Il WSBK si apre sotto grandi auspici per la Ducati. Il round di Phillip Island viene infatti dominato dal neo-acquisto del team ufficiale emiliano, lo spagnolo Alvaro Bautista. Proveniente da una buona stagione nella MotoGP, Bautista sembra essere stato rivitalizzato da questa nuova chance agonistica andando a vincere tutte le gare in programma. Nella prima manche lo spagnolo infligge un distacco di quasi quindici secondi alla Kawasaki ZX-10 RR di Jonathan Rea, dominatore delle ultime edizioni del Mondiale SBK.

Alle sue spalle infuria la lotta tra le Yamaha che quest’anno si propongono con maggiore decisione nella corsa all’iride. Al terzo posto conclude l’ex-ducatista Marco Melandri con la Yamaha YZF R1 della GRT, respingendo fin sotto la bandiera a scacchi gli assalti di Alex Lowes e Michael Van der Mark attesi ad un 2019 da protagonisti. Melandri è anche il migliore tra gli Indipendenti, precedendo il turco Toprak Razgatlioglu che con la Kawasaki ZX-10 RR di Puccetti chiude sesto assoluto.

Settimo posto per Tom Sykes che al debutto con la Bmw S1000 RR ufficiale non brilla e rimane costantemente al di fuori della lotta per la vittoria. Il sostituto di Sykes alla Kawasaki, Leon Haslam, cade alla Curva 4 dopo pochi giri, riparte e giunge solo quindicesimo. La GRT raccoglie soddisfazioni anche con l’italo-tedesco Sandro Cortese nono assoluto davanti alle Ducati Panigale R di Michael Ruben Rinaldi e di Chaz Davies, autore di una prova davvero deludente.

Nella Superpole Race, nuova idea per rivitalizzare sportivamente il Mondiale Superbike 2019, Bautista si impone ancora davanti alle Kawasaki ufficiali di Rea e di Leon Haslam. Alle loro spalle è tripudio Yamaha con Lowes, Van der Mark, Melandri e Cortese che si piazzano nell’ordine. Michael Ruben Rinaldi è ancora una volta autore di una buona gara con la Ducati Panigale V4 R di Barni e giunge ottavo davanti ad Eugene Laverty.

Dopo la fine della squadra ufficiale Superbike Aprilia, l’irlandese debutta con il team Go Eleven, passato dalle Kawasaki alle Ducati Panigale V4 R. La Top Ten la completa Davies davanti alle Bmw di Sykes e Markus Reiterberger. La seconda manche vede Bautista capitalizzare il bottino della Superpole Race e dominare un’altra volta da bandiera a bandiera con la sua Ducati andando a svettare in Campionato con 62 punti.

Anche stavolta le Kawasaki ufficiali annaspano e si devono accontentare di lottare per l’argento. Rea evita la resa e precede Haslam mettendo in cassaforte i punti del secondo posto che lo proiettano a ridosso del capoclassifica con un distacco di 13 punti. Le Yamaha ufficiali continuano a brillare e chiudono ai piedi del podio con Van der Mark e Lowes. Anche Melandri continua a fare bene e termina sesto e primo tra gli Indipendenti.

Il ravennate guadagna subito terreno nella classifica di categoria -alla luce dei problemi che costringono ai box in seconda manche Razgatlioglu- e si piazza terzo con 30 punti, a pari merito con Alex Lowes. In leggera ripresa Davies che chiude settimo, ma rimane offuscato dalla prova di forza di Bautista che già qualcuno vede come il nuovo Carl Fogarty. Cortese termina ancora una volta nella Top Ten con l’ottava posizione davanti ad Eugene Laverty. Dopo avere deluso in prima manche e nella Superpole Race, Leon Camier termina decimo assoluto con la Honda CBR 1000 RR di Moriwaki Althea.

La spedizione della casa nipponica rimane comunque deludente ed anche il nipponico Ryuichi Kiyonari sfigura ottenendo solo un quindicesimo posto nella seconda manche. La seconda manche, escludendo Melandri, non riserva soddisfazioni per la sparuta pattuglia italiana. Michael Ruben Rinaldi termina la corsa anzitempo per noie tecniche mentre Alessandro Del Bianco, con la Honda CBR 1000 RR di Althea Mie, finisce subito a terra alla Curva 2.

Aveva già fallito l’assalto alla zona punti in prima manche. Negativo anche il bilancio di Jordi Torres all’esordio con la Kawasaki ZX-10 RR di Pedercini. Per lui solo un undicesimo ed un quattordicesimo posto nelle due manche di gara. Ora per il Campionato Mondiale Superbike 2019 c’è poco più di un mese di pausa e il 16 e 17 marzo si torna in campo sulla pista thailandese di Buriram per la seconda prova stagionale. Con un Bautista così, finalmente la Ducati gongola.





