Colpo di scena nel WSSP. Il round portoghese di Portimao rilancia le ambizioni mondiali di Federico Caricasulo che con la Yamaha YZF R6 ufficiale conquista una vittoria rocambolesca. Ora Caricasulo è terzo in classifica mondiale con soli venti punti di distacco dal leader Sandro Cortese. La corsa parte subito con una grande sorpresa con la collisione tra Jules Cluzel e Cortese, che costringe il francese al ritiro e l’italo-tedesco a ripartire dal fondo.

Così le Yamaha YZF R6 di Lucas Mahias e Caricasulo passano in vetta e lottano duramente per la vittoria. Ci si aspetta che il duello continui fino alla bandiera a scacchi, ma al diciottesimo giro Mahias posteggia a bordo pista per una foratura. Pochi istanti dopo una collisione elimina lo spagnolo Borja Quero Martinez che resta sull’asfalto infortunato. Riesce a riprendere la pista l’olandese Rob Hartog con la Kawasaki ZX-6R finito in terra con l’iberico.

Per soccorrere lo spagnolo viene esposta la bandiera rossa, e dato che è stata coperta una distanza sufficiente a livello regolamentare la corsa non viene ripresa, decretando la seconda vittoria consecutiva di Caricasulo. Mahias, non essendo rientrato in parco chiuso, non viene classificato e questo mette fine ad ogni ambizione del transalpino di confermarsi campione di categoria. A completare il podio sono Kyle Smith con la Honda CBR 600 RR della CIA Landlord Insurance e Raffaele De Rosa con la MV Agusta F3 675 ufficiale.

De Rosa rimane nettamente in gioco per il titolo mondiale con Cortese staccato di trenta punti, un divario che con un campionato così incerto non è poi così insormontabile. Quarto posto per Randy Krummenacher con la Yamaha YZF R6 di Evan Bros. Un piazzamento che permette all’elvetico di rimanere in terza posizione nella classifica del Campionato Mondiale Supersport, sia pure a pari merito con Caricasulo. La furibonda rimonta dalle retrovie consente a Cortese di artigliare un quinto posto importantissimo che gli permette di guadagnare qualcosa su Cluzel.

Sesto posto per Hannes Soomer con la Honda CBR 600 RR di Racedays. Per l’estone una performance impeccabile che lo porta a precedere la seconda MV Agusta F3 675, pilotata da Ayrton Badovini. Dopo tanta sfortuna Badovini conquista un piazzamento di alta classifica che dimostra il grande livello di competitività della moto italiana. Ottavo posto per Thomas Gradinger nonostante una escursione nelle vie di fuga ad inizio gara con la Yamaha YZF R6 di NRT.

A chiudere la Top Ten sono le Kawasaki ZX-6R di Hikari Okubo e dell’ex-grande speranza iberica Hector Barbera, che cerca di rifarsi una carriera con le Supersport. Delude Luke Stapleford con la Yamaha YZF R6 che termina davanti all’iberico Miquel Pons su Kawasaki ZX-6R. Tredicesimo posto per Jaimie Van Sikkelerus con una Honda CBR 600 RR della Gemar Team Lorini, davanti alla Kawasaki di Christian Stange e alla Triumph Daytona 675 dell’inglese Sam Hornsey.

Non vi sono italiani in zona punti oltre ai nostri “magnifici tre”. Chiude la classifica in diciottesima posizione Alfonso Coppola con la Yamaha YZF R6 dello Junior Team ufficiale dopo una gara incolore. La prossima gara sarà a Magny Cours in Francia. Un circuito che dovrebbe vedere tra i favoriti Cluzel e Corentin Perolari, oggi costretto al ritiro per noie tecniche con la Yamaha YZF R6 della GMT94, ma con un campionato così equilibrato è diventato difficile fare pronostici.





