Il Rally Valtiberina Crete Senesi, prova di apertura del CIRT 2020 sembrava il rally perfetto per il finnico Emil Lindholm al volante della Skoda Fabia R5 gommata MRF. In testa per sei speciali su sette, Lindholm non incontra resistenza fino all’uscita dell’ultimo parco assistenza, quando un subdolo guasto meccanico lo costringe allo stop impedendogli di raggiungere lo start della terza ed ultima ripetizione della “mitica” Alpe di Poti. Così, con una gara accorta, Paolo Andreucci e Anna Andreussi raccolgono a mani basse il successo con la nuova Citroen C3 R5. Per il lucchese, pluricampione del CIR, è la prima vittoria con la vettura dei “Deux Chevrons” con la quale “Ucci” intende aggiungere il titolo Terra 2020 al suo già nutrito palmares.

Principale avversario del garfagnino nella lotta per il primato nel Campionato Italiano Rally Terra è Simone Campedelli che, con Tania Canton sul sedile di destra della Ford Fiesta R5, arriva secondo. Terzo posto per Giacomo Costenaro e Justin Bardini con la Skoda Fabia R5. Oltre a Lindholm, anche Stephane Consani morde la polvere, salutando volontariamente la compagnia dopo cinque speciali per una penalità. Per lo stesso motivo, forfait anche di Gianmarco Donetto su Skoda Fabia R5. Ai piedi del podio la Hyundai i20 R5, pilotata da Daniele Ceccoli con Piercarlo Capolongo alla lettura delle note.

Altre tre Skoda Fabia R5 alle sue spalle con Matteo Gamba quinto davanti a Niccolò Marchioro e Alessandro Bettega che si morde le dita per i dieci secondi di penalità costatigli l’ultimo posto della Top Five. Comunque, Bettega porta a casa il titolo Raceday Rally Terra 2019/2020, finalmente assegnato dopo lo stop forzato di metà marzo causa lockdown. Primo equipaggio straniero dopo le defezioni di Lindholm e Consani è il binomio sloveno formato da Aljosa Novak e Jaka Cevc con la Skoda Fabia R5, davanti all’identica vettura del veloce umbro Francesco Fanari che da questa gara è assecondato da Mattia Nicastri.

Luca Hoelbling non brilla sugli sterrati toscani e coglie solo il decimo posto con la Hyundai i20 R5, davanti ad un ulteriore “gruppone” di Skoda Fabia R5 capitanato da Christian Marchioro, capace di precedere i veterani Tullio Versace e Luciano Cobbe. Sparuta la presenza Volkswagen con Max Tonso quattordicesimo con la Polo GTI, e poca gloria anche per il resto del contingente Ford: Massimo Squarcialupi conclude nelle posizioni di rincalzo con la Ford Fiesta MkII, mentre Simone Romagna dopo un “pasticcio” nella prima giornata di gara ricorre al Super Rally e termina per onor di firma nelle retrovie.

In Gruppo N ottima prova per Riccardo Rigo, velocissimo con la Mitsubishi Lancer Evo IX: vince la graduatoria di categoria davanti a Stefano Marrini, veterano di molti rally WRC e qui in campo su un’identica Lancer Evo IX. Terzo di gruppo, ma staccatissimo, James Bardini su Subaru Impreza Sti: una sorte comunque migliore di quella di Michele Piccolotto e Stefano Guerra, entrambi usciti di strada. Nella N3, duello tra Renault Clio con Jacopo Lucarelli che ha la meglio sul gettonatissimo locale Davide Rosini, come sempre assecondato da Francesco Cardinali. Niente da fare per Marco Berrino non partito sull’ultima PS di Poti con la Renault Clio Rs.

Nel Femminile, trionfo per Tamara Molinaro che con Giacomo Ciucci ottiene un’onesta ventesima posizione assoluta su Citroen C3 R5. Rachele Somaschini, dal canto suo, intasca la vittoria in R3T con la Citroen DS3 ed è trentaduesima assoluta. In R2B, monopolio delle Peugeot 208 Vti ed il sammarinese Alex Raschi fa valere la sua classe battendo Jacopo Trevisani e “Davide Nicelli junior”. Continuano a deludere le nuove N5 Nazionali: Ezio Soppa con la Ford Fiesta N5 e Mattia Codato con la Citroen DS3 finiscono nell’elenco dei ritirati, per noie tecniche.

Per lo stesso motivo fuori anche altri “big” del Terra quali Stefano Madella con la Skoda Fabia R5, Andrea Succi con la Bmw M3 E30 A8, “Barone jr” con la Peugeot 208 R2B, Luca Caprili con la Ford Fiesta R2B, Marco Chiesura con la Honda Civic Ek4 N2, Valter Pierangioli con la Mitsubishi Lancer Evo IX R4. Sfortunato debutto per Samuele Martinelli con la Citroen Saxo N2: il marchigiano, molto noto nel CIVM, rimane coinvolto in una banale digressione in un fossetto. Fatale, per lui come per alcuni “big” quali Andrea Maselli e Maurizio Chiarani, l’assenza del pubblico dovuta alle norme anti-contagio per il Covid19 che hanno reso la corsa aretina “a porte chiuse”.

Un particolare che non ha comunque fermato lo staff capitanato da Gregory Matusali ed Alessio Polcri, capaci di mettere comunque in campo una grande edizione della gara toscana, promossa “in extremis” nel rivoluzionato calendario CIRT 2020. Alla fine sono state quarantanove le Auto Moderne a completare questo rally che nonostante l’assenza di alcune PS quali il Cerbaiolo e La Battaglia di Anghiari si rivela molto selettivo. La prossima prova del CIRT sarà già a fine mese a San Marino.





