WSBK, a Phillip Island Melandri apre col botto

Redazione
Pubblicato il febbraio 25, 2018, 8:30 pm
5mins

Il WSBK parte da Phillip Island come ormai da tradizione e subito le notizie sono buone per l’Italia. Dopo il dominio Kawasaki della scorsa stagione, la Ducati Panigale R ufficiale ha saputo colmare bene il gap e tornare protagonista. Sul circuito Australiano poi, Marco Melandri è stato a dir poco stellare. Il romagnolo, purtroppo unico italiano rimasto nel roster di una serie che a livelli numerici non offre molti motivi di ottimismo dopo le defezioni degli ultimi mesi, già nella prima manche fa capire che è lui l’uomo da battere rimanendo costantemente alle calcagna della Kawasaki ZX-10 RR di Tom Sykes.

Il podio di gara 1 della WSBK a Phillip Island

Il podio di gara 1 della WSBK a Phillip Island

Al diciannovesimo giro poi “Macio” mette a segno l’attacco che gli frutta la vittoria ai danni dello stesso Sykes e di Chaz Davies che, con il terzo posto, completa il trionfo del team ufficiale Ducati. Inoltre, ulteriori soddisfazioni per la Ducati giungono da Xavi Fores, che chiude ai piedi del podio con la Ducati Panigale R curata dalla Barni Racing Team. Solo quinto posto per la Kawasaki ufficiale di Jonathan Rea, apparso molto al di sotto della sua usuale condizione di forma. Anche le Yamaha e le Aprilia sfigurano nella prima manche.

Chaz Davies

Chaz Davies

La migliore moto della casa di Iwata è la YZF R1 di Alex Lowes sesto, mentre Eugene Laverty porta all’ottavo posto la sua RSV4 RF davanti alla Yamaha di Michael Van der Mark. Leon Camier dà invece alla Honda piccoli segnali di ottimismo dopo un 2017 disastroso artigliando con la CBR 1000 RR ufficiale il settimo posto. Il suo compagno di team Jake Gagne, apparso in punta di piedi sul finire della scorsa stagione, continua a fare esperienza chiudendo dodicesimo alle spalle della BMW S1000 RR di Loris Baz, transfuga della MotoGP e reduce da una stagione poco brillante con una Ducati privata.

Alex Lowes

Alex Lowes

Il francese viene preceduto da Leandro Mercado, passato dall’Aprilia privata Iodaracing alla Kawasaki ZX-10 RR della Orelac Racing. Tra i ritirati c’è Jordi Torres con la MV Agusta 1000 F4. L’ex-pilota della BMW viene appiedato da un cedimento meccanico alla Curva 4 a pochi giri dalla fine. Nella seconda manche c’è la novità del pit-stop obbligatorio e la corsa è particolarmente agguerrita. Primo leader è Laverty, che però viene scalzato da Davies già al secondo giro. Poi l’inglese subisce all’ottavo giro l’attacco di Fores che passa in testa per due tornate, prima di finire di nuovo dietro la Ducati ufficiale.

Leon Camier

Leon Camier

All’undicesimo giro purtroppo Davies cade e lo statunitense PJ Jacobsen, all’esordio in Superbike con la Honda del team TripleM passa brevemente al comando, quindi tocca all’australiano Falzon con la Yamaha del team australiano. Falzon però non effettua il pit-stop obbligatorio e viene squalificato. Fores torna al comando e sogna l’impresa, ma al ventesimo giro viene superato da Rea. Già al giro successivo però Melandri attacca l’inglese e va in testa involandosi verso una vittoria da incorniciare che lo porta in vetta alla classifica del Campionato Mondiale Superbike con diciassette punti di vantaggio su Sykes.

Eugene Laverty

Eugene Laverty

Completano il podio Rea ed un Fores mai così brillante. Quarto Sykes davanti a Lowes, Camier, Van der Mark e Torres in ripresa dopo la sfortunata prima manche. Sono solo quindici i concorrenti al traguardo e fa male vedere all’ultimo posto staccata di due giri per noie tecniche l’Aprilia ufficiale di Laverty, che pure era partito benissimo. Ondrej Jezek è l’altro ritirato di manche, subito fermo per noie tecniche con la Yamaha di Guandalini. Anche nella classifica costruttori la Ducati comanda con dieci punti di vantaggio sulle Kawasaki.

Leandro Mercado

Leandro Mercado

Con questo inizio di stagione la Ducati si lancia con grande ottimismo verso il secondo round, in programma esattamente tra un mese in Thailandia, a Buriram.

Loris Baz

Loris Baz

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