Mazda RX-7 la storia di un’icona dell’automobilismo

    Ripercorrendo il cammino del primo secolo di vita di Mazda, vale la pena puntare alla storia della RX-7, uno dei modelli di auto sportiva più famosi di tutta la storia dell’automobilismo. La RX-7 fu lanciata nel 1978 e dotata subito di motore rotativo, una soluzione tecnica che pure la Mazda intendeva scartare dopo la crisi energetica dei primi anni Settanta. A livello sportivo la RX-7 andò a mietere successi un po’ ovunque, in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Australia. Il motore rotativo si dimostrò, oltre che performante, anche molto affidabile portando a termine nel 1981 la 24 Ore di Spa, allora riservata alle vetture turismo.

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    Con la seconda versione la potenza della Mazda RX-7 salì fino a 200 CV

    Breve fu il passo perché la tecnologia rotativa fosse trasferita alla 787B, con quattro rotori da 710 CV, vincente nel 1991 a Le Mans e capace di infrangere il “dominio” dei tradizionali motori a pistoni. Il lavoro di Kenichi Yamamoto, che continuò a credere nella tecnologia rotativa quando i vertici della casa di Hiroshima ritenevano inevitabile la transizione ai pistoni, fu dunque ripagato da pieno successo. La prima versione della RX-7 disponeva di una potenza oscillante tra 100 e 135 CV con peso di poco superiore alla tonnellata. La disposizione del motore in posizione anteriore e centrale consentiva un movimento delle ruote posteriori equilibrato ed una maneggevolezza unica.

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    La terza generazione della Mazda RX-7 si toccò la quota dei 239 CV per il motore 13B riservato all’Europa

    Unita alla straordinaria aerodinamica, la RX-7 divenne un modello straordinariamente divertente da guidare. Con la seconda versione la potenza salì fino a 200 CV, e con la terza generazione si toccò la quota dei 239 CV per il motore 13B riservato all’Europa. La velocità massima venne autolimitata ai 250 km/h. Pur sparita dai mercati europei dal 1996 per le nuove norme sulle emissioni, la RX-7 continuò fino al 2002 ad essere prodotta per i mercati americano e nipponico ed alcune varianti toccarono la potenza di 280 CV. La storia della RX-7 terminò dopo 811.634 esemplari prodotti e dopo avere ritoccato per ben tre volte il record di velocità di categoria sul Bonneville Salt Flats, il “Grande Lago Salato”.

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    L’evoluzione della specie, ecco la Mazda RX-8 Hydrogen RE

    Nel 1995 la FD toccò la velocità monstre di 389 km/h. La tecnologia rotativa continuò a prosperare con i motori ad idrogeno della RX-8 Hydrogen RE e della Premacy Hydrogen RE Hybrid. Anche la piccola Mazda 2 EV è stata dotata di un piccolo motore aggiuntivo a singolo rotore. La nuova Mazda MX 30 avrà pure un’identica dotazione. Si può ben dire che la RX-7 è ancora oggi la base per produrre i migliori modelli Mazda del prossimo futuro.