FIA Hillclimb Masters, a Gubbio Merli è il nuovo Re

Nico Patrizi
Pubblicato il ottobre 14, 2018, 8:30 pm
11mins

Il tortuoso tracciato che da Gubbio conduce alla Madonna della Cima ospita l’edizione 2018 del FIA Hillclimb Masters con 186 piloti provenienti da tutta Europa pronti a darsi battaglia per il primato. Alla fine il successo Assoluto ed in E2 SS arride a Christian Merli che con la Osella FA 30 Zytek ha ancora una volta ragione sulla Norma M20FC Zytek del suo arci-rivale Simone Faggioli. Il fiorentino le tenta tutte nelle tre manche di gara ma alla fine è costretto a soccombere per l’ennesima volta dopo avere perso il CEM ad appannaggio dello stesso Merli. Terzo posto per Sebastien Petit con un’altra Norma M20 FC ma con motore Mugen. Il francese si conferma principale nemesi dei nostri portacolori ma il suo ritmo risente della mancata esperienza su questa pista.

Simone Faggioli (Foto Claudio Ricciotti)

Simone Faggioli (Foto Claudio Ricciotti)

Petit si è però subito innamorato della rampa di Gubbio e nel 2019, se non ci saranno concomitanze con il CEM, prenderà parte al Trofeo Fagioli. Appena ai piedi del podio assoluto troviamo Domenico Scola. L’ex-campione CIVM 2017 brilla con la Osella Pa2000 Honda, ed il suo quarto posto è davvero ottimo se si pensa che ha corso solo mezza stagione dopo il fallito debutto nel Campionato Italiano Gran Turismo. Riesce a precedere l’elvetico Marcel Steiner che con la LobArt La01 Mugen dimostra un’ottima padronanza del mezzo sulla pista umbra. Alle sue spalle troviamo l’ottimo Domenico Cubeda che, reduce da una impegnativa stagione nel CIVM, continua ad ottenere ottimi risultati al volante della sua Osella FA30 Zytek.

Il Team Italia (Foto Claudio Ricciotti)

Il Team Italia (Foto Claudio Ricciotti)

Con la stessa vettura troviamo alle spalle del siculo Diego De Gasperi e Michele Fattorini, che però in gara tre viene fermato dal motore. Al nono posto fa scalpore il piazzamento di un inglese: si tratta di Will Hall con la Force WH XTEC AER di sua elaborazione, autore di tempi eccellenti. Nonostante la grande differenza tra le piste inglesi e quelle “continentali” i rappresentanti albionici hanno brillato portando nelle prime posizioni anche Scott Moran con la Gould GR61X NME e Trevor Willis con la OMS 28 RPE. Tutti e tre sono stati capaci di precedere la Reynard K02 Cosworth di Fausto Bormolini e diverse altre monoposto e sport sulla carta più potenti. Ed ora passiamo alle varie classifiche di Gruppo, cominciando dal Gruppo A che viene vinto dalla Subaru Impreza Wrx di Lukas Vojacek davanti a ben tre Honda Civic Type-R.

Will Hall (Foto Claudio Ricciotti)

Will Hall (Foto Claudio Ricciotti)

Lo sloveno Ales Prek, pur saltando la prima manche, precede il nostro Luca Zuurbier che esorcizza il ricordo del brutto incidente patito nel Trofeo Fagioli del 2017. Tuttavia il bresciano rischia grosso in prima manche con una sbandata ben controllata. Quarto posto per Tonino Cossu davanti all’Alfa Romeo 147 di David Dedek. Dedek avrebbe potuto ambire al titolo europeo di categoria senza l’incidente patito in primavera in Portogallo. In Gruppo N trionfo per Antonino Migliuolo con la Mitsubishi Lancer Evo IX davanti al polacco Karol Krupa ed allo slovacco Peter Jurena pure al volante di Lancer Evo IX. Quarto posto per la giovane Gabriella Pedroni che continua a mietere ottimi risultati e precede il biturgense Lorenzo Mercati.

Sebastien Petit (Foto Claudio Ricciotti)

Sebastien Petit (Foto Claudio Ricciotti)

Il figlio d’arte non si lascia intimidire dalla concorrenza straniera ed inanella un buon piazzamento assoluto. Nota di colore l’ottavo posto del kosovaro Gazmend Demolli con una poderosa Opel Astra HGTC-OPC. Demolli intende compiere un salto di qualità nel 2019 partecipando ad un campionato straniero o continentale. Nel Gruppo CN bella vittoria per Francesco Turatello con la Osella Pa21 a motore Honda, identica vettura del neo-campione italiano di categoria Rosario Iaquinta e di Marco Capucci che completano il podio. Il folto gruppo della E1 vede un ampio assortimento di vetture, dalla piccola Citroen Saxo del greco Vasileos Rekkas alla Renault Clio di Konrad Biela alle Mitsubishi Lancer di Marius Savu e Vasile Sorin Botez per arrivare alla Fiat Cinquecento dell’irruento sloveno Patrik Ruzzier ed alla Volkswagen Corrado di Hans-Peter Eller.

Gabriella Pedroni (Foto Claudio Ricciotti)

Gabriella Pedroni (Foto Claudio Ricciotti)

Alla fine a vincere è Roger Schnellman con una Mitsubishi Lancer Evo VIII davanti a due auto identiche: quella in specifica IX di Michal Ratajczyk e quella in versione Evo V di Szymon Lukaszczyk. Sia Ratajczyk che Lukaszczyk provengono dalla Polonia, una nazione in cui le cronoscalate sono in piena espansione dopo anni in tono minore. “Solo” quarto Nikolay Zlatkov con l’Audi Quattro S1, un pilota molto popolare anche in Italia. Precede la Volkswagen Scirocco di Thomas Strasser. Fino all’ultimo l’austriaco era incerto se gareggiare in Umbria o preferire la Cividale-Castelmonte, ultima prova del Campionato Austriaco.

Lucio Peruggini (Foto Claudio Ricciotti)

Lucio Peruggini (Foto Claudio Ricciotti)

Non molta fortuna per Luigi Sambuco con l’Alfa Romeo 155 GTA e Milan Bubnic con la potentissima Lancia Delta Integrale, entrambi fermati da guasti tecnici in terza manche ed alla fine settimo ed ottavo di classe davanti alla BMW 320 STW dell’italo-lussemburghese Canio Marchione. Dodicesimo posto per il tedesco di Calabria Egidio Pisano con la Volkswagen Golf Minichberger GTI STW. Solo cinque le GT al via ma di qualità con il successo di Lucio Peruggini con la Ferrari 458 GT3 ai danni di Marco Iacoangeli con la BMW Z4 GT e di Luca Gaetani con la Ferrari 458 Italia GT3. Risorge da un duro incidente in prova Jose Correia e chiude quarto con la Nissan GT-R Nismo.

Andrea Palazzo (Foto Claudio Ricciotti)

Andrea Palazzo (Foto Claudio Ricciotti)

In S2000 successo per Robert Slugocki con la Mitsubishi Lancer Evo X R4 dopo che Stamatis Katsimis, un passato nel Trofeo Formula 3 italia nel 2001, si ferma con una auto identica per problemi di guidabilità che lo portano a toccare un muro in seconda manche di gara. In Open SC vittoria per David Meillon su Norma M20 FC BMW V8 davanti a Fabien Bouduban, che con la Norma M20 FC PKP Nissan si fa vedere spesso nelle gare internazionali. Terzo è Kurt Camilleri con la Radical ProSport Suzuki, non male per il maltese. Dominio inglese in Open SS con Hall, Moran e Willis che completano il podio, mentre Faggioli si consola con la vittoria in E2 SC.

Roger Schnellman (Foto Claudio Ricciotti)

Roger Schnellman (Foto Claudio Ricciotti)

Foltissimo il gruppo della Open TCGT che includeva ben cinquantatre vetture al via e vede la vittoria della Porsche 997 GT2 di Nicolas Werver ai danni della BMW M3 E92 di Yannick Poinsignon e della Porsche 911 Cup di Humberto Janssens. Sono diversi gli italiani presenti in questa classe tra cui segnaliamo Roberto Ragazzi settimo di categoria su Ferrari 458 Challenge Evo, Vito Tagliente quattordicesimo su Peugeot 308 1.6 THP, Andrea Palazzo diciannovesimo su Peugeot 308 RC, Giovanni Loffredo ventesimo con la Mini Cooper S JCW che gli è valsa il titolo RSTB Plus 2018, Vincenzo Ottaviani trentottesimo con la Citroen Saxo Vts con cui ha vinto il titolo italiano N1600,

Il folto pubblico accorso a Gubbio per godere della splendida giornata dedicata al FIA Hillclimb Masters (Foto Claudio Ricciotti)

Il folto pubblico accorso a Gubbio per godere della splendida giornata dedicata al FIA Hillclimb Masters (Foto Claudio Ricciotti)

Teo Furleo quarantaduesimo con la Peugeot 106 GTI S16 ed Angelo Mercuri capace di stampare ottimi tempi con la propria Fiat 500 e giunto quarantanovesimo di gruppo. Vogliamo concludere con la E2 Silhouette, vinta dalla potentissima Mercedes SLK 340 Judd di Reto Meisel davanti alla Fiat X1/9 di Manuel Dondi ed alla Audi TT-R DTM di Vladimir Vitver. Quarto posto per Carmine Tancredi con la BMW 320 Cosworth, capace di battere la Lancia Delta Evo di Fulvio Giuliani. Molto sfortunati i croati Domagoj Perekovic e Tomislav Muhvic fermati da guasti meccanici alle loro Mitsubishi Lancer Evo IX e relegati al settimo ed ottavo posto di classe. In questa categoria spicca al via la BMW 320 E36 Judd V8 portata in gara da Jorg Weidinger: l’ex-bolide con cui Georg Plasa si è reso estremamente popolare in Italia a partire dal 2003. La meccanica però tradisce il tedesco e lascia il pubblico con l’amaro in bocca già nella prima salita di gara.

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