Si chiudono con una gara di anticipo i giochi per il WRC. Con il terzo posto sui temibili sterrati del Rally del Galles, Sebastien Ogier e Julien Ingrassia conquistano il quinto alloro consecutivo confermandosi degni successori di Sebastien Loeb. E’ il secondo titolo vinto con la Ford Fiesta Wrc dopo il triplete con la micidiale e rimpianta Volkswagen Polo R Wrc. Il trionfo arriva nel giorno di Elfyn Evans e Daniel Barritt. Il figlio del grande Gwyndaf porta a casa il suo primo successo nel Mondiale Rally con la Ford Fiesta Wrc. Era dai tempi dei compianti Colin McRae e Richard Burns che un inglese non conquistava un successo così netto nel rally di casa.

La seconda posizione va al grande sconfitto della stagione 2017, Thierry Neuville in coppia con Nicolas Gilsoul. Dopo molti colpi di sfortuna, l’ultimo dei quali in Spagna, il binomio belga riesce a portare in alto la Hyundai i20 Coupe Wrc precedendo Ogier che non si danna l’anima più di tanto. L’unico obiettivo del transalpino è mantenere alle sue spalle il compagno di team Ott Tanak. L’estone non riesce a graffiare e termina soltanto sesto assoluto, perdendo anche il secondo posto in campionato a vantaggio di Neuville. Il Rally d’Australia, passerella trionfale per Ogier, avrà comunque una sua importanza in quanto deciderà chi sarà il vice-campione 2017.

Davanti a Tanak terminano Andreas Mikkelsen e Anders Jaeger con la Hyundai i20 Coupe Wrc poi Jari-Matti Latvala e Miikka Anttila con la Toyota Yaris Wrc. Per la casa giapponese nuova delusione dopo un arrembante inizio di stagione. A rendere più insopportabile questa battuta d’arresto l’impatto contro un albero che elimina la vettura di Juho Hanninen sul finire della seconda giornata ed il nono posto assoluto di Esa-Pekka Lappi e Janne Ferm. Il vincitore del Neste Rally sfigura notevolmente sugli sterrati gallesi, quest’anno molto meno fangosi viste le condizioni meteo insolitamente molto buone, e conferma un momento di crisi di risultati.

Per quanto riguarda le Hyundai le altre due i20 Coupé Wrc iscritte terminano entrambe la gara nella top ten grazie all’ottavo posto di Hayden Paddon ed al decimo dell’iberico Dani Sordo. Per quanto riguarda le Citroen C3 Wrc gara molto deludente con Kris Meeke e Paul Nagle che terminano settimi e Craig Breen in coppia con Martin Scott quindicesimi dopo essere anche incappati in un testacoda nella seconda giornata di gara. Anche se lo svarione si conclude senza particolari conseguenze per la vettura, il risultato finale è compromesso.

Delusione anche per Mads Ostberg che, con la Ford Fiesta Wrc, viene penalizzato da problemi al differenziale ed alla fine, dopo un weekend da lui stesso definito “disastroso”, conclude soltanto trentottesimo dietro alla Opel Adam dell’inglese Chris Ingram -reduce da una dura stagione nel Campionato Europeo- ed alla Skoda Fabia R5 di Ole-Kristian Veiby. A proposito di WRC 2 la vittoria arride a Pontus Tidemand che con la Skoda Fabia R5 batte le Ford Fiesta R5 di Eric Camilli e dell’inglese Tom Cave.

Problemi tecnici per Kalle Rovanpera, il figlio d’arte finlandese più volte visto in azione nell’edizione 2017 del Campionato Italiano Rally termina solamente trentacinquesimo. Peggio ancora va a Jari Huttunen che con la Hyundai i20 R5 finisce la corsa già nella prima giornata per problemi tecnici. La pattuglia italiana porta tutti i suoi rappresentanti in fondo ed il migliore è Fabio Andolfi con la Hyundai i20 R5. Affiancato da Simone Scattolin il figlio d’arte evita gli errori di guida che lo avevano costretto al ritiro in Finlandia e lo avevano relegato nelle retrovie in Spagna, concludendo venticinquesimo alle spalle del polacco Lukasz Pieniazek, penalizzato con la Skoda Fabia R5 da un incidente nella prima giornata di gara.

Buon quarantasettesimo posto per Enrico Brazzoli e Maurizio Barone con la Peugeot 208 R2B, mentre su identica vettura Manuel Villa e Michele Ferrara sono cinquantatreesimi. Enormi problemi tecnici penalizzano Simone Tempestini e Giovanni Bernacchini con la Citroen DS3 R5, retrocessi fino al cinquantacinquesimo posto assoluto. Un vero peccato per l’italo-rumeno. Tra i sessantacinque concorrenti classificati nella gara Mondiale va citato anche il binomio giapponese formato da Shunichi Washio e dalla bella Sae Kitagawa con la piccola Toyota Vitz R1B, riusciti a concludere la gara al sessantacinquesimo posto.

Washio entra nel novero dei numerosi piloti del Sol Levante ad essersi cimentati nello storico rally britannico. Per quanto riguarda il Rally National, partito in coda alla competizione principale, si registra la vittoria di Thomas Preston ed Andrew Roughead con la Skoda Fabia R5 davanti alla Mitsubishi Lancer Evo IX di Bruce McCombie ed a altri sessantuno equipaggi al volante delle vetture più disparate, dalle convenzionali Skoda, Subaru e Mitsubishi alle piccole Peugeot 205 Gti, Volvo Amazon e Ford Escort Mk2 fino alle Land Rover Wolf XD schierate dalla squadra delle Forze Armate Britanniche ed al Volkswagen Maggiolino che Brian Ferreday e Joines Jordan portano al sessantaduesimo posto davanti alla Land Rover di Tyrone Westall.

Lo storico rally gallese è cambiato molto negli ultimi tre lustri, non ci sono più le “Mickey Mouse” e le speciali con neve e gelo, non è più neanche la gara di epilogo del Mondiale, ma lo spirito del vecchio glorioso RAC -nome tra l’altro raccolto da un altro rally storico che si svolgerà ad inizio Novembre- è veramente duro a morire…





