Marc Marquez vince il Gran Premio d’Australia, terz’ultima prova della Moto GP 2017, e muove un passo importante verso la vittoria del campionato. Ben trentatre sono ora i punti di vantaggio dell’ufficiale Honda su Andrea Dovizioso. Se il ducatista a Sepang dovesse finire alle spalle di Marquez, lo spagnolo sarà matematicamente campione. Dovizioso sfigura totalmente sulla pista australiana terminando appena tredicesimo.

Che sia stato un problema di set-up dovuto alle mutevoli condizioni meteo che hanno messo a repentaglio le gare della Moto 3 e Moto 2 oppure un risultato dell’eccessiva pressione psicologica, questo piazzamento suona come una pietra tombale per le ambizioni iridate del romagnolo. Dietro a Marquez brillano le Yamaha con Valentino Rossi grande secondo, dimostrando di avere recuperato la piena forma dopo l’incidente che gli aveva precluso la partecipazione alla gara di Misano.

La caduta patita in Giappone non ha lasciato segni nel fisico e nel morale del pesarese che si prende anche il lusso di precedere il compagno di squadra Maverick Vinales. Per il vincitore delle prime due gare del 2017 un piazzamento che affossa tutte le residue possibilità di titolo. Al quarto posto torna grande Johann Zarco, con la Yamaha di Tech3, dopo le ultime sfortunate performance tra cui l’arrivo a spinta di Misano Adriatico. Indubbiamente Zarco è il “Rookie of the year” della Moto GP. Per il francese -peraltro formatosi nella Coppa Italia 125 SP- si aprono orizzonti luminosi.

Bene anche l’inglese Cal Crutchlow con la Honda LCR, per lui quinto posto in una stagione altalenante che lo ha visto alternare bei piazzamenti a sfondoni clamorosi come la doppia caduta in Giappone. Sesto posto per un quasi ritrovato Andrea Iannone con la Suzuki. Il grande piazzamento corale giapponese sembra avere rilanciato le quotazioni del Team Ecstar. Dopo tante gare negative Iannone pare avere trovato il ritmo migliore e promette battaglia per le prossime due gare. Anche Alex Rins brilla e con l’ottavo posto davanti all’eroe di giornata, Jack Miller.

Il portacolori della EG 0,0 Marc VDS fa i salti mortali per recuperare dopo l’infortunio patito ad Alcaniz e intasca un bel piazzamento sulla pista di casa. Continua il buon momento delle KTM che mettono a segno una bella performance corale. Ancora una volta il migliore è Pol Espargaro che termina nono davanti a Bradley Smith e salva anche l’onore di famiglia data la caduta di Aleix. Quello del pilota Aprilia sarà l’unico ritiro dell’intera gara che non registrerà nemmeno una penalizzazione.

Oltre a Dovizioso tra i piloti ufficiali deludono anche Dani Pedrosa, che con la Honda ufficiale termina dodicesimo dietro alla Ducati OCTO Pramac di Scott Redding, e Jorge Lorenzo che con la seconda Ducati chiude la zona punti subendo l’onta di essere battuto dal non certo eccezionale Karel Abraham con la Ducati curata da Martinez. Data la quasi totale assenza di ritiri restano fuori dai punti diversi comprimari come Tito Rabat, sedicesimo con la Honda della EG 0,0 Marc VDS; Alvaro Bautista diciassettesimo con la Ducati di Martinez; Loris Baz ed Hector Barbera che con le Ducati di Reale Avintia terminano diciottesimo e ventesimo; Sam Lowes che con l’Aprilia superstite è solo diciannovesimo.

A fine classifica troviamo purtroppo Danilo Petrucci con la Ducati della OCTO Pramac. Il ternano sembra lontano anni luce dal grande protagonista di Misano e Motegi, in Australia lamenta qualche problema di set-up e pare molto impacciato nella bagarre. L’unico a chiudere alle sue spalle è Broc Parkes, scelto dalla Tech3 per sostituire Jonas Folger. Come già accaduto con Kohta Nozane a Motegi, anche questo rimpiazzo si rivela una delusione totale. Un peccato per un pilota che in Supersport e Superbike aveva saputo offrire prestazioni eccellenti.

Appuntamento già questo weekend in Malesia. Terminerà a Sepang la corsa verso il titolo di Marquez oppure Dovizioso troverà la forza per tenere ancora aperti i giochi?






