Che catastrofe! Non ci sono altre parole per definire il weekend del team ufficiale Ducati a Jerez de la Frontera, prima gara europea del Campionato del Mondo MotoGP. Andrea Dovizioso, partito con l’obiettivo di annullare il risicato divario nei confronti di Marc Marquez, ha finito purtroppo per mordere la polvere in una pazzesca carambola a tre che ha eliminato, oltre alla Honda ufficiale di Dani Pedrosa, anche un Jorge Lorenzo che appariva in ripresa dopo un inizio di stagione pessimo.

Weekend nero anche per Cal Crutchlow che, dopo prove eccellenti culminate nella pole con la Honda del team di Lucio Cecchinello, cade per ben due volte e perde punti preziosissimi in classifica. Così ora Marquez, forte della seconda vittoria consecutiva davanti ad un pubblico raggiante, si ritrova in fuga, con gli italiani nettamente più staccati. Fa impressione che il migliore dei nostri sia ora Andrea Iannone con la Suzuki Ecstar, che pure ha un divario di ventitre punti nei confronti del pilota Honda. Dovizioso, dopo lo zero, lamenta un distacco di ventiquattro punti.

Principale avversario di Marquez in campionato diventa ora Johann Zarco. Il francese con la Yamaha della Monster Tech 3 non sbaglia nulla e chiude ottimo secondo a Jerez. Ora lamenta in classifica un ritardo di dodici punti. Tornando a Iannone, il pilota Suzuki sembra avere cambiato pelle dopo un 2017 da dimenticare. La Suzuki inoltre ha un passo decisamente migliore e chissà se per la moto di Hamamatsu non possa arrivare quella vittoria che manca da anni. Va detto che il podio di Iannone viene quasi venticinque anni dopo la rocambolesca vittoria di Kevin Schwantz sempre su questa pista, nell’anno che vide lo spericolato americano conquistare il titolo della 500 GP.

L’Italia viene ottimamente rappresentata anche da Danilo Petrucci, che con la Ducati di Alma Pramac chiude ai piedi del podio. Dopo avere principalmente brillato sul bagnato, il ternano ora dimostra buone qualità anche su pista asciutta. Pur soccombendo in volata a Iannone, si prende il lusso di battere allo sprint Valentino Rossi, che continua il momento difficile con la sua Yamaha. Il pesarese sente forse il peso degli anni, oppure risente ancora del colpo psicologico della “spinta” fuori pista a Rio Hondo? Speriamo che a partire da Le Mans possa invertire la rotta.

L’Alma Pramac festeggia anche con Jack Miller, che chiude sesto. L’australiano a piccoli passi tenta di rinverdire i tempi d’oro di Wayne Gardner e Mick Doohan. Settimo posto per Maverick Vinales con la seconda Yamaha, sembra incredibile che occupi il terzo posto in campionato data la scarsa grinta sfoderata sulla pista di casa. Viceversa l’aria di Jerez fa rinascere Alvaro Bautista con la Ducati del team di Angel Nieto. Sembrava ormai ridotto al ruolo di comprimario, ma a Jerez coglie l’ottavo posto dopo una gara grintosa.

Primo arrivo nella Top Ten per Franco Morbidelli con la Honda della EG 0,0 Marc VDS, per il romano campione della Moto2 2017 un piazzamento che dà fiducia. L’Italia può contare su un’arma in più per le prossime gare. Chiude la Top Ten Mika Kallio, risfoderato dalla KTM che per la prima gara europea sfodera una squadra a tre punte. Tutte arrivate in zona punti, con Pol Espargaro undicesimo e Bradley Smith tredicesimo, preceduto dalla Honda di Takaaki Nakagami, unica moto della squadra di Cecchinello ad arrivare in fondo.

La KTM lavora per creare una squadra di vertice per il 2019 e l’ingaggio di Zarco, formalizzato a metà settimana, è una conferma tangibile. Quattordicesimo Tito Rabat con la Ducati della Reale Avintia, mentre chiude la zona punti Scott Redding che raccatta un punticino per la squadra Aprilia. Il team di Noale registra l’immediato forfait di Aleix Espargaro che non riesce nemmeno a completare un giro. Fuori dai punti, a chiudere la classifica, sono Xavier Simeon con la seconda Ducati di Reale Avintia e Karel Abraham, caduto ad inizio gara e ripartito in fondo.

Ed ora, dopo questo weekend, ci si prepara al round di Le Mans. Per Dovizioso la gara francese sa già di ultima spiaggia, per Iannone potrebbe essere la conferma delle sue nuove potenzialità. E intanto Lorenzo dopo i disastri di Rio Hondo si gode la ritrovata competitività. Spinto dal pubblico di casa, Zarco sarà in grado di fermarlo?






