Per contrasto tutto storto a Sebastien Ogier e Julien Ingrassia con la Ford Fiesta Wrc. Il francese non riesce mai ad emergere sulla neve scandinava e sul finire della gara subisce anche una penalità di oltre quattro minuti per essere arrivato in ritardo all’ultimo controllo orario.

Meritatissima piazza d'onore per Craig Breen con la Citroen C3 Wrc
Meritatissima piazza d’onore per Craig Breen con la Citroen C3 Wrc

Il pluricampione francese termina così solamente all’undicesimo posto ed ora nella graduatoria di campionato lamenta undici punti di ritardo su Neuville. Già dal Rally del Messico non saranno più ammessi errori per il francese. Al secondo posto spicca la Citroen C3 Wrc che torna ai piani alti, non però con il pilota di punta Kris Meeke bensì con l’irlandese Craig Breen che sembra tornato in buona forma dopo la sfortuna iniziata nello scorso Rally d’Australia. Breen e Martin Scott conquistano un argento che può contare molto in ottica campionato. Terzo posto per Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger che completano il successo della Hyundai con la i20 Coupe Wrc. Per il norvegese una gara di vertice con un ritardo di poco più di mezzo minuto nei confronti di Neuville. Per il quarto posto è bagarre fino al traguardo con Esapekka Lappi e Janne Ferm grandi protagonisti con la Toyota Yaris Wrc.

Termina ai piedi del podio Esapekka Lappi protagonista con la Toyota Yaris Wrc
Termina ai piedi del podio Esapekka Lappi protagonista con la Toyota Yaris Wrc

Grazie all’ultimo tempo sulla Powet Stage di Torsby, Lappi scavalca in extremis la Hyundai i20 Coupe Wrc di Hayden Paddon. Il neozelandese comunque porta punti preziosi alla casa coreana nel quadro del Campionato Costruttori. Sesto posto per Mads Ostberg e Torstein Eriksen. Il nuovo binomio compie una gara decorosa e porta in alto la Citroen C3 Wrc ufficiale loro affidata. Non riesce più a trovare il ritmo migliore invece Jari-Matti Latvala con la Toyota Yaris Wrc. Il finnico -sempre con Miikka Anttila sul sedile di destra della Toyota Yaris Wrc- termina solamente settimo, davanti alla prima delle Ford Fiesta Wrc di Teemu Suninen e Mikko Markkula. Nono posto per Ott Tanak e Martin Jarveoja, protagonisti anche di una collisione con Kris Meeke nelle fasi centrali di gara. La Toyota resta bloccata nella neve e perde minuti preziosi per ripartire giocandosi ogni chance di un piazzamento di alto livello.

Dobbiamo scendere all'ottava posizione per trovare la prima Ford Fiesta Wrc di Teemu Suninen e Mikko Markkula
Dobbiamo scendere all’ottava posizione per trovare la prima Ford Fiesta Wrc di Teemu Suninen e Mikko Markkula

Kris Meeke riesce a continuare ma la sua gara sarà irta di difficoltà ed alla fine l’inglese si ritirerà dopo l’ultima speciale. La top ten viene completata dalla Ford Fiesta Wrc di Elfyn Evans e Daniel Barritt. Alle spalle di un Ogier sfortunatissimo chiude, in dodicesima piazza assoluta, il vincitore della WRC 2, il giapponese Katsuta Takamoto con la Ford Fiesta R5. Una sorpresa a metà: infatti il nipponico si è messo in mostra dopo una serie di stagioni in Scandinavia, e già nello scorso Arctic Rally di fine gennaio aveva offerto una prestazione eccellente. Per Tommi Makinen, che lo schiera nel suo team ed ha affinato le sue capacità di guida, decisamente una grande soddisfazione. Sconfitto lo squadrone ufficiale Skoda con la Fabia R5 di Pontus Tidemand ed Ole Kristian Veiby che completano il podio di categoria: per Veiby andatura evidentemente condizionata dall’uscita di strada patita a Montecarlo.

Pontus Tidemand  con la  Skoda Fabia R5  deve accontentarsi del secondo posto nella WRC2
Pontus Tidemand con la Skoda Fabia R5 deve accontentarsi del secondo posto nella WRC2

Al quinto posto della WRC 2 una vecchia conoscenza del mondo dei rally: si tratta di Janne Tuohino, antico prodotto della fucina di Kikki Kivimaki e campione finlandese nel 2001, tornato in campo dopo una lunghissima assenza. Per Janne e Reeta Hamalainen un buon sedicesimo posto assoluto. Esordio stagionale per i concorrenti del Junior Wrc, tutti su Ford Fiesta R2T. Il successo arride a Denis Radstrom e Johan Johansson ai danni di Emil Bergkvist che si affida ad un navigatore di qualità quale Ola Floene. Sfortuna per gli italiani con Enrico Oldrati fuori dopo sole quattro speciali e Luca Bottarelli e Manuel Fenoli ottavi di categoria. Va detto che tutti i nostri portacolori sono finiti oltre la trentesima posizione. Il migliore è Luca Hoelbling trentaquattresimo con la Skoda Fabia R5. Per il veronese e Mauro Grassi una bella prova in attesa di tornare in campo tra due settimane al Rally Valtiberina Città di Arezzo.

Luca Hoelbling e Mauro Grassi trentaquattresimi con la Skoda Fabia R5.
Luca Hoelbling e Mauro Grassi trentaquattresimi con la Skoda Fabia R5.

Alle spalle di Luca termina Tamara Molinaro con Martijn Wydaeghe alle note della Ford Fiesta R5. La lombarda raccoglie esperienza sul nuovo bolide dopo una dura stagione 2017 con la Opel nel Campionato Europeo. Umberto Scandola e Andrea Gaspari terminano quarantanovesimi con la Skoda Fabia R5 dopo vari problemi tecnici ed anche una penalità di due minuti e cinquanta. Senza grosse pretese la gara di Gianluca Linari e Nicola Arena, da molti anni presenti nel WRC e cinquantaduesimi con la Ford Fiesta R5. Chiude purtroppo la classifica al cinquantottesimo posto la Mitsubishi Lancer Evo IX di Giacomo Frisiero e Giovanni Agnese in notevole difficoltà e pure penalizzata di venti secondi. Il prossimo appuntamento del WRC sarà sugli ostici sterrati messicani. Per Ogier è già prova d’appello, Neuville non potrà quindi cullarsi sugli allori

pubblicità

Rally Monte-Carlo, Ford Fiesta WRC per la cinquina di Ogier

Sebastien Ogier per la quinta volta vittorioso al Rally Monte-Carlo (Foto Stefano Romeo)
Sebastien Ogier per la quinta volta vittorioso al Rally Monte-Carlo (Foto Stefano Romeo)

Il WRC –Campionato Mondiale Rally– riparte dopo appena due mesi di sosta e ricomincia nel segno del suo campione in carica, Sebastien Ogier vittorioso al Rally Monte-Carlo. Con il fedelissimo Julien Ingrassia sul sedile di destra della sua Ford Fiesta Wrc, il transalpino ottiene così la quinta vittoria consecutiva nella tradizionale corsa che si disputa sulle strade attorno al Principato. Una vittoria non priva di brividi per Ogier: per esempio nella settima prova speciale resta vittima di un’uscita di strada che solo la fortuna fa culminare in un banale infossamento costato una manciata di minuti.

Ott Tanak con la Toyota Yaris Wrc chiude secondo con quasi un minuto di ritardo su Ogier (Foto Stefano Romeo)
Ott Tanak con la Toyota Yaris Wrc chiude secondo con quasi un minuto di ritardo su Ogier (Foto Stefano Romeo)

Anche per i suoi avversari la trasferta d’oltralpe si rivela irta di difficoltà. In particolare per la squadra Hyundai con Andreas Mikkelsen che già sulla quarta prova speciale viene fermato dall’alternatore e precipita in classifica per poi terminare tredicesimo assoluto. Per Thierry Neuville i guai cominciano fin sulla prima prova speciale con un’uscita sul Verglas; nella terza prova arriva anche una foratura a retrocedere ulteriormente il belga che arrotonda con un testacoda sulla undicesima speciale. Dopo una sequenza di guai come questa, il quinto posto non è assolutamente da buttare.

Appena ai piedi del podio chiude la Citroen C3 Wrc di Kris Meeke e Paul Nagle (Foto Stefano Romeo)
Appena ai piedi del podio chiude la Citroen C3 Wrc di Kris Meeke e Paul Nagle (Foto Stefano Romeo)

Dani Sordo è poi costretto al ritiro per un’uscita di strada a due passi da un albero completando il weekend sfortunato delle i20 Coupé Wrc. Non solo: si ferma con la ruota posteriore sinistra aperta anche la i20 R5 ufficiale del francese Stephane Sarrazin, noto anche per una comparsata in Formula Uno con la Minardi sul finire degli anni novanta. Molto meglio, al confronto, il fine settimana della Toyota con le Yaris Wrc a completare il podio.

Quinto posto di tutto rispetto per uno sfortunato Thierry Neuville con la Hyundai i20 Wrc (Foto Stefano Romeo)
Quinto posto di tutto rispetto per uno sfortunato Thierry Neuville con la Hyundai i20 Wrc (Foto Stefano Romeo)

Il nuovo acquisto della casa giapponese Ott Tanak con il fedele Martin Jarveoja chiude secondo sia pure con quasi un minuto di ritardo su Ogier, mentre Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila vanno ad occupare il terzo gradino del podio. Poteva uscire anche il quarto posto ma nella Power Stage conclusiva Esapekka Lappi incappa in un errore e termina con un tempo molto alto chiudendo settimo davanti alla Ford Fiesta Wrc di Bryan Bouffier e Xavier Panseri. Dell’errore di Lappi beneficiano tre equipaggi, in particolare la Citroen C3 Wrc di Kris Meeke e Paul Nagle che termina quarta, ancorché staccatissima dalla zona podio.

Chiude la top ten come vincitore della WRC 2, il ceco Jan Kopecky con Pavel Dresler e la Skoda Fabia R5 (Foto Stefano Romeo)
Chiude la top ten come vincitore della WRC 2, il ceco Jan Kopecky con Pavel Dresler e la Skoda Fabia R5 (Foto Stefano Romeo)

Alle spalle di Neuville c’è Elfyn Evans con la Ford Fiesta Wrc. Considerato dagli inglesi il potenziale erede dei rimpianti Colin McRae e Richard Burns, anche alla luce della vittoria nello scorso Wales Rally, Evans manca in extremis il sorpasso ai danni di Neuville. La Citroen non raccoglie granché con la ormai ex-grande promessa Craig Breen, che con Martin Scott al sedile di destra della C3 Wrc raccoglie solo il nono posto lamentando tanti problemi sul gelo delle speciali di montagna. Forse l’irlandese risente ancora a livello psicologico dell’uscita patita al Rally di Australia dello scorso novembre.

Eddie Sciessere con la Citroen DS3 R5 è il primo della pattuglia tricolore (Foto Stefano Romeo)
Eddie Sciessere con la Citroen DS3 R5 è il primo della pattuglia tricolore (Foto Stefano Romeo)

A completare la top ten è il vincitore della WRC 2, il ceco Jan Kopecky con Pavel Dresler a leggere le note. Naturalmente la vettura di Kopecky è la vincente Skoda Fabia R5, stessa vettura di Kalle Rovanpera che chiude immediatamente alle sue spalle nelle classifiche assoluta e WRC 2. Per il giovanissimo finnico, figlio d’arte, debutto non privo di difficoltà sulle speciali dove si era spesso esaltato suo padre. Anche il brivido di una pericolosa derapata a due passi da un palo della luce nelle fasi centrali, fortunatamente risoltosi a lieto fine.

Sfortuna per Andrea Nucita che con l’Abarth 124 Rally è costretto al ritiro dopo un ottimo avvio (Foto Stefano Romeo)
Sfortuna per Andrea Nucita che con l’Abarth 124 Rally è costretto al ritiro dopo un ottimo avvio (Foto Stefano Romeo)

Per il giovane Kalle, messosi in luce nello scorso Campionato Italiano Rally, un buon debutto nella rincorsa al titolo di categoria. Spicca poi l’ottimo piazzamento di Eddie Sciessere con la Citroen DS3 R5, quarto di gruppo dietro Olivier Burri e quattordicesimo assoluto dietro Mikkelsen. Forse l’Italia ha trovato un valido contendente al titolo WRC 2 dopo l’exploit di pochi anni fa di Simone Tempestini che però, come tutti sanno, corre con licenza rumena. L’Italia brilla anche con Manuel Villa e Daniele Michi, sedicesimi assoluti con una Ford Fiesta RS Wrc.

Manuel Villa e Daniele Michi sono sedicesimi assoluti con una Ford Fiesta RS Wrc (Foto Stefano Romeo)
Manuel Villa e Daniele Michi sono sedicesimi assoluti con una Ford Fiesta RS Wrc (Foto Stefano Romeo)

Per loro davvero una grande gara così come per Andrea Nucita che con l’Abarth 124 Rally riesce addirittura a conseguire il quarto tempo nella difficilissima nona prova speciale di Agnières en Dévoluy – Corps. Purtroppo un problema elettrico sulla seconda ripetizione di questa speciale finisce per eliminare dai giochi l’ottimo siciliano, reduce da una stagione di alti e bassi nel Campionato Italiano. Con l’Abarth però Nucita ha tirato fuori gli artigli e questo 2019 potrebbe rivelarsi ricco di soddisfazioni.

Nella WRC 3 in evidenza il nostro Enrico Brazzoli che vince con la Peugeot 208 R2B
Nella WRC 3 in evidenza il nostro Enrico Brazzoli che vince con la Peugeot 208 R2B (Foto Stefano Romeo)

Ferma per noie al turbo anche l’Abarth 124 del francese Nicolas Ciamin lasciando la RGT Cup, che disputerà cinque gare tra Mondiale, Europeo -con il Rally di Roma Capitale- ed il Rallye du Valais. Nella WRC 3 in evidenza il nostro Enrico Brazzoli che vince con la Peugeot 208 R2B. Per Brazzoli anche il ventesimo posto assoluto. Sempre su Peugeot 208 R2B Carlo Covi e Carlo Campesan terminano quarantatreesimi dopo una serie di problemi tecnici, chiude purtroppo la classifica con un quarantasettesimo posto assoluto Andrea Coti Zelati affiancato da Giovanni Barbaro con la Citroen DS3 R3T Max.

Con la Peugeot 208 R2B Carlo Covi e Carlo Campesan terminano quarantatreesimi (Foto Stefano Romeo)
Con la Peugeot 208 R2B Carlo Covi e Carlo Campesan terminano quarantatreesimi (Foto Stefano Romeo)

Un problema meccanico nelle prime battute di gara lo fa precipitare in classifica e poi Coti Zelati, nonostante una guida egregia, non riesce più a recuperare. La Citroen C2 R2 Max di Jonathan e Roland Villy, giunta penultima, precede l’italiano di dieci minuti. Archiviata l’edizione del rally più amato del mondo, i team si preparano per il Rally di Svezia tra poche settimane. Sulla neve delle foreste scandinave si ripartirà con una certezza: Ogier rimane ancora l’uomo da battere.

La mente torna al glorioso passato nei rally quando si vede transitare la Subaru Impreza WRX Sti nella veste di apripista (Foto Stefano Romeo)
La mente torna al glorioso passato nei rally quando si vede transitare la Subaru Impreza WRX Sti nella veste di apripista (Foto Stefano Romeo)
pubblicità

100 Miglia, a Magione sorprende Montruccoli

Antonio Montruccoli -in arte “Togo”- con la Porsche 997 GT3 Cup della Bellspeed si aggiudica la 100 Miglia di Magione (Foto Paolo Ambrosi)
Antonio Montruccoli -in arte “Togo”- con la Porsche 997 GT3 Cup della Bellspeed si aggiudica la 100 Miglia di Magione (Foto Paolo Ambrosi)

Rush finale della stagione a Magione con la 100 Miglia, corsa endurance in calendario dal lontano 2003 e la BMW 318 Racing Series. L’Autodromo dell’Umbria sforna tre eventi in altrettanti weekend consecutivi e, dopo che la scorsa settimana si sono svolti l’Individual Races Attack vinto da Michele Camarlinghi su Osella FA 30 e la seconda doppia gara della Winter Super Cup dominata dalla Cadillac CTS-V di Roberto Del Castello, questo weekend vanno in scena la finale del nuovo campionato monomarca BMW e la 100 Miglia, corsa di durata in calendario dal lontano 2003. Grande attesa, in questa gara Endurance, per le Ferrari 458 schierate dalla AF Corse che punta a bissare il successo alla Sei Ore di Roma. La pole position va però alla Porsche 911 GT3 Cup di Enrico Fulgenzi e Gianfranco Bronzini. La corsa viene influenzata poi dalle condizioni meteo, particolarmente mutevoli. Si parte con pista umida dopo le piogge notturne, il fondo va asciugandosi ed in queste condizioni passa a sorpresa in testa l’occasionale protagonista del Campionato Italiano Gran Turismo Antonio Montruccoli -in arte “Togo”- con la Porsche 997 GT3 Cup della Bellspeed. Poi si aprono le cateratte del cielo, costringendo diversi piloti ad anticipare la sosta ai box per cambiare le coperture. Per diversi giri va sorprendentemente in testa la Seat Leon Cup Racer del romagnolo Alessandro Revello, già reduce dal “malloppo” di gare Endurance a Vallelunga in coppia con Filippo Vita. Sulla distanza riemerge poi la Porsche di Fulgenzi e Bronzini che scavalca Revello prima di fermarsi ai box per la sosta obbligatoria. Terminati tutti i pit-stop è Montruccoli a riconquistare il comando con Bronzini alle sue spalle, quest’ultimo però incappa in un testacoda alla Vecchi Box e si insabbia, costringendo anche all’intervento della Safety Car per consentire ai commissari di rimettere in gara senza rischi la sua Porsche. Per l’equipaggio della EF Academy è la fine dei sogni di gloria. Alla ripartenza è lotta tra le Ferrari 458 di Gabriele Marotta e Roberto Ragazzi che entrano anche in collisione alla Vecchi Box, entrambe le vetture proseguono senza riportare danni degni di nota. Gabriele Marotta ha quindi lo spunto migliore e distanzia la vettura del polivalente Ragazzi, affiancato da un buon Silvio Galante.

La Ferrari di Roberto Ragazzi e Silvio Galante, terza classificata alla 100 Miglia di Magione (Foto Paolo Ambrosi)
La Ferrari di Roberto Ragazzi e Silvio Galante, terza classificata alla 100 Miglia di Magione (Foto Paolo Ambrosi)

Va tutto storto alla Ferrari di punta della AF Corse, un bolide proveniente direttamente dalle gare IMSA con al volante gli statunitensi Peter e Simon Mann. Il continuo mutare delle condizioni meteo manda in crisi la loro strategia di gara e li fa finire fuori dal podio, addirittura con un giro di distacco. Sul finire della corsa Marotta, complice il miglioramento delle condizioni della pista, spinge notevolmente sull’acceleratore e si riporta alle spalle di Montruccoli, che però va a vincere con un margine di vantaggio di appena nove decimi. La Bellspeed conquista una vittoria di prestigio dopo una stagione ad alto livello in Super Cup e nel Trofeo Abarth, lo squadrone AF manca per una inezia la “doppietta” 6 Ore di Roma-100 Miglia di Magione riuscita nel 2014. Marotta in particolare bissa il secondo posto di tre anni fa, mentre per Ragazzi e Galante arriva un buon podio dopo qualche problema in qualifica. Alle spalle dei Mann chiude la Porsche degli sfortunatissimi Bronzini e Fulgenzi, mentre sesta posizione per un grande Alessandro Revello. Settima posizione per la Renault New Clio che la Rambo Motorsport schiera per Gianluca Giacomini e Marco Marotta, mentre Omar Fiorucci con la Seat Leon Cup Racer rilevata dalla Otto Motorsport è ottavo. Per l’eugubino anche una digressione ad alta velocità alla Vecchi Box poco dopo metà gara, costato alla fine solo una manciata di secondi. Tre le Fiat Abarth 695 in gara tutte schierate dalla Bellspeed. Con la vettura di Giovanni Gaetani “Gioga” quasi subito costretta a rientrare in parco chiuso per problemi tecnici dopo un calvario di soste ai box, la spunta “Fisherman” Fiamingo precedendo di oltre un giro Bonifacio Gaetani “Boga”. I due riescono anche ad occupare brevemente la terza e quarta posizione provvisoria a metà gara, ritardando la loro sosta ai box. La Bellspeed schiera poi anche una bella Porsche Cayman nera per Pierpaolo Pietrini e Renato Benusiglio. I due milanesi portano brillantemente all’arrivo la vettura reduce da una intensa stagione in Super Cup con Patrick Bellezza, figlio del preparatore Fausto. Completa la classifica la Citroen C2 VTS pilotata da “Aramis” e Dario Pennica. Nonostante l’evidente gap di potenza tra la vettura francese ed il resto del gruppo, l’ex-protagonista del CITE ed il giornalista siciliano non si scoraggiano e portano sotto la bandiera a scacchi la vettura ex-EnRo sia pure con nove giri di ritardo da Montruccoli.

Riccardo Urbani si aggiudica la Divisione A della BMW 318 Racing Series (Foto Paolo Ambrosi)
Riccardo Urbani si aggiudica la Divisione A della BMW 318 Racing Series (Foto Paolo Ambrosi)

Per quanto riguarda il BMW 318 Racing Series, le prime gare della mattinata si disputano in condizioni di pista molto bagnata. La prima frazione della Divisione A vede Angelo Rogari portare subito al successo la debuttante vettura curata dalla Scuderia Città i Gubbio. Riccardo Urbani, che scattava dalla pole, perde posizioni venendo passato da Sauro Cozzari, suo rivale in classifica. In seguito il narnese Leonardo Francioli si porta alle spalle dell’eugubino che alla Vecchi Box si gira e retrocede quarto, davanti al “deus ex machina” della Super Cup Giordano Giovannini in gara sulla vettura divisa con il ternano Marcello Gunnella. Sfortuna anche per Emidio Luzi, il giovanissimo protagonista della Super Cup resta vittima di una digressione alla Merzario a metà gara e termina ottavo alle spalle di Michele Sabia e Francesco Brugnoni. La prima gara della Divisione B viene neutralizzata per un lungo alla Merzario di Silvia Simoni, poi si registra la grande progressione del bolognese Filippo Bencivenni che batte Brugnoni. Walter Lilli completa con merito il podio davanti a Marcello Gunnella e Paolo Pieri. Chiude la classifica il livornese Saverio Crea dopo una serie di testacoda alla Vecchi Box. La seconda gara della Divisione B vede molti piloti affrontarsi all’arma bianca con Sabia in testacoda a seguito di una collisione con Francioli. L’esordio di Filippo Bencivenni nella classe “Senior” con la 318 azzurro pallido della Speed Motor di Tiziano Brunetti è subito positivo, dato il secondo posto alle spalle di Riccardo Urbani. Il figlio d’arte eugubino conquista con questa vittoria anche il titolo della Divisione A. Completa il podio Riccardo Rogari davanti a Cozzari, Francioli e Sabia.

Sauro Cozzari (75) e Leonardo Francioli in lotta nella BMW 318 Racing Series (Foto Paolo Ambrosi)
Sauro Cozzari (75) e Leonardo Francioli in lotta nella BMW 318 Racing Series (Foto Paolo Ambrosi)

L’ultima gara della giornata -con pista ormai asciugata dal forte vento- è riservata alla Divisione B e vede Giordano Giovannini protagonista assoluto. Si porta alle spalle del forte ternano Lorenzo Luciani e nelle fasi centrali di gara riesce a scavalcarlo. Bencivenni intanto rimonta e, scavalcato il fiorentino Gianni Bellandi poi costretto ad una lunga sosta per problemi alla centralina, si porta alle spalle di Giovannini e Luciani. Il pilota di Sacrofano retrocede poi terzo per un errore alla Curva Papa a due giri dalla fine. La reazione di Giovannini è fulminea, con un bellissimo attacco alla Curva Marco Papa mette di nuovo alle sue spalle Bencivenni e rimane dietro a Luciani fino alla bandiera a scacchi. Per la Scuderia Città di Gubbio di Pierluigi Calzuola, all’esordio assoluto nel Trofeo 318, weekend davvero trionfale con due vittorie ed un terzo posto. Ai piedi del podio chiude Walter Lilli davanti a Silvia Simoni che contiene magistralmente Paolo Pieri. Sul finire della gara riparte anche Bellandi, ma la distanza coperta non gli è sufficiente per classificarsi. Titolo di Divisione B a Filippo Bencivenni, la Speed Motor fa quindi bottino pieno nella prima edizione del nuovo campionato. La stagione 2017 all’Autodromo dell’Umbria non è ancora finita, nel prossimo weekend sarà il turno della 2 Ore Autostoriche affiancata da una gara dell’Historic Challenge 700 ed una riservata alle Biposto Corsa. Epilogo ufficiale poi l’ 8 Dicembre con il Trofeo di Natale, evento motociclistico offroad organizzato dal Moto Club Spoleto.

pubblicità