Test Drive – Alfa Romeo Stelvio 2.0 Turbo 280 CV Q4 AT8

    Un raduno di appassionati della Casa del Biscione, gli Alfisti d’Abruzzo, un itinerario curato nei minimi particolari dagli organizzatori attraverso gli spettacolari monti del Gran Sasso, è stata un’occasione irripetibile per saggiare le qualità dell’ Alfa Romeo Stelvio 2.0 Turbo 280 CV Q4 AT8. Strade di montagna con salite e discese, qualche rettilineo e soprattutto tante curve, è terreno ideale per un animale da corsa come la Stelvio, come invitare un leone ad una caccia alla gazzella.

    Silhouette slanciata per la Stelvio ad evidenziare il carattere felino (Foto Giuliano Cimini)

    Su tali percorsi emerge tutto il carattere di questa vettura, il suo spirito felino. Il tono di voce si alza. Sotto il cofano alloggia un 4 cilindri in alluminio turbo benzina da 2.0 litri e 280 cavalli che muove la Stelvio da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e la fa schizzare ad una velocità massima di 230 km/h.

    Sotto il cofano alloggia un 4 cilindri in alluminio turbo benzina da 2.0 litri e 280 cavalli (Foto Giuliano Cimini)

    Il ruggito si fa sentire, quasi a voler avvisare che quello è il suo territorio e gli pneumatici graffiano l’asfalto. La trazione integrale Q4 e il cambio automatico a otto rapporti AT8 –comandato da generosi paddle in alluminio al volante, prontissimo nella risposta, vera chicca dal DNA corsaiolo–, garantiscono il piacere di guida e una sicurezza insperabile anche in situazioni estreme.

    Il cambio automatico a otto rapporti AT8 è comandato dalla leva o da generosi paddle in alluminio al volante

    La trazione integrale Q4 a controllo elettronico, che in condizioni normali consente di viaggiare in modalità “posteriore”, in caso di necessità si trasforma in assetto “neutro”, trasferendo fino al 50% della motricità all’anteriore. E’ in queste occasioni che esce fuori l’agilità che non ti aspetti, perché non dobbiamo dimenticare che Stelvio è sempre un SUV dalla stazza medio-grande (lungo 4 metri e 69 cm, largo 2 metri e 16 cm e alto 1 metro e 65 cm).

    La trazione integrale Q4 in caso di necessità trasferisce fino al 50% della motricità all’anteriore (Foto Giuliano Cimini)

    Lo sterzo, molto rapido e preciso e le sospensioni –anteriori a quadrilatero e posteriori multilink– danno il loro insostituibile supporto in fatto di sicurezza percepita. L’impianto frenante è un altro elemento che lascia tranquilli perché potente e instancabile, sempre all’altezza della situazione, anche se ci si mette un po’ a prendere confidenza con il pedale del freno. L’aspetto scenico, che non lascia spazio a dubbi circa la paternità Alfa Romeo, è quanto di più riuscito nel mondo dei SUV.

    Lo sterzo è molto rapido e preciso (Foto Giuliano Cimini)

    L’anteriore è aggressivo e muscoloso, riconoscibile per lo scudo Alfa Romeo posizionato tra i gruppi ottici, la vista laterale slanciata e il posteriore arcuato che lascia spazio a un lunotto, di dimensioni ridotte, sormontato dallo spoiler. In basso il doppio terminale di scarico cromato ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, il carattere racing della vettura. La piattaforma condivisa con la sorella Giulia ha permesso di contenere il peso, a beneficio dell’elasticità e della riduzione dei consumi.

    L’anteriore è aggressivo e muscoloso, riconoscibile per lo scudo Alfa Romeo posizionato tra i gruppi ottici (Foto Giuliano Cimini)

    Internamente è spaziosa e giusta per 5 persone –anche se il quinto passeggero deve fare i conti con il tunnel centrale della trasmissione–, più fortunati gli occupanti la parte anteriore rispetto a quelli seduti dietro che soffrono un po’ a salire per via della linea spiovente del tetto. I sedili sono ergonomici, comodi, ben rifiniti e la posizione rialzata si apprezza soprattutto nel posto di guida.

    Il posteriore arcuato lascia spazio a un lunotto di dimensioni ridotte sormontato dallo spoiler (Foto Giuliano Cimini)

    Il panorama della plancia è appagante con piacevoli richiami al passato –degli alloggiamenti strumentazione– e il volante multifunzione a tre razze che incorpora il tasto di accensione. Sulla console centrale spicca il display da 8,8 pollici dedicato all’infotainment –gestibile dalla manopola posizionata sul tunnel centrale e con la quale è possibile scegliere anche le varie modalità di guida– e, al centro, i comandi della climatizzazione automatica bizona.

    Le sospensioni danno il loro insostituibile supporto in fatto di sicurezza percepita (Foto Giuliano Cimini)

    Il portellone posteriore, ad azionamento elettrico, dà accesso al bagagliaio, di forma regolare, attrezzato, ben rifinito e abbastanza ampio con i suoi 525 litri di capienza (è possibile caricare attrezzatura lunga, tipo gli sci, abbattendo la parte centrale dei sedili posteriori, ma in quel caso il quinto passeggero rimane a casa). Per quanto riguarda la dotazione di serie, la Stelvio risulta essere ben equipaggiata (trattandosi quasi un top di gamma), anche se qualche accessorio in più non avrebbe guastato la festa.

    Il panorama della plancia è appagante con piacevoli richiami al passato e il volante multifunzione a tre razze che incorpora il tasto di accensione

    Comunque, giusto per dare una morale alla favola, il vero motivo per acquistare un’ Alfa Romeo Stelvio 2.0 Turbo 280 CV Q4 AT8 è soprattutto per le sue qualità stradali, un’auto apprezzabile in ogni situazione di guida. Poi possiamo parlare anche di tutto il resto. In città è docile e progressiva e non dimostra la “corporatura” che ha; nelle strade a lunga percorrenza è stabile e silenziosa se si rientra nei limiti consentiti, anche i consumi rientrano nella normalità.

    Sulla console centrale spicca il display da 8,8 pollici dedicato all’infotainment (Foto Giuliano Cimini)

    Ma se nell’off-road non brilla molto nei percorsi particolarmente impegnativi, è senza dubbio nel misto guidato che il SUV dell’Alfa Romeo dà il meglio di sé. Lì si dimentica tutto, il corpo e la mente diventano un tutt’uno con la vettura.

    Il bagagliaio è di forma regolare, attrezzato, ben rifinito e abbastanza ampio con i suoi 525 litri di capienza

    Con la sicurezza che ti infondono un motore generoso, un cambio sempre pronto e reattivo e una trasmissione all’avanguardia, unitamente a sterzo, sospensioni che ti tengono incollato alla strada e frenata impeccabili, è il caso di dire che lo Stelvio 2.0 Turbo 280 CV Q4 AT8 è sicuramente il migliore compromesso per chi desidera sensazioni ed emozioni rare da trovare in un SUV. D’altra parte la garanzie sta tutta nel nome: Alfa Romeo.

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