Giro di boa stagionale per il Campionato Italiano GT che al Mugello mette in campo due sole gare, riunendo in un’unica griglia tutte e cinque le classi che lo compongono. Nella prima manche, alla quale manca la Lamborghini Huracan Super GT Cup di Mauro Trentin “appiedata” subito da un guasto al motore, principale protagonista è la Bmw M6 di Alberto Cerqui, che parte dalla pole ma pasticcia nelle prime fasi di gara permettendo alla Ferrari 488 della Black Bull di portarsi al comando. Stefano Gai da questa gara ha un nuovo coequipier, Michele Rugolo. La supremazia della Ferrari campione in carica resiste fino ai cambi pilota, poi la M6 torna al comando con al volante Stefano Comandini. Nelle retrovie accade un po’ di tutto. Nella seconda metà gara, alla Curva Bucine, Bar Baruch parte in testacoda con la Lamborghini Huracan Petricorse divisa con il romano Andrea Palma e finisce con le ruote posteriori sulla sabbia causando l’ingresso della Safety Car.

Nonostante il problema sia minimo, e Baruch riprenda la pista perdendo solo un paio di giri, la neutralizzazione si rivela molto lunga. Altro colpo di scena durante le soste ai box con Alain Valente che, dopo il pit stop, al momento di riprendere la pista con la Huracan targata Antonelli Motorsport “dimentica” lo sportello destro. Continuerà senza portiera fino alla bandiera a scacchi. Ripresa la gara, Comandini precede un gruppo agguerrito che comprende la potente Ferrari 488 Easy Race di Niccolò Schirò e Marco Cioci, ingaggiato in fretta e furia per sostituire Jaime Melo. Alla fine sarà proprio la vettura nero-rossa di Maranello a chiudere seconda, davanti all’identica 488 che Baldini schiera per Eddie Cheever III e Matteo Malucelli, sanzionati anche con un’ininfluente penalizzazione. Gai e Rugolo si devono accontentare del quarto posto davanti alla migliore delle Huracan, quella che la Ombra schiera per Michele Beretta ed Alex Frassineti.

Questo equipaggio capitalizza la penalizzazione inflitta alla Huracan di Daniel Zampieri e Riccardo Agostini, retrocessi al sesto posto davanti all’unica Audi R8 LMS in pista, pilotata come sempre da Vittorio Ghirelli e Benoit Treluyer. Non male Marco Cassarà e Roberto Gentili ottavi assoluti davanti all’agguerrito gruppo delle Super GT Cup. Le Huracan di Antonelli e quelle di Vincenzo Sospiri si contendono la vittoria che alla fine va al secondo team. Sono Riccardo Cazzaniga ed Antonio D’Amico a conquistare la vittoria di classe davanti a Karol Basz e Takashi Kasai poi Felipe Ortiz e Jia Tong Liang. Piccola penalità per Matteo Desideri e Piero Necchi finiti alle spalle di Tuomas Tujula e Aaro Vainio, l’equipaggio finnico della Vincenzo Sospiri Racing. In ombra le vetture della Imperiale pilotate da Nicola Pastorelli e Alessandro Bonacini poi Ivan Benvenuti e Luca De Marchi. Tra le GT3 meno facile del previsto la vittoria di Simone Niboli e Nicola Benucci con la Ferrari 458 della MP1.

La Chevrolet Corvette di Roberto Del Castello e Mario Albert Colajanni tiene loro testa fino alle battute finali. Ben più staccata la Porsche 997 di Paolo Venerosi Pesciolini ed Alessandro Baccani. In GT Cup due soli i pretendenti al successo e si registra il primo posto di classe per Eugenio Pisani e Walter Palazzo, con una Porsche che ancora porta i segni della toccata patita a Monza. L’altra vettura protagonista dell’incidente, la Porsche 997 di Giuseppe Nicolosi e Francesco La Mazza, termina immediatamente alle spalle del bolide di Siliprandi nella classifica assoluta. Successo per Sabino De Castro tra le GTS con la Porsche Cayman di Ebimotors, battuta la Ginetta G50 di Luca Magnoni. Bene anche Nicola Neri e Mauro Pizzola terzi di classe con la Cayman della Kinetic. Nelle prime fasi della gara grande protagonista in questa classe è il felsineo Pierluigi Veronesi con la seconda Cayman di Kinetic. Poi la vettura divisa con il russo Mikhail Spiridionov cala sulla distanza e finisce dietro la Ginetta di Alessandro Marchetti ed Andrea Marchesini, chiamato in extremis al posto di Gianluca Carboni.

Nella seconda manche subito colpi di scena in serie. Stefano Comandini rientra ai box con una gomma forata e precipita in fondo al gruppo. Riparte staccatissimo, ma in suo “aiuto” giunge il nipponico Motoaki Ishikawa che si insabbia in posizione pericolosa. La direzione gara fa entrare la Safety Car che imbriglia il gruppo fin quasi all’inizio dei pit-stop obbligatori. Ishikawa riprende la corsa, pur staccato di due giri dal resto del gruppo. Al nuovo via si registra il ritiro della Lamborghini Huracan di Lorenzo Veglia e Valente alla quale esplode la gomma posteriore sinistra sul rettifilo d’arrivo. La Huracan si arresta subito dopo il traguardo, un rientro a marcia indietro è impossibile e per l’equipaggio di Antonelli è il ritiro. Le soste ai box favoriscono la 488 Black Bull che va in testa grazie allo sforzo corale di un Rugolo e un Gai scatenatissimi. Stavolta nulla fermerà la loro cavalcata verso la vittoria. Ben nove secondi e sette decimi il vantaggio su Zampieri/Agostini, giunti ottimi secondi davanti a Cioci/Schirò e Frassineti/Beretta.

Nonostante una pericolosa digressione ad inizio gara, Treluyer e Ghirelli terminano quinti assoluti davanti a Malucelli/Cheever III e Palma/Baruch. Bella la rimonta di Alberto Cerqui che riesce a conquistare il nono posto assoluto alle spalle di Gentili/Cassarà. Tra le Super GT Cup successo italiano ma stavolta è della Huracan di Antonelli, quella di Desideri/Necchi. Battuti Ortiz/Liang e Kasai/Basz. Tra le GT3 ancora vittoria di Benucci/Niboli che si riscattano per la magra figura di Monza. Da applausi però la performance di Colajanni e Del Castello. Il sosia di Massimo D’Alema compie un ottimo stint iniziale, poi Del Castello allunga sulla 458 di Marco Magli e dell’iperattivo Francesco La Mazza -sempre in pista dal primo all’ultimo minuto di gara su due vetture diverse- e conquista un altro secondo posto di classe da incorniciare. In GT Cup tutto facile per Pisani/Palazzo primi e lanciati verso il titolo di categoria dopo i problemi che retrocedono in fondo alla classifica la vettura di Nicolosi/La Mazza, riuscita comunque a completare la gara.

In GTS brivido finale causato dal notevole traffico in pista. Un testacoda in fase di doppiaggio coinvolge infatti la Ginetta di Magnoni e la Cayman di Neri/Pizzoli. La prima vettura si insabbia senza scampo mentre la coloratissima Porsche della Kinetic riesce a ripartire e completare la gara, sia pure solo al quarto posto di classe dietro De Castro ancora vincitore e sempre più leader nella classifica di categoria, la seconda Cayman che la Ebimotors schiera per Matteo Arrigosi e Toni Maino e la bianca Cayman dei compagni di team Veronesi/Spiridionov. In classifica generale della Super GT3 netta supremazia per Gai con dodici punti di scarto su Malucelli e Cheever III, ancor più ampio il vantaggio di Venerosi Pesciolini e Baccani nei confronti di Benucci, Magli e La Mazza nella classifica della GT3. In Super GT Cup leader sono Liang e Felipe Ortiz con nove punti di scarto su Desideri. Ora lunga pausa estiva e poi si riprenderà il 9-10 Settembre con la seconda uscita sulla pista di Imola.






