Così come la Moto2, anche la MotoGP a Zeltweg subisce un’interruzione con bandiera rossa a causa di una spaventosa caduta di Johann Zarco e Franco Morbidelli dopo otto giri di gara. Dopo una collisione ad alta velocità alla curva 3 le moto dei due malcapitati attraversano tutta la via di fuga, si demoliscono in una sequenza paurosa di ribaltamenti e rischiano anche di travolgere alcuni piloti. Valentino Rossi ha visto sfrecciare davanti al suo casco i resti impazziti della moto di Morbidelli.

Per i due sfortunati piloti nessuna grave conseguenza. E neanche per Rossi, che soltanto al rientro ai box, credo, si sia realmente reso conto di aver calato uno dei jolly della sua vita. Il gruppo viene fatto rientrare ai box e la corsa riparte sulla distanza di venti giri. Leader della prima parte di gara, la sorprendente Ktm di Pol Espargaro davanti alla Ducati dell’oramai “separato in casa” Andrea Dovizioso e alla Ducati Pramac di Jack Miller, che potrebbe rilevarlo nel 2021 a meno di un clamoroso ritorno di Jorge Lorenzo.

Al nuovo via, Espargaro si fa tradire dall’emozione e cade, precludendo alla Ktm la possibilità di un clamoroso bis come quello di Binder a Brno. E qui emerge il grande cuore di Dovizioso che prende il comando con la Suzuki Ecstar di Joan Mir alle spalle. Il romagnolo contiene bene l’iberico -intenzionato a tenere alto l’onore della Suzuki Ecstar dopo la caduta di Alex Rins– e Miller, che regala grandi emozioni con la Ducati di Pramac.

Alla fine “Dovi” conquista una vittoria importante –la numero 50 per Ducati nella sua storia in MotoGP– che gli consente di prolungare la sua striscia vincente a Zeltweg e soprattutto di ridurre ad undici le lunghezze di distacco da Fabio Quartararo che dopo i successi di Jerez annaspa con la Yamaha Petronas SRT, chiudendo stavolta solo ottavo. Tornando alla classifica di Zeltweg, continua a splendere la stella di Binder che stavolta è quarto assoluto. Il sudafricano ha raggiunto vette di assoluta eccellenza e le moto austriache sono ormai competitive al pari delle giapponesi e delle Ducati.

Discreto quinto posto per il mai domo Valentino Rossi con la Yamaha, mentre il compagno di team Maverick Vinales compie una gara “alla gambero” e chiude decimo dopo ottime prove, preceduto persino da Iker Lecuona davvero bravo con la Ktm di Tech3. Anche Miguel Oliveira se la stava cavando bene con la Ktm curata da Poncharal, prima di essere eliminato da una caduta. Le Honda, prive di Marc Marquez, annaspano. La migliore è quella di Takaaki Nakagami, sesto e ormai “top rider” del team di Lucio Cecchinello.

Cal Crutchlow può dirsi ancora fortunato ad avere artigliato il punticino del quindicesimo posto. Peggio ancora va ad Alex Marquez, solamente tredicesimo, e a Stefan Bradl che continua a sostituire male Marc Marquez collezionando un “aberrante” diciassettesimo ed ultimo posto. Alle spalle di Nakagami l’altro “futuro ex” ufficiale Ducati, Danilo Petrucci, che mostra timidi segni di ripresa ma è lontano dai tempi migliori. Oltre la Top Ten, spicca il buon undicesimo posto dell’Aprilia di Aleix Espargaro che tiene alto l’onore della casa di Noale.

Alle sue spalle Michele Pirro che sostituisce decorosamente Francesco Bagnaia alla Pramac Racing. Oltre a Bradl, fuori dalla zona punti il “solito” Tito Rabat della Reale Avintia, staccato di nove decimi da Crutchlow. La MotoGP rimane ancora sulle montagne austriache e nel prossimo weekend mette in scena il GP della Stiria. Per Dovizioso una ghiotta possibilità di ridurre ancora il divario su Quartararo sulla sua pista preferita, ma le varie Ktm e Suzuki metteranno al romagnolo i bastoni tra le ruote. Morale della favola, in MotoGP non ci si culla mai sugli allori.





