Nella MotoGP, dopo la giornata da incubo a Rio Hondo, Marc Marquez e la Honda ufficiale si riscattano sotto il sole di Austin in una giornata che per i primattori della classifica provvisoria si rivela molto deludente. Marquez subito dopo le prime battute di gara, prende al comando delle operazioni braccato dalla Suzuki di un Andrea Iannone in giornata di grazia. L’italiano, partito come un fulmine, dopo aver perso il comando della corsa, tenta continuamente di scalzare Marquez dalla leadership ma la maggiore potenza della Honda Repsol si fa sentire. Iannone con il passare dei giri perde terreno e con esso anche il secondo posto, che passa alla Yamaha ufficiale di un Maverick Vinales finalmente in ripresa. Anche Valentino Rossi comunque lotta come un leone rimanendo saldo a ridosso della zona podio.

Quanto alla Ducati ufficiale di Andrea Dovizioso, se la vede con la Yamaha della Monster Tech3 pilotata da Johann Zarco. L’altro portacolori della squadra di Hervé Poncharal, il malese Hafizh Syahrin, non ripete le buone prove palesate nelle scorse gare e finisce in terra ritirandosi. Identica sorte tocca al leader della classifica provvisoria di campionato, Cal Crutchlow, che dopo una prima parte di gara al vertice si sdraia con la Honda curata del team di Lucio Cecchinello e riparte nettamente fuori dalla zona punti. Marquez intanto allunga deciso, mentre Rossi tenta di accorciare le distanze su Iannone. La Suzuki può contare sul solo piazzamento dell’italiano, visto che Alex Rins resta vittima di una strana caduta a bassissima velocità, sufficiente a costringerlo al ritiro.

Marquez allunga con una guida perfetta e va a vincere senza rivali. Vinales termina secondo mentre il podio lo completa Iannone che contiene proprio sotto la bandiera a scacchi il ritorno rabbioso di Rossi. Con il quinto posto ottenuto in volata su un agguerrito Zarco, Dovizioso torna in vetta alla classifica di campionato, ma con appena un punto di vantaggio su Marquez. Dani Pedrosa, in gara con una mano operata di fresco dopo la caduta a Rio Hondo, raccoglie un buon settimo posto davanti ad un grande Tito Rabat che porta veramente in alto la Ducati del team Reale Avintia. Nona posizione per Jack Miller sconfitto in volata con la Ducati del team Pramac. A chiudere la Top Ten è Aleix Espargaro con l’Aprilia ufficiale curata da Gresini.

Per l’iberico un buon piazzamento che rialza il morale Aprilia dopo le non buone prove di Savadori e Giugliano ad Assen nella WSBK. Ennesima giornata NO per Jorge Lorenzo che, con la Ducati ufficiale, raccoglie appena l’undicesimo posto davanti al ternano Danilo Petrucci con la seconda Ducati dell’Alma Pramac. Tredicesimo posto per Pol Espargaro con l’unica KTM ufficiale a punti, davanti a Takaaki Nakagami che raccoglie gli unici due punti per il team di Cecchinello con la sua Honda. A chiudere la zona punti Alvaro Bautista, ex-grande speranza iberica ora saldamente ancorato al fondo della Top 15 con la Ducati del team intitolato ad Angel Nieto, scomparso pochi mesi fa. Sedicesimo posto per la KTM di Bradley Smith davanti all’Aprilia di un deludente Scott Redding.

Niente punti per il team EG 0,0 Marc VDS con Thomas Luthi diciottesimo ed il nostro Franco Morbidelli addirittura ventunesimo ed ultimo perdendo il duello con la Ducati Reale Avintia di Xavier Simeon. Per Crutchlow solo diciannovesimo posto e fine della leadership in campionato. Oltre a Rins e Syahrin fermo anche Karel Abraham, stoppato da noie tecniche alla sua Ducati. Prossima gara in programma a Jerez de la Frontera tra due settimane con la prima gara in Europa e grandi speranze per gli appassionati della “Rossa” di Borgo Panigale.






