Sorpresa nella tappa della MotoGP al leggendario Dutch TT in programma l’ultimo weekend di giugno ad Assen. Nella gara che certifica lo stato di crisi -si scrive crisi ma si legge anche sfortuna- di Valentino Rossi, per la terza gara consecutiva costretto al ritiro per un incidente con il nipponico Takaaki Nakagami, la Yamaha festeggia comunque con Maverick Vinales che, dopo un digiuno lunghissimo, riesce a conquistare un bel successo.

Una vittoria che molto probabilmente non permetterà al giovane spagnolo di rientrare nella lotta per il titolo, anche quest’anno diretto sempre più nelle mani di Marc Marquez, ma gli darà una grande iniezione di fiducia per il futuro. Parlando di Marquez, l’iberico continua a macinare risultati utili con la Honda.

In Olanda giunge secondo davanti al sorprendente Fabio Quartararo ed ora i punti di vantaggio sul pilota ufficiale Ducati Andrea Dovizioso salgono a quarantaquattro. Il romagnolo non può nulla contro un Quartararo di un altro pianeta: il transalpino migliora a passi da gigante gara dopo gara e, dopo la “meteora” Zarco, l’Esagono potrebbe avere trovato un nuovo candidato in grado di lottare per il titolo MotoGP.

La squadra Petronas Yamaha SRT lavora bene su tutti i fronti e lo dimostra anche il bel quinto posto di Franco Morbidelli, in crescita prestazionale. Dopo Danilo Petrucci, vittorioso al Mugello, sta dunque sorgendo un nuovo erede di Valentino Rossi. Lo stesso Petrucci non sfigura chiudendo sesto davanti alla Honda del discontinuo Cal Crutchlow, unico superstite del team di Lucio Cecchinello.

Stavolta la Suzuki Ecstar raccoglie ben poco. Con Alex Rins subito a terra, è Joan Mir a salvare in qualche modo l’onore con un discreto ottavo posto davanti alla Ducati Pramac dell’australiano Jack Miller, mai in partita su una pista in cui quattro anni fa conquistò un eccezionale successo. La gara olandese vede la “rinascita” di Andrea Iannone, che conquista il decimo posto, migliore risultato da quando è alla guida dell’Aprilia.

Sconfitto il compagno di team Aleix Espargaro, fin qui nettamente superiore a Iannone a livello prestazionale. L’iberico finisce dodicesimo dietro anche al fratello Pol con una KTM non certo esaltante. Pol Espargaro è anche l’unico ufficiale KTM al traguardo visto che Johann Zarco è costretto al ritiro ai box. Per il transalpino continua la crisi dopo alcuni anni da protagonista.

In zona punti entrano entrambe le KTM della Tech 3 di Hervé Poncharal, con Miguel Oliveira tredicesimo ed il malese Hafizh Syahrin quindicesimo. Tra di loro si piazza un deludente Francesco Bagnaia che, oltre ad essere surclassato da Miller, soffre la pista olandese con la Ducati di Pramac Racing. Fuori dalla zona punti i due portacolori della Reale Avintia Racing, squadra “cenerentola” della Moto GP.

Tito Rabat e Karel Abraham rimangono stabilmente in fondo al gruppo. Il ceco aggiunge anche una caduta che lo fa chiudere staccato di un giro. E per finire un cenno per Jorge Lorenzo: già non stava andando per niente bene in questo 2019, ora la caduta in prova con una vertebra rotta rischia di affossare le sue ambizioni e mettere in bilico il suo posto con la Honda Repsol. Ed ora, la tappa sul toboga di Sachsenring.

Per Marquez un’altra opportunità per avvicinarsi ulteriormente al titolo dopo la “fuga” iniziata dal Gran Premio di Montmelò.





