Weekend dal sapore dolce-amaro per la Ducati al Misano World Circuit per la seconda ed ultima trasferta italiana della WSBK. La formazione bolognese esce con le ossa rotte dalla prima manche in cui cadono in un brevissimo lasso di tempo prima Marco Melandri e poi Chaz Davies, quest’ultimo in lotta per la vittoria con la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale di Jonathan Rea. Dall’incidente alla curva 14 Davies esce infortunato al punto da non potere effettuare la seconda gara, mentre Rea riesce a ripartire ed a chiudere in terza posizione, alle spalle del compagno di team Tom Sykes ed alla Yamaha ufficiale di Alex Lowes.

L’altra moto di Iwata, condotta da Michael Van der Mark, finisce in terra dopo quattordici giri dopo avere a lungo occupato la prima posizione. Al quarto posto termina la BMW S 1000 RR di Jordi Torres, al suo migliore piazzamento stagionale. A salvare l’onore Ducati ci pensa lo spagnolo Xavi Fores che, con la Panigale R del team Barni, ha iniziato a mettersi in mostra a partire da Imola. Termina quinto davanti alla migliore delle Aprilia RSV4 RF con in sella Eugene Laverty. Bene anche Lorenzo Savadori che con l’altra moto di Noale termina nono assoluto davanti alla BMW di Raffaele De Rosa.

Sfigura la MV Agusta 1000 F4 con Leon Camier che termina direttamente alle spalle dell’italiano dell’Althea BMW Racing Team. Nell’elenco degli italiani che terminano in zona punti troviamo anche Alex De Angelis dodicesimo con la Kawasaki ZX-10 RR di Pedercini davanti all’identica moto, ma curata da Grillini, pilotata da Ayrton Badovini. Un punticino lo artiglia anche Marco Melandri riuscito, nonostante i danni della caduta, a ripartire ed occupare la classifica il quindicesimo ed ultimo posto. Non entra infatti in classifica la Honda ufficiale di Stefan Bradl quasi subito costretto ad una lunga sosta per i soliti problemi meccanici che penalizzano la moto giapponese.

Il clima al team Red Bull Honda è di quelli più tristi, complice anche la perdita di Nicky Hayden. Ritirato per noie meccaniche Riccardo Russo con la Yamaha di Guandalini e come lui l’argentino Leandro Mercado con la Aprilia RSV4 RF di Ioda Racing. In gara due, clamorosamente, le Kawasaki finiscono in secondo piano e Xavi Fores vive il suo piccolo momento di gloria comandando per i primi quattro giri, finché la sua Panigale R non lo pianta in asso e lo costringe al ritiro. Non meno esaltante la supremazia di Torres che, per la prima volta in stagione, porta la BMW in vetta e per ben otto tornate.

A questo punto subentra Melandri, ancora furente per il volo della prima manche. Passa in testa al tredicesimo giro e ci rimane fino alla bandiera a scacchi nel tripudio, un po’ smorzato, dei tantissimi fans italiani corsi sull’autodromo riminese. Il podio lo completano Rea e Sykes che col minimo sforzo portano il discorso titolo nettamente in mano alla Kawasaki. Rea comanda ora la classifica con cinquanta punti di vantaggio su Sykes, Davies ormai è lontano centoundici punti da Rea e praticamente tagliato fuori da tutti i giochi.

Tornando alla gara, a ridosso del podio chiude Van Der Mark davanti alle Aprilia di Laverty e Savadori, decisamente in rilancio sulla pista di Misano. Ottimo anche De Rosa che, dopo il ritiro per noie tecniche di Torres, diventa il miglior portacolori BMW col settimo posto davanti alla Kawasaki che Puccetti schiera per un buon Randy Krummenacher. Nona posizione per Leandro Mercado davanti ad un Bradl in crisi profonda, mentre la classifica la chiudono Ayrton Badovini ed Ondrej Jezek, quest’ultimo su una Kawasaki di Grillini.

Tutti ritirati gli altri, tutti per guasti meccanici con l’eccezione di De Angelis e Lowes traditi da un asfalto reso assai infido dal gran caldo. La Superbike si accinge ora alla trasferta oltreoceano, a metà Luglio, senza nessuna categoria di contorno. Il circus della WSBK tornerà completamente riunito nella seconda metà di Agosto, al Gran Premio di Germania.






