Stephane Peterhansel continua a dettare legge al Rally Dakar. Il francese, dopo una lunga battaglia sugli sterrati andini e sudamericani, conquista la tredicesima vittoria assoluta nel più massacrante raid del mondo, la settima al volante di un’automobile e bissa il successo con la 2008 DKR della passata edizione. Al volante di una potentissima Peugeot 3008 DKR ed affiancato sul sedile di destra da Jean Paul Cottret, “Peter” ottiene la certezza della vittoria solamente nella penultima giornata di gara quando il suo principale avversario, Sebastien Loeb anche lui al volante di una 3008 DKR, urta una pietra e fora una gomma; il ritardo che ne consegue è incolmabile per il pluricampione del mondo dei rally.

Per Loeb ed il fedelissimo copilota Daniel Elena la seconda Dakar si chiude con un secondo posto tutt’altro che disprezzabile. Nella prima metà di gara l’alsaziano aveva occupato il comando della corsa per diversi giorni -approfittando anche del rovinoso ritiro del compagno di squadra Carlos Sainz– salvo poi cedere al ritorno di Peterhansel. Per la Peugeot una Dakar trionfale visto che il terzo posto se lo aggiudica la terza 3008 DKR ufficiale, pilotata dai francesi Cyril Despres e David Castera.

Gli ex-motociclisti amministrano la posizione molto bene a partire dalle fasi centrali di gara, e intascano un podio prestigioso candidandosi ad “eredi” di Peterhansel in un prossimo futuro. Sconfitto nettamente lo squadrone Toyota. Con Nasser Al-Attiyah ritiratosi poco prima di metà gara a salvare l’onore delle Hilux ci pensa lo spagnolo Nani Roma. Con Alex Haro Bravo alle note non riesce però a reggere il passo delle 3008 DKR e si deve accontentare della medaglia di rame. Quinto posto per l’Hilux del sudafricano Giniel De Villiers che, in coppia con Dirk Von Zitzewitz, fatica per contenere l’offensiva del migliore binomio sudamericano, formato da Orlando Terranova ed Andreas Schulz.

Al volante della migliore Mini John Cooper Works, Terranova termina sesto a meno di tre minuti da De Villiers. Un’altra Mini, ma modello All 4 Racing, conclude in settima posizione con il polacco Jakub Przygonski al volante ed il belga Tom Colsoul a leggere le note. Il polivalente Romain Dumas si toglie l’ennesima soddisfazione della carriera completando la gara ottavo con la Peugeot 3008 DKR peggio piazzata. Eccellente performance per l’ex-protagonista del Mondiale Rally Conrad Rautenbach. L’ex-pilota Citroen conclude in nona posizione con il Toyota Hilux ed il sudafricano Robert Howie alle note.

Per il portacolori dello Zimbabwe anche il primo posto tra gli esordienti alla Dakar. Con Al-Attiyah ingloriosamente fuori gioco a salvare l’onore arabo ci pensa il qatariota Mohammed Abu-Issa, decimo assoluto con la Mini All 4 Racing e Xavier Panseri -abituale coequiper di Bryan Bouffier– sul sedile di destra. Un cenno per due attuali protagonisti del Mondiale Rally, che terminano a ridosso della top ten. Si morde le dita Martin Prokop in gara con un Ford F150 Evo, senza un’ora di penalizzazione lui ed Ilka Minor sarebbero facilmente entrati nel nucleo dei migliori dieci.

Stesso fardello anche per il gettonatissimo idolo locale Nicholas Fuchs, in gara assieme a Fernando Mussano su un HRX Ford. Il peruviano si prende comunque la soddisfazione di battere per un minuto e quaranta secondi la Mini John Cooper Works di Mikko Hirvonen. Fin qui la panoramica della classe T1. In T2 la vittoria arride alla Toyota VDJ200 Diesel di Christian Lavielle e Jean Pierre Garcin che battono in classe ed in assoluta il giapponese Akira Miura anche lui al via su una VDJ200. In classe T3 monologo delle Suzuki dei Coronel con Tim, al volante di una Swift GL, che batte nettamente Tom con una Swift GTI.

Per quanto riguarda gli italiani, il migliore è il binomio di Dario e Aldo De Lorenzo con una Toyota Land Cruiser 155 che chiudono trentunesimi assoluti. Quarantunesimo posto assoluto per il Ford Raptor del perugino Gianluca Tassi. L’ex-motociclista ben coadiuvato da Massimiliano Catarsi vince una sfida preparata da molti mesi, aggiudicandosi anche la classe T2 a benzina. Un cenno anche per la Pandakar di Giulio Verzelletti ed Antonio Cabini che conclude al cinquantacinquesimo posto davanti ad un altro Ford Raptor “tricolore” con al volante Graziano Scandola e sul sedile di destra Gianmarco Fossà, all’esordio assoluto alla Dakar.

Poco da fare per l’aretino Stefano Marrini. Il toscano già protagonista in diverse gare del Mondiale Rally deve ritirarsi nella prima metà di gara per un guasto meccanico che immobilizza il suo Toyota. Sono in cinquantasette le vetture che completano la maratona sudamericana -caratterizzata anche dall’annullamento della sesta tappa per il maltempo- con la classifica completata dall’Acciona Eco Powered di Ariel Jaton e German Rolon. Un risultato comunque molto positivo per questo veicolo alimentato ad energia elettrica.






