Nico Patrizi

Nico Patrizi
119 Articoli 0 Commenti

Rally d’Australia, trionfa Neuville ed è secondo

Vittoria al Rally d'Australia e piazza d'onore nel Campionato WRC, è questo il bottino di Onore che è andato a Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupe Wrc
Vittoria al Rally d'Australia e piazza d'onore nel Campionato WRC, è questo il bottino di Onore che è andato a Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupe Wrc

Con Sebastien Ogier già campione al Rally del Galles, nel Rally d’Australia del WRC doveva solo assegnare il titolo di vicecampione. Onore che è andato a Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul vincenti con la Hyundai i20 Coupe Wrc in una giornata molto favorevole alla casa coreana visto il terzo posto conquistato dal neozelandese Hayden Paddon che, con l’inglese Sebastian Marshall alle note, sembra avere trovato una certa continuità di risultati. Malgrado questo, Paddon nel 2018 non disputerà il Mondiale Rally a tempo pieno pur restando fedele alla Hyundai.

Seconda piazza per una gara tutta d'attacco per la Ford Fiesta Wrc di Ott Tanak e Martin Jarveoja
Seconda piazza per una gara tutta d’attacco per la Ford Fiesta Wrc di Ott Tanak e Martin Jarveoja

Tornando a Neuville, il belga capitalizza anche l’errore di Jari-Matti Latvala nella prova speciale conclusiva, il secondo passaggio di Wedding Bells valido anche come Power Stage. Il finlandese va largo con la Toyota Yaris Wrc impattando in una cunetta e danneggiando l’anteriore della vettura giapponese. Così Neuville ha la certezza del secondo posto finale in campionato. Per Ogier una passerella senza molti stimoli conclusa con il quarto posto assoluto finale ed anche con qualche brivido nelle fasi centrali di gara. Stavolta a portare sul podio la Ford Fiesta Wrc ci pensano Ott Tanak e Martin Jarveoja che conquistano la seconda posizione dopo una corsa tutta d’attacco.

Sesto posto per l’unica Yaris Wrc al traguardo con Esapekka Lappi e Janne Ferm
Sesto posto per l’unica Yaris Wrc al traguardo con Esapekka Lappi e Janne Ferm

Positiva anche la gara di Elfyn Evans e Daniel Barritt. Dopo il successo sugli sterrati casalinghi Evans junior dimostra un buon adattamento anche alla terra di Coffs Harbour, pur pagando qualcosa nelle prime speciali della terza giornata corse sotto una pioggia battente. Questo particolare costringe gli organizzatori ad annullare il secondo passaggio di Pilbara Reverse per motivi di sicurezza. Poca gloria per Toyota e Citroen. Con Latvala fuori all’ultimo assalto l’unica Yaris Wrc al traguardo è quella di Esapekka Lappi e Janne Ferm che termina sesta. Quanto alla Citroen, subisce due ritiri nella giornata conclusiva.

Con il titolo già in tasca, Sebastien Ogier si accontenta del quarto posto
Con il titolo già in tasca, Sebastien Ogier si accontenta del quarto posto

Stephane Lefebvre danneggia la ruota posteriore sinistra nella diciassettesima speciale, la completa ma è costretto ad arrendersi. La speciale seguente c’è il rovinoso fuoristrada di Craig Breen. La sola Citroen al traguardo è quindi quella di Kris Meeke e Paul Nagle che termina al settimo posto, davanti alla Skoda Fabia R5 del forte irlandese Richie Dalton. Anche Andreas Mikkelsen viene bersagliato dalla sfortuna nella trasferta “Down Under” e con la Hyundai i20 Coupe Wrc è costretto al ritiro nella seconda giornata di gara per una doppia foratura. Termina solo tredicesimo assoluto dietro alla Ford Fiesta R5 di Kalle Rovanpera.

A ridosso della top ten chiude il giovanissimo Kalle Rovanpera con la Ford Fiesta R5
A ridosso della top ten chiude il giovanissimo Kalle Rovanpera con la Ford Fiesta R5

Il giovanissimo finlandese, già protagonista in questa stagione del Campionato Italiano Rally con la Peugeot 208 T16, si candida quale successore di Pontus Tidemand per il titolo WRC 2 nella prossima stagione. Assenti molti protagonisti europei ed arabi della serie, fra i quali Dani Sordo, Eric Camilli, Ole Veiby e Simone Tempestini, la corsa vede poco meno di trentacinque auto al via. Ne arrivano in venticinque e tra questi spicca l’undicesimo posto del greco Jourdan Serderidis con la Citroen DS3 Wrc e Frederic Miclotte sul sedile di destra. Subito dopo la gara l’ellenico annuncia l’addio alle corse, quantomeno ad alto livello.

Unica Citroen al traguardo è quella di Kris Meeke e Paul Nagle che termina al settimo posto
Unica Citroen al traguardo è quella di Kris Meeke e Paul Nagle che termina al settimo posto

Un po’ di soddisfazione anche per l’Italia con il veterano Fabio Frisiero che, affiancato da Simone Scattolin, termina ottimo quindicesimo con una Peugeot 208. Frisiero replica così il piazzamento ottenuto in Argentina con una Ford Fiesta MR. La corsa decideva anche il titolo nazionale Australiano andato a Nathan Quinn e Ben Searcy con la Mitsubishi Lancer Evo IX. Per loro anche un bel nono posto assoluto davanti alla Subaru Impreza Wrx Sti di Dean Herridge e Sam Hill. Nulla da fare per la campionessa uscente Molly Taylor eliminata da noie al motore della sua Subaru. L’appuntamento ora è tra soli due mesi, sugli asfalti di Montecarlo, per l’avvio della stagione 2018. Riuscirà Ogier a confermarsi re della specialità anche nella prossima stagione oppure sarà la volta buona per Tanak o Latvala?

pubblicità

Rally Balcone delle Marche, vince Ricci tra i colpi di scena

Il podio del Rally Balcone delle Marche, seconda tappa del Raceday
Il podio del Rally Balcone delle Marche, seconda tappa del Raceday

Continua la marcia del Raceday 2017/2018 che, sugli sterrati del Rally Balcone delle Marche, mette in campo la seconda prova stagionale. Il vincitore della corsa di Cingoli, che da ormai un paio di anni ha abbandonato la connotazione di Ronde, è lo specialista degli sterrati Luigi Ricci. Con Christina Pfister sul sedile di destra della Ford Fiesta R5, si accaparra la vittoria pur avendo conquistato solamente una speciale, il secondo passaggio della “Panicali”. Grossa sfortuna per i primi due leader della classifica assoluta, ovvero l’umbro Francesco Fanari ed il veneto Andrea Smiderle. Fanari vince il primo passaggio di Panicali con la Ford Fiesta Wrc, ma già nella speciale successiva, la prima ripetizione della “Dei Laghi”, retrocede in classifica dopo essere uscito con il nono tempo parziale. Smiderle vince la speciale e rileva al comando il pilota di Spello, ma sulla seconda ripetizione della “Dei Laghi” esce con un tempo altissimo e retrocede al dodicesimo posto provvisorio. Ricci passa quindi al comando e lo mantiene fino alla pedana di arrivo malgrado le ultime tre prove speciali se le aggiudichi tutte la Ford Fiesta R5 di Nicolò Marchioro e Marco Marchetti. Guidando di conserva Ricci mantiene un vantaggio di tre secondi netti su Marchioro, iscrivendo il suo nome nell’albo d’oro della corsa marchigiana. Terzo posto per un’altra Ford. Si tratta della Fiesta R5 di Mauro Trentin ed Alice De Marco, che contengono nella parte finale di gara l’offensiva di Fanari estromettendolo dal podio. Al quinto posto un protagonista dei rally italiani, Max Rendina. Il “deus-ex-machina” del Rally di Roma porta in gara una Skoda Fabia R5. Con il fido Emanuele Inglesi alle note, intasca un buon piazzamento dimostrando una volta di più la sua polivalenza.

Sfortunata la prova dell’umbro Francesco Fanari, quarto al traguardo dopo una bella partenza
Sfortunata la prova dell’umbro Francesco Fanari, quarto al traguardo dopo una bella partenza

Vittoria in Super 2000 per Christian Marchioro che, accompagnato da Silvia Dall’Olmo, porta la sua Peugeot 207 al sesto posto assoluto davanti alla Mitsubishi Lancer Evo IX di Valter Pierangioli, vincente in R4; il toscano dimostra di avere rapidamente recuperato i ritmi migliori dopo il “comeback” di Radicofani. Ottava posizione per Marco Gianesini, il lombardo non sfigura con la Skoda Fabia R5 nonostante sia notoriamente più a suo agio sugli asfalti del Nord-Ovest. Dopo un tentativo di rimonta Andrea Smiderle ottiene la nona posizione con la Fiesta Wrc. A completare la Top Ten è la “vecchia” Peugeot 206 Wrc di Luca Vicario e Stefano Doneddu, che termina con lo stesso tempo del promettente siciliano Matteo Franco Vintaloro. Con la Peugeot 208 T16, Vintaloro si conferma pretendente al titolo del Terra 2018, atteso ad un deciso salto di qualità. La Sicilia viene ben rappresentata anche da Giuseppe Tripolino su Mitsubishi Lancer Evo IX. Per lui dodicesimo posto assoluto cedendo una posizione sul filo di lana proprio a Vintaloro, e secondo in classe R4. La lotta per la supremazia in Gruppo N contrappone le classiche berline giapponesi e stavolta s’impone la Mitsubishi Lancer Evo IX degli sloveni Darko Peljhan e Anja Verbic. Bruno Bentivogli, reduce dalla vittoria a Radicofani, stavolta deve arrendersi con un distacco di oltre quattro secondi. Terzo posto di Gruppo per Michele Piccolotto con la Lancer Evo X. In R3C bel successo per il veterano sammarinese Jader Vagnini con la Renault Clio R3, sul sedile di destra della vettura francese stavolta c’è Marco Baldazzi. Nettissimo il vantaggio nei confronti del secondo di classe, Filippo Baldinini con la Renault Clio della Scuderia Malatesta. In R2B vittoria per Jacopo Trevisani con la Peugeot 208 R2 e per lui diciottesimo posto assoluto.

Ottava posizione per il lombardo Marco Gianesini con la Skoda Fabia R5
Ottava posizione per il lombardo Marco Gianesini con la Skoda Fabia R5

Sconfitto Alessandro Nerobutto anche lui al volante di una 208 R2, da notare che il terzo posto di classe lo conquista un’insolita Opel Adam pilotata dal sammarinese Marco Fantini. In N3 ancora vittoria per Armando Ioriatti ed Elia Molon già vincitori del titolo di classe nel Terra con l’Opel Astra Gsi sotto i colori Hawk Racing. Dopo la vittoria di Radicofani Luca Panzani continua a raccogliere esperienza sulla terra e “bissa” il successo di classe A5 con la MG ZR 105. Anche stavolta lo accompagna Alessia Bertagna. Nella N2 il sammarinese Davide Gasperoni fa valere la sua esperienza e vince con la Peugeot 106 Rallye. Da San Marino arrivano anche alcune interessanti BMW, tra cui la M3 E30 di Daniel Rocchi che vince la classe A8 dopo il ritiro di Radicofani. Poi al traguardo arriva anche la 320i E36 di Giovanni Battista Muccioli con Enrico De Marini alle note, ma questo bolide è fresco di preparazione e conclude al sessantasettesimo posto, davanti soltanto alla Suzuki Swift di Davide Ramoino. Malgrado la maglia nera quest’ultimo intasca comunque un trofeo, la vittoria in classe R1B. Un altro pilota di San Marino sugli scudi è Ettore Bacciocchi che con la Fiat Uno Turbo si aggiudica la classe A7 con il fido Simone Manzaroli sul sedile di destra. Non molti i ritiri, in gran parte dovuti a rotture meccaniche. Tra questi vanno citati Tommaso Mascitti con la Lancia Delta Integrale ed Alessandro Succi con la Bmw M3 E30. Peggio va a Luciano Cobbe che nello shakedown compie un brutto “looping” con la Ford Focus Wrc dovendo rinunciare alla gara. Per lui ogni chance di riscatto è rinviata al casalingo Prealpi Master Show di Dicembre, che chiuderà la prima parte della stagione Raceday.

pubblicità

Dalmazzini re del Terra al Rally della Val d’Orcia dei record

Il podio del Rally della Val d’Orcia valido quale ultima gara del Campionato Italiano Rally Terra e come prova d’apertura del Raceday
Il podio del Rally della Val d’Orcia valido quale ultima gara del Campionato Italiano Rally Terra e come prova d’apertura del Raceday

Trionfo per Alessandro Taddei ed Andrea Gaspari su Skoda Fabia R5 nel Rally della Val d’Orcia valido quale ultima gara del Campionato Italiano Rally Terra e come prova d’apertura del Raceday 2017/2018. Il titolo del Campionato Terra va però ad Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci con la Ford Fiesta R5 di X Race Sport, i quali hanno la certezza del titolo nella terza prova speciale, la seconda ripetizione della “Radicofani”.

Bellissima vittoria di Alessandro Taddei ed Andrea Gaspari su Skoda Fabia R5
Bellissima vittoria di Alessandro Taddei ed Andrea Gaspari su Skoda Fabia R5

Su questa prova speciale, che grazie al ripristino della viabilità ordinaria torna dopo alcuni anni ad essere affrontata in salita con partenza dalla “Novella” ed arrivo a Radicofani, Giacomo Costenaro e Justin Bardini con la Peugeot 208 R5 si ritirano per noie meccaniche conseguenti alla toccata con un sasso, perdendo le ultime residue possibilità di strappare a Dalmazzini il titolo nazionale. Saranno numerosi i ritiri sugli sterrati senesi, causati in gran parte da guasti meccanici dovuti anche ai profondi solchi lasciati via via dalle vetture e favoriti da mesi di siccità.

Piazza d'onore per Luca Hoelbling e Mauro Grassi con la Skoda Fabia R5
Piazza d’onore per Luca Hoelbling e Mauro Grassi con la Skoda Fabia R5

Tornando alla classifica, la corsa è un dominio delle Skoda Fabia R5. Dopo Taddei si piazza infatti un altro equipaggio veronese formato da Luca Hoelbling e Mauro Grassi, mentre terza posizione per il boliviano Marquito Bulacia con alle note Fabian Cretu. Bulacia si conferma ad alti livelli dopo la bella gara del Nido dell’Aquila, ma compromette un piazzamento ancora migliore nelle prime speciali. Nel breve tratto asfaltato che porta all’abitato di Radicofani, il sudamericano è protagonista di una toccata contro uno spigolo che costringe gli uomini di PA Racing agli straordinari per consentirgli di proseguire la corsa.

Completa il podio il boliviano Marquito Bulacia con alle note Fabian Cretu
Completa il podio il boliviano Marquito Bulacia con alle note Fabian Cretu

Fortunatamente per Bulacia non si verificano altri contrattempi ed il podio è salvo. Quarto posto per Giovanni Manfrinato e Claudio Condotta con la migliore Ford Fiesta R5. Per il veterano veneto un piazzamento comunque soddisfacente. Bene anche Nicolò Marchioro e Marco Marchetti che con la Peugeot 208 R5 di Power Car si prendono il lusso di precedere Dalmazzini. L’ex-protagonista del Tout Terrain, dopo il ritiro di Costenaro, perde molto mordente limitandosi a portare al traguardo la propria Ford per poi festeggiare sulla pedana d’arrivo nel centro di Radicofani l’importante titolo nazionale.

Il titolo del Campionato Italiano Rally Terra va ad Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci con la Ford Fiesta R5 di X Race Sport
Il titolo del Campionato Italiano Rally Terra va ad Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci con la Ford Fiesta R5 di X Race Sport

Fa notevoli progressi Tommaso Ciuffi, figlio del popolare Paolo, che con la Peugeot 207 è primo dei Super 2000 con Nicolò Gonella sul sedile di destra. Tornato nel Terra dopo avere saltato il Nido dell’Aquila causa la concomitanza col casalingo San Martino di Castrozza, Luciano Cobbe realizza una prestazione positiva con la Skoda Fabia R5 della Meteco, vettura inedita per lui che, con il fedele Fabio Turco alle note, è più abituato alla Ford Focus. Il nono posto è ad appannaggio di Valter Pierangioli e Barbara Neri.

Quarto posto per Giovanni Manfrinato e Claudio Condotta con la Ford Fiesta R5
Quarto posto per Giovanni Manfrinato e Claudio Condotta con la Ford Fiesta R5

Dopo alcuni anni di pausa il toscano torna al volante della Mitsubishi Lancer Evo IX e subito dimostra di avere mantenuto intatta la sua classe. A completare la Top Ten un ottimo Tullio Versace. L’imprenditore del beverage, accompagnato da Cristina Caldart, dimostra buona dimestichezza su questi sterrati al volante della Ford Fiesta R5. In gruppo N ennesimo trionfo a Radicofani per Bruno Bentivogli, l’immortale pilota romagnolo è undicesimo assoluto con la Subaru Impreza di Movisport anche se il romano Emanuele Silvestri con la Lancer Evo IX si rivela un avversario di quelli tosti.

Tommaso Ciuffi con Nicolò Gonella con la Peugeot 207 sono i primi nella Super 2000
Tommaso Ciuffi con Nicolò Gonella con la Peugeot 207 sono i primi nella Super 2000

Tra Bentivogli e Silvestri si piazza il figlio d’arte siciliano Matteo Vintaloro con la Peugeot 208 R5. Un altro siculo si mette dunque in mostra con le vetture della Casa del Leone dopo il titolo Junior vinto nel CIR da Marco Pollara. Radicofani attira da anni anche qualche equipaggio straniero ed anche questa edizione non fa eccezione con gli sloveni Darko Peljhan e Anja Verbic quattordicesimi sulla Mitsubishi Lancer Evo IX. Dopo l’incidente patito alcuni anni fa su queste strade lo slavo dimostra di avere smaltito il trauma intascando il bronzo di Gruppo N davanti alla Lancer Evo IX di Riccardo Rigo.

Luciano Cobbe e Fabio Turco realizzano una buona prestazione con la Skoda Fabia R5 della Meteco
Luciano Cobbe e Fabio Turco realizzano una buona prestazione con la Skoda Fabia R5 della Meteco

In R3C vince il sammarinese Jader Vagnini con la Renault Clio della Scuderia San Marino mentre la R2B la conquista Alessandro Nerobutto con la Peugeot 208 della Hawk Racing Club davanti all’identica vettura di Jacopo Trevisani. Positivo esordio per il primo russo in gara al Val d’Orcia: si tratta di Evgeny Cherkasov con la Subaru Impreza Wrx. Con le note lette dal finnico Mikko Lukka chiude ventunesimo davanti ad un altro equipaggio straniero, quello formato dagli elvetici Paolo Sulmoni ed Enzo Bernasconi su Subaru Impreza della D-Max Swiss.

Ottima la prestazione di Matteo Vintaloro con la Peugeot 208 R5
Ottima la prestazione di Matteo Vintaloro con la Peugeot 208 R5

Una presenza degna di nota visto che nello stesso weekend si svolge il Rally del Valais valido per il TER e vinto tra l’altro dal nostro Giandomenico Basso. Spicca poi la vittoria in N3 del trentino Armando Ioriatti con l’Opel Astra Gsi. Per lui ed Elia Molon arriva così il titolo italiano di classe, dopo avere effettuato anche la trasferta in Sardegna ed avere disputato il Nido dell’Aquila rinunciando al San Martino. Luca Panzani compie un’incursione in A5 con la MG ZR 105 e vince la classe con Alessia Bertagna alle note.

Tullio Versace e Cristina Caldart con la Ford Fiesta R5 completano la top ten
Tullio Versace e Cristina Caldart con la Ford Fiesta R5 completano la top ten

In A7 successo per Andrea Picchetta con la Seat Ibiza e con alle note Simone Falciani, in A8 brilla la Lancia Delta Integrale di Tommaso Mascitti e Sonia Tiberio che vince la classe ed è cinquantatreesima assoluta. Spicca poi il ritorno in gara di Lino Vardanega con la Peugeot 208 R2B, per lui cinquantasettesimo posto assoluto davanti a Marco Berrino e Nico Domini con la Renault Clio N3. Sono in settantacinque a completare la massacrante gara toscana e tra i ritiri vanno citati anche Girolamo De Santis, Daniele Ceccoli e Francesco Fanari stoppati da cedimenti meccanici alle loro Ford Fiesta R5. Fermi poi con le Honda Civic Ek4 sia Marco che Mattia Chiesura, oltreché il curatore del Raceday Alberto Pirelli che con la Mitsubishi Lancer Evo X non parte sulla quinta prova speciale. Con centodieci iscritti il Val d’Orcia conferma un trend in crescita e si mantiene tra i migliori rally su terra nazionali.

pubblicità

Rally del Galles, Ogier campione nel giorno di Evans

Sebastien Ogier e Julien Ingrassia conquistano il quinto alloro consecutivo nel WRC
Sebastien Ogier e Julien Ingrassia conquistano il quinto alloro consecutivo nel WRC

Si chiudono con una gara di anticipo i giochi per il WRC. Con il terzo posto sui temibili sterrati del Rally del Galles, Sebastien Ogier e Julien Ingrassia conquistano il quinto alloro consecutivo confermandosi degni successori di Sebastien Loeb. E’ il secondo titolo vinto con la Ford Fiesta Wrc dopo il triplete con la micidiale e rimpianta Volkswagen Polo R Wrc. Il trionfo arriva nel giorno di Elfyn Evans e Daniel Barritt. Il figlio del grande Gwyndaf porta a casa il suo primo successo nel Mondiale Rally con la Ford Fiesta Wrc. Era dai tempi dei compianti Colin McRae e Richard Burns che un inglese non conquistava un successo così netto nel rally di casa.

Trionfo al Rally del Galles per Elfyn Evans e Daniel Barritt con la Ford Fiesta Wrc
Trionfo al Rally del Galles per Elfyn Evans e Daniel Barritt con la Ford Fiesta Wrc

La seconda posizione va al grande sconfitto della stagione 2017, Thierry Neuville in coppia con Nicolas Gilsoul. Dopo molti colpi di sfortuna, l’ultimo dei quali in Spagna, il binomio belga riesce a portare in alto la Hyundai i20 Coupe Wrc precedendo Ogier che non si danna l’anima più di tanto. L’unico obiettivo del transalpino è mantenere alle sue spalle il compagno di team Ott Tanak. L’estone non riesce a graffiare e termina soltanto sesto assoluto, perdendo anche il secondo posto in campionato a vantaggio di Neuville. Il Rally d’Australia, passerella trionfale per Ogier, avrà comunque una sua importanza in quanto deciderà chi sarà il vice-campione 2017.

Piazza d'onore per Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupe Wrc
Piazza d’onore per Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul con la Hyundai i20 Coupe Wrc

Davanti a Tanak terminano Andreas Mikkelsen e Anders Jaeger con la Hyundai i20 Coupe Wrc poi Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila con la Toyota Yaris Wrc. Per la casa giapponese nuova delusione dopo un arrembante inizio di stagione. A rendere più insopportabile questa battuta d’arresto l’impatto contro un albero che elimina la vettura di Juho Hanninen sul finire della seconda giornata ed il nono posto assoluto di Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm. Il vincitore del Neste Rally sfigura notevolmente sugli sterrati gallesi, quest’anno molto meno fangosi viste le condizioni meteo insolitamente molto buone, e conferma un momento di crisi di risultati.

Ott Tanak, sesto assoluto, perde il secondo posto in campionato
Ott Tanak, sesto assoluto, perde il secondo posto in campionato

Per quanto riguarda le Hyundai le altre due i20 Coupé Wrc iscritte terminano entrambe la gara nella top ten grazie all’ottavo posto di Hayden Paddon ed al decimo dell’iberico Dani Sordo. Per quanto riguarda le Citroen C3 Wrc gara molto deludente con Kris Meeke e Paul Nagle che terminano settimi e Craig Breen in coppia con Martin Scott quindicesimi dopo essere anche incappati in un testacoda nella seconda giornata di gara. Anche se lo svarione si conclude senza particolari conseguenze per la vettura, il risultato finale è compromesso.

Settima piazza per Kris Meeke e Paul Nagle con la Citroen C3 Wrc
Settima piazza per Kris Meeke e Paul Nagle con la Citroen C3 Wrc

Delusione anche per Mads Ostberg che, con la Ford Fiesta Wrc, viene penalizzato da problemi al differenziale ed alla fine, dopo un weekend da lui stesso definito “disastroso”, conclude soltanto trentottesimo dietro alla Opel Adam dell’inglese Chris Ingram -reduce da una dura stagione nel Campionato Europeo- ed alla Skoda Fabia R5 di Ole-Kristian Veiby. A proposito di WRC 2 la vittoria arride a Pontus Tidemand che con la Skoda Fabia R5 batte le Ford Fiesta R5 di Eric Camilli e dell’inglese Tom Cave.

Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila con la Toyota Yaris Wrc agguantano un onorevole quinto posto
Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila con la Toyota Yaris Wrc agguantano un onorevole quinto posto

Problemi tecnici per Kalle Rovanpera, il figlio d’arte finlandese più volte visto in azione nell’edizione 2017 del Campionato Italiano Rally termina solamente trentacinquesimo. Peggio ancora va a Jari Huttunen che con la Hyundai i20 R5 finisce la corsa già nella prima giornata per problemi tecnici. La pattuglia italiana porta tutti i suoi rappresentanti in fondo ed il migliore è Fabio Andolfi con la Hyundai i20 R5. Affiancato da Simone Scattolin il figlio d’arte evita gli errori di guida che lo avevano costretto al ritiro in Finlandia e lo avevano relegato nelle retrovie in Spagna, concludendo venticinquesimo alle spalle del polacco Lukasz Pieniazek, penalizzato con la Skoda Fabia R5 da un incidente nella prima giornata di gara.

Vittoria in WRC 2 per Pontus Tidemand con la Skoda Fabia R5
Vittoria in WRC 2 per Pontus Tidemand con la Skoda Fabia R5

Buon quarantasettesimo posto per Enrico Brazzoli e Maurizio Barone con la Peugeot 208 R2B, mentre su identica vettura Manuel Villa e Michele Ferrara sono cinquantatreesimi. Enormi problemi tecnici penalizzano Simone Tempestini e Giovanni Bernacchini con la Citroen DS3 R5, retrocessi fino al cinquantacinquesimo posto assoluto. Un vero peccato per l’italo-rumeno. Tra i sessantacinque concorrenti classificati nella gara Mondiale va citato anche il binomio giapponese formato da Shunichi Washio e dalla bella Sae Kitagawa con la piccola Toyota Vitz R1B, riusciti a concludere la gara al sessantacinquesimo posto.

Nono posto assoluto di Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm
Nono posto assoluto di Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm

Washio entra nel novero dei numerosi piloti del Sol Levante ad essersi cimentati nello storico rally britannico. Per quanto riguarda il Rally National, partito in coda alla competizione principale, si registra la vittoria di Thomas Preston ed Andrew Roughead con la Skoda Fabia R5 davanti alla Mitsubishi Lancer Evo IX di Bruce McCombie ed a altri sessantuno equipaggi al volante delle vetture più disparate, dalle convenzionali Skoda, Subaru e Mitsubishi alle piccole Peugeot 205 Gti, Volvo Amazon e Ford Escort Mk2 fino alle Land Rover Wolf XD schierate dalla squadra delle Forze Armate Britanniche ed al Volkswagen Maggiolino che Brian Ferreday e Joines Jordan portano al sessantaduesimo posto davanti alla Land Rover di Tyrone Westall.

Problemi tecnici penalizzano Simone Tempestini e Giovanni Bernacchini con la Citroen DS3 R5
Problemi tecnici penalizzano Simone Tempestini e Giovanni Bernacchini con la Citroen DS3 R5

Lo storico rally gallese è cambiato molto negli ultimi tre lustri, non ci sono più le “Mickey Mouse” e le speciali con neve e gelo, non è più neanche la gara di epilogo del Mondiale, ma lo spirito del vecchio glorioso RAC -nome tra l’altro raccolto da un altro rally storico che si svolgerà ad inizio Novembre- è veramente duro a morire…

pubblicità

Rally Due Valli, dieci e lode per Andreucci e Peugeot

Gran festa al Rally Due Valli che incorona Campioni Italiani Rally, per la decima volta, la Peugeot con i suoi piloti di punta Paolo Andreucci e Anna Andreussi
Gran festa al Rally Due Valli che incorona Campioni Italiani Rally, per la decima volta, la Peugeot con i suoi piloti di punta Paolo Andreucci e Anna Andreussi

Il “triello” andato in scena sulle strade di Verona, in occasione del Rally Due Valli, incorona alla fine il pilota più esperto. Il Campionato Italiano Rally 2017 va nelle mani di Paolo Andreucci ed Anna Andreussi con la performante Peugeot 208 T16 R5. Il lucchese e la navigatrice friulana non sbagliano nulla: nella prima tappa Andreucci guida con il piglio del campione e fa suo il massimo punteggio, davanti alla Skoda Fabia che la PA Racing fornisce a Luca Rossetti e Matteo Chiarcossi.

La ricomposta coppia Luca Rossetti-Matteo Chiarcossi intasca la classifica aggregata del Rally Due Valli
La ricomposta coppia Luca Rossetti-Matteo Chiarcossi intasca la classifica aggregata del Rally Due Valli

Problemi vari per gli altri due equipaggi pretendenti al titolo italiano. Umberto Scandola e Guido D’Amore con la Skoda Fabia R5 ufficiale lamentano noie allo sterzo e con il terzo posto della prima tappa sono matematicamente eliminati dalla corsa per il titolo. Simone Campedelli e Pietro Ometto, dopo un ottimo inizio con la Ford Fiesta R5, resta vittima di una doppia foratura sulla settima prova speciale, la seconda ripetizione della temibile “Santissima Trinità”. Si afflosciano la posteriore destra e l’anteriore sinistra ed il romagnolo termina quarto nella classifica di tappa.

Simone Campedelli e Pietro Ometto ci hanno creduto fino alla fine, dopo un ottimo inizio con la Ford Fiesta R5
Simone Campedelli e Pietro Ometto ci hanno creduto fino alla fine, dopo un ottimo inizio con la Ford Fiesta R5

Rimane ancora in gioco per il titolo ma a questo punto ad Andreucci basta totalizzare cinque punti per conquistare l’agognato decimo alloro. Il toscano nella seconda tappa desiste da qualunque “maximum attack”. Si limita ad amministrare la situazione lasciando quindi via libera a Luca Rossetti e Scandola, innocui in ottica campionato. Campedelli tenta il tutto per tutto ma senza risultato, l’esperienza di Andreucci si rivela determinante. Il romagnolo sul finale di gara ha un problema all’ultimo controllo orario che gli costa una penalizzazione di cinque minuti.

Bellissima immagine della Skoda Fabia R5 di Umberto Scandola e Guido D’Amore che transita davanto l'Arena di Verona
Bellissima immagine della Skoda Fabia R5 di Umberto Scandola e Guido D’Amore che transita davanto l’Arena di Verona

Il podio della seconda tappa lo compongono in tal modo Rossetti, che intasca anche la classifica aggregata, Scandola ed Andreucci che così batte ogni record. Una carriera straordinaria per Paolo Andreucci iniziata nei primi anni Novanta nei rally dell’Alta Toscana, allora come oggi molto ricchi di partecipanti e grande fucina di talenti. Tra i primi a credere nelle potenzialità di “Ucci” ci fu proprio la Peugeot che gli fornì una potente 106 per farsi valere nelle gare nazionali.

Doppio Titolo Tricolore per Peugeot con Marco Pollara e Giuseppe Princiotto vincitori nella Due Ruote Motrici e nella graduatoria Junior
Doppio Titolo Tricolore per Peugeot con Marco Pollara e Giuseppe Princiotto vincitori nella Due Ruote Motrici e nella graduatoria Junior

Dopo un’esperienza un po’ amara con la Renault ed i primi tre titoli italiani dei primi anni Zero prima con la Ford Focus e poi con le Fiat Punto e Grande Punto Abarth, il ritorno in Peugeot con cui ha conquistato ben sette titoli. Per la precisione quattro con la 207 Super 2000 e tre con la 208 T16 R5. Un ruolino di marcia inarrestabile nel quale grande merito ha Anna Andreussi, sua compagna sia a livello professionale sia sentimentale. La friulana, subentrata ad Alessandro Giusti nel 2001 sul sedile di destra della Ford Focus Wrc, ha condiviso con “Ucci” la gioia di tutti i suoi titoli.

Ottima la prestazione di Elwis Chentre, in gara con la nuova Hyundai i20 R5
Ottima la prestazione di Elwis Chentre, in gara con la nuova Hyundai i20 R5

Per la Peugeot weekend trionfale visto che conquista anche il titolo costruttori, alloro messo in cassaforte già alla partenza della gara. La Casa del Leone inoltre vanta il successo nella categoria Due Ruote Motrici e nella graduatoria Junior con Marco Pollara e Giuseppe Princiotto. Che il siciliano sia un futuro talento nei rally nazionali non c’è alcun dubbio e lo dimostra anche a Verona in cui debutta con la 208 T16 R5. Per lui una gara priva di errori, salvo il brivido della perdita del paraurti nella prima giornata di gara, tra l’altro non dovuto ad una toccata.

Andrea Nucita e Marco Vozzo portano in alto l’Abarth 124 Rally
Andrea Nucita e Marco Vozzo portano in alto l’Abarth 124 Rally

Nelle prime fasi di gara Pollara imposta la sua corsa tentando di sopravanzare Elwis Chentre, in gara con la nuova Hyundai i20 R5, poi riduce il ritmo complice qualche piccolo problema tecnico. Nella classifica “aggregata” finale l’ex-trialista valdostano chiude davanti al siciliano per meno di un minuto. Brilla anche Andrea Nucita che, con Marco Vozzo, porta in alto l’Abarth 124 Rally, auto che restituisce al siciliano sorriso e motivazione dopo il difficile inizio di stagione con la Skoda Fabia R5.

Nella combattuta classe R1 trionfano Stefano Martinelli e Max Bosi con la Suzuki Swift
Nella combattuta classe R1 trionfano Stefano Martinelli e Max Bosi con la Suzuki Swift

La gara di Verona, come sempre ricca di partecipanti e seguita da un pubblico più che appassionato, sancisce anche l’attribuzione degli ultimi titoli in palio. In RGT vittoria per Fabrizio Andolfi con l’Abarth 124 Rally; nella combattuta classe R1 trionfa il toscano -conterraneo di Andreucci- Stefano Martinelli al volante di una Suzuki Swift e con Max Bosi alle note; nel Suzuki Rally Trophy vittoria per Lorenzo Coppe e Giacomo Poloni; nel Trofeo Renault alloro con il minimo sforzo per Kevin Gilardoni al quale basta arrivare al traguardo per fare suo il titolo.

Nel Trofeo Renault, meritato alloro per Kevin Gilardoni
Nel Trofeo Renault, meritato alloro per Kevin Gilardoni

Gilardoni aggiunge una ulteriore soddisfazione ad una carriera che lo ha visto brillare anche nella velocità: nel 2012 fu campione con ampio merito in Formula Renault 2000 con la Tatuus della GSK. Poi il passaggio ai rally per motivi di budget, premiato da un crescente successo a livello nazionale. Il Rally Due Valli mette in palio anche un titolo davvero affascinante ma purtroppo negli ultimi anni negletto, quello Femminile. A contenderselo Lorella Rinna che sul sedile destro della propria Renault Clio N3 sistema l’esperta Giancarla Guzzi, e la trentina Gabriella Pedroni.

Nel Suzuki Rally Trophy il titolo va ai costanti Lorenzo Coppe e Giacomo Poloni
Nel Suzuki Rally Trophy il titolo va ai costanti Lorenzo Coppe e Giacomo Poloni

Fresca dell’ennesimo titolo di categoria nell’International Hillclimb Challenge con la Mitsubishi Lancer, Gabriella torna dopo molti anni ai rally. Una corsa, quella veronese, che per la trentina ha un significato speciale in quanto nel 2001 al volante della Fiat Seicento vinse il suo primo titolo in Coppa Mitropa. La sua vettura è una nuovissima Renault Twingo R1A ufficiale e la sua navigatrice è Chiara Corso. Il confronto è molto serrato, purtroppo si conclude sulla prima ripetizione della Santissima Trinità quando la Twingo parte sullo sporco e tocca un muro quel tanto che basta per piegare un trapezio.

In RGT vittoria per Fabrizio Andolfi con l’Abarth 124 Rally
In RGT vittoria per Fabrizio Andolfi con l’Abarth 124 Rally

La Pedroni non si dà per vinta e riparte il giorno successivo con la vettura riparata, Lorella Rinna però non sbaglia niente e precede la forte rotaliana conquistando il suo primo titolo. Quarantatré vetture portano a termine la competizione veronese valida per il CIR. A queste si aggiungono le trentanove della gara regionale vinta dai gettonatissimi piloti locali Mirko Tacchella e Christian Zullo con la Peugeot 208 R5 della Omega.

Il podio del Rally Due Valli Historic
Il podio del Rally Due Valli Historic

Seguono le sedici della gara valida per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche che registra la vittoria di “Lucky” e Fabrizia Pons con la Lancia Delta Integrale 16V ai danni della Lancia 037 di Marco Bianchini e Maurizio Imerito e della Bmw M3 E30 di Raffaele Bombieri e Michele Falezza.

pubblicità

Nido dell’Aquila per Dalmazzini in condizioni impossibili

Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci con la Ford Fiesta si aggiudicano il Nido dell’Aquila
Andrea Dalmazzini e Giacomo Ciucci con la Ford Fiesta si aggiudicano il Nido dell’Aquila

Edizione in chiaro-scuro quella targata 2017 del Nido dell’Aquila. La corsa, quarta gara del Campionato Italiano Rally Terra, risulta penalizzata dalla concomitanza con il Rally San Martino di Castrozza valido per il Campionato Italiano WRC, che preclude la presenza a Nocera Umbra di piloti del calibro di Luciano Cobbe ed Ezio Soppa nonché di numerosi team e preparatori trentini e veneti. A lungo intenzionato a prendere parte al Nido dell’Aquila, il neo-Campione Italiano WRC Stefano Albertini decide infine di correre a San Martino di Castrozza privando la gara umbra di un sicuro pretendente alla vittoria nonché “arbitro” alla lotta per il titolo tra Dalmazzini, Costenaro jr e Ceccoli.

Il podio del Nido dell’Aquila, durissima tappa del Campionato Italiano Terra
Il podio del Nido dell’Aquila, durissima tappa del Campionato Italiano Terra

I concorrenti che rispondono al via sono una trentina, a cui si aggiungono i venti “bestioni” del Campionato Italiano Tout Terrain che dispongono di un programma diverso con tre speciali consecutive da effettuare sul Monte Alago. A danneggiare ulteriormente la gara c’è poi il forte maltempo che fin dalla notte su domenica si abbatte su Nocera Umbra rendendo gli sterrati di Lanciano e di Monte Pennino estremamente fangosi e scoraggiando numerosi spettatori ad assistere alle prove.

Giacomo Costenaro con la Peugeot 208 T16 agguanta il terzo gradino del podio
Giacomo Costenaro con la Peugeot 208 T16 agguanta il terzo gradino del podio

I piloti ce la mettono tutta e lo spettacolo non manca, anche se la fitta pioggia costringe molti equipaggi a correre sulla difensiva per non finire nei temibili fossi di Lanciano o contro la roccia del Pennino. Primo leader è l’emiliano Andrea Dalmazzini con la Ford Fiesta di X Race Sport e Giacomo Ciucci alle note. L’ex-pilota Tout Terrain vince il primo giro e da quel momento non sarà più insidiato al comando. Alle sue spalle si mette in luce il giovane talento boliviano Marquito Bulacia Wilkinson, con l’argentino Fernando Mussano alle note.

Alessandro Bruschetta, veterano degli sterrati, vince il gruppo N con la Subaru Impreza
Alessandro Bruschetta, veterano degli sterrati, vince il gruppo N con la Subaru Impreza

Reduci da uno sfortunato Rally di San Marino i due sudamericani stupiscono i coraggiosi che si assiepano sugli sterrati umbri, conquistando il miglior tempo sul secondo ed il terzo passaggio di Lanciano e sull’ultimo passaggio del Monte Pennino. Dalmazzini però amministra benissimo il vantaggio e va a vincere mantenendosi al comando della classifica del Campionato Italiano Terra con due prove ancora da disputare. Non demorde però il principale avversario di Dalmazzini nella rincorsa al titolo, il forte Giacomo Costenaro con la Peugeot 208 T16.

Settima piazza per la Fiesta R5 di Giorgio Facca e Francesco Maggiolino
Settima piazza per la Fiesta R5 di Giorgio Facca e Francesco Maggiolino

Con Justin Bardini alle note non commette errori sul fango di Nocera Umbra e termina terzo assoluto, restando a pochi punti di distanza dal battistrada. Per la famiglia Costenaro una buona giornata visto che il padre Giorgio vince a San Martino tra le Storiche con la Stratos HF. Il veronese Luca Hoelbling termina soltanto quarto con la Skoda Fabia R5 ed il fido Mauro Grassi ad indicargli caratteristiche della strada. Un altro veterano degli sterrati, Alessandro Bruschetta, vince il gruppo N con Marco Zortea alle note della Subaru Impreza di Motor Group.

Medaglia di legno per Luca Hoelbling e Mauro Grassi con la Skoda Fabia R5
Medaglia di legno per Luca Hoelbling e Mauro Grassi con la Skoda Fabia R5

Oltre al sorprendente Bulacia brilla anche un altro binomio straniero formato da Aljosa Novak e Matej Car. Con la Mitsubishi Lancer Evo IX sono sesti assoluti e secondi di Gruppo N, precedendo anche una Fiesta R5 pilotata da Giorgio Facca. Quest’ultimo, navigato dal friulano Francesco Maggiolino, è in particolare difficoltà nelle prime fangose PS e non riesce a recuperare completamente col passare della gara. Dopo che l’anno scorso era rimasto vittima di un incidente sulla temibile PS di Lanciano, Mattia Codato si prende una piccola rivincita chiudendo ottavo assoluto e terzo di gruppo N con la Lancer della Hawk Racing Club.

Mesto ritiro per Daniele Ceccoli fermato da noie elettriche alla sua Ford Fiesta R5
Mesto ritiro per Daniele Ceccoli fermato da noie elettriche alla sua Ford Fiesta R5

Giornata da ricordare per Daniele Pellegrineschi, che con la Citroen DS3 fa sua la R3T. Il modo migliore per festeggiare il compleanno che cadeva proprio il giorno della gara. A completare la top ten è Corrado Perino con la Lancer Evo 9, quarto di Gruppo N. Successo in R4 ed undicesimo posto assoluto per Alberto Pirelli e Angelo Mazza sulla Lancer Evo 9. Precedono la Peugeot 208 di Cristian Morina e Renzo Fraschia vincenti in R2B ai danni della Renault Twingo Rs di Alessandro La Ferla e Marco Piazzini.

Vittoria per Elvis Borsoi e Stefano Rossi con il Toyota Toyodell nel Campionato Italiano Cross Country Rally
Vittoria per Elvis Borsoi e Stefano Rossi con il Toyota Toyodell nel Campionato Italiano Cross Country Rally

In N3 vittoria per Armando Ioriatti ed Elia Molon con l’immortale Opel Astra Gsi. Per disputare la gara umbra e guadagnare punti per la classifica di classe, il trentino ha rinunciato a correre il casalingo San Martino di Castrozza. In classe A6 vittoria per i toscani Riccardo ed Eleonora Parri su Opel Corsa Gsi dopo la toccata contro un muretto che elimina l’identica vettura di Paolo e Chiara Galli sul secondo passaggio di Monte Pennino. Soltanto venti i concorrenti giunti al traguardo di Nocera Umbra sui trentuno partiti, dopo la squalifica nel post-gara del folignate Christian Gabbarrini al volante di una Subaru Impreza Sti.

Medaglia di bronzo per Nicolò Algarotti e Roberto Marzocco su Yamaha YXZ 1000 R
Medaglia di bronzo per Nicolò Algarotti e Roberto Marzocco su Yamaha YXZ 1000 R

Tra i ritiri il principale è quello di Daniele Ceccoli la cui Ford Fiesta R5 viene fermata da noie elettriche che di fatto eliminano il sammarinese dalla corsa al titolo. Spiccano poi gli stop del ternano Federico Li Gobbi che si ferma dopo la penultima PS di Lanciano col serbatoio della benzina della Opel Astra Gsi crepato, del toscano Andrea Picchetta messo fuori gioco da un semiasse della Seat Ibiza sul primo passaggio del Pennino e quelli di Riccardo Rigo e Fabio Cadore poi Fabio Bolognesi e Luciano Pacini con le Mitsubishi Lancer Evo IX.

Secondo posto per la Yamaha Quaddy di Amerigo Ventura
Secondo posto per la Yamaha Quaddy di Amerigo Ventura

Tra le vetture del Tout Terrain vittoria per Elvis Borsoi e Stefano Rossi con il Toyota Toyodell; prendono il comando fin dal secondo passaggio di Monte Alago e non lo mollano fino all’ultima speciale. Secondo posto per la Yamaha Quaddy di Amerigo Ventura e terzi Nicolò Algarotti e Roberto Marzocco su Yamaha YXZ 1000 R. Sono diciassette i fuoristrada che terminano la corsa umbra, con soli tre ritiri tra cui quello del primo leader della corsa Fabrizio Pietranera su Polaris RZR Turbo.

pubblicità

Rally San Martino di Castrozza, rivincita per Signor

Marco Signor e Patrik Bernardi con la Ford Fiesta Wrc si aggiudicano il Rally San Martino di Castrozza
Marco Signor e Patrik Bernardi con la Ford Fiesta Wrc si aggiudicano il Rally San Martino di Castrozza

Il Campionato Italiano WRC ha chiuso i giochi per il titolo già al Rally del Friuli due settimane fa, ma Marco Signor e Patrik Bernardi non sono rimasti demoralizzati, anzi. Con la Ford Fiesta Wrc i due riescono a prendersi una mini-rivincita animando sulle strade del Rally San Martino di Castrozza un duro duello per la supremazia con il neo-campione Stefano Albertini. Quest’ultimo, galvanizzato dal titolo appena vinto, pare avere la meglio, ma la pressione esercitata da Signor è tale che resti vittima di un piccolo incidente sulla penultima prova speciale, la seconda ripetizione di Val Malene, cedendo quindi a Signor il primo posto.

Il podio del Rally San Martino di Castrozza, penultima prova del Campionato Italiano WRC
Il podio del Rally San Martino di Castrozza, penultima prova del Campionato Italiano WRC

Il veneto quindi legittima col miglior tempo sull’ultima speciale di Gobbera il successo. Sempre in questa speciale colpo di scena nella lotta per il secondo posto con la Ford Fiesta Wrc di Manuel Sossella e Gabriele Falzone azzoppata da una foratura e retrocessa addirittura al decimo posto assoluto finale. Eddie Sciessere e Flavio Zanella, su Citroen DS3 Wrc, ne approfittano e conquistano il secondo gradino del podio in una giornata di gloria per gli equipaggi veneti. Paolo Porro e Paolo Cargnelutti approfittano della sventura di Sossella e conquistano il gradino più basso del podio con la Ford Fiesta Wrc.

Piazza d'onore per Eddie Sciessere e Flavio Zanella, sulla Citroen DS3 Wrc
Piazza d’onore per Eddie Sciessere e Flavio Zanella, sulla Citroen DS3 Wrc

Non è stato però facile per Porro avere la meglio su un futuro nuovo talento dei rally nazionali, Giuseppe Testa che con il navigatore sammarinese Massimo Bizzocchi ha regalato emozioni dal primo all’ultimo metro di gara, forte di una Ford Fiesta Wrc estremamente affidabile. Sui tornanti trentini non brilla al contrario Simone Miele che con la Citroen DS3 Wrc e Roberto Mometti alle note conferma un momento difficile iniziato dal Rally del Friuli. E’ solo quinto, e non lotta con particolare accanimento.

Paolo Porro e Paolo Cargnelutti conquistano il gradino più basso del podio con la Ford Fiesta Wrc.
Paolo Porro e Paolo Cargnelutti conquistano il gradino più basso del podio con la Ford Fiesta Wrc.

In R5, come sempre molto nutrita, si registra la vittoria del veterano veneto Efrem Bianco, con Dino Lamonato sul sedile di destra della Skoda Fabia R5. La resistenza di Rudy Michelini e Michele Perna in gara su identica vettura è coriacea, ma alla fine il toscano deve arrendersi alla maggiore esperienza di Bianco. Terzo posto di categoria per Emanuele Zecchin ed Ivan Gasparotto con la Peugeot 208 T16. In difficoltà “Pedro” e Luca Beltrame, quarti di gruppo con la Hyundai i20 R5. Per loro solo l’undicesimo posto assoluto.

Quinta piazza conquistata non senza sofferenza da Simone Miele e Roberto Mometti con la Citroen DS3 Wrc
Quinta piazza conquistata non senza sofferenza da Simone Miele e Roberto Mometti con la Citroen DS3 Wrc

Peggio va alla Hyundai i20 Wrc di Corrado Fontana e Nicola Arena ferma fin dalle prime battute di gara con un manicotto fuori uso. In Super 2000, con Domenico Erbetta ancora debilitato dopo il malore del Friuli e fuori causa dopo tre speciali, è tutto un affare tra piloti trentini e la spuntano Matteo Daprà e Fabio Andrian con la Skoda Fabia davanti a Sandro Giacomelli e Francesco Orian su Peugeot 207. Da applausi la loro gara visto che riescono addirittura a mettersi dietro Luciano Cobbe e Fabio Turco con la Ford Focus Wrc.

Vittoria in R5 di Efrem Bianco e Dino Lamonato sulla Skoda Fabia R5
Vittoria in R5 di Efrem Bianco e Dino Lamonato sulla Skoda Fabia R5

Per Cobbe, che fino all’ultimo era indeciso se partecipare al concomitante Nido dell’Aquila, una giornata da dimenticare. L’intramontabile Ezio Soppa con la Mitsubishi Lancer Evo 9 conquista il Gruppo N ma sono solo diciassettesimi assoluti. L’epoca delle Lancer, un tempo capaci anche di lottare per il successo assoluto contro le Subaru Impreza, purtroppo è sempre più sul viale del tramonto a causa della moltiplicazione selvaggia di Super 2000 ed R5.

Male va alla Hyundai i20 Wrc di Corrado Fontana e Nicola Arena ferma fin dalle prime battute di gara con un manicotto fuori uso
Male va alla Hyundai i20 Wrc di Corrado Fontana e Nicola Arena ferma fin dalle prime battute di gara con un manicotto fuori uso

Anche le Lancer R4, già poche, tribolano in queste condizioni con Michele Piccolotto e Franco Cenere che terminano solo venticinquesimi assoluti. Renault Clio dominanti in Super 1600 e R3C con le vittorie rispettivamente di Roberto Vescovi e Giancarla Guzzi poi di Federico Bottoni e Daiana Ramacciotti. Degna di nota anche la vittoria in N2 per Samuele De Nando e Luca Camiscia che con la Peugeot 106 sconfiggono l’identica vettura di Nicola Angiletta e Michael Berni. I due precedono la Peugeot 208 R2B di Francesco Gonzo, ultimo arrivato di una famiglia di piloti che hanno scritto pagine gloriose sia sull’asfalto sia sugli sterrati.

Regalano emozioni dal primo all’ultimo metro di gara Giuseppe Testa e Massimo Bizzocchi
Regalano emozioni dal primo all’ultimo metro di gara Giuseppe Testa e Massimo Bizzocchi

La vittoria di classe R2B arride però ad Andrea Carella imprendibile con la 208 di Road Runner Team. Sono in sessantatrè a portare a termine la apprezzatissima gara trentina. A questi si aggiungono diciotto equipaggi storici capitanati da Giorgio Costenaro e Sergio Marchi su una potente Lancia Stratos HF. Degno di nota il fatto che solo tre equipaggi storici siano stati costretti al ritiro e che al terzo posto di categoria chiuda una Opel Kadett Gsi pilotata da Marco Frainer e Claudio Mogentale. Il Campionato Italiano WRC si accinge a chiudere il 2017 con il Rally di Como, che stabilirà gli ultimi campioni di classe.

pubblicità

Al Rally del Friuli Albertini agguanta il titolo Italiano WRC

Il podio del Rally del Friuli: festeggiano Stefano Albertini e Danilo Fappani per il titolo tricolore WRC
Il podio del Rally del Friuli: festeggiano Stefano Albertini e Danilo Fappani per il titolo tricolore WRC

Si chiudono in anticipo i giochi per il Campionato Italiano Wrc. Sulle difficili strade del Rally del Friuli si assiste al trionfo di Stefano Albertini e Danilo Fappani che con la Ford Fiesta Wrc vincono la quarta gara di fila e si aggiudicano il titolo con ancora due gare da disputare. La supremazia di Albertini è nettissima. Solo la prima prova speciale, la PS spettacolo “Città dello Sport e del Benstare” gli sfugge, per mano di Alessandro Perico e Mauro Turati anche loro su Ford Fiesta Wrc.

Quarti assoluti Simone Miele e David Castiglioni con la Citroen DS3 Wrc
Quarti assoluti Simone Miele e David Castiglioni con la Citroen DS3 Wrc

Già nella speciale successiva però, il primo passaggio della “Trivio-San Leonardo”, Albertini colma il divario di un secondo e quattro che lo separa dal primo leader e si porta al comando. Da lì la corsa va a senso unico con il leader del Campionato Italiano Wrc autore di una progressione inarrestabile che lo porta a vincere tutte le speciali in programma. Perico intanto è costretto alla resa per problemi all’idroguida. L’ultimo passaggio di Mersino, la speciale conclusiva, è una passeggiata per il lombardo.

Bene il Rally del Friuli per Giuseppe Testa e Massimo Bizzocchi con la Ford Fiesta Wrc
Bene il Rally del Friuli per Giuseppe Testa e Massimo Bizzocchi con la Ford Fiesta Wrc

C’è però un po’ di pepe nella lotta per il secondo posto visto che Marco Signor e Patrick Bernardi con la Ford Fiesta Wrc riescono a scavalcare la Hyundai i20 Wrc di Corrado Fontana e Nicola Arena. Questo sorpasso chiude anzitempo ogni discorso per il titolo ed Albertini sale sulla pedana d’arrivo non solo come vincitore del Rally del Friuli 2017, ma anche come nuovo “re” del Campionato Italiano Wrc. Ai piedi del podio arriva un bravo Simone Miele che con David Castiglioni dimostra di avere raccolto una buona esperienza sulla Citroen DS3 Wrc.

Rudy Michelini e Michele Perna, ottavi assoluti con la Skoda Fabia R5
Rudy Michelini e Michele Perna, ottavi assoluti con la Skoda Fabia R5

Netto il suo vantaggio sulla Ford Fiesta Wrc di Giuseppe Testa che per l’occasione si fa leggere le note dal sammarinese Massimo Bizzocchi. Brillante sesto posto con vittoria in R5 per Alessandro Bosca e Roberto Aresca su Ford Fiesta, mentre sfigurano Paolo Porro e Paolo Cargnelutti che con la Ford Fiesta Wrc sono “solo” settimi nella gara di casa. Buona la prova di Rudy Michelini e Michele Perna che con la Skoda Fabia R5 sono ottavi assoluti, mentre è più pesante il ritardo del polivalente “Pedro” come sempre con Emanuele Baldaccini sul sedile di destra ed alla guida di una Hyundai i20 Wrc.

Quasi in vetta alla top ten Pedro ed  Emanuele Baldaccini con la Hyundai i20 Wrc
Quasi in vetta alla top ten Pedro ed Emanuele Baldaccini con la Hyundai i20 Wrc

Terzo posto in classe R5 e decima posizione assoluta per l’idolo locale Claudio De Cecco su Hyundai i20 in specifica R5. A leggere le note del forte friulano è Jean Campeis. Battuto di giustezza Efrem Bianco che non demerita al volante della Skoda Fabia R5 e con Dino Lamonato alle note. Un tocco di internazionalità alle spalle di Bianco con Rok Turk dodicesimo con la Peugeot 208 T16 R5 e con Burak Cukurova al tredicesimo posto sulla Hyundai i20 R5. In Super 1600 si assiste alla vittoria di Bernd Zanon e Denis Piceno con la Renault Clio, per l’altoatesino c’è anche il quattordicesimo posto assoluto.

Tra le Abarth 124 Trofeo Fabrizio Andolfi junior è campione con due gare d’anticipo
Tra le Abarth 124 Trofeo Fabrizio Andolfi junior è campione con due gare d’anticipo

Super 2000 a Federico Santini con la Fiat Grande Punto Abarth, giunto alle spalle di Zanon in classifica. Tra le Abarth 124 Trofeo Fabrizio Andolfi junior con il successo sulle strade friulane è campione con due gare d’anticipo. Sono sessanta le vetture moderne al traguardo di una gara condizionata dal grande caldo. Tra i ritiri spiccano quelli delle Hyundai i20 R5 di Luigi Fontana -forfait volontario- e di Luca Rossetti che rinuncia a partecipare al Barum Rally europeo per correre sulle strade di casa.

Il podio delle Autostoriche al Rally del Friuli, questo è relativo al 1° Raggruppamento
Il podio delle Autostoriche al Rally del Friuli, questo è relativo al 1° Raggruppamento

Fermi poi, principalmente per guasti meccanici, molti bravi piloti locali fra i quali Giuseppe Sedola con l’Alfa Romeo 147, Andrea Chiuch, Mattia Blasutto e Giovanni Blasutto con le Peugeot 106 ed Enrico Palma, Alberto Pandin e Matteo Stroppolo con le Peugeot 205. Da menzionare la sfortuna di Palma che, già infortunatosi alla spalla nel corso della prova spettacolo, viene abbandonato dal motore nella seconda PS. Tra le Autostoriche che scendevano in campo per il Campionato Italiano Rally Autostoriche, passa lo straniero Erik Comas vincente al volante della Lancia Stratos HF con alle note Yannick Roche.

Il podio del 2° Raggruppamento del Campionato Italiano Rally Autostoriche
Il podio del 2° Raggruppamento del Campionato Italiano Rally Autostoriche

In aiuto dell’ex-pilota di Formula Uno la sfortuna che colpisce il primo leader della gara Elia Bossalini su Porsche 911 SC, giunto al traguardo appena quinto dopo una penalità di quaranta secondi. Anche il secondo leader della corsa, Marco Bianchini affiancato dalla bella Daiana Darderi sulla Lancia Rally 037, perde terreno nell’ultima parte di gara e termina soltanto quarto. A completare il podio sono così “Lucky” e Fabrizia Pons con la Lancia Delta Integrale -reduci da una sfortunata partecipazione al Lahti Historic Rally- e Lucio Da Zanche con al fianco Daniele De Luis terzi con la Porsche 911 RS.

Il podio del 3° Raggruppamento
Il podio del 3° Raggruppamento

Sono in quarantadue a concludere la gara storica e tra questi spicca all’ultimo posto, con tanto di stop nella prima giornata di gara e rientro via Superrally, il Volkswagen 1302 di Valentino Guerra. Il Maggiolino riesce ad ultimare la difficile gara meritandosi, nonostante l’ultima posizione, gli applausi di grandi e piccini memori delle gesta del famoso Maggiolino televisivo “Herbie”.

Podio del 4° Raggruppamento
Podio del 4° Raggruppamento
pubblicità

CIVM: al Trofeo Luigi Fagioli, Scola trionfa ancora

Domenico Scola non ha rivali al Trofeo Luigi Fagioli (Foto Claudio Ricciotti)
Domenico Scola non ha rivali al Trofeo Luigi Fagioli (Foto Claudio Ricciotti)

Il Campionato Italiano Velocità Montagna 2017 si accinge a finire nelle mani di Domenico Scola. Alla 52ma edizione del Trofeo Luigi Fagioli, il giovane calabrese al volante della Osella FA 30 Zytek non ha rivali e rifila quasi due secondi di distacco all’identica vettura di Domenico Cubeda, fresco di vittoria alla Svolte di Popoli. Un successo meritato, ma maturato anche stavolta in assenza di Simone Faggioli e Christian Merli impegnati alla concomitante cronoscalata svizzera di Saint Ursanne-Les Rangiers. Per il secondo anno di fila gli appassionati umbri vengono privati di un grande spettacolo. La terza posizione arride alla Norma M20 FC Zytek di Omar Magliona, che non ha particolari problemi nel battere la Lola Evo D di Denny Zardo, migliore delle vetture monoposto.

Terza posizione per Omar Magliona con la Norma M20 FC Zytek (Foto Claudio Ricciotti)
Terza posizione per Omar Magliona con la Norma M20 FC Zytek (Foto Claudio Ricciotti)

Quinto posto per Piero Nappi con la Osella FA 30 Zytek davanti alla Osella Pa 2000 di Francesco Conticelli. Tra le CN si registra la vittoria di Luca Ligato che con la Osella Pa21 Evo sconfigge Achille Lombardi dopo che il lucano sulla Osella Pa21 S Evo aveva conseguito il migliore tempo in Gara 1. Terzo Cosimo Rea con la Ligier Js51 davanti a Gianni Urbani con la Osella Pa21S. Dopo tante sfortune l’eugubino riesce finalmente ad essere il migliore della nutrita schiera dei piloti “di casa”. Migliore vettura a ruote coperte è la Fiat X1/9 di Manuel Dondi che vince la E2 Silhouette ed è diciassettesimo assoluto battendo perfino la Bmw Z4 di Marco Iacoangeli, diciannovesimo. In E1 Italia svetta Marco Sbrollini che con la Lancia Delta Integrale Evo segna il venticinquesimo tempo.

La Fiat X1/9 di Manuel Dondi vince la E2 Silhouette (Foto Claudio Ricciotti)
La Fiat X1/9 di Manuel Dondi vince la E2 Silhouette (Foto Claudio Ricciotti)

Degno di nota però il secondo posto di gruppo di Emiliano Perucca Orfei che per l’occasione scende in pista sulla Peugeot 308 Racing Cup vista solitamente nel TCR Italia con Massimo Arduini alla guida. Terzo posto per il pergolese Ferdinando Cimarelli con l’Alfa Romeo 156 davanti alla Renault Clio di Daniele Pelorosso. In E1 1600 vittoria per Giuseppe Aragona con la Peugeot 106 davanti all’identica vettura di Silvano Stipani. Le GT in gara sono solo tre, fatte partire eccezionalmente prima delle E1, e vince Roberto Ragazzi con la Ferrari 458 Evo davanti alla Lamborghini Huracan di Bruno Jarach ed alla Lotus Exige di Silvio Passerini. Gruppo A nelle mani di Rudi Bicciato con la Mitsubishi Lancer davanti alla Renault Clio di Salvo D’Amico ed alla Honda Civic Type-R del friulano Paolo Parlato.

Marco Sbrollini con la Lancia Delta Integrale Evo segna il venticinquesimo tempo e vince la E1 Italia (Foto Claudio Ricciotti)
Marco Sbrollini con la Lancia Delta Integrale Evo segna il venticinquesimo tempo e vince la E1 Italia (Foto Claudio Ricciotti)

Quarto posto per l’orvietano Leonardo Spaccino che dopo tante sfortune porta in fondo alla salita eugubina la bella Subaru Impreza. Quinto e vincente in A1600 Alfredo Scarafoni con la Citroen Saxo dopo la squalifica di Angelo Maria Guzzetta con la Peugeot 106. Mitsubishi Lancer protagoniste anche nel gruppo N con il successo di Lorenzo Mercati sulla Evo curata da Bianchi, davanti al sorprendente Vincenzo Ottaviani con la Citroen Saxo Vts primo in N1600. Terzo Cristiano Rossi con la Subaru Impreza. In N2000 vittoria per Adriano Pilotto con la Honda Civic Type-R davanti alla Renault Clio Williams di Roberto Balletti ed alla Opel Astra Gsi di Giuseppe Paci, sfortuna per Ludovico Manni fermo per guasto meccanico con la Renault Clio Williams prima dell’ultimo tornante.

L’ex campione mondiale GP2 Davide Valsecchi è terzo tra le Racing Start Plus (Foto Claudio Ricciotti)
L’ex campione mondiale GP2 Davide Valsecchi è terzo tra le Racing Start Plus (Foto Claudio Ricciotti)

Anche Rocco Errichetti si ferma all’ultimo tornante con la Peugeot 106 per cedimento al semiasse, poi riesce a disputare la seconda manche e completarla. Dominio Mini Cooper S tra le Racing Start Plus ma insolito il vincitore, il rallista lombardo Ilario Bondioni. Secondo Francesco Savoia alle prese con noie al motore mentre terzo è Davide Valsecchi. Premiato il venerdì precedente la gara, l’ex-campione mondiale GP2 e presentatore tv stupisce per il rapido adattamento alla Mini battendo gli abituali frequentatori del CIVM Andrea Palazzo e Rachele Somaschini, mai ferma una domenica. In Racing Start, affollatissima con ben quarantuno verificati, spicca il successo di Antonio Scappa davanti a Giacomo Liuzzi e Pasquale Santoro.

Emiliano Perucca Orfei fa esordire nel CIVM la Peugeot 308 Racing Cup (Foto Claudio Ricciotti)
Emiliano Perucca Orfei fa esordire nel CIVM la Peugeot 308 Racing Cup (Foto Claudio Ricciotti)

Bravo anche Luca Giovannoni quarto in un dominio delle Mini Cooper S. La prima vettura non-Mini è la Honda Civic Type-R di Angelo Loconte quinto davanti alla Honda Civic Ek4 di Marco Cappello. Tra le RS 1400 vittoria e titolo per la Polo di Arduino Eusebio davanti alla Peugeot 106 di Mattia Fasciano. In Produzione Evo vittoria per Nicola Cola con la Ford Sierra Cosworth davanti alla Subaru Impreza di Fabio Massimi ed alla Fiat Ritmo di Livio Cippicciani. Sfortuna per Pietro Chiarelli che, una volta ultimata la gara con la Honda Civic V-Tec, subisce un infortunio con ricovero al pronto soccorso.

Secondo tra le Racing Start Plus Francesco Savoia con la Mini Cooper S (Foto Claudio Ricciotti)
Secondo tra le Racing Start Plus Francesco Savoia con la Mini Cooper S (Foto Claudio Ricciotti)

Tra le Autostoriche vittorie per Giuliano Peroni su Martini Mk32 nel 5.Raggruppamento, Uberto Bonucci nel 4.Raggruppamento con la Osella Pa9/90, Gennaro Ventriglia su Fiat X1/9 nel 3.Raggruppamento, Piergiovanni Volpinari su Lotus Europa nel 2.Raggruppamento e Mario Sala su Porsche 906 nel 1.Raggruppamento. La competizione viene caratterizzata da buone condizioni meteo. La temuta pioggia prevista per Domenica mattina non appare: arriva solo un po’di vento che, pur mitigando le temperature, finisce per spazzare via rapidamente le nuvole ed assicura un buon afflusso di pubblico e due manche sostanzialmente regolari.

Rudi Bicciato con la Mitsubishi Lancer vince nel Gruppo A (Foto Claudio Ricciotti)
Rudi Bicciato con la Mitsubishi Lancer vince nel Gruppo A (Foto Claudio Ricciotti)
pubblicità

WRC, al Rally di Germania vince Tanak ma allunga Ogier

Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Ford Fiesta WRC si aggiudicano il Rally di Germania
Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Ford Fiesta WRC si aggiudicano il Rally di Germania

Il WRC scende in campo sui temibili asfalti del Rally di Germania. Dopo i rivolgimenti in classifica successivi al Rally di Finlandia, arrivano nuovi colpi di scena. Il primo è la vittoria di Ott Tanak e Martin Jarveoja con la Ford Fiesta WRC. L’estone pare ormai avere raggiunto il massimo livello di competitività ed ora si candida per la conquista del titolo mondiale, dato che Sebastien Ogier, tornato leader della classifica provvisoria con il terzo posto ottenuto in questa gara, è staccato di sole trentatre lunghezze. Per il francese ed il copilota Julien Ingrassia un po’ di rimpianti visto che in extremis sono costretti a cedere il secondo posto all’equipaggio norvegese formato da Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger. Mikkelsen conferma le grandi capacità della Citroen C3 Wrc, un’auto che potrebbe riportare la casa francese in lotta per il titolo mondiale se guidata da equipaggi più costanti.

Piazza d'onore per Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger con la Citroen C3 Wrc
Piazza d’onore per Andreas Mikkelsen ed Anders Jaeger con la Citroen C3 Wrc

Invece Kris Meeke e Paul Nagle, l’equipaggio di punta sulla C3, lasciano la Germania con un mesto ritiro nella quindicesima speciale per problemi al sistema di raffreddamento. Tra l’altro la loro gara viene condizionata da un piccolo incidente già nella speciale inaugurale. Va un po’ meglio a Craig Breen e Martin Scott che, dopo una gara passata ad inseguire, artigliano in extremis il quinto posto ai danni della Ford Fiesta WRC di Elfyn Evans e Daniel Barritt. Pur confinato al sesto posto Evans dimostra di avere acquisito un ritmo da protagonista. Per le Toyota gara piuttosto deludente, la migliore Yaris WRC è quella di Juho Hanninen e Kai Lindstrom che chiudono quarti ma con ampio distacco nei confronti di Ogier. Peggio ancora va a Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila che terminano settimi e soprattutto ad Esapekka Lappi e Janne Ferm. I vincitori del Rally di Finlandia sul finire della prima giornata di gara danneggiano la sospensione anteriore sinistra e precipitano in classifica.

Terzo posto per Sebastien Ogier e Julien Ingrassia, ancora leader della classifica di Campionato
Terzo posto per Sebastien Ogier e Julien Ingrassia, ancora leader della classifica di Campionato

Poi alternano a diverse belle prestazioni alcuni errori marchiani e per loro c’è solo il ventunesimo posto assoluto. Nella Power Stage però si riscattano con il secondo tempo. Trasferta da dimenticare per le Hyundai i20 Coupe Wrc. La migliore è quella di Hayden Paddon e Sebastian Marshall -che da questa gara sostituisce John Kennard– la quale termina ottava assoluta. Thierry Neuville dopo una sola gara perde la leadership del Mondiale dopo che nella seconda giornata di gara la sua vettura subisce un rovinoso cedimento alla posteriore sinistra. I meccanici della casa coreana sistemano il mezzo ma il belga è in fondo alla classifica, terminerà solo quarantaquattresimo. Anche Dani Sordo e Marc Marti stavolta non raccolgono nulla.

Solo ottava la prima Hyundai i20 Coupé Wrc con Hayden Paddon e Sebastian Marshall
Solo ottava la prima Hyundai i20 Coupé Wrc con Hayden Paddon e Sebastian Marshall

Sordo deve anzi considerarsi fortunato dopo l’uscita tra i vigneti nel corso della prima giornata di gara, che solo per caso si risolve senza danni al mezzo permettendogli di proseguire la corsa, terminata poi al trentaquattresimo posto dietro la Mitsubishi Lancer Evo X di Hermann Gassner, noto agli appassionati italiani per le sue partecipazioni alle gare nostrane di Mitropa Cup come Casentino e Bassano. Un altro grande pilota tedesco, Armin Kremer, termina nono assoluto con la Ford Fiesta Wrc. Tra le WRC 2, assente Ole Veiby che gareggia con la ricostruita Skoda Fabia R5 nel Konsmo Rally valido per la serie nazionale norvegese, si registra il successo della Ford Fiesta R5 di Eric Camilli davanti alle Skoda Fabia di Jan Kopecky e di Pontus Tidemand, quest’ultimo penalizzato da una toccata a metà gara. Questa piccola sfortuna non impedisce comunque di arrivare sul podio del Rally di Germania e conquistare in anticipo il titolo WRC2.

La migliore Yaris WRC è quella di Juho Hanninen e Kai Lindstrom che chiude a ridosso del podio
La migliore Yaris WRC è quella di Juho Hanninen e Kai Lindstrom che chiude a ridosso del podio

Sono cinquantaquattro le auto che terminano il rally tedesco. Gli unici equipaggi nostrani in gara sono Enrico Brazzoli in coppia con Maurizio Barone quarantesimi con la Peugeot 208 R2 e Tamara Molinaro con la fianco Veronica Gulbaek quarantanovesime con la Opel Adam R2. Per la Molinaro periodo molto intenso giacché ha corso il difficile Rally di Resovia due settimane fa e tra soli sette giorni correrà l’infido Barum Rally in Repubblica Ceca. Si potrebbe poi annoverare il binomio formato da Simone Tempestini e Giovanni Bernacchini quindicesimi con la Citroen DS3 R5, ma Tempestini junior da molti anni gareggia con licenza romena.

Pontus Tidemand e Jonas Andersson conquistano in anticipo il titolo WRC2 grazie al podio al Rally di Germania
Pontus Tidemand e Jonas Andersson conquistano in anticipo il titolo WRC2 grazie al podio al Rally di Germania
pubblicità