MotoGP, ad Austin debacle Marquez e trionfo per Rins

Colpo di scena ad Austin, in occasione del Gran Premio delle Americhe valido quale terza prova del Mondiale MotoGP 2019. Marc Marquez, a lungo leader della corsa con la sua Honda dopo una partenza eccellente, resta vittima di una caduta a metà gara alla Curva 12. L’iberico, incredulo per la scivolata a bassa velocità, tenta disperatamente di rialzare la moto, ricade due volte e poi disperato desiste. Una caduta che rimescola completamente le carte nella classifica iridata che vede ora leader Andrea Dovizioso nonostante un quarto posto non particolarmente esaltante alla guida della sua Ducati.

Valentino Rossi per un'inezia si deve accontentare della piazza d'onore
Valentino Rossi per un’inezia si deve accontentare della piazza d’onore

Per diversi minuti, però, nuovo leader del campionato è stato Valentino Rossi. Il Dottore si rende protagonista di una gara esaltante con la sua Yamaha ufficiale e comanda le operazioni con piglio deciso. Sembra che il pesarese possa spezzare un digiuno che dura da Assen 2016, ma sul finire della corsa c’è il ritorno prepotente di Alex Rins. L’ufficiale Suzuki scavalca Rossi che tenta disperatamente di ripassare subito al comando, ma va largo perdendo decimi preziosi. Gli ultimissimi giri vedono Rossi spingere con forza per riprendere Rins, ma ormai l’iberico ha lo spunto migliore e va a vincere con un margine di quattro decimi sotto la bandiera a scacchi. Per la Suzuki è il ritorno alla vittoria dopo un digiuno di quasi tre anni, quando Maverick Vinales si impose a Silverstone.

Jack Miller con la Ducati della Pramac Racing completa il podio
Jack Miller con la Ducati della Pramac Racing completa il podio

A completare il podio è Jack Miller con la Ducati della Pramac Racing, dimostrando che il team privato Ducati, nonostante la perdita dello sponsor Alma, è ancora in grado di dire la sua. Ai piedi del podio chiude Dovizioso che ora può di nuovo guardare tutti dall’alto, anche se con un margine di pochi punti su Rossi. Erano anni che non si vedevano ben due italiani in cima alla classifica della MotoGP. Inoltre, grandi soddisfazioni per l’Italia le riservano Franco Morbidelli con la Yamaha della Petronas SRT ed il ternano Danilo Petrucci con la seconda Ducati ufficiale.

Bel settimo posto per Fabio Quartararo con la seconda Yamaha della Petronas SRT
Bel settimo posto per Fabio Quartararo con la seconda Yamaha della Petronas SRT

I due terminano rispettivamente quinto e sesto dimostrando di non temere l’asfalto texano, quest’anno reso ancor più infido da temperature abbastanza basse. Va detto che il programma delle libere è stato pesantemente rivoluzionato da frequenti scrosci di pioggia. Bel settimo posto per Fabio Quartararo con la seconda Yamaha della Petronas SRT, davanti alla KTM ufficiale di un grande Pol Espargaro. Per la casa austriaca, il cui responsabile in pista è l’ex-campione di motocross Pit Beirer, è il miglior piazzamento dell’anno. Un ulteriore italiano che vola alto è Francesco Bagnaia che con la seconda Ducati di Pramac è nono.

Quarto posto non particolarmente esaltante per Andrea Dovizioso ora leader del campionato
Quarto posto non particolarmente esaltante per Andrea Dovizioso ora leader del campionato

Il campione 2018 della Moto2 dopo poche gare è già in grado di puntare alla Top Ten e questo è un ottimo segnale. Bene anche il nipponico Takaaki Nakagami che chiude decimo e salva l’onore della Lucio Cecchinello Racing dopo la caduta nella prima parte di gara di Cal Crutchlow. L’inglese vanifica così una potenziale ottima posizione. Delusione per Maverick Vinales che a causa di un Ride Through è costretto ad inseguire e chiude undicesimo con la seconda Yamaha ufficiale, precedendo la superstite Aprilia di Andrea Iannone che sembra acquisire un po’di fiducia nella nuova moto. Mentre Pol Espargaro vola alto con la sua KTM, Johann Zarco continua ad annaspare ai margini della zona punti rastrellando un misero tredicesimo posto.

Ottava piazza per Pol Espargaro con la KTM (#44) davanti a Francesco Bagnaia con la seconda Ducati (#63)
Ottava piazza per Pol Espargaro con la KTM (#44) davanti a Francesco Bagnaia con la seconda Ducati (#63)

Anche la Tech 3, la sua ex-squadra, tribola non poco con le KTM e raggranella appena due punti con il portoghese ex-Moto 2 Miguel Oliveira, che precede la Ducati Reale Avintia dell’iberico Tito Rabat il quale tenta di recuperare dall’infortunio dello scorso anno. Un disastro invece la gara di Hafizh Syahrin con la seconda KTM della Tech 3. Il malese termina diciottesimo ed ultimo, ed è un peccato viste le buone performance palesate lo scorso anno sulla Yamaha. Oltre a Syahrin, chiudono fuori dai punti anche il “solito” Karel Abraham che perde il duello “in casa” con Rabat e l’ufficiale Suzuki Ecstar Joan Mir; il cattivo piazzamento dell’iberico si deve però ad un ride through per avere pasticciato la partenza.

Dodicesimo posto per l'Aprilia targata Gresini di Andrea Iannone
Dodicesimo posto per l’Aprilia targata Gresini di Andrea Iannone

Oltre a Crutchlow e Marquez, nell’elenco ritirati finiscono anche Aleix Espargaro con l’Aprilia e Jorge Lorenzo con la seconda Honda ufficiale. Entrambi sono stoppati da guasti meccanici, in particolare è la catena che ferma Lorenzo costringendolo a posteggiare fuori pista. Dopo molti anni, il team ufficiale Honda esce da una gara senza raggranellare un punto: incredibile. Per la casa giapponese e per Marquez e Lorenzo ogni discorso di rivincita è rinviato al primo round europeo che si svolgerà a Jerez de la Frontera il prossimo 5 Maggio. Una gara che vedrà un confronto davvero all’ultimo sangue tra gli idoli di casa iberici ed una pattuglia italiana mai così in palla.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui