24 Heures du Mans, trionfo per la Porsche 919 Hybrid

Redazione
Pubblicato il giugno 18, 2017, 8:30 pm
9mins

L’edizione 2017 della 24 Heures du Mans, salutata da buone condizioni meteo e dal classico enorme afflusso di pubblico, arride alla Porsche 919 Hybrid. A condurre alla vittoria il bolide di Stoccarda targato #2 sono Earl Bamber, Timo Bernhard e Brendon Hartley che rimontano dalla cinquantasettesima posizione occupata nelle prime battute di gara ed approfittano dei problemi di calo pressione dell’olio che eliminano i compagni di team Nick Tandy, André Lotterer e Neel Jani per portarsi in testa. Una gara difficile per le vetture ad alimentazione ibrida. A parte il vittorioso equipaggio Porsche, ben quattro vetture di questa tipologia finiscono nella lista degli undici ritirati. Weekend nero in particolare per le Toyota TS050 Hybrid pilotate una da Mike Conway, Kamui Kobayashi e Stephane Sarrazin e l’altra da José Maria Lopez, Nicolas Lapierre e Yuji Kunimoto.

Bellissimo scorcio delle fasi iniziali della 24 Heures du Mans

Bellissimo scorcio delle fasi iniziali della 24 Heures du Mans

La prima vettura, autrice della pole position e del giro con media più alta di sempre sul tracciato della Sarthe, è stata costretta alla resa dal cedimento prima della frizione e poi della trasmissione. La seconda si deve arrendere per i danni subiti in un tamponamento durante le fasi in notturna. Questo permette alla Jackie Chan DC Racing, squadra gestita dal celebre attore noto in Italia per i suoi film di arti marziali, di artigliare il secondo posto ad un giro dai vincitori con la Oreca 07 Gibson pilotata da Oliver Jarvis, Ho-Pin Tung e Thomas Laurent, ultimi a cedere alla rimonta di Bamber, Hartley e Bernhard. Un’altra Oreca 07 Gibson chiude sul campo al terzo gradino del podio con Nelson Piquet jr, Mathias Beche e David Heinemeier Hansson, staccata di tre giri dalla Porsche vincente. Nel post-gara doccia gelata per questo equipaggio che viene squalificato perdendo il bronzo.

Il podio assoluto della 24 Heures du Mans riservato alla Porsche e alle due Oreca 07 LMP2

Il podio assoluto della 24 Heures du Mans riservato alla Porsche e alle due Oreca 07 LMP2

A completare il successo della Jackie Chan DC Racing sono così David Cheng, Tristan Gommendy ed Alex Brundle, sempre su una Oreca 07 Gibson, che si susseguono sul gradino più basso del podio ottenuto a tavolino. La moneta di legno per la quarta posizione va alla migliore delle vetture francesi, la Signatech Alpine Matmut A470 pilotata da Nelson Panciatici, Pierre Ragues e dal brasiliano André Negrao. Un suo errore priva la sport francese di un risultato ancor più brillante. Battuta comunque la Ligier JS P217 di William Owen, Hugo De Sadeleer e Filipe Albuquerque. Sesta la Oreca 07 Gibson della Graff con al volante James Allen, Richard Bradley e Franck Matelli, un risultato di buona qualità per dei piloti non ancora famosi. Precedono di un giro l’identica Oreca 07 Gibson di Jonathan Hirschi, Jean-Eric Vergne e del thailandese Tor Graves, in una delle sue migliori performance di sempre a Le Mans.

Piazza d'onore per la Oreca 07 Gibson #38 pilotata da Oliver Jarvis, Ho-Pin Tung e Thomas Laurent

Piazza d’onore per la Oreca 07 Gibson #38 pilotata da Oliver Jarvis, Ho-Pin Tung e Thomas Laurent

Nona posizione per la sola superstite delle Toyota ufficiali. L’ottavo posto -a tavolino- di Sebastien Buemi, Kazuki Nakajima e Anthony Davidson, causato da una lunga sosta ai box per problemi di natura elettrica, è vissuto dai meccanici della Toyota Gazoo Racing come l’ulteriore simbolo di una sconfitta bruciante. E’ dal 1990 che la Toyota fallisce l’assalto a Le Mans. Al contrario, festa grande per quello che è il migliore equipaggio italiano degli ultimi anni sulla pista della Sarthe. Parliamo della Dallara P217 Cetilar con i colori della Villorba Corse e pilotata da Andrea Belicchi, Giorgio Sernagiotto e Roberto Lacorte: quest’ultimo è lo sponsor ed il finanziatore ufficiale del progetto, rivelatosi un successo strepitoso. Il nono posto assoluto, decimo sul campo, è un ottimo punto di partenza per attaccare le posizioni più alte nelle prossime 24 Ore di Le Mans e negli eventi futuri del FIA World Endurance Championship.

Incredibile nono posto per la Dallara P217 Cetilar - Villorba Corse pilotata da Belicchi, Sernagiotto e Lacorte

Incredibile nono posto per la Dallara P217 Cetilar – Villorba Corse pilotata da Belicchi, Sernagiotto e Lacorte

Da anni non si vedeva una sport italiana arrivare così in alto a Le Mans. L’ultima a conquistare un piazzamento di tale spessore fu la Ferrari 333 SP, nel lontano 1997: e si trattava già di un progetto obsoleto. A completare la top ten è quindi la Alpine A470 di Matt Rao, Gustavo Menezes e Romain Dumas. Al tredicesimo posto spicca uno dei piloti più anziani a correre sulla Sarthe, Jan Lammers, che vanta una carriera di oltre quaranta anni nelle corse e dimostra di saperci ancora fare con la Dallara P217 divisa con un beniamino dei tifosi Ferrari, Rubens Barrichello. Terzo pilota è Frits Van Eerd, un olandese. Sedicesimo un equipaggio di figli d’arte composto da Bruno Senna, Nicolas Prost e Julien Canal con una Oreca 07 Gibson. Precedono i vincitori della LM GTE Pro Darren Turner, Jonathan Adam e Daniel Serra con una Aston Martin Vantage GTE.

Debacle inaspettata per la Toyota. Dobbiamo scendere fino all'ottava posizione per trovare la vettura #8 di Buemi, Nakajima e Davidson

Debacle inaspettata per la Toyota. Dobbiamo scendere fino all’ottava posizione per trovare la vettura #8 di Buemi, Nakajima e Davidson

Poco da fare per la Ferrari 488 GTE di Davide Rigon, Sam Bird e Miguel Molina fuori nettamente dal podio di classe. Dietro questa 488 finiscono le Ford GT EcoBoost di Joey Hand, Tony Kanaan e Dirk Muller poi Ryan Briscoe, Scott Dixon e Richard Westbrook. Per le vetture di Ganassi una brutta performance corale. In LM GTE AM successo per la Ferrari 488 GTE di Robert Smith, Will Stevens e Dries Vanthoor ventiseiesimi assoluti. Sconfitta, ma con onore, la Ferrari 488 GTE Spirit of Race di Duncan Cameron, Aaron Scott e Marco Cioci. Terza di classe un’altra 488 GTE pilotata dagli americani Cooper MacNeil, Bill Sweedler e Townsend Bell. Un cenno anche per la Ferrari di Weng Sun Mok, Keita Sawa e Matt Griffin che termina quinta di classe e trentunesima assoluta.

Secondo posto tra le LMGTE Pro per la Ford #67 di Priaulx, Tincknell e Derani

Secondo posto tra le LMGTE Pro per la Ford #67 di Priaulx, Tincknell e Derani

Trentaquattresimo posto assoluto per la giovane stella Matteo Cairoli sulla Porsche 911 RSR divisa con Christian Ried e Marvin Dienst; quarantunesima posizione per Francesco Castellacci su una Ferrari 488 della Spirit of Race divisa con Thomas Flohr e Olivier Beretta, e alle sue spalle giunge la 488 DH Racing di Andrea Bertolini, Niclas Jonsson e Tracy Krohn. Alessandro Balzan archivia la gara francese al quarantaquattresimo posto con la 488 divisa con Christina Nielsen e Bret Curtis, mentre Alessandro Pierguidi e Michele Rugolo sono quarantaseiesimi con la 488 GTE AF Corse divisa con James Calado.

Chiudiamo con due bellissime immagini catturate all'alba della 24 Heures du Mans

Chiudiamo con due bellissime immagini catturate all’alba della 24 Heures du Mans

Mesto ritiro per Giancarlo Fisichella e Toni Vilander con la 488 GTE di Risi Competizione, a causa di una collisione che coinvolge Pierre Kaffer. Subito fuori per noie meccaniche la ENSO Nismo di Marco Bonanomi, Dominik Kraihamer e Oliver Webb. Degna di nota la presenza nel paddock di Billy Monger, lo sfortunato pilota inglese rimasto privo di entrambe le gambe in uno sciagurato incidente durante una gara di Formula 4 a Donington poche settimane fa.

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