Redazione
DS 3 Crossback, anima metropolitana
Non chiamatela piccola della Casa DS. Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni contenute in quanto DS 3 Crossback ha l’indole da crossover premium. Compatta, con una silhouette imponente e sinuosa e spiccate attitudini ai percorsi cittadini, si distingue esteriormente per il design scultoreo e particolarità come le maniglie a scomparsa e i proiettori di ultima generazione il cui fascio luminoso è gestito da una telecamera posta sul parabrezza. I dettagli eleganti continuano all’interno della vettura con spazi lussuosi e personalizzabili dove spicca, tra le altre cose, il grande touchscreen da 10,3”, il pannello centrale con comandi a sfioro, le due bocchette di ventilazione a forma romboidale, il quadro strumenti digitale da 7” che contiene le informazioni riguardanti la guida e i numerosi vani portaoggetti. Abbastanza spazioso risulta essere anche il bagagliaio che vanta una capacità di carico pari a 350 litri che diventano 1050 litri abbattendo il divanetto posteriore. Infine uno sguardo nel vano motore della DS 3 Crossback dove fa bella mostra di sé il 1.2 PureTech turbo benzina da 130cv e 230Nm di coppia massima a 1750 giri che vanta consumi contenuti sia nel ciclo urbano che extraurbano pur assicurando un comportamento e un carattere davvero peperino.
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Moto3, Arenas vince la sfida di apertura a Losail

Parte “mutilata” la stagione 2020 del Motomondiale. Con la MotoGP bloccata a causa delle restrizioni delle autorità del Qatar dettate dall’emergenza Coronavirus, scendono in pista a Losail solamente la Moto3 e la Moto2, già presenti nel paese arabo per i test pre-season e quindi esentate dalle norme sulla quarantena. La Moto3 non parte bene per i nostri portacolori che raccolgono molto poco sulla pista araba. Tony Arbolino culla a lungo sogni di vittoria ma una toccata con il sudafricano Darryn Binder, fratello del campione mondiale Moto3 2016 Brad, lo fa retrocedere ai margini della zona punti proprio all’ultimo giro. Come se non bastasse il mancato rispetto dei limiti di pista costa un’ulteriore posizione ad Arbolino che deve raccogliere solo il misero punticino del quindicesimo posto.

A vincere è la KTM di Albert Arenas davanti al britannico John McPhee, autore di una furiosa rimonta dai margini della Top Ten in una gara che vede quindici piloti raggruppati in un secondo e mezzo nelle fasi “più calde”. Le penalizzazioni colpiscono anche il resto della zona podio con Jaume Masia che subisce una posizione di penalità e cede il “bronzo” al nipponico Ai Ogura. Buona anche la gara dell’altro nipponico Tatsuki Suzuki, autore della pole: finisce quinto grazie alla penalità di una posizione inflitta in extremis all’argentino Gabriel Rodrigo. Buona anche la gara di Filip Salac, con la Honda di Rivacold Snipers chiude ottavo davanti al migliore degli italiani, un ottimo Dennis Foggia velocissimo con la Honda di Leopard Racing.

Per la Honda gara veramente ottima, con ben otto moto nella Top Ten. Solo Arenas e Raul Fernandez entrambi su KTM spezzano il monopolio nipponico. Non vi sono altri italiani a punti oltre a Foggia ed Arbolino. Celestino Vietti Ramus cade mentre è in rabbiosa rimonta, riparte ma chiude solo ventottesimo; non bene anche Andrea Migno e Romano Fenati. Quest’ultimo non si trova a suo agio con la Husqvarna e chiude solo diciassettesimo dietro alla KTM di Migno calato sulla distanza dopo una partenza già poco brillante. Fuori dalla zona punti troviamo poi anche i giovani Stefano Nepa, Davide Pizzoli e Riccardo Rossi tutti su KTM.

Mentre Nepa è un veterano della categoria, non si poteva chiedere molto agli altri due con le moto della BOE Skull Rider Facile Energy, alle prime armi nel Motomondiale. Il loro GP del Qatar è comunque da considerarsi sufficiente. Da segnalare il discreto debutto di Deniz Oncu. E’ il fratello di Can, vincitore dell’ultima gara 2018 a Valencia e da quest’anno passato in Supersport con un ambizioso team nazionale turco. Deniz raccoglie un buon dodicesimo posto in mezzo agli iberici Sergio Garcia e Alonso Lopez, e rimane a lungo incollato alla lotta per le primissime posizioni. E’ certamente un giovane da tenere d’occhio.

Dopo la prima gara stagionale, grossi interrogativi per il resto della stagione. Con il round di Buriram posticipato alla prima domenica di Ottobre, il secondo GP stagionale della Moto3 dovrebbe essere ad Austin il 5 Aprile. Le autorità texane hanno però alzato il livello di allerta per il Coronavirus: a meno che non venga stabilito di correre a porte chiuse, il rinvio della gara non è affatto una possibilità remota. In tal caso il round texano potrebbe essere sostituito, nella stessa data, da una gara su una pista spagnola probabilmente a porte chiuse: Jerez ed Aragon gli autodromi che potrebbero ospitare la gara “di rimpiazzo”.
Moto2, Nagashima sorprende tutti a Losail

Grande vittoria di Tetsuta Nagashima con la Kalex di Red Bull Ajo nel primo round 2020 della Moto2 sul circuito di Losail in Qatar. Nell’insolito “main event” del mutilato weekend qatariota, Nagashima si produce in una rimonta rabbiosa che lo proietta dai margini della Top Ten sino alla vittoria, sorprendendo i nostri Lorenzo Baldassarri ed Enea Bastianini alla fine costretti ad accontentarsi rispettivamente dell’argento e del bronzo.

Grande delusione poi per Luca Marini, a lungo al comando, ma poi calato sulla distanza ed addirittura ritirato per caduta a poche curve dalla fine. Delude un poco anche Joe Roberts, autore della pole position ed a lungo secondo ma poi costretto ad accontentarsi del “rame”. Un altro “rampollo” completa la Top Five, è Remy Gardner che risale deciso le posizioni dopo un inizio di gara dimesso.

Gardner junior completa un weekend trionfale per la Kalex che piazza ben cinque moto nelle prime cinque posizioni. Buona anche la gara di Marcel Schrotter che nelle battute finali risale sino al settimo posto impensierendo lo spagnolo Jorge Navarro, migliore dei piloti Speed Up, che lo precede sotto la bandiera a scacchi.

La Top Ten la completano l’ex-Moto 3 Aron Canet, l’iberico Xavi Vierge a lungo in lotta per la quinta piazza e l’ex-protagonista della MotoGP Thomas Luthi, il quale fatica per ritrovare la competitività degli anni migliori. Tre italiani riescono ad artigliare qualche punticino. Non va tanto bene a Marco Bezzecchi con la Kalex del team di Valentino Rossi. Conclude dodicesimo ma nel corso della gara arriva anche a toccare la settima posizione, crollando quindi di schianto proprio come il compagno di team Luca Marini.

Meno “appariscente” la gara di Fabio Di Giannantonio costantemente gravitante attorno al tredicesimo posto. Per lui tre punti tutt’altro che brillanti dopo i mille problemi tecnici del weekend. Non buona anche la gara di Stefano Manzi, che chiude quindicesimo con la nuova MV Agusta. Ripetere in Qatar i buonissimi risultati conseguiti nell’opening del Mondiale Supersport era impossibile, ma Manzi non dà l’impressione di tenere il passo dei migliori.

Inoltre, resta coinvolto in un contatto che provoca la caduta ed il ritiro di Augusto Fernandez. Peggio ancora va a Simone Corsi con la seconda MV Agusta, fuori forma e solo ventunesimo al traguardo. Fuori dalla zona punti pure Nicolò Jarod Bulega, diciottesimo in una giornata nera per il team di Fausto Gresini: anche Edgar Pons, secondo pilota del team italiano, fallisce l’aggancio alla zona punti chiudendo sedicesimo.

Infine, debutto deludentissimo per Lorenzo Dalla Porta. Il campione uscente della Moto3 sfigura con la Kalex di Italtrans navigando costantemente in fondo al gruppo, mentre Canet alla prima gara nella “classe di mezzo” consegue tempi tutt’altro che disprezzabili. Il ventiquattresimo posto finale, davanti al solo thailandese Somkiat Chantra, peraltro caduto in avvio di gara, è un segnale inquietante per Dalla Porta.

Si spera che nel prossimo round -non è ancora chiaro quale sarà, visto che il clima di incertezza causato dal Coronavirus ha portato al posticipo del GP di Buriram e rischia di eliminare anche quello di Austin- Lorenzo possa ritrovare lo slancio che lo scorso anno lo ha portato all’iride. Così come si spera che Marini possa ben presto riscattarsi e tornare in gioco per il titolo in una stagione potenzialmente molto promettente per i nostri colori.

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