Il round della WSSP andato in scena a Brno in questo weekend conferma la schiacciante supremazia delle Yamaha che conquistano cinque delle prime sei posizioni. La vittoria arride al francese Jules Cluzel che, dopo un inizio di stagione difficile, recupera rapidamente il tempo perduto e riduce a due sole lunghezze il ritardo nei confronti del capoclassifica, il tedesco Sandro Cortese alla guida della YZF R6 curata da Kallio Racing. Cortese comunque limita i danni con un bel secondo posto confermando le sue credenziali nella lotta per il titolo. Cortese è l’unico ad opporsi all’irresistibile cavalcata di Cluzel detenendo brevemente il comando della corsa al quarto giro.

Perdono terreno nella lotta per l’alloro iridato Lucas Mahias, che chiude solo quarto con la Yamaha della GRT, e Randy Krummenacher con l’identica moto della Evan Bros. In classifica Krummenacher è ancora terzo con due soli punti di vantaggio sul francese. Sesto posto per Thomas Gradinger con la Yamaha YZF R6 della NRT. Fin qui abbiamo parlato delle Yamaha, un cenno a parte merita il terzo classificato Raffaele De Rosa. La MV Agusta F3 675 è una moto in costante progresso tecnico e lo stesso De Rosa dimostra di avere acquisito notevole esperienza ed abilità nella bagarre.

Un peccato per l’inizio di stagione a singhiozzo, che almeno per il momento mortifica le chance di titolo dell’ex-pilota della Moto3. De Rosa in classifica di Campionato è il migliore dei nostri portacolori alla luce della caduta, l’ennesima, di Federico Caricasulo. Il pilota della GRT finisce a terra con la sua Yamaha già al primo giro e per lui il titolo 2018 diventa un’autentica chimera. Caricasulo sembrava avere iniziato bene la stagione ma in capo a poche gare è tornato a collezionare battute a vuoto, deleterie per classifica e morale. Battute a vuoto le collezionano anche le Kawasaki e le Honda.

La migliore delle ZX-6R è quella dell’immarcescibile Anthony West che termina al settimo posto, mentre la miglior CBR 600 RR la porta in fondo Kyle Smith con l’ottavo posto. Per contrasto la Suzuki fa qualche progresso degno di nota grazie al finlandese Eemeli Lahti che termina in nona posizione davanti al belga Loris Cresson. Nonostante disponga di una Yamaha di Kallio, il belga continua ad accumulare piazzamenti non esaltanti ed il dodicesimo posto nella classifica del Campionato Mondiale Supersport testimonia le sue difficoltà.

Anche l’olandese Rob Hartog è in calo prestazionale con la sua Kawasaki ZX-6R dopo la buona prova di Assen: è solo undicesimo davanti ad Hannes Soomer ed Hikari Okubo. Il resto della pattuglia italiana lotta per le briciole della zona punti con Alfonso Coppola quattordicesimo davanti ad Alex Baldolini sopravvissuto ad alcune noie tecniche alla sua Honda CBR 600 RR nelle fasi finali della corsa. Debutto senza gloria per Michael Canducci con la Honda della Floramo Monaco dopo essersi separato dalla GoEleven: è solo sedicesimo mancando per tre secondi la quindicesima posizione.

Un vero disastro il weekend dei team Puccetti e GoEleven che schierano tutti Kawasaki ZX-6R: dei quattro piloti portati complessivamente in griglia dai due team l’unico a fare punti, come già detto, è Hikari Okubo tredicesimo. Sheridan Morais finisce a terra con la moto “top” di Puccetti, mentre la GoEleven finisce nettamente fuori dai punti con Luigi Morciano ed Ezequiel Iturrioz.

Certamente la GoEleven paga la scarsa esperienza dei piloti, ingaggiati a stagione in corso per sopperire alle defezioni di Michael Canducci e di Lachlan Epis: si spera in un miglioramento a partire dalle prossime gare, a cominciare dal round americano di Laguna Seca. Su un percorso così tecnico e infido tutto può essere rimesso in discussione. La lotta per il titolo è tutt’altro che definita con quattro piloti in diciannove punti.





