WSSP, subito Krummenacher impone la sua legge

Redazione
Pubblicato il Febbraio 24, 2019, 8:30 pm
4mins

In Australia riparte anche la stagione del WSSP. La gara di Phillip Island si caratterizza per il pit-stop obbligatorio a metà gara e sulla distanza emerge vincitore Randy Krummenacher con la Yamaha YZF R6 di Bardahl Evan Brothers. L’elvetico impone alla corsa un ritmo infernale e Jules Cluzel con la Yamaha YZF R6 della GMT si ritrova anche quest’anno costretto ad inseguire. Cluzel subisce anche una penalità che per sua fortuna non gli costa la piazza d’onore a vantaggio del nostro Federico Caricasulo.

Il podio della tappa australiana del WSSP

Il podio della tappa australiana del WSSP

Passato quest’anno al team Bardahl Evan Brothers, Federico ha tutte le carte in regola per conquistare quel titolo mondiale perso nelle ultime due stagioni, ma deve anche evitare gli errori grossolani costati tanti, troppi punti preziosi. La corsa come da costume è dominata dalle Yamaha YZF R6. Al quarto posto troviamo Hector Barbera, ex-grande promessa del motociclismo iberico, con una moto del Team Toth by Willirace.

Hector Barbera

Hector Barbera

Al quinto posto l’austriaco Thomas Gradinger con una moto di Kallio Racing che, dopo i successi di Sandro Cortese, punta a replicare anche in questa stagione. A spezzare il monopolio delle moto di Iwata c’è il nipponico Hikari Okubo con una Kawasaki ZX-6R di Puccetti. A dir la verità il neo-compagno di team Lucas Mahias aveva chiuso al quinto posto ma una maxi-penalizzazione per pit-stop non regolare lo retrocede infine al dodicesimo posto.

Thomas Gradinger

Thomas Gradinger

Chiude sesto davanti alla Yamaha del transalpino Corentin Perolari schierato dalla GMT 94. Non molto brillanti le Honda CBR 600 RR con gli esemplari della CIA Landlord Insurance all’ottavo e nono posto. L’ungherese Peter Sebestyen precede il francese Jules Danilo nel duello “fratricida”. La Top Ten la completa la seconda Yamaha di Kallio Racing con alla guida Loris Cresson.

Federico Fuligni

Federico Fuligni

Il belga non compie una gara brillante e fatica per precedere la Wild Card australiana Tom Toparis su Honda CBR 600 RR. La Honda raggranella qualche punto anche con Jaimie Van Sikkelerus. L’olandese termina al tredicesimo posto davanti al connazionale Glenn Van Straalen su Kawasaki. A chiudere la zona punti Ayrton Badovini che quest’anno passa al Team Pedercini e alla Kawasaki ZX-6R.

Lucas Mahias

Lucas Mahias

Quella di Ayrton non è una gran gara ma è l’unico altro italiano -oltre a Caricasulo- ad entrare nella zona punti. Raffaele De Rosa delude, e molto, con la sua MV Agusta F3 675. Termina solamente diciottesimo ed ultimo dopo una digressione fuori pista che gli fa perdere tempo prezioso. Un brutto colpo per la MV Agusta che, per il momento, ha concentrato i suoi sforzi sulla Supersport abbandonando la Superbike.

Raffaele De Rosa

Raffaele De Rosa

Poca gloria anche per il compagno di team Federico Fuligni che rientra ai box anzitempo dopo una caduta. Incidente e ritiro anche per Gabriele Ruiu con la Honda CBR 600 RR della Gemar Ciociaria Corse. Tra i ritirati spicca anche Isaac Vinales, fratello di Maverick, costretto ai box con la Yamaha YZF R6 di Kallio Racing.

Hikari Okubo

Hikari Okubo

Per lui, come per De Rosa e Mahias, i giochi non sono comunque compromessi. La bagarre per il titolo 2019 si preannuncia quanto mai accanita e nei prossimi eventi la lotta sarà al calor bianco. Per il Campionato Mondiale Supersport la prossima gara sarà tra poco meno di un mese in Thailandia, a Buriram.

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