In una giornata che decide molti campionati, quali la Formula Uno in Messico, il Mondiale Rally nel Galles e la Moto2 andata al nostro Franco Morbidelli, il titolo della MotoGP rimane ancora in sospeso. Andrea Dovizioso si riscatta per la negativa tappa australiana e, tirando fuori tutto l’orgoglio e tutti i cavalli in dotazione alla sua Ducati ufficiale, conquista la vittoria nella gara di Sepang rimanendo matematicamente in corsa per il titolo. Marc Marquez rimane ancora il favorito con i suoi ventuno punti di vantaggio, ma il pilota ufficiale Honda si morde le dita per il quarto posto che non gli consente di chiudere i giochi prima del tempo.

A Valencia, Marquez può godere del fattore campo, ma Dovizioso scenderà in campo carico come non mai. Il secondo posto nella gara malese va a Jorge Lorenzo, al migliore piazzamento di una stagione molto, forse troppo altalenante. Dopo la sfortuna di Misano l’iberico riesce finalmente a salire sul podio ed a Valencia potrebbe essere un prezioso ago della bilancia a favore di Dovizioso. Il terzo posto lo conquista un grande Johann Zarco con la Yamaha della Tech3. Nelle ultime gare era apparso in crisi di risultati, avevamo detto in occasione del Gran Premio del Giappone: dopo questa affermazione il francese è tornato a macinare risultati da assoluto, confermandosi il Rookie of the Year 2017.

Se andrà avanti con questo passo Zarco diventerà rapidamente un pretendente al titolo mondiale Moto GP. Ha già raggiunto il livello di campioni transalpini del passato quali Christian Sarron, Adrien Morillas ed Olivier Jacque. Il quinto posto va a Dani Pedrosa che non si rivela un buon guardaspalle per Marquez. Sull’umido tracciato di Sepang risorge il ternano Danilo Petrucci dopo la mala parata australiana che lo aveva visto fuori dai punti e davanti al solo Broc Parkes. Conclude sesto con la Ducati di OCTO Pramac e guadagna consensi anche presso il team ufficiale emiliano.

Petrucci, tra l’altro partito dalla pit-lane, batte in volata Valentino Rossi che, ormai fuori dai giochi per il titolo dopo l’infortunio occorsogli prima di Misano, alterna buone prove a performance sottotono e, come nel caso di Motegi, rischiose cadute. Se Rossi ormai sembra rassegnato, non ci si raccapezza sulla caduta verticale di Maverick Vinales, suo compagno di team alla squadra ufficiale Yamaha. Il vincitore delle prime gare stagionali chiude solamente nono, preceduto anche da un Jack Miller in stato di grazia con la Honda della EG 0,0 Marc VDS.

L’australiano pare veramente rinato dopo l’infortunio, in precedenza si era messo in mostra solo ad Assen, la sua pista preferita. Continua il buon momento della KTM che da metà stagione inanella ottime prestazioni corali toccando regolarmente la top ten. La “cenerentola” della Moto GP fa progressi vistosi, specialmente con Pol Espargaro che tiene alto l’onore di famiglia dopo l’infortunio occorso in Australia al fratello Aleix. Per lui un ottimo decimo posto, mentre Bradley Smith cede solo nel finale alla Ducati di Alvaro Bautista, ex-grande speranza iberica ormai arenata ad un ruolo di comprimario nella classe regina.

Un’altra speranza infranta, Hector Barbera, termina appena quattordicesimo con la Ducati di Reale Avintia dietro a Scott Redding. Il pilota della OCTO Pramac viene massacrato da Petrucci a tutti i livelli, per l’inglese un 2017 da dimenticare. Anche per Cal Crutchlow questa stagione non è così positiva. Il pilota della LCR Honda, quindicesimo al traguardo, raccatta un solo punticino. Un vero peccato per un pilota che in alcune occasioni, come al Mugello, ha dimostrato ben altre capacità. Oltre la zona punti si registra l’esordio poco fortunato di Michael Van der Mark in MotoGP.

Dopo l’ottima gara Superbike di Jerez de la Frontera con la Yamaha ufficiale, l’olandese ottiene dalla Tech3 quella opportunità che Valentino Rossi gli aveva soffiato in extremis ad Alcaniz, sostituendo Jonas Folger. La moto del tedesco sembra però stregata. A Motegi Kohta Nozane era caduto subito per poi rientrare ultimo e staccatissimo ai box; a Philip Island Broc Parkes aveva chiuso ultimo. Stavolta a Sepang Van der Mark fa un poco meglio di chi l’ha preceduto, ma non riesce a raggranellare nemmeno un punto chiudendo staccato di ben sei secondi da Crutchlow.

Non è certo un buon biglietto da visita per un aspirante al roster a tempo pieno della MotoGP 2018. Se Folger non recupererà per Valencia, l’olandese potrebbe avere una seconda chance, altrimenti a Van der Mark resterà solo la finale di Losail del Mondiale Superbike. A Motegi e Philip Island la Suzuki sembrava veramente risorta sia con Andrea Iannone che con Alex Rins. A Sepang il Team Ecstar torna purtroppo ai miseri livelli palesati per gran parte della stagione. Iannone è solo diciassettesimo chiudendo davanti al solo Tito Rabat su Honda, mentre Alex Rins cade per ben due volte e viene addirittura squalificato con la bandiera nera.

Doppia caduta con successivo ritiro ai box anche per la superstite Aprilia di Sam Lowes. La squadra veneta spera nel recupero di Espargaro per Valencia, in caso contrario potrebbe ricorrere ad Eugene Laverty o Lorenzo Savadori che molto bene stanno facendo con la squadra Superbike. La finale di Valencia si prospetta elettrizzante. Comunque andrà sarà l’epilogo perfetto per una stagione davvero elettrizzante…






