La MotoGP ritorna in Europa con la tradizionale tappa a Jerez de la Frontera e per la Spagna è grande festa grazie al ritorno alla vittoria di Marc Marquez. L’ufficiale Honda si impone in modo piuttosto netto e torna in testa alla classifica del Motomondiale con 70 punti, uno in più di Alex Rins che è la sorpresa principale di questo primo scorcio di stagione.

L’ufficiale Suzuki Ecstar chiude secondo la gara di Jerez e si inserisce nel non molto folto gruppo di pretendenti alla corona iridata. A completare la festa spagnola il bel terzo posto di Maverick Vinales che dopo una lunga crisi sembra tornato ad un buon livello di competitività alla guida della Yamaha ufficiale. Per la Spagna un gran “triplete” festeggiato dal folto pubblico sugli spalti, ma l’Italia non delude piazzando ben quattro piloti immediatamente a seguire.

Con il quarto posto Andrea Dovizioso contiene i danni e rimane vicinissimo a Marquez in classifica di campionato con un ritardo di soli tre punti. Per il team ufficiale Ducati soddisfazioni giungono anche dal ternano Danilo Petrucci che chiude quinto e si prende il lusso di precedere la Yamaha ufficiale di Valentino Rossi. Il Dottore è comunque sempre molto vicino a Marquez in classifica generale anche se l’astinenza dalla vittoria continua ad allungarsi.

Ottima gara poi del romano Franco Morbidelli in un weekend molto buono per la Petronas Yamaha SRT grazie anche alla pole di Fabio Quartararo a lungo in lotta per le prime posizioni prima di essere eliminato da un cedimento meccanico a metà gara. Dopo la folta pattuglia italiana arrivano le Honda degli alfieri della Lucio Cecchinello Racing. L’ottavo posto di Cal Crutchlow non è superlativo, ma il nono di Takaaki Nakagami è un risultato decisamente positivo.

Come positivo è anche il risultato del tedesco Stefan Bradl “resuscitato” dal Team HRC e subito capace di centrare il decimo posto nonostante la lunga assenza dal manubrio. Sufficiente è poi la gara dello spagnolo Aleix Espargaro con l’Aprilia ufficiale che si prende il lusso di battere la Honda ufficiale di Jorge Lorenzo. Dopo la riscossa del 2018 l’ex-ducatista sembra avere perso di nuovo lo smalto migliore; visti i risultati di Marquez non si può certo accusare il mezzo meccanico di scarso rendimento.

Dopo un Lorenzo brancolante nel buio giungono le KTM ufficiali del team Red Bull, con Pol Espargaro che trionfa nel duello “domestico” con Johann Zarco, lontano anni luce dalle belle performance delle ultime due stagioni. Sul fondo della zona punti lottano le Ducati della Reale Avintia Racing ed è Tito Rabat ad avere la meglio per il quindicesimo posto precedendo un rassegnato Karel Abraham e l’Aprilia ufficiale dell’inglese Bradley Smith.

La casa di Noale non ha potuto contare sui servigi di Andrea Iannone messo KO da problemi alla caviglia. A chiudere la classifica troviamo le KTM della Tech3 che precipita sempre più in basso col passare delle gare. La squadra di Poncharal continua ad arrancare e per Miguel Oliveira e Hafizh Syahrin è notte fonda. Peccato soprattutto per il malese che al manubrio della Yamaha aveva dimostrato buone capacità.

Peggio ancora va alla Pramac Racing che perde per caduta sia Jack Miller che Francesco Bagnaia, mentre Joan Mir è costretto ai box dopo un incidente con la seconda Suzuki. Una sola settimana di pausa e poi si tornerà in scena a Le Mans. Rins e Dovizioso fermeranno la fuga di Marquez o l’ufficiale Honda getterà le basi per una nuova cavalcata trionfale?





