Sulla pista casalinga di Alcaniz, Marc Marquez conquista la vittoria alla guida della sua Honda e muove il passo decisivo per la conquista del titolo del mondo MotoGP. L’iberico ha ora settantadue punti di vantaggio su Andrea Dovizioso ed il massimo traguardo potrebbe tagliarlo matematicamente addirittura a Buriram se il ducatista non dovesse marcare punti. Per Marquez un successo sudato poiché, dopo la caduta che elimina il poleman Jorge Lorenzo nelle prime battute di gara, trova un Dovizioso mai domo ed intenzionato a portare a casa la vittoria nella terra del nemico.

Alla fine il romagnolo dovrà desistere ed assicurarsi un comunque onorevole secondo posto. Oltre a Dovizioso anche Andrea Iannone tiene altissimi i colori italiani in terra d’Aragona. Il pilota Suzuki Ecstar completa il podio precedendo il compagno di team Alex Rins. Una performance corale insperata dati i problemi di accelerazione palesati dalle moto di Hamamatsu. L’aria di casa fa bene anche a Dani Pedrosa che, all’ultima uscita in carriera ad Alcaniz, conquista il quinto posto.

Grande anche la gara di Aleix Espargaro che porta veramente in alto l’Aprilia con il sesto posto precedendo nettamente il futuro ufficiale Ducati Danilo Petrucci. Per il ternano la soddisfazione di avere preceduto Valentino Rossi autore di una faticosa risalita dalle retrovie dopo prove disastrose con tanto di caduta. Le Yamaha escono dall’Aragona con le ossa rotte e lo dimostra anche il deludentissimo decimo posto di Maverick Vinales dietro alla Ducati Alma Pramac di Jack Miller.

Decente gara di Franco Morbidelli; il romano campione uscente della Moto2 è undicesimo con la Honda della EG 0,0 Marc VDS davanti alla Honda LCR Idemitsu di Takaaki Nakagami. Il nipponico è l’unico pilota a portare punti alla squadra di Cecchinello data la caduta quasi immediata che elimina il compagno di team Cal Crutchlow, che continua ad alternare gare da applausi a cadute nelle prime fasi di gara. Così ora è stato agganciato da Petrucci al sesto posto in classifica di Campionato. Una sola KTM in gara, con Pol Espargaro fuori servizio è l’inglese Bradley Smith a salvare l’onore della casa austriaca giungendo tredicesimo, davanti ad uno spento Johann Zarco in caduta verticale dopo un grande inizio di stagione con la Yamaha della Tech3.

Al quindicesimo posto grossa sorpresa del ceco Karel Abraham con la Ducati del team intitolato ad Angel Nieto. Una reazione d’orgoglio inattesa per Abraham che nelle precedenti gare aveva raccolto punti in due sole occasioni -Qatar e Barcellona- per poi restare costantemente relegato alle posizioni di fondo classifica. Anche Abraham salva l’onore del suo team vista la caduta di Alvaro Bautista che proprio sulla pista di casa interrompe una lunga sequenza di ottimi piazzamenti.

Ben cinque gli avversari messi dietro dal buon Karel, a cominciare da Scott Redding che continua a deludere con l’Aprilia ufficiale. Non solo l’inglese viene “bastonato” dal compagno di team Espargaro che realizza con identica moto ben altre performance, ma rischia perfino di farsi passare dal demotivato elvetico Thomas Luthi. Il weekend nero della Tech3 lo completa Hafizh Syahrin che termina terz’ultimo confermando un periodo di grave difficoltà. Il malese rischia persino di essere passato da Xavier Simeon, la “maglia nera” del gruppo MotoGp con la Ducati di Reale Avintia.

Orfana di Tito Rabat ancora bisognoso di cure dopo lo schianto a Silverstone, questa formazione raccoglie la più grossa delusione di giornata visto l’ultimo posto raccolto da Jordi Torres. Proveniente dal team MV Agusta e reduce da prestazioni abbastanza decorose in Superbike, Torres fatica ad adattarsi al nuovo mezzo ed in volata è costretto a cedere a Syahrin e Simeon. Sarà difficile che Torres venga riconfermato anche per Buriram, se Tito Rabat non avrà in qualche modo recuperato.

Ad ogni modo, il Motomondiale lascia l’Europa per il tradizionale tour autunnale in Asia ed Oceania prima della finale di Valencia. La nuova pista di Buriram in Thailandia potrebbe sancire un ulteriore passo verso la gloria per Marquez. Con il ritmo palesato ad Alcaniz, sembra impossibile che Dovizioso e Rossi possano fermarlo.





